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schema inferenziale del Nyaya, Prove d'esame di Filosofie Orientali

tesina esemplificativa per l'esame di filosofie dell'india con prof. Marchignoli

Tipologia: Prove d'esame

2018/2019

Caricato il 06/03/2019

stefaniacarminati
stefaniacarminati 🇮🇹

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LO SCHEMA INFERENZIALE DEL NYAYA
Stefania Carminati
Il secondo mezzo di conoscenza (pramāna) è l'inferenza
(anumāna), letteralmente "conoscenza che segue un'altra", ed
infatti il commento di Vātsyāyana mette in evidenza la dipendenza
dell'inferenza dalla percezione: il presupposto del processo
inferenziale è una riflessione su un segno (hetu o linga)
riconosciuto come presente in un soggetto (paksa) e la relativa
concomitanza fra questo segno e la condizione da dimostrare
(vyapti). Contemporaneamente o subito dopo sorge in noi il ricordo
di questa concomitanza e poniamo in relazione la condizione da
dimostrare con l'oggetto caratterizzato da quel segno.
La concomitanza tra segno (probans, ossia l'hetu) e condizione da
dimostrare (probandum, ossia vyapti) viene specificata attraverso
rapporti di somiglianza o di dissomiglianza che ancorano il
processo inferenziale alla realtà e lo privano di quell'aspetto
meramente "formale" che aveva caratterizzato il sillogismo
Aristotelico.
I componenti dell'inferenza vengono definiti "avayava", e secondo
il Nyaya essi sono 5 : tesi (pratijñā) , causa (hetu) , esempio
(udāharana), applicazione (upanaya) e conclusione (nigamana).
Vātsyāyana, nel suo commento alla Nyayāsūtra, afferma che
"Ciascuna delle cinque proposizioni la cui conclusione viene stabilita senza
alcun dubbio è chiamata componente (avayava) in relazione alla totalità. I
quattro pramānas sono contemporaneamente presenti in esse. La tesi si fonda
su una parola autorevole (śabda). La causa in sè è inferenza (anumāna).
L'esemplificazione è percezione (pratyaksa). L'applicazione è comparazione
analogica (upamāna). La capacità di queste di combinarsi per stabilire
un'unica tesi centrale è la conclusione (nigamana). E questo è il Nyāya par
excellence." (Bhāsya, i. 1. 1.)
L'esemplificazione, come sopraccennato, si basa su rapporti di
somiglianza (sādharmya) e dissomiglianza (vaidharmya). Se
affermo, ad esempio, che il fumo (probans) determina la presenza
del fuoco (probandum) sulla montagna (soggetto), posso avvalorare
la tesi utilizzando come esempio (udāharana) l'immagine di una
cucina in fiamme, dove chiaramente è presente del fumo, secondo
un rapporto di somiglianza . Allo stesso modo si potrebbe sostituire
all'immagine della cucina, utilizzando il criterio di dissomiglianza,
l'immagine di un lago; ovunque non sia presente del fuoco, non c'è
fumo, dunque se sulla montagna c'è del fumo significa che è
presente anche il fuoco. In questo specifico caso, il fumo rende la
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LO SCHEMA INFERENZIALE DEL NYAYA

Stefania Carminati Il secondo mezzo di conoscenza ( pramāna ) è l'inferenza ( anumāna ), letteralmente "conoscenza che segue un'altra", ed infatti il commento di Vātsyāyana mette in evidenza la dipendenza dell'inferenza dalla percezione: il presupposto del processo inferenziale è una riflessione su un segno ( hetu o linga ) riconosciuto come presente in un soggetto ( paksa ) e la relativa concomitanza fra questo segno e la condizione da dimostrare ( vyapti ). Contemporaneamente o subito dopo sorge in noi il ricordo di questa concomitanza e poniamo in relazione la condizione da dimostrare con l'oggetto caratterizzato da quel segno. La concomitanza tra segno ( probans , ossia l' hetu ) e condizione da dimostrare ( probandum, ossia vyapti ) viene specificata attraverso rapporti di somiglianza o di dissomiglianza che ancorano il processo inferenziale alla realtà e lo privano di quell'aspetto meramente "formale" che aveva caratterizzato il sillogismo Aristotelico. I componenti dell'inferenza vengono definiti " avayava ", e secondo il Nyaya essi sono 5 : tesi ( pratijñā ) , causa ( hetu ) , esempio ( udāharana ), applicazione ( upanaya ) e conclusione ( nigamana ). Vātsyāyana, nel suo commento alla Nyayāsūtra , afferma che "Ciascuna delle cinque proposizioni la cui conclusione viene stabilita senza alcun dubbio è chiamata componente ( avayava ) in relazione alla totalità. I quattro pramānas sono contemporaneamente presenti in esse. La tesi si fonda su una parola autorevole ( śabda ). La causa in sè è inferenza ( anumāna ). L'esemplificazione è percezione ( pratyaksa ). L'applicazione è comparazione analogica ( upamāna ). La capacità di queste di combinarsi per stabilire un'unica tesi centrale è la conclusione ( nigamana ). E questo è il Nyāya par excellence." ( Bhāsya , i. 1. 1.) L'esemplificazione, come sopraccennato, si basa su rapporti di somiglianza ( sādharmya ) e dissomiglianza ( vaidharmya ). Se affermo, ad esempio, che il fumo ( probans ) determina la presenza del fuoco ( probandum ) sulla montagna ( soggetto ), posso avvalorare la tesi utilizzando come esempio ( udāharana ) l'immagine di una cucina in fiamme, dove chiaramente è presente del fumo, secondo un rapporto di somiglianza. Allo stesso modo si potrebbe sostituire all'immagine della cucina, utilizzando il criterio di dissomiglianza, l'immagine di un lago; ovunque non sia presente del fuoco, non c'è fumo, dunque se sulla montagna c'è del fumo significa che è presente anche il fuoco. In questo specifico caso, il fumo rende la

montagna ( soggetto ) e il lago ( esempio ) dissimili. La concomitanza tra probans e probandum ( vyapti ) determina tre tipi di ragionamenti inferenziali: a) kevalanvayin , un tipo di concomitanza positiva e non si conosce esempio negativo della loro corrispondenza, ad esempio : tutti gli oggetti conoscibili sono nominabili l'acqua è un oggetto conoscibile, perciò l'acqua è nominabile. b) kevalavyatirekin , concomitante soltanto nella negazione, ad esempio : nessuna cosa che non sia l'anima è animata tutte le creature sono animate perciò tutte le creature hanno l'anima c) anvayavyatirekin , concomitante nell'affermazione e nella negazione, ad esempio : dove c'è fumo c'è fuoco sul monte c'è fumo perciò sul monte c'è fuoco oppure : dove non c'è fumo non c'è fuoco sul monte c'è fumo perciò sul monte c'è fuoco Su questo schema inferenziale si aprirà una lunghissima stagione di riflessione logica in cui interverranno Nayāyika, Buddhisti e Jaina. Bibliografia Gangopadhyay M. K., Indian Logic in its Sources On validity of inference [1984], Munshiram Manoharlal Publishers Pvt., Ltd., Nuova Delhi. Marchignoli S., L'india filosofica. Un percorso tra temi e problemi del pensiero indiano. Dalle origini alla fine del sec. VIII [2005], Eurocopy

  • Bologna. Tucci G., Storia della filosofia indiana [2005], Gius. Laterza & Figli Spa