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INTERMEDIARI FINANZIARI - MODULO 5, Appunti di Economia degli Intermediari Finanziari

Riassunti di Intermediari Finanziari, professor Scannella, integrati con gli appunti presi a lezione e suddivisi per moduli secondo il programma fornito dal professore nell'anno accademico 2016/2017

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 03/01/2018

ilenia_scalisi
ilenia_scalisi 🇮🇹

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MODULO V – I MERCATI FINANZIARI
1.Elementi di Economia dei mercati finanziari
I mercati finanziari sono luoghi, anche non fisici, dove vengono creati e scambiati gli strumenti
finanziari. Intervengono sui detti mercati i soggetti del sistema fiunanziario che vogliano impiegare
e trovare coperture finanziarie, negoziare, convertire valute o gestire i rischi finanziari.
2.Funzioni e struttura dei mercati finanziari.
La funzione dei mercati finanziari può essere riassunta in due caratteristiche di base, ovvero l'essere
mezzo per il trasferimento tra unità in surplus e in deficit, e l'essere mezzo per la redistribuzione
dei rischi delle attività economiche e finanziarie. In questo modo i mercati contribuiscono
all'efficienze nell'allocazione delle risorse finanziarie, rendendo possibile l'incontro ottimale e
duqnue l'equilibrio tra domanda e offerta. Questa accezione di mercato finanziario è intesa in senso
ampio, ovvero considerando tutti i mercati e non solo quello mobiliare. Il mercato finanziario inteso
in modo restrittivo invece fa esclusivo riferimento al mercato mobiliare (azionario e
obbligazionario). Di quest'ultimo sono individuabili diverse funzioni:
funzione di finanzimanento;
funzione di pricing dei titoli negoziati e implicitamente di determinazione del rendimento
atteso;
funzione di liquidità dei titoli, in quanto la presenza di mercati secondari rende i titoli più
liquidi e più facilmente negoziabili, riducendo anche il rischio insito allo strumento stesso;
funzione di riduzione dei costi di transazione, in quanto se gli scambi sono concetrati su una
piattaforma organizzata con razionalità sarà possibile ridurre notevomente i costi operativi
di trasferimento;
funzione di trasferimento del controllo delle società per azioni (mercato per il controllo): la
negoziabilità delle azione rende possibile la ricomposizione degli assetti di controllo delle
società emittenti. Quando il controllo azionario è sufficientemente liquido si parla di
modello "public companies"; ciò spinge gli azionisti con più quote a migliorare le proprie
prestazione per evitare eventuali take-over ostili dovuti alla sottovalutazione della società e
del suo valore.
Il mercato mobiliare si basa su tre elementi fondamentali, cioè soggetti, strumenti e procedure. I
soggetti più importanti sono sicuramente gli intermediari, i gestori e le autorità di controllo; ad essi
si aggiungono gli emettenti e gli investitori.
Organizzazione, regolamentazione, supervisione
Emittenti
Investitori
Intermediari
Enti gestori dei circuiti
Di negoziazione
Strumenti negoziati
Modalità
Di negoziazione
Modalità
di
liquidazione
Area dei rapporti con
la clientela
Area dello scambio Area del regolamento
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MODULO V – I MERCATI FINANZIARI

1.Elementi di Economia dei mercati finanziari I mercati finanziari sono luoghi, anche non fisici, dove vengono creati e scambiati gli strumenti finanziari. Intervengono sui detti mercati i soggetti del sistema fiunanziario che vogliano impiegare e trovare coperture finanziarie, negoziare, convertire valute o gestire i rischi finanziari. 2.Funzioni e struttura dei mercati finanziari. La funzione dei mercati finanziari può essere riassunta in due caratteristiche di base, ovvero l'essere mezzo per il trasferimento tra unità in surplus e in deficit, e l'essere mezzo per la redistribuzione dei rischi delle attività economiche e finanziarie. In questo modo i mercati contribuiscono all'efficienze nell'allocazione delle risorse finanziarie, rendendo possibile l'incontro ottimale e duqnue l'equilibrio tra domanda e offerta. Questa accezione di mercato finanziario è intesa in senso ampio, ovvero considerando tutti i mercati e non solo quello mobiliare. Il mercato finanziario inteso in modo restrittivo invece fa esclusivo riferimento al mercato mobiliare (azionario e obbligazionario). Di quest'ultimo sono individuabili diverse funzioni:

  • funzione di finanzimanento ;
  • funzione di pricing dei titoli negoziati e implicitamente di determinazione del rendimento atteso;
  • funzione di liquidità dei titoli, in quanto la presenza di mercati secondari rende i titoli più liquidi e più facilmente negoziabili, riducendo anche il rischio insito allo strumento stesso;
  • funzione di riduzione dei costi di transazione, in quanto se gli scambi sono concetrati su una piattaforma organizzata con razionalità sarà possibile ridurre notevomente i costi operativi di trasferimento;
  • funzione di trasferimento del controllo delle società per azioni ( mercato per il controllo ): la negoziabilità delle azione rende possibile la ricomposizione degli assetti di controllo delle società emittenti. Quando il controllo azionario è sufficientemente liquido si parla di modello "public companies"; ciò spinge gli azionisti con più quote a migliorare le proprie prestazione per evitare eventuali take-over ostili dovuti alla sottovalutazione della società e del suo valore. Il mercato mobiliare si basa su tre elementi fondamentali, cioè soggetti, strumenti e procedure. I soggetti più importanti sono sicuramente gli intermediari, i gestori e le autorità di controllo; ad essi si aggiungono gli emettenti e gli investitori. Organizzazione, regolamentazione, supervisione Emittenti Investitori Intermediari Enti gestori dei circuiti Di negoziazione Strumenti negoziati Modalità Di negoziazione Modalità di liquidazione Area dei rapporti con la clientela Area dello scambio Area del regolamento

3. Il mercato monetario In un'accezione ristretta, il mercato monetario fa riferimento all'insieme delle transazioni su titoli a breve scadenza (fino a 12 mesi); in un'accezione più ampia e in un'ottica più funzionale, con il termine mercato monetario ci riferiamo a delle specifiche esigenze degli operatori di far fronte a delle necessità di aggiustamento della propria posizione di liquidità. Ad esso sono perciò interessati operatori che necessitano di temporanee operazioni di investimento, finanziamento, e dunque particolarmente rapide. In generale, un mercato monetario efficiente permette di ridurre al minimo il costo opportunità delle riserve di liquidità. Analizzando le posizioni dei diversi operatori si osserva come sono soprattutto le banche ad essere colpite da problemi di liquidità: basti pensare che una parte significativa del passivo delle banche fa riferimento a depositi a vista e una parte delle attività fa riferimento ad apertura di credito in c/c. Tuttavia anche altri tipi di intermediari possono avere problemi cosidetti di tesoseria, sia dal punto di vista della domanda di fondi che dell'offerta; vengono considerate come operazioni di mercato monetario anche le operazioni interbancarie e le operazioni tra le banche e la Banca Centrale. Affinchè i titoli siano di facile negoziazione, e i riaggiustamenti delle posizioni di liquidità siano favorite, è necessario che: - la scadenza nominale si breve o brevissima - la negoziabilità sia alta - i rapporti tra parti siano caratterizzati da impersonalità. Date queste caratteristiche basilari, è possibile evidenziare come, in Italia, solo i Buoni del Tesoro possono essere considerati come titoli di mercato monetario, sia in senso formale che in senso sostanziale. In Italia infatti, il mercato monetario ha iniziato a svilupparsi intorno agli anni '80, quando gli investitori inziarono a ridurre i propri orizzonti temporali e diventarano più pressanti le esigenze di riaggiustamento del portafoglio. In concomitanza a questo sviluppo, il Tesoro dello Stato aveva un ingente bisogno di fabbisogno finanziario; l'incontro tra domanda e offerta fungette da spinta propulsiva per lo sviluppo di questo tipo di mercato. A ciò si aggiunge il fatto che, la maggioranza dei titoli a breve termine italiani non è caratterizzata dal requisito dell'impersonalità dei rapporti tra le parti, eccezion fatta per i Buoni del Tesoro. 4. Il mercato obbligazionario. Oggi, in Italia, il principale circuito di emissione/sottoscrizione di titoli obbligazionari è rappresentato dai rapporti tra settore pubblico e investitori indivudali. Se in passato i rapporti tra le parti erano fluidi senza la necessità di intervento da parte degli intermediari, oggi gran parte delle obbligazioni è collocata in portafogli individuali e sorge la necessità di attivare il contatto con il mercato dei sottoscrittori. Per permettere una migliore allocazione delle risorse poi, il Tesoro, in particolare, privilegia le seguenti caratteristiche: - sistematicità e regolarità delle emissioni, così che gli investitori sappiano con certezza quando attivarsi per la sottoscrizione; - meccanismo dell'asta , per procedere tecnicamente al meccanismo di assegnazione dei titoli; - utilizzo delle banche come intermediari nei confronti del pubblico, per far leva sulla capillarità dei contatti che queste hanno con gli investitori. In generale, i mercati finanziari possono essere distinti in: primari, dove si rintracciano i titoli emessi e quotati per la prima volta; secondari, dove invece vengono negoziati titoli già esistenti. La maggiorparte dei titoli obbligazionari in Italia sono già quotati. In particolare, il nostro mercato secondario si distingue in: - al dettaglio: caratterizzati da titoli di piccolo taglio. Esso è rappresentato dal MOT: in esso vengono negoziati i titoli a "reddito fisso", cioè obbligazioni private e Titoli di Stato; il sistema di negoziazione è ad "asta continua". Negli ultimi tempi si è sviluppato anche l'EuroMOT, un mercato in cui vengono negoziati eurobonds e titoli stranieri. - all'ingrosso : caratterizzato da titoli di grosso taglio. Esso è rappresentato dall'MTSgroup, distinto a suo volta in due gruppi: quello dei Titoli di Stato con la formula del market making, ovvero con intermediari che quotano su base continua i vari titoli e formiscono un

