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INTERMEDIARI FINANZIARI - MODULO 7, Appunti di Economia degli Intermediari Finanziari

Riassunti di Intermediari Finanziari, professor Scannella, integrati con gli appunti presi a lezione e suddivisi per moduli secondo il programma fornito dal professore nell'anno accademico 2016/2017

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 03/01/2018

ilenia_scalisi
ilenia_scalisi 🇮🇹

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MODULO VII – I BILANCI DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI E LA VALUTAZIONE
DEGLI EQUILIBRI GESTIONALI.
La redazione del bilancio delle banche e l'applicazione ad esso dei nuovi principi contabili
internazionali (IAS/IFRS) è il punto di arrivo di un lungo percorso di evoluzione normativa a livello
sia europeo sia italiano. A livello Europeo ci si è posti l'obiettivo di armonizzare l'informazione
finanziaria in modo da tendere ad un elevato livello di trasparenza e comparabilità dei bilanci per un
più efficiente funzionamento dei mercati comunitari e del mercato interno. In italia dall'esercizio
2005 si redige il bilancio consolidato e dall'esercizio 2006 si applicano i nuovi principi contabili
anche al bilancio d'esercizio. La banca d'Italia ha emanato poi delle proprie istruzioni, di cui sono
stati fatti 3 aggiornamenti. Il bilancio bancario è composto da conto economico, stato patrimoniale,
prospetto della redditività complessiva, prospetto delle variazioni del patrimonio netto, rendiconto
finanziario, nota integrativa e corredato di relazione sulla gestione, relazione del collegio sindacale
e revisione del revisore legale.
Stato Patrimoniale
Già da una prima lettura dello Stato Patrrimoniale è possibile cogliere le voci che vanno a
caratterizzare la banca nella sua attività core: i rapporti con i clienti sono rappresentati dalla voce
"crediti verso clienti" e "debiti verso i clienti"; essi raccolgono la maggior parte dell'attività di
intermediaizone creditizia verso i clienti stessi. Un'altra parte della raccolta è racchiusa nei "titoli in
circolazione" anche se questi, in piccola parte, contengono anche delle voci relative ai rapporti con
le altre banche. Altri debiti verso i clienti posso poi essere ritrovati nelle passività finanziarie di
negoziaizone e nelle passività finanziarie valutate al fair value. Relativamente ai rapporti
interbancari invece, oltre a una porzione di crediti racchiusi nei titoli in circolazione,la restante parte
è rappresentata da crediti e debiti verso banche e da attività e passività finanziarie; debiti v/banche e
passività finanziarie in particolare rappresentano l'espozione lorda della banca nei confronti delle
altre banche; l'esposizione netta si ottiene sottraendo a queste, le attività e i crediti v/banche; anche
se, per semplicità molto spesso, l'esposizione netta è ottenuta come semplice differenza tra crediti e
debiti (verso banche). I derivati di copertura sono iscritti tra le attività o tra le passività, a seconda
del segno assunto durante l'ultima valutazione al fair value. Il loro valore è funzione sia delle
politiche di copertura dei rischi assunte delle banche sia dell'andamento dei mercati finanziari: in
particolare lo AS 39 stabilisce che è considerato efficace un grado di copetura compreso tra l'80% e
il 125%. Un'altra tipologia di copertura, di tipo però aggregato, è rappresentata dal macrohedging:
copertura generiche di crediti in blocco. Le voci che registrano gli adeguamenti di valore hanno poi
lo scopo di registrare le variazioni di valutazione che sono intervenute sulle attività e passività
oggetto di macrohedging.
La valutazione delle voci dello SP ha riflessi sia sul CE che sul PN. I criteri di valutazione adottati
sono diversi.
I crediti sono iscritti al fair value; il valore di fair value è determinato tenendo conto del costo
complessivo che può corrispondere al solo valore nominale erogato al cliente o al valore nominale
al netto di venetuali ricavi o oneri. La non coincidenza tra credito vantato e credito effettivo
determina una differenza sostanziale tra tasso effettivo e tasso nominale, che sarà utilizzato per
calcolare gli interessi. I crediti poi vengono di anno in anno sottoposti a:
criterio del costo ammortizzato: ricalcola ogni anno il valore del credito, calcolando i flussi
di cassa attesi in funzione delle variazioni del tasso di interesse effettivo; il valore del
credito potrà essere maggiore o minore del valore nominale, tuttavia a scadenza il valore di
iscrizione coinciderà col valore nominale di erogazione del credito; questo effetto si
ripercuoterà sul CE dove si ridurra gradualmente la differenza tra valore erogato e valore
effettivo.
Impairment test: procedimento con cui si verifica periodicamente se il valore del credito è
sempre integro o se a causa dell'insolvenza del debitore il valore si è deteriorato
determinando una perdita in c/capitale o c/interessi. In questo caso il credito andrà rettificato
tenendo conto del suo prospettico valore di reintegro. Un'eventuale miglioramento delle
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MODULO VII – I BILANCI DEGLI INTERMEDIARI FINANZIARI E LA VALUTAZIONE

DEGLI EQUILIBRI GESTIONALI.

