























Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
appunti delle lezioni con soluzioni degli esercizi visti a lezione
Tipologia: Appunti
1 / 31
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!
























23 settembre 2019 Margine di contribuzione (MC) Quanto rimane dopo aver coperto i costi variabili; Se negativo bisogna fermarsi perché più si produce più si incorre in una perdita (effetto spirale); la struttura è identica a quella del conto economico (a scalare); ricavi unitari del prodotto xy, si trovano e si sottraggono i costi variabili ai ricavi unitari e si trova il margine di contribuzione di primo livello unitario; al margine di contribuzione di primo livello si sottraggono i costi fissi xy e si trova il margine di contribuzione di secondo livello o risultato operativo di linea. I costi fissi non sono divisi in specifici e aziendali comuni esempio di direct costing evoluto. Direct costing evoluto Assume maggiore importanza nelle decisioni; due prodotti A e B; il margine di primo livello è comune a entrambi i prodotti mentre i costi fissi specifici possono variare a seconda del prodotto; esempi di costi specifici sono: manutenzione, controllo qualità, ammortamento; andando a sottrarre al margine di primo livello i costi specifici delle varie linee si trova il margine di contribuzione di secondo livello o risultato operativo di linea; si trova quindi il totale aziendale al quale vengono sottratti i costi fissi comuni (ad esempio spese legali, amministrativi), ovvero viene sottratto il risultato operativo aziendale. MC I livello – costi fissi specifici = MC II livello MC II livello – costi fissi comuni = risultato operativo aziendale MC I livello deve essere sempre positivo, mentre il MC II livello e il risultato operativo aziendale possono essere sia negativi che positivi; direct costing esiste sia semplice sia evoluto; Azienda possono corrispondere più divisioni all’interno delle quali si trovano varie linee; ad esempio nella divisione 1 ci sono le linee A, B, C sulle quali si calcola il direct costing evoluto distinguendo tra costi variabili e costi comuni all’interno della divisione; ci possono essere costi fissi comuni a livello aziendale che non devono essere presi in considerazione all’interno del direct costing (sono diversi dai costi fissi comuni divisionali) perché lo scopo è la redditività delle divisioni e non a livello aziendale; costi amministrativi aziendali ad esempio non sono costi fissi comuni divisionali ma aziendali. Costo fisso comune aziendale vs costo fisso comune divisionale il costo fisso comune divisionale rientra (va inserito) nello schema del direct costing evoluto, quello aziendale non rientra nel direct costing evoluto; Il margine di contribuzione è strumento principale con cui si vanno a risolvere le questioni legate all’analisi differenziale; l’analisi differenziale è un confronto tra almeno due alternative decisionali per capire quale delle due è più conveniente dal punto di vista economico, ovvero: Capire quella con il risultato (redditività) operativo più alto si analizza il margine di contribuzione delle varie linee (si lavora in termini di ricavi e costi) Capire la decisione meno costosa (efficienza) si ragione solo in termini di costi Ci sono 5 tipologie di analisi differenziale:
Eliminare / continuare a produrre La linea xy è conveniente dal punto di vista economico? Se non è conveniente, ovvero se il MC II livello è negativo, la posso eliminare? Si redige il direct costing evoluto (soluzione). A B Totale aziendale MC I livello Totale
Ammortamento 100 600 Manutenzione 150 500 Resp produttiva 250 500 MC II livello 500 -100 + Bisogna ragionare sui costi fissi specifici, chiedendosi se essi siano eliminabili; quando si ha una linea in perdita (ovvero margine di contribuzione di II livello negativo), ci si deve chiedere se i costi fissi specifici sono eliminabili, ovvero se è possibile interrompere la produzione della linea in perdita. Non sempre i costi fissi specifici sono eliminabili. Se tutti i costi fissi specifici sono eliminabili conviene eliminare la linea (in tal caso la linea B). Una volta eliminata la linea B l’azienda avrà un margine di contribuzione di II livello parti a + 500. I fattori produttivi vengono rimpiegati; situazioni intermedie (ovvero situazioni in cui non tutti i costi fissi specifici sono eliminabili) A B Totale aziendale MC I livello Totale
