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Nello Sciame - Visione del digitale, Sintesi del corso di Teorie e tecniche della comunicazione multimediale

Il libro parla di come il digitale ha caratterizzato la nostra società e come ci abbia reso schiavi.

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 02/09/2021

lorenzobarotti
lorenzobarotti 🇮🇹

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CAPITOLO 1
SENZA RISPETTO
Rispettare significa distogliere lo sguardo. È un riguardo, presuppone uno sguardo
distaccato al contrario dello spettacolo che è più una visione voyeuristica al quale manca
quel valore di distacco.!
Oggi c’è una totale assenza di distanza: l’intimità è messa in mostra ed il privato diventa
pubblico.!
La comunicazione digitale è la cosa che più riduce le distanze rendendo tutto così
veloce e alla mano.!
La comunicazione digitale favorisce questa specie di esibizione pornografica
dell’intimità della sfera privata !
Il rispetto è vincolato dal nome: anonimato e rispetto si escludono a vicenda !
Anche la SHITSTORM(quando si parla di un argomento di solito sui social con linguaggi e
commenti molto forti e il più delle volte disprezzanti) è anonima.!
Il nome è la base del rispetto e del riconoscimento dato che ad esso si aancano
responsabilità, fiducia e promessa.!
Comunicazione digitale e Comunicazione letterale sono ben diverse tra loro, quella
letterale è molto più composta e di rispetto dato che mentre si scrive con fatica la lettera
da pubblicare l’agitazione del momento è già svanita; quella digitale è completamente di
getto, in essa c’è tutta l’adrenalina e la foga del momento, è istantanea !
La connessione digitale fa prima della comunicazione simmetrica, ma chi ne prende
parte non consuma le informazioni solo in modo passivo: egli è sia trasmittente che
ricevente che consumatore che produttore.!
La Shitstorm è come se fosse un frastuono che indebolisce una scelta di potere: il
carisma come espressione del potere sarebbe la difesa migliore dalla shitstorm !
Il potere come medium comunicativo permettere di incrementare la probabilità del “si”
piuttosto che la possibilità del “no”!
La comunicazione del potere riduce il rumore e il frastuono che può fare un “no”
rispetto ad un silenzioso “si” che essa potrebbe generare.!
Così la parola decisiva genera quiete e rende possibile un margine per le azioni!
La scelta della persona rispettabile è assunta e adottata senza opposizioni: spesso
viene vista come un modello da seguire.!
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Scarica Nello Sciame - Visione del digitale e più Sintesi del corso in PDF di Teorie e tecniche della comunicazione multimediale solo su Docsity!

CAPITOLO 1

SENZA RISPETTO

Rispettare significa distogliere lo sguardo. È un riguardo, presuppone uno sguardo distaccato al contrario dello spettacolo che è più una visione voyeuristica al quale manca quel valore di distacco. Oggi c’è una totale assenza di distanza : l’intimità è messa in mostra ed il privato diventa pubblico. La comunicazione digitale è la cosa che più riduce le distanze rendendo tutto così veloce e alla mano. La comunicazione digitale favorisce questa specie di esibizione pornografica dell’intimità della sfera privata Il rispetto è vincolato dal nome : anonimato e rispetto si escludono a vicenda Anche la SHITSTORM (quando si parla di un argomento di solito sui social con linguaggi e commenti molto forti e il più delle volte disprezzanti) è anonima. Il nome è la base del rispetto e del riconoscimento dato che ad esso si affiancano responsabilità, fiducia e promessa. Comunicazione digitale e Comunicazione letterale sono ben diverse tra loro, quella letterale è molto più composta e di rispetto dato che mentre si scrive con fatica la lettera da pubblicare l’agitazione del momento è già svanita; quella digitale è completamente di getto, in essa c’è tutta l’adrenalina e la foga del momento, è istantanea La connessione digitale fa prima della comunicazione simmetrica, ma chi ne prende parte non consuma le informazioni solo in modo passivo: egli è sia trasmittente che ricevente che consumatore che produttore. La Shitstorm è come se fosse un frastuono che indebolisce una scelta di potere: il carisma come espressione del potere sarebbe la difesa migliore dalla shitstorm Il potere come medium comunicativo permettere di incrementare la probabilità del “si” piuttosto che la possibilità del “no” La comunicazione del potere riduce il rumore e il frastuono che può fare un “no” rispetto ad un silenzioso “si” che essa potrebbe generare. Così la parola decisiva genera quiete e rende possibile un margine per le azioni La scelta della persona rispettabile è assunta e adottata senza opposizioni: spesso viene vista come un modello da seguire.

Proprio dove finisce il rispetto inizia la shitstorm. I modelli di oggi giorno infatti cercano più di esprimere valori esteriori rispetto a valori interiori (difficili da comunicare). Secondo Schmitt “il sovrano è colui che è in grado di generare un silenzio assoluto, di far tacere tutti in un sol colpo” A detta di oggi potremmo dire “ sovrano è colui che dispone delle shitstorm in rete”

CAPITOLO 2

LA SOCIETÀ DELL’INDIGNAZIONE

Le ondate di indignazione sono efficaci per mantenere l’attenzione, ma nonostante questo hanno una natura volatile e priva di fondamenta come gli SMART MOBS (gruppi di ragazzi che protestano nelle città e fanno rivolte). Spesso le ondate di indignazione si creano di fronte a degli avvenimenti con rilevanza politica o sociale molto ridotta Non sono un NOI stabile , c’è solo una cura di se che fa disgregare il tutto molto rapidamente A differenza dell’ Iliade , che inizia subito con dell’ira (l’ira è l’anima del poema) le ondate di indignazione non hanno una base ben solida, sono molto amorfe e non hanno energia affettiva. Il furore in senso enfatico è più di uno stato affettivo: è una capacità di interrompere uno stato che sta avvenendo e di crearne uno nuovo, produce un futuro. La Massa indignata di oggi è superficiale e distratta, non crea nessun tipo di azione prolungata e non genera alcun futuro.

CAPITOLO 3

NELLO SCIAME

Nella “ psicologia delle folle ” 1895, Gustave Le Bon definisce la società di quell’epoca critica che stava cambiando il pensiero umano, “ l’era delle folle ” Il presente per lui è un periodo di passaggio ed anarchia dal quale deriverà un futuro dove il nuovo potere sarà quello delle folle. Egli vede disgregarsi la gerarchia del potere tramandata : il popolo piano piano avrà sempre più predominio, le masse avranno una sorta di “diritto divino” maggiore di quello dei re o sovrani che sarebbero solo esecutori.

Al tempo stesso però l’ impero agisce su basi che anche noi stessi usiamo di fatto nell’impero nessuno domina di conseguenza oggi è possibile uno sfruttamento senza dominio. Oggi questa moltitudine si trasforma in una solitudine, c’è una completa disgregazione del comune o del collettivo La privatizzazione è alle stelle, l’erosione del collettivo rende sempre meno possibile un agire comune.

CAPITOLO 4

DE-MEDIALIZZAZIONE

Il medium digitale è un medium di presenza: la sua temporalità è presente immediato. La comunicazione della rete non hanno un intermediario, il mediatore è sempre più abolito e le informazioni sono sempre più fresche ed immediate. Un medium elettronico classico come la radio ad esempio emette solo informazioni unilaterali: condannano l’utente alla passività, è come se fosse un anfiteatro senza poter far interagire l’ascoltatore. Si esprime come istanza di potere. Oggi siamo sempre più attivi, più consumatori e produttori al tempo stesso rispetto ad una volta e grazie a questo le informazioni aumentano ogni giorno a dismisura Il medium digitale non dispone solamente finestre per l’osservazione passiva ma consente di accedere a porte attraverso le quali diffondere informazioni prodotte da noi. I giornalisti una volta erano super accettati e lodati per il loro lavoro, ora vengono visti come superflui e i mass media sono quasi de-medializzati. Oggi chiunque vuole essere presente e al tempo stesso presentare. Questa de-medializzazione agisce anche sulla politica dove i rappresentanti di essa non vengono visti più come trasmettitori ma più come barriere. Oggi si cerca molta più partecipazione e trasparenza mettendo al primo posto una specie di obbligo di presenza e schiacciando il vecchio principio di rappresentanza nato inizialmente come un filtro positivo che trasmette esclusività. Molti giornalisti per scrivere notizie accertate mettono in ballo persino la loro vita mentre la de-medializzazione porta ad un appiattimento tra la cultura e la lingua Bella DeAndrè afferma: “ posso produrre i miei libri rapidamente, non ho bisogno di convincere qualche agente delle mie idee. Il mio pubblico di lettori sono io ”. (È come dire il mio pubblico di elettori sono io) Il politico ora non si muove più secondo il proprio punto di vista ma bensì asseconda il pubblico con una visione: il futuro( anticipa assecondando parlando di futuro)

La politica ha bisogno di avere un potere sull’informazione, se fosse completamente trasparente avrebbe il fiato sul collo e sarebbe messa alle strette. La trasparenza è dominata dalla presenza e dal presente La trasparenza però genera costrizione al conformismo: essa induce alla sensazione di essere osservati fino ad arrivare ad una specie di livellazione della comunicazione Dirk Con Gehlen sta finanziando un il progetto di un libro collettivo all’interno del quale vuole rendere trasparente anche la scrittura. La pretesa di rendere trasparente anche la scrittura porta alla sua abolizione: scrivere è un attivista esclusiva, scrivere collettivamente porta ad una sorta di additività dove tutto è scritto ed impone ciò che è e deve essere: questa cosa si rifà molto al digitale. Butor crede che ci sia una crisi dello spirito in letteratura da parecchi anni: secondo lui non c’è una comunicazione vera e propria, non c’è un silenzio che enfatizza lo spirito ma bensì questi nuovi mezzi di comunicazione nonostante siano degni di nota provocano un enorme frastuono.

CAPITOLO 5

HANS L’INTELLIGENTE

A fine del 20esimo secolo venne fatto uno studio su un cavallo tedesco che bensì sapeva formulare risultati di operazioni matematiche attraverso lo sbattere degli zoccoli. Secondo uno il cavallo non sapeva realmente contare ma capiva attraverso le mimiche facciali quando stoppare al momento giusto lo zoccolo per impressionare le persone La comunicazione corporea è una delle forme di espressioni non verbali più naturali che abbiamo (gestualità, linguaggio del corpo ecc). Il medium digitale priva la comunicazione della tattilità e della corporeità. Per via del comfort che il digitare ci da evitiamo sempre di più il contatto con il reale. In questo modo la comunicazione digitale diventa sempre più priva di corpo e volto. Lo smartphone è come se fosse uno specchio virtuale, una specie di spazio narcisistico dove non parla l’altro. Lo smartphone lavora bandendo ogni tipo di negatività: esso è rapido ed evita ciò che è lungo e lento. Il mi piace genera positività, ma tutta questa positività ci distoglie dal rapportarsi con la negatività.

L’ immagine digitale , al contrario dell’ immagine analogica , non ha tempo: essa è congelata e non sboccia nemmeno perché nello sbocciare è iscritto l’appassire e non risplende perché nel risplendere è iscritta la futura penombra.

CAPITOLO 7

DALL’AGIRE A GIOCARE CON LE DITA

Secondo Hannah Arendt “l’agire” è il potere di far cominciare qualcosa dal nulla: ad esempio ogni nascita promette un nuovo inizio, far iniziare un nuovo mondo fatto di speranza e fede. Flusser ammette che l’uomo con i suoi dispositivi digitali vive già oggi una vita immateriale di domani. Man mano che che si andrà avanti la sua vita non sarà predominata dal lavoro ma bensì dal giocare con le dita senza alcun sforzo. L’ozio non sarà più nel suo vocabolario, non agirà ma giocherà per avere dei risultati. L’ odierna società evita tutte le forme oppositive e così elimina le azioni L’idea di Flusser diventa però una specie di distopia dato che secondo lui l’uomo digitale non deve affrontare nessuna opposizione al lavoro dato che il suo lavoro si avvicina più al gioco: l’ era digitale non è un era del’ozio ma bensì della prestazione, quindi il lavoro digitalizzato diventa una vera e propria artrosi digitale delle dita che non giocano più per lavorare ma bensì lavorano e faticano come se fosse un lavoro L’ozio inizia quando il lavoro cessa completamente: il tempo del lavoro c’è lo portiamo anche al di fuori del lavoro stesso, a casa, nel sonno, in vacanza. Anche la pausa non è una fase del lavoro ma bensì una conseguenza: essa rallenta il tempo del lavoro che però l’ha prodotta. Oggi inoltre siamo liberi dalle macchine industriali che un tempo ci sfruttavano e schiavizzavano ma al tempo stesso si è creata un altro tipo di schiavitù dato che i dispositivi digitali sono mobili ed ogni posto diventa un posto di lavoro al contrario di una volta che i luoghi di lavoro erano ben distanziati dai luoghi di non lavoro. Abbiamo un rapporto quasi ossessivo con i dispositivi digitali: i social network rafforzano questa costruzione di comunicazione dato che più informazione c’è e più il capitale cresce. Digitale deriva da digitus ovvero contare.

Oggi tutto viene contato sopratutto i nostri social( quanti amici abbiamo a chi mettiamo mi piace ecc) la storia viene meno, non conta tutti essa ma racconta e basta.

CAPITOLO 8

DAL CONTADINO AL CACCIATORE

La Mano secondo Heidegger agisce. La mano che agisce è piuttosto la mano che scrive: essa è il medium dell’essere che indica il terreno del senso e della vita. La macchina da scrivere secondo lui cambia il modo di agire della mano: è come se creasse un’artrite della mano e cambiasse la possibilità di pensiero. Sicuramente egli avrebbe pensato la stessa cosa del dispositivo digitale. Secondo Heiddeger la mano è il pensare : ogni movimento della mano è dovuto al pensiero. Heidegger compara l’agire alla storia del contadino che coltiva e raccoglie il grano: egli deve ascoltare la terra imprevedibile per poter raccogliere il grano. Essa va abitata e capita. Il digitale è completamente diverso da questa concezione. Esso genera una costrizione alla trasparenza : la terra si sottrae ad ogni forma di trasparenza. La trasparenza è l’essenza dell’informazione e l’andatura del medium digitale. Nell’informazione non batte alcun cuore, non c’è nemmeno un accennasti di velatura come nella terra così misteriosa: all’informazione manca un’interiorità, una velatura. L’informazione è diversa dal sapere : essa è facile da trovare, breve ma fugace, mentre il sapere ha dietro uno studio e tanto tempo. Terra, Dio e verità appartengono al mondo del contadino ormai lontano da noi: oggi noi siamo cacciatori, alla ricerca di informazioni fugaci e veloci. Non siamo comunque liberi perché come il servo è schiavo del padrone noi continuiamo ad essere schiavi della macchina: essa costituisce il centro de nostro mondo digitale e l’utente con il suo dispositivo digitale diventano tutt’uno come un cacciatore con la lancia. Potere ed informazione però non vanno d’accordo: per avere potere ci deve essere una sorta di “segreto” o inganno per arrivare ad averlo. Ai cacciatori d’informazioni le istanze del potere sembrano quasi delle barriere: la loro mossa è quella di pretendere trasparenza.

A quest’ultimo si annettono nuove categorie di ordinamento: ad esempio al posto dell’azione ci sarà una operazione che non è preceduta da nessun tipo di decisione che distruggerebbero l’efficenza dell’operazione Il pensiero non esiste all’interno del digitale anzi si trasforma il calcolo : non esiste più la concezione del bene o del male, se giusto o dello sbagliato, la verità è rimpiazzata dalla trasparenza. La negatività al suo interno viene rimpiazzata da una positività dominante, dal mi piace, la lontananza non esiste più ed il dolore è superfluo e non sentito. Al loro interno non è possibile però nessuna esperienz a: in mancanza di dolore ci aggiriamo dappertutto senza arrivare mai a nulla, captiamo qualsiasi cosa senza conoscere concretamente nulla.

CAPITOLO 11

FANTASMI DIGITALI

A Kafka già la lettera appariva un medium comunicativo impressionante : descrive la comunicazione via lettera come se fosse un pensiero impaurito, come se essa saziasse degli spettri durante il viaggio. L’umanità Cercava a quei tempi di combattere esattamente questo: la lontananza tra uomo e uomo attraverso creazioni come l’auto o il treno. I media digitali al giorno d’oggi sarebbero una nuova generazione di spettri se Kafka li vedesse. La comunicazione tra le cose che si attua senza l’intervento umano nutrirà sempre di più i fantasmi: essa rende il mondo molto più spettrale. Oggi le cose perdono sempre di più significato: si sottomettono alle informazioni che nutrono sempre di più i fantasmi: esse costituiscono ciò che è socialmente economicamente e politicamente concreto. La comunicazione digitale assume una forma sia spettrale che virale. Viralità e contagiosità non sono definite da un “leggere” o “pensare”. Qundo una cosa diventa virale sul web non da alcun peso del senso. Il segreto appartiene al medium della terra : il digitale presenta spazi lisci ed aperti al contrario del segreto che predilige degli spazi chiusi nascosti e sotterranei. Le cose digitali sono rese spettrali ed incontrollabili dalla loro elevata complessità

Ad esempio le dark pool (commerci anonimi di prodotti finanziari) sono commerci di fantasmi o tra fantasmi: non hanno nessuna transizione fisica ma solo digitale. Come direbbe Kafka sorpassano le forze umane.

