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Lingue della Devozione: Infiorate, Edicole Votive e Riti Vesuviani, Appunti di Antropologia

Questo volume analizza il patrimonio culturale relativo alla sfera devozionale, concentrandosi sui rituali e le tradizioni legate alla religione. il caso degli infiorati, delle edicole votive e dei riti vesuviani, mostrando come queste pratiche comunitarie contribuiscono a rafforzare il senso di appartenenza e valorizzare la località. Il libro include anche la tecnica fotografica e audiovisiva per la conservazione nel tempo di questi linguaggi e pratiche.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 20/05/2022

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LINGUAGGI DELLA DEVOZIONE (2015)
INTRODUZIONE
Questo volume si pone come scopo l’analisi del PATRIMONIO CULTURALE, concentrandosi sulla SFERA
DEVOZIONALE quindi a cosa un individuo è devoto ed in questo caso la religione.
È importante notare come dei RITUALI DEVOZIONALI costituiscono momenti di rafforzamento del senso
comunitario e valorizzazione della località.
Con l’analisi di diversi casi si studiano i linguaggi, le modalità di trasmissione e di espressione del sacro.
Inoltre è necessario dire che sono molto importanti la tecnica fotografica e audiovisuale per la fissazione
nel tempo dei linguaggi e della varie pratiche.
1°INFIORATE
Una cascata di fiori: Comunicare infiorando
Questo saggio si basa sulla festa del CORPUS DOMINI istituita da papa Urbano IV nel 1262, in ricordo del
miracolo eucaristico avvenuto a Bolsena.
In questo evento fuoriuscì del sangue dal corpo dell’ostia una volta spezzata da un sacerdote polacco.
Questa festività è collegata alle manifestazioni delle INFIORATE in Italia e da qui sono nati Musei in tutta la
nazione e Siti dedicati a questa festività.
L’arte dell’INFIORARE è una pratica localizzata e collettiva, però Toschi ci fa notare una dimensione molto
diffusa di tali pratiche in uso anche in nazioni straniere.
L’infiorare acquisisce dunque una DIMENSIONE GOBALE che consente alle comunità e ai singoli di costruire
relazioni, comunicare saperi ecc…
Le infiorate sono considerate delle vere e proprie occasioni di FESTA.
È a questo proposito che Feata classifica la festa come un evento che contribuisce a costruire una località o
a organizzare relazioni.
La realizzazione di un tappeto floreale crea valore identitario e comunitario e suscita orgoglio nel realizzare
un prodotto ammirato da visitatori e pubblicizzato oltre i confini locali.
Qui si incrociano ARTE, CREATIVITA’, ESTETICA, STORIA, RITUALITA’ E TURISMO.
Si crea dunque un’IDENTITA’ INDIVIDUALE MA ANCHE COLLETTIVA.
Questi eventi non prevedono gare con vincitori o compensi per partecipare, richiedono solo un piccolo
contributo per le spese di realizzazione sostenuto dagli amministratori comunali.
Nonostante le infiorate costituiscano uno strumento di richiamo TURISTICO, nel piccolo comune di
Pisoniano (in provincia di Roma) non emerge la valorizzazione turistica.
Qui infatti la realizzazione è affidata gli abitanti e ai loro familiari non residenti che giungono in paese in
occasione della festa del Corpus Domini.
Dunque il Corpus Domini assume la caratteristica di un FATTO SOCIALE TOTALE che coinvolge generazioni
diverse e condiziona gli aspetti della vita sociale e politica della comunità.
A questo proposito c’è una formazione propedeutica nelle scuole elementari con lo scopo di garantire la
trasmissione della tradizione locale e a favorire un confronto tra generazioni.
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Scarica Lingue della Devozione: Infiorate, Edicole Votive e Riti Vesuviani e più Appunti in PDF di Antropologia solo su Docsity!

LINGUAGGI DELLA DEVOZIONE (2015)

INTRODUZIONE

Questo volume si pone come scopo l’analisi del PATRIMONIO CULTURALE, concentrandosi sulla SFERA DEVOZIONALE quindi a cosa un individuo è devoto ed in questo caso la religione.

