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Capitoli 1,2,4,5,6,7,8,9,12 del libro la linguistica in pratica di Edoardo Lombardi Vallauri
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Capitolo 5:
I livelli di analisi della lingua
Vocali Consonanti
Le vocali:
-Devono “con-suonare”: devono essere prodotte insieme ad una vocale perché si appoggiano ad essa. -Sono prodotte da un marcato restringimento del canale articolatorio che produce rumore perché in un punto precisione si determina una frizione o una momentanea occlusione. -Rumori concomitanti
-Possono “suonare” da sole: possono da sole costituire una sillaba (apice della sillaba). -Sono prodotte con poco restringimento del canale articolatorio quindi l’aria non incontra nessun ostacolo e per un periodo di tempo fuoriesce sotto forma di suono costante. -Suoni autonomi
Il timbro delle vocali dipende dalla forma che assume la cavità della bocca (modellando la colonna d’aria) in particolare dai movimenti della lingua, dalla posizione delle labbra. Le vocali dell’italiano toniche (accentate) sono 7 e possono essere: anteriori, centrali e posteriori, la loro altezza dipende dal movimento della lingua verso la parte inferiore o superiore della bocca.
Le vocali atone sono quelle non accentate e sono 5. Le vocali possono avere maggiore o minore durata infatti si distinguono tra brevi e lunghe. Sono lunghe tutte le vocali toniche che si trovano in fine sillaba interna (ma non in fine parola), sono brevi tutte le altre. Le vocali possono essere chiuse , quelle alte perché per produrle la lingua si innalza verso il palato duro nel caso delle anteriori o verso il velo nel caso delle posteriori, riducendo spazio per il passaggio dell’aria. Possono essere aperte quando sono basse perché la lingua per produrle rimane sul fondo della bocca, lasciando spazio libero per il passaggio d’aria. La vocale più aperta è la “a”.
Le consonanti: Nelle lingue, di solito, sono più numerose delle vocali. Parametri fondamentali: -Modo di articolazione:
momentanee perché la loro articolazione dura un solo istante, l’occlusione è totale; le occlusive possono essere bilabiali come “p” (sorda), “b” (sonora), dentali come “t” (sorda), “d” (sonora), velari come “k” (sorda) e “g” (sonora)]; fricative [gli organi articolatori restringono il canale in modo che l’aria produca un rumore di sfregamento quindi c’è un’occlusione parziale; vengono dette spiranti e possono essere labiodentali come “f” (sorda) e “v” (sonora), alveolari come “s” (sorda) e “z” (sonore), palatali come in “scena” (sorda)]; affricate [consonanti miste fra gli altri due tipi in quanto sono costituite da una occlusione seguita da uno sfregamento, l’occlusione è sia totale che parziale; le affricate possono essere alveolari la z di spazio (sorda) e la z di zona (sonora), palatali come la c di cena (sorda) e la g di giro (sonora)].
mimo, labiodentale n di infatti, alveolare n di naso, palatale gn di ragno, velare n di anca]; vibranti [dette “liquide”, alveolare r di remo; laterali [il flusso espiratorio passa ai lati della lingua, sono: alveolare l di lato e palatale gl di figlio]; approssimanti. -Luogo di articolazione: ( bilabiali incontro delle labbra; l abiodentali incontro denti superiori-labbro inferiore; dentali o alveolari incontro punta della lingua con alveoli superiori dei denti; retroflesse, postalveolari, palatali incontro dorso della lingua-palato duro; velari incontro dorso della lingua-palato molle; uvulari, glottidali, faringali)
-Sonorità o grado di articolazione: Differenza tra sorde e sonore riguarda la vibrazione delle corde vocali: nell’articolazione delle sorde le corde vocali sono inattive, mentre nell’articolazione delle sonore vibrano producendo la voce.
Le semivocali: