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Scienze: i terremoti, Schemi e mappe concettuali di Scienze della Terra

Riassunto dei vari tipi di terremoti e che cosa sono

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 01/10/2024

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andrea-di-salvo-4 🇮🇹

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I terremoti
Sono manifestazioni superficiali dovute all’azione di forze tettoniche, che si sviluppano
all’interno della crosta terrestre.
Sono violenti scuotimenti del suolo che possono provocare danni molto gravi.
Si teorizzò dunque la “teoria del rimbalzo elastico ovvero quando le rocce, che
compongono la crosta, vengono sottoposte a sforzi iniziano a deformarsi accumulando
energia fino ad arrivare ad un punto di rottura.
L’energia viene poi liberata con la formazione di una faglia ma affinché ci sia un ulteriore
spostamento, gli sforzi interni alla roccia devono vincere l’attrito tra le due parti di rocce che
sono a contatti sul piano di faglia.
Quando le tensione accumulate vincono la forza di attrito, provoca lo spostamento dei due
blocchi.
Il punto in profondità dove si verifica la rottura si chiama ipocentro mentre la sua proiezione
sulla superficie terrestre si chiama epicentro.
Le onde sismiche
Dall’ipocentro si propagano in tutte le direzioni due tipi di onde sismiche:
-le onde P (primarie): sono onde molto rapide che provocano al loro passaggio oscillazioni
delle particelle nella stessa direzione di propagazione dell’onda. Queste onde vengono
chiamate anche “onde di compressione” perché le particelle adiacenti si avvicinano e si
allontanano provocando variazioni di volume nella roccia. Queste onde non provocano lo
spostamento del materiale. Possono attraversare solidi, liquidi e gas.
-le onde S (secondarie): sono molto più lente e provocano oscillazioni delle particelle
perpendicolari rispetto alla direzione di propagazione dell’onda. Queste onde non possono
propagarsi nei fluidi.
Entrambe le onde possono essere riflesse in altri due tipi di onde:
-riflesso del primo tipo P (onde di Rayleigh) che generano movimenti ellittici delle particelle
-riflesso del secondo tipo S (onde Love) che generano movimenti trasversali alla direzioni di
propagazione dell’onda.
Strumenti di rilevazione dell’onda
Le onde sismiche vengono rilevati dai sismografi che sono posizionati nelle stazioni di
rilevamento.
Esso è costituito da un supporto al quale è agganciata una massa metallica che tende a
rimanere ferma quando il supporto si muove.
Alla massa è agganciato un pennino che registra su un foglio di carta arrotolato i movimenti
del suolo.
Inizialmente però arriva un groviglio di onde ma col passare del tempo si iniziano a vedere
bene le onde P e le onde S.
Il sismogramma è il risultato della registrazione dal quale si può rilevare il tempo di arrivo
delle onde e il loro ipocentro ed epicentro.
Misurazione del sisma
È possibile misurarlo attraverso due scale:
-la scala Ritcher (o magnitudo): la magnitudo è una grandezza il cui valore è direttamente
proporzionale all’energia liberata e si può calcolare misurando l’ampiezza massima delle
onde sismiche registrate e poi mettendola a confronto con un’ampiezza standard.
-la scala MCS: comprende 12 gradi e valuta i danni subiti su persone e su cose.
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I terremoti

Sono manifestazioni superficiali dovute all’azione di forze tettoniche, che si sviluppano all’interno della crosta terrestre. Sono violenti scuotimenti del suolo che possono provocare danni molto gravi. Si teorizzò dunque la “ teoria del rimbalzo elastico ” ovvero quando le rocce, che compongono la crosta, vengono sottoposte a sforzi iniziano a deformarsi accumulando energia fino ad arrivare ad un punto di rottura. L’energia viene poi liberata con la formazione di una faglia ma affinché ci sia un ulteriore spostamento, gli sforzi interni alla roccia devono vincere l’attrito tra le due parti di rocce che sono a contatti sul piano di faglia. Quando le tensione accumulate vincono la forza di attrito, provoca lo spostamento dei due blocchi. Il punto in profondità dove si verifica la rottura si chiama ipocentro mentre la sua proiezione sulla superficie terrestre si chiama epicentro.

Le onde sismiche

Dall’ipocentro si propagano in tutte le direzioni due tipi di onde sismiche : -le onde P (primarie): sono onde molto rapide che provocano al loro passaggio oscillazioni delle particelle nella stessa direzione di propagazione dell’onda. Queste onde vengono chiamate anche “ onde di compressione ” perché le particelle adiacenti si avvicinano e si allontanano provocando variazioni di volume nella roccia. Queste onde non provocano lo spostamento del materiale. Possono attraversare solidi, liquidi e gas. -le onde S (secondarie): sono molto più lente e provocano oscillazioni delle particelle perpendicolari rispetto alla direzione di propagazione dell’onda. Queste onde non possono propagarsi nei fluidi. Entrambe le onde possono essere riflesse in altri due tipi di onde: -riflesso del primo tipo P (onde di Rayleigh) che generano movimenti ellittici delle particelle -riflesso del secondo tipo S (onde Love) che generano movimenti trasversali alla direzioni di propagazione dell’onda.

Strumenti di rilevazione dell’onda

Le onde sismiche vengono rilevati dai sismografi che sono posizionati nelle stazioni di rilevamento. Esso è costituito da un supporto al quale è agganciata una massa metallica che tende a rimanere ferma quando il supporto si muove. Alla massa è agganciato un pennino che registra su un foglio di carta arrotolato i movimenti del suolo. Inizialmente però arriva un groviglio di onde ma col passare del tempo si iniziano a vedere bene le onde P e le onde S. Il sismogramma è il risultato della registrazione dal quale si può rilevare il tempo di arrivo delle onde e il loro ipocentro ed epicentro.

Misurazione del sisma

È possibile misurarlo attraverso due scale: -la scala Ritcher (o magnitudo): la magnitudo è una grandezza il cui valore è direttamente proporzionale all’energia liberata e si può calcolare misurando l’ampiezza massima delle onde sismiche registrate e poi mettendola a confronto con un’ampiezza standard. -la scala MCS: comprende 12 gradi e valuta i danni subiti su persone e su cose.

Le due scale inoltre non sono parallele perché dipende tutto dal tipo di luogo in cui si propaga il terremoto.

La previsione deterministica

È quella visione che ha lo scopo di collocare con precisione il fenomeno nello spazio e nel tempo. Bisognerebbe dunque indicare l’ora, il luogo, la quantità d’energia che potrebbe propagarsi e i danni che potrebbe provocare. I fenomeni premonitori sono modificazioni di alcuni parametri fisici all’interno delle rocce che precedono la scossa principale. La “ teoria della dilatanza ” spiega alcune modificazioni nel materiale soggetto a sforzi nella crosta che potrebbero essere considerati fenomeni premonitori Alcuni esempi sono: la diminuzione di velocità, i sollevamenti del suolo. Variazioni del livello di falde acquifere sotterranee…

La previsione statistica

Consiste nel valutare con quale possibilità possa verificarsi un evento disastroso, in un dato intervallo di tempo e in una determinata zona—>studi comprovati È una probabilità dato che è una zona in cui già si è verificato più volte l'evento.

Come difendersi dai terremoti

Dato che il terremoto è un fenomeno che non è possibile individuare con la previsione deterministica, la cosa migliore che si può fare, una volta individuate le aree a rischio, è quella di limitare il numero di vittime (costruendo edifici antisismici, educando la popolazione e imponendo vincoli edilizi).

Lo studio delle onde sismiche

Esse sono un ottimo strumento di indagine per uno studio indiretto dei materiali che costituiscono l'interno della Terra. I terremoti " artificiali " sono generati dallo scoppio di bombe atomiche con lo scopo di individuare l'esatta posizione dell'ipocentro.

Le discontinuità sismiche e gli strati interni della Terra

Le superfici di discontinuità sono involucri sferici che separano gli strati rocciosi. Sono facilmente individuabili grazie ai fenomeni di rifrazione e riflessione delle onde sismiche, le quali quando giungono una di queste superfici subiscono una variazione di velocità e deviazioni della traiettoria. Un geofisico croato ipotizzò la presenza di una crosta terrestre in cui le onde sismiche si propagano più lentamente, il mantello in cui si propagano più velocemente—> discontinuità di Moho Della crosta fa parte quella continentale , più densa e antica con una composizione più acida (grandi quantità di silicio), e quella oceanica , con composizione più omogenea e fondali formati da dorsali marini (privi di silicio). Vi è poi una zona più debole in cui le onde P rallentano e le onde 5 scompaiono (presenza di materiali liquidi all'interno della Terra). La discontinuità di Gutenberg separa il mantello dal nucleo (limite sia chimico che fisico—> dal solido al liquido). La discontinuità di Lehmann separa il nucleo esterno (liquido) da quello interno (solido).