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appunti di programmazione e controllo di Coller, presi in aula ed integrati con il libro di Collini (con riferimenti alle pagine specifiche), ho segnato qua e là anche possibili domande d'esame suggerite dal prof a lezione. con questi appunti ho preso 30
Tipologia: Appunti
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Dirigere un’impresa = attività che consiste nel prendere decisioni (relative al reperimento delle risorse per garantire efficacia ed efficienza ai processi aziendali) L’attività di direzione si può distinguere in 5 macro-aree:
Per perseguire i suoi obiettivi di efficacia ed efficienza, l’impresa ha bisogno di informazioni. Le informazioni rilevanti in questo caso sono le decisioni che il management deve prendere riguardo l’acquisizione e l’utilizzo delle informazioni. Fabbisogno informativo relazione tra DECISIONI e CONSEGUENZE ECONOMICHE. Il fabbisogno informativo deve far riferimento al passato, al presente e al futuro (ciò che prevedo succederà o ciò che vorrei succedesse). Il passato lo utilizzo come punto di partenza per prendere decisioni (es: utilizzo del budget come strumento di previsione). Tutte le attività aziendali hanno bisogno di informazioni su come le risorse vengono utilizzate/consumate all’interno dell’azienda e qual è il loro utilizzo (in che modo generano valore). Quali sono le conseguenze economiche delle nostre decisioni in termini di gestione delle risorse? L’ANALISI DEI COSTI può portare alcune difficoltà che possono essere riassunte in 4 problemi:
economico e qual è la forma preferita per l’analisi dei costi e il controllo di gestione? CE a valore e costi della produzione
Rispetto a queste decisioni dovremmo costruire il CPV che è più utile per valutare la convenienza economica di queste decisioni; verranno quindi individuate diverse configurazioni di costi. In base al tipo di decisioni che è stata adottata è necessario distinguere se devono essere determinati: Costi VARIABILI è rilevante in relazione alla decisione di breve periodo; sono tutti quei costi che variano proporzionalmente al volume di produzione (materie prima, manodopera, …). Il costo della manodopera diretta è fisso nella produzione ma variabile nel consumo!!! Costi FISSI non variano al variare della produzione (salario operaio), sono immutabili. Rimane quindi costante all’aumentare dei volumi di produzione, sono costi sostenuti indipendentemente da quanto l’azienda lavora. Costi DIRETTI/INDIRETTI = la distinzione fa riferimento al collegamento che c’è con l’oggetto di calcolo. (per es: ho una relazione diretta quando quantifico in modo preciso la materia prima necessaria per produrre un certo prodotto, ma non posso quantificare in modo preciso l’illuminazione che mi serve per produrre una penna a sfera) Costi SPECIALI = direttamente ed inequivocabilmente riferiti ad uno specifico oggetto di costo vs Costi COMUNI = sostenuti dall’impresa per la realizzazione di più prodotti; l’illuminazione può essere sia un costo speciale che un costo comune, a seconda che nella stessa struttura venga realizzato un unico prodotto o una molteplicità Costo EFFETTIVO = costo sostenuto, mirato a consuntivo vs Costo STANDARD = ipotetico, che prevedo, che fa riferimento a determinate condizioni operative in cui l’azienda lavora ma non è effettivo, non è certo. Sono utilizzati per costruire il budget e misurare l’efficienza ANALISI DEI COSTI PER LE DECISIONI DI BREVE PERIODO Per decisioni di breve periodo facciamo riferimento a:
I costi fissi non sono immutabili: variano nel tempo, solo che non variano seguendo il volume di produzione. Per es: l’aumento dell’affitto di un immobile è legato all’inflazione, oppure spostarsi in una struttura più grande con un affitto maggiore. MARGINE DI CONTRIBUZIONE = RICAVI VARIABILI – COSTI VARIABILI Indicatore di redditività che permette di svolgere rapide analisi di convenienza economica in merito a decisioni di breve periodo. Esso non esprime l’intera redditività di un prodotto perché esclude tutti i costi fissi (di produzione, amministrazione, commercializzazione e altra natura). Questo margine contribuisce alla copertura dei costi fissi è sostanzialmente ciò che rimane del mio prezzo di vendita e rimane disponibile per coprire i costi fissi e per generare un risultato economico (obiettivo dell’impresa). Il MDC contribuisce alla copertura del costo fisso. MARGINE DI CONTRIBUZIONE UNITARIO = PREZZO del prodotto – CVU Fa riferimento ad un’unica unità di produzione; qua di prezzo che rimane dopo aver coperto i costi variabili unitari. Può essere calcolato anche in percentuale MARGINE DI CONTRIBUZIONE RELATIVO = È la quota relativa, la percentuale di ricavi che contribuisce a coprire i costi fissi dopo aver coperto i costi variabili. maggiore è il mdc%, più un’impresa guadagna MDC% = (RICAVI VARIABILI - COSTI VARIABILI) / (RICAVI VARIABILI) MDCU% = (PREZZO - CVU) / PREZZO Sviluppo formula MDC% = Ricavi - cv / ricavi = (P x Q - CVU x Q) / (P x Q) = Q x (P -CVU) / (P x Q) = (P - CVU) / P = MDCU% Per valutare quale prodotto mi conviene vendere, sceglierò quello con il MDC maggiore; nell’esempio sopra mi conviene scegliere il prodotto A perché è quello che mi fa guadagnare il 50%. Immaginiamo di fare una campagna pubblicitaria: OBIETTIVO —> + 100.000 di ricavi Qual è il prodotto migliore su cui investire nella campagna pubblicitaria? —> PRODOTTO A perché MDC + 50. Immagino di aumentare le vendite di 10 unità —> quale prodotto cerco di vendere? —> PRODOTTO C perché MDC + 900 (90 x 10)
[in esame potrebbe chiedere “spieggare il significato/cos’è/come si calcola/a cosa serve il MDC per fattore limitante, oppure fare un confronto con il normale MDC attraverso un esempio con dati a piacere in cui si veda l’uso del MDC a fattore limitante] Analisi del PUNTO DI PAREGGIO (analisi costi-volumi-profitti) BEP = livello di fatturato che mi permette di ottenere un risultato economico pari a =. Generalmente si fa riferimento al reddito operativo (perché ci si bada sui costi della gestione operativa). Il BEP mi dice il n° di prodotti che devo vedere per realizzare l’uguaglianza RIC=CF+CV BEP in termini di fatturato: CF/MDC% mdc%=(p-cvu)/p Si utilizza indifferentemente V (volume) o Q (quantità) facendo riferimento alla quantità prodotto e venduta. = volume di produzione/vendita che permette di realizzare un risultato operativo pari a 0. Con il fatturato vengono coperti tutti i costi totali. F = CF + CV —> F = CF + CVU x V VBEP = CF / MDC% [(mdc%= (p-cvu)/p] Il BEP è una misura espressa in termini di volume ma non dipende dal volume effettivo, esso dipende dal PREZZO, CVU e COSTI FISSI. A parità delle altre variabili un aumento del P determina un aumento del MDCU e quindi una diminuzione del VBEP Un aumento dei CVU comporta una diminuzione del MDCU e conseguentemente un aumento del VBEP A parità delle altre variabili, un aumento dei CF porta ad un aumento del VBEP Il punto di pareggio in termini di volume può essere utilizzato solo per le aziende che producono un solo prodotto. BEP = 1666, Volume di vendita che consente di “coprire” i costi fissi BEP = CF / (P - CVU) VOLUME EFFETTIVO = 2100 —> 20,63% Margine di sicurezza = (VEFF - VBEP) / VEFF determina il calo di volumi di produzione in termini % che l’azienda può subire prima di incorrere in una perdita. In termini di fatturato = (FATTEFF - FATTBEP) / FATTEFF
Il margine di sicurezza è una percentuale e rappresenta la quota di fatturato al di sopra del fatturato di pareggio. In generale, rappresenta la variazione percentuale che il mio fatturato effettivo può subire prima di raggiungere il punto di pareggio; mi dice di quanto deve crescere il fatturato in termini percentuali prima di raggiungere il bep. Se sono sotto, mi dice quanto mi devo sforzare nelle vendite per raggiungere il bep. Per le aziende multi-prodotto devo trovare una misura che rappresenti il volume di attività ma che non sia il numero di prezzi venduti per ciascun prodotto FATTURATO Posso calcolare ed esprimere il punto di pareggio in termini di fatturato VBEP x P = P x CF / (P – CVU) FATTBEP = CF / [(P - CVU) / P] FATTBEP = CF / MDCU% RISCHIO OPERATIVO: fa riferimento alla variabilità del reddito operativo al variare dei volumi effettivi di produzione. La rischiosità di un’impresa dipende anche dalla struttura dei costi. Esempio: confrontiamo due aziende diverse con lo stesso punto di pareggio = 1250 unità, ma hanno una struttura di costo differente Lezione 6 Analisi del punto di pareggio di aziende MULTI-PRODOTTO utilizziamo la formula sul fatturato ma con MDC medio Il punto di pareggio dipende dal mix di vendita dei diversi prodotti
Lezione 7 ANALISI DEI COSTI PER LE DECISIONI DI LUNGO PERIODO Le decisioni di lungo periodo modificano la struttura aziendale, quindi incidono sul dimensionamento della capacità produttiva o fanno riferimento a decisioni relative al ciclo di vita dei prodotti. Sono difficilmente reversibili perché presentano costi elevati ed agiscono sul ciclo di vita dei prodotti. Figura pag 108 libro aziende con più prodotti e fasi del ciclo di vita
