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Secondo parziale di diritto pubblico, Appunti di Diritto Pubblico

Appunti presi a lezione riguardanti il secondo parziale

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 18/02/2026

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CARATTERI FONDAMENTALI DEL “FENOMENO GIURIDICO”
Il concetto di diritto e la nozione di società
La convivenza sociale dà origine a una serie di rapporti — personali, familiari,
patrimoniali, di solidarietà e di difesa — che si sviluppano all’interno della vita
collettiva.
Il diritto nasce proprio da questa convivenza: è un prodotto della vita sociale,
che si forma in modo spontaneo per regolare i rapporti tra le persone.
Per poter convivere in modo armonioso, gli individui sentono la necessità di
darsi delle regole, alcune di natura giuridica, altre di diverso tipo (morali,
religiose, sociali). Queste regole nascono spontaneamente dalla vita in comune.
Con l’evoluzione delle società, le regole diventano sempre più numerose,
complesse e specifiche, ma conservano tutte un obiettivo fondamentale:
garantire la convivenza pacifica tra gli individui, evitando l’uso della
forza o delle armi.
Da questa idea deriva il famoso principio latino: “Ubi societas, ibi ius” –
Dove c’è società, c’è diritto.
Infatti, senza regole giuridiche non sarebbe possibile vivere insieme in modo
pacifico.
È vero anche il contrario: “Ubi ius, ibi societas” –
Dove c’è diritto, c’è
società.
Ogni volta che esiste un sistema di norme giuridiche, esiste anche una
comunità che le applica e le rispetta. Quindi, la convivenza sociale richiede a
chi vive in società di darsi delle regole per vivere pacificamente: “Ubi societas
ibi ius, ubi ius ibi societas.”
Con il passare del tempo, le società si sono fatte sempre più complesse, e
anche le loro norme giuridiche si sono evolute.
Perfino nelle comunità meno sviluppate esistono regole che formano un
ordinamento giuridico, ma ci sono voluti secoli di evoluzione per arrivare ai
moderni rami del diritto,
costituzionale, penale, civile, e così via.
Nel corso del tempo, le società umane hanno sempre sentito il bisogno di darsi
regole per poter convivere in modo ordinato e pacifico. Tuttavia, la ragione
giustificatrice — cioè il motivo per cui queste norme vengono rispettate — è
cambiata a seconda delle epoche storiche e dei contesti culturali.
- Nelle società primitive
Le regole della convivenza erano rispettate perché si riteneva che fossero state
predisposte dagli antenati. Questa origine conferiva alle norme un’aura di
autorità e tradizione: si obbediva non per paura o imposizione, ma per rispetto
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CARATTERI FONDAMENTALI DEL “FENOMENO GIURIDICO”

Il concetto di diritto e la nozione di società La convivenza sociale dà origine a una serie di rapporti — personali, familiari, patrimoniali, di solidarietà e di difesa — che si sviluppano all’interno della vita collettiva. Il diritto nasce proprio da questa convivenza: è un prodotto della vita sociale, che si forma in modo spontaneo per regolare i rapporti tra le persone. Per poter convivere in modo armonioso, gli individui sentono la necessità di darsi delle regole , alcune di natura giuridica, altre di diverso tipo (morali, religiose, sociali). Queste regole nascono spontaneamente dalla vita in comune. Con l’evoluzione delle società, le regole diventano sempre più numerose, complesse e specifiche, ma conservano tutte un obiettivo fondamentale: garantire la convivenza pacifica tra gli individui, evitando l’uso della forza o delle armi. Da questa idea deriva il famoso principio latino: “ Ubi societas, ibi ius ” –

Dove c’è società, c’è diritto.

Infatti, senza regole giuridiche non sarebbe possibile vivere insieme in modo pacifico.

È vero anche il contrario: “ Ubi ius, ibi societas ” – Dove c’è diritto, c’è

società.

Ogni volta che esiste un sistema di norme giuridiche, esiste anche una comunità che le applica e le rispetta. Quindi, la convivenza sociale richiede a chi vive in società di darsi delle regole per vivere pacificamente: “ Ubi societas ibi ius, ubi ius ibi societas .” Con il passare del tempo, le società si sono fatte sempre più complesse , e anche le loro norme giuridiche si sono evolute. Perfino nelle comunità meno sviluppate esistono regole che formano un ordinamento giuridico, ma ci sono voluti secoli di evoluzione per arrivare ai

moderni rami del diritto, costituzionale, penale, civile, e così via.

