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Pedagogia Speciale: Il Pregiudizio sull'Handicap e la Cultura dello Scarto, Sintesi del corso di Pedagogia Sperimentale

L'analisi, lo studio e l'approfondimento del pregiudizio sull'handicap e della sua origine, ma soprattutto l'esplorazione delle possibili vie per superarlo attraverso l'educazione, rappresenta uno tra i più significativi ambiti di ricerca per il pedagogista speciale. Sono i pregiudizi e gli stereotipi che legittimano culturalmente ogni separazione tra normali e diversi.

Tipologia: Sintesi del corso

2016/2017

Caricato il 01/02/2017

Micifrisi
Micifrisi 🇮🇹

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HANDICAP E PREGIUDIZIO – Le radici culturali
PRIMA PARTE PARLA DEL PREGIUDIZIO, COME SI ORIGINA
Seconda -> si andranno a cercare le origini delle radici, quelli sfondi in cui abita il pregiudizio. Sfondo
pregiudizio, stereotipo a galla. Pregiudizio sfondo che affonda all’interno di una cultura
Terzo -> handicap: cosa significa, differenza tra deficit e handicap
Quarto -> cap dedicato al superamento del pregiudizio, atteggiamenti mentali che ci aiutano ad andare oltre
Quinto -> prospettive dell’educazione -> importante -> ci aiutano a capire come intervenire per superare il
pregiudizio attraverso l’azione educativa
Sesto -> affondo sulla malattia mentale. Uno dei pregiudizi più forti sono quelli che accompagnano la
malattia mentale.
PREGIUDIZIO
1. Potere agito subito. Chi lo agisce allo stesso tempo lo subisce nei termini della riduzione della possibilità
di comprendere la realtà. Chi lo subisce allo stesso tempo lo agisce portandone il peso, assumendone i
contorni e le deformità. È il soggetto che ha il pregiudizio ma è un attore che ne subisce le conseguenze
perché ne sono vittime(riduzione della possibilità d’incontro con l’altro).
Potere del pregiudizio -> azione limitante, attiva e passiva. “potere” dell’uomo sull’uomo.
2. Forma del “non vedere” – riflessione etica riguardante il “dover essere” dell’Io, del Tu e del reale.
Nella difficile distinione tra realtà e illusione, il pregiudizio è la maschera confezionata dalla ragione stessa
o per altri quando la diversità non è compresa ma scartata. Quando non si riesce a capire che siamo tutti
uguali.
“La follia del folle in lui è fiorita, in me è ancora seme”.
3.Termine che deriva dalla lingua latina e significa giudizio anticipato, prima del tempo, prima di aver
pensato, conosciuto, riflettuto abbastanza.
Processo di pensiero dal quale emerge un’idea frettolosa, superficiale, preconcetta. Giudizio avventato,
antecedente all’esperienza, giudizio privo di giustificazioni razionali.
Più che descrivere il pregiudizio descrivono gli effetti.
Quando noi analizziamo il pregiudizio se crediamo di identificarlo nei nostri pregiudizi siamo fuori strada
perchè i pregiudizi sono già le conseguenze dei pregiudizi. Per capire cosa sono dobbiamo muoverci nella
zona che sta prima del pregiudizio.
Qualcosa che ci porta ad avere dei giudizi (ci danno la sensazione di dire qlc di sensato – si affaccia alla
coscienza non come idea malsana ma come idea rigorosa, fondata. La forza del pregiudizio sta in questo.)
Opera fuori dal campo della coscienza
Alcuni pregiudizi non si fondano su evidenze certe ma su “a priori” (e condizionano le nostre coscienze)
Pregiudizio non è un giudizio affrettato ma è qualcosa che viene prima del giudizio rendendo il giudizio
falso, malsano, non veritiero.
L’indagine sul pregiudizio è un indagine su ciò che viene prima dell’uso della ragione.
4. Avere pregiudizi significa: essere stati superficiali con conseguente sviluppo di idee o convinzioni
lontane dalla realtà riguardo cose o persone.
5. Differenza tra Opinio praiedicata e praeiudicium:
Opinio praieudicata (opinione preconcetta, contaminata dal pregiudizio) -> ragionamento o congettura
inconsistente in quanto riflette pensieri e logiche date a priori. Effetto del giudizio anticipato.
Sono ql cosa che vediamo negli altri = effetto pregiudizio. La persona che emette l’opinio non lo fa in
moco consapevole.
Praeiudicium (pregiudizio). Rinvio a ciò che viene prima del giudizio. A- priori – strutture di
distorsione del senso su cui poggia la presunta bontà di quelle affermazioni che anche nel momento in
cui sono condivise da molte persone non sono altro che espressione di altri pregiudizi. Dobbiamo cercare
il pregiudizio fuori dall’ambito della coscienza soggettiva.
Pedagogia speciale – Angelo Lascioli
2013/2014
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HANDICAP E PREGIUDIZIO – Le radici culturali

PRIMA PARTE PARLA DEL PREGIUDIZIO, COME SI ORIGINA

Seconda -> si andranno a cercare le origini delle radici, quelli sfondi in cui abita il pregiudizio. Sfondo pregiudizio, stereotipo a galla. Pregiudizio sfondo che affonda all’interno di una cultura Terzo -> handicap: cosa significa, differenza tra deficit e handicap Quarto -> cap dedicato al superamento del pregiudizio, atteggiamenti mentali che ci aiutano ad andare oltre Quinto -> prospettive dell’educazione -> importante -> ci aiutano a capire come intervenire per superare il pregiudizio attraverso l’azione educativa Sesto -> affondo sulla malattia mentale. Uno dei pregiudizi più forti sono quelli che accompagnano la malattia mentale.

PREGIUDIZIO

1. Potere agito subito. Chi lo agisce allo stesso tempo lo subisce nei termini della riduzione della possibilità di comprendere la realtà. Chi lo subisce allo stesso tempo lo agisce portandone il peso, assumendone i contorni e le deformità. È il soggetto che ha il pregiudizio ma è un attore che ne subisce le conseguenze perché ne sono vittime(riduzione della possibilità d’incontro con l’altro). Potere del pregiudizio -> azione limitante, attiva e passiva. “potere” dell’uomo sull’uomo. 2. Forma del “non vedere ” – riflessione etica riguardante il “dover essere” dell’Io, del Tu e del reale. Nella difficile distinione tra realtà e illusione, il pregiudizio è la maschera confezionata dalla ragione stessa o per altri quando la diversità non è compresa ma scartata. Quando non si riesce a capire che siamo tutti uguali. “La follia del folle in lui è fiorita, in me è ancora seme”. 3.Termine che deriva dalla lingua latina e significa giudizio anticipato , prima del tempo, prima di aver pensato, conosciuto, riflettuto abbastanza. Processo di pensiero dal quale emerge un’idea frettolosa, superficiale, preconcetta. Giudizio avventato, antecedente all’esperienza, giudizio privo di giustificazioni razionali. Più che descrivere il pregiudizio descrivono gli effetti. Quando noi analizziamo il pregiudizio se crediamo di identificarlo nei nostri pregiudizi siamo fuori strada perchè i pregiudizi sono già le conseguenze dei pregiudizi. Per capire cosa sono dobbiamo muoverci nella zona che sta prima del pregiudizio. Qualcosa che ci porta ad avere dei giudizi (ci danno la sensazione di dire qlc di sensato – si affaccia alla coscienza non come idea malsana ma come idea rigorosa, fondata. La forza del pregiudizio sta in questo.) Opera fuori dal campo della coscienza Alcuni pregiudizi non si fondano su evidenze certe ma su “a priori” (e condizionano le nostre coscienze) Pregiudizio non è un giudizio affrettato ma è qualcosa che viene prima del giudizio rendendo il giudizio falso, malsano, non veritiero. L’indagine sul pregiudizio è un indagine su ciò che viene prima dell’uso della ragione. 4. Avere pregiudizi significa : essere stati superficiali con conseguente sviluppo di idee o convinzioni lontane dalla realtà riguardo cose o persone. 5. Differenza tra Opinio praiedicata e praeiudicium:

  • Opinio praieudicata (opinione preconcetta, contaminata dal pregiudizio) -> ragionamento o congettura inconsistente in quanto riflette pensieri e logiche date a priori. Effetto del giudizio anticipato. Sono ql cosa che vediamo negli altri = effetto pregiudizio. La persona che emette l’opinio non lo fa in moco consapevole.
  • Praeiudicium (pregiudizio). Rinvio a ciò che viene prima del giudizio. A- priori – strutture di distorsione del senso su cui poggia la presunta bontà di quelle affermazioni che anche nel momento in cui sono condivise da molte persone non sono altro che espressione di altri pregiudizi. Dobbiamo cercare il pregiudizio fuori dall’ambito della coscienza soggettiva.

