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Il miglioramento dei sistemi sanitari continua ad essere, da diverso tempo, al centro di dibattiti politici e scientifici sia a livello nazionale che internazionale. Si cercano infatti soluzioni organizzative e gestionali capaci di soddisfare l’esigenza, da un lato di razionalizzare la spesa sanitaria e dall’altro di migliorare la qualità dell’erogazione delle prestazioni e dei servizi di assistenza.
Tipologia: Tesine universitarie
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4.1 Introduzione 4.2 Il processo di budgeting 4.3 Funzioni del budget
Il Sistema Sanitario Nazionale venne istituito il 23 dicembre del 1978 con la Legge n. 833, esso “è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l’eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio.” Vennero inoltre istituite le Unità Sanitarie Locali definite come "complesso dei presidi, degli uffici e dei servizi... in un determinato ambito territoriale". Le USL hanno il compito di erogare "le prestazioni di prevenzione, di cura, di riabilitazione e di medicina legale". All’epoca quindi le strutture coinvolte nel funzionamento del SSN erano lo Stato con una funzione di programmazione generale e di stanziamento delle risorse, le Regioni che svolgevano funzioni legislative, programmatorie e di coordinamento, i Comuni con compiti di gestione amministrativa diretta. Fu una legge di grande svolta in quanto permise il superamento del sistema mutualistico, lo scioglimento di tutti gli enti con finalità assistenziali e la loro confluenza verso il SSN. I principi che avevano ispirato tale riforma erano:
1992 n. 502 (successivamente integrato dal Decreto Legislativo 7 dicembre 1993, n. 517) si passa dal Welfare State ad una concezione di assistenza pubblica in cui la spesa sociale e sanitaria dove essere proporzionata all’effettiva realizzazione delle entrate e non può più rapportarsi unicamente all’entità dei bisogni. U n o d e i p i ù i m p o r t a n t i c a m b i a m e n t i d i t a l e r i f o r m a f u l’aziendalizzazione delle strutture di produzione ed erogazione dei servizi sanitari. Le USL vengono sostituite dalle Aziende Sanitarie e precisamente dalle Aziende Unità Sanitarie Locali (AUSL), con ambito territoriale di norma coincidente con quello della Provincia e le Aziende Ospedaliere (AOSP), ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione, i policlinici universitari e gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico di diritto pubblico. Tali aziende sono dotate di personalità giuridica pubblica e di autonomia organizzativa, gestionale, amministrativa e contabile. Altro punto fondamentale della riforma fu l’attribuzione di maggiori responsabilità alle regioni, alle quali fu conferito il potere di guida e di controllo sulle aziende sanitarie ed un’ampia autonomia di gestione ed organizzazione del Servizio Sanitario Regionale. Fu introdotto un nuovo modello di finanziamento basato sulla quota capitaria per i residenti e sulla remunerazione delle prestazioni effettuate a tariffe predeterminate dalle Regioni; il sistema contabile fu modificato passando dalla contabilità finanziaria a quella economico patrimoniale e fu introdotto il controllo di gestione inteso come il meccanismo operativo volto a guidare la gestione verso il conseguimento degli obiettivi stabiliti in sede di pianificazione. Si incrementò la competitività tra pubblico e privato finalizzata, non solo al miglioramento qualitativo delle prestazioni ma anche alla più ampia libertà di scelta, per il cittadino, delle strutture presso le quali
capitale e furono attribuite loro nuove risorse nella forma di compartecipazioni a tributi erariali, con il fine di realizzare un quadro di entrata più programmabile e dinamico. L’introduzione di una perequazione interregionale delle risorse, fondata su criteri più razionali di quelli della spesa storica, si legava inoltre alla previsione di incentivi specifici per l’efficienza delle singole Regioni. Fu poi istituito un apposito fondo, il fondo perequativo nazionale, avente il fine di consentire che una quota parte del gettito Iva fosse utilizzato a fini di solidarietà regionale per ovviare al gap economico esistente tra regione e regione. Infine la Riforma del Titolo V, Legge Costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3 definì nuovamente le specifiche competenze di Stato e Regioni in materia sanitaria. Lo Stato determina i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ovvero le prestazioni e i servizi che il SSN è tenuto a fornire a tutti i cittadini gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket). Le Regioni hanno competenza esclusiva nella regolamentazione ed organizzazione dei servizi sanitari e nel finanziamento delle Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende Ospedaliere. Dal 2001 il sistema delle conferenze Stato-Regioni, ovvero il confronto tecnico e politico tra Governo, Regioni ed Autonomie locali è lo strumento attraverso il quale viene definita l’assistenza pubblica in Italia.