È importante notare come dei RITUALI DEVOZIONALI costituiscono momenti di rafforzamento del senso comunitario e valorizzazione della località.

Con l’analisi di diversi casi si studiano i linguaggi, le modalità di trasmissione e di espressione del sacro.

Inoltre è necessario dire che sono molto importanti la tecnica fotografica e audiovisuale per la fissazione nel tempo dei linguaggi e della varie pratiche.

1°INFIORATE

Una cascata di fiori: Comunicare infiorando

Questo saggio si basa sulla festa del CORPUS DOMINI istituita da papa Urbano IV nel 1262, in ricordo del miracolo eucaristico avvenuto a Bolsena. In questo evento fuoriuscì del sangue dal corpo dell’ostia una volta spezzata da un sacerdote polacco. Questa festività è collegata alle manifestazioni delle INFIORATE in Italia e da qui sono nati Musei in tutta la nazione e Siti dedicati a questa festività.

L’arte dell’INFIORARE è una pratica localizzata e collettiva, però Toschi ci fa notare una dimensione molto diffusa di tali pratiche in uso anche in nazioni straniere. L’infiorare acquisisce dunque una DIMENSIONE GOBALE che consente alle comunità e ai singoli di costruire relazioni, comunicare saperi ecc…

Le infiorate sono considerate delle vere e proprie occasioni di FESTA. È a questo proposito che Feata classifica la festa come un evento che contribuisce a costruire una località o a organizzare relazioni.

La realizzazione di un tappeto floreale crea valore identitario e comunitario e suscita orgoglio nel realizzare un prodotto ammirato da visitatori e pubblicizzato oltre i confini locali. Qui si incrociano ARTE, CREATIVITA’, ESTETICA, STORIA, RITUALITA’ E TURISMO. Si crea dunque un’IDENTITA’ INDIVIDUALE MA ANCHE COLLETTIVA.

Questi eventi non prevedono gare con vincitori o compensi per partecipare, richiedono solo un piccolo contributo per le spese di realizzazione sostenuto dagli amministratori comunali.

Nonostante le infiorate costituiscano uno strumento di richiamo TURISTICO, nel piccolo comune di Pisoniano (in provincia di Roma) non emerge la valorizzazione turistica. Qui infatti la realizzazione è affidata gli abitanti e ai loro familiari non residenti che giungono in paese in occasione della festa del Corpus Domini.

Dunque il Corpus Domini assume la caratteristica di un FATTO SOCIALE TOTALE che coinvolge generazioni diverse e condiziona gli aspetti della vita sociale e politica della comunità. A questo proposito c’è una formazione propedeutica nelle scuole elementari con lo scopo di garantire la trasmissione della tradizione locale e a favorire un confronto tra generazioni.

I GIOVANI, in merito alla giovane età e alla grande creatività e fantasia, hanno un ruolo importante per la pratica di soluzioni pratiche, efficaci ed economiche in quanto ci sono spese limitate.

I FIORI hanno valenze simboliche e sono un elemento di relazione tra sfera sacra e gli uomini. È a questo proposito che il tema della “morte-rinascita” di tali elementi solennizza la chiusura di n ciclo annuale e l’apertura di un nuovo anno con una nuova stagione. Secondo Toschi questi mirano alla distruzione di tutti i mali.

I COLORI sono molto importanti perché forniscono un valore aggiuntivo accentuando un messaggio. A questo proposito Pastoureau dice che il colore è importante in quanto costituisce “l’arte della memoria” che varia e si trasforma nel tempo.

Il rosso, giallo, azzurro, bianco, nero costituiscono i colori più utilizzati nelle infiorate e sono considerati i COLORI PRIMARI. A questi poi ne sono associati altri 5 comprimari.

