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Morfologia: Struttura delle Parole e Processi di Modificazione - Prof. Lorenzi, Appunti di Linguistica Generale

capitolo 5 del libro "nuovi fondamenti di linguistica" di Raffaele Simone. appunti sintetici ma discorsivi, ricchi di colori e immagini. perfetti per chi, come me, ha una memoria visiva. una volta schematizzato il capitolo non ho avuto bisogno di consultare il libro, ho studiato completamente e solamente sugli appunti, quindi spero che possano servire anche a voi <3

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 14/02/2023

GiuliaBugiantelli
GiuliaBugiantelli 🇮🇹

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LA MORFOLOGIA ( CAPITOLO 5 )
La morfologia si occupa della struttura interna delle parole e delle forme che esse assumono.
2 categorie fondamentali di modificazioni morfologiche:
italiano Latino
Fare -> contraffare
Faccio
Facciamo
Scio -> scientia
Scis
Scit
Abbiamo modificazioni:
Verticali -> modificazioni che danno luogo a nuove forme della stessa parola
Orizzontali -> modificazioni che danno luogo a nuove parole rispetto a quella base che possono
appartenere a categorie diverse da quella della parola base
I processi di modificazione sono divisi in 3 classi:
Flessione -> rappresenta gli assi verticali della tabella
Derivazione -> rappresenta gli assi orizzontali della tabella
Composizione -> si occupa di saldaree tra loro due o + parole x dar luogo a una 3° parola
(capostazione, casa-albergo, porta-finestra)
MORFEMI
I Morfemi sono le unità linguistiche minime dotate di significato:
queste due precisazioni devono essere prese insieme perché nei codici a doppi articolazione ( capitolo3)
esistono unità minime ma prive di significato ( fonemi) e unità ricche di significato ma non minime a livello
morfologico ( sintagmi).
Il procedimento che permette di individuare i morfemi è detto Segmentazione -> scomposizione dei
segmenti.
La segmentazione si serve di una semplice procedura di comparazione a coppie
Esempio:
corpus Lista dei morfemi presunti
Battere
imbattibile
Batt-
Im-
-ibile
-ere
Aggiungendo una sola parola a questo corpus, la lista dei morfemi presunti si modifica
corpus Lista dei morfemi presunti
Battere
Imbattibile
imbattibili
Batt- -i
Im- -e
-ibil-
-ere
Ancora
corpus Lista dei morfemi presunti
Battere
Imbattibile
Batt- -i
Im- -e
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LA MORFOLOGIA ( CAPITOLO 5 )

La morfologia si occupa della struttura interna delle parole e delle forme che esse assumono. 2 categorie fondamentali di modificazioni morfologiche: italiano Latino Fare -> contraffare Faccio Facciamo … Scio -> scientia Scis Scit … Abbiamo modificazioni:  Verticali -> modificazioni che danno luogo a nuove forme della stessa parola  Orizzontali -> modificazioni che danno luogo a nuove parole rispetto a quella base che possono appartenere a categorie diverse da quella della parola base I processi di modificazione sono divisi in 3 classi:  Flessione -> rappresenta gli assi verticali della tabella  Derivazione-> rappresenta gli assi orizzontali della tabella  Composizione -> si occupa di saldaree tra loro due o + parole x dar luogo a una 3° parola (capostazione, casa-albergo, porta-finestra) MORFEMI I Morfemi sono le unità linguistiche minime dotate di significato : queste due precisazioni devono essere prese insieme perché nei codici a doppi articolazione ( capitolo3) esistono unità minime ma prive di significato ( fonemi) e unità ricche di significato ma non minime a livello morfologico ( sintagmi). Il procedimento che permette di individuare i morfemi è detto Segmentazione -> scomposizione dei segmenti. La segmentazione si serve di una semplice procedura di comparazione a coppie Esempio: corpus Lista dei morfemi presunti Batt ere im batt ibile Batt- Im- -ibile -ere Aggiungendo una sola parola a questo corpus, la lista dei morfemi presunti si modifica corpus Lista dei morfemi presunti Batt ere Imbattibil e imbattibil i Batt- -i Im- -e -ibil- -ere Ancora corpus Lista dei morfemi presunti Batt ere Im batt ibile Batt- -i Im- -e

