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Il sé e la dissonanza cognitiva, Schemi e mappe concettuali di Pubbliche Relazioni

Schemi di appunti sul sé e sulla dissonanza cognitiva

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 08/03/2023

LaCognataErika
LaCognataErika 🇮🇹

3 documenti

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26.11.2020
Il sé: come arriviamo a comprendere noi stessi nel contesto sociale
Siamo la sola specie umana ad avere un sé, sebbene gli scimpanzè e gli oranghi, secondo Gallup, abbiano un
rudimentale senso del sé – negli umani tale riconoscimento avviene tra i 18-24 mesi di vita [Hart e Matsuba
2012]
Concetto di sé: insieme delle credenze che le persone hanno riguardo i propri attributi personali
La moralità è parte centrale della concezione del sé ed è molto più importante dei processi cognitivi o dei
desideri – esempio dell’amico che non si vede da anni e che cambia moralmente ed eticamente
Influenza culturale:
Occidentale Visione di indipendente – modo di definirsi in termini di pensieri, emozioni e
azioni individuali, tralasciando quelli degli altri [Markus e Kitayama 1991; Nisbett 2003]
Orientale Visione di sé interdipendente – valorizzazione delle relazioni fra le persone, tenendo
conto che il comportamento del singolo è spesso determinato da pensieri sentimenti ed emozioni
degli altri. Disapprovazione dell’indipendenza e unicità
La differenza del senso di sé tra culture ha una sua realtà, oltre che delle conseguenze interessanti sulla
comunicazione fra culture – per la cultura occidentale il sé è la misura di tutte le cose, ma è solo una
costruzione sociale che può variare da cultura a cultura
Singelis 1994 ha creato un questionario che misura il grado in cui le persone vedono sé stesse come
interdipendenti o indipendenti
Le funzioni fondamentali del sé:
1. Conoscenza del sé: come capiamo chi siamo e formuliamo e organizziamo questo tipo di
informazione
2. Autocontrollo: facciamo progetti e prendiamo decisioni – funzione esecutiva
3. Controllo delle impressioni: come ci presentiamo agli altri e cerchiamo di mostrare solo
determinate parte di noi
4. Autostima: cerchiamo di mantenere un’immagine positiva di noi stessi
Fonti conoscenza di sé: in che modo apprendiamo le informazioni?
Conoscenza di sé [Benaji, Prentaice1984], avendo una visione aggiornata di sé – Sapere chi sono
Accrescimento dell’immagine di sé – Autostima e miglioramento, valutazione
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Il sé: come arriviamo a comprendere noi stessi nel contesto sociale Siamo la sola specie umana ad avere un sé, sebbene gli scimpanzè e gli oranghi, secondo Gallup, abbiano un rudimentale senso del sé – negli umani tale riconoscimento avviene tra i 18-24 mesi di vita [Hart e Matsuba 2012] Concetto di sé: insieme delle credenze che le persone hanno riguardo i propri attributi personali La moralità è parte centrale della concezione del sé ed è molto più importante dei processi cognitivi o dei desideri – esempio dell’amico che non si vede da anni e che cambia moralmente ed eticamente Influenza culturale:  OccidentaleVisione di sé indipendente – modo di definirsi in termini di pensieri, emozioni e azioni individuali, tralasciando quelli degli altri [Markus e Kitayama 1991; Nisbett 2003]  OrientaleVisione di sé interdipendente – valorizzazione delle relazioni fra le persone, tenendo conto che il comportamento del singolo è spesso determinato da pensieri sentimenti ed emozioni degli altri. Disapprovazione dell’indipendenza e unicità La differenza del senso di sé tra culture ha una sua realtà, oltre che delle conseguenze interessanti sulla comunicazione fra culture – per la cultura occidentale il sé è la misura di tutte le cose, ma è solo una costruzione sociale che può variare da cultura a cultura Singelis 1994 ha creato un questionario che misura il grado in cui le persone vedono sé stesse come interdipendenti o indipendenti Le funzioni fondamentali del sé:

  1. Conoscenza del sé : come capiamo chi siamo e formuliamo e organizziamo questo tipo di informazione
  2. Autocontrollo: facciamo progetti e prendiamo decisioni – funzione esecutiva
  3. Controllo delle impressioni : come ci presentiamo agli altri e cerchiamo di mostrare solo determinate parte di noi
  4. Autostima: cerchiamo di mantenere un’immagine positiva di noi stessi Fonti conoscenza di sé: in che modo apprendiamo le informazioni?  Conoscenza di sé [Benaji, Prentaice1984], avendo una visione aggiornata di sé – Sapere chi sono  Accrescimento dell’immagine di sé – Autostima e miglioramento, valutazione

