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Capitoli 1,2,4,5,6,7,8,9,12 del libro la linguistica in pratica di Edoardo Lombardi Vallauri
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Capitolo 12:
Tutte le lingue sembrano sottostare almeno in una certa misura a delle leggi che dunque sono “universali” vedi la dipendenza dalla struttura. Infatti le lingue del mondo hanno tutte delle caratteristiche comuni e vengono dette universali linguistici. Ad esempio, tutte le lingue per funzionare trasformano suoni in parole che a loro volta diventano enunciati. I linguisti hanno individuato un atro tipo di universali chiamati universali implicazionali poiché ad essere condivisa da tutte le lingue è un’implicazione:
L'ordine dei costituenti VSO implica la presenza delle preposizioni, e la condizione individuata, dove è escluso il tipo teorico b), è definita come universale implicazionale. Quindi se una lingua ha ordine dei costituenti VSO, allora ha anche le preposizioni.
universale assoluto : caratteristica posseduta invariabilmente da tutte le lingue, senza eccezioni
tendenza universale : caratteristica strutturale propria di una maggioranza di lingue prossima alla totalità, che ammette un numero minimo di eccezioni
Teoria generativista (Chomsky) :
Gli universali si spiegano attraverso il riferimento ad una Grammatica Universale , innata nell’uomo in quanto nel cervello esiste il LAD (dispositivo per l’acquisizione del linguaggio), che è attivata nel momento dell’apprendimento della lingua da parte del bambino e, a livello di struttura profonda, è identica in ogni essere umano e emerge anche negli universali; le differenze tra le lingue sono solo attinenti alla struttura superficiale, e comunque riconducibili alla Grammatica Universale.
Teoria pragmatico-funzionalista (Greenberg, Comrie) :
Gli universali dipendono in prima istanza da motivazioni interne al sistema lingua che si configurano come generalizzazioni dei fattori di variazione (come ad esempio la tendenza all’uniformare tutti i domini ad un unico tipo di ordine testa – modificatore ). Le motivazioni interne dipendono in ultima analisi da più profonde motivazioni esterne al sistema, che fanno cioè riferimento a input pragmatici e al funzionamento generale del linguaggio, in funzione di tre principi generali:
Quando un tipo si conforma a uno o più di uno di questi principi, tende ad avere maggiori valori di frequenza nelle lingue del mondo (cioè è un tipo più diffuso) e di stabilità (cioè è un tipo relativamente meno soggetto a possibilità di mutamento).