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Contenuto di alcuni capitoli in italiano del libro Translation Studies di Jeremy Munday
Tipologia: Appunti
Caricato il 05/07/2020
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INTRALINGUAL TRANSLATION: interpretazione di segni verbali per mezzo di altri segni della stessa lingua
INTERLINGUAL TRANSLATION : un’interpretazione di segni verbali per mezzo di una lingua diversa. Questa si realizza quando produciamo un sommario o riscriviamo un testo nella testa lingua.
INTERSEMIOTIC TRANSLATION : un’interpretazione di segni verbali per mezzo di segni non verbali. Questa avviene quando un testo scritto viene tradotto in un modo diverso.
Queste definizioni portano alla semiotica, la scienza della comunicazione attraverso i segni e i sistemi di segni. La traduzione interlinguistica tra due diversi sistemi di segni verbali è quella che è stata oggetto degli studi di traduzione. Della teoria della traduzione è stato scritto molto da un punto di vista occidentale ed è derivata dallo studio del greco, del latino e della Bibbia.
COSA SONO I TRANSALTION STUDIES?
I translation studies hanno avuto un ruolo storicamente importante anche rendendo possibile l’accesso a testi per scopi sia religiosi che di studio. Lo studio della traduzione come soggetto accademico iniziò nella seconda metà del 20° secolo. Il termine è stato introdotto dallo studioso Holmes e lo definisce come disciplina riguardante l’insieme dei problemi legati al fenomeno del tradurre e della traduzione. Successivamente, intorno al 2000, si parla di crescente multidisciplinarità dei translation studies. Questi sono diventati importanti grazie a:
La pratica della traduzione risale molto indietro nella storia e fu importante per la diffusione di testi e concetti religiosi e culturali. I diversi modi di tradurre furono discussi già da Cicerone e Orazio. Nell’Europa occidentale la traduzione della Bibbia fu importante per l’espressione di diverse ideologie contrastanti, per oltre mille anni. Mentre la pratica della traduzione risale a tempi antichi, lo studio è diventato disciplina accademica soltanto nell’ultima parte del 20° secolo. La traduzione era considerata un elemento importante dell’apprendimento della lingua infatti, dalla fine del ‘ fino agli anni ’60 l’apprendimento della lingua nella scuola secondaria in molti paesi è stata dominata dalla “grammar translation”. Questo studio meccanico dello studio delle regole e delle strutture grammaticali venne prima applicato allo studio del latino e del greco e successivamente alle lingue moderne. Questo metodo comprendeva traduzioni di frasi di solito non collegate tra loro e costruite artificialmente. Questi esercizi portavano poi la persona a poter leggere i testi in originale. La traduzione di tipo grammaticale perse molto in prestigio con il sorgere di forme alternative di insegnamento come: il metodo diretto e l’approccio comunicativo. Quest’ultimo metteva l’accento sulla naturale capacità degli studenti di imparare la lingua e cercava di riprodurre nella classe le condizioni autentiche di apprendimento linguistico. Questo metodo privilegiava le forme orali su quelle scritte e niente uso della lingua madre degli studenti. Questo portò all’abbandono della traduzione nell’apprendimento della lingua. La traduzione rimase ristretta a corsi di livelli superiori, universitari, per traduttori professionisti. Negli anni ’60 nascono i laboratori di traduzione per l’introduzione di nuove traduzioni per la discussione dei principi nel processo di traduzione. Parallelo a questo c’è l’approccio della letteratura comparata, dove la letteratura è comparata trasversalmente tra nazioni e culture e quindi è necessaria anche la lettura di lavori in traduzione. La traduzione divenne importante anche nel campo della linguistica contrastiva cioè lo studio di due lingue in contrasto nel tentativo di identificare differenze generali e specifiche. Questo approccio si interessò soprattutto della ricerca linguistica nella traduzione e non dei fattori socioculturali.
I risultati della ricerca DTS possono essere reintrodotti dentro il ramo teorico per sviluppare o una teoria generale della traduzione o più probabilmente, parziali teorie di traduzioni limitate a vari elementi secondo la suddivisione nello schema.