Ammortamento 100 600 Manutenzione 150 / Resp produttiva 250 / MC II livello 500 -600 - In questo caso non è conveniente eliminare la linea B perché il risultato non è più positivo (pari a 400) ma otterrà un risultato di -100 (perché eliminando la linea B si elimina anche il margine di contribuzione di I livello è un errore perché rimane da sostenere il costo di ammortamento che assorbe il risultato positivo dell’altra linea). Bisogna sviluppare il direct costing per sapere se conviene o no; 25 settembre 2019 Make (as is) Buy (to be)
Con 2,4 = 1,7 + 0, Eliminare / ridurre una linea di produzione per aumentare la produzione della seconda linea (altra linea) Si verificano i margini di contribuzione; ci sono due macro-tipologie applicabili:
Margine di contribuzione emergente di B = 20 (quantità prodotta venduta) x 50% viene aumentata di 10 unità; 10 unità x MC I livello 4 = 40 (MC emergente) è un ricavo. La differenza netta è: -50 + 40 = -10 quindi in questa ipotesi non è conveniente (negativo). Margine di contribuzione /fattore scarso MC/ fattore scarso vincolo che può essere:
TOT 1020 Ma il totale era 1000 e non si può superare; bisogna intervenire su una linea e portare il massimo delle ore mobili a 1000 (ridurre la produzione di almeno una linea quindi); per capire quale linea ridurre in termini di volume e quale valorizzare si procede con il punto 3
Il fattore scarso corrisponde allo standard fisico (di A= 10, B = 5, …); per l’impiego del di fattore scarso per generare una unità del prodotto A genera un margine di contribuzione pari 10, mentre quello di B è 8 si confrontano i margini di contribuzione scarso rispetto al fattore e risulta migliore quello che presenta un margine di contribuzione superiore; quello che presenta come risultato del rapporto un numero maggiore è preferito;
prezzo di equilibrio in presenza di provvigioni (non si considerano le provvigioni all’interno dei costi variabili; si tiene conto invece dell’impatto delle provvigioni sulla quantità, al denominatore); il prezzo diminuisce perché si calcola un prezzo al netto delle provvigioni.
prezzo di equilibrio in presenza di provvigioni con reddito obiettivo Vedi grafico foglio 2 ottobre 2019 Punto di pareggio Un’azienda multi-prodotto (almeno due linee di produzione) presenta costi fissi specifici e comuni:
dove (1-k) è il rapporto tra il margine di contribuzione totale di I livello (A+B) e il fatturato aziendale attuale (
); per il fatturato obiettivo si calcola l’incidenza percentuale del fatturato di ciascuna linea rispetto al fatturato totale aziendale (linea A e linea B); esempio: A B TOT Fatturato 70 50 120 Incidenza percentuale sul fatturato attuale
Fatturato di equilibrio 200 Fatturato di equilibrio di ciascuna linea
ii. Quantità di A che copre i costi fissi comuni (Q2 di equilibrio) = fatturato obiettivo di A/ prezzo unitario di A; Quantità di B che copre i costi fissi comuni (Q2 di equilibrio) = fatturato obiettivo di B / Prezzo unitario di B iii. Quantità di equilibrio di A Q1A + Q2A = Q totale A Quantità di equilibrio di B Q1B+Q2B = Q totale B
se il testo chiede il punto di pareggio multi-prodotto in presenza di un reddito obiettivo di linea, questo si inserisce nel primo passaggio: linea A = (CFS linea A + RO) / MC I livello prodotto A = Q linea B = (CFS linea B + RO) / MC I livello prodotto B = Q può essere chiesto solo per una linea e non in tutte e due (in tal caso lo inserisco per la linea A o B a seconda) se chiede solo il reddito obiettivo aziendale: Fatturato obiettivo = (CFC + RO) / (1-K) Grado di leva operativo / MS GLO ha come funzione quella di analizzare il grado di elasticità o rigidità dell’azienda / prodotti / divisione aziendale (la divisione è un’unità organizzativa grande all’interno della quale vengono realizzati uno o più prodotti); il tema dell’analisi differenziale può essere fatto a più livelli (ovvero anche a livello di divisione); il GLO si trova facendo:
Il concetto di GLO permette di capire quanto varia il risultato operativo alla variazione % del fatturato. La variazione del fatturato può dipendere: Dalla variazione della quantità si GLO Dalla variazione di prezzo no GLO Il GLO si applica solo nel caso di variazione della quantità;
