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Menandro e la Commedia Nuova: Vita e Opere, Appunti di Lingue e letterature classiche

Menandro e la Commedia Nuova trattati in modo riassuntivo.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 30/06/2020

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Thal_ 🇮🇹

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Menandro e la Commedia Nuova
Menandro nasce nel 341/340 a C. ad Atene in una famiglia nobile. Fu probabilmente discepolo del
commediografo Alessi e allievo del filosofo Teofrasto insieme a Demetrio Falereo (che sarebbe
stato al governo di Atene prima di essere cacciato da Demetrio Poliorcete). Esordì nel 321 con la
commedia perduta l’ira. Fu autore di poco più di cento commedie ma ebbe poca fortuna in vita:
vinse, infatti, solo otto volte gli agoni comici.
Visse ed operò in un periodo in cui Atene e la sua centralità , dopo la morte di Alessandro Magno,
vengono meno: durante l’ellenismo infatti, il ruolo dell’intellettuale cambia, esso non partecipa più
attivamente alla vita pubblica,ma si ripiega nel privato. Menandro, principale esponente della
Commedia nuova, si distanzia quindi molto dalla commedia antica e da Aristofane: non sono più
presenti grandi eroi e vicende mitologiche, ma situazioni comuni che appaiono realistiche e nelle
quali il pubblico riesce a rispecchiarsi come ad esempio giovani amori ostacolati da padri severi,
coniugi separati a causa di incomprensioni, figli esposti e poi ritrovati dopo una serie di peripezie.
Le sue commedie quindi si adattano al clima culturale della nuova polis, poiché i nuovi valori che
subentrano non riguardano più solo quest’ultima, ma tutti gli uomini, per questo si può parlare di
cosmopolitismo.
Inoltre possiamo trovare queste caratteristiche: le commedie sono suddivise in cinque atti, mancano
la parabasi e il coro (ci sono alcuni intermezzi musicali), il prologo non è necessariamente all’inizio
ed è affidato ad un personaggio che è al corrente di tutto ciò che invece i personaggi non sanno.
I suoi personaggi, come ho già detto sono persone comuni, prive di qualità straordinarie e si
presentano come tipi umani ricorrenti ,il vecchio avaro, il giovane innamorato, lo schiavo
intraprendente, l’etera, il soldato, ma Menandro va oltre approfondendo la loro psicologia: crede
che l'uomo sia buono e anche i personaggi più negativi finiscono col rivelare qualcosa di positivo. I
personaggi interagiscono tra di loro su livelli paritari e appartengono alla classe media; la
solidarietà tra gli uomini è infatti il valore centrale.Due personaggi particolari, sono quelli che a
volte recitano il prologo e guidano le vicende umane, sono Tyche e Agnoia, ovvero la sorte e
l’ignoranza.
La lingua di Menandro è estremamente sobria ed è quella utilizzata dalle classi colte con tratti che
preannunciano la koinè diàlektos: sostituisce il duale con il plurale, l’ottativo con il congiuntivo; 
sono presenti anche parole composte nuove (non si sa se sono di sua effettiva creazione o fossero
già presenti nella lingua quotidiana).
Il Dyskolos (316 a.C.), cioè il misantropo, è una delle sue poche opere che è stata conservata quasi
interamente. La commedia si svolge in campagna e parla del vecchio Cnemone che ha costretto la
moglie a rifugiarsi presso il primo figlio avuto Gorgia mentre lui vive solo con la figlia e la nutrice
di questa. La sua “tranquillità” viene minacciata poiché Sostrato che viene dalla città si innamora
della figlia e la vuole sposare. La vicenda riesce a risolversi quando Cnemone rischia di annegare in
un pozzo e viene salvato da Gorgia e da Sostrato e colpito, affida a Gorgia tutti i suoi averi e lo
lo incarica di trovare marito alla figlia. Gorgia concede a Sostrato la sorella e ottiene a sua volta in
sposa la sorella di Sostrato e alle nozze partecipa anche Cnemone.
Il misantropo, protagonista dell’intera vicenda, riesce ad avere un’evoluzione psicologica, da
personaggio burbero all’inizio, riesce a cambiare un po' e a mostrare riconoscenza nel momento del
salvataggio, capendo di aver sbagliato a isolarsi ( anche se alla fine non rinuncia alla propria natura
burbera)
Degli Epìtrépontes (l’arbitrato) invece, ci sono rimasti solo dei frammenti: la vicenda ruota attorno
ad un bambino inizialmente non riconosciuto e a tutti i problemi che si verificano a seguito
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Menandro e la Commedia Nuova

