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Il mondo incantato B.Bettelheim, Schemi e mappe concettuali di Pedagogia dell'infanzia e pratiche narrative

Riassunto completo del libro "Il mondo incantato" di Bruno Bettelheim

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

In vendita dal 05/09/2024

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Il libro è stato scritto per aiutare gli adulti a comprendere l’importanza psicologica delle fiabe per i bambini
LA FATICOSA RICERCA DEL SIGNIFICATO
L’impresa più ardua per noi è quella di trovare un significato alla nostra vita; questa comprensione non viene
acquisita a una particolare età, neppure quando si ha raggiunto la maturità cronologica (al contrario, è
l’acquisizione del significato della propria vita a costruire il raggiungimento della maturità psicologica) ed è il
risultato di un lungo processo di sviluppo.
Oggi il compito più importante e contemporaneamente più difficile è quello di aiutare il bambino a
trovare un significato alla vita, e per arrivare a ciò sono necessarie molte esperienze di crescita:
-il bambino nel suo percorso di crescita deve imparare a capirsi solo così riuscirà a capire anche gli
altri e i loro modi
-per trovare il significato più profondo bisogna credere di poter dare un importante contributo alla vita,
ora o in futuro soltanto la speranza nel futuro può sostenerci nelle avversità che incontriamo.
Nel percorso del cercare di dare un significato alla propria vita, giocano un ruolo importante anche i genitori o
chi se ne prende cura con il loro impatto, e la letteratura che trasmette informazioni utili alla crescita.
quando sono piccoli è la letteratura che trasmette nel miglior modo determinate informazioni ai
bambini; la letteratura di oggi però, anche se intesa a sviluppare la mente e la personalità del bambino, è
insoddisfacente in quanto manca di stimoli (es. soprattutto i libri moderni mancano di un significato profondo).
Affinché una storia catturi l’attenzione del bambino:
deve suscitare la sua curiosità
per poter arricchire la sua vita deve stimolare la sua immaginazione
deve aiutarlo a sviluppare il suo intelletto e chiarire le sue emozioni
deve toccare tutti gli aspetti della sua personalità
senza mai sminuire la gravità delle difficoltà che affliggono il bambino, ma anzi prendendone atto e
promuovendone la fiducia in stesso e nel suo futuro
Il bambino ha bisogno di dar ordine alla sua casa interiore, dato che spesso per lui la vita è sconcertante, e
riesce a trovare un ordine attraverso le fiabe nulla è più adatto della Fiaba Popolare:
esse sono rivelatrici rispetto ai problemi interiori e hanno le giuste soluzioni alle loro difficoltà
attraverso i secoli si evolsero e finirono per parlare a tutti i livelli della personalità umana, comunicando
in modo tale da raggiungere sia la mente ineducata del bambino che quella sofisticata dell’adulto
recano messaggi nella mente conscia, subconscia e preconscia
incoraggiano lo sviluppo placando pressioni pre consce e inconsce
parlano delle gravi pressioni psicologiche che un bambino soffre in un modo tale che il bambino stesso
può comprendere
offrono soluzioni sia permanenti che temporanee a difficoltà quotidiane
LA FIABA E LA SITUAZIONE ESISTENZIALE
Per poter risolvere i problemi del processo di crescita un bambino deve comprendere quanto avviene nella sua
individualità cosciente in modo tale da poter affrontare quanto accade nel suo inconscio. Egli può giungere a
questa conoscenza e alla capacità di affrontare se stesso familiarizzando con la natura e con il contenuto del
suo inconscio, intessendo sogni ad occhi aperti: meditando, rielaborando e fantasticando intorno a determinati
elementi narrativi.
Le fiabe hanno un valore senza pari:
offrono nuove dimensioni all’immaginazione del bambino suggeriscono per immagini strutture
per i propri sogni ad occhi aperti e con esse da una migliore direzione alla propria vita
comunicano al bambino che è inevitabile una lotta contro le gravi difficoltà della vita, che
soltanto chi non si ritrae intimorito ma affronta tutto risolutamente può superare tutti gli
ostacoli e alla fine uscire vittorioso il messaggio che comunicano le fiabe in forma molteplice è
che la lotta verso le difficoltà della vita è inevitabile ma è parte dell’esistenza umana e solo chi le
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Il libro è stato scritto per aiutare gli adulti a comprendere l’importanza psicologica delle fiabe per i bambini

LA FATICOSA RICERCA DEL SIGNIFICATO

L’impresa più ardua per noi è quella di trovare un significato alla nostra vita; questa comprensione non viene acquisita a una particolare età, neppure quando si ha raggiunto la maturità cronologica (al contrario, è l’acquisizione del significato della propria vita a costruire il raggiungimento della maturità psicologica) ed è il risultato di un lungo processo di sviluppo. Oggi il compito più importante e contemporaneamente più difficile è quello di aiutare il bambino a trovare un significato alla vita , e per arrivare a ciò sono necessarie molte esperienze di crescita:

- il bambino nel suo percorso di crescita deve imparare a capirsi → solo così riuscirà a capire anche gli altri e i loro modi - per trovare il significato più profondo bisogna credere di poter dare un importante contributo alla vita, ora o in futuro → soltanto la speranza nel futuro può sostenerci nelle avversità che incontriamo. Nel percorso del cercare di dare un significato alla propria vita, giocano un ruolo importante anche i genitori o chi se ne prende cura con il loro impatto, e la letteratura che trasmette informazioni utili alla crescita. ↪ quando sono piccoli è la letteratura che trasmette nel miglior modo determinate informazioni ai bambini ; la letteratura di oggi però, anche se intesa a sviluppare la mente e la personalità del bambino, è insoddisfacente in quanto manca di stimoli (es. soprattutto i libri moderni mancano di un significato profondo). Affinché una storia catturi l’attenzione del bambino: ❖ deve suscitare la sua curiosità ❖ per poter arricchire la sua vita deve stimolare la sua immaginazione ❖ deve aiutarlo a sviluppare il suo intelletto e chiarire le sue emozioni ❖ deve toccare tutti gli aspetti della sua personalità ⇊ senza mai sminuire la gravità delle difficoltà che affliggono il bambino, ma anzi prendendone atto e promuovendone la fiducia in sé stesso e nel suo futuro Il bambino ha bisogno di dar ordine alla sua casa interiore, dato che spesso per lui la vita è sconcertante, e riesce a trovare un ordine attraverso le fiabe → nulla è più adatto della Fiaba Popolare : ➔ esse sono rivelatrici rispetto ai problemi interiori e hanno le giuste soluzioni alle loro difficoltà ➔ attraverso i secoli si evolsero e finirono per parlare a tutti i livelli della personalità umana, comunicando in modo tale da raggiungere sia la mente ineducata del bambino che quella sofisticata dell’adulto ➔ recano messaggi nella mente conscia, subconscia e preconscia ➔ incoraggiano lo sviluppo placando pressioni pre consce e inconsce ➔ parlano delle gravi pressioni psicologiche che un bambino soffre in un modo tale che il bambino stesso può comprendere ➔ offrono soluzioni sia permanenti che temporanee a difficoltà quotidiane