La redazione del bilancio delle banche e l'applicazione ad esso dei nuovi principi contabili internazionali (IAS/IFRS) è il punto di arrivo di un lungo percorso di evoluzione normativa a livello sia europeo sia italiano. A livello Europeo ci si è posti l'obiettivo di armonizzare l'informazione finanziaria in modo da tendere ad un elevato livello di trasparenza e comparabilità dei bilanci per un più efficiente funzionamento dei mercati comunitari e del mercato interno. In italia dall'esercizio 2005 si redige il bilancio consolidato e dall'esercizio 2006 si applicano i nuovi principi contabili anche al bilancio d'esercizio. La banca d'Italia ha emanato poi delle proprie istruzioni, di cui sono stati fatti 3 aggiornamenti. Il bilancio bancario è composto da conto economico, stato patrimoniale, prospetto della redditività complessiva, prospetto delle variazioni del patrimonio netto, rendiconto finanziario, nota integrativa e corredato di relazione sulla gestione, relazione del collegio sindacale e revisione del revisore legale. Stato Patrimoniale Già da una prima lettura dello Stato Patrrimoniale è possibile cogliere le voci che vanno a caratterizzare la banca nella sua attività core: i rapporti con i clienti sono rappresentati dalla voce "crediti verso clienti" e "debiti verso i clienti"; essi raccolgono la maggior parte dell'attività di intermediaizone creditizia verso i clienti stessi. Un'altra parte della raccolta è racchiusa nei "titoli in circolazione" anche se questi, in piccola parte, contengono anche delle voci relative ai rapporti con le altre banche. Altri debiti verso i clienti posso poi essere ritrovati nelle passività finanziarie di negoziaizone e nelle passività finanziarie valutate al fair value. Relativamente ai rapporti interbancari invece, oltre a una porzione di crediti racchiusi nei titoli in circolazione,la restante parte è rappresentata da crediti e debiti verso banche e da attività e passività finanziarie; debiti v/banche e passività finanziarie in particolare rappresentano l'espozione lorda della banca nei confronti delle altre banche; l'esposizione netta si ottiene sottraendo a queste, le attività e i crediti v/banche; anche se, per semplicità molto spesso, l'esposizione netta è ottenuta come semplice differenza tra crediti e debiti (verso banche). I derivati di copertura sono iscritti tra le attività o tra le passività, a seconda del segno assunto durante l'ultima valutazione al fair value. Il loro valore è funzione sia delle politiche di copertura dei rischi assunte delle banche sia dell'andamento dei mercati finanziari: in particolare lo AS 39 stabilisce che è considerato efficace un grado di copetura compreso tra l'80% e il 125%. Un'altra tipologia di copertura, di tipo però aggregato, è rappresentata dal macrohedging: copertura generiche di crediti in blocco. Le voci che registrano gli adeguamenti di valore hanno poi lo scopo di registrare le variazioni di valutazione che sono intervenute sulle attività e passività oggetto di macrohedging. La valutazione delle voci dello SP ha riflessi sia sul CE che sul PN. I criteri di valutazione adottati sono diversi. I crediti sono iscritti al fair value; il valore di fair value è determinato tenendo conto del costo complessivo che può corrispondere al solo valore nominale erogato al cliente o al valore nominale al netto di venetuali ricavi o oneri. La non coincidenza tra credito vantato e credito effettivo determina una differenza sostanziale tra tasso effettivo e tasso nominale, che sarà utilizzato per calcolare gli interessi. I crediti poi vengono di anno in anno sottoposti a:

  • criterio del costo ammortizzato: ricalcola ogni anno il valore del credito, calcolando i flussi di cassa attesi in funzione delle variazioni del tasso di interesse effettivo; il valore del credito potrà essere maggiore o minore del valore nominale, tuttavia a scadenza il valore di iscrizione coinciderà col valore nominale di erogazione del credito; questo effetto si ripercuoterà sul CE dove si ridurra gradualmente la differenza tra valore erogato e valore effettivo.
  • Impairment test: procedimento con cui si verifica periodicamente se il valore del credito è sempre integro o se a causa dell'insolvenza del debitore il valore si è deteriorato determinando una perdita in c/capitale o c/interessi. In questo caso il credito andrà rettificato tenendo conto del suo prospettico valore di reintegro. Un'eventuale miglioramento delle

condizione del debitore detrmineranno una ripresa di valore. Le attività finanziarie vengono detenute in portafoglio per partecipare alle negoziazioni di mercato ed effettuare investimenti di non breve periodo; la classificazione viene effettuata volendo evidenziare la natura delle AF detenute. In particolare si distinguono:

  • AF finanziarie detenute per la negoziazione che fanno riferimento ad attività designate per fini di negoziazione e sono detenute per un breve periodo. Essi includono alcuni derivati finanziari non di copertura. L'iscrizione e la valutazione è effettuata al fair value.
  • AF valutate al fair value sono una particolare classe di attività per cui la banca al momento dell'iscrizione ha esercitato la fair value option e non è revocabile nel tempo; dunque l'iscrizione al FV prescinde dalla forma tecnica dell'attività e una stessa tipologia di attività può così essere rintracciata sia in questa categoria che, ad esempio, nelle AF detenute per la negoziazione. Iscrizione e valutazione sono ovviamente effettuate al fair value.
  • AF disponibili per la vendita: ha caratteristiche di residualità-
  • AF detenute fino alla scadenza fanno riferimento ad attività finanziarie con valore di investimento a lungo termine, di immobilizzazione; non vi possono essere incluse azioni. L'iscrizone è di norma effettuata la fair value ma lo stesso non vale per la valutazione: essa avverrà infatti al costo ammortizzato, tenendo conto quindi, come per i crediti, del tasso di interesse effettivo e effettuando di tanto in tanto impairment test. Gli impatti di queste AF sul conto economico fanno riferimento a plusvalenze o minusvalenze che scaturiscono dagli andamenti di mercato, interessi maturati, perdite per riduzione di valore. Spesso non c'è coincidenza tra attività finanziaria e impatto sul conto economico: ad esempio le attività disponibili per la vednita hanno un impatto sul CE solo al momento della vendita effettiva. Le passività finanziarie fanno riferimento all'attività di raccolta della banca; esse si distinguono in PF classificate nel portafoglio di negoziazione, la cui iscrizione e valutazione è effettuata al fari value con immediato riflesso sul CE e le PF valutate al fair value per cui, al pari delle corrispettive AF, è stata effettuata la FV option. Conto economico. Il conto economico ha una articolazione progressiva per margini e per somma algebrica tra margini; in particolare:
  • il margine di interesse è il risultato della somma algebrica tra interessi attivit e interessi passivi;
  • le commissioni nette sono la differenza tra commissioni attive e passive e contengo gli oneri e i proventi relativi ai servizi erogati e ricevuti;
  • il margine di intermediazione si ottiene sommando a quanto precede voci tipiche dell'attività bancaria non riconducibili ad interessi e commissioni; ad esempio: il risultato netto di dell'attività di negoziazione, il risultato netto dell'attività di copertura, dividendi e proventi simili;
  • il risultato netto della gestione finanziaria rappresenta il punto di arrivo immediatamente successivo; Gli effetti dei derivati finanziari sono registrati tra gli interessi attivi e passivi, nel risultato netto dell'attività di negoziazione e nel risultato netto dell'attività di copertura. Dopo di che il CE prosegue con una serie di voci non tipiche come costi operativi definendo poi l'utile o la perdita d'esercizio, al lordo e al netto delle imposte. Altri prospetti. Il prospetto della redditività complessiva tiene conto oltre che dell'utile (perdita) di periodo anche di altre voci reddituali non registrate nel CE fornendo una configuarazione del risultato reddituale più esaustiva. Include ad esempio poste reddituali relative alle Attività finanziarie disponibili per la vendita che non transitano nel CE ma vengono cristallizzate nella riserva patrimoniale di valutazione. Il prospetto delle variazioni del patrimonio netto pone in rilievo le voci che compongono il PN della banca; le sue variazioni infatti non traggono origine solo dall'utile o dalla perdita d'esercizio ma anche, ad esempio, dalla movimentazione di riserve come quelle in cui vengono cristallizzati gli