Imbattibil i incorrutt ibil e -ibil- incorrutt- -ere Qui non possiamo analizzare incorruttibile come diviso in “in” e “corrutt”. Possiamo farlo solo se aggiungiamo la parola corruttibile. La definizione di morfema ci dice che deve comprendere sia significante che significato. Il significante è abbastanza sempre chiaro, mentre il significato no ( per esempio -i,-e, -ibil- ecc…) Difficoltà -> non sempre le parole hanno una segmentazione chiara come quella vista fin ora. Esempio: alla parola italiana “migliore” si attribuisce il significato di “+buono”. Mentre per la parola “buono” è semplice stabilire la corrispondenza tra forma e significato, per la parola “migliore” no. FORMA SIGNIFICATO FORMA SIGNIFICATO Buon- -o Buono Maschile singolare Miglior- -e Più buono Maschile singolare È impossibile individuare una porzione di “miglior” alla quale si possa attribuire il significato “più” o “buono”, allo stesso mood la “e” finale della parola che contiene i significati “maschile/femminile” e “singolare” --------> + significati sono condensati (amalgamati) nel medesimo significante. 2 CLASSI DI MORFEMI:  GRAMMATICALI -> morfemi che esprimono un significato gramamticale ( s-, -e,-o …) Essi costituiscono una classe chiusa in qaunto a loro non è possibile aggiungere ulteriori elementi  LESSICALI -> morfemi che esprimono un significato “pieno” ( buon-, cortes- …) Essi costituiscono una classe aperta in quanto a loro si possono aggiungere illimitatamente nuovi elementi In italiano x lo + utilizziamo lo schema seguente: MORFEMA LESSICALE + MORFEMI GRAMMATICALI Can-e bell-o cas-a Nelle lingue esistono parole che non possono essere soggette a segmentazione, come per esempio “è”. Ciò ci induce a rivedere la nozione di morfema, ovvero che non dovrà essere considerato come un’entità lineare ma come qualcosa di + astratto. Una parola infatti non si scompone in morfemi ma, in quanto sequenza di segmenti fonologici, si scompone in entità lineari dette MORFI. La parola “è” è quindi costituita da un solo morfo, rappresentato fonologicamente da / ɛ / che codifica 3 morfemi:

  1. Essere
  2. Presente indicativo
  3. 3° singolare I morfi sono costituiti da elementi fonologici, mentre i morfemi da significanti. Pacchetto morfemico: insieme di morfemi che può trovare espressione in uno o più morfi. Eccezioni: MORFI CRANBERRY ( p.76) ALLOMORFI: diversi morfi che rappresentano lo stesos morfema ALLOMORFIA/ ALLOMORFISMO: fenomeno degli allomorfi. Es:  morfema NEGAZIONE è espresso in italiano dai morfi /in-/ /im-/ /ir-/ /il-/…  al plurale, il 1° morfo della parola bello ha 3 forme diverse:  belli -> i bambini sono belli  begli -> che begli occhi  bei -> che bei bambini SUPPLETIVISMO: caso estremo di allomorfia. Si ha quando, nella flessione di una parola, a un morfo di base si collega un altro morfo che non ha fonologicamente nulla a che fare col primo Questa organizzazione morfologica utilizzata nella lingua italiana è detta CONCATENATIVA , mentre in altre lingue (semitiche ma anche l’inglese) è possibile la combinazione a pettine e c’è una maggiore flessibilità dei morfemi.

in alcune lingue nei morfi lessicali si individuano due tipi di morfi minori: la radice propriamente detta e la vocale tematica. L’insieme di questi due è detto TEMA es. amare -> am - a - re tenere -> ten - e - re partire -> part - i - re