LA FIABA E LA SITUAZIONE ESISTENZIALE

Per poter risolvere i problemi del processo di crescita un bambino deve comprendere quanto avviene nella sua individualità cosciente in modo tale da poter affrontare quanto accade nel suo inconscio. Egli può giungere a questa conoscenza e alla capacità di affrontare se stesso familiarizzando con la natura e con il contenuto del suo inconscio, intessendo sogni ad occhi aperti: meditando, rielaborando e fantasticando intorno a determinati elementi narrativi. Le fiabe hanno un valore senza pari: ○ offrono nuove dimensioni all’immaginazione del bambino → suggeriscono per immagini strutture per i propri sogni ad occhi aperti e con esse da una migliore direzione alla propria vita ○ comunicano al bambino che è inevitabile una lotta contro le gravi difficoltà della vita, che soltanto chi non si ritrae intimorito ma affronta tutto risolutamente può superare tutti gli ostacoli e alla fine uscire vittorioso → il messaggio che comunicano le fiabe in forma molteplice è che la lotta verso le difficoltà della vita è inevitabile ma è parte dell’esistenza umana e solo chi le

affronterà ne uscirà vittorioso. E’ caratteristico delle fiabe esprimere un dilemma esistenziale in modo chiaro e conciso, questo permette al bambino di afferrare il problema nella sua forma più essenziale, una trama più complessa lo confonderebbe. Freud scrive che soltanto lottando coraggiosamente contro quelle che sembrano difficoltà insuperabili l’uomo può riuscire a donare un significato alla sua esistenza ↳ nelle storie moderne per l’infanzia vengono però evitati i problemi esistenziali anche se il bambino ha assolutamente bisogno di suggerimenti in forma simbolica circa il modo per poter affrontare questi problemi; ↳ la cultura dominante di oggi preferisce fingere: molti genitori credono che al bambino bisognerebbe presentare solo immagini felici e capaci di andare incontro ai suoi desideri, ma ciò nutrirebbe la mente del bambino unilateralmente. ○ semplificano tutte le situazionia) personaggi nettamente tratteggiati ed i particolari vengono eliminati b) personaggi non sono mai ambivalenti: persone o buone o cattive , mai entrambe le cose. Questo perché il bambino deve capire chi vuole essere, e perché deve capire che esistono vari tipi di persone, allora la domanda che deve porsi è “chi voglio essere?”. In ogni fiaba il bene e il male s’incarnano in certi personaggi e nelle loro azioni così come il bene e il male sono onnipresenti nella vita e le inclinazioni verso uno o l’altro sono presenti in ogni uomo. Il male non è privo di attrattive e spesso ha temporaneamente la meglio, ma, nelle fiabe il cattivo è sempre perdente. Inoltre, l’eroe risulta sempre molto più attraente per il bambino che si identifica con lui in tutte le sue lotte, e trionfa con lui nel finale. Il bambino si identifica con l’eroe buono poiché la condizione dell’eroe esercita un forte richiamo positivo su di lui. ○ esistono fiabe amorali che non presentano nessuna polarizzazione e nessun raffronto fra buoni e cattivi → questo perché lo scopo di queste fiabe non è la morale, ma la fiducia in sé stessi e nei propri mezzi e di poter riuscire a vincere lo stesso (es. in Jack e il fagiolo magico non si costruisce la storia sulla sfida tra bene e male ma si trasmette l’idea che anche i più umili possono riuscire a vincere nella vita) ○ le fiabe prendono sul serio le ansie dei bambini e offrono soluzioni che il bambino afferra in base al proprio livello intellettivo → invece con la letteratura per l’infanzia moderna il bambino non viene aiutato e si sente solo, isolato e soffre di un’ansia mortale. Spesso non riesce ad esprimere questi sensazioni a parole e le manifesta in modo indiretto con le paure ○ intrattiene il bambino e al contempo gli permette di conoscersi favorendo lo sviluppo della sua personalità → arricchisce l’esistenza del bambino in molteplici modi ↪ il bambino trae un significato diverso dalla stessa fiaba a secondo dei suoi bisogni ed interessi del momento; se il bambino non si interesserà ad una determinata storia sarà perché i suoi problemi interiori non sono conformi alla storia narrata, bisognerà quindi passare oltre. ○ le fiabe sono uniche non solo come forma di letteratura ma come vera e propria opera d’arte ○ alcune fiabe morali trattano il problema della paura dell’allontanamento dai genitori → se non ci si allontana da loro, si è crudelmente costretti a farlo (es. Hansel e Gretel) ○ altre fiabe presentano anche diversi significati religiosi → molte di queste sono state scritte in periodi in cui la religione era parte integrante della vita quotidiana ( le stesse favole dei Grimm non mancano di significati religiosi al loro interno; anche le mille e una notte è piena piena di riferimenti alla religione islamica) ○ altre fiabe ancora trattano il tema dell’attaccamento tra fratelli → esempio sempre di Hansel e Gretel, in cui la sorella è sempre stata condizionata dalle azioni del fratello e non appena si accorge di questa sua condizione essa stessa prende il controllo della situazione uccidendo la strega e liberando lei e Hansel ○ il bambino cerca la sua identità tramite le fiabe → cerca di equilibrare il suo caos interiore attraverso queste. Grazie all’inizio, svolgimento e fine riesce a risolvere i suoi problemi interiori

LA VITA DIVINATA DALL’INTIMO

Dickens sosteneva che il suo primo amore fu cappuccetto Rosso, questa affermazione lascia intendere che quest’ultimo come innumerevoli migliaia di bambini di tutto il mondo fu estasiato dalle fiabe. Dickens comprese come la ricchezza di immagini nelle fiabe aiuta i bambini meglio di qualsiasi altra cosa nel compito di raggiungere una conoscenza più matura per civilizzare il proprio inconscio ed espresse disprezzo verso coloro

scoraggiare dalle sue deludenti retate e persistendo nei suoi tentativi, scelse il principio di realtà, che alla fine gli garantì il successo.

FIABA E MITO: OTTIMISMO CONTRO PESSIMISMO

Platone suggerì che i futuri cittadini della sua repubblica ideale iniziassero la loro educazione letteraria dallo studio dei miti. Molti studiosi definiscono i miti come dei modelli per il comportamento umano che danno valore e significato alla vita. Miti e fiabe derivano entrambi da riti di passaggio-iniziazione e sono per questo portatrici di un significato profondo. La differenze sostanziali tra fiabe e miti sono : ➢ nella narrazione degli eventi → il mito si presenta come un fatto che non potrebbe accadere a nessun altro e in nessun altro ambiente; la fiaba presenta i fatti come eventi improbabili ma presentati in modo ordinario come se potessero capitare a chiunque ➢ finale → nei miti è sempre tragico; quello delle fiabe è sempre lieto ➢ personaggi → i miti presentano un super io da emulare accanto al quale sfiguriamo. Nei miti le fattezze degli eroi sono sovrumani, infatti il bambino sa di non poter mai raggiungere l’altezza dell’eroe ma può solo imitarlo. L’umanità dell’eroe nel mito è garantita dal fatto che dovrà morire come tutti noi ➢ pessimismo e ottimismo → il mito è pessimistico, la fiaba è ottimistica. Il pessimismo dei miti viene esemplificato dalla tragedia di Edipo, che uccide il padre e sposa la madre. Nel mito non c’è ammonimento come invece accade nelle fiabe, infatti Edipo è vittima di un destino già scritto. Raccontare il mito di Edipo al bambino potrebbe attivare in lui i conflitti edipici e poi potrebbe far credere lui che sarà costretto allo stesso destino del protagonista

“I tre porcellini”

il principio di piacere contro il principio di realtà

Tre giovani porcellini vengono allontanati di casa dalla loro madre, così che si possano costruire una vita da soli. Decidono così tutti e tre di fabbricarsi un'abitazione dove poter vivere. I primi due porcellini, che erano anche i più piccoli, costruiscono la casa velocemente col minimo dispendio di energie, non a caso essendo i più piccoli cercano un’immediata gratificazione. Il più grande, il terzo, costruisce la casa in conformità col principio di realtà, è in grado di rimandare il proprio desiderio di gratificazione che è il desiderato momento dei giochi. È perfino in grado di anticipare perfettamente il comportamento del lupo. L'ultimo dei fratelli, che dei tre è il maggiore (minore in molte più versioni), astuto e paziente, costruisce la casa con cemento e mattoni, per renderla più resistente. Il suo lavoro è lungo e faticoso, ed è spesso vittima delle prese in giro degli altri due fratelli, che hanno terminato il lavoro molto prima, lasciandosi andare all'ozio. Un giorno, però, un lupo molto affamato si dirige in quella zona in cerca di cibo. Accortosi della presenza dei tre porcellini corre verso le loro abitazioni per mangiarseli. Si nascondono tutti nelle rispettive case. La casa di paglia del primo porcellino viene soffiata via dal lupo, che lo divora immediatamente. Stessa sorte per il secondo, la sua casetta di legno regge inizialmente, ma alla fine crolla sotto il potente soffio del lupo, che si mangia anche il secondo dei tre fratelli. Si dirige così alla casa di mattoni del porcellino più saggio, ma è così robusta che non cade.

