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Lezione Bartolini disabilità neurosviluppo
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Il linguaggio è un sistema di segni e simboli convenzionali, di cui l’essere umano si serve per comunicare E’ costituito da 4 componenti:
Indici predittivi di disturbo di linguaggio 5 ai 10 mesi; Assenza della lallazione, prima vocalica poi consonantica dai, 12-14 mesi Assenza di utilizzazione dei gesti sia deittici che referenziali, 12 mesi Mancata acquisizione di schemi d’azione con oggetti Da 18 mesi Vocabolario ridotto (meno di 20 parole a 18 mesi e meno di 50 parole a 24 mesi); 24-30 mesi Assenza o ridotta presenza di gioco simbolico 30 e i 40 mesi Ridotta presenza di sequenza di gioco simbolico 24-30 mesi Ritardo nella comprensione di ordini non contestuali e che implicano una decodifica linguistica Linguaggio e funzioni esecutive (La memoria a breve termine mantiene attive le rappresentazioni mentali) Il bambino per esprimere un concetto deve distaccarsi dal piano concreto degli oggetti per riuscire a configurarsi una rappresentazione mentale astratta, deve pianificare il discorso a livello mentale, riuscire ad inibire tutti gli stimoli non necessari e organizzare concretamente nella produzione verbale il suo pensiero secondo una corretta struttura sintattica. Da qui necessità di integrare più capacità, compito delle funzioni esecutive (Sabbadini) Disturbi specifici di linguaggio: l Non sono causati da lesioni organiche. Ostacola lo sviluppo sociale e l’apprendimento tre livelli funzionali Inseriti nei disturbi del neurosviluppo sotto la denominazione disturbi della comunicazione. Vengono distinte varie forme cliniche che tengono in considerazione tre livelli funzionali:
Disturbi del linguaggio acquisiti l Lesioni cerebrali ( afasie acquisite) Sindrome di Landau-Kleffner Paralisi cerebrali infantili Deficit uditivi Disabilità intellettiva Disturbi di linguaggio da lesioni cerebrale l Rari. Cause: traumi, tumori, patologie vascolari, infezioni (Herpes simplex). l Gli effetti delle lesioni cerebrali variano in rapporto all’età del bambino e all’estensione. l La parziale equipotenzialità emisferica nei primi anni di vita e la plasticità cerebrale del bambino permettono in parte un recupero della funzione. Ma il recupero non è comunque totale soprattutto se il danno è a carico dell’emisfero sinistro, già geneticamente programmato in senso linguistico. l La prognosi è comunque migliore se il danno avviene prima dell’acquisizione del linguaggio. l Se il danno avviene tra i 4 e i 10 anni, vi è comunque recupero anche se non completo. Sindrome di Landau-Kleffner: afasia epilettica acquisita (non superiore a 6 mesi) Grave perdita della capacità di espressione e comprensione del linguaggio che si verifica in un periodo di tempo non superiore ai sei mesi. l Normale sviluppo di linguaggio prima della perdita. l Anomalie parossistiche all’EEG di uno o entrambi i lobi temporali che si manifestano in un arco di tempo che si estende dai due anni precedenti ai due anni seguenti l’iniziale perdita di linguaggio. l L’udito è nei limiti di norma, conservato il cognitivo non verbale. l Esordio tra i 4 e i 7 anni. Si ipotizza sia dovuta ad una mutazione a carico del gene GRIN2A (16p13.2) Paralisi Cerebrali Infantili (PCI) Sono alterazioni gravi e permanenti della funzione motoria. l Possono essere associate a disturbi del linguaggio, secondari ad associate a lesioni delle aree del linguaggio e/o ad interessamento dei muscoli che intervengono nell’emissione e nell’articolazione dei suoni. PCI: disturbo dell’articolazione dell’eloquio l E’ compromessa l’articolazione del suono. Il problema è prevalentemente motorio. l E’ secondario non è primitivo. Va in diagnosi differenziale con il disturbo fonologico. l Il bambino disartrico può avere una paralisi cerebrale o