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I test per la pratica infantile, Sintesi del corso di Psicologia dello Sviluppo

Capitolo 9 uso dei test nella pratica infantile

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 03/04/2019

alimig
alimig 🇮🇹

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Teorie e tecniche dei test Veronica Ermini Pagina 1
Teorie e tecniche del test
Capitolo 9: alcune considerazioni sull’uso dei gas nella pratica clinica
infantile
Premessa
La valutazione diagnostica in età evolutiva la somministrazione di psicologici, questa è una delle parti
fondamentali dell’intero processo diagnostico.
Con età evolutiva ci riferiamo al periodo compreso tra il 3 e gli 11 anni di età.
I risultati ottenuti tramite test psicologici vanno inseriti e confrontati con il resto dei dati ottenuti con
colloqui clinici con i genitori e con il bambino, dove si ritenga necessaria anche con l’osservazione familiare.
Nell’infanzia il testo forniscono informazioni utili per:
valutare quantitivamente e qualitivamente il funzionamento cognitivo ed affettivo di un bambino
e le loro reciproche interrelazioni.
Formulare la diagnosi funzionale della personalità;
formulare, all’interno di una diagnosi già accertata, una diagnosi differenziale tra disturbi diversi
ma che possono avere la stessa sintomatologia;
fornire indicazioni controindicazioni relativamente al trattamento.
Quando usare i test e quando non usarli
Per poter sottoporre un bambino a test psicologici bene riuscire ad instaurare con lui e con la sua famiglia
una buona alleanza.
Una buona alleanza diagnostica con i suoi genitori prenderà i risultati del test maggiormente affidabili.
Se tuttavia la preoccupazione dei genitori è legata alla loro relazione con il bambino, sottoporlo
immediatamente test lo farà sentire utilizzato sarà di ostacolo nel momento in cui il somministratore cerchi
di instaurare con lui un’alleanza.
In questi casi si tenta di lavorare con i genitori e di creare le migliori condizioni per vedere e valutare il
bambino secondo momento.
Chi si occupa di somministrare al bambino
in età evolutiva stesso risulta difficile separare si occupa dei colloqui da chi si occupa dell’aspetto
testologico, per un bambino soprattutto se molto piccolo può risultare disorientante avere a che fare con
più persone con cui stabilire un contatto fondato sulla fiducia.
La decisione quindi di usare uno o più somministratori dovrà essere valutato in base alle caratteristiche di
ogni specifico caso.
Quali si usano in età evolutiva
Questi si dividono in tre grandi categorie:
Test di valutazione del livello di sviluppo intellettivo: vengono suddivisi a seconda dell’età in:
o test preverbali di sviluppo psicomotorio (0-5 anni);
o test di livello della seconda infanzia (5-12 anni);
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Teorie e tecniche del test

Capitolo 9: alcune considerazioni sull’uso dei gas nella pratica clinica

infantile

Premessa

La valutazione diagnostica in età evolutiva la somministrazione di psicologici, questa è una delle parti fondamentali dell’intero processo diagnostico. Con età evolutiva ci riferiamo al periodo compreso tra il 3 e gli 11 anni di età. I risultati ottenuti tramite test psicologici vanno inseriti e confrontati con il resto dei dati ottenuti con colloqui clinici con i genitori e con il bambino, dove si ritenga necessaria anche con l’osservazione familiare. Nell’infanzia il testo forniscono informazioni utili per:  valutare quantitivamente e qualitivamente il funzionamento cognitivo ed affettivo di un bambino e le loro reciproche interrelazioni.Formulare la diagnosi funzionale della personalità;formulare, all’interno di una diagnosi già accertata, una diagnosi differenziale tra disturbi diversi ma che possono avere la stessa sintomatologia;fornire indicazioni controindicazioni relativamente al trattamento.

Quando usare i test e quando non usarli

Per poter sottoporre un bambino a test psicologici bene riuscire ad instaurare con lui e con la sua famiglia una buona alleanza. Una buona alleanza diagnostica con i suoi genitori prenderà i risultati del test maggiormente affidabili. Se tuttavia la preoccupazione dei genitori è legata alla loro relazione con il bambino, sottoporlo immediatamente test lo farà sentire utilizzato sarà di ostacolo nel momento in cui il somministratore cerchi di instaurare con lui un’alleanza. In questi casi si tenta di lavorare con i genitori e di creare le migliori condizioni per vedere e valutare il bambino secondo momento.