Il risultato operativo aziendale è quanto residua dopo aver coperto i costi fissi comuni; il GLO è tanto più alto quanto maggiori sono i CF e viceversa; L’azienda che ha più costi fissi (ovvero rigida) ha meno costi variabili e quindi nel momento in cui aumenta il fatturato questo diventa tutto un margine superiore che permette di coprire i costi fissi e quindi aumenta il fatturato; se invece l’azienda è elastica, diminuendo la quantità di fatturato, il risultato operativo diminuisce in misura inferiore. Nell’azienda rigida raggiungo più lentamente il BEP, ma l’incremento di reddito sarà più elevato rispetto all’azienda elastica Esempio: Totale costi = 150 Costi fissi = 80 Azienda più rigida CF più alti Azienda più elastica CF più bassi H1 aumento fatturato Variazione del risultato operativo maggiore che tende ad aumentare di più Variazione del risultato operativo è minore H2 diminuzione del fatturato Variazione della diminuzione del risultato operativo maggiore Variazione della diminuzione del risultato operativo minore BEP (punto di pareggio) Più alto Più basso
sono i costi indiretti; la contabilità analitica sviluppa una serie di metodologie volte ad analizzare nel dettaglio i costi indiretti perché si ipotizza che essi siano la maggioranza dei costi sostenuti dall’azienda. I costi indiretti sono quei costi che per essere attribuiti al prodotto (e alla linea di prodotto) hanno bisogno di un criterio; esempi: costi amministrativi / base di riparto (criterio causa effetto per cui i costi indiretti possono essere suddivisi tra le varie linee). Principio di causa effetto per la scelta della base di riparto attraverso cui i costi indiretti oggetto di analisi sono attribuiti al prodotto
indiretti, essi avranno natura diversa (commerciali, produttivi, manutenzione, qualità). Bisogna individuare una base di riparto corretta per ciascuna tipologia di costo indiretto che dobbiamo attribuire al prodotto. È importante scegliere la base di riparto corretta con il principio di causa effetto perché se no arriviamo ad un’informazione sbagliata che porta a decisioni aziendali scorretta (come la decisione del prezzo). Differenze tra contabilità analitica e contabilità generale Contabilità generale Contabilità analitica Scopo Calcolare il risultato economico (utile/ perdita) e il capitale di funzionamento Rielaborare costi e ricavi per supportare il processo decisionale (es la determinazione del prezzo di vendita del prodotto, il ritorno) Momento della rilevazione Processo di acquisto/vendita (analisi crediti e debiti) Utilizzo dei fattori produttivi Natura Obbligatoria (per legge ogni azienda deve redigere il bilancio e depositarlo presso la camera del commercio del comune presso cui sono registrate) Volontaria (sta ai decisori aziendali capire se utilizzare gli strumenti di contabilità analitica; in alcuni settori però la contabilità analitica è obbligatoria come per gli ospedali, per le aziende che operano nella gestione idrica ecc) Ampiezza dell’analisi Sia gestione caratteristica sia extra caratteristica (straordinaria) Gestione caratteristica Destinatari dell’informazione Stakeholder esterni I soggetti decisori interni Profondità dell’analisi Aggregato/ sintetico Dettagliato/ approfondita Orizzonte temporale Dati storici Storico con possibili previsioni sul futuro Differenze tra direct costing e full costing Condizioni di utilizzo Direct costing Full costing
Struttura dei costi Processo decisionale Oggettività dell’informazione Costi diretti Operativo (breve periodo – marginalità) Elevata (l’incidenza del decisore sui costi è bassa) Costi indiretti Strategico (prezzo – medio periodo) Più ridotta (elemento umano più impattante, si ha una scelta legata alla base di riparto da utilizzare quale criterio di riparto, quale base di riparto) Informazione oggettiva se è stata oggetto di calcoli da parte del decisore. 9 ottobre 2019 Differenze direct costing e full costing (quando si usa l’uno e quando l’altro) Direct costing Full costing Completezza dell’informazione “ridotta” focus su alcuni elementi (CV, CFS, CFC) “elevata” costo pieno Complessità aziendale Dimensione aziendale (numero dioendenti, fatturato, totale del capitale investito), presenza di un certo numero di linee di prodotto Grande dimensione con tanti costi indiretti Fase del ciclo di vita Maturità (fase del ciclo) usa maggiormente il direct costing perché deve coprire soprattutto i costi fissi perché gli investimenti sono già stati assorbiti e recuperati, quindi già coperti Sviluppo (fase del ciclo) presenza di maggiori costi indiretti (marketing e pubblicità) Costo dell’informazione Ridotto Alto perché:
1100 3° anno Calcolare il risultato operativo dell’azienda secondo la configurazione a direct costing e secondo il full costing per ciascuno dei 3 anni
25000 / 1000 = costi indiretti industriali I esercizio (anno) Quantità prodotta = 1000 Quantità venduta= 900 II esercizio QP= 1000 QV = 1000 III esercizio QP = 1000 QV = 1100 Ricavi Costo variabile 90000 Costo pieno 90000 Costo variabile 100000 Costo pieno 100000 Costo variabile 110000 Costo pieno 110000 Costi variabili 60000 60000 60000 60000 60000 60000 Costi fissi 25000 25000 25000 25000 25000 25000 Costo rimanenze iniziali