  • AFFISSI -> sono morfi grammaticali possono comparire in posizioni diverse rispetto alla radice:  PREFISSI -> stanno a sinistra della radice  INFISSI-> interrompono la radice inserendosi in essa  SUFFISSI -> stanno a destra della radice CONFINI DI MORFO E DI PAROLA Una parte dell’indagine morfologica consiste nell’identificare i confini tra le unità:
  • Confini tra morfi -> indicati con “+” Utilizzati x isolare i diversi morfi di cui una parola è fatta Es. in + adatt + abil + mente
  • Confini tra parole -> indicati con “#” oppure con le parentesi quadre [] etichettate con la categoria lessicale appartenente alla parola in esame Utilizzati x definire il limite delle parole inteso come frontiera morfologica, cioè come luogo dove possono avere luogo determinati fenomeni morfologici. Es. # in + adatt + abil + mente # PROCESSI MORFOLOGICI-> modificazioni che le parole possono subire nel momento in cui sono sottoposte a derivazione , composizione e flessione I processi morfologici vengono catalogati in base a 2 criteri:
  • Natura  Processo di aggiunta  Processo di alternanza  Processo di modulazione
  • Posizione rispetto alla radice PROCESSO DI AGGIUNTA Addizionamento di materiale morfologico a quello della radice Es. con l’inglese -> fly ( mosca) diventa flies ------>non altera la radice Processo inverso è quello della CANCELLAZIONE partendo dal plurale flies ( che ora sarebbe la nostra forma-base) e cancellando fino ad arrivare al singolare. Un tipico processo di aggiunta è il raddoppiamento -> ripetizione parziale o completa della base. Si presenta come copia della parola o del morfo. In diverse lingue addirittura, il raddoppiamento è alla base dei pronomi indefiniti. Es. canta piano piano Sono nato a Roma Roma Ne sei sicuro sicuro? PROCESSO DI ALTERNANZA I processi di alternanza vocalica e consonantica comportano regolari modificazioni di una parte del materiale vocalico o consonantico della base.  Buono -> bontà  Suono -> sonoro  Piede -> pedale MODULAZIONE -> consiste nella modificazione di elementi soprasegmentati ( accento e tono ) su una stessa base segmentale RADICE VOCALE TEMATICA SUFFISSO

Es. càpito – capito – capitò Càpitano – capitàno – capitanò CONVERSIONE -> processo morfologico x il quale una parola appartenente ad una data categoria ( es. un nome ) viene convertita in un’altra categoria senza che nulla cambi nella sua struttura fonologica e morfologica Es vecchio (aggettivo) -> il vecchio ( nome) Volere ( verbo) -> il volere ( nome) REGOLE MORFOLOGICHE I fenomeni morfologici descritti fino ad ora seguono delle regole

Una base A appartenente alla categoria lessicale X ( che può essere per esempio NOME) viene riscritta con una combinazione di sé stessa, un confine di morfo (“+”) e un suffisso; quest’operazione produce una parola che può appartenere ad una categoria lessicale diersa da “x”, cioè “y” ( x esempio AGGETTIVO) Es. da nazione si ottiene nazionale

  1. V Prevede un’aggiunta a sinistra ( trattandosi di una regola di prefissazione) della base B genera una aprola che appartiene alla stessa categoria lessicale. Es. scrivere -> inscrivere ( in + scrivere)
  2. N: nome AGG: aggettivo AVV: avverbio Rumorosissimamente -> un tipo di parole che risponde all’effetto combinato di + processi morfologici
  3. Regola generale della composizione -> due parole A e B appartenenti a due categorie lessicali ( x e y), che possono anche coincidere, vengono riscritte come una parola sola, appartenente alla categoria “Z”, che può coincidere con le precedenti, e incorpora il confine “+” Es. L’aspetto + importante delle regole morfologiche è che, applicandosi, esse possono imporre moodificazioni fonologiche ai diversi segmenti: la base “ rumore ” appare nella forma “ rumor -”, e il suffisso “- oso ” appare nella forma “- os -” -> essi hanno perso la vocale finale per cancellazione. Per dar conto di queste modificazioni fonologiche determinate da processi morfologici, si chiamano in causa le regole di riaggiustamento.
  4. Regole di riaggiustamento -> sono di diversa natura a. Regola della cancellazione della vocale -> la vocale si riduce a zero quando, dopo il confine di morfo (“+”), è seguita da un’altra vocale b. Regola che sostituisce l’occlusiva dentale sorda ( semplice o geminata: [t] o [tː] ) con [ts] quando segue il suffisso -ione Es. Descri[tt]o -> descri[ts]+ione Guarni[t]o -> guarni[ts]+ione MATRICI MORFOLOGICHE E SEMANTICHE

Es. “una bella casa fa comodo” -> qui il controllore ha a che fare con un elemento dotato di un pacchetto morfemico diverso dal proprio, l’accordo si limita ai morfemi che possono subire la modificazione CASA -> controllore Pacchetto morfemico: [FEMMINILE] + [SINGOLARE] + [3SINGOLARE] FA -> controllato riceve da CASA solo i morfemi [SINGOLARE] + [3SINGOLARE] in quanto in italiano il verbo nelle forme finite non ha variazioni di genere. In alre lingue potrebbe essere diverso. 2 tipi di accordo mostrati con degli esempi

