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Pianificazione e controllo nelle Aziende Sanitarie: Il sistema budgetario e dei costi., Tesine universitarie di Infermieristica

Il miglioramento dei sistemi sanitari continua ad essere, da diverso tempo, al centro di dibattiti politici e scientifici sia a livello nazionale che internazionale. Si cercano infatti soluzioni organizzative e gestionali capaci di soddisfare l’esigenza, da un lato di razionalizzare la spesa sanitaria e dall’altro di migliorare la qualità dell’erogazione delle prestazioni e dei servizi di assistenza.

Tipologia: Tesine universitarie

2019/2020

Caricato il 07/09/2021

N.Antonella
N.Antonella 🇮🇹

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Master di primo livello in
!Management e funzioni di
coordinamento delle professioni
sanitarie”
CONTABILITA PUBBLICA E CONTROLLO
DI GESTIONE NELLA SANITA’.
Prof. Roberto Benedetti, Prof. Bruno Primicerio
Pianificazione e controllo nelle Aziende Sanitarie
(Prof. Bruno Primicerio) : Il sistema budgetario e
dei costi nelle Aziende Sanitarie.
Nese Antonella
Matricola N. 073031
24/03/2021
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Master di primo livello in

! Management e funzioni di

coordinamento delle professioni

sanitarie”

CONTABILITA’ PUBBLICA E CONTROLLO

DI GESTIONE NELLA SANITA’.

Prof. Roberto Benedetti, Prof. Bruno Primicerio

Pianificazione e controllo nelle Aziende Sanitarie

(Prof. Bruno Primicerio) : Il sistema budgetario e

dei costi nelle Aziende Sanitarie.

Nese Antonella

Matricola N. 07303 1

INDICE

1. Introduzione

2. Il Sistema Sanitario Nazionale: evoluzione storica

3. La contabilità analitica ed il sistema dei costi

4. Il sistema di budget nella Aziende Sanitarie

4.1 Introduzione 4.2 Il processo di budgeting 4.3 Funzioni del budget

5. Conclusioni

2. Il Sistema Sanitario Nazionale : evoluzione storica

Il Sistema Sanitario Nazionale venne istituito il 23 dicembre del 1978 con la Legge n. 833, esso “è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l’eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio.” Vennero inoltre istituite le Unità Sanitarie Locali definite come "complesso dei presidi, degli uffici e dei servizi... in un determinato ambito territoriale". Le USL hanno il compito di erogare "le prestazioni di prevenzione, di cura, di riabilitazione e di medicina legale". All’epoca quindi le strutture coinvolte nel funzionamento del SSN erano lo Stato con una funzione di programmazione generale e di stanziamento delle risorse, le Regioni che svolgevano funzioni legislative, programmatorie e di coordinamento, i Comuni con compiti di gestione amministrativa diretta. Fu una legge di grande svolta in quanto permise il superamento del sistema mutualistico, lo scioglimento di tutti gli enti con finalità assistenziali e la loro confluenza verso il SSN. I principi che avevano ispirato tale riforma erano:

  • (^) universalità dei destinatari;
  • (^) uguaglianza del trattamento;
  • (^) gratuità e globalità dei servizi offerti;
  • (^) libera scelta del cittadino;
  • (^) controllo pubblico. Agli inizi degli anni novanta iniziò il processo di riordino del SSN in risposta all’insostenibilità del sistema finanziario che fino a quel momento vide un continuo aumento della spesa sanitaria che non corrispondeva ad un’adeguata qualità nell’erogazione delle prestazioni e dei servizi sanitari. Attraverso il Decreto Legislativo del 30 dicembre

