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Linguistica Digitale: Il Ruolo dei Nuovi Media nella Comunicazione, Appunti di Linguistica

appunti linguistica digitale-università degli studi di Bergamo

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 09/06/2021

giadabaroni
giadabaroni 🇮🇹

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Linguistica digitale (92128)
Università degli Studi di Bergamo-Scienze della Comunicazione
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Linguistica digitale (92128)

Università degli Studi di Bergamo-Scienze della Comunicazione

Architettura dell’italiano contemporaneo di Berruto Interesse primario per la linguistica digitale= il canale (variazione diamesica: scritto, orale, mediato) Mediato= sincrono e asincrono

1.2 La variazione diamesica L’insieme dei fenomeni linguistici connessi con la selezione di un determinato mezzo di comunicazione (scritto, parlato, telefonico, radiofonico, telematico etc.)

  • Mioni, 1983 A seconda del mezzo il linguaggio e la sua organizzazione variano Scritto e parlato prototipico= estremi di un continuum Il continuum scritto-parlato All’intersezione tra scritto e parlato (estremi) ci sono varietà intermedie che formano un continuum ininterrotto In una posizione intermedia tra oralità e scrittura piene si collocano una gamma di realizzazioni, di per sé orali, ma alle quali è estranea la caratteristica del parlato spontaneo, proprio delle interazioni verbali faccia a faccia

Domande guida

  1. P.O.V semiologico = l’uso di canali di trasmissione diversi comporta necessariamente costruzione di segni di tipo diversi? significazioni diverse?
  2. P.O.V linguistico = quanto della grammatica dei codici linguistici dipende dall’uso unico e/o prevalente di uno specifico canale?
  3. P.O.V testuale = quanto della struttura di uno testo dipende dall’uso di uno specifico canale? Altrimenti detto, l’uso di canali di trasmissione diversi comporta necessariamente testi strutturati in modi diversi?
  4. P.O.V sociologico = quanto del ruolo sociale e culturale di una forma di comunicazione dipende dal canale e dalla modalità di trasmissione? 1’ espressione di comunicazione umana= visivo-gestualeSegni vocali = inizialmente sussidiari a quelli gestuali, la voce accompagnava i gesti ➔ Informazione ridondante Multicanalità = sistema di modellizzazione primario della comunicazione umana ➔ La multicanalità (sia quando è associata all’uso di altri codici sia quando prevede la trasmissione dello stesso codice su più canali) ha una ragione di tipo informativo: permette una minore perdita di informazione La capacità simbolica non è legata all’uso di uno specifico canale Gli esseri umani, sia nello sviluppo filogenetico sia ontogenetico, sanno naturalmente produrre e interpretare significati attraverso materialità diverse senza insegnamento formale L’evoluzione semiologica non potrebbe essere compresa senza prendere in considerazione come la specie ha (ri)funzionalizzato alla trasmissione di significati (a) il proprio corpo e (b) l’ambiente circostante Deacon (1997) Il linguaggio umano può essere descritto come “a new machine made out of old parts” Bates (1976)

Il linguaggio umano è permeato di materialità biologica e culturale : sistema complesso adattativo che si modella in rapporto ai bisogni degli utenti ➔ È in grado di cambiare in seguito all’esperienza e di funzionare in contesti diversi, anche impervi, come può essere l’uso dei nuovi canali di trasmissione Durante tutta l’evoluzione semiologica della specie la comunicazione umana ha saputo adattarsi a diversi tipi di canale e all’interazione tra più canali contemporaneamente ➔ La multicanalità non è quindi un’invenzione del XX e XXI secolo, ma fa parte del patrimonio semiologico della specie Non tutta l’oralità è multicanale, ma la monocanalità resta comunque un’eccezione Monocanalità = sembra il frutto di innovazioni tecnologiche che riducono la ridondanza e l’impiego di energia per la comunicazione, concentrando tutta la carica di informazione su un unico canale massimizzandone l’efficienza “[...] la scrittura non nasce (e non ne ha la funzione tuttora) come una tecnica per rappresentare meramente una lingua nella sua forma fonica, ma, al contrario, come un codice comunicativo per superare i limiti del linguaggio nello spazio e nel tempo [...]” (Valeri 2001: 208) Qualsiasi comunicazione avviene sempre in un contesto extralinguistico che gli utenti interpretano in modo da trarne significato, più o meno consapevolmente

  • Quali sono le conseguenze sul piano linguistico di questi dati semiologici di partenza?
  • Quanto della forma delle lingue storico-naturali dipende dall’uso del canale utilizzato?
  • In che modo l’uso di canali di trasmissione incide o può incidere sulla grammatica delle lingue? Canali diversi = diversità di modalità enunciative alle quali gli utenti reagiscono adattando le strutture più compatibili/congeniali

I testi prodotti attraverso i due canali sono associati a modalità di comunicazione diverse ➔ La conseguenza più evidente si ha nella struttura dei testi prodotti

  1. La continuità del processo di produzione e ricezione del parlato produce testi discontinui → costruzione del senso anche sul piano verbale, attraverso i fenomeni di disfluenza (esitazioni, cambi di progetto ecc.), l’uso di porzioni verbali brevi, adeguate alla produzione on line che non può fare affidamento ad una memoria esterna
  2. Il processo discontinuo o di redazione del testo è normalmente del tutto privato e permette di presentare al nostro destinatario un testo continuo privo di disfluenze e incertezze che non presenta, quindi, nessun segno della discontinuità I correlati linguistici Non esiste una relazione automatica e deterministica tra canale, modalità di comunicazione e prodotto linguistico Meglio “costanti” del parlato e/o dello scritto per indicare le proprietà che contraddistinguono le strutture linguistiche delle due modalità e che rispondono a esigenze di compatibilità con il canale e la modalità di trasmissione

La storia semiologica dell’uomo non si esaurisce in un unico percorso che dal parlato porta allo scritto ➔ caratterizzata da molteplici forme e risorse semiotiche multicanale e multimodali Rappresentazione più realistica= deve quindi arricchirsi tenendo conto anche di altre modalità I due criteri presi in considerazione (dis/continuità di produzione/ricezione e del testo) ci permettono di inserire altre modalità di comunicazione che non sono né scritte né parlate e che troviamo insoddisfacente associare all’uno o all’altro Orletti ( 2004 ); Pistolesi ( 2004 ); Crystal ( 2011 ); Tavosanis (2011)

Le descrizioni si sono concentrate sulle:

  1. tachigrafie (dal greco ταχύ «celere, rapido» + γραφή «grafia»)
  2. sugli espedienti di simulazione del parlato
  3. sulla deissi e sul lessico Due categorie di studio consolidate:
  4. migrazione nel web dei generi testuali tradizionali (cfr. Pistolesi 2014)
  5. collocazione della CMC rispetto al continuum scritto-parlato → testualità elettronica come varietà diamesica con forma grafica ma linguisticamente modellata sul parlato informale o trascurato Tratti non standard delle produzioni digitali:
  6. Uso potenziato egli aspetti iconici (emoticon, acronimi, numeri al posto delle lettere, l’arte ASCII, etc.)
  7. Espedienti che mimano la voce (caratteri maiuscoli, la reduplicazione delle lettere)
  8. abbreviazioni (nn per non, cmq per comunque, xché per perché, etc.) Varietà Netspeak (Crystal 2001) che in Italia ha ottenuto diverse denominazioni (italiano digitato, e-taliano, italiano dei nuovi media, cyberitaliano) e collocazioni distinte nella rivisitazione dell’architettura dell’italiano contemporaneo Berruto (1987) Web 2.0 → l’attenzione si sposta sulla scrittura collaborativa e i social network Con CMC nascono nuove forme di comunicazione collaborative , dialogiche e frammentarie , rafforzate dai social media. Queste nuove forme NON SONO assimilabili al sistema dei generi tradizionalmente inteso Concetto di varietà applicato alla CMC Problema di fondo = l’assenza di una caratterizzazione specifica per generi e ambienti che tenga conto dell’interfaccia, delle caratteristiche degli utenti, del contesto di interazione Stenta ad affermarsi l’idea che la scrittura è oggi solo una componente, sempre più marginale, delle interazioni online, poiché molti studi continuano ad evocare la dimensione diamesica come asse dominante nell’interpretazione della CMC “Although there are a few properties which different Internet situations seem to share, these do not in aggregate make a very strong case for a view of Netspeak as a variety” David Crystal (2006, 271)

Perché l’uso della variazione diamesica è problematico? La dicitura generica di italiano trasmesso, comprende l’italiano dei mezzi di comunicazione di massa, a loro volta distinti in orali e scritti Berruto (2005, 154) usa il termine di parlato grafico e distingue l’aspetto mediale (fonico/grafico) e i parametri “concezionali” che riguardano:

  • Il carattere pubblico/privato della comunicazione, il grado di confidenza tra interlocutori
  • l’emotività del messaggio
  • l’ancoraggio referenziale
  • la natura spontanea o pianificata
  • la libertà tematica o vincolo tematico “Comunicazione linguistica realizzata attraverso la scrittura, ma con molte caratteristiche tipiche del modo parlato”, all’interno delle quali l’interattività svolge una funzione importante nel discriminare tra sottovarietà Berruto (2005) ➔ Schema tridimensionale , con l’aggiunta dell’«interattività come dimensione a sé, isolata e relativamente indipendente rispetto alle dimensioni del Medium e della Konzeption» Questo modello incorpora un aspetto centrale delle scritture digitali ➔ la dialogicità La CMC nell’architettura dell’italiano

Institutional literacy = forme di composizione tradizionali, praticate a scuola e nelle professioni, con rispetto dello standard Digital vernacular literacy = scritture informali, spontanee e prive di un riferimento codificato, risultato di una pratica quotidiana, le cui “norme”, esplicite o implicite, dipendono dalla negoziazione interna alle diverse comunità Approccio alla CMC Approccio generale= due proprietà

  1. continuità di produzione
  2. continuità del testo ➔ per comprendere i nuovi usi semiotici del canale senza ricadere nelle dicotomie e irriducibilità di scritto e parlato limitata al canale Social media = hanno prodotto un rapido invecchiamento dei modelli interpretativi Idea di varietà unicasuperata

Una varietà di lingua si può definire come un insieme coerente di elementi (forme, strutture, tratti, ecc.) di un sistema linguistico che tendono a presentarsi in concomitanza con determinati caratteri extralinguistici, sociali […]. È quindi sempre un’entità che presuppone una correlazione tra fatti linguistici e fatti non linguistici, e deve essere caratterizzata sulla base di entrambi. Una definizione più tecnica di varietà di lingua è: un insieme solidale di varianti di variabili sociolinguistiche. Berruto (2011) MOD 2. Che cos’è un testo La parola testo viene dal latino textus , tessuto e poi narrazione/argomento Il testo è un insieme di elementi legati da corrispondenze e legami linguistici (coesione e coerenza) Qualunque produzione che comunica un messaggio compiuto (in qualsiasi forma) è un testo Condizioni :

  • il messaggio comunicato sia compiuto
  • la coerenza Un’altra condizione fondamentale per la composizione di un testo è la coesione , qualità che riguarda il corretto legame tra elementi che lo compongono (non è essenziale) Una produzione semiotica che modifica la realtà in qualche modo ➔ enunciato Enunciati= atti linguistici ➔ azioni che facciamo con la lingua o con una produzione semiotica più in generale Livelli atti linguistici:
  • livello locutivo
  • livello illocutivo
  • livello perlocutivo L’enunciato è da considerarsi l’elemento nucleare della composizione di un testo

Cooperazione tra mittente e ricevente ➔ atteggiamenti naturali Intenzionalità ➔ atteggiamento di chi produce il testo ➔ finalizzato a uno scopo preciso Accettabilità ➔ atteggiamento di chi riceve il testo ➔ disposizione a comprendere gli scopi dell’autore ➔ aspettative testuali L’emittente progetta il suo testo sulla base del destinatario ➔ Il destinatario si prepara alla ricezione del testo nel modo migliore creando delle aspettative e attivando cornici specifiche Crearsi aspettative e attivare le cornici giuste è importante per il processo comunicativo ➔ Grazie a questo fenomeno che il destinatario/ricevente riesce a colmare lacune lasciate dall’emittente nel testo Deludere tali aspettative può dare adito a fraintendimenti Esempi : Tradita l’aspettativa del testo da sinistra a destra

Mancava una cornice. Si fa fatica quindi a capire. Accettabilità delusa. Non siamo in grado di fare le ipotesi corrette Anche in assenza di un testo completo siamo abituati ad andare oltre alle limitazioni del mezzo e costruirci una cornice di riferimento