Introspezione : Processo mediante il quale ci si guarda dentro e porta ad una consapevolezza immediata dei propri sentimenti, emozioni e motivazioni – Sentire gli stati d’animo, le emozioni e il vissuto interiore, facendo una riflessione per cogliere approfonditamente i vissuti e portarli a livello di consapevolezza Affidabilità: bassa  interpretiamo sempre e non siamo mai neutrali nella valutazione – ma arriviamo a fare delle inferenze e una rielaborazione soggettiva e non obiettiva  le motivazioni dei nostri comportamenti e sentimenti possono rimanere nascoste alla consapevolezza degli altri Considerazioni: o È usata meno frequentemente di quanto si pensi – perché è soggetta a interpretazione soggettiva o È uno strumento poco potente e poco accurato o Focalizzare troppo l’attenzione su sé stessi può avere conseguenze affettivo (emozionale) negative – eccessiva ruminazione (riaffiorare istanze di memorie e ricordi negativi che non trovano soluzione ma si auto alimentano, ma c’è il bisogno costante di giustificare certi comportamenti per stare meglio con sé stessi, ma questo spesso non succede), riflettere su alcuni vissuti ci conduce a un pensiero ricorrente, molesto e ci porta ad una frustrazione perché non c’è soluzione  Teoria della consapevolezza del sé [Duval e Wicklund 1972]  Vedersi come ci vedono gli altri, vederci rispecchiati per prendere coscienza – meccanismo che ci aiuta ad elevare i nostri standard morali e adattarci a migliorare i comportamenti in modo da allinearli. Guardarci attraverso dal “di fuori” aumentando il bisogno di allineamento negli standard etico-morali che interiorizziamo Quando ci focalizziamo su noi stessi e valutando e confrontando il nostro comportamento presente rispetto ai valori e alle regole interne – diveniamo letteralmente coscienti di noi stessi in maniera oggettiva osservatori giudicanti di noi stessi Il Feedback su noi stessi ci aiuta a comprendere se i nostri comportamenti sono in linea con le regole morali o meno, in questo caso questo stato di consapevolezza sarà sgradevole perché saremo messi di fronte ad un feedback negativo. Le persone possono compiere dei gesti estremi proprio per spegnere questo faro puntato sulla loro interiorità [Baumeister 1991] Non sempre però risulta essere negativo, anzi, molte forme di espressione religiosa e di spiritualità possono essere utilizzate, oppure quando si è raggiunto uno scopo nella vita, prendere consapevolezza ci appaga della coerenza e rispondenza tra i nostri comportamenti e i nostri ideali. Oltre a renderci consapevoli della nostra moralità e dei nostri ideali in un momento di forte tentazione Un’altra funzione dell’Introspezione: Capire il perché ci sentiamo in una determinata maniera Molti dei nostri processi mentali e cognitivi avvengono al di fuori della nostra consapevolezza, pertanto siamo coscienti solo dei risultati finali – per quanto non sappiamo, ci sembra di essere in grado di dare una spiegazione “Dire più di quanto si può pensare” [Nisbett e Wilson 1977]

Teoria dell’autodeterminazione [Deci e Ryan]: l’aggiunta della ricompensa o di un fattore esterno, comunque, aumenta l’intervento di controllo esterno e un giudizio Motivazioni  ragioni per cui facciamo una determinata cosa Effetto di sovragiustificazione : accrescere queste ragioni, confonde la motivazione originaria, la gratificazione intrinseca, che stava alla base dell’esecuzione di tale azione – sovrastimazione delle ricompense o degli stimoli esterni e sottostimazione dell’interesse intrinseco per il comportamento Ogni essere umano ha biologicamente la necessità di essere attivo, di poter realizzare azioni liberamente, scelte in autonomia per poter agire sull’ambiente. Lotta dialettica: tra limiti posti dal contesto che inibiscono e le forze interne di motivazioni, esplorazione fisiologiche – volere e potere/non potere  Regole sociali  Regole fisiche Sulla psicologia umana, qualunque cambiamento del contesto ha un effetto, una ripercussione – modificandosi, in modo impercettibile, il sistema cognitivo Tutto ciò avviene costantemente lo scontro con le limitazioni, obblighi e divieti imposti dai contesti in cui operiamo Motivazione intrinseca : Stato interiore – propensione innata a padroneggiare mondi interni e mondi esterni esperienza ottimale “flow-flusso spontaneo” dar seguito liberamente al flusso di ciò che si desidera fare. Desiderio di fare una certa cosa, perché la si trova piacevole o interessante, non per avere una ricompensa o per rispondere a delle sollecitazioni Sfida con sé stessi e continuo miglioramento mantenute dalla motivazione intrinseca  Padronanza : concetto di mastering, azioni del governare che portano ad un esito e che dia soddisfazione e gratificazione dell’individuo, per portare piacere insito nell’esecuzione stessa.  Apprendimento intrinsecamente motivato: bisogno psicologico “innato” ad essere completamente auto-determinato  Organismo: efficace auto-promotore dell’azione  Manifestazione: curiosità, interesse, senso della sfida – anche senza ricompensa poiché spinta motivazionale intrinseca  Fattori ambientali: quando è concesso o quanto si scontra con le circostanze del contesto Motivazione estrinseca: Costrizione, regolamentazione esterne che condizionano in maniera esogena (dal di fuori) determinate dal contesto Attività strumentale, fondata sul bisogno di rispondere a richieste sociali, stimoli condizionanti esterni, non perché la si trovi piacevole o interessante