un danno cerebellare. l La frase può essere discretamente strutturata o addirittura corretta sul versante lessicale, morfo- sintattico e pragmatico, ma i suoni non vengono correttamente articolati per un problema motorio, per cui il messaggio può risultare difficilmente comprensibile. Deficit uditivi ( Soglia fino a 40 dB) l L’entità del danno linguistico dipende dall’età di insorgenza e dal grado di difetto uditivo. l Soglia fino a 40 dB, è compatibile con l’acquisizione del linguaggio. Per un deficit uditivo da 40 ad 80 dB serve un’amplificazione. Oltre 80 dB è un’ipoacusia profonda (impianto cocleare). l I bambini sordi alla nascita possono apprendere il linguaggio dei segni, oppure con la protesizzazione e l’intervento logopedico il linguaggio verbale. l Esami: Acuscreen, ABR, esame audiometrico, esame impedenziometrico. l Terapie: protesi; impianto cocleare, logopedia. Disabilità intellettiva Spesso nelle sindromi: X-Fragile, Down e Williams. l Compromissione correlata all’entità della disabilità intellettiva:
✓ Valutazione clinica ✓ Diagnosi Psicometrica: test standardizzati ✓ Diagnosi del livello adattivo Diagnosi (ambito concettuale-sociale-pratico) ✓ Disabilità lieve IQ=50-69 : prima osservazione difficoltà nell’apprendimento. Leggono e scrivono più tardi. Necessitano di un sostegno nell’adattamento scolastico e sociale. Possono conseguire un’autonomia sociale e lavorativa per un minimo autosostentamento, ma necessiteranno di supporto. ✓ Disabilità moderata IQ=40-54 : per tutto lo sviluppo le abilità concettuali sono inferiori. Apprendimento scolastico, comprensione e uso del linguaggio lenti. Presentano discrete capacità comunicative e con supervisione possono provvedere alla cura della propria persona e allo svolgimento di lavori semplici. Hanno relativa autonomia nei luoghi familiari e possono discretamente adattarsi alla vita nel contesto sociale, imparando magari a spostarsi senza aiuto impiegando mezzi pubblici. Diagnosi (ambito concettuale-sociale-pratico) ✓ Disabilità grave IQ=25-39 : per tutto lo sviluppo le abilità concettuali sono nettamente inferiori. I livelli del linguaggio sono minimi o assenti, per lo più presenta l’olofrase ma possono imparare a parlare e acquisire un linguaggio minimo per i bisogni primari. Se opportunamente supportato, l’individuo può acquisire minime competenze ed autonomie. L’individuo richiede continuo sostegno. ✓ Disabilità estrema (profonda) IQ=0-24 : per tutto lo sviluppo le abilità concettuali si riferiscono al mondo fisico piuttosto che ai concetti simbolici. Linguaggio assente o marcatamente compromesso. Non è in grado di svolgere le principali funzioni della vita quotidiana. Sostegno continuo in tutti gli ambiti IQ con 2 ds sotto la media sella popolazione media =100<70 disabilità intellettiva FUNZIONAMENTO ADATTIVO riguarda l’efficacia con la quale i soggetti fanno fronte alle esigenze della vita e all’autonomia personale riguardo la fascia di età, contesto socio-culturale ed ambientale. L’adattamento è suscettibile a miglioramenti a differenza del Q.I. Diagnosi (ambito concettuale-sociale-pratico ritardo globale dello sviluppo inferiore ai 5 anni. Diagnosticata quando non raggiunge le tappe attese dello sviluppo, si applica se incapaci di sottoporsi a valutazioni sistematiche RITARDO GLOBALE DELLO SVILUPPO Diagnosi somministrata entro i 5 anni, quando le altre valutazioni sistematiche del funzionamento intellettivo non possono essere somministrate, in bambini che non raggiungono le tappe di sviluppo attese in vare aree. ZONA DI SVILUPPO PROSSIMALE: è la distanza tra lo sviluppo attuale e quello potenziale che può essere raggiunto con l’aiuto di altre persone con un livello competenza maggiore. DISTURBI ESTRINSECHI ASSOCIATI ALLA D.I.: Disturbi dell’umore, d’ansia, della condotta, psicotici e della personalità PROFILO NEUROPSICOLOGICO (Le scale non vanno mai usate come unico strumento di valutazione)