Chi si occupa di somministrare al bambino

in età evolutiva stesso risulta difficile separare si occupa dei colloqui da chi si occupa dell’aspetto testologico, per un bambino soprattutto se molto piccolo può risultare disorientante avere a che fare con più persone con cui stabilire un contatto fondato sulla fiducia. La decisione quindi di usare uno o più somministratori dovrà essere valutato in base alle caratteristiche di ogni specifico caso.

Quali si usano in età evolutiva

Questi si dividono in tre grandi categorie:

Test di valutazione del livello di sviluppo intellettivo: vengono suddivisi a seconda dell’età in: o test preverbali di sviluppo psicomotorio ( 0-5 anni); o test di livello della seconda infanzia (5-12 anni);

Sono largamente utilizzati test che non utilizzano la valutazione psicometrica ma una valutazione clinico- qualitativa delle strategie utilizzate dal bambino per arrivare a determinati risultati. Rientrano in questa categoria:  Le prove piagetiane : utilizzano un sistema di classificazione di tipo ordinale costruito sul modello psicogenetico, questo non sottolinea l’importanza dei processi mnestetici, attentativi e di riconoscimento nella definizione della struttura mentale, ma mirano a verificare la congruenza tra stadi di sviluppo e procedure cognitive a seconda dell’età del bambino. Generalmente utilizzate prima del compimento dei 6 anni. I test di sviluppo non offrono nessuna indicazione relativa all’efficienza intellettiva o a livello di quoziente intellettivo del bambino. Maggiormente utilizzati troviamo le scale Uzgiris-Hunt e il Test LAP (Learning Accomplishment profile). In ultimo vanno considerati infine:  i test proiettivi : suddivise a loro volta in: o test proiettivi non strutturati; o test proiettivi tematici.

Test di valutazione del livello di sviluppo intellettivo

Si compongono di una serie di prove con difficoltà crescente, standardizzate su un campione rappresentativo allo scopo di valutare determinate funzioni psichiche. I materiali verbali, permettono di ottenere una valutazione delle funzioni cognitive senza l’influenza culturale e linguistica. Questi test sono indispensabili per comprendere le difficoltà di adattamento pedagogico, familiare e sociale del bambino ed il significato di alcune patologie. Sono utili in ambito scolastico per l’orientamento e per la valutazione di problematiche nell’ambito dell’apprendimento. (Box a pagina 3).

Test proiettivi

Presentano stimoli più o meno ambigui facilitando l’espressione del bambino su tematiche personali e di funzionamento interno. Le risposte permettono di scorgere gli aspetti inconsci della sua personalità, sia nei suoi aspetti strutturali e funzionali. I test proiettivi maggiormente usati in età evolutiva si dividono in:

Test non strutturati : o test di RorschachTest tematici : o Blacky pictures o C.A.T. o Patte-Noire o Favole della Duss o Reattivo del disegno o Sceno-test

Come scegliere una batteria di test

Si seleziona in maniera tale da rilevare dati che riguardano ambiti diversi e fornire materiale-stimolo rappresentativo di situazioni differenti. La scelta viene fatta in base al tipo di disturbo, il motivo della richiesta di consultazione l’età del bambino e l’indirizzo teorico del clinico. È utile avvalersi di una batteria di test composto da:  test di intelligenza : l’intelligenza fornirà indicazioni specifiche relativamente a: o il livello intellettivo espresso in QS o QI; o lo stile di funzionamento cognitivo con riferimento all’andamento dello psicogramma, altre in punti di forza e a quelli di debolezza e alle strategie sottostanti (aspetto qualitativo dell’intelligenza).  test proiettivi : forniranno indicazioni relativamente a: o test proiettivo strutturale o test proiettivo tematico o questi test forniranno indicazioni relativamente a:  struttura della personalità e stile di funzionamento difensivo;percezione del proprio sé, dell’altro e delle relazioni oggettuali;analisi della sfera affettiva: bisogni, angosce e pulsioni;struttura formale del pensiero;esame di realtà. Fine 6i anni di età è di scarsa utilità clinica la somministrazione di un testo di Rorschach per effettuare una valutazione psicodiagnostica per motivi di ordine clinico.