Comportamento orientato:  Bisogno di ricevere ricompense – l’incentivo  Evitamento di minacce – evitare una situazione scomoda, controllo esterno  Conformismo rispetto a norme e valori esterni – forma di controllo poiché c’è una valutazione di merito se c’è il rispetto delle norme sociali, “individui adeguati a quel determinato contesto”  Adattamento dell’individuo: collocazione nel continuum (che si muove continuamente), regolando fare ciò che viene richiesto, senza metterci un’autodeterminazione una motivazione propria. Ma alcune nate dall’esterno, c’è l’elaborazione e l’interiorizzazione di quella regola che diventa piacevole e integrata nelle motivazioni intrinseca diventando autodeterminata Effetto sovragiustificazione Come proteggere la motivazione intrinseca dalla “minaccia” della ricompensa:  Le ricompense diminuiscono l’interesse solo se questo inizialmente è molto alto – sono dannose le forme di ricompensa positiva o negativa, quindi bisogna lasciarla all’autoalimentazione  Tipo di ricompensa: contingente al compito VS contingente alla prestazione Contingente al compito: ricompensa ad un compito “ovvio” doveroso Contingente alla prestazione : non solo per aver fatto, ma aver riconosciuto l’ottima prestazione – diventa un feedback utile che si utilizza per regolare la successiva prestazione Non dare giudizi alla persona, ma sempre alla prestazione – poiché valutazione cristallizzata, ma riconoscimento di valore sulla prestazione eseguita  Consapevolezza sugli effetti dannosi della ricompensa: non è lineare, ovvero che aumentando l’importanza e il valore di essa, automaticamente aumenta la motivazione dell’esecuzione della prestazione, bensì la danneggiano e non sono commisurate  Carol Dweck [1999]: Teorie del sé Gli individui hanno una convinzione implicita rispetto alle caratteristiche fondamentali del loro sé – modalità di percezione delle proprie doti e abilità o Intelligenza: valutazione sistematica, che formuliamo regolarmente ed esprime una nostra convinzione su questo attributo Giudizio o buon giudizio Orientano le persone verso scopi precisi: o giudizio del sé, quant’è l’attributo VS sviluppo del sé, scopo diverso che indipendentemente sviluppa e incrementa la mia intelligenza è una visione incrementale, non fissa, che posso incentivare, accrescere in qualche ambito

Valori culturali, veicolati, modelli culturali adottati – quello che assorbiamo dalle figure di riferimento e dai contesti di riferimento che plasmano le convinzioni, saperi che abbiamo e chi siamo, sostanzialmente Anche George Albert Mid Sé  tutto ciò che viene indicato con IO, Me, Mio, Me Stesso – tutto ciò che l’individuo attribuisce a sé stesso Looking glass self  sé speculare – convinto di essere ciò che credo che gli altri pensano di me – non so per certo cosa l’altro pensa di me inferisco l’informazione e mi convinco, ricostruendo ciò che io credo pensino di me. È dato dal rispecchiamento della convinzione del pensiero degli altri nei nostri confronti Ogni individuo ha una conoscenza di sé in base a quello che lo scambio di simboli, saperi e valori che si scambiano con gli altri Riconoscimento di sé [Gallup 1977] Guardarsi allo specchio per attingere info per riconoscere noi stessi – riconoscimento derivato dal riflesso di sé guardato dal di fuori Confronto sociale [Festinger 1954] meccanismo prioritario del sé e del proprio valore Quando non sappiamo dare il giudizio del valore, un modo per dare una risposta è il confronto sociale, mettendosi in paragone con quello che può essere la bravura e la competenza con gli altri Meccanismo automatico, costante e spontaneo o Quando abbiamo bisogno del confronto sociale?  Incertezza, ambiguità – non sappiamo gli standard della valutazione del sé e l’altro diventa uno standard di confronto utile o Con chi ci confrontiamo?  Alla pari : motivazione di ricerca di vere informazioni e attendibili Confronto con una persona uguale a me rispetto ad una determinata abilità o competenza, per una valutazione precisa delle nostre capacità e opinioni  Verso l’alto : motivazione di spinta di accrescimento e di capacità Confronto con una persona migliore di me rispetto ad una determinata abilità o competenza  Verso il basso : motivazione di conservazione dell’autostima – per tutelare e preservarmi Confronto con una persona peggiore di me rispetto ad una determinata abilità o competenza Confronto della nostra prestazione attuale con quelle passate – metro di paragone: il nostro “sé passato”