predisporre STRATEGIE DI COMPENSAZIONE come un quaderno con tutte le informazioni difficili da ricordare. Difficoltà abilità motorie specifiche come la scrittura manuale che va ridotta dall’uso pc o dei fogli di lavoro da riempire con singole parole. Inoltre hanno problemi di generalizzazione nel trasferire quanto appreso in altri contesti, autoorganizzazione (strategie date da sequenza di stimoli visivi per organizzarsi o affiancamento compagno: Caa e pear to pear) e basso tempo di processazione che richiede più tempo per rispondere a una domanda. ➔ Utilizzare una delle strategie può migliorare l’apprendimento e la sicurezza che ne deriva migliora non solo il divertimento e la sicurezza ma ha anche un effetto positivo su altri aspetti della vita del bambino
Fattori di rischio principali: → Prenatale: malformazioni cerebrali, vascolari, infezioni materne, patologie metaboliche, tossine, sindromi, pre- eclampsia in neonati a termine, emorragia pre-parto, gravidanze multiple, morte in utero in parto gemellare. → Perinatale: nascita prematura, basso peso alla nascita, ipossia intraparto, ipoglicemia, infezione, basso peso placentare, basso IA, emorragia, parto traumatico, disproporzione cefalopelvica, corioamnioite, TC d’emergenza. → Postnatale: infezione (meningite, setticemia…), lesione traumatica cerebrale, ipossia prolungata, stroke, convulsioni, sepsi, malattia respiratoria, decorso complicato nel neonato pretermine Problemi associati: 1 su 4 non è in grado di deambulare, ,1 su 4 non è in grado di parlare, ,3 su 4 prova dolore, 1 su 4 soffre di epilessia , ,1 su 4 ha un problema del comportamento, 1 su 2 ha una disabilità intellettiva, 1 su 10 ha un problema visivo grave, ,1 su 4 soffre di incontinenza e di stipsi, 1 su 5 soffre di un disturbo del sonno, 1 su 5 soffre di scialorrea (perdita di saliva) o di disfagia (problemi a deglutire perché il cibo può andare nelle vie aeree) o di reflusso gastrico. Non esiste un unico trattamento riabilitativo: Il progetto riabilitativo: è adattato ai bisogni, ai problemi alle risorse del singolo bambino e della famiglia e sottoposto a costante verifica per testarne l'efficacia e l'efficienza; Deve tenere conto della multidimensionalità del disturbo con percorsi di presa in carico multiprofessionale e con obiettivi riabilitativi chiari. Il trattamento deve essere: Tempestivo- Intensivo- Continuativo- Family centered-INTEGRATO CON LA SCUOLA
ADHD : disturbi neurosviluppo I sintomi non sono causati da deficit cognitivo ma da difficoltà oggettive di autocontrollo e capacità di pianificazione Per DSM-4 3 tipi di ADHD -inattentivo -Iperattivo/impulsivo
SCUOLA ELEMENTARE (6-12 anni)
PIANIFICAZIONE : i compiti di pianificazione richiedono al soggetto di prevedere obiettivi e necessitano l’attivazione della memoria di lavoro TEST con Esempi di compiti : TORRE DI LONDRA : torri con biglie colorate. va creato la figura spostando le biglie con un certo numero di mosse TORRE DI HANOI ZOO MAP PIANIFICAZIONE QUOTIDIANA FLESSIBILITà COGNITIVA : processi cognitivi che permettono di cambiare schema comportamentale con feedback ricevuto TEST X CONTROLLO PERSEVERAZIONI
- WCST (wisconsin card sorting test) : accoppiare le carte per immagini , colori e numeri - TCM (test delle campanelle modificato ): individuare il numero ci campanelle in mezzo a tanti disgni Non esistono test diagnostici specifici per ADHD I i test neuropsicologici o i questionari per genitori insegnanti, le scale di valutazioni sono utili solo per misurare la severità del disturbo
