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Programmazione e Controllo MEMMOLA (Modulo 1), Appunti di Programmazione e controllo

Appunti presi a lezione della parte teorica per l'esame di programmazione e controllo (Modulo 1)

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 04/02/2016

cornemantova
cornemantova 🇮🇹

4.6

(5)

6 documenti

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SISTEMI DI P&C
Sono strumenti a supporto dell'attività di direzione dell’impresa, che aiutano il management ad
aumentare l’efficacia della propria azione per affrontare al meglio le sfide della complessità, del
dinamismo ambientale e della ristrettezza delle risorse disponibili.
Aziende gestite secondo approccio razionale-anticipatorio trovano in questi sistemi un meccanismo
assolutamente indispensabile per funzionare.
Offrono importante contributo in termini di:
- Controllo economico: capire meglio e prima il perchè delle performance realizzate
- Controllo esecutivo: valutare e incentivare le performance dei manager
- Supporto al processo decisionale: possibilità di decidere meglio e prima
Stile “day by day”:
si caratterizza per: forte orientamento al presente, processo decisionale destrutturato e informale,
cronica mancanza di informazioni idonee a guidare processo decisionale
Stile razionale-anticipatorio: consiste nel decidere:
1. Gli obbiettivi strategici da perseguire nel medio-lungo termine
2. Il processo attraverso cui viene identificato il percorso: le azioni da intraprendere
3. Le modalità migliori attraverso cui arrivare alla meta, minimizzando le risorse necessarie per
arrivare a destinazione
Si caratterizza per:
- Forte orientamento al futuro
- Processo decisionale strutturato e formale
- Processo decisionale razionale, guidato dalle informazioni necessarie
- Obbiettivi, sia di breve che di medio-lungo periodo, definiti con precisione e condivisi
dall’organizzazione
- Allocazione efficiente delle risorse, indirizzando risorse maggiori verso aree impegnate nel
raggiungimento di obbiettivi più ambiziosi
- Delega dei processi che consente di decentrare la responsabilità
- Monitoraggio risultati
Governare e dirigere un’azienda: significa realizzare 3 tipologie di attività complementari tra
loro:
1. pianificazione strategica definire finalità e linee guida (strategia)
2. controllo direzionale individuare modalità con cui raggiungere gli obbiettivi
3. controllo operativo verificare che i compiti vengano eseguiti in modo efficace ed efficiente
Struttura informativa: insieme degli strumenti che rendono disponibili le informazioni. Si
distinguono in:
- budget: misura fattibilità programmi di azione informazioni necessarie a definire obbiettivi da
perseguire e programmi d’azione da intraprendere
- contabilità generale e analitica: misura performance raggiunte dall’azienda nel suo complesso e
dalle singole unità organizzative informazioni necessarie a capire “dove si è arrivati”
- sistemi di reporting: confronto tra obbiettivi predefiniti e risultati ottenuti informazioni
necessarie a capire se e in quale misura “si sta andando nella direzione giusta”
Processo di programmazione e controllo direzionale: modalità attraverso le quali viene diretta
l’attività di supporto di una gestione razionale-anticipatoria. Intervengono quattro fasi:
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SISTEMI DI P&C

Sono strumenti a supporto dell'attività di direzione dell’impresa, che aiutano il management ad aumentare l’efficacia della propria azione per affrontare al meglio le sfide della complessità, del dinamismo ambientale e della ristrettezza delle risorse disponibili. Aziende gestite secondo approccio razionale-anticipatorio trovano in questi sistemi un meccanismo assolutamente indispensabile per funzionare. Offrono importante contributo in termini di:

  • (^) Controllo economico : capire meglio e prima il perchè delle performance realizzate
  • (^) Controllo esecutivo: valutare e incentivare le performance dei manager
  • (^) Supporto al processo decisionale: possibilità di decidere meglio e prima Stile “day by day”: si caratterizza per: forte orientamento al presente, processo decisionale destrutturato e informale, cronica mancanza di informazioni idonee a guidare processo decisionale Stile razionale-anticipatorio: consiste nel decidere:
  1. Gli obbiettivi strategici da perseguire nel medio-lungo termine
  2. Il processo attraverso cui viene identificato il percorso: le azioni da intraprendere
  3. Le modalità migliori attraverso cui arrivare alla meta, minimizzando le risorse necessarie per arrivare a destinazione Si caratterizza per:
  • (^) Forte orientamento al futuro
  • (^) Processo decisionale strutturato e formale
  • (^) Processo decisionale razionale, guidato dalle informazioni necessarie
  • (^) Obbiettivi, sia di breve che di medio-lungo periodo, definiti con precisione e condivisi dall’organizzazione
  • (^) Allocazione efficiente delle risorse, indirizzando risorse maggiori verso aree impegnate nel raggiungimento di obbiettivi più ambiziosi
  • (^) Delega dei processi che consente di decentrare la responsabilità
  • (^) Monitoraggio risultati Governare e dirigere un’azienda: significa realizzare 3 tipologie di attività complementari tra loro:
  1. pianificazione strategica → definire finalità e linee guida (strategia)
  2. controllo direzionale → individuare modalità con cui raggiungere gli obbiettivi
  3. controllo operativo → verificare che i compiti vengano eseguiti in modo efficace ed efficiente Struttura informativa: insieme degli strumenti che rendono disponibili le informazioni. Si distinguono in:
  • (^) budget: misura fattibilità programmi di azione → informazioni necessarie a definire obbiettivi da perseguire e programmi d’azione da intraprendere
  • (^) contabilità generale e analitica: misura performance raggiunte dall’azienda nel suo complesso e dalle singole unità organizzative → informazioni necessarie a capire “dove si è arrivati”
  • (^) sistemi di reporting: confronto tra obbiettivi predefiniti e risultati ottenuti → informazioni necessarie a capire se e in quale misura “si sta andando nella direzione giusta” Processo di programmazione e controllo direzionale: modalità attraverso le quali viene diretta l’attività di supporto di una gestione razionale-anticipatoria. Intervengono quattro fasi:

1. programmazione: definire i migliori programmi di azione strumentali al raggiungimento degli obbiettivi. 2. formulazione del budget: definire fabbisogno di risorse necessarie per sostenere i programmi d’azione. 3. svolgimento dell’attività e misurazione: realizzare i programmi di azione e misurare i risultati. 4. reporting e valutazione: confrontare obbiettivi prestabiliti con risultati raggiunti e definire opportuni interventi correttivi.

CLASSIFICAZIONE DEI COSTI

Primo criterio di classificazione dei costi

Sono i costi classificati tenendo conto del livello di attività dell’impresa, osservando il comportamento delle differenti classi di costo al variare del livello delle attività. si suddividono in:

  • Costi FISSI: si definiscono costi fissi, i costi che non variano nel loro ammontare complessivo al variare del volume di attività.
  • Costi VARIABILI: costi che variano, nel loro ammontare complessivo, in misura strettamente proporzionale al variare del volume di attività. si dividono a loro volta in costi variabili di produzione (MP e MOD) e commerciali (provvigioni).

In questa tipologia di classificazione di costi viene introdotto il concetto di Area di rilevanza:

è un intorno limitato del nostro volume di produzione che per piccole variazioni del volume di attività, mi consente di assumere che il costo variabile a livello complessivo varia in modo direttamente proporzionale. Si basa su 2 ipotesi di lavoro: non esistono economie di scale; non esistono sconti commerciali

Secondo criterio di classificazione dei costi

Sono costi classificati in riferimento all’oggetto di calcolo: ad es prodotto, canale distributivo. si suddividono in:

  • Costi SPECIFICI: presentano relazione diretta e immediata con predefiniti oggetti di calcolo, e risultano ad essi direttamente attribuibli (es. in riferimento a uno stabilimento di produzione, costo di locazione; ammortamento di un macchinario)
  • Costi COMUNI: presentano relazione indiretta e mediata rispetto a predefiniti oggetti di calcolo, e risultano quindi attribuibili ad essi solo attraverso l’impiego di opportune basi di ripartizione (es. consumo risorse comuni di 2 prodotti o stipendio responsabile di reparto)
  • Costi DIRETTI: costi relativi a fattori produttivi con relazione immediata e diretta con l’unità di prodotto/servizio e che ad essa possono essere oggettivamente attribuiti (es. materie prime, materiali sussidiari, manodopera)
  • Costi INDIRETTI: costi relativi a fattori di produzione che manifestano una relazione mediata con l’unità di prodotto/servizio, pur essendo riconducibili al processo di produzione dello stesso; l’attribuzione di questi costi all’unità di prodotto/servizio richiede l’individuazione di criteri di ripartizione.

Terzo criterio di classificazione dei costi

Sono costi classificati facendo riferimento all’attività di controllo delle risorse utilizzate in modo efficace ed efficiente per il raggiungimento degli obiettivi.

  • Costi STANDARD: si definiscono costi standard le configurazioni di costo-obiettivo che esprimono il consumo di risorse richiesto per il raggiungimento di predefiniti risultati. E’ un

BREAK EVEN ANALYSIS

Definizione

E’ un algoritmo operativo che ci permette di identificare la così detta Quantità di equilibrio, ossia la Quantità in corrispondenza della quale i ricavi totali eguagliano i costi totali (pareggio di bilancio).