conseguentemente alla privatizzazione della borsa ci si sta muovendo verso forme di autoregolamentazione. Analizzando infine l'assetto giuridico delle società italiane è chiaro come ci si trovi davanti ad un'assenza di mercato , dovuta al modello di proprietà chiuso adottato; la proprietà cioè è totalmente in mano a un imprenditore (e alla sua famiglia) non disposto ad allargare ad altri soggetti il capitale delle società. Il modello dunque è accentrato , così che sia possibile individuare una detenzione diretta o indiretta della maggioranza assoluta, in capo ad un unico soggetto. In altri paesi del mondo invece, si assiste alla presenza di public companies in cui, grazie al sistema di quotazione e pricing, da una parte si accrescono le risorse finanziarie disponibili e dall'altra si propone a una moltitudine di soggetti terzi di entrare nella compagine sociale, condividendo il rischio di impresa e la partecipazione ai dividendi, oltre ad un eventuale capital gains.

6. I mercati dei derivati. Uno dei fenomeni che ha maggiormmente caratterizzato negli ultimi anni lo scenario della finanza internazionale è la nascita e lo sviluppo dei mercati degli strumenti derivati. Si definiscono "derivati" in quanto il loro prezzo dipende dalla quotazione dell'attività sottostante e dalle aspettaive circa la variazione di una serie di variabili ad esso collegate. Essi vengono negoziati in parte in Borsa e in parte nei mercati over-the-counter; questi ultimi sono caratterizzati da un alto grado di personalizzazione (es.swap), a differenza di quelli quotati in borsa solitamente più standard (future e option). Distinguiamo cosi: - i mercati dei financial future : essi nascono dall'evoluzione dei mercati a termine delle commodities; oggi sono presenti in quasi tutti i paesi industrializzati. Con i future, non ci troviamo davanti ad un titolo mobiliare in senso tradizionale, quanto piuttosto a uno "strumento derivato" di attività base. L'impegno che ci si assume nei future è quello di compiere una determinata transazione ad una certa data. I contratti sono altamente stabdardizzati in importo, data, caratteristiche del sottostante, modalità di regolamento, modalità di negoziazione e costi. Nei mercati future assume un ruolo rilevante la clearing house, ovvero una società preposta che si interpone tra gli scambisti e assicuri il buon fine del contratto. - I mercati delle opzioni: le opzioni possiedono un contratto tipico caratterizzato da attività sottostante (titolo, tasso, valuta, merce) che può essere acquistato (call) o venduto (put), prezzo d'esercizio dell'opzione, prezzo dell'opzione, data di scadenza. - I mercati degli swap : uno swap sui tassi di interesse è caratterizzato dall'impegno delle due parti al pagamento reciproco degli interessi su un capitale nozionale, per una parte su un tasso fisso e per l'altra su un tasso variabile. Il contratto è altamente personalizzabile e perciò è essenziale il ruolo svolto dagli intermediari. 7. I mercati valutari. L'oggetto delle transazioni nel mercato dei cambi è rappresentato dalla disponibilità di fondi denominate in valute diverse; in esso quindi, vengono definiti i prezzi della moneta nazionale in termini di monete estere. Il trasferimento tra valute non è fisico ma contabile, via circuito telematico o telefonico: ciò comporta che non esiste un mercato fisico come la Borsa valori. Conseguenza di ciò è che il mercato valutario ha natura per lo più globale e gli scambi presentano un andamento continuativo nel tempo. Le transazioni richiedono lo stesso impegno amministrativo, a prescindere dall'importo delle stesse, per questo non è possibile distinguere tra un mercato al dettaglio e uno all'ingrosso. Il mercato valutario, poi, assurge sia allo scopo di regolare scambi commerciali tra operatori esteri, sia a quello di copertura dal rischio di cambio. Quest'ultimo scopo porta anche ad attività di speculazione: i movimenti dei prezzi delle valute creano l'opportunità di compiere operazioni a termine basate sulle aspettative di profitto legate alla capacità di prevedere l'andamento dei prezzi stessi; gli operatori che prevedono un rialzo acquisteranno a termine, quelli che prevedono un ribasso venderanno. In questo modo il mercato tende a correggere gli errori di pricing e ed

accrescere la sua efficienza. Date le diverse funzioni si distinguono diversi operatori, quali:

  • utilizzatori finali che utilizzano il cambio come veicolo per concludere operazioni economiche;
  • speculatori;
  • arbitraggisti che mirano ad inserirsi nelle imperfezioni del mercato per ottenre profitti ridotti ma certi (ad es. Differenza di quotazione della stessa valuta su diverse piazza finanziarie);
  • Banca centrale che agisce con lo scopo di influenzare l'andamento del cambio della moneta nazionale.