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Riassunto Capitolo 1 Dalla comunicazione al linguaggio, Sintesi del corso di Filosofia del Linguaggio

Riassunto Capitolo 1 Dalla comunicazione al linguaggio, esame di Filosofia del linguaggio e della comunicazione 1, Università degli studi Roma Tre

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

In vendita dal 10/02/2022

VitoDiFonzo
VitoDiFonzo 🇮🇹

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SCIMMIE
Parlare in senso proprio è mettere in connessione il linguaggio con il pensiero e i pappagalli non parlano
semplicemente perchè non hanno pensieri. La questione alla base del linguaggio umano è la connessione
tra la fisica dei suoi i e la psicologia dei significati l’opinione comune è che i pappagalli riproducano
soltanto la meccanica del suono ma non il significato che tali suoni rappresentano, perchè per avere
significati nella testa occorre essere in grado di pensare. !
Il caso dei pappagalli è l’argomento esemplare chiamato in causa per demarcare in modo netto la
comunicazione animale da quella umana.!
Cordemoy paragona il caso del pappagallo al fenomeno dell’eco.
La tesi della netta distinzione tra !
-comunicazione animale: meccanica e obbligata
-linguaggio umano: libero e creativo
trova un forte alleato negli argomenti di carattere empirico !
Eetto Clever Hans Von Osten diede inizio a una serie di esibizioni pubbliche con il suo cavallo,
mostrando che Hans era in grado di eseguire calcoli aritmetici battendo la zampa, arrivando dunque alla
conclusione che il cavallo comprendeva ciò che gli veniva richiesto. Da un’analisi accurata emerse che le
risposte del cavallo erano strettamente dipendenti dal fatto che von Osten conoscesse la risposta e non
appena Hans, battendo la zampa, si avvicinava al risultato corretto, la postura corporea e l’espressione
facciale del padrone cambiavano sensibilmente in modo inconsapevole.!
Alex il pappagallo la ricercatrice Pepperberg era assolutamente certa del fatto che Alex voleva e
credeva ciò che diceva di volere e credere. Se Alex diceva “voglio uva” e tu gli davi una banana, te la
sputava indietro e ripeteva “voglio uva”. Non la smetteva finché non gli davi l’uva. Se la ricercatrice
avesse avuto a che fare con un bambino, chiunque avrebbe accettato senza problemi che quel bambino
voleva davvero l’uva. !
La questione che merita attenzione è il paragone che la ricercatrice fa con gli umani nessuno si chiede
se il bambino voglia davvero l’uva in quanto abbiamo la tendenza di vedere gli umani esseri come noi,
ovvero come persone dotate di credenze e desideri.!
1. Cartesiani di ieri:!
Cartesio aerma che gli esseri umani sono distinti da tutti gli altri animali a causa di una dierenza
qualitativa dovuta dal possesso dell’anima razionale. Il filosofo esalta la dierenza tra l’agire meccanico e
istintivo degli animali-macchine e l’agire libero e creativo degli esseri umani. Diversamente dagli altri