La contabilità analitica è uno degli strumenti tecnico-contabili del controllo di gestione, un sistema complesso che consente il monitoraggio interno dei costi e dei ricavi, di rilevazioni di natura monetaria e non, volte alla produzione di informazioni economiche e gestionali. Permette quindi alla Direzione Aziendale di decidere relativamente alla convenienza economica di una determinata attività,
e/o all’efficienza di un determinato processo; fornisce importanti informazioni al management per le scelte strategiche da adottare e pone le basi per la predisposizione del budget e per il relativo controllo di gestione aziendale. Attraverso la contabilità analitica è possibile individuare le relazioni esistenti tra costi e prestazioni erogate dalle aziende sanitarie. All’interno di ogni struttura interna aziendale possono essere individuati:
avevano unicamente carattere formale e non economico-aziendali, tipico invece della contabilità economico patrimoniale. Per le aziende sanitarie è stato quindi introdotto l’obbligo di determinare i bilanci pluriennali (tre anni), il bilancio previsionale (un anno), il bilancio consuntivo di esercizio ed i prospetti sulle previsioni annuali di cassa. E’ necessario infatti che le risorse pubbliche siano governate in modo razionale ed efficiente, evitando sprechi ma senza abbassare il livello della qualità e dell’efficacia delle prestazioni sanitarie. Il fine ultimo della riduzione della spesa sanitaria a fronte di un continuo miglioramento della qualità dell’assistenza si traduce in una prospettiva gestionale orientata ai risultati ovvero all’ottimale allocazione delle risorse disponibili. Le Aziende Sanitarie devono quindi ricercare continuamente le condizioni economiche ideali che permettano di perseguire al meglio le proprie finalità. Il sistema di Budget risponde pienamente a tali requisiti in quanto si definisce come quel processo attraverso cui vengono definiti gli obiettivi, l’impiego e l’allocazione delle risorse. Consente infatti sia di stimare preventivamente le entrate e le spese in un determinato periodo, sia di valutare eventuali scostamenti rispetto al piano originario, deve quindi essere caratterizzato da flessibilità per poter essere modificato in caso di necessità. 4.2 Il processo di budgeting La definizione del budget presuppone la traduzione dei piani e dei programmi aziendali in termini di obiettivi annuali assegnati a specifici soggetti aziendali. E’ necessario quindi individuare a priori le responsabilità di tali soggetti che si devono attivare nella definizione e nel raggiungimento degli obiettivi. Essi sono quindi i centri di responsabilità (CdR). Per una corretta gestione del budget risulta inoltre essere utile avere una piena conoscenza del passato aziendale
al fine di evitare disfunzioni e/o disservizi già verificatisi. il Budget sarà quindi il risultato finale di una serie di contrattazioni interne, tra centri di responsabilità ed esterne, con la Regione sino all’accordo definitivo. Per prima cosa la Regione fornisce gli obiettivi, in linea con quanto dettato dalla Stato, che ogni singola ASL e AOSP deve raggiungere, a cui segue la corresponsione delle risorse necessarie per il soddisfacimento degli stessi. Esistono fondamentalmente due modelli di riferimento:
Il sistema budgetario e dei costi sono due importanti strumenti che le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere utilizzano con il fine ultimo di ottimizzare le risorse, riducendo gli sprechi ma mantenendo elevata la qualità dell’assistenza fornita. La determinazione dei centri di costo, dei centri di responsabilità e la successiva pianificazione del budget partono dalla pianificazione strategica aziendale e rappresentano elementi imprescindibili del controllo di gestione. La realizzazione del budget aziendale quindi fa riferimento ad un processo nel quale trovano espressione in termini quantitativo- monetari gli obiettivi a breve termine dell’Azienda: le strategie manageriali sono delineate nel Piano Strategico Pluriennale e tradotte in obiettivi ed attività prioritarie per ogni anno di riferimento che trovano poi riscontro nel Piano Annuale. Il budget, prevedendo una scomposizione degli obiettivi strategici in tanti obiettivi intermedi, rappresenta, come già citato, anche uno strumento di verifica delle scelte strategiche adottate.