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Calcolo dei Costi di Produzione: Esercizi e Quiz - Prof. Moisello, Schemi e mappe concettuali di Programmazione e controllo

riassunto di programmazione e controllo

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2019/2020

Caricato il 03/12/2023

nik-2020
nik-2020 🇮🇹

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N.S. UniPv !
[PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO]
CONTROLLO DI GESTIONE: è un sistema direzionale con cui i manager ai vari livelli si accertano che la
gesFone si sFa svolgendo in condizione di ecienza ed ecacia in modo da raggiungere gli obieIvi di
fondo della gesFone stabiliF dalla pianicazione strategica. Il suo compito è creare un programma operaFvo
che dirige loperaFvitàP dellazienda, e avere anche un sistema di strumenF che permeRe di creare un
budget; si vericano poi gli scostamenF che ci sono staF dal programma iniziale al risultato nale. Il
controllo di gesFone formalizza gli obieIvi di breve periodo, che sono funzionali a quelli di medio periodo;
gli obieIvi di breve periodo sono formalizzaF aRraverso il budget.
AZIENDA: è un'organizzazione, ovvero un sistema faRo da diversi organi, i quali sono composF da risorse
umane; gli organi perseguono tuI gli stessi obieIvi e operano in modo cooperaFvo, cioèP senza ledere gli
altri organi.
CONTROLLO DI GESTIONE:
Il controllo di gesFone è un sistema direzionale con cui il manager ai vari livelli si accertano che la gesFone si
sFa svolgendo in condizione di ecienza ed ecacia in modo da raggiungere gli obieIvi di fondo della
gesFone stabiliF dalla pianicazione strategica.
NB: lecacia è laItudine a raggiungere gli obieIvi che sono staF pressaF mentre lecienza è
l’aItudine a minimizzare i cosF rispeRo ai ricavi.
IL SISTEMA INFORMATIVO AMMINISTRATIVO:
Il sistema informaFvo amministraFvo si caraRerizza per tre faRori:
INPUT: I daF elementari che vengono rilevaF e immessi nel sistema informaFvo
I daF devono essere ATTENDIBILI (caraRerisFca fondamentale)
Processi di elaborazione: sono un insieme di strumenF, di modelli, di procedure e
risorse informaFche che vengono usaF per trasformare i daF acquisiF in informazioni. Essi devono
essere ADEGUATI
OUTPUT: devono essere UTILI per il manager che deve prendere delle decisioni (sono
informazioni)
IL SISTEMA DI CONTROLLO DIREZIONALE:
Si basa sul principio della conFngenza ovvero che deve tenere conto del contesto in cui opera limpresa.
Il sistema informaFvo amministraFvo diventa sistema di controllo direzionale nel momento in cui prende in
considerazione le condizioni di contesto (esterno e interno) e le nalità del sistema (il moFvo per cui sono
necessarie certe informazioni).
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Scarica Calcolo dei Costi di Produzione: Esercizi e Quiz - Prof. Moisello e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Programmazione e controllo solo su Docsity!

[PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO]

CONTROLLO DI GESTIONE: è un sistema direzionale con cui i manager ai vari livelli si accertano che la gesFone si sFa svolgendo in condizione di efficienza ed efficacia in modo da raggiungere gli obieIvi di fondo della gesFone stabiliF dalla pianificazione strategica. Il suo compito è creare un programma operaFvo che dirige l’operaFvità̀ dell’azienda, e avere anche un sistema di strumenF che permeRe di creare un budget; si verificano poi gli scostamenF che ci sono staF dal programma iniziale al risultato finale. Il controllo di gesFone formalizza gli obieIvi di breve periodo, che sono funzionali a quelli di medio periodo; gli obieIvi di breve periodo sono formalizzaF aRraverso il budget. AZIENDA: è un'organizzazione, ovvero un sistema faRo da diversi organi, i quali sono composF da risorse umane; gli organi perseguono tuI gli stessi obieIvi e operano in modo cooperaFvo, cioè̀ senza ledere gli altri organi. CONTROLLO DI GESTIONE: Il controllo di gesFone è un sistema direzionale con cui il manager ai vari livelli si accertano che la gesFone si sFa svolgendo in condizione di efficienza ed efficacia in modo da raggiungere gli obieIvi di fondo della gesFone stabiliF dalla pianificazione strategica. NB: l’efficacia è l’aItudine a raggiungere gli obieIvi che sono staF prefissaF mentre l’efficienza è l’aItudine a minimizzare i cosF rispeRo ai ricavi. IL SISTEMA INFORMATIVO AMMINISTRATIVO: Il sistema informaFvo amministraFvo si caraRerizza per tre faRori:

  • INPUT: I daF elementari che vengono rilevaF e immessi nel sistema informaFvo I daF devono essere ATTENDIBILI (caraRerisFca fondamentale)
  • Processi di elaborazione: sono un insieme di strumenF, di modelli, di procedure e risorse informaFche che vengono usaF per trasformare i daF acquisiF in informazioni. Essi devono essere ADEGUATI
  • OUTPUT: devono essere UTILI per il manager che deve prendere delle decisioni (sono informazioni) IL SISTEMA DI CONTROLLO DIREZIONALE: Si basa sul principio della conFngenza ovvero che deve tenere conto del contesto in cui opera l’impresa. Il sistema informaFvo amministraFvo diventa sistema di controllo direzionale nel momento in cui prende in considerazione le condizioni di contesto (esterno e interno) e le finalità del sistema (il moFvo per cui sono necessarie certe informazioni).

Le condizioni di contesto rappresentano i vincoli contro cui l’impresa va incontro. IL COSTO DI PRODUZIONE: Il costo di produzione è il valore monetario delle risorse impiegato per la realizzazione dei processi di produzione economica messi in aRo dalle aziende (valore dei faRori consumaF produIvamente). Esso è differente dal costo d’acquisto. SIGNIFICATO FINANZIARIO: misura dell’invesFmento aRuato per acquisire i faRori produIvi da recuperare tramite la vendita delle produzioni (disinvesFmento) SIGNIFICATO ECONOMICO: valore dei faRori consumaF produIvamente per oRenere faRori produIvi da recuperare con i ricavi LE FASI DELLA PROCEDURA DI CALCOLO DEI COSTI:

  1. OBIETTIVI DI CALCOLO DEI COSTI: perché andiamo a calcolare i cosF. (circoscrizione della finalità)
  2. OGGETTI DI COSTO: cosF elementari che devono essere aRribuiF agli oggeI di costo
  3. INDIVIDUAZIONE E CLASSIFICAZIONE ELEMENTI DI COSTO
  4. SCELTA DI UN METODO DI COSTO
  5. SINTESI DI COSTI
  6. RILEVAZIONE Gli obieIvi del calcolo dei cosF di produzione sono: valutare, decidere, controllare. NB: Configurazione di cosF=straFficazione di cosF parziale o completa. - PRIMA FASE : ObieIvi del calcolo dei cosF di produzione: Valutare: si può avere un obieIvo conosciFvo o di responsabilizzazione: tuRo viene svolto aRraverso i cosF di produzione, e il primo riguarda avere informazioni per poi sapere come agire, mentre il secondo consiste nel valutare l'operaFvità dei manager -> valutazione del magazzino semilavoraF o prodoI finiF Decidere: esempio decidere il prezzo basandosi sui cosF di produzione, per poi applicare il markup, oppure, quando si ha una linea di produzione in perdita, decidere se mantenerla o no (ci sono dei casi in cui se non si manFene si oIene un risultato peggiore in quanto il margine di contribuzione sarebbe comunque posiFvo) -> decidere tra diverse alternaFve di azione Controllare: si possono controllare i cosF così da effeRuare un’analisi di scostamento tra i cosF effeIvi e quelli prefissaF
  • Ogni differente scopo conosciFvo impone di: o AdoRare una parFcolare configurazione di costo, che può essere parziale o completa -> completa quando si vedono i valori di tuRe le risorse uFlizzate, parziale quando ad esempio si deve decidere se acquistare o meno una commessa aggiunFva e si calcolano i cosF in più che si dovrebbero sostenere per questa commessa

quindi i prodoI che scaturiscono da questo processo sono di faRo tra loro vincolaF quindi congiunF. Es un’azienda di yogurt ha diversi Fpi: se con una macchina riempio i vaseI è un costo comune perché prima riempirò tuI i vaseI di un Fpo, poi tuI quelli di un altro, non riempio contemporaneamente con la stessa macchina vaseI di diverso Fpo di yogurt.

- Cos 8 dire= e indire=: la disFnzione dipende da come viene imputato il costo all’oggeRo di costo, è una classificazione di Fpo contabile. È direRo quando posso imputarlo in modo direRo all’oggeRo di costo ed è economicamente conveniente imputarlo in modo direRo; un costo è invece indireRo quando non sono in grado di imputarlo in modo direRo oppure sono in grado di imputarlo in modo direRo ma non è economicamente conveniente imputarlo così. Es: costo di boRoni per giacca-> è un costo direRo perché so quanto costa un boRone e quanF me ne servono e posso calcolarlo facilmente. Se invece considero il costo della macchina che taglia la stoffa per le giacche, il costo di questa macchina è rappresentato dalla quota di ammortamento della macchina e non so quindi quanta parte di questo costo è imputata alle giacche e quanto ai cappoI. Devo fare quindi procedure che includono un costo indireRo. Economicamente conveniente: ci sono dei cosF che io tecnicamente posso calcolare facilmente ma il loro valore è trascurabile rispeRo al costo di produzione e quindi è più conveniente meRerli insieme ad altri cosF che traRo in modo indireRo: es costo sostenuto per diverse classi di clienF: le classi useranno cosF in modo diverso-> la faRurazione avviene in modo diverso perché ogni cliente ha un numero diverso di faRure e io so quanto mi costa la faRurazione per ogni cliente perché so quanto costa il foglio e quante faRure ho per il cliente. Avrei un costo di misurazione molto grosso e questa procedura richiederebbe molto tempo per ogni cliente, quindi ad esempio il costo del foglieRo insieme agli altri cosF di questo Fpo mi conviene meRerli tuI in cosF amministraFvi e poi ad ogni cliente imputarlo in modo indireRo. Sono quindi cosF trascurabili e posso farlo. Se fossero non trascurabili non potrei farlo.

  • CosF di periodo o di prodoRo: di periodo se non sono generaF dal prodoRo e sono sostenuF in ogni modo indipendentemente dai volumi di produzione, di prodoRo se sono direRamente causaF dal prodoRo es tuRo ciò̀ che finisce nei cappoI (stoffa, filo), mentre i cosF di periodo sono quelli per avere la struRura produIva (ammortamento macchinari) o cosF per manutenzione ordinaria. METODO INDIRETTO: Imputazione immediata (in base alla funzione del costo da imputare): Possiamo avere una imputazione immediata ovvero una imputazione in base alla funzione del costo da imputare, prendiamo il costo del faRore produIvo (o una classe omogenea) e li riparFsco immediatamente sugli oggeI di costo finali, senza transitare da un oggeRo di costo intermedio. Ho bisogno di creare dei coefficienF che mi consentono di aRribuire questo costo alle diverse produzioni (in forma percentuale). Posso scegliere un coefficiente unico e uniforme (per tuI i faRori produIvi che lavorano in comune usiamo lo stesso coefficiente), questo coefficiente lo vado uFlizzare per riparFre tuI i cosF che devono essere imputaF con metodo indireRo.

La seconda situazione è quella dei coefficienF disFnF quindi non ho una imputazione uniforme ma variata, quindi per ciascuna classe di fp che deve essere imputato in modo indireRo, vado a costruire un coefficiente che vada a riparFre il costo in modo economicamente correRo. Imputazione indireRa per centri di costo (imputazione in base alle unità organizzaFve): Si usa come oggeRo di costo intermedio le unità organizzaFve dove i fp vengono uFlizzaF, il secondo modo (più specifico) è quello di usare come oggeRo di costo le aIvità per il cui svolgimento vengono usaF quei fp. (es per reparF, dove vado a calcolare il costo di funzionamento totale di ciascun reparto prima di imputarlo direRamente).

  • Coefficiente unico: per andare ad aRribuire i cosF dei diversi reparF alle produzioni nel nostro esempio.
  • CoefficienF disFnF: che siano ciascuno adeguato ad esprimere come ogni reparto ha dato la sua uFlità alla produzione. Imputazione in base all’aIvità che ha generato il costo (imputazione indireRa per aIvità):
  • Coefficiente unico
  • CoefficienF disFnF LE CONFIGURAZIONI DI COSTO: Definiamo configurazione di costo o straFficazione di costo un raggruppamento significaFvo di elemenF di costo relaFvi a un dato oggeRo di costo. Soddisfano determinaF scopi conosciFvi. Le configurazioni di costo raggruppano cosF elementari relaFvi a un determinato stadio del processo produIvo di un dato oggeRo.

Il sistema di misurazione dei cosF impone di operare precise scelte di progeRazione e di funzionamento che possono essere ricondoRe ad alcune variabili denominabili di struRura e di processo. Le variabili di struRura: La struRura riguarda dimensioni concernenF:

  • L'arFcolazione delle informazioni in relazione ai differenF oggeI di calcolo (arFcolazione orizzontale) e le differenF configurazioni di costo (arFcolazione verFcale)
  • L’orientamento del sistema di misurazione dei cosF in relazione ai diversi scopi di calcolo del costo di produzioni
  • L’asseRo tecnico-contabile connesso alle diverse modalità di rilevazione e traRamento dei daF. Le variabili di processo: La dimensione di processo aIene:
  • La natura delle informazioni raccolte ed elaborate (es. Valori consunFvi, prevenFvi, standard o normalizzaF)
  • L’uso che si fa di tali informazioni all’interno dell’azienda.

CAPITOLO 2:

L’imputazione dei cosF direI all’unità di prodoRo:

  • Prezzo di acquisto del faRore produIvo x QuanFtà del faRore produIvo consumata dall’unità di prodoRo = Costo direRo aRribuito all’unità di prodoRo. CosF direI: c’è un legame di specialità CosF indireI: non c’è legame di specialità (scissione) L’imputazione di cosF indireI: Presuppone due scelte:
  • Un criterio di imputazione: una congeRura per spiegare come i faRori erogano uFlità ai prodoI
  • Una base di imputazione: un parametro numerico che misura l’uFlità Tipi di criteri: - Funzionale : vede il faRore come un bene da cui escono produzioni, si può applicare solo a produzioni omogenee od omogeneizzabili. - Opera 8 vo : vede il faRore come un bene aRo a erogare servizi, si uFlizza per i faRori che operano a contatore. Il faRore produIvo è una macchina in grado di erogare un tot di servizi. Si può applicare quando si possono contare i servizi erogaF da un macchinario (es. ore) - Strumentale : vede il faRore come un bene aRo a trasformare altri faRori produIvi specifici, si usa per faRori che trasformano una o più materie prime rilevanF. Interpreta il faRore produIvo come un bene con il compito di trasformare altri faRori produIvi specifici per altre produzioni e che danno luogo a cosF speciali (es. Materie prime, manodopera direRa). Vedi slides esempi. Tipi di basi: - Fisiche : numero di unità di prodoRo, peso dei prodoI, metri cubi, ore macchina, ore manodopera, quanFtà di materia prima uFlizzata (e unità di misura) - A valore : costo della materia prima, costo della manodopera, ricavi neI delle vendite

QP è il coefficiente di imputazione. Cda è il coefficiente di allocazione. Le quanFtà a cui si fa riferimento possono essere:

  • QuanFtà effeIve di produzione
  • QuanFtà normali di produzione (volume di produzione che riesce a sopportare il trend delle vendite)
  • QuanFtà programmate di produzione A volte è necessario usare una combinazione di basi diversi, di Fpi di volume diversi ed è necessario usare sia le quanFtà effeIve sia le quanFtà normali, quando è importante fare questo?

2000 è la normale capacità produIva del mio impianto. TuRa l’uFlità erogabile è stata assorbita dalle produzioni. Cv è il costo direRo variabile. QP si calcola in questo modo poiché rientriamo in una situazione di omogeneità. Cf è il costo fisso (3000 è il costo da riparFre)

L’IMPUTAZIONE DEI COSTI INDIRETTI (IL METODO ORIENTATO ALLE RISORSE):

L’impostazione tradizionale di aRribuzione dei cosF indireI al prodoRo si basa sulla ricerca di un legame di consumo tra i faRori produIvi e l’unità di prodoRo. Tale legame può essere espresso in due modi diversi:

  • Secondo la prima modalità, tuI i cosF indireI sono aRribuiF all’unità di prodoRo uFlizzando un’unica base di riparFzione (base uniforme)
  • La seconda modalità di aRribuzione dei cosF indireI all’unità di prodoRo prevede l’uFlizzo di diverse basi di riparFzioni (base variata): i cosF indireI sono raggruppaF in classi omogenee di cosF e per ciascuna classe si definisce un criterio di riparFzione appropriato. Nelle modalità di aRribuzione dei cosF basata sull’uFlizzo di diverse basi di riparFzione è possibile individuare due orientamenF: un orientamento ai faRori produIvi e un orientamento funzionale.

Si riclassificano tuI gli elemenF di costo ma sono diverse la classi che vado a creare, precedentemente ho posto l’aRenzione sulla Fpologia dei faRori produIvi, ora vado a porre l’aRenzione sull’area funzionale dove vengono uFlizzaF i faRori produIvi che hanno generato i cosF.

Il contesto e le condizioni di applicabilità del metodo orientato alle risorse:

  • È adaRo ad ambienF caraRerizzaF da bassa complessità e prevalenza dei cosF direI, le produzioni sono standardizzate. I prodoI nelle loro fasi di lavorazione usano i servizi di determinaF raparF e nei vari reparF vengono consumaF i fp e quindi sostenuF i cosF elementari. Prendiamo gli elemenF di costo, individuiamo dei centri di costo (es. i diversi riparF), andiamo ad aRribuire i diversi centri di costo, calcoliamo il costo di funzionamento dei reparF e poi andiamo ad aRribuire i cosF alle produzioni. I cosF indireI devono essere riparFF, se usiamo come passaggio intermedio i reparF abbiamo tanF cosF che rispeRo alle produzioni sono indireI ma rispeRo ai reparF sono direI. La localizzazione dei cosF: La localizzazione dei cosF consiste nella misurazione delle risorse consumate dai singoli centri. Sono aRribuiF ai centri di costo tuI i cosF che:
  • Costruzione della matrice della localizzazione, va ad aRribuire i cosF dei diversi faRori produIvi ai diversi centri che abbiamo individuato, si chiama anche matrice faRori centri
  • Costruzione della matrice dei ribaltamenF. ARraverso questo sistema ribalFamo i cosF dei centri che sono più lontani dalle produzioni a cascata finché arrivano tuI i cosF ad essere all’interno dei centri operaFvi.
  • Costruzione della matrice delle imputazioni ai prodoI, una volta ribaltaF i centri operaFvi che toccano le produzioni tuI i cosF sono dentro i centri operaFvi, possiamo andare a prendere i cosF dei centri e imputarli alle nostre produzione in base a come i centri hanno dato la loro uFlità alla produzione. Vedi slides 33/ L’ALLOCAZIONE DEI COSTI DAI CENTRI INTERMEDI AI CENTRI FINALI
  • La scelta della base di riparFzione rappresenta un aspeRo cruciale, in quanto essa deve essere in grado di esprimere il rapporto di causalità che si instaura tra il centro intermedio e i centri utenF.
  • Come base di riparFzione si possono uFlizzare alternaFvamente indicatori di impiego, di aIvità e di capacità. La scelta di uno o l’altro dipende da come funziona il centro che eroga il servizio.
  • Si ricorre ad indicatori di impiego quando le relazioni tra i centri risultano misurabili su basi oggeIve, come nel caso di un reparto manutenzione i cui cosF possono essere allocaF ai centri di costo utenF in base alle ore di manutenzione da quesF assorbite in un dato periodo di tempo.
  • L’adozione di indicatori di aIvità è opportuna quando i servizi forniF dal centro di costo intermedio non sono misurabili su basi oggeIve, tuRavia i cosF ad esso relaFvi sono influenzaF dalle variazioni nel livello di aIvità dei centri di costo utenF, come nel caso dei laboratori che si occupano di controllo qualità.
  • Si possono usare indicatori di capacità quando, in assenza di legami con l’impiego o l’aIvità dei centri utenF, è tuRavia possibile individuare una relazione tra la capacità produIva del centro intermedio e date ipotesi di impiego esplicitate dai centri utenF su basi di lungo periodo. CALCOLO COEFFICIENTE DI ALLOCAZIONE: Indipendentemente dal Fpo di base di riparFzione uFlizzata, la determinazione del coefficiente di allocazione avviene mediante un rapporto che pone al numeratore i cosF del centro di costo intermedio e al denominatore il valore assunto dalla base di riparFzione prescelta.

L’IMPUTAZIONE DEI CENTRI DI COSTO AI PRODOTTI:

Per imputare i cosF dei centri ai prodoI occorre ricercare basi di riparFzione in grado di rappresentare la diversa intensità con cui ciascun prodoRo assorbe la capacità produIva di ciascun centro di costo finale. Esistono modalità diverse per calcolare la capacità produIva di un centro di costo:

  • Capacità teorica: rappresenta il massimo livello di aIvità realizzabile da un centro in assenza di inefficienze;
  • Capacità aResa: esprime il livello di capacità produIva programmato a breve;
  • Capacità aRuale: si riferisce all’effeIvo uFlizzo della capacità produIva verificatosi in un dato periodo. Date le fluRuazioni stagionali o cicliche dell’aIvità, o situazioni di efficienza o inefficienza una tantum è opportuno che il conceRo di capacità produIva da uFlizzare in sede di imputazione dei cosF non sia nessuno di quelli elencaF, bensì sia calcolato con riferimento a condizioni medie normali di impiego della stessa. SIGNIFICATO DEL COSTO DI PRODUZIONE: È il valore dei servizi che i centri di costo erogano al prodoRo. Il valore dei servizi che le produzioni hanno assorbito dai centri di costo. SINTESI DEI PROBLEMI:
  1. CosF elementari generaF da faRori comuni che rendono servizi a più centri (es. Costo di vigilanza): Si imputa il costo mediante riparto, si crea un centro di costo fiIzio.
  2. Ribaltando i cosF dei centri di livelli bassi a quelli più alF si incontrano i problemi dell’imputazione. (ribaltamento circolare). Ci sono scambi reciproci di uFlità tra diversi centri.
  3. Imputazione dei cosF dei centri produIvi alle produzioni. Scegliere come imputare il costo dei centri produIvi alle produzioni in modo da esprimere l’intensità con cui le produzioni hanno sfruRato la capacità produIva dei centri produIvi.