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Universali Linguistici: Teorie e Principi, Schemi e mappe concettuali di Linguistica

Capitoli 1,2,4,5,6,7,8,9,12 del libro la linguistica in pratica di Edoardo Lombardi Vallauri

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2016/2017

Caricato il 01/07/2017

Giulia2396
Giulia2396 🇮🇹

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Capitolo 12:
Tutte le lingue sembrano sottostare almeno in una certa misura a delle leggi che dunque sono “universali”
vedi la dipendenza dalla struttura. Infatti le lingue del mondo hanno tutte delle caratteristiche comuni e
vengono dette universali linguistici. Ad esempio, tutte le lingue per funzionare trasformano suoni in parole
che a loro volta diventano enunciati.
I linguisti hanno individuato un atro tipo di universali chiamati universali implicazionali poiché ad essere
condivisa da tutte le lingue è un’implicazione:
Parametro di riferimento 1:
presenza nelle lingue di un ordine dei costituenti non marcato VSO
Parametro di riferimento 2:
presenza nelle lingue di preposizioni
Quattro possibilità:
a. una lingua ha ordine VSO e ha preposizioni
b. una lingua ha ordine VSO e non ha preposizioni
c. una lingua non ha ordine VSO e ha preposizioni
d. una lingua non ha ordine VSO e non ha preposizioni
L'ordine dei costituenti VSO implica la presenza delle preposizioni, e la condizione individuata, dove è
escluso il tipo teorico b), è definita come universale implicazionale. Quindi se una lingua ha ordine dei
costituenti VSO, allora ha anche le preposizioni.
universale assoluto: caratteristica posseduta invariabilmente da tutte le lingue, senza eccezioni
tendenza universale: caratteristica strutturale propria di una maggioranza di lingue prossima alla totalità,
che ammette un numero minimo di eccezioni
ha rilevanza statistica
è più frequente dell’universale assoluto
rappresenta più fedelmente la situazione reale e la complessità delle lingue del mondo
Teoria generativista (Chomsky):
Gli universali si spiegano attraverso il riferimento ad una Grammatica Universale, innata nell’uomo in
quanto nel cervello esiste il LAD (dispositivo per l’acquisizione del linguaggio), che è attivata nel momento
dell’apprendimento della lingua da parte del bambino e, a livello di struttura profonda, è identica in ogni
essere umano e emerge anche negli universali; le differenze tra le lingue sono solo attinenti alla struttura
superficiale, e comunque riconducibili alla Grammatica Universale.
Teoria pragmatico-funzionalista (Greenberg, Comrie):
Gli universali dipendono in prima istanza da motivazioni interne al sistema lingua che si configurano come
generalizzazioni dei fattori di variazione (come ad esempio la tendenza all’uniformare tutti i domini ad un
unico tipo di ordine testa – modificatore). Le motivazioni interne dipendono in ultima analisi da più profonde
motivazioni esterne al sistema, che fanno cioè riferimento a input pragmatici e al funzionamento generale
del linguaggio, in funzione di tre principi generali:
l'economia, cioè la tendenza del sistema a produrre il massimo risultato con il minimo sforzo per il
parlante;
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Capitolo 12:

Tutte le lingue sembrano sottostare almeno in una certa misura a delle leggi che dunque sono “universali” vedi la dipendenza dalla struttura. Infatti le lingue del mondo hanno tutte delle caratteristiche comuni e vengono dette universali linguistici. Ad esempio, tutte le lingue per funzionare trasformano suoni in parole che a loro volta diventano enunciati. I linguisti hanno individuato un atro tipo di universali chiamati universali implicazionali poiché ad essere condivisa da tutte le lingue è un’implicazione:

  • Parametro di riferimento 1: presenza nelle lingue di un ordine dei costituenti non marcato VSO
  • Parametro di riferimento 2: presenza nelle lingue di preposizioni Quattro possibilità: a. (^) una lingua ha ordine VSO e ha preposizioni b. una lingua ha ordine VSO e non ha preposizioni c. una lingua non ha ordine VSO e ha preposizioni d. una lingua non ha ordine VSO e non ha preposizioni

L'ordine dei costituenti VSO implica la presenza delle preposizioni, e la condizione individuata, dove è escluso il tipo teorico b), è definita come universale implicazionale. Quindi se una lingua ha ordine dei costituenti VSO, allora ha anche le preposizioni.

universale assoluto : caratteristica posseduta invariabilmente da tutte le lingue, senza eccezioni

tendenza universale : caratteristica strutturale propria di una maggioranza di lingue prossima alla totalità, che ammette un numero minimo di eccezioni

  • ha rilevanza statistica
  • è più frequente dell’universale assoluto
  • rappresenta più fedelmente la situazione reale e la complessità delle lingue del mondo

Teoria generativista (Chomsky) :

Gli universali si spiegano attraverso il riferimento ad una Grammatica Universale , innata nell’uomo in quanto nel cervello esiste il LAD (dispositivo per l’acquisizione del linguaggio), che è attivata nel momento dell’apprendimento della lingua da parte del bambino e, a livello di struttura profonda, è identica in ogni essere umano e emerge anche negli universali; le differenze tra le lingue sono solo attinenti alla struttura superficiale, e comunque riconducibili alla Grammatica Universale.

Teoria pragmatico-funzionalista (Greenberg, Comrie) :

Gli universali dipendono in prima istanza da motivazioni interne al sistema lingua che si configurano come generalizzazioni dei fattori di variazione (come ad esempio la tendenza all’uniformare tutti i domini ad un unico tipo di ordine testa – modificatore ). Le motivazioni interne dipendono in ultima analisi da più profonde motivazioni esterne al sistema, che fanno cioè riferimento a input pragmatici e al funzionamento generale del linguaggio, in funzione di tre principi generali:

  • l' economia , cioè la tendenza del sistema a produrre il massimo risultato con il minimo sforzo per il parlante;
  • l' iconicità , cioè la tendenza del sistema a conformarsi alla struttura pragmatica della situazione comunicativa;
  • (^) la motivazione comunicazionale , cioè, genericamente, la spinta del sistema a garantire la massima produttività teorica.

Quando un tipo si conforma a uno o più di uno di questi principi, tende ad avere maggiori valori di frequenza nelle lingue del mondo (cioè è un tipo più diffuso) e di stabilità (cioè è un tipo relativamente meno soggetto a possibilità di mutamento).