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INTERMEDIARI FINANZIARI - MODULO 1 , Appunti di Economia degli Intermediari Finanziari

Riassunti di Intermediari Finanziari, professor Scannella, integrati con gli appunti presi a lezione e suddivisi per moduli secondo il programma fornito dal professore nell'anno accademico 2016/2017

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 03/01/2018

ilenia_scalisi
ilenia_scalisi 🇮🇹

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MODULO I
1. Intermediazione finanziaria e Sistemi finanziari
Il sistema finanziario è l'insieme organizzato di mercati, intermediari e strumenti finanziari.
Gli strumenti finanziari sono una particolare categoria di contratti aventi per oggetto diritti e
prestazioni di natura finanziaria; i mercati finanziari sono mercati specializzati nella negoziazione
di strumenti finanziari; gli intermediari finanziari sono una speciale classe di imprese che svolgono
essenzialmente attività finanziaria. Il funzionamento dell'attività svolta avviene in un complesso
sistema di regole e controlli, svolte dalle cosidette autorità di vigilanza.
Gli strumenti finanziari sono contratti che incorporano diritti patrimoniali (crediti, proprietà...) o
non patrimoniali (azioni e relativi poteri amministrativi); essi rappresentano una forma di
rappresentazione della ricchezza, una forma che rende enormemente più semplice la detenzione e il
trasferimento. Tramite l'utilizzo di queste forme di rappresentazione, si rende possibile agli
investitori di partecipare ai redditi futuri di un'impresa, senza la comlicazione della proprietà fisica
del suo capitale produttivo. In questo modo la circolazione della ricchezza avviene in modo molto
più efficace, veloce e semplice e la ricchezza risulta connotata da un maggior grado di liquidità.
Gli strumenti finanziari sono intrinsecamente rischiosi; tuttavia l'esposizione al rischio risulta più
sopportabile se ogni investitore può ripartire la propria ricchezza in modo diversificato all'interno
del proprio portafoglio. In più, ogni strumento può essere costruito in maniera diversa, in relazione
alla qualità del rischio, cosi che sia possibile soddisfare diverse tipologie di investitori (separazione
del rischio).
2.Sistema reale e Sistema finaziario
Il sistema finanziario rappresenta la sovrastruttura dell'economia. Rappresenta cioè il punto di
incontro tra il sistema reale, ovvero il luogo in cui si svolge la cosidetta economia reale con la
produzione e la distribuzione del reddito, e le disponibilità finanziarie che scaturiscono da essa.
L'economia reale e il sistema finanziario interagiscono tra loro in maniera variegata: ad esempio, la
crisi bancaria può portare ad una crisi economica che si scarica sul sistema sociale.
3.Teoria dell'intermediaizone finanziaria
Perchè esistono gli intermediari finanziari?
Il trasferimento di risorse dalle unità in surplus a quelle in deficit può avvenire innanzitutto tramite
un circuito diretto, ovvero un sistema in cui le due unità e i relativi bisogni vengono in contatto in
maniera diretta, senza far ricorso ad alcun intermediario. Esiste poi un circuito diretto e assistito in
cui le parti hanno un rapporto diretto ma un intermediario svolge un ruolo di broker tra i due. Si
parla infine di un circuito indiretto, in cui gli scambi e i relativi contratti, vengono mediati dalla
presenza di soggetti qualificati professionalmente definiti appunto intermediari finanziari.
Gli scambi diretti sono carratterizzati innanzitutto da una limitazione territoriale, ma anche da una
maggiore esposizione al rischio a causa di: asimmetria informativa, costi di transazione, fiducia,
compatibilità di preferenza. L'asimmetria informativa deriva dalle condizioni di contesto in cui
avviene lo scambio e riguarda soprattutto le qualità del datore di fondi, arrecando un potenziale
svantaggio all'investitore. Questi dunque subisce anche un possibile comportamento opportunistico
(moral hazard) della controparte che è in grado di sfruttare la propria condizione di superiorità
informativa. L'asimmetria informativa e dunque il comportamento opportunstico si può verificare
sia ex ante che ex post, in tutti quei casi in cui il contratto attribuisce al datore la facoltà di assumere
decisioni che modificano il rapporto con la controparte contrattuale. A ciò è anche collegata la
teoria della razionalità limitata secondo cui i soggetti che interagiscono sui mercati finanziari non
sempre sono dotati di razionalità; il limite della razionalità del soggetto decisore dipende dalla
combinazione di svariati fattori come il grado di intelligenza, il livello di professionalità, le
informazioni e le conoscenze possedute, la cultura ecc... Un ruolo fondamentale è svolto dai
mercati mobiliari; essi si suddividono in primari e secondari.
Nei mercato primari unità in surplus e unità in deficit si incontrano per scambiare direttamente le
risorse; i titoli, qui, vengono immessi per la prima volta. I mercati secondari permettono di trasferire
in qualsiasi momento titoli già esistenti dando al titolare la possibilità di decidere concretamente la
durata del proprio investimento. L'organizzazione del mercato contribuisce in diversi modi ad
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MODULO I

