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lessico e lessicologia, Sintesi del corso di Linguistica Generale

parte di lessico e lessicologia del manuale di linguistica

Tipologia: Sintesi del corso

2025/2026

Caricato il 23/06/2026

sara-andriolo-5
sara-andriolo-5 🇮🇹

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Introduzione
Come per la grammatica che ha due accezioni (mentale/dei parlanti e
quella compilata dai linguisti), anche per il lessico vale la stessa cosa,
uno è il lessico mentale e l'altro è la forma del dizionario creata dai
lessicografi.
Lessico ≠ grammatica (perché memorizzato ≠ costruito attraverso
regole). Le parole in una lingua vengono memorizzate mentre le frasi
sono costruite da regole. Non esistono dizionari di frasi e le parole
semplici vengono memorizzate, ricordate e usate quando servono. Ci si
può chiedere cosa è elencato e cosa si forma tramite regole. Una
risposta potrebbe essere data da una scala:
morfema > parola > sintagma > frase
in base a questa scala: tutti i morfemi di una lingua devono essere
memorizzati, molte parole devono essere memorizzate, quasi tutti i
sintagmi sono costituiti da regole, tutte le frasi sono costruite tramite
regole.
Lessico mentale
Riguarda tutte le informazioni che hanno i parlanti sulle parole. E’
composto da:
Parole;
funzione delle parole;
rapporto tra le classi di parole;
categorie e sottocategorie lessicali.
Ogni parlante estrae dal suo lessico mentale una lista di parole con delle
determinate caratteristiche, anche se non sarà veloce o esaustivo come
un computer ma ogni parlante ha un proprio dizionario mentale.
Il lessico è caratterizzato da conoscenze più profonde da parte dei
parlanti che riguardano attività cognitive e dovute alla scolarizzazione
come per esempio: comprensione, lettura, scrittura e produzione.
Alle parole sono attribuite caratteristiche più complesse, per esempio, un
verbo come amare può essere etichettato come [+regolare], al contrario
un verbo come cuocere sarà [-regolare], perché il suo participio passato
è cotto. Un altro esempio è dato da un verbo come mangiare sarà
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Introduzione

Come per la grammatica che ha due accezioni (mentale/dei parlanti e quella compilata dai linguisti), anche per il lessico vale la stessa cosa, uno è il lessico mentale e l'altro è la forma del dizionario creata dai lessicografi. Lessico ≠ grammatica (perché memorizzato ≠ costruito attraverso regole). Le parole in una lingua vengono memorizzate mentre le frasi sono costruite da regole. Non esistono dizionari di frasi e le parole semplici vengono memorizzate, ricordate e usate quando servono. Ci si può chiedere cosa è elencato e cosa si forma tramite regole. Una risposta potrebbe essere data da una scala:

morfema > parola > sintagma > frase

in base a questa scala: tutti i morfemi di una lingua devono essere memorizzati, molte parole devono essere memorizzate, quasi tutti i sintagmi sono costituiti da regole, tutte le frasi sono costruite tramite regole.

Lessico mentale

Riguarda tutte le informazioni che hanno i parlanti sulle parole. E’ composto da: ● Parole; ● funzione delle parole; ● rapporto tra le classi di parole; ● categorie e sottocategorie lessicali. Ogni parlante estrae dal suo lessico mentale una lista di parole con delle determinate caratteristiche, anche se non sarà veloce o esaustivo come un computer ma ogni parlante ha un proprio dizionario mentale. Il lessico è caratterizzato da conoscenze più profonde da parte dei parlanti che riguardano attività cognitive e dovute alla scolarizzazione come per esempio: comprensione, lettura, scrittura e produzione. Alle parole sono attribuite caratteristiche più complesse, per esempio, un verbo come amare può essere etichettato come [+regolare], al contrario un verbo come cuocere sarà [-regolare], perché il suo participio passato è cotto. Un altro esempio è dato da un verbo come mangiare sarà