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Il pregiudizio è scandaglio di qst “a priori”. Non è solo un processo di ragione. I pregiudizi non sono solo l’effetto del ragionamento perché coinvolge in se il comportamento , atteggiamento. Pensiero che supera la razionalità e invade l’operatività.

6. Reciprocità dei pregiudizi : a pregiudizio corrisponde pregiudizio (es. bianchi-neri, maschi-femmine). Questa reciprocità non ha fondamento per i gruppi di abili e disabili -> unica direzione = asimmetria Pregiudizio sull’handicap: capire quali siano le strutture di significato che incanalano la riflessione e il pensiero nella direzione della formulazione dei pregiudizi. 7. Rimedio : non basta correggere i modi o riflettere prima di emettere qualsiasi giudizio perché non è solo un problema della conoscenza e non si inserisce solo ed esclusivamente a processi mentali consapevoli. 8. Pregiudizio sull’handicap : lo sfondo di senso antecedente il giudizio e sfuggevole al controllo del soggetto intento a pensarne la formulazione. X questo sfugge alla consapevolezza, non riguarda la razionalità ma le sue strutture di senso (radici culturali) ne alimentano i contenuti = il pregiudizio appare come argomento valido, fondato. Laddove è presente il pregiudizio avviene la contaminazione della soggettività che travalica la sfera della razionalità, del cognitivo e investe atteggiamenti, azioni, mondus operandi del soggetto. Sfocia sempre in modi di agire , condotte o atteggiamenti. Pregiudizio. Termine che si può prestare a una duplice lettura. Ci sono pregiudizi favorevoli. (mamma che ritiene la figlia la più brava, intelligente..)

Mazzara : diverse spiegazioni:

  • spiegazioni che considerano il pregiudizio nelle sue basi ordinarie restando a livello dell’individuo, concentrandosi sui processi di funzionamento dell’essere umano in qnt tale nella sua specificità biologica o psicologica.
  • (^) Spiegazioni che riflettono sugli aspetti ordinari del pregiudizio e dell’ostilità fra gli esseri umani a partire piuttosto dall’osservazione dei modi tipici con i quali si rapportano gli uni agli altri.
  • Spiegazioni che mettono l’accento sui processi anormali che spingono gli individui ad essere ostili nelle parole e negli atteggiamenti nei confronti dei diversi.
  • Spiegazioni che individuano l’origine del pregiudizio e delle ostilità in modalità distorte e storicamente defite di organizzazione della società.

La psicologia sociale e in particolare Allport (the Nature of Prejudice) individua nel pregiudizio almeno 3 componenti intrinseche: a. Motivazionale b. (^) Cognitiva c. Comportamentale La complessità con cui si manifesta alla mente l’ambiente sociale, induca l’individuo a elaborazioni semplificanti della realtà utili a ottenerne maggiore comprensione cognitiva: il funzionamento della mente per natura va nella direzione delle semplificazione e dell’economicità. -> pregiudizio come prodotto dell’interazione tra “sistema mente” e “sistema società”.

Analisi dei fattori sociali Sherif: il conflitto e l’emulazione (desiderio di imitare) tra i gruppi siano alla base del processo di costruzione di atteggiamenti e comportamenti pregiudiziali. Cox : il pregiudizio trova la sua ragion d’essere nel contesto sociale (fattori utilitari e materiali) – divisione della società tra dominanti e dominati. Rose : fattori sociali come il senso di disagio e isolamento sono la base di ogni forma di pregiudizio. Il disagio sociale innesca un meccanismo che riduce le minoranze come capro espiatorio delle insoddisfazioni e del senso di colpa. Rokeach : a influenzare gli atteggiamenti pregiudiziali sia l’incongruenza delle credenze, ovvero percezione che gli altri non posseggano sistemi di credenze simili al nostro.