Nel corso del tempo, le società umane hanno sempre sentito il bisogno di darsi regole per poter convivere in modo ordinato e pacifico. Tuttavia, la ragione giustificatrice — cioè il motivo per cui queste norme vengono rispettate — è cambiata a seconda delle epoche storiche e dei contesti culturali.

- Nelle società primitive

Le regole della convivenza erano rispettate perché si riteneva che fossero state predisposte dagli antenati. Questa origine conferiva alle norme un’aura di autorità e tradizione: si obbediva non per paura o imposizione, ma per rispetto

verso le radici del gruppo.Volontà degli antenati → prima forma di “diritto” inteso come insieme di regole sociali.

- Nelle società religiose o teocratiche

In altre epoche o culture, le regole venivano considerate espressione della volontà divina: una casta sacerdotale o un vertice religioso si diceva in contatto con la divinità e quindi in grado di interpretare e imporre le norme.Volontà divina → il diritto deriva da un’autorità superiore, ultraterrena.

- Nelle società guidate da saggi o potenti

In altri contesti, le regole erano rispettate perché create da persone sagge o potenti, ritenute più capaci di governare la comunità.Volontà dei saggi o dei potenti → il diritto nasce dall’autorità e dalla sapienza umana.

- Nelle società moderne e contemporanee

Con il tempo, la giustificazione delle norme si è trasformata profondamente. Nelle Costituzioni contemporanee, la ragione giustificatrice delle norme che regolano la vita sociale non è più né divina né legata alla tradizione, ma si fonda sulla volontà generale del popolo. Le regole di diritto sono quindi quelle che:

  • derivano dalla volontà collettiva dei cittadini;
  • servono a organizzare in modo stabile e pacifico la vita della collettività;
  • garantiscono la convivenza pacifica attraverso la limitazione della sfera individuale. Volontà generale → diritto come organizzazione stabile e pacifica della collettività. Che cos’è è un che cosa consiste il diritto? Il diritto consiste in regole giuridiche che disciplinano la vita sociale e che provengono dal potere più alto: lo Stato , che impersonifica il potere sovrano. Secondo la teoria del potere sovrano , solo le regole emanate dallo Stato possono essere definite come «giuridiche».

Presupposto storico : fino a tempi recenti si riteneva che la produzione delle

regole giuridiche fosse esclusivamente statale.

Attualità : oggi esistono importanti fonti extrastatali di produzione di regole

giuridiche, come il diritto internazionale, il diritto dell’Unione Europea, la giurisprudenza, ecc. Caratteristiche delle regole del diritto —> Coazione e coercibilità Le norme giuridiche si distinguono per la loro coercibilità: sono comandi che devono essere osservati e che possono essere sanzionati in caso di disobbedienza. Secondo la teoria della sanzione:

  • È un soggetto a fini Generale

io stato posso perseguire interessi della collettività, come le strade, sanità;

qualunque interesse del gruppo che lo esprime e virtualmente un interesse dello stato. All’interno di uno stato con fini generali, ci possono essere altri

ordinamenti ( ordine dei giornalisti, notai, avvocati) che sono piccole realtà che

vivono nell’ordinamento giuridico a fini generali che perseguono fini particolari: ma solo lo stato può perseguire tutti i fini.

- Originario

solo lo stato trae da sé stesso le ragioni della propria esistenza ,

esistono 20 regioni in Italia, esistevano anche prima, ma con la costituzione noi

troviamo un elenco delle regioni esistenti, quindi non sono sovrane originarie,

ma nascono in un determinato periodo. Solo lo stato è originario.