2°EDICOLE

Puzzle votivi sul territorio campano: le edicole in ceramica

Nel saggio è descritto il patrimonio delle EDICOLE VOTIVE MAICOLATE presente in Campania che si è diffuso del 8° secolo ai giorni nostri. Le EDICOLE VOTIVE sono testimonianze figurative del rapporto con il sacro, sono raffigurati su una o più piastrelle la Vergine e i Santi su cui sono dirette pratiche devozionali. Questo è il risultato visivo di un connubio tra esigenze comunicative, interpretative e saperi diversi.

Le targhe possono essere:

  • TARGHE PLASTIFICATE con raffigurazioni a rilievo
  • TARGHE PIANE con raffigurazioni disegnate e dipinte

Nel 400 le figure religiose erano rappresentate entro la superficie esatta di una piastrella. Nel rispetto di questa tradizione, ad esempio il viso della Vergine doveva rientrare nello spazio di una mattonella.

È attraverso i messaggi visivi che si trasmettono e rinforzano i valori culturali. Le targhe e i pannelli rinviano ad interessi mutevoli, da quelli per i quali le edicole sono state commissionate; a quelli dell’artista; agli abitanti di un quartiere.

Secondo Renato Penna le edicole attirano lo sguardo del viaggiatore a piedi. Provitera e Giliberti affermano che l’edicola rappresenta il momento quotidiano dove la sfera religiosa e sociale rappresentano la dimensione comunitaria. Il momento eccezionale c’è solo quando attraverso l’edicola viene festeggiato il santo. Il culto assume quindi un CARATTERE COLLETTIVO.

Le targhe si trovano nell’area vesuviana e nelle isole di Ischia e Procida. Sono situate maggiormente nei centri storici, alla confluenza di strade e sulle strutture delle abitazioni come ad indicare la devozione di un nucleo familiare. Inoltre molto spesso tracciano un percorso che conduce ad un luogo di culto. E molte hanno il nome del committente e più raramente della ditta o dell’artigiano.

La venerazione di questo santo è diventata importante nella religiosità partenopea in seguito all’eruzione del Vesuvio del 1631; qui egli fu protagonista di una processione nella città con l’esplosione delle sue reliquie nel Duomo. L’ultima eruzione ha avuto luogo nel 1994 durante la Seconda Guerra Mondiale e particolare fu il caso di San Sebastiano al Vesuvio, dove il pericolo era la colata della lava ma al tempo stesso la lentezza della lava ha dato modo agli abitanti di scappare.

L’emozione più frequente durante le eruzioni è quella della PAURA cioè la reazione ad un carico emotivo faticoso da sostenere. L’eruzione corrisponde ad una perdita dello spazio e ad uno stravolgimento del tempo. E la paura è un emozione ambivalente:

  • In presenza di una minaccia fisica imminente genera fuga e messa in sicurezza dei beni materiali
  • La paura però è anche una condizione necessaria per mantenere lo stato di allerta e salvaguardia.

La PROCESSIONE definisce il perimetro dello spazio vitale del gruppo e produce un doppio sguardo:

  • quello del Santo verso il vulcano
  • e quello del vulcano verso il Santo Le 2 unità devono infatti potersi vedere reciprocamente per potersi misurare e confrontare

Nel saggio è presente l’analisi di 3 casi:

  1. FESTA DELLA MADONNA DELLA NEVE A TORRE ANNUNZIATA Questa è stata ritrovata in mare da pescatori il 5 agosto nel 14°secolo. È invocata il 22 ottobre, giorno in cui si ritiene che abbia salvato l’abitato dalla colata del 1822. Il miracolo si è poi ripetuto nel 1872 e 1906. Ogni anno a Torre Annunziata la Madonna è posta in spalla da pescatori in un percorso cittadino che ricalca quello delle emergenze vulcaniche.

Ciò che è emerso da questo caso è che la commemorazione rappresenta una forma di messa in ordine del passato atta a favorire la memoria o trasmetterla. Il rito mette inoltre in scena l’avvenimento anche a beneficio di chi non era presente.

2. FESTA DELLA LAVA A SAN GIORGIO A CREMANO

Questa è una ricorrenza che commemora l’intervento del patrono San Giorgio e della Madonna Immacolata nell’arresto della colata nel 1855 poi ripetutasi in altre occasioni.