CAPITOLO 12

AFFATICAMENTO INFORMATIVO

Ormai le immagini non provocano più uno shock come la definizione attuata da Walter Benjamin riguardo alla recezione dei film. Il consumo di esse esclude ogni forma di contrazione immunitaria. La bassa forma immunitaria creatasi in noi con il subentrare del digitale ci ha portato ad un consumo sempre più fitto di informazioni. L’ IFS ovvero l’affaticamento informativo, è la patologia psichica causata da un eccesso di informazioni: al giorno d’oggi tutti ne siamo affetti, vi è una paralisi del pensiero dalle troppe informazioni percepite dal cervello dell’uomo odierno. Le troppe informazioni ci hanno portato a ridurre le cose all’essenziale Non sempre l’informazione è comunicazione, anzi sembra quasi che ci sia talmente tanta informazione che il mondo non sembra così chiaro ma bensì molto più deformato : essa diventa più comulativa che comunicativa Affiancato all’affaticamento informativo abbiamo anche una sorta di depressione totalmente narcisistica: il soggetto annega in un se esaurito e logorato e Twitter e facebook acutizzano questo sviluppo dato che sono social puramente narcisistici. Nei sintomi dell’IFS rientra anche l’incapacità di sopportare la responsabilità in quanto richiama valori come l’impegno e lo stabilimento di un futuro: i soggetti digitali non pensano ad un futuro ma sono importanti solamente sul presente. CAPITOLO 13 LA CRISI DELLA RAPPRESENTAZIONE Roland Barthes descrive la fotografie come un “emanazione del referente”: la sua essenza è la rappresentazione. Fotografia e referente sono strettamente legati come un killer con il cadavere. La fotografia una volta veniva vista come completa rappresentazione della realtà pronunciata da essa: la “camera chiara” ruota attorno ad una fotografia di una madre nel giardino d’inverno che sta affrontando un lutto.

CAPITOLO 15

PROTOCOLLARE L’INTERA VITA

Nel panottico digitale non è possibile alcuna fiducia. La società digitale scredita ogni tipo di fiducia dato che la connessione in rete con altri soggetti facilità l’utilizzo di ogni tipo di informazione: dalla fiducia, il sistema sociale, è passato al controllo e alla trasparenza. Ogni click che fai viene registrato e la tua vita diventa ricostruibile da un solo piccolo particolare digitale. Non è più un concetto di Big brother ma bensì Big data. Gli abitanti del panottico digitale si connettono e comunicano intensamente con gli altri, vi è un iper-comunicazione che rende tutti pigionieri in un illusione di libertà impressionante. I soggetti non sono più schiavi ma bensì alimentano loro stessi l’informazione dato che c’è una specie di bisogno di farsi vedere: ogni soggetti è pornograficamente convinto di far uscire la propria figura, di mostrare la propria vita, la loro sfera di vita privata è messa estremamente in mostra. Sorveglianza e controllo sono una parte essenziale della comunicazione digitale. Google e facebook lavorano a stretto contatto con i servizi segreti per servire sempre meglio prodotti al potenziale cliente che cerca cose e compra cose senza accorgersi di essere costantemente controllato. La SCHUFA (azienda tedesca formata da database di 66 milioni di tedeschi) con il suo slogan “noi creiamo fiducia” fa in modo da sostituire la fiducia con il controllo. Acxiom (azienda americana dell’analisi dei big data) si occupa dei dati dele persone e grazie ad essa durante l’11 settembre abbiamo trovato alcuni degli indiziati della catastrofe delle torri gemelle. Essa non si differienzia così clamorosamente dai servizi segreti. Internet porta a compimento la società de controllo: le cose attorno a noi ci osservano, veniamo sorvegliati anche dalle cose che usiamo quotidianamente, sia da ciò che faccia che da ciò che non facciamo. Se al posto dei Google glass ci fossero i data occhiali, sarebbe come avere una telecamera di sorveglianza sui noi stessi, facendoci controllare tutto e tutti ma al tempo stesso rendendoci schiavi del controllo.