animali, governati dall’istinto, gli umani sono capaci di strategie comportamentali estremamente flessibili !
essi riescono a far fronte a problemi nuovi e inusuali perchè dispongono della ragione. La dierenza
qualitativa tra umani e animali-macchine dipende dalla relazione tra pensiero e linguaggio.
2. Cartesiani di oggi:!
Chomsky fa riferimento alle argomentazioni di Cartesio in favore della distinzione tra il linguaggio e i sistemi
di comunicazione animale. Alla base di tale distinzione è l’uso creativo del linguaggio la possibilità
degli umani di parlare in modo indipendente da stimoli esterni e interni. Negli animali la comunicazione
è totalmente sotto il controllo degli stimoli. !
L’idea di Chomsky è che il confronto con le capacità espressive degli animali non sia di alcuna utilità per
comprendere le caratteristiche peculiari delle capacità verbali umane per capire cosa caratterizza nello
specifico il linguaggio umano bisogna guardare a ciò che lo distingue dalla comunicazione animale, e non
ciò che a essa lo accomuna.!
Il linguaggio umano è interpretabile solo ammettendo uno scarto di ordine qualitativo tra gli umani e gli
animali. Una concezione di questo tipo non serve solo a salvaguardare gli aspetti di specificità delle
capacità verbali umane; serve anche a garantire agli umani un carattere di specialità nella natura.!
Alla base del riferimento di Chomsky a Wallace è l’idea che se il cofondatore della teoria dell’evoluzione
porta argomenti a sostegno dello stato di eccezione degli umani nella natura, allora la prospettiva della
dierenza qualitativa non è in contrasto con la teoria dell’evoluzione. Tuttavia, il riferimento a Wallace
appare del tutto inappropriato allo scopo. I motivi che spingono Chomsky a criticare il gradualismo
darwiniano e a fare riferimento al cambiamento improvviso del linguaggio umano sono da ricercare nel
modello teorico portato avanti al linguista, ovvero, la grammatica universale.
Il primato assegnato da Chomsky alla grammatica, alla sintassi in primo luogo, dipende dall’assunto
che egli pone a fondamento della dierenza qualitativa tra umani e animali-macchine, ovvero il legame tra
pensiero e linguaggio. È per il suo essere uno strumento di espressione dei pensieri che il linguaggio deve
avere una grammatica.!
3. Dall’altra parte della barricata:!
Il riferimento alla selezione naturale permette a Darwin di sostenere che la dierenza tra gli umani e gli
altri animali deve essere interpretata in termini quantitativi, e non qualitativi. Darwin, nei suoi scritti, fa
esplicito riferimento alle scimmie.!
Discutendo il tema dell’origine del linguaggio, egli dice!
-il linguaggio umano deve la sua origine alla imitazione e alla modificazione, aiutata dai gesti, dei vari
suoni naturali, delle voci degli altri animali e delle grida istintive dell’uomo;!
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SCIMMIE

