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SINTESI- Letteratura e psicanalisi in Italia, Carocci. Alfano, Carrai., Appunti di Letteratura Italiana

CAPITOLI 1, 3, 4, 5, 6 e 8. Autori selezionati dal docente e riassunti in modo preciso ed esaustivo.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 28/06/2023

martinamel15
martinamel15 🇮🇹

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CAP 1
1. Corrao Francesco fu uno fra i più importanti psicoanalisti italiani che evidenzio i contatti fra questa
scienza e la letteratura, spiegando come la prima sia stata consacrata dalla narratologia. Inoltre, Corrao
indicò degli elementi tipici della psicoanalisi nella letteratura, capaci di dare la giusta fascinazione delle
letture cliniche (tipiche di Freud, premio Goethe nel 30) e di garantire la continuità nel corso del tempo;
fra questi punti ricordiamo il richiamo al mondo infantile, il dispiegamento delle dinamiche inconsce.
2. Si ha come risultato un arricchimento vicendevole con uno stile armonioso e creativo ma in un ambito di
credibilità teorica = un movimento letterale sui generis.
3. Fra gli esempi citati, “La coscienza di Zeno” e “il caso Schreber” di Freud.
4. i 2 ORDINI TEORICI della PSICOANALISI nella cultura
- COMPLESSO EDIPICO. In 2 tempi, prima PADRE CAPOSALDO, capace di vincolare il pensiero del figlio
e le sue azioni. Egli è oggetto di una lotta per la madre, es. PASOLINI e SVEVO.
Secondo tempo, si porta il focus verso il rapporto FIGLIO-MADRE dove il padre risulta quasi assente e la
madre è primordiale e generatrice per primi aspetti psichici come il linguaggi e le relazioni
- TRASFORMAZIONE DEL CONCETTO DELLA REALTA’, in particolar modo de IL SISTEMA CORPO,
diviso in CORPO EROTICO e PSICHICO, inscindibili e imprescendibili. Vi è legame fra corpo psichico e
quello materno, poichè lei sopperisce ai bisogni del piccolo, conseguenzialmente, si realizza un processo di
mentalizzazione capace di intrecciare pulsioni, relazioni con il desiderio, divenendo anche in età adulta
parte fondamentale dei legami affettivi che si istituiranno. le relazioni ci riconducono all’ “INTIMA
CONGIUNZIONE”.
5. Il DISCORSO PSICOANALITICO risulta strumento fondamentale della terapia: esso non è lineare
risulta facilmente percepibile poichè esprime pezzi sconnessi fra il somatico e il simbolico. Inoltre, la
parola rappresenta l’accettazione dell’enigma della mente, capace di rimandare al passato, al tempo
infatile e distante dal presente.
6. FREUD porta con l’interpretazione dei sogni il crollo delle certezze dell’uomo borghese, una psiche
incoscia alla quale dobbiamo dar ascolto tramite il mezzo dei SOGNI. La PSICOANALISI si pone come la
scienza che cerca di dare una spiegazione a una narrazione più intima. = sogno mezzo di narrazione e
creatività. Es. Fellini che trasse grande influenza da BERNAHRD, psicoanalista junghiano.
7. INTERMEZZO. Storia della pscianalisi in italia
- la psicoanalisi viene da VIENNA, introducendo aspetti originali come le pulsioni sessuali anche nell’età
infantile
- In italia arriva nel 1908 con BARONCINI che andò contro i pregiudizi del VATICANO e di GENTILE in
politica. Successivamente incontriamo la figura di MARCO LEVI BIANCHINI che incoraggiato da Freud
istituì la SPI (società psicoanalitica italiana) e introdusse l’ERGOTERAPIA, che contribuì all’evoluzione
degli ospedali psichiatrici.
- WEISS, prima figura di spicco nel panomara italiano. Nato in un contesto florido come quello della
MITTELEUROPA TRIESTINA, scrisse il primo libro italiano sulla scienza ELEMENTI DI PSICOANALISI,
dai toni rigidi e rigorosi. La sua attività in italia vide la conclusione con l’avvento del periodo bellico della
seconda guerra mondiale, alimentato dalle continue censure del regime es. La totale conclusione
dell’attività della SPI. Infine, lo studioso si vide costretto ad emigrare in america.