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Ci vuole molta forza a lasciar fare xk la forza d Dio è nel darsi, nell’esporsi debole perché non vuole utilizzare la forza per superare la debolezza. Nel prendere su di se il dolore, nel riconoscere il limite, nell’autolimitarsi c’è una forza che ti fa uscire più forte. Il dio è colui che salvaguardia la vita perché è colui che è portatore di qst vita.

Nello spazio della debolezza c’è qualcosa che mi permette di respirare a pieni polmoni l’aria della vita.

Radice culturale: l froza il coraggio, la tenuta, il futuro non sono conciliabili con la debolezza.

Ritenere che la ragione è folle, straparlante, sregolata, ritenere che sia follia serve per generare una distanza tra me sano e l’altro folle. Il preg serve per mantenere forte questa illusione, è quel “a priori” che mi fa pensare che se è così allora non potrò esserlo io. Tra i pensieri del folle ci sono pensieri sani, e trai pensieri sani ci sono le follie. Se guardi l’abisso, l’abisso guarderà dentro di te. Ciò che rende forte l’impatto educativo è il superamento interiore delle distanze tra me e l’altro che mi fa presupporre che lui sia diverso da me Se vuoi incontrare il disabile, incontra prima la fragilità che sta in te Se vuoi incontrare il folle incontra prima la folli dentro di te Pregiudizio: serve per nascondere a me le strutture del mio vero essere fatto di debolezze, irrazionalità, follia -> origine ontologica.

Come superare il pregiudizio sull’handicap

  1. recuperare a se stessi la visione della propria debolezza, follia, fragilità. Cominciare a capire e guardare a se come persone che possiamo continuare a camminare anche se abbiamo delle debolezza. Il forte è colui che continua a camminare nonostante porti il carico delle proprie debolezze. La forza è la cura e non l’estromissione delle debolezze. Equilibrio interiore che
  2. imparare l’époque = metodica della mente che gli antichi avevano già imparato. Nasce nella Grecia nel momento in cui iniziano a confrontarsi con altri popoli (crisi epoca greca). In qst momento scoprono che la froza della ragione non significa scartare ciò che è altro da te ma è guardare le cose senza farti influenzare dalle cose in cui credi. Sospendere il proprio giudizio. Es del guardare fuori e vedere gli alberi. Guardare e vedere le cose oltre ciò che so già. Il pregiudizio opera strettamente con gli stereotipi.

Stereotipo: era la lastra d rame che veniva incisa dal tipografo che serviva per stampare. Meccanismo attraverso il quale impregnamo una realtà che rimane sempre la stessa. Meccanismo attraverso i quale le persone etichettano delle persone

Pregiudizio sfondo culturale e stereotipo è l’ipersemplificazione della realtà

  1. Allport se vogliamo superare il pregiudizio non possiamo solo operare a livello istruttivo sugli stereotipi; bisogna andare alle origini – il contatto. Se tu vuoi superare gli stereotipi geneare una situazione di contatto. Ha dei limiti per quanto riguarda l’handicap. Studio Gibson (103) – se io prendo dei minori che hanno pregiudizi nei confronti dei loro compagni disabili e voglio aiutarli a superare qst preg li metto in contatto. tuttavia emerge che i bamb cha hanno visssuto qst esperienza sviluppano una drastica riduzione del pregiudizio ma ci sono due limiti:
  • non estendono alla disabilità in generale
  • qst esperienza non sempra durare se non durare

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-coloro che hanno ft esperienza positiva hanno un limite: nn riescono a modificare il parere dei pari quindi è un’esperienza che rimane isolata La teoria ha valore potente ma deve durare Marzana: Attorno al pregiudizio sull hand sembra che scattino cause che operano su questioni multifattoriali. Spesso il pregiudizio si radica nelle persone che in passato hanno avuto una situazione famigliare particolare. Il disabile appare a qst persone come un capro espiatorio sui quali scaricare le frustrazioni.