[+transitivo] perché regge il complemento oggetto, al contrario camminare sarà marcato come [-transitivo] perché non regge un oggetto. Un aggettivo come alto può avere un superlativo ( altissimo ), un contrario ( basso ) ed è graduabile ( più alto / meno alto ). Ma un aggettivo come postale non può avere un superlativo, non ha un contrario e non è graduabile. I parlanti, inoltre, possiedono conoscenze riguardo la traduzione dei suoni nella grafia del loro alfabeto per esempio il suono [k] ha più grafemi → c ara; ch iodo; q uadro. Per quanto riguarda la rappresentazione delle parole, si discute se si memorizzi solo il lemma o se questo venga memorizzato insieme alle forme flesse e derivate. In base alle ricerche di psicolinguistica si ritiene che le forme flesse siano immagazzinate nel lessico e non formate tramite regole, per esempio le forme irregolari di alcuni verbi: posso/può oppure vado/andai. Per accedere al lessico ci sono vari modi, uno di questi è quello di sentire le prime lettere di una parola. Per esempio con la parola Baltimora: prima ci verranno alla mente le parole che iniziano per [b], poi quelle che iniziano per [ba], poi quelle che iniziano per [bal] e così via fino a balti , con baltim c'è solo Baltimora. Un altro quesito è se le parole vengono riconosciute solo dal punto di vista fonetico o se c'è anche l'utilizzo di informazioni semantiche e sintattiche.

Dizionari

Non corrisponde al lessico mentale. Infatti un dizionario non rappresenta la competenza lessicale di un parlante, poiché contiene parole anche sconosciute a questi. I dizionari si pongono anche al di sopra dei parlanti poiché usati anche per cercare il significato delle parole che non si conoscono e si trovano a livello della langue. In un dizionario c'è molta diacronia e ci sono anche parole di epoche precedenti che non si usano più. All'interno dei dizionari ci sono entrate lessicali o lemmi. Lemmatizzare è un'operazione complessa nel caso di parole come potere , volere , sapere perché non si sa se può avere una doppia entrata o un'unica. Dizionari come lo Zingarelli hanno un'unica entrata, mentre il De Mauro o il Disc, ne ha tre per il verbo e per il nome.

che non si formano tramite regole. Oltre alle parole semplici, ci sono anche espressioni da cui non si può dedurre il significato dalla somma delle parti come le lessicalizzazioni o costruzioni polirematiche. Un esempio sono espressioni come “tagliare la corda” ma anche unità frasali come “nontiscordardimé” anche se queste unità possono avere una struttura frasale interna anche se sintatticamente si comporta come un nome. Il processo di lessicalizzazione fa in modo che un gruppo di più parole diventi un’unica parola, indipendente. Questo processo si distingue da quello di grammaticalizzazione in cui un'unità perde il significato lessicale e ne acquisisce uno grammaticale come per il suffisso -mente , che in latino era una parola, o come able che è sia un aggettivo che un suffisso.

Sigle e abbreviazioni

Le sigle nella maggior parte dei casi sono abbreviazioni, alcuni esempi: a. anche la CGIL può sbagliare b. la Tv potrebbe avere una grande funzione educativa c. la prof di scienze è severa d. due parole di spiega non farebbero male

Per i primi due casi si tratta di acronimi utilizzando le lettere di ogni parola del sintagma per il caso a, mentre per il caso b non si tratta di sintagma ma si parte da una parola complessa. Gli ultimi due casi si tratta di una sottrazione di una parte della parola stessa. La differenza tra a,b e c,d sta nel registro, in quanto a e b si usano nella lingua standard. C e D in alcuni contesti non sarebbero accettate.