- Il Fascismo: nel 1920 fra i volti contro la psicoanalisi in italia, ricordiamo FLORA che dichiarò: il
freudismo nega l’humanitas”. Egli inoltre si scagliò contro Weiss e Perrotti per un loro articolo sulle
incomprensione della scienza dell’opinione pubblica.
Nel periodo di censura fascista rimasero fruibili (fra gli scritti di Freud) l’interpretazione dei sogni eLa
psicopatologia della vita quotidiana
- Nel 1945, al termine della guerra, il ritorno della società con i conseguenti fattori di cambio culturale
come: A) isprazione dei letterati B)la lettura profonda della natura umana con le sue
vicissitudini C) a trasformazione linguistica che ne conseguirà
- MUSATTI consacrò la scienza a livello nazionale. In quanto fu una figura pubblica molto rilevante e, con
le sue traduzioni di Freud e la sua collaborazione con Weiss di 12 volumi sulla psicoanalisi, riuscì a
sdoganare maggiormente una consultazione fruibile dell’opera.
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CAP 1

  1. Corrao Francesco fu uno fra i più importanti psicoanalisti italiani che evidenzio i contatti fra questa scienza e la letteratura, spiegando come la prima sia stata consacrata dalla narratologia. Inoltre, Corrao indicò degli elementi tipici della psicoanalisi nella letteratura, capaci di dare la giusta fascinazione delle letture cliniche (tipiche di Freud, premio Goethe nel 30) e di garantire la continuità nel corso del tempo; fra questi punti ricordiamo il richiamo al mondo infantile, il dispiegamento delle dinamiche inconsce.
  2. Si ha come risultato un arricchimento vicendevole con uno stile armonioso e creativo ma in un ambito di credibilità teorica = un movimento letterale sui generis.
  3. Fra gli esempi citati, “La coscienza di Zeno” e “il caso Schreber” di Freud.
  4. i 2 ORDINI TEORICI della PSICOANALISI nella cultura
  • COMPLESSO EDIPICO. In 2 tempi, prima PADRE CAPOSALDO, capace di vincolare il pensiero del figlio e le sue azioni. Egli è oggetto di una lotta per la madre, es. PASOLINI e SVEVO. Secondo tempo, si porta il focus verso il rapporto FIGLIO-MADRE dove il padre risulta quasi assente e la madre è primordiale e generatrice per primi aspetti psichici come il linguaggi e le relazioni
  • TRASFORMAZIONE DEL CONCETTO DELLA REALTA’, in particolar modo de IL SISTEMA CORPO, diviso in CORPO EROTICO e PSICHICO, inscindibili e imprescendibili. Vi è legame fra corpo psichico e quello materno, poichè lei sopperisce ai bisogni del piccolo, conseguenzialmente, si realizza un processo di mentalizzazione capace di intrecciare pulsioni, relazioni con il desiderio, divenendo anche in età adulta parte fondamentale dei legami affettivi che si istituiranno. ⇒ le relazioni ci riconducono all’ “INTIMA CONGIUNZIONE”.
  1. Il DISCORSO PSICOANALITICO risulta strumento fondamentale della terapia: esso non è lineare nè risulta facilmente percepibile poichè esprime pezzi sconnessi fra il somatico e il simbolico. Inoltre, la parola rappresenta l’accettazione dell’enigma della mente, capace di rimandare al passato, al tempo infatile e distante dal presente.
  2. FREUD porta con l’interpretazione dei sogni il crollo delle certezze dell’uomo borghese, una psiche incoscia alla quale dobbiamo dar ascolto tramite il mezzo dei SOGNI. La PSICOANALISI si pone come la scienza che cerca di dare una spiegazione a una narrazione più intima. = sogno mezzo di narrazione e creatività. Es. Fellini che trasse grande influenza da BERNAHRD, psicoanalista junghiano.