  • Assolutezza prevale nei confronti di qualunque altro ordinamento. Prevale nei confronti di qualunque altro ordinamento, ma minore. Non necessariamente degli stessi ordinamenti con le stesse caratteristiche, quindi l’assolutezza è sulla carta Stato e ordinamento giuridicoLe teorie istituzionalista e normativista. Teoria istituzionalistaSanti romano un giurista siciliano vissuto tra fine ’800 e inizio ’900., i suoi studi ci dicono che arriva ad affermare che lo stato è ordinamento giuridico, e quindi è intrinsecamente diritto. se penso allo stato come la somma delle sue regole, nell’accezione che studiamo lo stato è di diritto. Lo stato è istituzione Teoria normativista  Un altro studioso, filosofo e giurista austriaco, Hans Kelsen , si concentra sulle norme: ordinamento giuridico è complesso di norme dello stato. Lui si concentra sulle norme, cioè, ci dice l’ordinamento giuridico è il solo il complesso delle norme poste dallo Stato. teoria istituzionalista Teoria normativista Santi Romano Hans Kelnes secondo lui lo Stato è un ordinamento giuridico, cioè una istituzione fatta di regole, persone e organizzazione. In altre parole, lo Stato non è solo un insieme di leggi, ma è una realtà viva, fatta da persone che vivono insieme secondo certe regole. Quindi, il diritto (le leggi) nasce dallo Stato come istituzione. per lui l’ordinamento giuridico è solo un insieme di norme (leggi). Quindi lo Stato coincide con il sistema di norme giuridiche che lo regola. Tutto ciò che è “Stato” esiste perché c’è una catena di norme valide (per esempio: la Costituzione → le leggi → i regolamenti…).

Confronto tra le due espressioni  Santi romano ha un approccio più ampio e che dirà anche “Immagino l’ordinamento giuridico con una scacchiera sulla quale si muovono le varie componenti dello Stato” Ma Pongo l’accento sul fatto che lo Stato sia in sé e per sé le sue regole politiche. Kelsen invece si concentra fino a un certo punto sulla esistenza di regole giuridiche: ce n’è una alla base e poi da quella nascono tutte le altre. Vezio Crisafulli , con la posizione intermedia , dice che quando ci si riferisce all’ordinamento giuridico, si parla di un fenomeno complesso, quindi fatto di tanti elementi (regole, istituzioni). Ordinamento giuridico è un complesso di norme che regolano e caratterizzano una determinata società. In quest’ottica, il termine diritto è un termine equivoco, perché viene utilizzata con significato “legge parlamentare” oppure a regole diverse, o a delle pretese che si hanno verso lo stato o altri soggetti. Il diritto può essere visto come diritto:

  • in senso oggettivo : somma o complesso delle norme giuridiche esistenti.
  • in senso soggettivo : che pretesa ho io nei confronti degli altri soggetti o verso lo stato. Se ho diritto ho una posizione di vantaggio. lo stato è un ente o organizzazione  il potere dell’apparato pubblico contrapposto alla collettività. Lo stato ordinamento o comunità (repubblica, ossia questo caso) è l’insieme dei pubblici poteri, ma anche della società civile (noi) Stato comunità viene riferito ad uno stato storico e sociologico, quindi come si è creato, che storia ha, usi e costumi.

Per l’esame  Bisogna saper definire lo stato in base ai suoi 3 elementi

(popolo, governo e territorio) + caratteristiche stato (generalità, assolutezza,

originalità) + chiarire perché c’è identificazione tra l’ordinamento giuridico e lo

stato (non x forza richiamando i 3 tipi) ma dicendo che in senso complessivo

guarda le regole, istituzioni e società civile: a seconda di cio a cui io guardo, ho

2 definizione di diritto  oggettivo e soggettivo.

“disposizione” e “norma” Disposizione  è il testo che ho di fronte Norma  la estraggo dal testo per interpretarlo, e capisco che comando impone. L’interpretazione è l’attività che ci permette di int un testo scritto per capire quali norme giuridiche esistono nelle disposizioni. Qualcuno scrive i testi  Il legislatore scrive i testi, e ci sono dei soggetti che interpretano questi testi e ci dicono che regole vincolanti ci sono. È necessario

interpretare la legge  posso interpretarla:

  • in modo letterale e testuale, quindi il senso viene reso chiaro dal significato che riconduco alle parole;
  • poi c’è un’interpretazione teleologica , ossia guardo all’obbiettivo di un determinato soggetto che aveva quando ha scritto quell’atto; quindi,

secondo l’intenzione del legislatore  il legislatore ha adottato una

normativa in materia di edilizia e urbanistica perché vuole che gli edifici

nuovi siano in un ambiente sano. Se qualche passaggio del testo non è

chiaro, sapere l’obbiettivo mi aiuta ad interpretare il testo. Quindi chi ha scritto il testo, che obbiettivo aveva. La prima a portata di tutti, la seconda chiede più impegno. A volte gli strumenti possono non essere risolutivi, allora si può:

- Analogia legis  applicare a quel caso, non tanto la legge che magari

non mi fa affrontare il caso, ma posso ricorrere a disposizioni che regolano casi simili, e le applico.