Stratificazione del lessico

Il lessico di una lingua è costituito da vari strati. Quello [+nativo] è centrale di una determinata lingua, mentre [-nativo] riguarda gli strati periferici che riguardano le vicende storiche. L'italiano ha molti strati non nativi, come le parole di origine latina, greca, inglese, spagnola, tedesca e araba. Nel caso dell'inglese è importante il tratto [+latino]. Grazie all'irruzione normanna sono state importate una serie di parole di origine romanza, infatti anche gran parte delle parole inglesi sono di origine romanza

come i doppioni (es. dark/obscure). Un suffisso che è caratterizzato da questo tratto è -ity (profane/profanity). Al contrario il suffisso -ness non distingue parole [+latino] o [-latino]

Stratificazioni dell'italiano

Lo strato [-nativo] è costituito da prestiti e calchi. Questi riguardano la riproduzione di una parola da una lingua di partenza fino ad una lingua d'arrivo. Si distingue tra prestiti adattati e prestiti non adattati. I prestiti adattati sono parole entrate nel lessico in epoche passate, per esempio alfiere (di origine spagnola), guelfo (tedesca) o caraffa (araba). Si tratta di parole italiane a tutti gli effetti e per verificarne l'ingresso definitivo, è necessario controllare se può derivare. I prestiti non adatti conservano le forme fonologiche diverse da quelle italiane [p.167 x esempi]. I dizionari identificano al loro interno vari registri e i più recenti riguardano anche le categorie d'uso come: fondamentale,alta disponibilità e alta frequenza. Sono presenti lemmi di settori specifici e di varie attività umane.

Dizionari specialistici

Ci sono vari tipi di dizionari: Monolingue → danno definizioni Bilingue → forniscono traduzioni da una lingua ad un'altra Plurilingue → si trovano corrispondenze tra diverse lingue Etimologici → storia delle parole tra diverse lingue Diz. elettronici → c’è un'alta disponibilità al giorno d’oggi. In commercio ne si può trovare anche uno per la lingua dei segni su CD in cui ci sono dei filmati di un interprete che traduce circa 1000 vocaboli. I dizionari elettronici permettono varie funzioni, quali: la ricerca dei lemmi,caratteri speciali per esempio in punto interrogativo sostituisce un carattere mentre l'asterisco ne sostituisce un numero indeterminato. Giochi → Alcuni dizionari hanno dei giochi linguistici, che servono come strumento di conoscenza. Tra questi ci sono anagrammi (partendo da una parola se ne possono generare altre p.es da antico si può generare catino , tonica , ecc..), palindromi (parole che rimangono uguali scritte al

confronto i due dizionari, il parlato è più povero lessicalmente rispetto allo scritto. Concordanze → Le concordanze non sono proprie dei dizionari ma sono una serie di contesti in cui una parola appare. Inizialmente le concordanze erano fatte a mano,adesso c'è l'aiuto dei dispositivi elettronici.

Linguistica dei corpora

La linguistica dei corpora studia la lingua attraverso l'analisi di vaste raccolte di testi reali, chiamate corpora, selezionate per essere rappresentative di una lingua o di un suo uso specifico. Sebbene nata nella seconda metà del Novecento, questa disciplina ha vissuto un’espansione massiccia grazie all'informatica, che oggi permette di elaborare miliardi di parole e identificare pattern linguistici altrimenti invisibili. Per essere scientificamente utile, un corpus deve rispettare criteri rigorosi di rappresentatività e può essere sincronico (focalizzato su un dato momento) o diacronico (volto a studiare l'evoluzione storica). Si distinguono inoltre i corpora di riferimento, che offrono una visione generale della lingua, dai corpora specialistici, dedicati a settori specifici come la medicina o il diritto. Un elemento distintivo fondamentale è l’annotazione (o mark-up): i testi non sono semplici documenti grezzi, ma vengono arricchiti con informazioni grammaticali, sintattiche o semantiche. Questo processo permette ai ricercatori di condurre analisi sia quantitative (statistiche su frequenze e concordanze) sia qualitative, interpretando l'uso delle parole nei loro contesti reali. Grazie a questi strumenti, la linguistica dei corpora è oggi essenziale per la creazione di dizionari moderni, per lo studio degli stili letterari e per lo sviluppo di tecnologie quotidiane, come i traduttori automatici e i sistemi di riconoscimento vocale. In Italia, progetti come il CORIS per lo scritto o il VoLIP per il parlato rappresentano risorse fondamentali per lo studio scientifico della nostra lingua.