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Sintassi: Analisi della struttura delle frasi in italiano, Schemi e mappe concettuali di Linguistica

Capitoli 1,2,4,5,6,7,8,9,12 del libro la linguistica in pratica di Edoardo Lombardi Vallauri

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2016/2017

Caricato il 01/07/2017

Giulia2396
Giulia2396 🇮🇹

4.2

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Capitolo 8:
La sintassi è il livello di analisi che si occupa di come le parole si combinano tra loro, e in quale ordine, per
formare le frasi.
L’unità sintattica di livello superiore è la frase: è costituita da un numero variabile di elementi nominali
organizzati attorno un operatore, il predicato, che fa da perno e struttura a tutto l’insieme.
La sintassi si basa primariamente su due concetti, quello di ordine e quello di dipendenza dalla struttura.
-Lia picchia Ugo
S V O
La semplice sequenza delle parole è sufficiente a dirci quale elemento è il soggetto, quale il verbo e quale
l’oggetto.
-La mamma di Lia ha picchiato quel ragazzo maleducato
In questa frase non ci si può basare sul semplice ordine dei costituenti altrimenti la sarebbe il soggetto,
mamma il verbo e di l’oggetto. Allora bisogna sapere come vengono raggruppate le parole.
la mamma di Lia ha picchiato quel ragazzo maleducato
Det N Prep N Aus participio Det N Agg
Per vedere se i raggruppamenti corrispondono alla struttura sintattica si può attuare il criterio di sostituzione
ovvero qualcosa di complesso è sostituibile da qualcosa di più semplice. Ad esempio mamma di Lia può
essere sostituito da un nome.
L’articolo e l’aggettivo funzionano come determinanti del nome e concorrono con esso a formare il sintagma
nominale. Il verbo invece viene detto sintagma verbale ed è costituito da ausiliare più verbo.
I raggruppamenti all’interno della struttura costituiscono un ordine gerarchico dove il costituente F (frase) è
il maggiore e si articola in SN e SV che a loro volta si articolano in costituenti sempre minori fino a giungere
alla singola parola.
L’ordine basico degli elementi è l’ordine in cui si susseguono il soggetto, l’oggetto e il verbo. Con basico si
intende l’ordine prevalente, quello naturale definito non marcato che in italiano è S-V-O anche se non
sempre è così perché ad esempio nella frase: è arrivato Giovanni, il soggetto si trova dopo il verbo.
Le frasi marcate sono semplici con pochi significati aggiuntivi mentre quelle marcate prevedono l’aggiunta
di un elemento ulteriore nella frase calata in una situazione specifica. Quindi il marcato indica spesso una
scelta linguistica che si discosta dall’uso prevalente, come il caso dell’ordine basico di O-V-S con la frase: la
mucca, ha munto la nonna. La frase diventa accettabile solo se ha un’intonazione marcata e un effetto
pragmatico ovvero l’effetto di mettere in evidenza la mucca facendone il rema dell’enunciato.
L’ordine basico è quindi utile ad inquadrare il funzionamento delle lingue, ne esistono sei: SVO-OVS-SOV-
OSV-VSO-VOS. Tuttavia Greenberg, ha mostrato che quelle principali nel mondo sono 3: SOV-SVO-VSO.
Tutti è tre gli ordini hanno come analogia il fatto che il soggetto precede l’oggetto.
Struttura argomentale della frase:
Le frasi si strutturano generalmente attraverso un predicato (di solito un verbo), che funge da perno, e da
altri “partecipanti” che possono essere obbligatori (non possono mancare)o facoltativi (possono comparire,
ma senza di essi la frase è comunque completa). Quelli obbligatori sono gli argomenti; gli argomenti sono
generalmente il soggetto, l’oggetto (diretto) e l’oggetto indiretto, e quando presenti formano insieme al
predicato il nucleo della frase. Quelli facoltativi sono gli aggiunti (o espansioni, o circostanziali). Il verbo
stabilisce quali elementi possono e devono comparire, infatti ci sono diverse strutture:
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Capitolo 8:

La sintassi è il livello di analisi che si occupa di come le parole si combinano tra loro, e in quale ordine, per formare le frasi. L’unità sintattica di livello superiore è la frase : è costituita da un numero variabile di elementi nominali organizzati attorno un operatore, il predicato, che fa da perno e struttura a tutto l’insieme. La sintassi si basa primariamente su due concetti, quello di ordine e quello di dipendenza dalla struttura.

-Lia picchia Ugo S V O La semplice sequenza delle parole è sufficiente a dirci quale elemento è il soggetto, quale il verbo e quale l’oggetto.

-La mamma di Lia ha picchiato quel ragazzo maleducato

In questa frase non ci si può basare sul semplice ordine dei costituenti altrimenti la sarebbe il soggetto, mamma il verbo e di l’oggetto. Allora bisogna sapere come vengono raggruppate le parole.

la mamma di Lia ha picchiato quel ragazzo maleducato Det N Prep N Aus participio Det N Agg

Per vedere se i raggruppamenti corrispondono alla struttura sintattica si può attuare il criterio di sostituzione ovvero qualcosa di complesso è sostituibile da qualcosa di più semplice. Ad esempio mamma di Lia può essere sostituito da un nome.

