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L'ostia Profanata e il miracolo dell'ostia, Dispense di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Descrizione del Miracolo dell’ostia profanata

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 27/12/2020

giug00
giug00 🇮🇹

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5 documenti

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LOSTIA PROFANATA
ll “Miracolo dell’ostia profanata” è un ciclo di sei dipinti di Paolo Uccello
realizzati con tecnica a tempera su tavola intorno al 1465-1469. Il
complesso pittorico, insieme alla Pala di Giusto di Gand, è custodito nella
Galleria Nazionale delle Marche ad Urbino. Il complesso pittorico fu
commissionato dalla confraternita del Corpus Domini.La chiesa venne
demolita e la pala di Giusto fu trasferita al Collegio degli Scolopi dove vi
rimase, fino al 1861, quando venne ritrovata in pessime condizioni,
scrostata in molte zone, bucherellata da grossi chiodi e scolorita in più
punti, da far presupporre un impiego più svariato della tavola per i lavori
murari e d’impalcatura. Quello stesso anno fu sottoposta a ripulitura e
quindi trasferita alla Galleria Nazionale delle Marche ad Urbino. Il
racconto, ambientato di notte, si svolge in modo favolistico e si compone
di sei scene divise da colonnine tortili.
La predella, di Paolo Uccello, invece è composta da un ciclo di sei episodi:
Nel primo episodio, una donna cerca di vendere l’ostia
consacrata a un mercante ebreo per riscattare un mantello.
Nel secondo episodio, si verifica il sacrificio, l’ostia viene posta alle
fiamme, ma inizia a versare sangue davanti ai sacrileghi, mentre al di
là della parete alcuni uomini armati cercano di sfondare la porta
d’accesso.
Nel terzo episodio: una processione ha raggiunto la chiesa per la
riconsacrazione della particola.
Nel quarto episodio, recano la donna sacrilega al supplizio, mentre
appare un angelo dal cielo
Nel quinto episodio, qui viene raffigurato il rogo della famiglia del
mercante ebreo, esso compreso.
Nel sesto episodio, due diavoli e due angeli, davanti ad un altare, si
stanno contendendo il corpo della donna.
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L’OSTIA PROFANATA

ll “Miracolo dell’ostia profanata” è un ciclo di sei dipinti di Paolo Uccello realizzati con tecnica a tempera su tavola intorno al 1465-1469. Il complesso pittorico, insieme alla Pala di Giusto di Gand, è custodito nella Galleria Nazionale delle Marche ad Urbino. Il complesso pittorico fu commissionato dalla confraternita del Corpus Domini.La chiesa venne demolita e la pala di Giusto fu trasferita al Collegio degli Scolopi dove vi rimase, fino al 1861, quando venne ritrovata in pessime condizioni, scrostata in molte zone, bucherellata da grossi chiodi e scolorita in più punti, da far presupporre un impiego più svariato della tavola per i lavori murari e d’impalcatura. Quello stesso anno fu sottoposta a ripulitura e quindi trasferita alla Galleria Nazionale delle Marche ad Urbino. Il racconto, ambientato di notte, si svolge in modo favolistico e si compone di sei scene divise da colonnine tortili. La predella, di Paolo Uccello, invece è composta da un ciclo di sei episodi: Nel primo episodio, una donna cerca di vendere l’ostia consacrata a un mercante ebreo per riscattare un mantello. Nel secondo episodio, si verifica il sacrificio, l’ostia viene posta alle fiamme, ma inizia a versare sangue davanti ai sacrileghi, mentre al di là della parete alcuni uomini armati cercano di sfondare la porta d’accesso. Nel terzo episodio: una processione ha raggiunto la chiesa per la riconsacrazione della particola. Nel quarto episodio, recano la donna sacrilega al supplizio, mentre appare un angelo dal cielo Nel quinto episodio, qui viene raffigurato il rogo della famiglia del mercante ebreo, esso compreso. Nel sesto episodio, due diavoli e due angeli, davanti ad un altare, si stanno contendendo il corpo della donna.

Alcune documentazioni, tra cui quelle pubblicate da Pungileoni e da Schmarsow evidenziano la presenza ad Urbino di Paolo Uccelli dal 1465. Altri documenti attestano che l’artista riscosse, dall’agosto 1467 all’ottobre 1468, diversi compensi dalla compagnia del Corpus Domini. Tuttavia, nel corso degli stessi anni, la compagnia stava concludendo accordi con altri pittori. Inoltre in un documento si indica che nel 1473 la Pala del Corpus Domini con l’Eucarestia per l’altar maggiore era commissionata a Giusto di Gand. Invece Pope-Hennessy ipotizzò che la Pala fosse stata inizialmente affidata a Paolo, che dipinse la presente predella e inizio a disegnare la tavola principale; ma, non riuscendo a soddisfare la committenza, venne esonerato dall’incarico primario, che fu proposto a Piero della Francesca e, poi, a Giusto di Gand.