1992 n. 502 (successivamente integrato dal Decreto Legislativo 7 dicembre 1993, n. 517) si passa dal Welfare State ad una concezione di assistenza pubblica in cui la spesa sociale e sanitaria dove essere proporzionata all’effettiva realizzazione delle entrate e non può più rapportarsi unicamente all’entità dei bisogni. U n o d e i p i ù i m p o r t a n t i c a m b i a m e n t i d i t a l e r i f o r m a f u l’aziendalizzazione delle strutture di produzione ed erogazione dei servizi sanitari. Le USL vengono sostituite dalle Aziende Sanitarie e precisamente dalle Aziende Unità Sanitarie Locali (AUSL), con ambito territoriale di norma coincidente con quello della Provincia e le Aziende Ospedaliere (AOSP), ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione, i policlinici universitari e gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico. Tali aziende sono dotate di personalità giuridica pubblica e di autonomia organizzativa, gestionale, amministrativa e contabile. Altro punto fondamentale della riforma fu l’attribuzione di maggiori responsabilità alle regioni, alle quali fu conferito il potere di guida e di controllo sulle aziende sanitarie ed un’ampia autonomia di gestione ed organizzazione del Servizio Sanitario Regionale. Fu introdotto un nuovo modello di finanziamento basato sulla quota capitaria per i residenti e sulla remunerazione delle prestazioni effettuate a tariffe predeterminate dalle Regioni; il sistema contabile fu modificato passando dalla contabilità finanziaria a quella economico patrimoniale e fu introdotto il controllo di gestione inteso come il meccanismo operativo volto a guidare la gestione verso il conseguimento degli obiettivi stabiliti in sede di pianificazione. Si incrementò la competitività tra pubblico e privato finalizzata, non solo al miglioramento qualitativo delle prestazioni ma anche alla più ampia libertà di scelta, per il cittadino, delle strutture presso le quali

capitale e furono attribuite loro nuove risorse nella forma di compartecipazioni a tributi erariali, con il fine di realizzare un quadro di entrata più programmabile e dinamico. L’introduzione di una perequazione interregionale delle risorse, fondata su criteri più razionali di quelli della spesa storica, si legava inoltre alla previsione di incentivi specifici per l’efficienza delle singole Regioni. Fu poi istituito un apposito fondo, il fondo perequativo nazionale, avente il fine di consentire che una quota parte del gettito Iva fosse utilizzato a fini di solidarietà regionale per ovviare al gap economico esistente tra regione e regione. Infine la Riforma del Titolo V, Legge Costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3 definì nuovamente le specifiche competenze di Stato e Regioni in materia sanitaria. Lo Stato determina i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ovvero le prestazioni e i servizi che il SSN è tenuto a fornire a tutti i cittadini gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket). Le Regioni hanno competenza esclusiva nella regolamentazione ed organizzazione dei servizi sanitari e nel finanziamento delle Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende Ospedaliere. Dal 2001 il sistema delle conferenze Stato-Regioni, ovvero il confronto tecnico e politico tra Governo, Regioni ed Autonomie locali è lo strumento attraverso il quale viene definita l’assistenza pubblica in Italia.

3. La contabilità analitica ed il sistema dei costi

La contabilità analitica è uno degli strumenti tecnico-contabili del controllo di gestione, un sistema complesso che consente il monitoraggio interno dei costi e dei ricavi, di rilevazioni di natura monetaria e non, volte alla produzione di informazioni economiche e gestionali. Permette quindi alla Direzione Aziendale di decidere relativamente alla convenienza economica di una determinata attività,

e/o all’efficienza di un determinato processo; fornisce importanti informazioni al management per le scelte strategiche da adottare e pone le basi per la predisposizione del budget e per il relativo controllo di gestione aziendale. Attraverso la contabilità analitica è possibile individuare le relazioni esistenti tra costi e prestazioni erogate dalle aziende sanitarie. All’interno di ogni struttura interna aziendale possono essere individuati:

  • (^) i centri di costo, sono la minima unità contabile di raggruppamento o accumulo dei costi cioè la minima unità economica di svolgimento dell’attività, più centri di costo afferiscono ad un centro di responsabilità per i quali è possibile identificare un responsabile. Si articolano in : centri di costo produttivi, investiti di funzioni finalizzate in modo diretto al conseguimento del prodotto finito; centri di costo ausiliari intesi come i servizi interni accessori che erogano prestazioni e servizi ai centri di costo produttivi ed i centri di costo funzionali configurabili nelle funzioni aziendali esterne all’area di produzione;
  • (^) i centri di profitto, quelle strutture responsabili della produzione di profitto che devono quindi rilevare i costi ed i ricavi di propria competenza;
  • (^) i centri di investimento, unità aziendali responsabili di prendere decisioni di investimento oltre alle decisioni relative a costi e ricavi, possono utilizzare il capitale per contribuire direttamente alla redditività aziendale. In contabilità analitica i costi vengono riclassificati prevalentemente per destinazione, abbiamo quindi:
  • (^) costi diretti, ovvero i costi direttamente imputabili all’oggetto dell’output del processo di produzione attraverso la determinazione delle quantità impiegate e la loro valorizzazione (es: i medicinali