Più di una di queste restrizioni posso applicarsi insieme, es: lo studio delle prefazioni alla nuove traduzioni in inglese dei romanzi di Proust sarebbero sia area-restricted (dal francese parigini all’inglese), sia text-type restricted (prefazione ai romanzi), sia time-restricted (perché vanno dall’ 81 al 2003).
Il ramo “ applied” dello schema di Holmes riguarda le spiegazioni alla pratica della traduzione.
Holmes stesso rileva che le tre aeree, teorica, descrittiva e applicata, si influenzano a vicenda. Le divisioni sono abbastanza flessibili e includono anche sviluppi della tecnologia degli ultimi anni.
SVILUPPI DAL 1970
Nei tardi anni ’70 e gli anni ’80 si vede il sorgere dell’approccio descrittivo, nato dalla letteratura comparata dei formalisti russi.
Literary polysystem: nel quale differenti letterature e generi, compresi lavori tradotti e non, competono per il predominio.
Durante gli anni ’90 si vedono nuovi approcci e conetti. Gli sviluppi continuano a grande velocità durante il nuovo millennio con speciale interesse dedicato alla traduzione, globalizzazione e resistenza.
L’attività di ricerca è stata sviluppata dalle nuove tecnologie le quali includono: traduzione audiovisiva, localizzazione e traduzione basata sull’insieme dei testi.
Nella nuova mappa si distinguono:
L’atto concreto del tradurre consiste in strategie, procedure, tecniche, regole, convenzioni o strumenti di traduzione. Si effettua una differenza tra:
ROMAN JAKOBSON: LA NATURA DEL SIGNIFICATO LINGUISTICO E L’QUIVALENZA
J. segue la teoria del linguaggio di Saussure il quale distingue il sistema linguistico ( langue ) la parola individuale ( parole ). Centrale, nella sua teoria della “langue” è la differenza tra significante e significato che insieme formano il segno linguistico.
Egli considera anche il problema dell’equivalenza nel significato tra le parole in lingue diverse.
Universalismo linguistico: considera che, nonostante le lingue possano differire nel modo in cui comunicano il significato e nelle realizzazioni superficiali di quel significato, c’è una modalità condivisa di pensare e vedere il mondo.
Relatività linguistica: afferma che le differenze nelle lingue determinano le differenti concettualizzazioni del mondo.
Per J. La interlingual translation implica il sostituire dei messaggi in una lingua non per elementi singoli ma per messaggi interi in un’altra lingua. In J. il problema del significato e dell’equivalenza si focalizza sulle differenze nella struttura e nella terminologia delle lingue piuttosto che sull’incapacità di una lingua di rendere un messaggio che è stato scritto o detto in altre lingue.
“Le lingue differiscono essenzialmente in quello che devono trasmettere e non in quello che possono trasmettere”.
Esempio di differenze:
Per lui, solo la poesia è considerato intraducibile e richiede una trasposizione creativa.
Nida abbandona la vecchia idea che la parola abbia un significato fisso a favore di una definizione funzionale di significato, cioè, una parola acquisisce significato attraverso il suo contesto
Il significato si divide in:
Le tecniche per determinare il significato emotivo e referenziale si concentrano sull’analisi della struttura delle parole e sul differenziare parole simili in campi lessicali collegati tra loro. Questi includono una struttura gerarchica che distingue serie di parole secondo il loro livello e le tecniche di analisi componenziali.
Un’altra tecnica è l’analisi semantica della struttura nella quale Nida suddivide visivamente i differenti significati di spirito secondo le loro caratteristiche. L’idea centrale di questa analisi è di stimolare l’apprendista traduttore a rendersi conto che il senso di un complesso termine semantico come spirito cambia e più particolarmente è condizionato dal suo contesto. In questo spirito non ha sempre un significato religioso. Nida mette l’accento sull’importanza del contesta per la comunicazione quando si tratta di significato metaforico e idiomi, per esempio quando l’intera espressione linguistica spesso diverge dalla somma dei singoli elementi. In generale, le tecniche di analisi struttura semantica vengono proposte come mezzo per chiarire delle ambiguità o passaggi oscuri e identificare le differenze culturali e sono proposte da Nida per coloro che lavorano con lingue molto differenti fra loro e possono servire come punto di paragono tra diverse lingue e culture.