  1. “la folla si è dispersa” o Folla proietta sul verbo i morfemi [SINGOLARE] + [3SINGOLARE] Si chiama ACCORDO MORFOLOGICO
  2. sono arrivati una folla di ragazzi” o Il verbo è al plurale nonostante “folla” sia singolare, perché si accorda con “il significato” plurale del termine stesso ( folla= molti individui) Si chiama ACCORDO SEMANTICO
  3. “prendiamo questo ” -> riferito ad un tram che sta passando li davanti. o Un elemento dell’enunciato rinvia NON a un altro elemento dell’enunciato ma a qualche oggetto del mondo extralinguistico. o “questo” -> si accorda col nome del “tram” se lo si fosse esplicitato. Si chiama ACCORDO IN MANCANZA DI UN TERMINE MIGLIORE Chi può contrarre accordo: a. Componenti di un sintagma nominale -> es. “una bella casa” b. Il soggetto col suo predicato -> es.”il bambino dorme” c. Il pronome relativo col suo antecedente -> es.”Elsa è una persona della quale mi fido completamente” d. Il pronome personale -> es.”ho parlato con lei e le ho detto tutto” REGGENZA --> consiste nel fatto che un elemento controllore ( verbo/nome/aggettivo) attiva uno o + elementi conntrollati, coi quali è in una relazione sintagmatica specifica, alcuni morfemi del pacchetto morfemico. In tutti questi casi l’elemento controllore regge ( governa) una determinata forma dell’elemento controllato. La reggenza si presenta in una vasta varietà di forme. La + diffusa e generale è:
  • Un elemento “pieno” ( verbo/ nome/aggetttivo) controlla direttamente un altro elemento pieno
  • L’elemento reggente si collega al controllato attraverso un elemento “vuoto” (adposizione -> classe di “particelle” specializzate nell’indicare le relazioni tra le parole) ch impone una determinata modificazione del pacchetto morfemico di un 2° elemento pieno. PAG 94 TIPI MORFOLOGICIISOLANTE -> riferito alle lingue che tendono ad “isolare” ciascuna parola rispetto alle altre (principalmente il cinese e vietnamita). Nelle lingue isolanti:  Il morfo lessicale coincide con la parola  Parola priva di struttura interna  I morfi tendono ad essere liberi Es. cinese -> “mia sorella minore oggi non si sente bene” Sorella.minore oggi non bene Es. inglese -> “il mio cane è cattivo” My dog is bad Mio cane è cattivo Ogni parola è costituita da un morfo e l’unico segno di accordo è costituito dalla 3° persona singolare del verbo IS

AGGLUTINANTE -> tendono ad “agglutinare” ( incollare) i morfi alla radice. Le parole sono composte da + morfi, ciascuno dei quali porta un solo morfema. Lingua per eccellenza è il turco. In turco, alla radice lessicale può agglutinarsi un notevole numero di affissi, regolati da complessi meccanismi di armonia vocalica e di assimilazione consonantica, e ogni affisso porta un solo morfema.  FLESSIVO -> caratterizzate dal fatto che le parole costituite da morfi liberi sono relativamente scarse ( a differenza delle isolanti) e che uno stesso morfo può codificare un complesso pacchetto morfemico. Il morfo lessicale, x poter apparire in una parola, deve dotarsi di una flessione, cioè un affisso variabile che di solito sta o al margine destro o sinistro. Le lingue flessive sono principalmente indoeuropee. Es. latino -> lup+us ( lupo ) -> il morfo lessicale lupus non può operare come parola a se stante ma ha bisogno di un affisso grammaticale, ovvero -us -> è portatore del pacchetto morfemico [MASCHILE + SINGOLARE + NOMINATIVO + SECONDA DECLINAZIONE] e l’intero pacchetto è in quel morfo ed è inscomponibile.  Sottoclasse di quello flessivo -> INTROFLESSIVO. Qui la flessione ha luogo non al margine della parola, ma nella parte centrale di essa.  INCORPORANTE -> in una sola parola vengono “incorporati” nomi e verbi. Es. manomettere e mantenere -> “mano” incorporata al verbo e non ha nessuna autonomia