avevano unicamente carattere formale e non economico-aziendali, tipico invece della contabilità economico patrimoniale. Per le aziende sanitarie è stato quindi introdotto l’obbligo di determinare i bilanci pluriennali (tre anni), il bilancio previsionale (un anno), il bilancio consuntivo di esercizio ed i prospetti sulle previsioni annuali di cassa. E’ necessario infatti che le risorse pubbliche siano governate in modo razionale ed efficiente, evitando sprechi ma senza abbassare il livello della qualità e dell’efficacia delle prestazioni sanitarie. Il fine ultimo della riduzione della spesa sanitaria a fronte di un continuo miglioramento della qualità dell’assistenza si traduce in una prospettiva gestionale orientata ai risultati ovvero all’ottimale allocazione delle risorse disponibili. Le Aziende Sanitarie devono quindi ricercare continuamente le condizioni economiche ideali che permettano di perseguire al meglio le proprie finalità. Il sistema di Budget risponde pienamente a tali requisiti in quanto si definisce come quel processo attraverso cui vengono definiti gli obiettivi, l’impiego e l’allocazione delle risorse. Consente infatti sia di stimare preventivamente le entrate e le spese in un determinato periodo, sia di valutare eventuali scostamenti rispetto al piano originario, deve quindi essere caratterizzato da flessibilità per poter essere modificato in caso di necessità. 4.2 Il processo di budgeting La definizione del budget presuppone la traduzione dei piani e dei programmi aziendali in termini di obiettivi annuali assegnati a specifici soggetti aziendali. E’ necessario quindi individuare a priori le responsabilità di tali soggetti che si devono attivare nella definizione e nel raggiungimento degli obiettivi. Essi sono quindi i centri di responsabilità (CdR). Per una corretta gestione del budget risulta inoltre essere utile avere una piena conoscenza del passato aziendale

al fine di evitare disfunzioni e/o disservizi già verificatisi. il Budget sarà quindi il risultato finale di una serie di contrattazioni interne, tra centri di responsabilità ed esterne, con la Regione sino all’accordo definitivo. Per prima cosa la Regione fornisce gli obiettivi, in linea con quanto dettato dalla Stato, che ogni singola ASL e AOSP deve raggiungere, a cui segue la corresponsione delle risorse necessarie per il soddisfacimento degli stessi. Esistono fondamentalmente due modelli di riferimento:

  • (^) Top-down: è la direzione strategica Aziendale che definisce gli obiettivi del Centro di Responsabilità;
  • (^) Bottom-up: c’è una partecipazione del Centro di Responsabilità nella definizione degli obiettivi. La negoziazione degli obiettivi, insita nel processo di budgeting, la complessità aziendale e la natura dei processi produttivi caratterizzati da un elevato livello professionale porta le Aziende Sanitarie ad optare per il modello bottom-up. Le fasi preliminari, dirette quindi alla definizione degli obiettivi e delle linee guida di budget di ogni singolo CdR, sono le più complesse di tutto il processo. il Direttore Generale istituisce il calendario del budget, una serie di incontri da parte di tutti i responsabili del processo per la contrattazione stessa del budget. La somma di tutti i budget dei CdR costituisce il budget aziendale al quale va aggiunto il budget delle alte aree funzionali quali la Direzione Strategica, che comprende la Direzione Generale, La Direzione Sanitaria e la Direzione Amministrativa e la Gestione del personale. Le fasi sostanziali del processo determinano i vari budget di settore e ne verificano la loro congruenza. Durante questa fase vengono definiti:
  • (^) il budget commerciale sulla base delle prospettive di erogazione delle prestazioni e della loro valorizzazione in relazione al tariffario
  • (^) qualitativi quando le prestazioni sono svolte con un numero differente di risorse rispetto a quelle dichiarate nel budget. Il budget rappresenta, dunque, uno strumento di programmazione fondamentale attraverso cui le aziende definiscono i loro obiettivi (in accordo con le Regioni) e li traducono in termini quantitativi, in risorse economiche, tecniche ed umane che prevedono di utilizzare; contribuisce inoltre a coniugare la responsabilità clinica con quella gestionale ed economica. Il controllo di Gestione deve avvalersi del sistema di Reporting per monitorare gli obiettivi di budget. Esso permette il mantenimento dell’efficienza del sistema organizzativo e la diffusione delle informazioni a vari livelli. Costituisce quindi uno strumento operativo di fondamentale importanza finalizzato alla responsabilizzazione di tutti gli operatori verso il perseguimento degli obiettivi aziendali. Il Report è un documento amministrativo che deve essere chiaro, essenziale, comprensibile ma anche flessibile e dinamico. 4.3 Funzioni del budget Il sistema del budget in quanto sistema complesso ed articolato ha diverse funzioni quali :
  • (^) programmazione, avviene proprio attraverso la definizione degli obiettivi aziendali e la successiva definizione ed allocazione delle risorse necessarie al raggiungimento degli stessi,
  • (^) controllo, permette il monitoraggio costante delle attività dell’azienda sanitaria attraverso l’analisi del raggiungimento degli obiettivi prefissati,
  • (^) responsabilizzazione e motivazione, attraverso il suo processo di attuazione che coinvolge attivamente tutti gli attori ad es. nella definizione degli obiettivi determina un effetto motivante e di responsabilità nel raggiungimento degli obiettivi condivisi,
  • (^) coordinamento ed integrazione, il sistema di budget permette, a monte, attraverso la negoziazione, il coordinamento e la compatibilità degli obiettivi dei singoli CdR assicurando che non siano in contrasto tra loro che siano coerenti con gli obiettivi generali dell’azienda,
  • (^) apprendimento e formazione, il processo di budget è un momento altamente formativo nel quale i soggetti coinvolti devono assumere un atteggiamento maggiormente manageriale rendendo possibile il raggiungimento di obiettivi globali aziendali, il sistema di budget consente inoltre di verificare gli effetti delle decisioni prese e stimola quindi un processo di apprendimento attivo che evita la ripetizione di medesimi errori.

5. Conclusioni

Il sistema budgetario e dei costi sono due importanti strumenti che le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere utilizzano con il fine ultimo di ottimizzare le risorse, riducendo gli sprechi ma mantenendo elevata la qualità dell’assistenza fornita. La determinazione dei centri di costo, dei centri di responsabilità e la successiva pianificazione del budget partono dalla pianificazione strategica aziendale e rappresentano elementi imprescindibili del controllo di gestione. La realizzazione del budget aziendale quindi fa riferimento ad un processo nel quale trovano espressione in termini quantitativo- monetari gli obiettivi a breve termine dell’Azienda: le strategie manageriali sono delineate nel Piano Strategico Pluriennale e tradotte in obiettivi ed attività prioritarie per ogni anno di riferimento che trovano poi riscontro nel Piano Annuale. Il budget, prevedendo una scomposizione degli obiettivi strategici in tanti obiettivi intermedi, rappresenta, come già citato, anche uno strumento di verifica delle scelte strategiche adottate.

Bibliografia

  • (^) Primicerio B., "Il Servizio Sanitario Nazionale: struttura, organizzazione e modelli gestionali” Edizioni Luigi Pozzi Roma, 2004
  • (^) Bergamaschi M., Lecci F., Morelli M., “Strategic Cost Management e aziende sanitarie” RIREA, 2010
  • (^) Brusa L., “Sistemi manageriali di programmazione e controllo” Giuffrè Editore, 2000
  • (^) Messina G., “Economia e organizzazione delle aziende sanitarie,” libreria universitaria.it, 2014
  • (^) Vendramini E., ”Il sistema di budget per le aziende sanitarie pubbliche” McGraw-Hill Milano, 2004
  • (^) Rapporto OASI 2020

Normativa

  • (^) Legge 23 dicembre 1978, n. 833 “Istituzione del servizio sanitario nazionale.”
  • (^) Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421.”
  • (^) Decreto Legislativo 7 dicembre 1993, n. 517 “Modificazioni al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, recante riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421.”
  • (^) Decreto Legislativo 19 giugno 1999, n. 229 “Norme per la razionalizzazione del Servizio sanitario nazionale, a norma dell'articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419.”
  • (^) Decreto Legislativo del 18 febbraio 2000, n. 56 “Disposizioni in materia di federalismo fiscale, a norma dell'articolo 10 della legge 13 maggio 1999, n. 133.”
  • (^) Legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 “Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione.”