Controllo di sé: la Funzione Esecutiva Autocontrollo: abilità di domare i desideri immediati per raggiungere obiettivi a lungo termine Esecutiva: sceglie cosa fare nel presente e fa progetti per il futuro – siamo la sola specie che avendo il sé, che ci permette di fare ciò, può prevedere eventi futuri non ancora realizzati Tecniche:  Non è utile evitare le tentazioni, poiché più ci si impegna a non pensare a qualcosa e più questa ci viene alla mente  Non è utile focalizzarsi solo sull’obiettivo,  Creare delle specifiche intenzioni di miglioramento per prevenire una situazione in cui dovremo esercitare il nostro autocontrollo, pianificando in dettaglio il raggiungimento dell’obiettivo e le modalità di distorsione delle tentazioni “Effetto di svuotamento”: dispersione delle energie per l’autocontrollo e l’esecuzione di un compito, senza averne abbastanza per affrontarne uno successivo Importante è il grado in cui le persone credono che la forza di volontà sia una risorsa illimitata La gestione delle impressioni Gestione delle impressioni: come gli individui cercano di far si che gli altri vedano come essi desiderano Strategie [Jones e Pittman 1982]  Ingraziamento : quando lusinghiamo, lodiamo e ci rendiamo graditi a qualcuno, solitamente di status superiore, anche se non pensiamo realmente quello che diciamo Espediente efficace  piace a tutti ricevere complimenti e lusinghe  Self-handicapping: le persone creano degli ostacoli a sé stessi, per giustificare il loro fallimento Una presentazione non buona e il fallimento danneggiano l’autostima – una scusa pronta ci offre la possibilità di spiegare la nostra prestazione insufficiente prima ancora che questa abbia luogo

  • Behavioural “self-handicapping” : le persone si creano degli ostacoli che riducono le possibilità di successo, in modo da poter dare la colpa a essi, in caso di effettivo fallimento, invece che alle proprie incapacità [Hirt e Milner 2008]
  • Reported “self-handicapping”: le persone congegnano scuse preconfezionate in caso di fallimento – pretesti come timidezza, ansia, cattivi stati d’animo, sintomi fisici ed eventi negativi del passato [Hendrix e Hirt 2009] Tipico delle donne Il desiderio di gestire la propria immagine è forte in ogni cultura, ciò che cambia e l’immagine che si vuole presentare

Chi sono io? Le dimensioni del concetto di sé sono multiple, fluide e variabili. La modalità di gestione è funzionale al contesto sociale, alla situazione in cui ci troviamo. C’è coerenza nel modo in cui io costruisco l’immagine di me e si esprime in modo diverso in base al contesto Natura: insieme di descrittori che consideriamo descrittivi di noi stessi Descrizioni:  Aggettivi , tratti descrittivi e distintivi di personalità  Appartenenze a gruppi sociali per descrivere sé stessi e il significato valutativo ed emotivo associato a tale appartenenza Il sé, questo sconosciuto:

  • perché è fluido, muta nel tempo
  • diversificato, perché muta nelle situazioni rappresentazioni mentali multiple delle caratteristiche di personalità usate dall’individuo per definire sé stesso e per regolare il proprio comportamento  Nucleo fondamentale della nostra personalità  modo in cui ci riconosciamo e siamo disposti a descriverci progressivamente, presentando questa personalità agli altri  Prospettiva Relazionale  esprimendosi in base al momento preciso in cui è richiesta la presentazione  Funzione indispensabile   Il sé ha solo una Funzione Cruciale : Funzione di filtro nella percezione sociale degli altri Nella letteratura psicosociale è opportuno distinguere: : insieme di caratteristiche individuali, componenti intrapsichiche, concetto che si sviluppa nella social cognition, focalizzandosi sulle caratteristiche del sé, come l’individuo si descrive trascurando l’aspetto relazionale Auto-riconoscimento personale in termini di rappresentazione di sé in prima persona – facendo riferimento alla teoria degli schemi di sé Identità : considera la dimensione individuale che rimanda all’idea di “appartenenze”. Di tradizione europea, enfatizza l’appartenenza al gruppo e delle relazioni intergruppo. William James 1890: La Dualità della natura del sé La psicologia diventa un ambito di studio a sé stante, con un proprio metodo, approccio di ricerca Oggetto prioritario per tutta la disciplina

Distinzione tra: Me e Io Me - Known IO - Knower  Entità conosciuta  Oggetto di conoscenza  Struttura di conoscenze - Tutti i saperi e le conoscenze di noi stessi, modo in cui possiamo definire noi stessi attraverso i tratti: aggettivi ed esperienze Etichetta di appartenenza – tutto ciò che so di me  Soggetto attivo di conoscenza  Soggetto conoscitore: agente che Diavoletto che porta a chiederci in un processo costante, quali sono i dati che possediamo su di noi elaborando i dati  Processo di conoscenza - Processo di Elaborazione di dati, un flusso che applica a sé stesso Funzione di introspezione per arrivare a conoscersi – distillazione di conoscenze di sé che comportano alla spiegazione di determinati comportamenti In contrasto di William James, lo psicologo Gordon Allèort (1961 ) dicendo che l’Io dovrebbe essere lasciato alla filosofia Io: non è oggetto diretto di conoscenza, deve essere studiato dalla filosofia Il Me, di contro, è assegnato alla psicologia James era contrario alla netta separazione. Io e Me sono distinti analiticamente, ovvero descrivono lo stesso flusso di conoscenza, l’uno in termini di pensatore e l’altro come pensato di sé – l’esito, il giudizio finale James pensava che fossero inscindibili perché “il pensiero è esso stesso il pensatore” come un Fiume e l’acqua Il Me: somma totale di tutto ciò che l’individuo intende come proprio, ciò che mi contraddistingue dagli altri – tratti salienti attraverso i quali io oggettivamente mi descrivo Categorie di conoscenza del me  Me Materiale : dimensione di oggetti che vanno a definire in proprio l’individuo – caratteristiche descrittive costitutive, simboleggiando all’esterno come si è o Corpo, vestiti, familiari, sport, musica, casa, smartphone  Me Sociale: rapporti che intrattengo con le persone in contesti sociali multipli e diversi o La persona ha tanti sé quanti sono gli individui e i gruppi che egli conosce e che proiettano la propria immagine nella mente – moltitudine ma non infiniti, alcuni frequenti altri sporadici o Ogni presentazione ad un ipotetico pubblico, quindi tanti me sociali in base agli individui singoli e ai gruppi che ci conoscono e hanno una nostra immagine nella nostra mente,

Influenza culturale nel processo di conoscenza ed elaborazione dei tratti:  Sé Indipendente , tipico delle culture idiocentriche (“io” come filtro della realtà, self made man e autorealizzazione e bisogni propri) VS Sé Interdipendente , tipico delle culture allocentriche (“noi” come filtro della realtà, la collettività da importanza all’individuo in modo riflesso – mettendosi al servizio della comunità) Higging: Discrepanza del sé – Self Discrepance Sé reale: ciò che ritengo di essere in questo momento – si contrappone al sé ideale Sé ideale: quello che l’individuo vorrebbe diventare ed essere – tendiamo verso un ideale concetto di sé Sé imperativo: quello che ogni individuo pensa che dovrebbe essere, secondo un ordine morale interiorizzato (ricorda il Super-io di Freud) “Come dovremmo essere”, un diavoletto che ci sprona dicendoci cosa dovremmo fare per essere accettati dagli altri Discrepanza:  Se l’individuo vive una distanza fra sé reale (rappresentazione) e sé ideale (aspirazione)  vissuto di tristezza – ridurre questa discrepanza è un meccanismo che contribuisce alla felicità e vivere meglio, bisognerebbe avvicinarlo ad un sé potenziale  Se l’individuo vive una distanza fra sé reale (quello che ritengo di essere) e sé imperativo (quello che devo essere) vissuto di ansia – patologia del se, non mi sento mai all’altezza, voler essere sempre perfetti è una condanna alla frustrazione perenne