1. Intermediazione finanziaria e Sistemi finanziari Il sistema finanziario è l'insieme organizzato di mercati, intermediari e strumenti finanziari. Gli strumenti finanziari sono una particolare categoria di contratti aventi per oggetto diritti e prestazioni di natura finanziaria; i mercati finanziari sono mercati specializzati nella negoziazione di strumenti finanziari; gli intermediari finanziari sono una speciale classe di imprese che svolgono essenzialmente attività finanziaria. Il funzionamento dell'attività svolta avviene in un complesso sistema di regole e controll i, svolte dalle cosidette autorità di vigilanza. Gli strumenti finanziari sono contratti che incorporano diritti patrimoniali (crediti, proprietà...) o non patrimoniali (azioni e relativi poteri amministrativi); essi rappresentano una forma di rappresentazione della ricchezza, una forma che rende enormemente più semplice la detenzione e il trasferimento. Tramite l'utilizzo di queste forme di rappresentazione, si rende possibile agli investitori di partecipare ai redditi futuri di un'impresa, senza la comlicazione della proprietà fisica del suo capitale produttivo. In questo modo la circolazione della ricchezza avviene in modo molto più efficace, veloce e semplice e la ricchezza risulta connotata da un maggior grado di liquidità. Gli strumenti finanziari sono intrinsecamente rischiosi; tuttavia l'esposizione al rischio risulta più sopportabile se ogni investitore può ripartire la propria ricchezza in modo diversificato all'interno del proprio portafoglio. In più, ogni strumento può essere costruito in maniera diversa, in relazione alla qualità del rischio, cosi che sia possibile soddisfare diverse tipologie di investitori ( separazione del rischio ). 2.Sistema reale e Sistema finaziario Il sistema finanziario rappresenta la sovrastruttura dell'economia. Rappresenta cioè il punto di incontro tra il sistema reale, ovvero il luogo in cui si svolge la cosidetta economia reale con la produzione e la distribuzione del reddito, e le disponibilità finanziarie che scaturiscono da essa. L'economia reale e il sistema finanziario interagiscono tra loro in maniera variegata: ad esempio, la crisi bancaria può portare ad una crisi economica che si scarica sul sistema sociale. 3.Teoria dell'intermediaizone finanziaria Perchè esistono gli intermediari finanziari? Il trasferimento di risorse dalle unità in surplus a quelle in deficit può avvenire innanzitutto tramite un circuito diretto , ovvero un sistema in cui le due unità e i relativi bisogni vengono in contatto in maniera diretta, senza far ricorso ad alcun intermediario. Esiste poi un circuito diretto e assistito in cui le parti hanno un rapporto diretto ma un intermediario svolge un ruolo di broker tra i due. Si parla infine di un circuito indiretto , in cui gli scambi e i relativi contratti, vengono mediati dalla presenza di soggetti qualificati professionalmente definiti appunto intermediari finanziari. Gli scambi diretti sono carratterizzati innanzitutto da una limitazione territoriale, ma anche da una maggiore esposizione al rischio a causa di: asimmetria informativa, costi di transazione, fiducia, compatibilità di preferenza. L'asimmetria informativa deriva dalle condizioni di contesto in cui avviene lo scambio e riguarda soprattutto le qualità del datore di fondi, arrecando un potenziale svantaggio all'investitore. Questi dunque subisce anche un possibile comportamento opportunistico (moral hazard) della controparte che è in grado di sfruttare la propria condizione di superiorità informativa. L'asimmetria informativa e dunque il comportamento opportunstico si può verificare sia ex ante che ex post, in tutti quei casi in cui il contratto attribuisce al datore la facoltà di assumere decisioni che modificano il rapporto con la controparte contrattuale. A ciò è anche collegata la teoria della razionalità limitata secondo cui i soggetti che interagiscono sui mercati finanziari non sempre sono dotati di razionalità; il limite della razionalità del soggetto decisore dipende dalla combinazione di svariati fattori come il grado di intelligenza, il livello di professionalità, le informazioni e le conoscenze possedute, la cultura ecc... Un ruolo fondamentale è svolto dai mercati mobiliari; essi si suddividono in primari e secondari. Nei mercato primari unità in surplus e unità in deficit si incontrano per scambiare direttamente le risorse; i titoli, qui, vengono immessi per la prima volta. I mercati secondari permettono di trasferire in qualsiasi momento titoli già esistenti dando al titolare la possibilità di decidere concretamente la durata del proprio investimento. L'organizzazione del mercato contribuisce in diversi modi ad

attenuare i limiti del circuito diretto, aumentando ad esempio l'informazione disponibile tramite l'utilizzo di regole e sistemi di rating; ciò contribuisce a diminuire anche la possibilità di comportamenti opportunistici che si ritrovano già naturalmente ridotti dalla logica fiduciaria che governa il mercato e i suoi operatori. Nella prospettiva della ripetibilità dello scambio ad esempio vi sarà interesse da parte degli operatori a mantenere e consolidare una buona reputazione. Nel circuito indiretto l'intermediario rappresenta una parte contrattuale che assumerà di volta in volta la forma di creditore e di dibitore; la sua figura nasce principalmente per sopperire a quelli che sono i limiti del circuito diretto, in quanto la sua organizzazione ha un certo grado di razionalità e di preparazione che permette di abbattare i costi di transazione, di ridurre l'asimmetria informativa, di operare un'intensa attività di trasformazione (di rischio e di scadenze). La trasformazione delle scadenze serve per risolvere l'incompatibilità tra preferenze delle unità in surplus e preferenze di quelle in deficit (ad esempio, passività a medio-lungo termine da finanziare con attività a breve termine); la trasformazione dei rischi è invece generata dal fatto che le unità in surplus non sono necessariamente disponibili a investire in strumenti emessi direttamente dalle unità in deficit poichè un tale investimento comporterebbe l'assunzione del rischio dell'emittente. La presenza degli intermediari riduce questa diffcoltà. 4.Le funzioni e la struttura del sistema finanziario La ragion d'essere del sistema finaziario è legata allo svolgimento di alcune funzioni che sono fondamentali per il modo di operare di una moderna economia di scambio. Tali funzioni soddisfano anche specifiche esigenze del sistema economico. La principale funzione del sistema finanziario è quella di effettuare il trasferimento delle risorse dalle unità in avanzo alle unità in disavanzo. Il trasferimento avviene attraverso l'utilizzo di strumenti finanziari. Il sistema finanziario, attuando il trasferimento delle risorse, ne compie anche una trasformazione per allineare le soluzioni alla contrapposte esigenze dei diversi soggetti crenado condizioni più favorevoli. Condizioni più favorevoli significa dunque offrire incentivi più forti non solo perchè sia massimizzato il volume delle risorse disponibli, ma anche perchè si attivino forme e circuiti di trasferimento che rendano finanziabili gli investimenti con redditività attesa più alta, dato un certo livello di rischio. La realizzazione di questo risultato rientra nel concetto di efficienza allocativa. Il trasferimento delle risorse avviene nel tempo e nello spazio, il sistema finanziario crea i presupposti affinchè questo avvenga in modo efficiente. Infine affinchè il trasferimento avvenga innestando un circuito virtuoso è necessario che sussistano due presupposti: informazione , ex ante e ex post, mettendo a punto anche dei contratti che rappresentino il mezzo di pressione per il rispetto dell'accordo; liquidità , intesa come la possibilità di smobilizzare prima della scadenza un investimento; è una funzione intrinseca agli strumenti finanziari che, per loro natura, possono essere negoziabili o non negoziabili. La presenza di mercati regolamentati favorisce sicuramente la liquidità dello strumento stesso. Uno dei fattori alla base della funzionalità degli scambi è il sistema dei pagamenti , e quindi l'adeguatezza degli stumenti monetari attraverso cui le transazione commerciali e non commerciali possono essere regolate (funzione monetaria). In particolare la Banca centrale e le banche creano ed emettono, rispettivamente, moneta legale e moneta bancaria, che costituiscono elementi essenziali del sistema dei pagamenti. Un'ultima funzione è quella di trasferimento e gestione dei rischi. L'attività finanziaria è naturalmente connotata da un certo grado di rischiosità; i mercati finanziari operano una trasformazione del rischio facendo si, ad esempio, che da un lato un certo datore di fondi trovi forme di investimento che soddisfino la sua bassa propensione al rischio; dall'altro che il prenditore di fondi sia finanziabile nonostante presenti un rischio elevato. Un intermediario finanziario si interpone tra i due assumendo sul proprio bilancio una parte dei rischi del prenditore. Così da una parte si trasformano le scadenze, dall'altra si permette anche che il datore di fondi abbia come controparte un intermediario finanziario normalmente meno rischioso rispetto alla maggior parte di

bensì venduto/trasferito cambiando nettamente il DNA dell'intermediario creditizio. Una realtà che coinvolge mercati e intermediari è la cartolarizzazione un processo che trasforma i crediti in obbligazioni pronte per essere vendute su mercati regolamentati o non, attraverso società appositamente create.