Egli afferma che il successo dell’effetto equivalente è illusorio e che il “gap” tra l’enfasi nella SL e nella SL rimarrà sempre. Suggerisce di restringere il “gap” sostituendo i vecchi termini con “semantica” e “comunicativa”.
Prendendo ad esempio Omero, nessuna traduzione moderna può aspettarsi di produrre lo stesso effetto che aveva l’orale ST sugli ascoltatori dell’antica Grecia sul lettore del testo scritto TT. Nella traduzione comunicativa come in quella semantica la traduzione parola per parola non è quella migliore ma è il solo metodo valido di traduzione.
Questi fecero un’analisti stilistica comparativa del francese e dell’inglese notando le differenze tra le due lingue e identificando le differenti strategie e procedure di traduzione. Le due strategie di traduzione da loro identificate sono: direct translation e oblique translation le quali comprendono sette procedure. Di queste, tre sono sotto la direct translation.
Quando la traduzione letterale è considerata inaccettabile per ragioni di tipo grammaticale, sintattiche o pragmatiche V. e D. suggeriscono la strategia dell’oblique translation che copre le seguenti procedure:
Tra le altre teorie quelle che hanno mantenuto la loro validità nella teoria della traduzione sono:
Le procedure di traduzione operano su tre livelli:
Reiss ha dato inoltre una lista di criteri intralinguistici ed extralinguistici i quali accertano l’adeguatezza del TT. Questi sono:
Linguistic component:
Determinanti non linguistici:
L’importanza di questi criteri varia a seconda del tipo di testo e di genere. L’adeguatezza dei criteri misura la qualità in queste situazioni in cui il TT deve avere la stessa funzione del ST.
SKOPOS THEORY
Skopos è il termine greco per “scopo” e “obbiettivo” il quale è stato introdotto come termine tecnico per l’obbiettivo della traduzione e dell’azione del tradurre negli anni ’70. Il TT secondo Vermeer, chiamato da lui traslatum, deve corrispondere nello scopo, cioè deve essere adeguato a livello funzionale al ST. Sapere perché un ST deve essere tradotto e quale sia la funzione del TT sarà fondamentale per chi traduce. Il suo libro vuole fornire una teoria generale di traduzione per tutti i testi. Esistono sei regole delle teoria di Reiss-Vermeer:
Il punto 3 indica che la funzione di un traslatum nella cultura target non è necessariamente la stessa dell’ST nella sua cultura source. La regola quattro (coerence rule) spiega che TT deve essere tradotto in un modo tale che abbia senso per i lettori TT; se il TT non si adegua ai bisogni dei lettori TT vuol dire che non è adeguato al suo scopo. La regola sei (fidelity rule, coerenza intertestuale) stabilisce che ci deve essere coerenza tra i due ST e traslatum, in particolare tra: l’informazione de ST ricevuto dal traduttore, l’interpretazione che il traduttore fa di questa informazione e l’informazione che viene codificata per i lettori TT. Nord afferma che c’è bisogno di una relazione tra ST e TT e la natura di questa è determinata dalla natura dello skopos. L’obbiettivo del target text dovrebbe essere compatibile con l originali intenzioni dell’autore.