Parlare in senso proprio è mettere in connessione il linguaggio con il pensiero e i pappagalli non parlano semplicemente perchè non hanno pensieri. La questione alla base del linguaggio umano è la connessione tra la fisica dei suoi i e la psicologia dei significati ➔ l’opinione comune è che i pappagalli riproducano soltanto la meccanica del suono ma non il significato che tali suoni rappresentano, perchè per avere significati nella testa occorre essere in grado di pensare. ➔ Il caso dei pappagalli è l’argomento esemplare chiamato in causa per demarcare in modo netto la comunicazione animale da quella umana. ➔ Cordemoy paragona il caso del pappagallo al fenomeno dell’eco. ➔ La tesi della netta distinzione tra

- comunicazione animale: meccanica e obbligata

- linguaggio umano: libero e creativo

trova un forte alleato negli argomenti di carattere empirico ➔

  • Effetto Clever Hans ➔ Von Osten diede inizio a una serie di esibizioni pubbliche con il suo cavallo, mostrando che Hans era in grado di eseguire calcoli aritmetici battendo la zampa, arrivando dunque alla conclusione che il cavallo comprendeva ciò che gli veniva richiesto. Da un’analisi accurata emerse che le risposte del cavallo erano strettamente dipendenti dal fatto che von Osten conoscesse la risposta e non appena Hans, battendo la zampa, si avvicinava al risultato corretto, la postura corporea e l’espressione facciale del padrone cambiavano sensibilmente in modo inconsapevole.
  • Alex il pappagallo ➔ la ricercatrice Pepperberg era assolutamente certa del fatto che Alex voleva e credeva ciò che diceva di volere e credere. Se Alex diceva “voglio uva” e tu gli davi una banana, te la sputava indietro e ripeteva “voglio uva”. Non la smetteva finché non gli davi l’uva. Se la ricercatrice avesse avuto a che fare con un bambino, chiunque avrebbe accettato senza problemi che quel bambino voleva davvero l’uva. La questione che merita attenzione è il paragone che la ricercatrice fa con gli umani ➔ nessuno si chiede se il bambino voglia davvero l’uva in quanto abbiamo la tendenza di vedere gli umani esseri come noi, ovvero come persone dotate di credenze e desideri. 1. Cartesiani di ieri: Cartesio afferma che gli esseri umani sono distinti da tutti gli altri animali a causa di una differenza qualitativa dovuta dal possesso dell’anima razionale. Il filosofo esalta la differenza tra l’ agire meccanico e istintivo degli animali-macchine e l’ agire libero e creativo degli esseri umani. Diversamente dagli altri animali, governati dall’istinto, gli umani sono capaci di strategie comportamentali estremamente flessibili ➔ essi riescono a far fronte a problemi nuovi e inusuali perchè dispongono della ragione. La differenza qualitativa tra umani e animali-macchine dipende dalla relazione tra pensiero e linguaggio. 2. Cartesiani di oggi: Chomsky fa riferimento alle argomentazioni di Cartesio in favore della distinzione tra il linguaggio e i sistemi di comunicazione animale. Alla base di tale distinzione è l’uso creativo del linguaggiola possibilità degli umani di parlare in modo indipendente da stimoli esterni e interni. Negli animali la comunicazione è totalmente sotto il controllo degli stimoli. ➔ L’idea di Chomsky è che il confronto con le capacità espressive degli animali non sia di alcuna utilità per comprendere le caratteristiche peculiari delle capacità verbali umane ➔ per capire cosa caratterizza nello specifico il linguaggio umano bisogna guardare a ciò che lo distingue dalla comunicazione animale, e non ciò che a essa lo accomuna. ➔ Il linguaggio umano è interpretabile solo ammettendo uno scarto di ordine qualitativo tra gli umani e gli animali. Una concezione di questo tipo non serve solo a salvaguardare gli aspetti di specificità delle capacità verbali umane; serve anche a garantire agli umani un carattere di specialità nella natura. ➔ Alla base del riferimento di Chomsky a Wallace è l’idea che se il cofondatore della teoria dell’evoluzione porta argomenti a sostegno dello stato di eccezione degli umani nella natura, allora la prospettiva della differenza qualitativa non è in contrasto con la teoria dell’evoluzione. Tuttavia, il riferimento a Wallace appare del tutto inappropriato allo scopo. I motivi che spingono Chomsky a criticare il gradualismo darwiniano e a fare riferimento al cambiamento improvviso del linguaggio umano sono da ricercare nel modello teorico portato avanti al linguista, ovvero, la grammatica universale. ➔ Il primato assegnato da Chomsky alla grammatica , alla sintassi in primo luogo, dipende dall’assunto che egli pone a fondamento della differenza qualitativa tra umani e animali-macchine, ovvero il legame tra pensiero e linguaggio. È per il suo essere uno strumento di espressione dei pensieri che il linguaggio deve avere una grammatica. 3. Dall’altra parte della barricata: Il riferimento alla selezione naturale permette a Darwin di sostenere che la differenza tra gli umani e gli altri animali deve essere interpretata in termini quantitativi, e non qualitativi. Darwin, nei suoi scritti, fa esplicito riferimento alle scimmie. ➔ Discutendo il tema dell’origine del linguaggio, egli dice

- il linguaggio umano deve la sua origine alla imitazione e alla modificazione, aiutata dai gesti, dei vari

suoni naturali, delle voci degli altri animali e delle grida istintive dell’uomo;

- l’avvento del linguaggio è fortemente connesso alla peculiarità dei sistemi cognitivi di cui dispongono