epilettiche spontanee (non provocate) si ripetono nello stesso soggetto La definizione di Epilessia richiede la comparsa di almeno una crisi epilettica. PREVALENZA è abbastanza omogenea nelle diverse parti del mondo è pari a 5-10 casi per 1.000 abitanti INCIDENZA è massima in età evolutiva (1,2 per mille nel 1° anno di vita) e nell'anziano (oltre i 75 anni). Il 5% della popolazione può presentare una crisi epilettica isolata nel corso della vita esistono epilessie farmacodipendenti, farmacoresistenti, progressive, sequele neurologiche e comportamentali a lungo termine Una crisi epilettica è dovuta ad un’improvvisa eccessiva e incontrollata scarica elettrica di cellule nervose che coinvolge tutto o una parte del cervello: CRISI FOCALE sc. Parte limitata del cervello CRISI GENERALIZZATA in tutto il cervello CLASSIFICAZIONE DELLE CRISI Crisi generalizzate Crisi tonico-cloniche Fase tonica : Improvvisa perdita di coscienza Emissione di un grido Deviazione occhi verso l’alto Caduta a terra Irrigidimento corporeo Tachicardia Ipersalivazione Perdita di urina Fase clonica Brevi rilassamenti della muscolatura, con movimenti ritmici degli arti, del corpo e del tronco. Al termine della crisi il paziente riacquista coscienza. Può rimanere in stato confusionale anche per alcune ore. Crisi focali
deviazione della testa e degli occhi. Crisi prolungate anche 20 minuti u 70% in sonno • Remissione in adolescenza – 9 aa nei maschi Epilessia occipitale dell’infanzia con sintomi visivi Crisi focali con sintomi visivi - Fenomeni visivi elementari - Cerchi multicolorati - Coscienza ± conservata - Deviazione della testa e degli occhi. Crisi in veglia Epilessia fotosensibile del lobo occipitale Crisi visive focali Trigger: stimolo fotico Versione consapevole del capo verso lo stimolo fotico prima della perdita di coscienza. Epilessia con Mioclonie Palpebrali Crisi: mioclonie palpebrali EEG: la chiusura degli occhi e la stimolazione luminosa intermittente determina la comparsa di punte o polipunte onda rapide generalizzate (3-6 Hz) della durata di 6-7 sec clinicamente associate a mioclonie palpebrali. Crisi: non comparsa di mioclonie palpebrali dopo esposizione a luce intermittente durante la lenta chiusura degli occhi. Mioclonie agli arti. crisi focali anomalie focali Decorso: progressivo declino cognitivo. Epilessia con Assenze Miocloniche Crisi: assenze miocloniche come tipo predominante EEG: PO a 3 Hz time-locked con lo scatto mioclonico Cognitivo: disabilità moderata o grave Neurologico: segni neurologici focali Crisi: crisi focali, atoniche o mioclono atoniche o crisi toniche EEG: lento focale; persistenti anomalie focali; po lente generalizzate ad esordio dopo i 12 aa MRI: lesione Decorso: declino cognitivo Encefalopatie epilettiche e/o dello sviluppo con punte onda attivate dal sonno EEG: Punte onda lente (1.5-2Hz) durante il sonno N-REM e marcatamente attivate dal sonno. Sviluppo cognitivo all’esordio: regressione motoria, comportamentale e cognitiva temporalmente correlata con la comparsa delle punte onda Prognosi a lungo termine: remissione delle Punte onda in adolescenza, sebbene l’EEG resti alterato Crisi: crisi toniche durante il Crisi: crisi a tipo spasmi Età d’esordio: 12aa Epilessia con crisi Mioclono-Atoniche Esordio tra i 2 e i 7 aa Crisi Mioclono-atoniche Spesso stormy onset (inizio burrascoso) Scosse miocloniche rapide che interessano i muscoli prossimali, spesso associate a vocalizzazioni, seguite da breve componente atonica Crisi Miocloniche, assenze, GTC, stato di male non convulsivo Epilessia con crisi Mioclono-Atoniche Crisi: crisi toniche nei primi 12 mesi dall’esordio EEG: attività rapida generalizzata in sonno. Sviluppo all’esordio: disabilità intellettiva da moderata a severa che precede l’esordio delle crisi Esame neurologico: segni neurologici focali Crisi: spasmi epilettici o spasmi infantili prima della diagnosi. Sindrome di Lennox Gastaut 1-2% epilessia Esordio a 3-7 aa fino a 18 aa. 20% evolve dagli Spasmi Infantili – Multipli tipo di crisi Problemi di tipo cognitivo- comportamentale e crisi toniche Rallentamento nello sviluppo e regressione.