  3. INTERMEZZO. Storia della pscianalisi in italia
  • la psicoanalisi viene da VIENNA, introducendo aspetti originali come le pulsioni sessuali anche nell’età infantile
  • In italia arriva nel 1908 con BARONCINI che andò contro i pregiudizi del VATICANO e di GENTILE in politica. Successivamente incontriamo la figura di MARCO LEVI BIANCHINI che incoraggiato da Freud istituì la SPI (società psicoanalitica italiana) e introdusse l’ERGOTERAPIA, che contribuì all’evoluzione degli ospedali psichiatrici.
  • WEISS, prima figura di spicco nel panomara italiano. Nato in un contesto florido come quello della MITTELEUROPA TRIESTINA, scrisse il primo libro italiano sulla scienza ELEMENTI DI PSICOANALISI , dai toni rigidi e rigorosi. La sua attività in italia vide la conclusione con l’avvento del periodo bellico della seconda guerra mondiale, alimentato dalle continue censure del regime es. La totale conclusione dell’attività della SPI. Infine, lo studioso si vide costretto ad emigrare in america.
  • Il Fascismo: nel 1920 fra i volti contro la psicoanalisi in italia, ricordiamo FLORA che dichiarò: “ il freudismo nega l’humanitas”. Egli inoltre si scagliò contro Weiss e Perrotti per un loro articolo sulle incomprensione della scienza dell’opinione pubblica. Nel periodo di censura fascista rimasero fruibili (fra gli scritti di Freud) l’interpretazione dei sogni e La psicopatologia della vita quotidiana
  • Nel 1945, al termine della guerra, il ritorno della società con i conseguenti fattori di cambio culturale come: A) isprazione dei letterati B) la lettura profonda della natura umana con le sue **vicissitudini C) a trasformazione linguistica che ne conseguirà
  • MUSATTI** consacrò la scienza a livello nazionale. In quanto fu una figura pubblica molto rilevante e, con le sue traduzioni di Freud e la sua collaborazione con Weiss di 12 volumi sulla psicoanalisi, riuscì a sdoganare maggiormente una consultazione fruibile dell’opera.
  • L’ETA’ CONTEMPORANEA: molti scrittori riportano il contributo della psicoanalisi nelle loro opere (come TOMMASI DI LAMPEDUSA) e il movimento rivoluzionario della scienza che portò alla definitiva chiusura dei manicomio con la legge 13 MAGGIO 1978. Crebbero gli studiosi e si rese maggiormente pratica la scienza e il riconoscimento scientifico.
  • Attualmente l’uomo vive la cosidetta VERTIGINE DEL FUTURO, in quanto l’avvento delle nuove tecnologie ne comporta il fattore di ansia; mentre le ideologie portanti della psicoanalisi freudiana diventano mero oggetto di custodia dell’umanità, dinanzi a un progetto di deumanizzazione. Di qui l’uso della LETTERATURA per difendere la cultura e l’autonarrazione dell’uomo, dinanzi all’ assoluto vuoto di parola.
  • Fra i FAUTORI della voce dell’uomo con le sue ferite interne e l’indagine della sofferenza di questi, ricordiamo: SVEVO, MORANTE, PIRANDELLO, MORAVIA, GADDA, SABA e CALVINO. IL CAPITOLO 2 VIENE SALTATO CAP 3: SVEVO
  1. TRIESTE PORTA DELLA PSICOANALISI IN ITA. Negli anni 20, in particolar modo, con WEISS come collaboratore di Freud e psicoanalista più conosciuto a trieste, si ha una maggiore fama della pratica. Lo stesso SVEVO fu influenzato da Weiss e da Freud, attingendo ispirazione per il protagonista, ZENO COSINI da “I CASI CLINICI” di Freud, grazie all’amico JOYCE.
  2. Inoltre, egli fece un grande lavoro di preparazione alla scrittura del romanzo; si vede l’influenza dell’esperienza del cognato BRUNO VENEZIANI che ispira il mal successo della terapia e la conseguente diffida dell’autore verso la scienza. = A tal proposito, SVEVO ne contesta la capacità di SPERSONIFICAZIONE dell’uomo, vincolato a standards di normalità e, di conseguenza, portato ad abbandonare la sua NEVROSI, vera anima dell’uomo.