questi animali. ➔ L’abilità di ripetere i suoni per imitazione è legata a capacità cognitive, l’ingegno superiore di cui godono le scimmie, in grado di interpretare l’espressione sonora attribuendole un significato. ➔ L’idea di Darwin a proposito dell’origine del linguaggio è che le capacità verbali umane trovino fondamento nei sistemi cognitivi che la nostra specie condivide con altre specie a noi strettamente imparentate. ➔ Il fatto che il linguaggio sia tipico degli umani non esclude che altri animali avrebbero potuto svilupparlo se le spinte selettive li avessero portati a dover comunicare in maniera più efficace. 3.1 Le grandi scimmie possono apprendere il linguaggio? La riproduzione dei suoni tipici del linguaggio verbale non è riproducibile dalle grandi scimmie perchè queste non hanno l’apparato fonatorio adeguato. ➔ Secondo Lieberman la produzione dei suoni tipici del linguaggio umano è connessa all’abbassamento del tratto sovra-laringeo: una caratteristica specifica di Homo sapiens che lega strettamente la comparsa del linguaggio all’avvento della nostra specie. ➔ Poiché le scimmie non sono in grado di produrre i suoni del linguaggio umano, esse non saranno mai in grado di parlare in senso proprio. Una tesi del genere si fonda sull’identificazione del linguaggio con la verbalizzazione. ➔ Chiedersi se una scimmia è in grado di acquisire e utilizzare il linguaggio umano è diverso dal chiedersi se essa è in grado di riprodurre i suoni del linguaggio verbale. Quello che conta è capire se la scimmia sia in possesso dei processi di interpretazione, l’ingegno superiore di Darwin, che governano la comprensione di ciò che effettivamente le viene detto. Washoe ➔ è una scimpanzé alla quale è stato insegnato il linguaggio dei segni. Il suo uso dei gesti appariva guidato da un processo di generalizzazione. Per esempio aveva la capacità di estendere il segno di aprire dalle situazioni in cui veniva appreso (aprire la porta) a quelle completamente nuove (aprire una borsa, lo sportello della macchina). Ally ➔ è uno scimpanzé che ha imparato la lingua dei segni. Nell’esperimento doveva prendere un oggetto in una scatola e posarlo in una parte della stanza o darlo a uno degli sperimentatori. ➔ La conclusione cui pervenne Fouts fu che uno scimpanzé è in grado di capire le differenze di significato dovute a una regola grammaticale. ➔ I ricercatori che si ispirano al comportamentismo sostengono che l’uso della lingua dei segni da parte degli scimpanzé ha solo l’apparenza di una comunicazione linguistica in senso proprio, diversamente da quanto accade negli umani, le grandi scimmie producono soltanto delle risposte meccaniche agli stimoli esterni. Nim Chimpsky ➔ secondo Terrace l’essenza del linguaggio umano risiede nella capacità di creare frasi. Poiché una successione di parole non è di per sé una frase, la capacità di comporre successioni numericamente complesse di parole non è un’indicazione certa della capacità di comporre frasi. ➔ Per sostenere che sono capaci di costruire frasi, gli scimpanzé devono dimostrare di essere in grado di applicare correttamente un certo numero di regole grammaticali. ➔ Le sequenze utilizzate da Nim venivano costantemente confrontante con le intenzioni e le azioni di Nim. ➔ La revisione dei filmati portò Terrace a riconoscere che le sequenze prodotte da Nim non potevano essere paragonate alle frasi prodotte dagli umani. Due aspetti della produzione di Nim:

  1. La mancanza di incremento della complessità strutture delle frasi prodotte dalla scimmia. Il numero delle espressioni utilizzate era interpretabile in termini di una ridondanza espressiva
  2. La questione della spontaneità e della libertà dell’uso creativo del linguaggio umano. Le risposte della scimmia erano strettamente dipendenti dalle sequenze di segni utilizzate dallo sperimentatore nella formulazione delle domande, erano ripetizioni meccaniche degli stessi segni utilizzati nelle domande. ➔ La conclusione a cui pervenne Terrace alla fine del progetto Nim fu che gli scimpanzé non erano in grado di produrre frasi in senso proprio. 4. Mettere da parte la grammatica: Alcuni studiosi hanno proposto un criterio alternativo per valutare la competenza linguistica delle scimmie. La tesi di questi autori è che la strada da percorrere sia quella che annovera tra le proprietà essenziali del linguaggio caratteristiche diverse dalla sintassi e porta a valutare la competenza linguistica delle grandi scimmie a partire da queste diverse caratteristiche. ➔ Savage-Rumbaugh entrò a far parte del LANA Project allo scopo di studiare le capacità linguistiche degli scimpanzé. ➔ Quando la ricercatrice chiedeva qualcosa a Lana, utilizzando le stesse parole che la scimmia usava per chiedere qualcosa, questa non era in grado di rispondere in modo appropriato. ➔ La tesi di Savage-Rumbaugh era che Lana, così come Washoe e le altre scimmie, fosse competente sul piano della produzione , quindi era in grado di usare parole per richiedere cose , ma non lo era sul piano della ricezione , non era perciò in grado di comprendere ciò che le veniva detto. ➔ La ricercatrice cambiò paradigma teorico. L’idea alla base della sua proposta era che fosse necessario spostare l’attenzione dalle frasi alle parole. L’essenza del linguaggio, più che nella sintassi, quindi il

5. Tomasello e il neoculturalismo: Tomasello riconosce che le scimmie posseggono un sistema cognitivo in grado di mentalizzare il comportamento altrui, un lettore della mente che le rende in grado di comprendere gli altri come agenti intenzionali e razionali. ➔ Per Tomasello, tuttavia, il linguaggio umano ha caratteristiche specifiche che lo rendono un sistema di comunicazione totalmente diverso da quello utilizzato dalle grandi scimmie. Due fattori importanti nell’evoluzione della mente umana:

- competizione

- cooperazione

➔ L’evoluzione delle capacità cognitive dei primati, e anche degli esseri umani ovviamente, deve essere interpretata in un’ottica di competizione sociale. Diversamente dagli altri primati, tuttavia, gli umani hanno tratto vantaggio dalle spinte selettive che esaltano gli aspetti della cooperazione sociale. Senza una risposta adattativa adeguata a tali spinte non sarebbero emerse capacità tecnologiche e culturali, e anche il linguaggio non sarebbe mai emerso. È necessario distinguere:

- cooperazione umana

- altre forme di cooperazione

➔ L’idea di Tomasello è che gli umani mettano in atto attività cooperative condivise, ovvero guidate da un fine comune. Le grandi scimmie collaborano all’attività di gruppo soltanto in I-mode e mai in We-mode, ovvero senza rispettare il fine congiunto. ➔ Un altro aspetto importante della comunicazione umana è il fatto che i comportamenti collaborativi tipici della nostra specie sono retti da principi altruistici. Tomasello considera l’altruismo un fatto tipico della biologia umana.

- Davvero la cooperazione condivisa è un carattere specifico della natura umana? ➔ Secondo de Waal le grandi scimmie sono capaci di forme cooperative che ammettono reciprocità dei ruoli e fine congiunto. ➔ Cavalli-Sforza sostiene che i tratti dominanti dell’Homo sapiens siano la competizione e la sopraffazione. Gli esseri umani sono i rappresentanti di una specie prepotente. ➔ Nella nostra mente convivono sistemi di elaborazione che ci rendono pronti a collaborare con gli altri e sistemi che ci spingono costantemente a sospettare degli altri e a competere con loro. - Davvero l’altruismo informativo è specifico degli esseri umani? ➔ I risultati ottenuti con Sherman e Austin permettono di rispondere negativamente alla domanda. Questi animali sono in grado di mettere in atto uno scambio informativo cooperativo per un fine congiunto. ➔ Lynn e colleghi sono riusciti a provare che le grandi scimmie, oltre a essere in grado di comprendere informazione dichiarativa, sono anche in grado di produrre informazione di questo tipo. I loro esperimenti hanno mostrato che in un contesto appropriato e con il giusto tipo di insegnamento le grandi scimmie utilizzate nella ricerca condividevano con gli umani le capacità di utilizzare frasi dichiarative.

- la capacità di produrre-comprendere asserzioni è una questione di grado e non di qualità,

- le prestazioni delle grandi scimmie nei compiti di comunicazione dipendono, oltre che dai sistemi

cognitivi di cui dispongono questi animali, anche dal particolare ambiente culturale in cui queste scimmie sono state allevate. 5.2 Scimmie culturalizzate: La tesi di Tomasello è che Savage-Rumbaugh sottovaluti il ruolo del fattore decisivo dello sviluppo della competenza linguistica della scimmia: lo specifico ambiente culturale, a contatto con gli umani, in cui Kanzi è stato allevato. Senza aver assimilato la cultura e il sistema di comunicazione artificiale progettato dagli umani, Kanzi non sarebbe mai stato in grado di mettere in atto le strategie comunicative di cui è capace. ➔ Se questa tesi fosse vera, allora qualsiasi animale dotato di un lettore della mente dovrebbe essere in grado, vivendo nelle opportune situazioni culturali, di mettere in atto le stesse capacità linguistiche degli scimpanzé. Un fatto del genere è palesemente falso. Le specifiche capacità bio-cognitive di cui dispongono le grandi scimmie sono importanti tanto quanto gli ambienti culturali in cui vivono tali animali. ➔ Le differenze tra le capacità che caratterizzano gli umani e quelle che caratterizzano le altre specie animali devono essere considerate in termini di grado e non di qualità, per questo motivo i tratti di peculiarità e di unicità che caratterizzano le nostre capacità verbali devono essere interpretati alla luce di un quadro continuista , in modo tale da mantenere fede alla proposta di maggior rilievo del modello darwiniano: considerare gli umani animali tra gli altri animali.