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METODI FINANZIARI ED ECONOMICI PER LA VALUTAZIONE DEL CAPITALE
Tipologia: Dispense
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4 – ZANDA – LA VALUTAZIONE DELLE AZIENDE (4 pag)
METODI DIRETTI DI VALUTAZIONE DEL CAPITALE ECONOMICO. Si definiscono diretti i metodi che, per valutare azienda, fanno riferimento ai prezzi di mercato dell’azienda stessa o di aziende simili. Sono indiretti i metodi che si fondano su altre basi (reddito medio prospettico, consistenza del patrimonio, flussi finanziari). Se impresa non è quotata la valutazione diretta deve basarsi sui prezzi effettivamente pagati per aziende similari (come settore e dimensioni) o per la stessa azienda in tempi precedenti. Per aziende quotate in Borsa non si devono assumere le quotazioni di Borsa come parametri perché il flottante (quantità di titoli disponibili in Borsa) rappresenta solo una modesta frazione del capitale sociale (che non consente quindi il controllo dell’impresa). Inoltre, si tratta di valori molto variabili nel tempo (volatilità) e spesso non si può comprendere il motivo di tali variazioni. Ci sarebbero problemi di scelta del tipo di prezzo (tra piazze diverse) dell’arco di tempo di riferimento e sulla metodologia da adoperare (media aritmetica, ponderata ecc.). Infatti, in Borsa, ci sono: numero di aziende quotate scarso, una quantità di titoli negoziati per le società quotate spesso non significativo, serie di manovre speculative, comportamento degli investitori fondato su informazioni parziali, su aspettative soggettive. La composizione del capitale proprio delle società quotate si sono evidenziate tre tipologie di azionisti: azionisti-imprenditori (interessati al controllo e alla direzione strategica della società), azionisti-risparmiatori (interessati a fruire di un dividendo congruo nel lungo periodo e ottenere aumento di valore della loro quota) e azionisti-speculatori (la partecipazione per loro è un fatto transitorio; lucrano sulle oscillazioni dei titoli e quindi cercano di massimizzare il guadagno in conto capitale in un orizzonte ristretto). I metodi diretti sono censurabili in quanto a: razionalità (non sensibile correlazione tra valore di mercato e andamento dell’impresa) e neutralità (il valore effettivamente negoziato sul mercato sconta gli effetti delle condizioni soggettive di negoziazione).