  • Il lupo rappresenta tutte le forze asociali, inconsce e divoranti a cui l’uomo deve imparare a resistere, distruggendole mediante la forza del proprio io
  • I tre porcellini rappresentano i vari stadi di sviluppo del bambino e i tre porcellini sono in realtà uno solo. Il medesimo animale/bambino a differenti stadi (come è suggerito dal fatto che rispondono al lupo esattamente con le stesse parole) La fiaba dei tre porcellini : ❖ si riferisce e si ispira alla scelta fra l’adesione al principio di piacere o al principio di realtà nella vita ❖ destinata al bambino della scuola materna ❖ vuole trasmettere l’idea che nella vita non bisogna essere lenti e prendersela comoda Viene fatto un parallelismo con la storia La cicala e la formica di Esopo : in questa favola una cicala, ridotta alla fame in inverno, supplica una formica di darle un po’ del cibo da lei faticosamente raccolto e

immagazzinato durante l’intera estate. La formica chiede alla Cicala cosa fece durante tutta l’estate e questa rispose che canta tutto il giorno senza mai lavorare; così la formica respinge la sua richiesta d’aiuto dicendole: “visto che hai cantato per tutta l’estate, adesso che è inverno balla pure” ⇊ Il parallelismo tra questi due racconti, fa pensare alla differenza fra una fiaba e una favola:

  1. la cicala similmente ai porcellini più piccoli e al bambino stesso, è decisa a trastullarsi, senza preoccuparsi molto del futuro
  2. il bambino che si identifica con la formica, votata al principio di piacere può abbandonare ogni speranza, in quanto viene presentato come un animale cattivo e senza la minima compassione per le sofferenze della cicala, invece l’identificazione o tre porcellini della fiaba insegna che ci sono degli sviluppi: possibilità di progresso dal principio di piacere al principio di realtà, che, dopo tutto, non è che una modificazione del primo. - La cicala e la formica è un esempio di favola → che sempre in modo esplicito, senza nessun significato nascosto, trasmette una morale spesso ipocrita e talora divertente - I tre porcellini sono una fiaba → hanno un lieto fine e il lupo riceve quanto si merita.

IL BISOGNO DI MAGIA DEL BAMBINO

I miti come le fiabe rispondono agli interrogativi eterni di un bambino : a) le risposte fornite dai miti sono precise b) la fiaba fornisce risposte allusive → i suoi messaggi possono implicare soluzioni ma non vengono mai presentate in modo preciso ↳ lascia il bambino lavorare con la propria mente e decidere se e come applicare quanto viene rivelato dalla storia circa la vita e la natura umana ↳ la fiaba ha inoltre un tipo di svolgimento conforme a quello in cui un bambino percepisce il mondo , infatti, risulta convincente per lui; il bambino si fida di quanto detto dalla fiaba poiché la visione del mondo della fiaba concorda con la sua. Come dimostrato da studi di Piaget, il pensiero del bambino rimane animistico fino all’età della pubertà → anche se genitori e insegnanti proveranno a dissuaderlo da tale pensiero, il bambino riflette sui suoi grandi interrogativi non in astratto ma principalmente riferiti a se stesso, è egocentrico (es. non si preoccupa di sapere se c’è giustizia nel mondo, ma se lui verrà trattato con equità; si chiede chi o cosa lo proietti nelle avversità e che cosa possa impedire che gli capitino dei guai) ⇊ le fiabe forniscono delle risposte a questi interrogativi pressanti ➔ Quando i genitori cercano di far accettare al proprio figlio spiegazioni scientifiche, non tengono in conto il funzionamento della mente del bambino: le risposte realistiche e corrette per il bambino risultano inintelligibili, rimane intellettualmente confuso (molti giovani cercano di evadere dalla realtà attraverso i sogni indotti dalla droga, una spiegazione a tutto ciò potrebbe essere il fatto che furono prematuramente costretti a vedere la realtà con gli occhi dell’adulto). Per questo il bambino ha bisogno di credere che qualche potenza superiore vegli su di lui, almeno fintanto che non è sicuro che il suo ambiente umano possa proteggerlo. Si pensava che la Bibbia potesse dare tutte le soluzioni alle nostre domande ma, per quanto sia ricca di storie, non basta per appagare tutti i bisogni psichici dell’uomo. Inoltre il bambino ha bisogno di sentirsi dire che i suoi desideri sono giustificati dalla situazione in cui si trova e soprattutto vuole esser sostenuto nella convinzione che crescendo, lavorando e maturando lui trionferà. A parte il ruolo essenziale di Dio, si può riconoscere una grande somiglianza fra molte storie della Bibbia e le fiabe. Esplicitamente e implicitamente, la Bibbia parla delle richieste che Dio avanza all’uomo: il messaggio è sempre che siamo tenuti a vivere in modo virtuoso e che non dobbiamo, per esempio, vendicarci crudelmente di coloro che odiamo. Il fatto è che le fiabe vogliono insegnarci una lezione esattamente come la religione: in maniera particolare troviamo una somiglianza nella storia di Giona e la balena; Giona cerca di sottrarsi al compito che gli è stato imposto dalla sua coscienza ossia quello di lottare contro la Protervia del popolo di Ninive. Si trovò a dover affrontare un pericoloso viaggio per

Altre distorsioni sono le conseguenze di alcune pressioni interiori che conducono all’interpretazione errata della percezione del bambino. Il bambino inizia la propria produzione fantastica con alcuni frammenti di realtà osservati in modo più o meno corretto che possono evocare in lui bisogni o ansie così violenti da coinvolgerlo totalmente. Spesso le cose diventano così confuse da non riuscire più a separarle. Ad un certo punto però il bambino necessita di un ordine affinché possa tornare alla realtà né indebolito né sconfitto, ma rafforzato. ⇊ ● Le fiabe grazie al loro tipo di svolgimento si armonizzano con la mente infantile e aiutano il bambino mostrandogli come una maggiore chiarezza possa emergere da tutta questa produzione fantastica → queste storie, come le fantasie del bambino, iniziano di solito in modo realistico. La fiaba anche se prende avvio dallo stato d’animo di un bambino, non parte mai dalla sua realtà fisica, essa parla nel linguaggio dei simboli e comunica fin dall’inizio che le vicende narrate non sono fatti tangibili in mondi esistenti e con persone reali. Quello di selezionare le varie sfaccettature della sua esperienza esterna è un compito molto arduo per un bambino e le fiabe offrono appunto dei personaggi in cui il bambino può esteriorizzare quanto avviene nella sua mente in modi controllabili ● La fiaba si lancia da un inizio semplice e banale verso eventi fantastici, dopo aver fatto viaggiare il bambino in un mondo meraviglioso, la storia lo riconduce alla realtà in un modo rassicurante → ciò insegna al bambino che lasciarsi trasportare per un po’ dalla fantasia non è dannoso purchè non si rimanga suoi prigionieri, e questo lo rassicura. Infatti le fiabe iniziano con “c’era una volta” o “mille anni fa o forse di più” proprio per sottolineare che quanto segue non si riferisce al luogo e all’epoca che noi conosciamo Chesterton parla delle fiabe come cose assolutamente ragionevoli e come specchi di un’esperienza interiore, non di una realtà, ed è come tali che il bambino le comprende. Quando tutto il fantasticare di desideri del bambino si incarnano in una fata buona, quando tutti i suoi desideri distruttivi si incarnano in una strega cattiva, tutte le sue paure in un lupo vorace, tutte le richieste della sua coscienza in uno stregone incontrato durante un’avventura e tutta la sua collera in un animale che strappa via col becco gli occhi dei suoi arcirivali, il bambino viene a trovarsi sempre inghiottito da un incontrollabile caos.

LE TRASFORMAZIONI: LA FANTASIA DELLA MATRIGNA CATTIVA

L’infanzia è il momento giusto per imparare a superare il solco tra le esperienze interiori e il mondo reale, servono proprio a questo le fiabe. Le fiabe possono sembrare assurde, fantastiche, paurose e incredibili per l’adulto che è stato privato della fantasia di tipo fiabesco durante la propria infanzia: un adulto che non ha raggiunto una sufficiente integrazione dei due mondi della realtà e dell’immaginazione non è in grado di recepire queste storie. L’universalità di queste fantasie è suggerita da ciò che in psicanalisi è noto come il “romanzo familiare” del bambino prepubere → si tratta di fantasie o di sogni ad occhi aperti che il bambino riconosce come tali, ma a cui tuttavia in parte crede. Si incentra sull’idea che i propri genitori non siano veramente i propri genitori, e che il bambino è figlio di qualche augusto personaggio e, in seguito a infauste circostanze, è stato ridotto a vivere con queste persone le quali sostengono di essere i suoi genitori. Il bambino si aspetta allora che un giorno il vero genitore ricompaia ed egli sia elevato alla nobile condizione che gli spetta. Queste fantasie sono utili; permettono al bambino di provare un’autentica collera verso il “falso genitore” senza avvertire senso di colpa. Esse cominciano a comparire in modo tipico quando i sensi di colpa del bambino fanno già parte del complesso della sua personalità, e quando il fatto di essere arrabbiato con un genitore o di disprezzarlo, comporterebbe un intollerabile senso di colpa. Esso non è soltanto un sistema per conservare una madre interiore dall’infinita bontà quando la vera madre non è infinitamente buona, ma permette anche di avercela con questa cattiva “matrigna” senza rischiare di alienarsi le buone grazie della vera madre, che è vista come una persona diversa. In questo modo la fiaba suggerisce come il bambino può controllare i suoi sentimenti contraddittori che altrimenti lo sopraffarebbero. Quando avverte il bisogno emotivo di farlo il bambino non solo scinde il genitore in due personaggi ma può anche sdoppiarsi in due persone che non hanno niente in comune fra loro. Per esempio, il libro ci fa un esempio quello di una bambina che è stata aspramente rimproverata al supermercato dalla mamma, la quale dalla bimba era sempre stata vista come è dolce e affettuosa. Allora la bimba per metabolizzare il fatto che la mamma potesse sgridarla si convinse che in realtà la persona che la sgridava in

quei momenti non era la mamma ma era un marziano.questa convinzione andò avanti per due anni. Durante il periodo in cui la sicurezza della bambina aveva richiesto che sua madre fosse assolutamente buona la bambina aveva riordinato la realtà per procurarsi ciò di cui aveva bisogno

- Le fiabe insegnano al bambino “benché esistano le streghe, non dimenticare che ci sono anche le fate buone, che sono molto più potenti” - Le fiabe oltre ad indicare al bambino la via verso un futuro migliore, si concentrano sul processo di trasformazione, le fiabe possono mostrare come il bambino potrà aggirare il più intrinseco dei roveti: quale il periodo edipico.La fiaba in questo caso insegnerebbe al bambino a controllare i suoi sentimenti contraddittori che altrimenti lo sopraffarebbero.

LA SOSTITUZIONE DELL’ORDINE AL CAOS

3-7 ANNI → il bambino ha un’esperienza del mondo caotica, perché non ho strumenti per imparare diversamente. Esiste nei bambini in fase infantile un accavallamento tra es io e super io. Durante i conflitti edipici → il mondo esterno acquista un maggior significato e il bambino comincia a dargli un senso. Successivamente si trova di fronte ad un marasma di sentimenti contraddittori ma non riesce ad integrarli come l’adulto, lui ne è sopraffatto. Il bambino non riesce a sentirsi allo stesso momento sia buono che cattivo = è per questo che le fiabe riproducono personaggi tendenzialmente unidimensionali, così che il bambino possa comprendere al meglio le proprie azioni e le proprie reazioni. ↪ la fiaba descrive così il mondo, i personaggi incarnano sia la ferocia che la bontà, ogni personaggio è essenzialmente unidimensionale così che il bambino possa comprendere al meglio le proprie azioni e reazioni; mentre la ascolta il bambino riceve delle idee sul modo di mettere in ordine quel caos che è la sua vita interiore

L’ape regina

la conquista dell’integrazione

La storia racconta di tre fratelli: i due maggiori partono in cerca di fortuna e vivono una vita turbolenta e dissoluta (dominata dall’Es), il terzo fratello, il più giovane, chiamato Sempliciotto parte alla loro ricerca. I maggiori lo scherniscono perché lo credono incapace di cavarsela nella vita. Lungo il viaggio Sempliciotto protegge dalle angherie dei fratelli un formicaio, delle anatre e un alveare: questi animali si riveleranno determinanti nel corso della storia. Giunti, infatti, ad un castello incantato un uomo sottopone i tre fratelli a 3 prove e, mentre i maggiori falliscono, Sempliciotto verrà aiutato da quegli stessi animali che aveva protetto (le formiche lo aiuteranno a trovare le 1000 perle nel bosco; le anatre recupereranno per lui la chiave della camera da letto della figlia del re nelle acque del lago; l’ape si poserà sulle labbra della principessa più giovane addormentata insieme alle altre due sorelle identiche a lei).

  • Gli animali → rappresentano le forze interiori alle quali fa appello Sempliciotto che, solo dopo aver raggiunto la piena integrazione della sua personalità (espressa simbolicamente dalla riuscita delle sue imprese), diventa padrone del proprio destino. Simbolicamente i tre animali rappresentano elementi diversi: a) le formiche rappresentano la terra b) le anatre l’acqua in cui nuotano c) e le api l’aria in cui volano
  • È una fiaba dei Fratelli Grimm che incarna il motivo dell’integrazione della personalità → già di per sé l’ape è l'immagine perfetta dei due aspetti opposti della nostra natura: produce dolcissimo miele ma può anche infliggere punture dolorose

Fratellino e sorellina

L’unificazione della nostra duplice natura

All'inizio della storia i due fratelli vivono insieme e sono inseparabili ad un certo punto uno spirito malvagio trasforma un fratello in un animale mentre l'altro rimane umano. I due protagonisti, dopo tre ripetizioni della stessa prova (il cervo che partecipa a tre giorni di caccia rimanendo ferito e la sorella che da defunta fa visita

➔ spesso compare un oggetto magico = rappresenta l'identità dei due fratelli e avverte uno di loro quando l'altro è in pericolo dando avvio all'opera di salvataggio ➔ altra dicotomia = la lotta per l'indipendenza e la tendenza opposta a rimanere al sicuro in casa assieme ai genitori. Il più delle volte la storia insegna che distaccarsi dal proprio passato può condurre ad una catastrofe, ma anche guardare costantemente ad esso può bloccare lo sviluppo della personalità: solo l'integrazione di queste due tendenze consente un'esistenza riuscita ⇩ nella maggior parte delle storie dei due fratelli, uno si avventura per il mondo, si mette nei guai e viene salvato dall’altro che si era limitato a rimanere a casa; in altre storie, ad avere la peggio è il fratello rimasto a casa.