  3. Il TITOLO dell’opera parla da sè: con COSCIENZA, Svevo sottilinea come il protagonista risulti CONSAPEVOLE di SE’ tanto da rendersi conto dell’inutilità della terapia.
  4. SVEVO non risulta tecnico e lineare, ergo, WEISS lo critica, definendo la sua narrazione ben lontana dalla psicoanalisi vera e propria = questo perchè le nevrosi non trovano nome (secondo la terapia freudiana) poichè il protagonista abbandona il percorso psicologico.
  5. Si evince il fenomeno del TRASFERT, tipico della terapia, che vede lo specialista ribaltare sul paziente i sentimenti di odio che gli riserba.
  6. Infine, l’ORIGINALITA’ del testo risulta nell’avversione e nella poco utilità dell’analisi freudiana, CONTROCORRENTE dal flusso culturale che vigeva in quegli anni. 7. NON VIENE TRATTATO SABA. CAP 4: GADDA
  7. Ricostruire le fonti psicoanalitiche dell’autore risulta ostico (donazioni di libri e bombardamenti alla sua villa). Eppure si riconose in un articolo autobiografico “UNA TIGRE AL PARCO” del 1939, tematiche come LA SCOPERTA DEL MALE FISICO E MORALE, trattate dallo stesso Freud in TOTEM E TABOO e PSICOLOGIA DELLE MASSE.
  8. Di Freud troviamo la ripresa dello studio sul SADISMO nel saggio PSICOANALISI E LETTERATURA dove accenna al concetto di SADISMO e MASOCHISMO = rispettivamente, primo fenomeno delle pulsioni di morte e secondo il riflesso di sè stessi sugli altri. Si nota la considerazione del MASOCHISMO PRIMARIO che per Gadda diviene il precursore del sadismo.
  9. APPASSIONATO DI CRONACA NERA. Fra i vari episodi che lo colpirono ricordiano IL DELITTO STERN che ebbe grande influenza nella stesura del PASTICCIACCIO.
  10. Nei suoi scritti, inoltre, grandi intrecci fra la psicoanalisi freudiana e tematiche di stampo tecnico, scientifico e filosofico. Si avverte una certa influenze degli studi di Lombroso di naturala criminologica-psichiatrica ma anche di questo non si ha un riscontro certo fra le letture dell’autore. (n.b le ideologie di lombroso sono state un "blocco" per la psicoanalisi in italia).
  11. EGOISMO e NARCISISMO x GADDA. - per Gadda si distingue l’EGOTISMO, di tipo FAGICO, in quanto legato al cibo. L’altro tipo è quello NARCISISMO, legato al mondo erotico. Da quest’ultimo la considerazione dell’autore su come esso comporti involuzione nell’uomo ma al contempo risulti necessario poichè il suo scopo supremo è la PERPETUAZIONE della specie.
  1. Moravia presenta con Agostino un cambio di tipologia del personaggio, passando da figure “amletiche”, ergo, personaggi razionali e consapevoli della realtà ma non sa agire di conseguenza, a figure che presentano peculiarità come il COMPLESSO EDIPICO in AGOSTINO.
  2. Nei romanzi successivi ad Agostino si vede come non sono siano INADEGUATE le PASSIONALITA’, dovute dal contesto borghese, ma anche le CAPACITA’ INTELLETTUALI dei protagoniati, ridotte a mere esigenze di natura psicologica. Es. Nella ROMANA, gli intellettuali che rappresenta ricercano un agire giustificato e anche il loro rapporto col mondo risulta più positivo, eppure, risultano “alieni” agli occhi del ceto popolare.
  3. Nei romanzi del DOPOGUERRA, una realizzazione AUTOBIOGRAFICA PIù ADULTA: Moravia, si sposta da INCONSCIO a CONSCIO, propone un trasfert capace di evolvere i suoi personaggi da partenze poco chiare e di sentimenti oscuri fino a sviluppi autonomi e di carattere generale. Si presti attenzione a come l’ “OSCURISMO” INIZIALE sia frutto di un INSUFFICIENTE VITALITA’ INTELLETTUALE che caratterizza gli intellettuali.
  4. Ultimi anni (70/80) la scrittura risulta ben lontana dalla resa autobiografica data in precedenza, anzi, si allenta per dare spazio a una rappresentazione della sessualità come “normale” e Freud diviene tanto esplicito da sembrare astratto. I personaggi, infine, diventano FANTASMI che seguono un PROGRAMMA DI RIVOLTA o DI CONOSCE DI SE’. = egli conduce una vita dissociata e convive con il binomio sociale e sessuale (MARX e FREUD), con le conseguenti connotazioni distuttive più che liberatorie. CAP 6: ELSA MORANTE
  5. In ottica Junghiana la società occidentale vedeva il lento tramonto della figura paterna come lontana da un comportamento animale ma semplice consuetudine sociale: in particolar modo, l'autorità del padre risulta il perno culturale ed economico della famiglia borghese del XV secolo e che, in tempi moderni, viene meno come lo stesso patriarca. Freud e il suo Totem e tabù si vede anche quì il decadimento del padre.
  6. In particolar modo, si evince come la psicoanalisi nata in età borghese abbia reso identificazione del padre simbolico nel padre borghese e, qualora si dovesse presentare un elemento differente da esso, si rischierebbe l'INCIVILIMENTO.
  7. Inoltre, è fondamentale riprendere LANCAN e la concezione di quest'ultimo nel riconosce il PADRE SIMBOLICO nel PADRE MORTO, ossia il concetto di lutto che permane nell'agonia degli uomini fa sì che questi vivano un continuo ripudio della naturalità/animalità.
  8. La MADRE, invece, viene descritta da JUNG come un essere INCONSCIO al quale l'uomo deve sottrasrsi dall'accudimento per divenire parte del CIVILI/civilizzato. Di qui la riflessione su come la società contemporane occidentale viva una condizione paterna ormai estinta; risultato di ciò una difficoltà di emancipazione e la necessità costante di prevaricare per ottenere il DOMINIO DELL'ETHOS (norma di vita), conseguenza di deliri di onnipotenza.
  9. Elsa morante pone come obbiettivo dei suoi romanzi la TRAGEDIA e la PARODIA della CLASSE BORGHESIA che rincorre verso l'AUTODISTRUZIONE che ricorda modelli letterari come MADAME BOVARY e KAFKA.
  10. Lìinfluenza di Freud è palpabile nel " Diario 1938" uscito postumo e che svelava come l'autrice ritrovasse nel mezzo dell'inconscio un mezzo risolutore verso la maturazione intellettuale; inoltre, la lettura di freud costituì il modus di una scrittura "spessa" capace personalizzare il racconto dell'io. Vi è anche l'influsso del pensiero di Pasolini, in modo particolare, all'omologazzione sociale alla condizione piccolo-borghese e la decadenza di fazioni lontane dalla "norma" (es. la società contadina), che rendono conseguenzialmente narrativo l'approccio usato da Jung e da Freud sulla definizione sociale. Si nota nelle opere dell'autrice come il sapere psicoanalitico faccia leva su SITUAZIONI FAMILIARI e il cambiamento adattivo alla società di questo.
  11. L'ISOLA DI ARTURO Il romanzo risulta pieno di elementi freudiani: dissociando dal FAMILIENROMAN (uomo delinea la propria personalità in base al confronto con le figure parentali) si punta su l'INTRECCIO, tipico dei romanzi del 900.

L'EDUCAZIONE SENTIMENTALE del protagonista, Si denota in arturo l'abbandono della figura materna defunta, RIPUDIO DELLA PARTE NATURALE reso simbolicamente dal suo salpare da procida. " madre, mare isola" , passaggio che indica la natura "marina" del protagonista e l'emblema della nascita freudiana tramite l'elemento dell'acqua. Arturo risulta ancrato alle sue origini e ricerca l'idealizzazione per sopperire ai suoi bisogni di affetto, che ricerca nel padre (degenerando l' essere paterno nel femmineo) e al contempo vi è un inaffidabile senso di realtà nelle parole del protagonista, troppo convinto nel predisporsi verso la vita “civile” quanto troppo radicato in un senso di attaccamento materno. Su quest ultimo punto vediamo l’amore per Nunziatina, nella quale figura, vive il ricordo della madre scomparsa, capace di dare amore e di impersonificare l’oggetto del desiderio edipico (il padre risulta come un ostacolo a tal proposito).