In questo secondo caso il rito ravviva la memoria e lega il presente e il passato; inoltre rievoca un evento che segna il passaggio tra un prima e un dopo e lo rende simbolo di una visione del mondo.

3. FESTA DELL’IMMACOLATA DI TORRE DEL GRECO

L’8 dicembre 1861 la città fu scossa da scosse di terremoto accompagnate poi dall’eruzione. Nonostante i danni la città si ritenne salva poiché non vi fu colata lavica e dunque l’8 dicembre fu istituito come festa patronale.

Qui il rito è uno strumento identitario. Il devoto rinnova con la sua partecipazione la sua adesione spirituale e sociale al gruppo e ha comunque la possibilità di restare cosciente rispetto alla continuità della propria vita. Dunque c’è continuità tra passato, presente e futuro.

Molto importante è che i riti mutano nel tempo, questi vengono infatti alterati, reinventati e inventati.

I RITI DI EMERGENZA danno luogo a specifici riti di commemorazione. Questi sono risorse sociali disponibili attraverso le quali è possibile produrre il nostro sguardo e costruire il nostro sapere.

4°SITI E SOCIAL

La devozione in rete: tra siti e Social Network

I SOCIAL assumono un ruolo fondamentale anche nelle comunità religiose e spirituali in rete, poiché basati sul principio della COMUNITA’ INTERATTIVA, con finalità di collegare, unire e favorire la connettività ovunque su ogni mezzo digitale. La gestione online è locale e delinea una localizzazione di una comunità, ma delinea anche un NETWORK cioè una serie di nodi sociali che prescindono dallo spazio ma si fondano su sentimenti di appartenenza intorno ad una credenza religiosa. Dunque L’ATTENZIONE SI SPOSTA DALLO SPAZIO FISICO ALLA RELAZIONE.

Secondo Heid Campbell le organizzazioni religiose non rifiutano le nuove forme di tecnologia ma le sottopongono a una sorta di processo di negoziazione che dipende dalla formazione e dalle credenze condivise. Egli distingue tra:

  • RELIGION ONLINE = cioè i servizi religiosi relativi alle varie organizzazioni e comunità
  • ONLINE RELIGION = cioè il modo in cui i visitatori partecipano in rete alle pratiche religiose

I livelli di indagine da considerare secondo Campbell sono:

  1. Storia e credenze
  2. Credenze di base
  3. Negoziazione
  4. Framing condiviso Ovviamente il ricercatore deve essere in grado di riconoscere i valoro che sono alla base di ogni pratica religiosa.

Se una comunità considera una tecnologia in contrasto con i propri valori e le proprie priorità, essa opera una selezione rispetto alla tecnologia che può accettare o rifiutare. Dagli anni 2000 molte organizzazione avvertirono l’importanza di avere una presenza online.

Un esempio di culto in questo saggio è quello della MADONNA DI ZARO. Il bosco di Zaro si trova in una località di Ischia ed è un luogo di apparizioni religiose. Il luogo è divenuto di preghiera e pellegrinaggio e l’8 e il 26 di ogni mese ci si riunisce per pregare e si aspetta l’apparizione della Madonna alle due veggenti (di nome Angela e Simona) La prima apparizione sarebbe avvenuta ad alcuni bambini ed infatti i BAMBINI sono considerati mediatori di messaggi tra vivi e morti e tra naturale e sovrannaturale.

Nella maggior parte dei casi, le apparizioni e il culto connesso si sono esaurite in breve tempo; ma in altri casi hanno dato luogo a culti divenuti oggetto di pellegrinaggi (come ad esempio Lourdes). Inoltre molto spesso, le apparizioni non coincidono più con il luogo del santuario, ma appartengono a VEGGENTI che godono di questo dono e queste apparizioni avvengono in uno stato di “trance” dei veggenti; questo è prova di autenticità e atto di performance.

Molto importante è che la Digital Religion rappresenta un aspetto vitale della religione nella società contemporanea.