Menandro nasce nel 341/340 a C. ad Atene in una famiglia nobile. Fu probabilmente discepolo del commediografo Alessi e allievo del filosofo Teofrasto insieme a Demetrio Falereo (che sarebbe stato al governo di Atene prima di essere cacciato da Demetrio Poliorcete). Esordì nel 321 con la commedia perduta l’ira. Fu autore di poco più di cento commedie ma ebbe poca fortuna in vita: vinse, infatti, solo otto volte gli agoni comici. Visse ed operò in un periodo in cui Atene e la sua centralità , dopo la morte di Alessandro Magno, vengono meno: durante l’ellenismo infatti, il ruolo dell’intellettuale cambia, esso non partecipa più attivamente alla vita pubblica,ma si ripiega nel privato. Menandro, principale esponente della Commedia nuova, si distanzia quindi molto dalla commedia antica e da Aristofane: non sono più presenti grandi eroi e vicende mitologiche, ma situazioni comuni che appaiono realistiche e nelle quali il pubblico riesce a rispecchiarsi come ad esempio giovani amori ostacolati da padri severi, coniugi separati a causa di incomprensioni, figli esposti e poi ritrovati dopo una serie di peripezie. Le sue commedie quindi si adattano al clima culturale della nuova polis, poiché i nuovi valori che subentrano non riguardano più solo quest’ultima, ma tutti gli uomini, per questo si può parlare di cosmopolitismo. Inoltre possiamo trovare queste caratteristiche: le commedie sono suddivise in cinque atti, mancano la parabasi e il coro (ci sono alcuni intermezzi musicali), il prologo non è necessariamente all’inizio ed è affidato ad un personaggio che è al corrente di tutto ciò che invece i personaggi non sanno. I suoi personaggi, come ho già detto sono persone comuni, prive di qualità straordinarie e si presentano come tipi umani ricorrenti ,il vecchio avaro, il giovane innamorato, lo schiavo intraprendente, l’etera, il soldato, ma Menandro va oltre approfondendo la loro psicologia: crede che l'uomo sia buono e anche i personaggi più negativi finiscono col rivelare qualcosa di positivo. I personaggi interagiscono tra di loro su livelli paritari e appartengono alla classe media; la solidarietà tra gli uomini è infatti il valore centrale.Due personaggi particolari, sono quelli che a volte recitano il prologo e guidano le vicende umane, sono Tyche e Agnoia, ovvero la sorte e l’ignoranza. La lingua di Menandro è estremamente sobria ed è quella utilizzata dalle classi colte con tratti che preannunciano la koinè diàlektos: sostituisce il duale con il plurale, l’ottativo con il congiuntivo;  sono presenti anche parole composte nuove (non si sa se sono di sua effettiva creazione o fossero già presenti nella lingua quotidiana). Il Dyskolos (316 a.C.), cioè il misantropo, è una delle sue poche opere che è stata conservata quasi interamente. La commedia si svolge in campagna e parla del vecchio Cnemone che ha costretto la moglie a rifugiarsi presso il primo figlio avuto Gorgia mentre lui vive solo con la figlia e la nutrice di questa. La sua “tranquillità” viene minacciata poiché Sostrato che viene dalla città si innamora della figlia e la vuole sposare. La vicenda riesce a risolversi quando Cnemone rischia di annegare in un pozzo e viene salvato da Gorgia e da Sostrato e colpito, affida a Gorgia tutti i suoi averi e lo lo incarica di trovare marito alla figlia. Gorgia concede a Sostrato la sorella e ottiene a sua volta in sposa la sorella di Sostrato e alle nozze partecipa anche Cnemone. Il misantropo, protagonista dell’intera vicenda, riesce ad avere un’evoluzione psicologica, da personaggio burbero all’inizio, riesce a cambiare un po' e a mostrare riconoscenza nel momento del salvataggio, capendo di aver sbagliato a isolarsi ( anche se alla fine non rinuncia alla propria natura burbera) Degli Epìtrépontes (l’arbitrato) invece, ci sono rimasti solo dei frammenti: la vicenda ruota attorno ad un bambino inizialmente non riconosciuto e a tutti i problemi che si verificano a seguito

dell’esposizione di quest’ultimo; la situazione si risolve grazie ad un oggetto e ad una testimonianza che ne permettono il riconoscimento. Anche qui si tratta di vicende private ma questa volta l’evoluzione dei personaggi è effettiva: Abrotono per esempio, nonostante l’intento iniziale di prendere il posto di Panfile con l’inganno, si dimostra sensibile verso la reale madre e il bambino, rinunciando ad ottenere la libertà.