  • Mobiliari: anche questi intermediari operano sui circuiti indiretti. La loro attività è volta ad erogare servizi per agevolare l'attività di negoziazione sui mercati finanziari. Un esempio sono i fondi comuni che raccolgono quantità di risparmio e li introducono sul mercato finanziario. I partecipanti al fondo non intervengono al governo del fondo, nè sono co-proprietari. I partecipanti hanno sicuramente però diritti creditizi. Esistono anche società apposite come società di intermediazione mobiliare (SIM) o società di gestione del risparmio (SGR). Anche le banche indirettamente e direttamente svolgomo attività di intermediazione mobiliare. Direttamente, in senso lato , con le obbligazioni bancarie si raccoglie risparmio che viene riversato sui mercati per esercitare attività creditizia. Indirettamente si servono di società partecipate (SIM; SGR) che svolgono direttamente questa attività. La banca inoltre svolge intermediazione mobiliare in nome e per conto di soggetti terzi, che richiedono alla banca di collocare sul mercato primario azioni di nuova emissione.
  • Assicurativi: specializzati nei bisogni di copertura di rischi puri, essi raccolgono fondi sotto forma di di premi assicurativi investendoli nei mercati azionari, obbligazionari o in quote di fondi. Gli strumenti possono essere distinti in:
  • di indebitamento: inglobano in sè una promessa del debitore verso il creditore. Ne sono esempio, mututo, c/c, obbligazioni. Questa promessa di restituzione del denaro nel tempo determina la cosnsitenza degli interessi.
  • di partecipazione: ad esempio le azioni; rappresentano la quota parte che l'azionista ha nel capitale d'impresa. L'azionista non è creditore ma coproprietario; non c'è nessun tasso di interesse ma è sul capitale (utile o perdita) che si scarica il rischio di impresa. Grazie alle azioni l'impresa può accumulare capitale di rischio e avere il mondo come interlocutore. Gli strumenti di partecipazione non hanno scadenza fissa; l'azionista può sempre rivenderla però nei mercati secondari. Oltre alle azioni rientrano tra questi strumenti le quote, per tutte quelle società che non emettono azioni come le cooperative. 6. Evoluzione dei modelli di intermediazione finanziaria I sistemi finanziari sono in continua evoluzione. Il processo di innovazione finanziaria si esprime in più modi: nuovi strumenti, nuovi mercati, nuovi intermediari, nuove infrastrutture, nuove regolamentazioni. Gli operatori infatti hanno necessità di impiego e investimento diverse da quelle avute finora; l'innovazione di nuovi strumenti porta all'innovazione di nuovi mercati dove essi vengono negoziati. Il passo verso la costruzione di nuovi intermediari è brevissimo. La nascita di nuovi strumenti infatti impoone nuove conoscenze tecniche e abilità operative che possono essere ritrovate nei vecchi intermediari o che possono portare alla nascita di nuovi. Esempi possono essere fatti relativamente allo sviluppo crescente degli strumenti derivati quali, future, swap, opzioni ecc... che oggi possono essere scambiati sia su mercati appositi indicati come O ver-the-Counter sia, sempre più frequentemente soprattutto nel caso dei future, sui mercati regolamentati; o relativamente alla pratica della cartolarizzazione. Un'innovazione sostanziale va rintracciata anche nel nuovo modello organizzativo e di azione adoperato dalla banca: da OTH a OTD ( vedi: funzione creditizia ) Per finire va osservato che anche lo sviluppo tecnologico è uno dei fattori dell'innovazione finanziaria poichè la via telematica permette di velocizzare le operazioni e collegare soggetti in tutto il mondo rendendo ad esempio i mercati borsistici "fisici" semplici sedi legali rappresentative di una realtà piuttosto puù ampia. Dall'analisi svolta finora sembrerebbe esistere una competizione reale tra mercati e intermediari, in quanto un trasferimento di risorse finanziarie svolto da un'intermediario è di fatto sottratto al mercarto. Ma il rapporto in cui i due stanno è molto più complesso di una semplice competizione e sembra essere piuttosto il punto di arrivo di evoluzioni storicamente determinate, che hanno riguardato la struttura del sistema di un dato Paese. È per questo motivo che l'analisi dei sistemi

finanziari conduce al rintracciare diversi gradi di orientamento e al mercato e agli intermediari. Nonostante parte della dottrina ritiene che anche i Paesi storicamente bancocentrici si stiano muovendo verso i mercati, sembra più corretto affermare invece che la prevalenza odierna è quella di un sistema misto in cui mercati e intermediari convivono.