I tre linguaggi

Il conseguimento dell’integrazione

È la storia di un adolescente i cui bisogni non sono compresi dal padre che finisce per allontanarlo credendolo uno stupido. Il giovane è alla ricerca di sé stesso e per raggiungere la completa autorealizzazione compirà un lungo il percorso in cui imparerà ciò di cui ha bisogno (non ciò che il padre vorrebbe che imparasse): tre linguaggi. Tre anni, con tre maestri diversi per imparare il linguaggio dei cani, quello degli uccelli e quello delle rane. Il raggiungimento di questa integrazione rende il ragazzo adeguato per il più alto compito a cui un uomo può aspirare: diventare Papa. ● Fiaba dei fratelli Grimm il cui tema è il lungo processo per l’integrazione dei vari aspetti della personalità che si fondono per il raggiungimento della piena indipendenza ● gli animali simboleggiano i tre elementi su cui si basa la nostra vita:

  • cani → terra. Il cane rappresenta i valori della lealtà e dell’amicizia (Io)
  • uccelli → aria. Gli uccelli simboleggiano la libertà dell’anima (Super-io)
  • rane → acqua. Le rane, che prima vivono in acqua e poi sulla terra, simboleggiano la trasformazione dell’uomo e il sesso (Es) ● L’allontanamento del bambino (costretto ad andarsene di propria iniziativa), o del ragazzo (consegnato ai servi con l’ordine di ucciderlo ma che poi viene risparmiato) ha una duplice valenza: simboleggia sia il desiderio del genitore che il figlio diventi indipendente, sia l'ansia di quest’ultimo riguardo all'indipendenza

Le tre piume

Il figlio minore come sempliciotto

La storia racconta di un terzo fratello, il più piccolo, considerato il più stupido, il sempliciotto, che risulterà invece vittorioso sui suoi fratelli. Il re, infatti, deve decidere a quale dei suoi figli lasciare il Regno e fa volare tre piume chiedendo loro di seguirne il volo per trovare il tappeto più sottile, l'anello più prezioso e la donna più bella. Ma, mentre due piume si dirigono lontano ad Oriente e Occidente, la terza, quella del fratello più piccolo, si ferma a poca distanza generando lo scherno di tutti. In realtà la piuma si è fermata accanto ad una botola, all'interno della quale il fratello scende in una grotta misteriosa. Il terzo fratello, infatti, con l'aiuto di un rospo trovato nella caverna riuscirà ad ottenere gli oggetti richiesti dal padre e a trionfare sui fratelli. ➢ Fiaba dei fratelli Grimm il cui tema è la necessità di familiarizzare con il proprio inconscio e di apprezzarne poteri e risorse ➢ la botola → rappresenta l’inconscio ➢ la discesa nella grotta → rappresenta la ricerca dentro sé stessi (al contrario dei loro fratelli che invece si allontanano da loro stessi) ➢ numero 3 → è molto ricorrente e può rappresentare: a) i tre aspetti della mente = Es, Io e Super-Io b) il genitore dominante, la coppia genitoriale e il bambino = in generale, infatti, il bambino tende a identificarsi con il terzo componente della storia poiché anche lui è terzo: il terzo componente della famiglia dopo la mamma e il papà, oppure dopo la coppia genitoriale e il fratello maggiore o, ancora, è il terzo di tre fratelli

➢ la storia insegna ai bambini che la scarsa autostima è spesso ingiustificata e che colui che talvolta viene considerato il meno capace avrà invece la meglio

CONFLITTI EDIPICI E RISOLUZIONI. Il cavaliere dalla splendente armatura e la Damigella in

pericolo.

Durante il conflitto edipico il bambino può provare risentimento verso il padre che gli impedisce di ricevere l’attenzione esclusiva della madre → vuole innanzitutto che sua madre lo ammiri come il più grande degli eroi, ma perché ciò succeda deve in qualche modo togliere di mezzo il padre, ma allo stesso tempo questa idea gli genera ansia poiché ha paura di vivere senza il padre e si chiede come possa fare la sua famiglia a vivere senza l’aiuto del papà. ⇊ La fiaba suggerisce al bambino come può vivere con questi conflitti: offre la storia del ragazzino ignorato da tutti che si avventura nel mondo ed ha successo. La trama è sempre più o meno la stessa: l’improbabile eroe che sconfiggendo draghi e risolvendo enigmi alla fine salva la principessa (la madre), la sposa e vivono per sempre felici e contenti. Non c'è bambino di sesso maschile che non si sia rivisto nel protagonista di questo tipo di storie. La storia lascia intendere che non è il padre ad impedire al bambino di avere la madre tutta per sé ma è un drago malvagio ed è quello che il bambino inconsciamente vorrebbe sconfiggere (non il padre). ● I problemi edipici delle bambine invece sono diversi ed altrettanto differente è lo schema di queste fiabe → nella fantasia edipica di una bambina la madre è scissa in due figure: la madre meravigliosa e buona e la matrigna cattiva. Generalmente è quest'ultima, nelle fiabe, ad impedire alla fanciulla di vivere con il principe o a tenerla lontana dal proprio padre. Ma dato che la bambina desidera anche continuare a godere delle amorevoli cure della madre c’è anche una donna benevola nel suo passato il cui felice ricordo è mantenuto intatto. Il vero padre della principessa in queste fiabe è tenuto prigioniero e non può accorrere in salvo della figlia. In questo modo i bimbi edipici, grazie alla fiaba, possono avere il meglio dei due mondi: possono godere pienamente di soddisfazioni edipiche a livello fantastico e mantenere buoni rapporti con entrambi i genitori nella realtà ⇩ dato che tutto questo avviene in un paese immaginario i bambini (sia maschi che femmine) non sono costretti a sentirsi in colpa o in ansia per aver posto il padre nel ruolo di drago o di un malvagio gigante o la madre nel ruolo di una miserabile matrigna o di una strega ⇩ mediante le fiabe il genitore può unirsi in tutti i viaggi fantastici del bambino, pur mantenendo la sua importantissima funzione di svolgere i compiti parentali nella realtà

PAURA DELLA FANTASIA. PERCHé LE FIABE SONO STATE MESSE AL BANDO

Secondo alcuni genitori: 1) le fiabe non presenterebbero quadri veritieri della vita e di conseguenza non sarebbero sane per i bambini → affermando ciò non si soffermano però sul fatto che il mondo di un bambino sia in realtà molto diverso da quello di un adulto e non rendendosi conto che le fiabe non puntano a descrivere il mondo reale ma quello dell'immaginario **2) le fiabe possono immettere nella testa dei figli delle bugie

  1. ritengono che lasciandosi trasportare troppo dalla fantasia delle fiabe i bambini possano finire col credere nella magia** → in realtà ogni bambino crede nella magia e smette di crederci solo quando è adulto 4) temono che la mente dei loro figli possa fare indigestione di trame fiabesche trascurando e allontanandosi dalla realtà → ma è vero l’esatto contrario; la fantasia fornisce all’Io un’abbondanza di materiale con cui lavorare che permette un sano sviluppo della personalità. Se il bambino viene privato della sua risorsa naturale della fantasia la sua vita rimane limitata; senza fantasie che gli diano speranza non ha la forza di affrontare le avversità della vita.

Secondo Tolkien i fattori necessari in una fiaba sarebbero : 1) la fantasia 2) il recupero dalla disperazione più profonda 3) la fuga da qualche pericolo 4) la consolazione → richiede che il giusto ordine del mondo venga ristabilito: ciò significa la punizione del malfattore che equivale all’eliminazione del male dal mondo dell’eroe, dopo di che nulla può impedire all’eroe di vivere felice per sempre (l’eroe viene premiato e la persona cattiva incontra il meritato destino). ⇊⇊ Sempre Tolkien sottolinea che tutte le fiabe devono avere un lieto fine → costituisce un’improvvisa e felice svolta, che è ciò che piace di più ai bambini che , infatti, preferiscono proprio per questo motivo le fiabe più vecchie (le fiabe moderne hanno finali tristi e spesso sono sprovviste del momento della fuga e della consolazione). Bettelheim aggiunge anche l'elemento fondamentale della minaccia → che mina l'esistenza fisica e morale dell'eroe. Al bambino sembra che la sua vita sia una sequela di periodi tranquilli che viene improvvisamente interrotta quando egli viene a trovarsi davanti ad un immenso pericolo. Ciò avviene quando un genitore si presenta con richieste irragionevoli e terrificanti minacce. La psicanalisi ha chiamato questa minaccia: angoscia di separazione, e, più siamo giovani più è maggiore la nostra angoscia. La felicità e la realizzazione che costituiscono la consolazione terminale delle fiabe sono significative a due livelli: A. L’unione permanente di un principe e di una principessa = simboleggia l’integrazione dei diversi aspetti della personalità e dell’integrazione armonica delle tendenze discordanti del principio maschile e di quello femminile. Dal punto di vista etico, tale unione simboleggia la punizione e l’eliminazione del male l’unità morale al livello più elevato. Tale angoscia di separazione viene superata per sempre quando è stato trovato il partner ideale con cui stabilire il rapporto personale più soddisfacente. La consolazione è il massimo servigio che la fiaba possa rendere al bambino, la fiducia che nonostante tutte le tribolazioni che deve patire egli non solo riuscirà ma le forze del male verranno tolte di mezzo e non minacceranno più la pace della sua mente.