Epilessia Ipermotoria sonno-relata (SHE ) Crisi: brevi crisi focali motorie con caratteristiche ipercinetiche o posture tonico/distonico asimmetriche Avvengono soprattutto in sonno Crisi: crisi soprattutto in veglia Cognitivo all’esordio: disabilità da moderata a severa Neurologico: segni focali Crisi: SOLTANTO in veglia; crisi ad esordio generalizzato Epilessia Temporale Mesiale con Sclerosi dell’ippocampo Crisi: crisi focali con parziale perdita del contatto; fase iniziale della crisi con semiologia che coinvolge il network del lobo temporale mesiale MRI: sclerosi dell’ippocampo Crisi: semeiologia iniziale delle crisi extra temporale-mesiale Crisi: crisi generalizzate all’esordio EEG: crisi con esordio generalizzato o con esordio extra temporale Sindrome di Rasmussen Crisi: crisi focali (crisi motorie) che incrementano in frequenza e intensità progressiva atrofia emisferica) Decorso: farmacoresistente e deterioramento neurologico ( emiparesi) Crisi: crisi generalizzate Neurologico: emiparesi all’esordio Cause metaboliche o autoimmuni Crisi: esordio focale indipendente in entrambi gli emisferi Crisi: crisi miocloniche .Età d’esordio: 2-50 anni Sviluppo: normale all’esordio Corso della malattia: peggioramento progressivo del mioclono, crisi miocloniche e generalizzate tonico-cloniche.. Età d’esordio >20 anni Epilessie Miocloniche Progressive Crisi: crisi miocloniche EEG: Punte genralizzare e polipunte onda Età d’esordio: 2- 50 anni Sviluppo: normale all’esordio Corso della malattia: peggioramento progressivo del mioclono, crisi miocloniche e generalizzate tonico-cloniche Età d’esordio >20 anni Epilessie Miocloniche Progressive: CLN2 Età d’esordio:2-3 anni, inizialmente sani; poi ritardo nel linguaggio, convulsioni febbrili e afebbrili , crisi miocloniche Deficit cognitivo e disturbi visivi fino alla cecità. Decesso tra i 10 e i 15 anni Epilessie Generalizzate Idiopatiche Eredità complessa: fattori poligenici e ambientali • Esordio correlato all'età, • Caratteristiche cliniche ed elettrografiche, e una presunta eziologia genetica. • Farmacosensibili • Remissione spontanea in una fascia di età prevedibile • Funzionamento cognitivo nella norma, sebbene siano presenti difficoltà cognitive e comportamentali. Nelle Epilessie generalizzate Idiopatiche NON sono presenti: Crisi toniche, atoniche ,mioclono-atoniche, focali e spasmi. Interessano il 15-20% delle persone con epilessia. Comorbidità con AHD, dist comportamento, dist apprendimento e talvolta del movimento. Epilessia con Assenze dell’Infanzia 18% dell’epilessia in età scolare Crisi a tipo assenze caratterizzate da arresto del contatto e da punte onda generalizzate a 3Hz con attività di fondo normale. Frequenza pluriquotidiana Stimolate dall’iperventilazione Lo sviluppo cognitivo è tipicamente nella norma Comorbidità: ADHD, anche ansia e depressione
e tranquilla per consentire, al termine della crisi, di orientarsi il più rapidamente possibile nell’ambiente Non cercare di trattenerlo ( lo stato confusionale che può seguire la crisi lo spingerebbe istintivamente a divincolarsi e scalciare) , ma dargli spazio sufficiente. CRISI TONICO CLONICHE GENERALIZZATE In questo caso è opportuno attuare i seguenti accorgimenti: 1. Mantenere la calma e rassicurare le persone che assistono alla crisi 2. Non trattenere il paziente che sta manifestando la crisi e non cercare di limitarne i movimenti 3. Evitare che si crei affollamento intorno 4. Cronometrare la durata della crisi Liberare il collo da eventuali indumenti che costringendo, possono ostacolare la respirazione Porre qualcosa di liscio e morbido ( giacca ripiegata) sotto il capo per evitare che si ferisca a causa dei movimenti bruschi provocati dalle crisi Ruotare delicatamente il paziente su un fianco per tenere libere le vie respiratorie Non cercare di aprirgli la bocca con oggetti rigidi o con le dita: i muscoli coinvolti svolgono un’ azione particolarmente potente e, tentando di forzarli, possono provocargli lesioni dentali o delle articolazione mandibolare, mentre anche il soccorritore potrebbe ferirsi Non tentare la respirazione artificiale, tranne nell’improbabile caso in cui il paziente non respiri al termine della crisi( le alterazioni respiratori causate dalle crisi si risolvono spontaneamente senza bisogno di intervento) Rimanergli accanto fino alla naturale conclusione della crisi Assumere un atteggiamento amichevole e rassicurante non appena riprende conoscenza A seconda dei casi valutare se chiamare 118