Ordine di somministrazione del test

I test non possono che essere somministrati dopo un colloquio. In genere vengono somministrati i test proiettivi dopo i test d’intelligenza, il rischio delle emozioni da essi spesso suscitati possono disturbare ed inquinare le prestazioni successive interferendo sulle capacità effettive del bambino. Questa regola può essere controindicata nei casi in cui vi siano difficoltà di apprendimento, in questi casi somministrare per primi un test d’intelligenza può essere vissuto negativamente dal bambino. Tutti gli elementi raccolti vanno a costruire un quadro di personalità in continua evoluzione.

Disturbi dell’apprendimento scolastico

I disturbi dell’apprendimento scolastico sono attualmente definiti con chiarezza da entrambi i maggiori sistemi di classificazione dei disturbi psichici, si esiste una pressoché assoluta concordanza. La diagnosi del disturbo dell’apprendimento deve considerare cinque aspetti :

1. i risultati ottenuti dal bambino in test standardizzati risultano significativamente al di sotto di _quanto previsto in base all’età, all’istruzione e al livello di intelligenza;

  1. la compromissione delle attività scolastiche specifica, non è attribuibile soltanto un ritardo mentale_ può compromissioni minori del livello intellettivo generale. I livelli di apprendimento del soggetto _deve essere inferiore a quello atteso un bambino della stessa età mentale;
  2. la compromissione deve riguardare lo sviluppo, deve essere stata presente durante i primi anni di_ scolarizzazione e non acquisita più tardi nel corso del processo educativo;

4. non devono essere presenti fattori esterni capaci di fornire una sufficiente motivazione per le _difficoltà scolastiche;

  1. il disturbo non deve essere direttamente dovuto a difetti della vista e dell’udito._ Solitamente diagnosticati in età scolare, i disturbi dell’apprendimento possono permanere anche in età adulta. Nella valutazione disturbo dell’apprendimento scolastico è utile somministrare un test d’intelligenza al fine di:conoscere i fattori generali di sviluppo del bambino e il livello delle risorse cognitive disponibili;valutare il grado di difficoltà del bambino nel risolvere determinati compiti;fare una prognosi di sviluppo confrontando i risultati dei test attuali con quelli i somministrati a distanza di qualche anno;operare confronti tra specifiche abilità con livelli di sviluppo, è necessario per arrivare alla diagnosi dei disturbi specifici di apprendimento per i quali sono da escludere le condizioni di insufficienza mentale;valutare i cambiamenti dovuti a trattamenti di riabilitazione cognitiva. È utile somministrare anche test proiettivi tematici che possono fornire importanti informazioni sulle componenti emotive e relazionali del bambino queste maggiormente nelle situazioni di difficoltà dell’apprendimento appaiono strettamente collegate all’efficienza intellettiva e risultano vicendevolmente influenzate. Oltre al testo già menzionati è spesso utile affiancare un’indagine sul funzionamento familiare e/o un’indagine sulle dinamiche interscolastiche, con test di frustrazione scolastica, di autovalutazione e di autostima.

Conclusioni

La scelta di una batteria di test psicodiagnostici in età evolutiva dipende quindi da una serie di fattori diversi che vanno sempre valutare attentamente da parte del clinico e che possono essere riassunti con:  modello teorico- clinico di appartenenza dello psicologo;motivo della richiesta di consultazione psicodiagnostica che rende necessaria la somministrazione di test psicologici e tipo di disturbo segnalato dai genitori o dagli insegnanti;età del bambino i suoi aspetti peculiari. È inoltre importante stabilire una buona alleanza alleanza diagnostica con il bambino, e prima ancora con i suoi genitori, al fine di permettere a entrambi di poter utilizzare correttamente i risultati. Vi sono casi in cui non è possibile somministrare test psicologici se non dopo una fase di trattamento di prova o iniziale, questo soprattutto con bambini gravemente traumatizzati che non tollererebbero di essere esaminati da un estraneo verso cui non ripongono fiducia.