- Analogia iuris  Oppure se non ho altre leggi, ho sempre a disposizione

i principi generali dell’ordinamento giuridico.

a chi affido i bambini in caso di divorzio, ma la legge non mi risolve

concretamente: posso ricorrere ad un’altra legge simile che può aiutarmi

ad interpretare la legge o applicarne una simile. Se non c’è questa

possibilità, posso ricorrere ai grandi principi dell’ordinamento giuridico.

STATO: DEFINIZIONE STATO E SUE CARATTERISTICHE (popolo in un territorio

con governo stabile) (caratteristiche  originario, a fini generali, uno stato che

può essere indicato come ordinamento giuridico complessivo.) Secondo

gruppo, distinzione diritto in senso oggettivo e soggettivo. Ordinamento

giuridico. Differenza tra disposizione e norma.

Le forme di stato e di governo Italia  stato democratico con forma parlamentare. Forma di stato Forma di governo Rappresenta il modo in cui è risolto il rapporto tra ● Potere statuale/istituzioni → autorità → poteri di vertice ● Società civile/cittadinanza → libertà → cittadini “Per forma di Stato si intende l'insieme delle finalità che lo Stato si propone di raggiungere ed i valori a cui aspira la propria nazione” Delinea gli elementi che contraddistinguono il modello organizzativo dell’ordinamento statuale, ossia com'è suddiviso il potere (legislativo, giurisdizionale, esecutivo) tra le sue istituzioni. Designa quindi il rapporto fondamentale che intercorre tra i poteri di vertice dell'apparato statale. “Identifica gli strumenti e dei mezzi

mediante cui un’organizzazione statale persegue e attua le proprie finalità (governare)” rapporto verticale tra autorità e libertà; analizza come lo Stato si relaziona con la società civile e quali fini persegue. rapporto orizzontale tra organi di vertice; analizza come il potere è distribuito e quali strumenti vengono utilizzati per governare. La forma di Stato riguarda il rapporto tra autorità e istituzioni. A seconda di come lo Stato intende raggiungere determinati valori che caratterizzano la società civile, possiamo attribuirgli una specifica connotazione, come ad esempio quella di Stato democratico. La forma di Stato, quindi, serve a disegnare e designare il tipo di rapporto che intercorre tra l’autorità statale e la società civile, cioè tra i cittadini (o comunque chi non ha cittadinanza) e il potere politico. In sostanza, analizza come si atteggia il rapporto tra governanti e governati e quali sono i fini che lo Stato si pone. Dal punto di vista dei soggetti coinvolti, nella forma di Stato troviamo la cittadinanza, i governati, la popolazione, e osserviamo il loro rapporto con le istituzioni e con i governanti. Se, ad esempio, le decisioni sono prese tramite una scelta elettorale, allora ci troviamo di fronte a una forma democratica di Stato, in cui il potere decisionale è in mano al popolo. La finalità della forma di Stato consiste dunque nel definire un rapporto verticale tra autorità e libertà. Diversa è la forma di governo , che non guarda più al rapporto verticale, ma a quello orizzontale. Qui bisogna capire come il potere decisionale sia diviso all’interno delle istituzioni, cioè come si distribuisca il potere tra i diversi organi di vertice di un ordinamento giuridico. La forma di governo, infatti, designa il rapporto fondamentale tra i poteri di vertice, in particolare tra potere legislativo ed esecutivo, e indica gli strumenti per governare.

Come si realizza questo discorso nel tempo?

Fino a un certo periodo storico, il monarca concentrava nella propria persona tutti e tre i poteri dello Stato:

  • faceva le leggi,
  • poteva governare,
  • e sanzionava chi non rispettava le leggi. Questo modello comincia a cambiare quando, nella storia — soprattutto in quella occidentale (in Europa e Nord America) — assume un peso fondamentale il riconoscimento dei diritti.

In ogni caso, nessun cittadino può sottrarsi al rispetto del diritto. I modelli concreti di forme di stato: rapporto fra potere centrale e territorio:

- stati unitari ,

come il governo francese che è centrale e viene diramato sul territorio sempre

con i poteri del governo.