COME RACCONTARE LE FIABE

Affinché la fiaba riesca a comunicare appieno i suoi messaggi consolatori e i suoi significati simbolici ed interpersonali dovrebbe essere raccontata piuttosto che letta: la narrazione, infatti, è preferibile alla lettura poiché permette una maggiore flessibilità (ognuno aggiunge o elimina ciò che ritiene opportuno). La forma stampata di una storia la priva di gran parte del suo valore e non le permette di essere un'esperienza condivisa tra il bambino e l'adulto. La narrazione per ottenere la massima efficacia dev’essere un fatto interpersonale, plasmato da coloro che vi partecipano. Lo scopo della narrazione di una fiaba dovrebbe essere quello di un’esperienza condivisa di godimento della fiaba, anche se esso non può avere gli stessi motivi per il bambino e per l’adulto. Ascoltare una fiaba e recepire le immagini che essa presenta può essere paragonato a uno spargimento di semi, che solo in parte germogliano nella mente del bambino: alcuni di essi hanno immediatamente effetto nella sua mente, altri stimolano processi nel suo inconscio, altri ancora, hanno bisogno di riposare a lungo fino a che la mente del bambino abbia raggiunto uno stadio idoneo alla loro germinazione, e molti non metteranno mai radici. Se il genitore racconta le fiabe al proprio figlioletto nel proprio spirito, il bambino, mentre lo ascolta, si sente compreso nei suoi più ardenti desideri, nelle sue più gravi ansie e angosce, nonché nelle sue più fervide speranze. Egli avverte grazie alla fiaba che la condizione dell’essere umano comporta l’accettazione di ardue prove, ma anche l’incontro di meravigliose avventure. Non bisogna mai spiegare al bambino il significato delle fiabe. Ma, il narratore deve comprendere il messaggio che la fiaba ha da offrire per selezionare quelle storie più appropriate allo stadio di sviluppo del bambino, e delle particolari difficoltà psicologiche a cui si trova di fronte al momento.

PARTE 2: NEL REGNO DELLE FATE

Hansel e Gretel, fratelli Grimm

Il racconto parte presentando la famiglia dei due;Una famiglia povera che non poteva più badare ai figli, ciò portò i genitori a prendere una grave decisione: quella di abbandonare i figli. I piccoli ascoltarono i genitori

durante la notte mentre parlavano, appunto, di abbandonarli. A quel punto Hansel, decise di raccogliere dei sassi per poter segnare così la strada per poter tornare a casa nel caso in cui genitori li avessero abbandonati. Grazie a questo metodo i fratelli riuscirono a tornare per la prima volta ma i genitori li abbandonarono nuovamente. Allora la seconda volta i fratelli lasciarono delle mollichine lungo la strada, ma vennero mangiate degli animali che abitavano il bosco. A quel punto nella ricerca della loro casa si imbatterono nella casa di marzapane e cominciarono a mangiarla. Dalla casa uscì un’anziana signora che li ospitò, ma poi tentò di mangiarli per punirli. Gretel alla prima occasione la spinse in un forno della casa mentre la donna vi si affacciava. L’anziana donna morì, e loro le rubarono tutto il tesoro. Usciti dalla casa con il bottino, trovarono i genitori che li stavano cercando in preda ai sensi di colpa, così i bimbi consegnarono il tesoro ai genitori e tornarono a casa.La madre → simboleggia l’attaccamento primordiale, dettato anche dal fatto che è la prima fonte di cibo (infatti prima di abbandonarli per l’ultima volta gli porge un pezzo di pane per mangiare). La storia si concentra molto sulla figura della madre e dell’attaccamento che i bambini vivono con quest’ultima, al punto tale che il padre non compare quasi mai ❖ La casa di marzapane → rappresentava per loro un riparo, invece decisero di mangiarla. Quindi perché i bambini mangiano ciò che avrebbe potuto salvarli? Perché sono ingannati dalla necessità di soddisfare un bisogno orale. Questo bisogno rappresenta in qualche modo ciò che non si riesce a controllare, che conduce sempre alla distruzione (infatti la strega cercherà di mangiarli per punirli) e questo simbolicamente significherebbe l’importanza di imparare a controllarsi. L’obiettivo è dunque quello di superare le proprie difficoltà edipiche ❖ Alcuni passaggi all’interno della fiaba lasciano sottintendere che ci sia stata un’evoluzione/ trasformazione:

  • il ruscello → simboleggia l’evoluzione da uno stato all’altro
  • i bambini escono dalla casa della strega con un bottino che viene poi donato ai genitori → rappresenterebbe una trasformazione da bambini dipendenti a indipendenti che riescono a mantenere se stessi e anche i genitori

Cappuccetto Rosso

La versione più famosa è quella dei fratelli Grimm ma quella letteraria inizia con Perrault ⇩ nella versione di Perrault Cappuccetto Rosso dà le indicazioni precise sull’abitazione della nonna; il lupo non indossa i vestiti della nonna; cappuccetto Rosso si mette nel letto nuda insieme al lupo; nessuno si raccomanda a Cappuccetto Rosso di non attardarsi con degli sconosciuti. Perrault dà un significato alle sue fiabe indirizzandole a bambini con un certo livello di maturità. Infatti l’età che viene presa in considerazione in cappuccetto Rosso è l’ età scolare → ci si addentra nella pubertà. In questa fiaba c’è il problema di risolvere nel subconscio gli attaccamenti edipici, che portano con sé il pericolo di essere sedotti.Infatti la bambina non fa nulla per impedire al lupo di aggredirla, come se volesse essere sedotta. ● Cappuccetto Rosso ha già superato la fase della soddisfazione orale e agisce quindi per il principio di piacere → lei si fa attrarre dal mondo seducente e ciò potrebbe determinare incontri distruttivi, come quello con il lupo. A testimonianza di ciò, cappuccetto si mette a raccogliere i fiori fin quando non è piena per poi tornare al dovere, sulla retta via. Torna sulla strada solo perché il suo Es è soddisfatto e non perché la mamma le aveva detto di non deviare la strada. ● Il fatto che la protagonista si stia addentrando nella pubertá, ce lo testimonia il fatto che per riconoscere la nonna le pone quattro domande (occhi grandi, orecchie grandi, mani grandi, bocca grande) → rappresentano i quattro sensi di cui il bambino pubere si serve per capire il mondo ● il cacciatore → dovrebbe rappresentare il padre (che in realtà non appare mai) ● il lupo → rappresenta l’incarnazione dei desideri violenti e dei sentimenti edipici

Alcuni elementi importanti di questa fiaba sono:

- il baratto → la mucca che viene scambiata con 5 fagioli rappresenta Jack che rinuncia alla sua soddisfazione orale, fiducioso della propria sessualità che sta sbocciando. Questo primo atto di iniziativa viene però ridicolizzato e sgridato dalla madre - il seme miracoloso - l’orco cannibale - la gallina che depone le uova d’oro → rappresenta idee anali di possesso; la storia assicura però che il bambino non resterà allo stadio anale di sviluppo: egli si renderà ben presto conto che deve sublimare queste idee primitive e trovarle insoddisfacenti - la borsa d’oro - lo strumento musicale parlante = rappresenta la bellezza, l’arte e le cose più elevate della vita ⇊ Più importante ancora è la loro combinazione in una storia che afferma la desiderabilità dell’autoaffermazione sociale e sessuale nel ragazzo pubere, e la stupidità di una madre che non lo prende sul serio Una delle storie più antiche del ciclo di Jack è Jack e i suoi baratti. In questa storia ci viene detto che Jack è un ragazzo indisciplinato, di nessun aiuto per suo padre e che per colpa del figlio, quest’ultimo ha finito per trovarsi in gravi difficoltà economiche e oppresso da debiti di ogni genere. Un giorno perciò manda Jack alla fiera con una delle sue sette mucche di proprietà per venderla al miglior offerente; Jack incontra un uomo che gli chiede dove è diretto offrendogli di barattare la mucca con un bastone magico (il possessore può ordinare al bastone di picchiare qualcuno e quest’ultimo eseguirà). Tornato a casa, il padre che si era aspettato di ricevere denaro per la sua vacca, va su tutte le furie e prende un bastone per picchiare il figlio. Per difendersi quest’ultimo invoca il suo bastone magico che picchia il padre fino a costringerlo a chiedere pietà. Ciò assicura a Jack la supremazia sul padre. Jack viene poi mandato alla fiera successiva a vendere un’altra mucca che scambia per la seconda volta con un’ape che canta stupende canzoni e per la terza volta con un violino che suona meravigliosi motivi. Il re che regna su questa parte del mondo ha una figlia che non è capace di sorridere, l’avrebbe donata così in sposa solo a colui in grado di farla ridere. Jack, ha la meglio su tutti i rivali di alto lignaggio, i quali vengono presi a bastonate. La principessa ride sonoramente quando il bastone picchia di santa ragione tutti i potenti pretendenti. Così è Jack a sposarla. Prima che siano celebrate le nozze i due devono passare una notte a letto insieme. Jack rimane assolutamente immobile, non tocca neppure la principessa. Viene quindi fatto un altro tentativo ma la seconda notte passa come la prima. Quando al terzo tentativo Jack non fa neppure questa volta la minima mossa, il re lo fa a gettare in una fossa piena di leoni che Jack fece uccidere dal suo bastone magico. A quel punto la principessa si rende conto che Jack era l’uomo che faceva per lei, si sposarono ed ebbero figli a ceste. ■ evidente il ricorrente riferimento al numero treevidente il ricorrente riferimento allo strumento fallico del bastone → tuttavia il fatto che Jack non sia stato attivo sotto l’aspetto sessuale con la principessa fa pensare che la potenza fallica non sia sufficiente al possesso sessuale della principessa. Con tale comportamento Jack dimostra il proprio autocontrollo e in più non riduce più i propri argomenti a un mero sfoggio di mascolinità. La ferocia del leone e della tigre che rappresentano la sua innocenza e la sua irresponsabilità, costati a suo padre una montagna di debiti, vengono sconfitti da Jack tramite l’uso della sua mascolinità. Trasformazione da Jack immaturo a Jack maturo capace di dominare i propri istinti.

La Regina gelosa di “Biancaneve” e il mito di Edipo

Il tema della regina di Biancaneve è analoga a quella di Edipo → Biancaneve racconta di come un genitore venga distrutto dalla gelosia verso la figlia. Meno una persona nella propria infanzia è stata in grado di risolvere in modo costruttivo i propri sentimenti edipici e più c’è il pericolo che possa esserne nuovamente travagliata ⇊ la fiaba avverte il bambino che anche il genitore può provare questi sentimenti e che non deve preoccuparsi perché egli riuscirà a sopravvivere nonostante le complicazioni

Per quanto riguarda la regina di Biancaneve, deve esserci qualcosa nel suo passato che l’ha resa vulnerabile, tanto da fargli odiare colei che dovrebbe amare. Mito di Edipo : Edipo è figlio di Laio, re di Tebe, e della sua sposa Giocasta. L’oracolo di Delfi rivela a Laio che il figlio avuto da Giocasta, diventato grande, lo ucciderà. Laio allora consegna Edipo a un pastore perché lo abbandoni sulla vetta del monte Citerone. Edipo è trovato e cresciuto da Polibo, re di Corinto, e da sua moglie Peribea. Divenuto adolescente, Edipo viene a sapere da un ospite della casa che lui non è l’erede al trono. Si rivolge all’oracolo di Delfi. Questi gli predice che ucciderà suo padre e sposerà la madre. Per non far avverare la profezia, Edipo abbandona Corinto e si dirige verso Tebe. Lungo la strada incontra un carro guidato da un uomo in età matura che gli ingiunge di lasciargli il passo. Ne nasce un violento litigio, al termine del quale Edipo uccide il vecchio, senza sapere che in realtà si tratta del padre Laio. Si è realizzata la prima parte della profezia. Mentre nei miti la distruzione avviene e poi vi è la punizione definitiva del genitore, nelle fiabe c’è la speranza che questi attaccamenti possono essere superati e ciò conduce alla felicità : cenerentola, belle la bestia, Biancaneve, Rapunzel.

Biancaneve

fratelli Grimm

Questa fiaba è stata narrata per secoli in varie forme in tutti i paesi e le lingue d’Europa. La storia comincia con la madre di Biancaneve che si punge il dito e lascia cadere sulla neve tre gocce di sangue. L’atto della regina che consulta lo specchio per conoscere il proprio valore, Ripete l’antico tema di Narciso. Narciso ma va soltanto se stesso a tal punto che finì inghiottito dalla propria autoammirazione. Fintanto che il bambino è totalmente dipendente, rimane, per così dire, parte del genitore: non minaccia il narcisismo del genitore. Per la bambina il suo amore per il padre è la cosa più naturale del mondo, e altrettanto naturale è l’amore di tuo padre per lei. La bambina, se da una parte vuole che suo padre l’ami più di quanto ama sua madre, dall’altra parte non può accettare che questo possa rendere sua madre gelosa di lei. La bambina, non può permetterti di essere gelosa di un genitore (cosa che rappresenta una grave minaccia alla sua sicurezza) in tal caso proietta i suoi sentimenti su questo genitore e la gelosia verso la madre si trasforma Nel pensiero dettato dal desiderio “la mia mamma è gelosa di me”. Il senso di inferiorità viene difensivamente tramutato in senso di superiorità. La storia antica di Biancaneve suggerisce chi è la competizione fra un genitore suo figlio rende la vita intollerabile sia all’uno che all’altro. In Biancaneve, come cappuccetto Rosso, compare un uomo che può essere visto come rappresentazione inconscia del padre: il cacciatore. La figura del cacciatore e nelle fiabe così frequente perché: la caccia è una pratica tipicamente maschile ed era inoltre un privilegio aristocratico, ecco dunque un buon motivo per vedere il cacciatore come una figura di prestigio. Sotto questa luce dobbiamo considerare le zoo fobie da cui nessun bambino è del tutto libero.nei suoi sogni e nelle sue fantasticherie il bambino è minacciato e perseguitato da animali feroci, creazioni della sua paura e del suo senso di colpa.Tuttavia in Biancaneve, il padre-cacciatore manca di assumere una posizione energica e ben definita. Non lo uccide con le proprie mani ma l’abbandonò nel bosco, dove pensa che verrà divorata dalle fiere. Il cacciatore cerca di placare sia la madre, apparentemente seguendo negli ordini, sia la figlia, limitandosi a non ucciderla.l’odio e la gelosia della madre sono la conseguenza dell’ambivalenza paterna, un padre debole non serve molto a Biancaneve, così come servi poco ad Hansel e Gretel. Sei una ragazza non può formare una positiva identificazione con sua madre, non solo rimane fissato i confini tipici, ma instaura la regressione, questo accade quando non si riesce a raggiungere il successivo e superiore stadio di sviluppo per cui è cronologicamente pronta. La regina è bloccata allo stadio orale in corporativo, infatti essa ordina al cacciatore non solo di uccidere Biancaneve ma anche di Tornare con i suoi polmoni e il suo fegato per mangiarli. Secondo il pensiero le costumanze dei primitivi, l’individuo acquisisce poteri e le caratteristiche di ciò che mangia. Lo specchio magico sembra parlare con la voce di una figlia anziché con quella di una madre. Il fatto che Biancaneve continui a cedere alle tentazioni che la matrigna le tende, sta significare che i nani sono incapaci