-Compromissioni nell’ambito scolastico:si devono confrontare giornalmente in attività che richiedono per loro grande sforzo e fatica. Interferenza anche con attività della vita quotidiana -Le difficoltà di apprendimento iniziano durante gli anno scolastici ma possono non manifestarsi pienamente fino a che la richiesta rispetto a queste capacità scolastiche colpite supera le limitate capacità dell’individuo -Le difficoltà di apprendimento non sono meglio giustificate da disabilità intellettive, acuità visiva o uditiva alterata, altri disturbi mentali o neurologici, avversità psicosociali, mancata conoscenza della lingua dell’istruzione scolastica o istruzione scolastica inadeguata - compromissioni dominio specifico ma anche dominio generali
È IMPORTANTE PERCHÉ: - da una spiegazione ai fenomeni presentati dal bambino -prevedere lo svolgimento futuro del disturbo -cercare di modificare il decorso patologico COSA CONSIDERARE: -Persistenza -Resistenza alla stimolazione didattica -Compresenza di indici clinici -Conseguenze adattive -Fattori di esclusione -Familiarità QUANDO FARE LA DIAGNOSI? Fine 2° elementare per dislessia, disortografia, disgafia Fine 3° elementare per discalculia Disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche disturbo specifico della lettura disturbo specifico della compitazione disturbo specifico delle abilità aritmetiche disturbi misti delle abilità scolastiche disturbi evolutivi delle abilità scolastiche non specificati Dislessia evolutiva : Tra i disturbi dell’apprendimento la dislessia è di gran lunga la più nota e la più frequente. E’ un disturbo dei processi di decodifica dei segni scritti che ostacola l’acquisizione della lettura fluente è presente quando l’automatizzazione della lettura non si sviluppa o si sviluppa in maniera molto incompleta o con grandi difficoltà Fattori predittivi: - presenza di disturbi del linguaggio - familiarità positiva per DSA lettura caratterizzata da: - omissioni - distorsioni di parole o parti di parole “ Automatizzazione ” “…è la stabilizzazione di un processo automatico caratterizzato da un alto grado di velocità e di accuratezza. E’ realizzato inconsciamente richiede minimo impegno attentivo…” -anticipazioni -lunghe esitazioni - perdita della posizione nel testo la lettura del bambino dislessico è lenta, imprecisa e scorretta talvolta è presente difficoltà di comprensione del testo scritto DISLESSIA : Disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell‘ imparare a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura.: FLUENZA (RAPIDITA’) , CORRETTEZZA DIAGNOSI Prova di lettura di brano Prova di lettura di parole e non parole (Prove MT-3-Clinica Cornoldi e Carretti, 2016 – Giunti EDU) SCRITTURA: 5 componenti (modello Tressoldi e Vio): • discriminazione fonemica • Analisi o segmentazione fonemica
Impulsività, difficoltà a rispettare le regole • Difficoltà ad iniziare le attività • Lentezza • Distraibilità, difficoltà a portare a termine i compiti in modo completo • Difficoltà a mantenere l’attenzione su più compiti contemporaneamente CORSO EVOLUTIVO DSA Scuola d’infanzia : rischio DSA -Mancanza di interesse per giochi con suoni linguistici (ad esempio, ripetizione, rima) - Uso di linguaggio infantile -Pronunciare erroneamente le parole -Difficoltà a ricordare i nomi di lettere, numeri o giorni della settimana -Mancato riconoscimento delle lettere nei propri nomi -Difficoltà nel riconoscimento e scrittura delle lettere, nella suddivisione in sillabe, nel collegamento delle lettere al suono corrispondent Da indagare nella fase prescolare (ultimo anno di scuola dell’infanzia) DSA 1) fa fatica a comprendere messaggi e istruzioni dati a voce 