  • l’autrice riprende il mezzo del SOGNO, per mostrarci il binomio di volontà di Arturo, fra la regressione materna e la necessità di emancipazione da esso, fino all'età adulta (quella civile). Si nota, inoltre, che la CIVILTÀ PROGREDITA risulta una chimera e fonte di frustrazione. -infine, il ruolo della madre riflesso in Nunziatina risulta ben lontano dall'intento di guida, ricercato da Arturo, poiché Ella cerca si di renderlo consapevole della vacuità dell’ente famiglia ma al contempo non lo conduce verso alternative, dato che si sposa col padre accettando la condizione borghese di moglie. -Jung riassume a pieno il concetto del libro in questa frase: “ il motivo del fanciullo rappresenta l’aspetto infanzia precosciente dell’anima collettiva”
  1. IL MONDO SALVATO DAI RAGAZZINI
  • Il passaggio da uno STATO PREISTORICO (come quella dell’infanzia) ad uno INNATURALE (l’essere civile). => PAZZARIELLO, alter ego fra ORFEO e NARCISO
  • Si presti attenzione alla chiave di lettura del romanza, più OTTIMISTA, che prevede una negazione della borghesia a favore del “gioco” dei bisogni e delle facoltà individuali => un'UTOPIA ANTIBORGHESE che, secondo l’autrice, vede una possibile realizzazione nelle rivolte del 68.
  • CONTESTAZIONE PASOLINI, PAZZARIELLO “cucito” in modo troppo borghese.
  1. Il richiamo spirituale.
  • Nella scrittura della Morante si nota una ripresa dell’ELEMENTO SPIRITUALE. Questo lo vediamo ne " La Storia” d ove si riflette una MATER DOLOROSA come Ida e un figlio reso cristo, Useppe, capro espiatorio per i peccati di una società borghese che ha culminato la sua pulsione di morte nell’olocausto. => si vede una riflessione di una società che sovrasta i deboli e che vive il metastorico teatro di lotta fra il bene e il male. CAP 8: PASOLINI
  1. Negli anni bolognesi lesse vari scritti di Freud, primo fra tutti TRE CONTRIBUTI SULLA TEORIA SESSUALE di quest'ultimo Pasolini ne ricava la tematica del COMPLESSO EDIPICO ROVESCIATO che ne condizionerà la scrittura di opere quali EDIPO RE e anche i QUADERNI ROSSI.
  • il complesso presenta come fulcro l’oggetto del desiderio sessuale primordiale, etichettato dallo scrittore come “teta velata” , riprendendo sia il seno materno sia il TETIS greco, ossia il sesso senza distinzione di genere (si precisa che non esiste il termine in greco ma l’autore ne era convinto).
  1. I QUADERNI ROSSI.
  • Si definisce lo scritto come un romanzo familiare che ricalca, per complessità e oscurità, le opere di PASCOLI; eppure, si allontana per via delle numerose riscritture di pasolini che lo rendono, talvolta, anche contraddittorio.
  • Il romanzo presenta CENNI AUTOBIOGRAFICI, caratterizzati dallo SCHEMA EDIPICO: padre violento e drammatico, madre amorevole e maltrattata.
  • il ruolo del FRATELLO GUIDO, causa di un primo senso di solitudine e lo sfogo fisico che ne derivò, la congiuntivite. Da quì, L’odio per il padre nato dall’azione di mettere il collirio con forza.
  • una riflessione interessante sullo schema edipico viene da WALTER SITI: egli, difatti, ci illustra come l’ ODIO verso la figura paterna, celi un senso di sicurezza calma.
  1. ODIARE PER TROPPO AMORE, si ha nel 1966 un cambio di rotta che porterà Pasolini verso la realizzazione che è la figura paterna non è solo AUTORITARIA ma EROTICA. ⇒ un amore esclusivamente erotico per il padre.