numero 3 → in questa famiglia ognuno dei tre orsi ha la propria individualità, ma allo stesso tempo agiscono come una sorta di trinità. Ciò dimostra quanto sia importante nella storia il numero tre: tre piatti, tre letti, tre orsi e boccoli d’oro bussa tre volte alla porta prima di entrare. In questa fiaba il numero si riferisce al sesso, ma non in termini dell’atto sessuale, ma alla scoperta della propria identità biologica. In questo caso, dunque, il tre simboleggia una ricerca della propria identità biologica ● perdita nel bosco → simboleggia la necessità di ritrovare e scoprire se stessa ● una volta nella casa boccoli d’oro esamina tre diverse serie di oggetti (piatti di pappa, sedie e letti) per identificarsi in uno di questi → sceglie il piatto del babbo ma quasi subito scoprì che la pappa del padre è troppo calda e la sedia è troppo dura. Questo rappresenta il desiderio di essere di sesso maschile oppure di dormire nel letto del padre, questo bisogno però non può essere soddisfatto, quindi torna a rivolgersi all’originario rapporto con la madre, la cui sedia è troppo morbida: rappresenterebbe una regressione ma boccoli d’oro non vuole tornare a quella condizione. Quindi l’unico ruolo rimasto per lei sembra essere quello del piccolo, ma ci viene detto che nonostante la sedia non fosse né troppo dura né troppo soffice, appena boccoli d’oro vi si sedette, quest’ultima cade in mille pezzi. Evidentemente, è diventata troppo grande per la seggiolina del piccolo. Boccoli d'oro tentò con riluttanza di regredire un’esistenza infantile. Per Boccoli d’oro non c’è lieto fine: dopo non essere riuscito a trovare quello che fa per lei, si risveglia come da un brutto sogno e fugge via. ● L’esperienza di boccoli d’oro nella casa degli orsi l’insegna alla fine che la regressione all’infantilismo non offre nessuna fuga dalle difficoltà dello sviluppo → la bambina non riceve nessun aiuto dagli orsi per superare i suoi problemi di sviluppo e quindi non può far altro che fuggire sconfitta nei suoi sforzi di trovare se stessa Questa storia è priva di alcune delle caratteristiche più importanti delle vere fiabe:

- alla fine non offre né recupero né consolazione - non c’è risoluzione del conflitto - manca lieto fine I temi trattati sono: a) la lotta con le difficoltà edipiche b) la ricerca dell’identità c) la rivalità fraterna → agli occhi dell’orsetto, boccoli d’oro potrebbe rappresentare l’intrusa che viene da chissà dove e che tutt’a un tratto rovina la sua sedia, gli porta via il cibo e lo caccia via dal suo letto

La bella addormentata nel bosco

Una delle prime versioni di questa fiaba da ricordare è quella di Giambattista Basile “Sole Luna e Talía” : storia di Talia, che su richiesta del padre si fece profetizzare la sua morte che sarebbe avvenuta a causa di un frammento di lino. Per prevenire ciò, il re ordinò di far scomparire il lino e la canapa per sempre dal suo castello. Ma un giorno Thalía, ormai una donna fatta, cominciò a sbirciare tra le stanze del castello finché non trova un’anziana signora che tesseva e filava. Talia non l’aveva mai visto fare quindi si avvicinò. E quel giorno la ragazza si tagliò con un frammento di canapa che le si infilò sotto l’unghia, subito dopo la fanciulla cadde in un sonno profondo. Il re lasciò la figlia morta seduta su una sedia foderata di velluto del palazzo. Qualche tempo dopo un altro re abitò il castello. Quest’ultimo stava cacciando fin quando il suo falcone si poggiò su una finestra del castello. Allora il re andò a verificare quale stanza fosse e trovò il corpo di Talia. Il re si innamorò di lei, trascorse con lei del tempo, provo a scuoterla ma non si svegliò. Dopo nove mesi, sempre addormentata, mise al mondo due bambini. Uno dei bambini, nell’intento di alimentarsi al seno si avvicina al dito della mamma, succhiandole via quel pezzo di canapa che aveva causato il suo sonno, così la ragazza si risvegliò. Un giorno tornò da lei, e la trovò con i bimbi e sveglia… La moglie del re scoprì il suo segreto e mandò a prendere di nascosto i due bambini. Ordinò poi che fossero cucinati e serviti a suo marito. Il cuoco, nascosti i bambini in casa, cucinò al loro posto due capretti. Un giorno la moglie manda a chiamare anche Talia, per gettarla nel fuoco, ma il re gettò la regina e i due vissero felici e contenti con i due figlioletti ancora vivi. La storia termina dicendo: “la gente fortunata, così ha detto, incontra la fortuna pure a letto.”

Nella versione di Perrault (non giudicava opportuno raccontare alla corte di Francia una storia in cui un re sposato stupra una fanciulla addormentata, la mette incinta, se ne dimentica completamente e si ricorda di lei dopo un certo tempo soltanto per caso):

- il re che si innamora della Bella addormentata → viene trasformato in un principe, ancora giovane, non sposato e senza figli - la regina gelosa per il tradimento di suo marito → viene trasformata in una madre edipica , così gelosa della ragazza di cui suo figlio/il principe si è innamorato, cercando quindi di distruggerla. Ci viene detto che la madre del principe azzurro è in realtà un’orchessa divoratrice di bambini che vuole mangiare i propri nipoti Nella versione dei Fratelli Grimm viene presentata una situazione in cui un re e una regina aspettano il figlio da molti anni il quale però stenta ad arrivare. Venne loro profetizzata la nascita della figlia da una rana, che poi arriverà effettivamente. In questa versione ci sono inoltre 13 fate, il cui ruolo non è di fondamentale importanza per la trama ma è utile per introdurre l’elemento di contrasto, la fata che si sente trascurata che manda la maledizione. Le 13 fate ricordano i 13 mesi lunari in cui anticamente era suddiviso l’anno. Il re, maschio, non comprende la necessità delle mestruazioni e cerca di impedire a sua figlia di avere la fatale fusione di sangue ma, malgrado tutte le precauzioni che un padre può prendere, quando la figlia è abbastanza matura raggiungerà comunque la pubertà. Diventata adolescente, la ragazza esplora le zone di esistenza in precedenza inaccessibili, rappresentate dalla camera nascosta dove una vecchia sta filando. Ma quando la bella addormentata ha finalmente raggiunto la maturità fisica ed emotiva ed è pronta per l’amore, e con esso per il sesso del matrimonio, ciò che era sembrato impenetrabile diventa accessibile. Infatti quando la principessa è pronta, il muro di Robbie si trasforma in un muro di fiori grandi e splendidi che lasciano entrare il principe. Nella più antica versione della fiaba sì da un’altra interpretazione, non è nella mestruazione né il matrimonio a rendere completa la donna, ma nutrire un bimbo al proprio seno. L’adolescenza è un periodo di grandi e rapidi cambiamenti caratterizzati da periodi di complessa passività alternati a frenetica attività. Questa favola sottolinea la necessità di una lunga e calma concentrazione e riflessione su sé stessi.

  • favola amata da entrambi i sessi → durante i mesi che precedono la prima mestruazione le ragazze affrontano un periodo di totale apatia, così come lo affrontano i ragazzi nel periodo della pubertà.
  • ha come tema centrale il periodo di passività → permette all’adolescente di non preoccuparsi durante il periodo di inattività. Il lieto fine poi assicura al bambino che non rimarrà bloccato per sempre in una condizione di apparente inattività, e che spesso questo periodo è quello che produce i massimi risultati
  • Questa storia insomma instilla in ogni bambino l’idea che un evento traumatico come la prima mestruazione, ha in realtà conseguenze molto felici e che questi accadimenti devono essere presi seriamente ma che non bisogna averne paura.

Cenerentola

Cenerentola è la fiaba probabilmente più famosa, che piace ad adulti e bambini. In essa sono affrontati alcuni argomenti importanti a livello psicologico: 1) la morte della madre 2) il secondo matrimonio del padre 3) il rapporto con la matrigna 4) la rivalità con le sorellastre 5) la parzialità delle attenzioni verso i figli 6) la rivalità al femminile tipica dell’adolescenza ⇊ Bettelheim ritiene che cenerentola riveli le angosce e le umiliazioni che si esasperano nell’inconscio dei bambini nell’ambito dei rapporti familiari ❖ questa fiaba piace sia ai maschietti che alle femmine perché permette loro di identificarsi con la sensazione di rivalsa che trasmette