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Possibile elaborato esame, Prove d'esame di Filosofie Orientali

Possibile elaborato esame di Filosofie dell'India e dell'Asia orientale

Tipologia: Prove d'esame

2020/2021

Caricato il 01/07/2021

cristel-novelli
cristel-novelli 🇮🇹

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Matricola 0000928078
Cristel Novelli
Il discorso della messa in moto della
ruota del Dhamma:
Il discorso della messa in moto della ruota del Dhamma,
(dhammacakkavattana-sutta in lingua Pali), noto anche come predica di Benares, è
1
un’esposizione affascinante delle parole del Tathagata , il quale, di fronte ai cinque
2
asceti, suoi maestri durante il periodo di pratiche estremamente rigide che possono
essere riassunte nell’idea del non agire, prenderanno forma annunciando
l’insegnamento che ha avuto tanta influenza nella storia dell’umanità.
Non si hanno informazioni certe sulla vita del Buddha, ma molte di esse affermano
che sia vissuto probabilmente tra il V e il IV secolo in India. Fin dalla sua nascita
sembra essere stato accompagnato da avvenimenti miracolosi che furono di buon
augurio. Visse in diverse dimore tra agio e lusso fino a quando, scoprendo il mondo
esterno, l’esperienza non si colorò di un’altra realtà a lui sconosciuta fino a quel
momento: dolore, malattia e sofferenza. Tale realtà si presentò ai suoi occhi dopo
diversi incontri che lo segnarono fino a condurlo in quello che fu il cammino di tutta la
sua esistenza: la ricerca di una soluzione per il superamento del dolore.
L’ascetismo fu il primo mezzo che intraprese, ma ben presto si rese conto che
l’indebolimento del corpo - e di conseguenza della mente, la quale è da una parte
causa dei nostri guai e dall’altra utile per arrivare alla liberazione - non era la via
giusta; egli dunque se ne distaccò. Tra le tante versioni che raccontano gli eventi
successivi, molte concordano nel sostenere che seguì un periodo di sconforto:
camminò a lungo per l’India Nord Orientale, sempre alla ricerca di un mezzo giusto,
fino a quando un giorno, stanco, si sedette sotto un albero di ficus. Nel silenzio
riflessivo, senza nessun aiuto esterno, finalmente trovò da solo le risposte che
cercava: in particolare, la grande verità su come sconfiggere il dolore. Da quel
momento quella pianta è stata battezzata come “albero del risveglio” ed è venerato
da milioni di fedeli.
Il cuore dell’insegnamento del Buddha si trova nelle quattro Nobili Verità, rivelate nel
suo primo discorso a Benares nel Parco delle Gazzelle. Seguendo un'esposizione
che richiama la forma medica, egli rivela dapprima la diagnosi, l’eziologia, la
prognosi ed infine la terapia.
Analizzando il contenuto di ogni confessione, possiamo trovare nella diagnosi la
malattia, la quale è racchiusa nell’esperienza della vita, con le sue gioie e dolori, e
nella quale c’è sofferenza, legata anche alla distanza tra il desiderio e il suo
soddisfacimento. Essa non nega l’esistenza di felicità, ma è proprio da essa che, in
quanto fenomeno impermanente è destinata a finire - proprio per questo prima o poi
ci porterà a soffrire. Egli pone in evidenza l’impermanenza di tutte le cose, le quali
1 Pier Cesare Bori e Saverio Marchignoli, Per un percorso etico tra culture
, Roma Carocci Editore,2015, p.114
2 Pier Cesare Bori e Saverio Marchignoli, Per un percorso etico tra culture
, Roma Carocci Editore,2015, p.117
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Matricola 0000928078 Cristel Novelli

Il discorso della messa in moto della

ruota del Dhamma:

Il discorso della messa in moto della ruota del Dhamma, (dhammacakkavattana-sutta in lingua Pali), noto anche come predica di Benares, è

1

un’esposizione affascinante delle parole del Tathagata , il quale, di fronte ai cinque 2

asceti, suoi maestri durante il periodo di pratiche estremamente rigide che possono essere riassunte nell’idea del non agire, prenderanno forma annunciando l’insegnamento che ha avuto tanta influenza nella storia dell’umanità. Non si hanno informazioni certe sulla vita del Buddha, ma molte di esse affermano che sia vissuto probabilmente tra il V e il IV secolo in India. Fin dalla sua nascita sembra essere stato accompagnato da avvenimenti miracolosi che furono di buon augurio. Visse in diverse dimore tra agio e lusso fino a quando, scoprendo il mondo esterno, l’esperienza non si colorò di un’altra realtà a lui sconosciuta fino a quel momento: dolore, malattia e sofferenza. Tale realtà si presentò ai suoi occhi dopo diversi incontri che lo segnarono fino a condurlo in quello che fu il cammino di tutta la sua esistenza: la ricerca di una soluzione per il superamento del dolore. L’ascetismo fu il primo mezzo che intraprese, ma ben presto si rese conto che l’indebolimento del corpo - e di conseguenza della mente, la quale è da una parte causa dei nostri guai e dall’altra utile per arrivare alla liberazione - non era la via giusta; egli dunque se ne distaccò. Tra le tante versioni che raccontano gli eventi successivi, molte concordano nel sostenere che seguì un periodo di sconforto: camminò a lungo per l’India Nord Orientale, sempre alla ricerca di un mezzo giusto, fino a quando un giorno, stanco, si sedette sotto un albero di ficus. Nel silenzio riflessivo, senza nessun aiuto esterno, finalmente trovò da solo le risposte che cercava: in particolare, la grande verità su come sconfiggere il dolore. Da quel momento quella pianta è stata battezzata come “albero del risveglio” ed è venerato da milioni di fedeli. Il cuore dell’insegnamento del Buddha si trova nelle quattro Nobili Verità, rivelate nel suo primo discorso a Benares nel Parco delle Gazzelle. Seguendo un'esposizione che richiama la forma medica, egli rivela dapprima la diagnosi, l’eziologia, la prognosi ed infine la terapia.