Costo rimanenze finali 6000 (= 60x
(85x100)
Totale costo venduto
Risultato operativo
Nel primo anno le rimanenze finali riducono il costo del venduto (-6000); nell’ultimo anno il costo delle rimanenze finali va aumentare il costo del venduto (+, - ); il direct costing tende ad aumentare in modo omogeneo (11000 15000 19000); mentre nel caso del full costing aumenta ma in modo meno elevato (13500 15000 16500); Direct costing (industriale) Full costing (industriale) I anno 11000 13500 II anno 15000 15000 III anno 19000 16500
tot 45000 45000 Il risultato finale deve essere necessariamente uguale (45000 = 45000); durante il triennio però si trovano risultati diversi in termini di valori del magazzino che si trovano e quindi sulla generazione e la distribuzione temporale; il full costing parte con un ammontare più elevato e poi ha un incremento nel corso del tempo minore rispetto al direct costing e viceversa il direct costing che tende a mostrare un risultato operativo minore all’inizio, ma nel tempo aumenta in misura maggiore rispetto al full costing; il full costing però fornisce una rappresentazione un po' più omogenea della distribuzione del risultato operativo nel tempo se l’azienda vuole pagare meno tasse il primo anno può tendere verso il direct costing; inoltre nell’azienda sono presenti centri di responsabilità (come l’area produzione che risponde degli obiettivi in termini di budget) e le modalità in cui valuto i risultati del centro produzione sono diversi a seconda dell’utilizzo del direct costing o del full costing; non si ha un criterio migliore dell’altro, ma essi impattano diversamente, quindi a seconda della situazione occorre valutare bene quale metodo usare per il modo in cui impatta sulle performance manageriali e sui responsabili dell’area produzione. Full costing a base unica Ripartisce tutti i costi indiretti che si hanno utilizzando una sola base Si applica quando i costi indiretti sono molto bassi (quando l’ammontare economico di tali costi è basso) e sono omogenei tra loro (no mischiare amministrativi e commerciali ad esempio) Si utilizza in aziende di piccola dimensione Si focalizza solo su una determinata categoria di costi indiretti (amministrativi o commerciali o produttivi). Svantaggi/ limiti: Non è adatto in aziende più complesse e di maggiori dimensioni Non è adatto quando abbiamo tanti (percentualmente rilevanti dal punto di vista economico) e diversi costi indiretti In questi due ultimi casi si usa il full costing a base multipla; Esempio: linea A Linea B MP unitaria
unitaria
Ore MOD totali
Aggregato costi indiretti industriali = 2000 2000/ 110 = 18,18 per ogni ora di MOD si sono realizzati costi indiretti pari a 18,
18,18 x 60 = 1091 costi indiretti totali attribuiti alla linea A 18,18 x 50 = 909 costi indiretti totali attribuiti alla linea B Esistono due tipologie di basi di riparto:
Esempio: area produzione –> capire gli specifici fattori produttivi (ammortamento impianti, manutenzione impianti e altri costi indiretti industriali) e capire la loro incidenza sul costo pieno industriale. Evitare l’effetto distorsivo ovvero avere un’informazione sbagliata che non permetta di fissare i prezzi corretti (che possono indurmi in perdite o rendere il prodotto poco competitivo). Fattori produttivi ammortamento impianti, manutenzione impianti e altri costi indiretti industriali Base di riparto ore macchina (ammortamento), numero di interventi (manutenzione), volumi di produzione (altri costi) Ammortamento = 3000 Ore macchina linea A = 60 Ore macchina linea B = 85 3000/ 145 = 20,69 un’ora di macchina genera 20,69 di ammortamento 20,69 x 60 = 1241 linea A 20,69 x 85 = 1759 linea B Manutenzione = 2000 Numero interventi = 6 linea A Numero di interventi = 4 linea B 2000/ 10 = 200 200x6 = 1200 linea A 200x4= 800 linea B Altri costi industriali = 500 Volumi di produzione = 400 linea A Volumi di produzione = 300 linea B 500/ 700 = 0,714 coefficienti di ripartizione unitario 0,714 x 400 = 286 linea A 0,714 x 300 = 214 linea B Scheda di costo: linea A Linea B Materie prime 300 400 MOD 350 370 Ammortamento 1241 1759 Manutenzione 1200 800 Altri costi 286 214 Tot 3377 3543 In termini unitari il risultato sarebbe stato 3377/ 400 (ovvero il volume unitario A) = costo unitario del prodotto A; 3543/ 300 (ovvero il volume di produzione del prodotto B) = costo unitario del prodotto B.