Ipotesi

  1. Perfetta identità tra volume di produzione e volume di vendita, tutto ciò che produco vendo. Non esistono scorte di magazzino.
  2. Costanza dei livelli di efficienza indipendentemente dai volumi di attività (STD FISICO costante)
  3. STD MONETARIO costante: assumiamo che lo STD Monetario sia costante e che il prezzo costo d’acquisto delle materie prime non subisca sconti commerciali
  4. Costanza dei prezzi fissi: il prezzo unitario di vendita dei nostri prodotti è sempre lo stesso indipendentemente dalla quantità utilizzata.

Rappresentazione grafica

Rappresentazione algebrica

RT=CT à RT- CV- CF = 0

(P x Q) - (CVun x Q) – CF = 0

(P x Q) – (CVun x Q) = CF

MDCIun x Q = CF

CONTABILITA’ ANALITICA

Definizione

Si colloca nella Contabilità Direzionale, la quale è quella parte del sistema informativo aziendale deputata a raccogliere, elaborare e presentare informazioni sulla gestione passata o su fatti di gestione che devono ancora realizzarsi o informazioni tra obiettivi prefissati e risultati ottenuti. Caratteristiche COAN:

  • Identifica determinati oggetti di calcolo
  • Parte dai ricavi e dai costi globalmente riferiti all’azienda così come rilevati dalla COGE.
  • Identifica i costi e i ricavi specificatamente attribuibili ad un determinato oggetto di calcolo
  • Determina un risultato economico parziale

Differenze tra COGE e COAN

COGE COAN

SCOPO Scopo di informazione verso

l’esterno. Racconto qualcosa dell’azienda agli stakeholder. Misurazioni del reddito e del capitale. Nasce e si sviluppa in funzione del bilancio di esercizio. Fornire un informazione per supportare il processo decisionale dell’imprenditore dei responsabile dei CDR di coloro che devono porre in essere un percorso decisionale all’interno dell’azienda

AMPIEZZA Deve riguardare tutti i costi e

tutti i ricavi (l’ampiezza totale). Prende in considerazione tutte le aree gestionali dell’azienda. Si focalizza sugli ambiti gestionali dove si producono le conseguenze delle decisioni. Prende in considerazione la gestione caratteristica e la gestione finanziaria

TIPOLOGIA Valori aggregati per natura

(costi per natura). Classifica i costi per natura. Un costo è classificato per natura quando rilevo l’essenza stessa del fattore produttivo. Classifica i costi per i valori aggregati per destinazione. Un costo aggregato per destinazione ci permette di sapere dove, per cosa, da chi il fattore produttivo è consumato all’interno dell’azienda.

MOMENTO DI

RIVELAZIONE

Variazione di moneta e credito. Quando c’è una produzione documentale ( es. emissione fattura) Quando si consumano fattori produttivi.

DESTINATARI Strumento di tutela di interessi

esterni all’azienda Destinato agli attori interni

PROFONDITA’ DI

ANALISI

Sintetiche Nel dettaglio

ORIZZONTE

TEMPORALE

Dati storici Dati sia consuntivi che previsionali

  • orientamento ai fattori produttivi:
  1. definizione: è una metodologia full costing su base produttiva che identifica la singola tipologia di fattore produttivo (ammortamenti, salari…) come oggetto intermedio di costo. Per ogni aggregato dovrà essere individuato un opportuno coefficiente di imputazione.
  2. limiti: i limiti di questo approccio sono intuibili: dobbiamo gestire un numero di aggregati intermedi di costo e di conseguenti coefficienti di imputazione che risultano troppo numerosi, ergo difficili da gestire (a titolo di esempio, si pensi all’enorme quantitativo di coeff. in un’azienda sanitaria). Diventa, evidentemente, problematico saper gestire un numero così elevato e disomogeneo di aggregati.
  3. utilizzo contesti semplici in cui i costi indiretti non superano il 15 - 20% dei costi totali
  • orientamento per centri di costo:
  1. definizione: è una metodologia di calcolo a costi pieni, cioè full costing, a base multipla. La particolarità di tale metodologia è che essa vede l’utilizzo del concetto di costo come aggregato intermedio di costo. I costi diretti saranno imputati agli oggetti finali di calcolo direttamente e quelli indiretti saranno imputati tramite i centri di costo. 2 prospettive di analisi:
  • prospettiva contabile: definirò il centro di costo come l’unità minima di riferimento per l’aggregazione dei costi indiretti → centri di costo = aggregato intermedio
  • prospettiva organizzativa: è un’unità organizzativa, affidata a un responsabile che negozia obbiettivi.