2) ha difficoltà a esprimersi in modo chiaro nel racconto di un episodio a cui ha partecipato o assistito 3) ha difficoltà a farsi capire dalle persone estranee 4) ha difficoltà a impugnare pennarelli e matite 5) presenta una evidente goffaggine motoria ed un uso maldestro della presa manuale 6) ha difficoltà a percepire e ripetere esattamente parole nuove subito dopo averle sentite 7) ha difficoltà a comprendere a che quantità corrispondono i numeri da 1 a 4; a contare fino a 5; a riconoscere tra due insiemi di oggetti (massimo 5 elementi) quale ne contiene di più e quale di meno Scuola primaria Primi anni marcate difficoltà nell’apprendimento della corrispondenza lettera-suono lettura ad alta voce lenta, imprecisa e stentata, scrittura scorretta Ultimi anni Pronuncia e scrittura in modo scorretto o salto di parti di parole lunghe, multisillabiche e confusione tra loro parole con suoni simili scarsa comprensione, difficoltà di espressione scritta cosa osservare? • Linguaggio (produzione e comprensione) • Apprendimento sequenze legate • Lentezza esecutiva in generale • Affaticabilità • Facile distraibilità • Non autonomia nello svolgimento dei compiti • Tempi dilatati per apprendere nuovi contenuti Scuola secondaria di I e II grado lettura rimane lenta e faticosa, scrittura con errori difficoltà nella comprensione del testo e nell’espressione scritta difficoltà nella gestione dello studio Adulti con DSA Difficoltà nel prendere appunti Leggere notevole quantità di testi spesso a carattere scientifico Organizzare individualmente l’attività di studio cosa osservare? • Lentezza esecutiva in generale (velocità nell’elaborare le nuove informazioni) • Difficoltà organizzative • Affaticabilità • Facile distraibilità • Tempi dilatati per apprendere nuovi contenuti Funzioni esecutive • Dei processi cognitivi generalmente indicati come componenti delle funzioni esecutive (inibizione, pianificazione, flessibilità cognitiva, monitoraggio), sono indagati la flessibilità, in misure minore, l’inibizione e la pianificazione. • I risultati che emergono dalla letteratura, suggeriscono nella maggior parte dei casi prestazioni inferiori a carico della flessibilità cognitiva in soggetti con DSA rispetto ai gruppi di controllo.
DISPRASSIA La Disprassia è una condizione medica con significative ripercussioni in ambito scolastico descritta comel'incapacità o la ridotta capacità di pianificare e organizzare delle azioni intenzionali, finalizzate al raggiungimento di uno scopo specifico; un deficit dei movimenti volontari caratterizzato dall'assenza di altri deficit cognitivi e sensoriali evidenti. Sebbene gli studenti disprassici vengano generalmente identificati durante gli anni della scuola primaria, alcuni possono sfuggire all'osservazione, fino all'ingresso nella scuola secondaria. Se la Disprassia non viene riconosciuta fino all'ingresso nella scuola media, il disagio e le ripercussioni sull'autostima potranno essere tali da generare difficoltà comportamentali evidenti. COSA È POSSIBILE OSSERVARE IN CLASSE
1. Le lezioni di ginnastica sono spesso problematiche →si riscontrano difficoltà con attività che implicano la corsa, il saltare, il lanciare o afferrare una palla, nell'usare attrezzature ginniche, nei giochi di squadra, nel comprendere e ricordare regole e istruzioni. Facile stancabilità. Difficoltà nel cambiarsi per le lezioni di ginnastica (lentezza nel vestirsi/svestirsi, soprattutto nell'allacciarsi le scarpe, nell'uso dei bottoni, tendenza a perdere indumenti). Inciampa e cade spesso. Scarsa tolleranza allo sforzo: si stanca facilmente e può aver bisogno di periodi più lunghi di riposo e di sonno.
Condizioni patologiche caratterizzate da sintomi e segni attribuibili ad alterazioni biochimiche, elettrofisiologiche e anatomo-patologiche dei costituenti dell’unità motoria Sono coinvolti, a seconda delle patologie, i diversi segmenti dell’unità motoria: il muscolo , la giunzione neuromuscolare, il nervo periferico, il corpo cellulare del motoneurone spinale. SINTOMI L’ipostenia (riduzione della forza muscolare) si manifesta con :