= costo pieno industriale (tot) I primi costi da inserire sono sempre i costi diretti (MP, MOD)
Orientamento funzionale Area commerciale spese di marketing, costo personale commerciale, spese di consulenza commerciale Area produttiva ammortamento impianti produttivi, costo manodopera indiretta, manutenzione impianti Area amministrativa ammortamento software amministrativi, costo personale area amministrativa, spese di consulenza amministrativa I fattori produttivi di raggruppano secondo ciascuna macro-area funzionale;
Scheda di costo: linea A Linea B Costi variabili diretti produzioni Costi variabili diretti commerciali Area produzione Area commerciale Area amministrativa Tot (costo pieno aziendale Vantaggi e svantaggi del full costing funzionale e secondo i fattori produttivi Funzionale (trade off tempo – livello di dettaglio) Fattori produttivi (trad off livello di anliticità – principio di causa e effetto) Vantaggi Implementazione poco costosa Semplice da usare Informazione di costo completa Analisi più approfondita perché prende in considerazione singoli fattori produttivi (o famiglie di fattori produttivi)
Quanti centri di costo numerosità dei centri di costo Quali centri di costo tipologia dei centri di costo La numerosità dipende dalla dimensione aziendale e dalle caratteristiche del processo produttivo amministrativo e commerciale; non esiste una struttura dei centri di costo universale, ma cambia sempre in base alle caratteristiche dell’azienda per individuare quanti centri di costo. Strumenti operativi sono: piano dei conti, organigramma, intervista. Nell’individuare la numerosità rileva la caratteristica del processo produttivo amministrativo. Per la tipologia i centri di costo sono classificati diversamente secondo 4 tipologie:
manageriali dobbiamo sommare sia i costi indiretti sia quelli diretti consumati; la fase della performance economica si misura attraverso la somma dei costi diretti e indiretti (inserire le provvigioni costi diretti). Nei centri finali bisogna inserire la materia prima e la mod che sono due esempi di costo variabile diretti. Costi indiretti specifici sono indiretti rispetto al prodotto e specifici rispetto al centro; specifico significa che il fattore produttivo è stato usato esclusivamente per quel centro; esempi: centro montaggio i costi specifici sono ammortamento impianti, stipendio del supervisore di linea, costo di manutenzione straordinaria. Nel centro amministrazione i costi specifici sono: stipendio del responsabile amministrativo. Costi indiretti comuni indiretti che si riferiscono al prodotto, comuni significa che si riferiscono a più centri di costo e quindi devono essere ripartiti per la quota parte sostenuta in ciascun centro. Esempio è l’energia elettrica, le spese di pulizia: sostengo 1000 euro di energia elettrica per tutta l’azienda, vado a capire quanti KW ha consumato un solo centro e suddivido i 1000 euro nei vari centri in base all’effettivo consumo di KW dei vari centri (attraverso la base di riparto).
Esempio: QUADRO ANALISI COSTI Produzione (struttura generale) Logistica (centro ausiliario) Vendite (produttivi finali) Amministrazione (virtuali) Materia prima 100 MOD 120 Provvigioni 70 Ammortamento impianti
Spese di marketing 50 Spese di cancelleria 10 Stipendio responsabile produzione
Stipendio responsabile logistica
Stipendio responsabile commerciale
Stipendio responsabile amministrazione
Personale indiretto 1313 375 937,5 375 Energia elettrica 334 67 33 66 Totale costi attribuiti = CV + CIS + CIC
Totale dei costi indiretti attribuiti = CIS + CIC
costi diretti variabili)
2° passaggio: costi indiretti specifici 3° passaggio: costi indiretti comuni 1° passaggio: costi variabili diretti