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Lezione 2-Il processo di aziendalizzazione delle amministrazioni pubbliche, Sbobinature di Amministrazione Pubblica

Unifg, Lezione 2-Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche (prof. Bianchi)

Tipologia: Sbobinature

2022/2023

In vendita dal 31/05/2023

liv.2111
liv.2111 🇮🇹

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Il processo di aziendalizzazione delle amministrazioni pubbliche
Il New Public Management (NPM) si articola in 3 parole chiave:
1) Business-like management : la macchina amministrativa deve cominciare a usare gli strumenti tipici del
management per funzionare meglio (strumenti di programmazione, controllo…);
2) Client-orientedness (orientamento al cliente/utente): i cittadini sono degli utenti destinatari delle 5
attività viste;
3) Market-line competition (competizione di mercato): solitamente nelle aziende pubbliche non c’è una
competizione vera e propria, c’è l’operatore pubblico che è l’unico a erogare il servizio e ci si “rilassa”.
In Italia parliamo di aziendalizzazione che si divide in:
Istituzionalizzazione (business-like management): significa introdurre nelle aziende pubbliche i
meccanismi operativi del management, cioè quelli relativi al personale (politiche retributive che
favoriscono il miglioramento della qualità dei servizi, la mobilità, la dinamica del personale…), il
sistema informativo contabile e no, il processo di pianificazione/ programmazione e controllo. La P.A
quindi si istituzionalizza se introduce, al suo interno, i meccanismi operativi.
Privatizzazione: può significare:
a) Mutare la personalità giuridica (da soggetto di diritto pubblico a soggetto di diritto privato);
privatizzazione formale;
b) Affidare funzioni pubbliche a privati (resta in capo alla P.A. la funzione di regolamentazione delle
stesse funzioni): privatizzazione funzionale;
c) Cedere a privati il controllo di imprese pubbliche (da soggetto economico pubblico a soggetto
economico privato): privatizzazione sostanziale.
Il processo di aziendalizzazione inizia nel 1990 con l’emanazione di due leggi, la 142/90 e la 241/90.
La legge 142/90 contiene norme sull’ordinamento delle autonomie locali. La legge si riferisce esclusivamente
agli enti locali. Essa assume notevole importanza ai fini del processo, non solo perché avvia la riforma negli
enti locali, ma anche perché contiene al suo interno alcuni principi:
Principio della distinzione tra organi di indirizzo politico e dirigenti;
Analisi dei costi e rendimenti (analisi economica dei fatti gestionali) e i controlli interni di natura
manageriale;
Miglioramento dei livelli di professionalità dell’organo di revisione economico-finanziaria (es. soggetti
che compongono l’organo di revisione economico-finanziaria devono essere iscritti nel registro dei
revisori contabili);
Gestione dell’ente locale informata ai principi di economicità, efficacia ed efficienza.
La legge 241/90 contiene norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti
amministrativi. Dal punto di vista del processo di aziendalizzazione, la legge deve essere ricordata perché:
Estende i principi di economicità, efficacia ed efficienza a tutti i comparti della P.A. (collegamento
logico con la L. 142/90). Tale legge consente di interpretare diversamente il principio costituzionale del
“buon andamento” della P.A. (art. 97 Cost). Infatti, il “buon andamento” deve essere misurato in termini
di economicità, efficacia ed efficienza. In precedenza, si ricorreva al principio del “buon padre di
famiglia” per spiegare il principio del buon andamento, con notevoli difficoltà sul piano interpretativo;
Avvia la riforma del procedimento amministrativo , con notevoli conseguenze sul piano organizzativo (si
passa dalla logica per competenza alla logica per processi). Nel 1990 nasce la figura del responsabile
del processo amministrativo (funzionario, dirigente…).
La 421/1992: la GRANDE DELEGA
La legge contiene 4 deleghe al governo su 4 problemi cruciali dello Stato italiano:
1. Sanità;
2. Lavoro pubblico;
3. Finanza territoriale;
4. Sistema previdenziale.
Il 1992 è un anno molto difficile per lo Stato italiano dal punto di vista della finanza pubblica. Il Governo deve
emanare decreti legislativi sulle 4 materie. Dal punto di vista del processo di aziendalizzazione, si focalizza
l’attenzione sulle prime tre problematiche. I decreti legislativi emanati sono:
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Il processo di aziendalizzazione delle amministrazioni pubbliche Il New Public Management (NPM) si articola in 3 parole chiave:

  1. Business-like management : la macchina amministrativa deve cominciare a usare gli strumenti tipici del management per funzionare meglio (strumenti di programmazione, controllo…);
  2. Client-orientedness (orientamento al cliente/utente): i cittadini sono degli utenti destinatari delle 5 attività viste;
  3. Market-line competition (competizione di mercato): solitamente nelle aziende pubbliche non c’è una competizione vera e propria, c’è l’operatore pubblico che è l’unico a erogare il servizio e ci si “rilassa”. In Italia parliamo di aziendalizzazione che si divide in: Istituzionalizzazione (business-like management): significa introdurre nelle aziende pubbliche i meccanismi operativi del management, cioè quelli relativi al personale (politiche retributive che favoriscono il miglioramento della qualità dei servizi, la mobilità, la dinamica del personale…), il sistema informativo contabile e no , il processo di pianificazione/ programmazione e controllo. La P.A quindi si istituzionalizza se introduce, al suo interno, i meccanismi operativi. Privatizzazione: può significare: a) Mutare la personalità giuridica (da soggetto di diritto pubblico a soggetto di diritto privato); privatizzazione formale; b) Affidare funzioni pubbliche a privati (resta in capo alla P.A. la funzione di regolamentazione delle stesse funzioni): privatizzazione funzionale; c) Cedere a privati il controllo di imprese pubbliche (da soggetto economico pubblico a soggetto economico privato): privatizzazione sostanziale. Il processo di aziendalizzazione inizia nel 1990 con l’emanazione di due leggi, la 142/90 e la 241/90. La legge 142/90 contiene norme sull’ordinamento delle autonomie locali. La legge si riferisce esclusivamente agli enti locali. Essa assume notevole importanza ai fini del processo, non solo perché avvia la riforma negli enti locali, ma anche perché contiene al suo interno alcuni principi:  Principio della distinzione tra organi di indirizzo politico e dirigenti;  Analisi dei costi e rendimenti (analisi economica dei fatti gestionali) e i controlli interni di natura manageriale;  Miglioramento dei livelli di professionalità dell’organo di revisione economico-finanziaria (es. soggetti che compongono l’organo di revisione economico-finanziaria devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili);  Gestione dell’ente locale informata ai principi di economicità, efficacia ed efficienza. La legge 241/90 contiene norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi. Dal punto di vista del processo di aziendalizzazione, la legge deve essere ricordata perché:  Estende i principi di economicità, efficacia ed efficienza a tutti i comparti della P.A. (collegamento logico con la L. 142/90). Tale legge consente di interpretare diversamente il principio costituzionale del “buon andamento” della P.A. (art. 97 Cost). Infatti, il “buon andamento” deve essere misurato in termini di economicità, efficacia ed efficienza. In precedenza, si ricorreva al principio del “buon padre di famiglia” per spiegare il principio del buon andamento, con notevoli difficoltà sul piano interpretativo;  Avvia la riforma del procedimento amministrativo, con notevoli conseguenze sul piano organizzativo (si passa dalla logica per competenza alla logica per processi). Nel 1990 nasce la figura del responsabile del processo amministrativo (funzionario, dirigente…). La 421/1992: la GRANDE DELEGA La legge contiene 4 deleghe al governo su 4 problemi cruciali dello Stato italiano:

1. Sanità; 2. Lavoro pubblico; 3. Finanza territoriale; 4. Sistema previdenziale. Il 1992 è un anno molto difficile per lo Stato italiano dal punto di vista della finanza pubblica. Il Governo deve emanare decreti legislativi sulle 4 materie. Dal punto di vista del processo di aziendalizzazione, si focalizza l’attenzione sulle prime tre problematiche. I decreti legislativi emanati sono:

-502/92 per la sanità; -29/93 per il lavoro pubblico; -77/95 per la finanza territoriale. ORGANIZZAZIONE DELLE AZIENDE PUBBLICHE Il processo organizzativo (regole da seguire) si articola in:

  1. Divisione del lavoro (specializzazione) che consente di produrre di più grazie a funzioni diverse specifiche assegnate a soggetti diversi; Occorre innanzitutto distinguere tra compiti esecutivi (tecnici) e compiti gestionali. I compiti esecutivi sono la gestione acquisti materiali necessari e riguardano la funzione di relazione con terzi. Questi non richiedono elevata professionalità. I compiti gestionali riguardano la programmazione, il controllo… e presuppongono conoscenze elevate e autonomia professionale. La divisione del lavoro può avvenire lungo due direttrici: orizzonatale+verticale****. Per quanto riguarda la dimensione orizzontale, ci si focalizza sullo svolgimento dei compiti esecutivi. Se il numero di compiti esecutivi affidati ai singoli operatori è minimo (es. a+b, c+d…) o il contenuto dei compiti è limitato (es. rispondere solo al telefono), si sta attuando una specializzazione orizzontale e ciò favorisce la standardizzazione, cioè il soggetto diventa molto bravo nella sua funzione. Fare la stessa funzione porta uno svantaggio, cioè la produttività cala perché ci “si stanca”. Se il numero di compiti affidati è elevato o il contenuto dei compiti è ampio, si sta attuando un allargamento orizzontale, cioè si affidano nuovi compiti per aumentare la motivazione. Il contenuto del lavoro è un fattore motivazionale e incide sulla produttività, sui risultati. Per quanto riguarda la dimensione verticale, si tratta di capire se affidare o meno compiti gestionali. Se l’operatore deve limitarsi a svolgere compiti esecutivi, dal momento che la direzione e il controllo del suo lavoro è affidato a un’altra persona, si sta attuando una specializzazione verticale. Si utilizza quando i soggetti che devono lavorare hanno poca professionalità. Chi decide è il manager. Se si affiancano ai compiti esecuti anche quelli gestionali, nel senso che si esercita un maggiore controllo sui compiti svolti, si sta attuando un allargamento verticale. Ciò stimola ancor di più la motivazione del personale, perché ci si responsabilizza e si controllano i risultati del proprio lavoro (decentramento decisionale e maggiori spazi di autonomia decisionale.
  2. Coordinamento : c’è perché c’è divisione del lavoro. Senza coordinamento si rischia di avere confusione. Ci sono 5 meccanismi di coordinamento che devono essere presenti contemporaneamente nell’azienda: M=manager T=tecnostruttura F1, F2…=fasi del processo O1, O2…=operatori R=risultati A. Adattamento reciproco : i due operatori si coordinano tra di loro in autonomia. È efficace quando gli operatori sono pochi.