Cocs e Rosi ritengono che il pregiudizio può avere a che fare con situazioni economiche e sociali. In situazioni di crisi qnd certi gruppi si sentono minacciati scaricano le loro paure, crisi su altri gruppi.

LA CULTURA DELLO SCARTO

Radici del pregiudizio sull’handicap L’uomo che educa deve progettare per colui che cresce la capacità di affrontare il cambiamento ,il distacco, la separazione per conquistare la propria autonomia e libertà.

È nella diversità dell’altro che l’uomo ha la possibilità di poter essere nutrimento e vita.

Frankl: la vita umana è “compito” e “risposta” ; l’uomo deve avvertire il dovere sia di scoprire quali sono le domande che la vita gli pone e deve anche individuare nel quotidiano le risposte. L’uomo in quanto frammento necessità di essere visto alla luce dell’intero a cui si riferisce e a cui si rinvia in sé. Questo è anche l’unico suo vero handicap. Limes -> linea di confine, frontiera fortificata Limen -> soglia, ingresso, possibilità di trascendenza che rinvia a ulteriore trascendenza.

L’integrazione del frammento è un processo di restituzione di significato che risana la carenza ontologica di cui l’uomo in quanto frammento è portatore. “Un pezzo di Infinito è equipotente a tutto l’Insieme Infinito di cui il pezzo è solo parte”. Von Balthasar: “ogni frammento suggerisce la totalità”. Integrazione non significa l’imposizione di un frammento ideologicamente assunto a totalità. Ogni uomo rappresenta un valore universale in quanto parte dell’espressione dell’umanità intera. È unico, irripetibile. L’integrazione del frammento ha senso a partire da un’anticipazione simbolica che sappia dare ragione al tutto senza scarto. Il pregiudizio sull’handicap è il risultato di un sistema simbolico che alimenta la “cultura dello scarto”. Da qui l’incapacità di operare quei cambiamenti che portano ad accoglierlo, comprenderlo e conoscerlo. La dignità della persona umana se pur frammentata mantiene il suo valore. Pregiudizio sull’handicap : azione di scarto, processo di disintegrazione di quel frammento che è l’umanità di colui che ha un handicap. Si sviluppa a livello sociale, economico, politico, culturale. La “cultura dello scarto ”: errata interpretazione del significato del frammento. Dentro ogni frammento, anche se frammentato dall’handicap, si trova lo splendore della vita, dell’umanità della persona che può divenire personalità. Essere frammento è un dato che riguarda ogni uomo, non solo il portatore di handicap. C’è sempre una parte di noi che è scarto e che va recuperata in nome di una maggiore autenticità di ciò che siamo, di maggiore intimità con noi stessi e con gli altri.

Cosa perdono la cultura e la civiltà disinteressandosi dell’handicap , del disabile e del “frammento di umanità”? Cosa si guadagnerebbe nel simbolizzare e metabolizzare, digerire, far propri questi frammenti? Raccolta differenziata, riutilizzo di materie prime = tentativo di superare la logica dello scarto.

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La decostruzione nasce nel momento in cui un individuo guarda questo sistema culturale e lo guarda criticamente pensando di doverlo cambiare. La pedagogia della decostruzione può evitare l’aufhebung della civiltà: ossia il rigenerarsi delle deformazioni dal presente nel futuro. Pericolo -> che la società si trasformi in civiltà dell’ipo-crisia, ovvero civiltà che nasconde a se stessa le ragioni del proprio essere in crisi.

Lo scarto dell’evento Questa civiltà della crisi ha serie difficoltà di comprensione del mondo della vita e della realtà. La crisi si riflette sull’educazione dando vita ad una situazione angosciante: non si capisce qualcosa che si sente e si capisce qualcosa che non si sente. La civiltà della crisi è interpretabile come lo scollamento del simbolo dall’evento? Evento: qualcosa che accade Segno: discorso Unione -> ciò che accade espresso in un discorso Problema: la nozione dell’evento si presenta al sistema del segno come qualcosa che non può essere inglobato in un discorso. La realtà ha almeno tre dimensioni: 1. Segno 2. Evento 3. Senso (significato di ciò che accade) L’evento si trova oggi intrappolato in un senso che ne riduce la portata. Civiltà della crisi eccedenza dell’evento rispetto al segnodiscorso. Ricoeur: la richiesta di senso si presenta come una richiesta di padroneggiamento dell’aspetto dell’evento. Problema: l’ordine prestabilito di senso con i quali l’evento è detto e interpretato si pone in un orizzonte di senso che scarta come “non senso” tutto ciò che non rientra nelle categorie culturali in uso. L’evento che per sua natura è portatore di novità se non forza l’ordine precostituito del segnosenso, si sprigiona come malessere collettivo nella forma di ansia, paura e ulteriori crisi. Per recuperare l’ulteriorità dell’evento è necessario istituire un nuovo ordine di segni e significati in grado di recuperare gli scarti culturali. Per uscire da qst civiltà è necessario un logos forte.

Lo scarto scientifico Scopo ricerca scientifica: rendere più comprensibili, interpretabili i fenomeni complessi. Ne consegue che nel disgregare il tutto per renderlo più semplice la realtà subisce delle mutilazioni che non permettono di coglierne la sua vera complessità. Com’è possibile riuscire a cogliere la complessità sena svolgere delle semplificazioni? Edgar Morin trova 4 problemi che l uomo dovrebbe tener presente:

  • Causa errore -> modo in cui il nostro pensiero p organizzato in sistemi di idee
  • Ignoranza legata allo sviluppo della scienza
  • Cecità dovuto al uso errato della ragione
  • Minacce gravi legate all’uso cieco e incontrollato della coscienza.

Scarto scientifico per Larocca ->surrazionalismo: come il pregiudizio rappresenta un tentativo di fuga dalla complessità al fine di un utilizzo strumentale della conoscenza. Progresso tecnico e scientifico pone un divario sempre più netto tra capacità d’uso e conoscenza. Potere scientifico non si limita a fornire strumenti ma sprt “forme di conoscenza” della realtà preconfezionate. Collins: computer -> costituito da piccoli gruppi di informazioni, ha avuto un educazione solitaria. Per questo il rischio di produrre un sapere sganciato dall’uomo e dalle relazioni umane. Computer: conoscenza = assemblaggio di informazioni Uomo: conoscenza = frutto dell’intersoggettività (dialogo) Turing -> previsione sociologica -> cambiamenti nel momento in cui le macchine entreranno a far parte della vita dell’uomo:

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  • Più brave nell’imitarci
  • Più caritatevoli nei confronti delle macchine
  • (^) Nostro comportamento + simile alle macchine
  • Nostra immagine + simile a ql delle macchine. Rischio -> nostro ruolo nel mondo venga a meno. Bisogna salvaguardare l’umanità in qst processo di oggettivazione valorizzando la soggettività nel suo significato più profondo. La soggettività è la realtà stessa. La scienza dovrà porsi delle basi in modo tale da costruire un dialogo con le altre discipline. Oggi -> clima culturale di silenzio-assenso scientifico sul dato di fatto che l’uomo soffra di non senso.

DA INSERIRE PAG 67, 68, 69, 70

PARTE TERZA – HANDICAP

“Vedere l’uomo al di là dell’handicap” Pregiudizi, stereotipi e handicap L’uomo ha il potere di lenire il dolore, calmare la sofferenza e ridurre il limite se, anche solo per un attimo, l’altro non è + l’altro, il diverso non è più diverso e l’handicap diventa ognuno. Vedere l’uomo al di là dell’handicap vuol dire vedere l’uomo nell’handicap, il limite di ogni uomo: abile o disabile che sia. Non riuscire a vedere è una distorsione risultante da un educazione non corretta.

Handicap : condizione di svantaggio, conseguente a menomazione o disabilità che limita o impedisce lo svolgimento normale del ruolo in relazione all’età, al sesso, ai fattori culturali e sociali. Caratterizzato dalla discrepanza fra l’efficienza o lo stato del soggetto e le aspettative di efficienza e di stato del soggetto stesso. Rappresenta la socializzazione di una menomazione o di una disabilità e come tale riflette conseguenze (cult, soc, econom e ambient) che derivano all’individuo per via della menomazione o disabilità. Punto di vista peda speciale : condizione di svantaggio sociale, stato di bisogno derivante da specifiche difficoltà che il soggetto trova nell’incontro con l’ambiente e che e nelle quali e possibile intervenire a livello educativo. Larocca : handicap si manifesta come “resistenza alla riduzione d’asimmetria tra essere e poter essere = resistenza all’educazione Canevaro : conseguenza contenuta o aggravata dall’impatto con l’ambiente e le sue diverse interpretazioni. Il sogg non porta un handicap perché prima di portarlo ha trovato quel danno nell’ambiente.