L’analisi del discorso di Hallidayan si basa su ciò che lui definisce systemic functional grammar ed è adattata allo studio della lingua come comunicazione. Vede il significato nelle scelte linguistiche dello scrittore e connette queste scelte ad una più ampia cornice socioculturale. Nel modello di H, c’è una forte interrelazione tra le scelte linguistiche, gli obbiettivi della forma di comunicazione e la cornice socioculturale. Nello schema di H l’ambiente socioculturale condiziona il genere il quale aiuta a determinare altri elementi nel systemic framework. Il primo di questi è il registro, il quale connette le variabili del contesto sociale alla scelta linguistica e comprende tre elementi:
Questi sono associati ad una serie di significati:
una posizione nel sistema sociale e letterario della cultura target e questa posizione ne determina le strategie di traduzione che vengono impiegate. Egli propone tre fasi per gli studi descrittivi, le quali sono adattabili a qualunque coppia di simili ST-TT:
L’obbiettivo del progetto di studi di Toury è quello di distinguere l’orientamento del comportamento di traduzione per fare delle generalizzazioni riguardanti il processo di decisione del traduttore e poi per ricostruire le norme che hanno avuto un ruolo nella traduzione a fare ipotesi che possano essere sempre testate da futuri studi descrittivi. Le norme sono dei vincoli socioculturali specifici ad una cultura, ad una società ed ad un’epoca. Sono messe da Toury tra le regole e le idiosincrasie. Le regole, in un contesto di traduzione posso essere il punto di rottura di un accordo confidenziale oppure in termini testuali, il commettere errori grammaticali nel testo di traduzione.
LEGGI DELLE TRADUZIONE
La legge della standardizzazione crescente: nella traduzione, le relazioni testuali ottenute nell’originale sono spesso modificate. Si riferisce al disordine degli schemi dell’ST nella traduzione e alla selezione di opzioni linguistiche che sono più comuni nella TL. La legge dell’interferenza: che vede l’interferenza dal ST al TT. L’interferenza si riferisce alle caratteristiche linguistiche dell’ST che sono copiate nel TT. Queste posso essere negative perché non creano schemi di traduzione. Possono essere positive; l’esistenza di caratteristiche nell’ST che sono normali nel TL.
Lefevere si concentra particolarmente sull’analisi di “fattori molto concreti” che governano la ricezione, accettazione o il rifiuto del testo letterario. Egli afferma che il sistema letterario è controllato da due fattori principali:
A questo Lefevere identica 3 elementi:
Il patronage si definisce indifferenziato se tutte e tre le componenti sono fornite dalla stessa persona o gruppo. Si definisce differenziato quando le tre componenti non sono dipendenti l’una dall’altra.
Levefere fornisce poi due definizioni:
Per Lefevere la considerazione più importante è quella ideologica. In questo caso si riferisce all’ideologia del traduttore o all’ideologia imposta sopra al traduttore dal patronato. La considerazione poetologica si riferisce alle poetiche dominanti nella cultura della TL. Insieme, ideologia e poetiche dettano la strategia di traduzione e la soluzione a problemi specifici.
A controbilanciare gli universali della “negative analytic” c’è la “positive analytic” di Berman la cui proposta per il tipo di traduzione richiesta a mantenere nel TT l’elemento straniero è la traduzione letterale.
Drammatici sviluppi si sono verificati nel campo della traduzione audiovisiva, più considerevolmente sottotitolata. Delabastita evita ogni distinzione simplistica verbale-non verbale enfatizzando che il canale visuale a volte trasmette segni verbali e che il canale acustico trasmette alcuni segni non verbali. Egli applica questo contro 5 tipi di realizzazioni operative rilevate dalla retorica Classica per consentire un numero maggiore di procedure di traduzione. Egli confronta costantemente la traduzione di film con altri tipi di traduzione, come la performance teatrale, per determinare il suo carattere distintivo. In questo caso, la maggiore differenza è che mentre il drama ogni volta che viene rappresentato contiene sottili differenze, il film è registrato e riprodotto per diversi tipi di pubblico ma rimane inalterato. Ci sono anche costrizioni molto particolari che normalmente governano la traduzione dei film, cioè la coesistenza dei canali di suono e visione che restringono le procedure aperte al traduttore. Delabastita considera la traduzione dei film come un’estensione dei traslation studies e suggerisce che la ricerca nelle specificità è richiesta per ogni modello.
Gambier in un suo articolo identifica diversi tipi di attività e il modo in cui queste causano un ripensamento delle più vecchie categorie di base della traduzione.
Chaume propone una combinazione tra transaltion studies e film studies per provare a produrre un modello integrato di analisi delle regole e delle norme disegnate per l’analisi dei “codici di significato del linguaggio cinematografico”. Egli individua 10 codici; i primi 4 riguardano il canale acustico.