L’articolo e l’aggettivo funzionano come determinanti del nome e concorrono con esso a formare il sintagma nominale. Il verbo invece viene detto sintagma verbale ed è costituito da ausiliare più verbo.

I raggruppamenti all’interno della struttura costituiscono un ordine gerarchico dove il costituente F (frase) è il maggiore e si articola in SN e SV che a loro volta si articolano in costituenti sempre minori fino a giungere alla singola parola.

L’ordine basico degli elementi è l’ordine in cui si susseguono il soggetto, l’oggetto e il verbo. Con basico si intende l’ordine prevalente, quello naturale definito non marcato che in italiano è S-V-O anche se non sempre è così perché ad esempio nella frase: è arrivato Giovanni, il soggetto si trova dopo il verbo. Le frasi marcate sono semplici con pochi significati aggiuntivi mentre quelle marcate prevedono l’aggiunta di un elemento ulteriore nella frase calata in una situazione specifica. Quindi il marcato indica spesso una scelta linguistica che si discosta dall’uso prevalente, come il caso dell’ordine basico di O-V-S con la frase: la mucca, ha munto la nonna. La frase diventa accettabile solo se ha un’intonazione marcata e un effetto pragmatico ovvero l’effetto di mettere in evidenza la mucca facendone il rema dell’enunciato. L’ordine basico è quindi utile ad inquadrare il funzionamento delle lingue, ne esistono sei: SVO-OVS-SOV- OSV-VSO-VOS. Tuttavia Greenberg, ha mostrato che quelle principali nel mondo sono 3: SOV-SVO-VSO. Tutti è tre gli ordini hanno come analogia il fatto che il soggetto precede l’oggetto.

Struttura argomentale della frase: Le frasi si strutturano generalmente attraverso un predicato (di solito un verbo), che funge da perno, e da altri “partecipanti” che possono essere obbligatori (non possono mancare)o facoltativi (possono comparire, ma senza di essi la frase è comunque completa). Quelli obbligatori sono gli argomenti ; gli argomenti sono generalmente il soggetto , l’ oggetto (diretto) e l’ oggetto indiretto , e quando presenti formano insieme al predicato il nucleo della frase. Quelli facoltativi sono gli aggiunti (o espansioni , o circostanziali ). Il verbo stabilisce quali elementi possono e devono comparire, infatti ci sono diverse strutture:

  • strutture monoargomentali verbi intransitivi, composta da un solo argomento Fabio parte / il cane corre / Giovanni dorme
  • strutture biargomentali verbi transitivi, composta da due argomenti Giovanni ha chiamato Marta / l’avvocato conta sul testimone
  • strutture triargomentali verbi di transitivi (area del dare), composta da tre argomenti mio fratello ha dato il regalo alla sua ragazza / Francesco dice un segreto a Lisa
  • strutture tetrargomentali composta da quattro argomenti (raro), verbi come trasferire Fiat ha trasferito la produzione della Panda dallo stabilimento di Mirafiori a quello di Cassino
  • strutture non argomentali zerovalenti, predicano eventi senza partecipanti, come il tempo piove / nevica / grandina (ma ing. it rains / ted. es regnet ) Nella maggior parte dei casi, gli argomenti e gli aggiunti associati al predicato esprimono i partecipanti all’evento. Questi rappresentano all’interno dell’evento, diverse funzioni che vengono chiamate ruoli tematici o casi profondi (esistono nella struttura profonda degli enunciati). I ruoli tematici sono: Agente : chi compie l’azione Paziente : chi subisce l’azione Tema : l’entità cui è riferito il processo descritto dal predicato verbale Esperiente : l’entità che sperimenta lo stato espresso dal predicato Beneficiario : l’entità che beneficia dell’azione o del processo descritto Destinatario/Meta : l’entità verso cui è diretta l’azione Provenienza : l’entità da cui proviene l’azione Locativo : l’entità dove si svolge l’azione o il processo Comitativo : l’entità che si associa all’agente nell’azione Strumentale : l’entità adoperata per svolgere l’azione C’è differenza tra caso profondo e caso superficiale, l’esempio è quello del caso profondo di Agente e del caso superficiale di soggetto. L’agente è colui che compie l’azione, il soggetto può essere utilizzato anche per esprimere altri ruoli tematici. Altra differenza si manifesta nel modo in cui la struttura argomentale viene espressa da un verbo e dalla sua nominalizzazione. Ci sono nomi che proiettano una struttura argomentale proprio come il verbo da cui derivano. Es: Giovanni vende la sua macchina a Margherita

Agente predicato tema destinatario La vendita della sua macchina a Margherita da parte di Giovanni

Predicato tema destinatario agente