Analizzando il contenuto di ogni confessione, possiamo trovare nella diagnosi la malattia, la quale è racchiusa nell’esperienza della vita, con le sue gioie e dolori, e nella quale c’è sofferenza, legata anche alla distanza tra il desiderio e il suo soddisfacimento. Essa non nega l’esistenza di felicità, ma è proprio da essa che, in quanto fenomeno impermanente è destinata a finire - proprio per questo prima o poi ci porterà a soffrire. Egli pone in evidenza l’impermanenza di tutte le cose, le quali

(^1) Pier Cesare Bori e Saverio Marchignoli, Per un percorso etico tra culture , Roma Carocci Editore,2015, p. (^2) Pier Cesare Bori e Saverio Marchignoli, Per un percorso etico tra culture , Roma Carocci Editore,2015, p.

non sono altro che aggregati destinati alla dissoluzione. Qualsiasi esperienza della 3

vita, in quanto essa condizionata, non può darci la felicità perché, proprio per la caratteristica di essere derivata da altro, essa finirà; questa una consapevolezza che dobbiamo acquisire.

L’eziologia indica l’origine del dolore, la causa, che è principalmente la sete (ossia l’attaccamento), che porterà sempre alla ricerca di qualcosa che è diviso dalla persona. Comprenderlo è fondamentale, in quanto è necessario distaccarsi da quella sete, “che cerca il piacere ora qui, ora là, la sete di desiderio, sete di esistenza, sete di non esistenza”.

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La prognosi, quindi, è che si può guarire, può esserci la fine della sofferenza, eliminando la sete, abbandonandola. Non c’è nulla di immutabile ed eterno: la comprensione di questo, ossia vedere le cose come realmente sono, ci porta all’estinzione del desiderio.

La quarta Nobile Verità è la terapia, ossia la strada che conduce alla cessazione del dolore, la rinuncia a questa sete. È il sentiero di mezzo, in quanto evita gli estremi, ossia: la ricerca della felicità attraverso la soddisfazione dei piaceri - che è la via più semplice - e attraverso l’auto-mortificazione con il duro ascetismo. Entrambe sono esperienze provate dal Buddha ed entrambe sono risultate inefficaci. Egli scoprì una via mediana, non intesa come un modo per intraprendere entrambe le esperienze, bensì come un tentativo di oltrepassare questi due estremi, ossia non stare in mezzo e andare oltre, permettendoci così di conoscere e condurci con calma alla visione profonda, al risveglio. La cura è realizzabile seguendo l’Ottuplice Sentiero: otto parti che abbracciano aspetti diversi della vita e racchiudono l’essenza dell’insegnamento del Buddha. Egli lo spiegò adattando le parole e l’insegnamento alle persone che aveva di fronte, così che potesse essere da tutti compreso. Non c’è un ordine da seguire: ognuno, secondo le proprie capacità, può metterle in pratica, sono collegate tra loro e ogni parte può contribuire allo sviluppo dell’altra. Moralità, disciplina mentale e Saggezza: attorno a questi tre elementi fondamentali per il pensiero Buddhista, si articolano le otto categorie dell’ottuplice sentiero. La retta parola, azione e modo di vivere indicano la moralità, in armonia con gli altri e con noi stessi, basata sull’amore e sulla compassione. Retto sforzo, retta presenza mentale e retta concentrazione indicano l’essere coscienti delle attività del corpo, delle sensazioni, dei piaceri, avere consapevolezza di essi, contribuire a far nascere stati mentali buoni e sani: questo necessita di un continuo controllo su di Sé. La retta visione e la retta intenzione comprendono i pensieri di amore e non violenza verso tutti gli esseri viventi, di riuscire cioè a riconoscere il dolore e, in modo saggio, distinguerne l’origine, mirando a una condotta morale pacifica.

L’ottuplice sentiero è un insegnamento, una strada da percorrere e un modo di vivere rivolto a tutti, senza distinzione alcuna né di sesso né di credo; esso riguarda

(^3) Saverio Marchignoli, L’India Filosofica , Bologna Eurocopy Editore 2005, p. (^4) 1 Pier Cesare Bori e Saverio Marchignoli, Per un percorso etico tra culture , Roma Carocci Editore,2015, p.