CENTRI DI COSTO

Definizione

E’ una metodologia di calcolo full costing su base multipla che vede l’utilizzo del concetto di centro di costo come aggregato intermedio di costo; I costi diretti saranno imputati agli oggetti finali di calcolo direttamente e quelli indiretti saranno imputati tramite i centri di costo. vi sono 2 prospettive di analisi:

  • Contabile: definisce il CDC come l’unità minima di riferimento per l’aggregazione dei costi indiretti (CDC = aggregato intermedio di costo)
  • Organizzativo: il CDC è un unità organizzativa affidata ad un responsabile che negozia obiettivi e pone in essere procedure per perseguire i risultati desiderati. Il concetto di CDC è riconducibile al concetto di CDR (centro di responsabilità).

Caratteristiche

1. Omogeneità delle attività svolte all’interno dei CDC

2. Coefficiente di attribuzione/imputazione: se i costi sono omogenei ho la possibilità di

attribuire oggettivamente i costi della contabilità generale ai CDC e successivamente imputarli ai CDC del prodotto

3. Indipendenza dagli altri centri

FASE 1: LOCALIZZAZIONE

Definizione

Indica come dovrà essere strutturata la mappa dei CDC dell’azienda, individuando quindi la numerosità e la tipologia dei CDC. Si basa sul fabbisogno informativo e sul contesto in cui opera l’azienda. Lo scopo è quello di capire i caratteri e il contesto competitivo in cui opera l’impresa. L’approccio da utilizzare è quello del modello Brunetti, sistematico e situazionale.

Fasi: Analisi documentale , Interviste all’imprenditore/Key people , Analisi del

processo di produzione

FASE 2: ATTRIBUZIONE

Definizione

Lo scopo di questa fase è passare da una classificazione di natura propria della contabilità generale ad una classificazione dei costi per destinazione. Consente di rispondere alle domande: dove, come e da chi le risorse sono consumate?

Categorie

  • Costi DIRETTI: costi che possiamo legare direttamente all’oggetto finale di calcolo con relazione diretta e immediata con lo STD FISICO. Possono essere attribuiti ai CDC al fine di conoscere i fattori produttivi diretti o indiretti consumati da un dato centro di costo. I costi diretti transitano nei CDC. Forniscono la risposta ad una domanda: quanto costa una fase del processo produttivo?
  • Costi INDIRETTI SPECIFICI: presentano una relazione indiretta con il prodotto ma si riferiscono a fattori produttivi a fattori produttivi consumati da un unico centro di costo. esempio stipendio responsabile magazzino.
  • Costi COMUNI: sono costi che si riferiscono a fattori produttivi che oltre ad avere una relazione indiretta rispetto al prodotto, sono utilizzate da più centri di costo contemporaneamente. esempio riscaldamento. FASE 3: ALLOCAZIONE

Definizione

E’ la fase in cui passo da un informazione di costo di primo livello ad un informazione di costo di secondo livello. E’ riferita ai nostri oggetti di calcolo e si suddivide in:

  • Centri di costo INTERMEDI: vi è una relazione solamente diretta e non immediata con gli oggetti di calcolo. Questi CDC al posto di lavorare per il prodotto, lavorano affinché altri CDC possano svolgere correttamente il proprio operato.
  • Centri di costo FINALI: sono CDC per i quali è possibile studiare ed elaborare una relazione diretta ed immediata rispetto all’oggetto finale di calcolo. Nella fase di allocazione si studia la relazione esistente tra i CDCI e i CDCF, allocando il totale dei CDCI sui CDCF. Per realizzare la fase di allocazione bisogna definire un coefficiente di allocazione.

Criteri di allocazione

  • Allocazione DIRETTA: è un criterio di allocazione che posso utilizzare sono ed esclusivamente quando le relazioni fornitore-cliente si sviluppano tra CDCI e CDCF. In questo contesto è indifferente come si sviluppa la sequenza di allocazione (non cambia se alloco prima manutenzione o amministrazione)
  • Metodo a CASCATA: criterio in cui le relazioni fornitore-cliente possono svilupparsi tra i CDCI e CDCF, ma anche tra i soli CDCI. E’ essenziale la sequenza di allocazione (si parte dal CDC che ha attive il maggior numero di relazioni fornitore-cliente). In questa fase si elabora un totale dei costi Intermedi dopo ogni allocazione perché i costi di ogni CDCI da allocare, saranno pari ai costi attribuiti ai CDCI + la quota dei costi allocati allo stesso.

CDCF e per ciascuno di questi, occorrerà individuare un parametro (coeff. imput. un.) in grado di descrivere come le risorse del CDCF risultino consumate da ciascun lotto di produzione. Tali prodotti saranno simili tra loro se appartenenti allo stesso lotto.