COSTI SPECIALI sono quelli sostenuti per la realizzazione di un solo oggetto di costo (materia prima per realizzare un determinato prodotto) COSTI COMUNI sono quelli comuni a più prodotti (impianti utilizzati per una serie di prodotti) Nell’analisi di lungo periodo si riesce ad attribuire facilmente i costi speciali indiretti ai prodotti ma bisogna trovare il modo di attribuire il costo comune al singolo prodotto in base all’uso della capacità produttiva messa a disposizione per le diverse produzioni. Per le decisioni di lungo periodo vogliamo quindi un CPV composto da: Costi variabili Costi fissi di capacità da ciò si determina il costo industriale di produzione Margine di contribuzione di 2° livello (Semi-lordo) pag.114 libro se è negativo è un campanello d’allarme Le tecniche contabili per attribuire i costi di capacità ai prodotti sono principalmente due: Metodi convenzionali sono basati su convenzioni. Risultano semplici e di rapida applicazione ma sono spesso imprecisi e possono portare a prendere decisioni errate Metodi funzionali ricercano un effettivo legame tra produzione e consumo della capacità produttiva disponibile. Risultano più complessi ma più precisi Lezione 8 Utilizzando il metodo convenzionale, il costo di capacità viene attribuito sulla base di: Fatturato Costo diretto del prodotto/costo variabile Aggiungo al costo totale di produzione una quota del costo fisso di capacità in proporzione al costo variabile di produzione esempio sul fatturato (usiamo i dati dell’esercizio dell’altra lezione): 1.000.000 costi indiretti dei quali 910.000 sono costi di capacità 910.000 / 2.100.000 = 0,433333333 costo indiretto per euro di fatturato Ciano 1.200.000 x 0,433333333 = 520. Magenta 900.000 x 0,433333333 = 390.
Attribuire i costi di capacità sulla base del fatturato significa ipotizzare la seguente relazione tra prezzo di vendita e consumo della capacità produttiva: i prodotti con un prezzo di vendita più alto sono quelli che consumano maggiormente la capacità produttiva Questa ipotesi però non da sempre risultati veritieri esempio Fiat panda vs Fiat 500. Sono LA STESSA macchina in quanto Fiat 500 veniva prodotta con motore e telaio della Panda (cambiava principalmente estetica) ma Fiat 500 viene venduta sul mercato con un prezzo circa del 20% in più. Quindi attribuire i costi di capacità al fatturato non è un modo corretto di stima. —> esempio sulla base del costo diretto del prodotto (dati dell’esercizio lezione precedente): 1.000.000 costi indiretti solo 910.000 sono costi di capacità 910.000 / 937.387,22 = 0,970783451 costo indiretto per uro di costo diretto Ciano 612.382,46 x 0,970783451 = 594.490,76 (prima era 520.000) Magenta 325.004,76 x 0,970783451 = 315.509,24 (prima era 390.000) I metodi funzionali sono l’alternativa più utile in quanto collegano l’effettivo consumo della capacità produttiva a quanto realmente prodotto per le rispettive produzioni (volume di produzione o fatturato). Tra i metodi funzionali analizziamo: Activity based costing Coefficiente di assorbimento utilizza una misura del volume di produzione per l’attribuzione dei costi indiretti di capacità o n° prodotti o Kg / litri prodotti o Metri lineari stoffa cavi elettrici
CDC puramente contabili—> non corrisponde ad un’unità organizzativa “fisica”, ma lo identifichiamo come centro di costo a sé stante. Essi raggruppano voci di costi indiretti all’interno di un unico costo ipotetico; non è un tipo aggiuntivo dei 3 tipi di cdc, è una caratteristica che può avere ciascuno dei 3 tipi sopra indicati. Se l’energia elettrica viene acquistata (no generatore fisico in azienda) rientra in questa categoria, posso misurare il consumo effettivo all’interno dei centro di costo e quindi anche se non è presente fisicamente posso rilevare un centro di costo contabile per questa categoria. Altri es: esternare il servizio di contabilità (spesa generale puramente contabile), esternalizzare una fase del processo produttivo (spesa di cdc produttivi finale). Le fasi di attribuzioni dei costi consistono nel:
Schema pag. 142 Lezione 10 CDC ausiliari “incrociati” esempio libro pag. 143 Interdipendenze tra CDC ausiliari: caso più semplice → non ci sono interdipendenze (quello visto fino ad ora) o Applichiamo il procedimento “a cascata” nell’attribuzione dei costi dei CDC ausiliari Caso generale —> ci sono interdipendenze In questo caso non è più possibile usare il procedimento a cascata (meglio dire che non è possibile usarlo come prima) bisogna gestire le interdipendenze reciproche