Deficit: perdita o anomalia a carico di strutture o funzioni Situazione di handicap: emarginazione, svantaggio, esclusione a motivo di fattori culturali, sociali, psicologici. Se qst fattori non agissero con la loro azione disruttiva un soggetto anche con gravi disabilità non sarebbe in una condizione di handicap. Errore epistemologico : confusione tra handicap e deficit, ossia la differenza tra difficoltà a maturare quelle disposizioni della persona necessarie alla realizzaione della personalità integrale e il difetto organico.

Handicappato : non designa più solo la situazione ma connota l’intera persona conferendole un nuovo status esistenziale consistente nelle condizioni di “diverso”, “inferiore”, “imperfetto”, “sbagliato”.

Cattaneo: tabella -> complessità situazione relativa a soggetto e difficoltà

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Primo fondamentale passo: definizione = espressione terribile del “potere del pregiudizio” -> collocare l’umanità dell’altro su un piano di valore e significato inferiore rispetto a quello di tutti gli altri. Pregiudizio: imprigiona le persone, le rende diverse da quello che sono e le allontana le une dalle altre, provocando incomprensioni, sofferenze e scontri. Pregiudizio sull’handicap: funziona come anestetico della coscienza rispetto al proprio limite affinchè si possa prodigare a perseguire nell’altro il proprio limite.

L’altro per il realismo ingenuo Imbasciati – necessario distinguere percezione da recezione:

  • Recezione: processo fisiologico attraverso cui un apparato recettore recepisce certi segnali degli ogg esterni e li veicola lungo vie neurologiche o stazioni di elaborazioni più complesse.
  • Percezione : processi più complessi , in cui è importante il dato soggettivo. Fenomeno psichico. Implica la consapevolezza. Fenomeno mentale. Percezione dell’altro come handicappato = costruzione mentale. Ogni dato nella percezione è sempre mediato

Gestalt: “ realismo ingenuo ” – si fonda sull’assunto base denominato “ipotesi della costanza”, secondo cui gli oggetti sono percepiti come sono nella realtà oggettiva, fisica, cosicché l’esperienza del sogg sia una copia della realtà stessa. -> ritenere che vedere, udire, toccare sia uguale a conoscere la realtà così com’è è l’effetto del realismo ingenuo.

Le persone con dei pregiudizi vedono il mondo in coerenza con i loro pregiudizi, non vedono il mondo ma lo inventano. Sarà lo stigma a determinare la modalità della comunicazione e dell’interazione.

Difetto di ragione: i “tunnel” della mente Tunnel della mente : Palmarini – rinvia a una sorta di nuovo inconscio che coinvolge a nostra insaputa la sfera cognitiva cioè l’universo dei ragionamenti, giudizi, scelte. Modalità di interferenza nel processo decisionale e nelle frasi della valutazione razionale della realtà. Hanno in comune la propensione psicologica del soggetto a ritenere + probabile ciò che gli riesce + facile immaginare. Spesso la difficoltà di trovare soluzione dipende dalla pigrizia mentale.

Il pregiudizio delle vittime: “la zona grigia” Immagine utile per far cogliere al lettore una realtà complessa, che non si presta alla semplificazione concettuale, alla divisione manichea delle cose in bianco o nero. Avviene di imbattersi nelle zone grigie anche quando ci si avvicina all’handicap. Un altro pregiudizio sull’handicap è pensare che tra oppressi e sofferenti ci sia sempre solidarietà. Il fenomeno zona grigia si ripete ogni volta che si innalzano i muri della segregazione del rifiuto e dello scarto. Handicap: parola impoverita perché coniugata solo ai disabili, ai loro familiari, agli operatori. Povera di vita x collegata solo al sapere tecnico, freddo.

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