Definizione: Un solo centro di potere politico e legislativo. Tutte le funzioni sovrane (legislativa, esecutiva, giudiziaria) appartengono allo Stato centrale.

  • uno stato federale come stati uniti, dopo che nascono le tredici piccole colonie che si rendono conto che possono unirsi, nel 1787, attraverso gli articoli della confederazione che mettono insieme gli articoli del commercio e della difesa comune. Dieci anni dopo, capiscono che non basta questo accordo ma c’è bisogno di una costituzione: la creano loro tredici, creando uno stato federale e loro saranno gli stati federati, che devolvono al singolo presidente, al parlamento, congresso e amministrazione, alcuni dei poteri che possedevano loro. Definizione: Unione di più Stati Federati o entità territoriali che rinunciano ad una parte della loro sovranità a favore di uno Stato federale, creando insieme una Costituzione comune. (Germania e Austria)
  • Lo stato confederale , come la Svizzera, che è come se fosse uno stato federale. Definizione: associazione volontaria di Stati sovrani che si uniscono tramite un trattato internazionale per perseguire obiettivi comuni. Ogni Stato mantiene la propria sovranità. (Svizzera) I modelli di forme di governo
  • Forma di governo parlamentare : il parlamento è il fulcro della forma di governo, viene eletto dal corpo elettorale. Definizione: Il parlamento ha il potere di concedere la fiducia al Governo (voto di fiducia), dopo che quest’ultimo presenta il programma di attività che intende realizzare. Il Parlamento ha anche il potere di revocare la fiducia al Governo (mozione di fiducia)
  • Forma di governo presidenziale : Definizione: il corpo elettorale elegge il Presidente della Repubblica (stati uniti) con un rapporto fiduciario tra Presidente e Governo: ci sono elettori che scelgono direttamente il loro presidente e parlamentari. Se entrambi sono legittimati, non possono imporsi l’uno sull’altro
  • Semipresidenziale : una forma dove può prevalere o il presidente della repubblica o il parlamento.

Definizione: combina elementi dei precedenti, per bilanciare i due ruoli; il Governo è nominato dal Presidente e al tempo stesso è espressione della maggioranza parlamentare. Può prevalere o il Presidente della Repubblica o il Parlamento Funzioni e poteri Dopo il 1700:

  • Legislativo : la funzione di fare le leggi viene affidata ad un organo, e nasce il potere legislativo
  • Esecutivo : governo
  • Giudiziario : magistratura Il corpo elettorale esercita il voto: votando crea degli organi democraticamente legittimati. Se non votassimo, non esisterebbe il parlamento. Il voto crea qualcosa che sia giustificato a livello democratico. Se c’è legittimazione data dal corpo elettorale, nasceranno organi democraticamente legittimati che conviveranno con organi che non sono stati scelti dal corpo elettorale, ma solo quelli legittimati a livello democratico avranno poteri particolarmente significativi. Forme di governo parlamentari contemporanee Il corpo elettorale legittima democraticamente i parlamentari, quindi visto che il P è eletto e il G no, Il governo nasce da degli equilibri e per governare, deve ottenere la fiducia del parlamento, e la maggioranza che ha dato la fiducia inizialmente, può sfiduciarlo con una mozione di sfiducia in quanto non è più d’accordo con il suo operato. In Italia i governi cadono per una serie di problemi nella maggioranza parlamentare, e non per il voto delle opposizioni. Il ruolo del PdR è importante. Viene eletto dal parlamento in seduta comune e rappresenta l’unità nazionale, deve guidare in momenti difficili la dialettica fra le istituzioni di vertice. Dallo statuto albertino al secondo dopoguerra Statuto albertino è il testo fondamentale in vigore per 100 anni, 1848-1948, e accompagna l’evoluzione della monarchia italiana da costituzionale a parlamentare.  Costituzionale : principio di separazione dei poteri. Con carlo Alberto si ha la fase dualista : ho un sovrano e un parlamento, due centri di decisione politica. Ognuno di questi due centri ha una legislazione: il Re rimane titolare di tutti i poteri, ma ne condivide l’esercizio con il parlamento perché Carlo Alberto, nel 1848, si trova nella condizione di dover scendere a patti con la realtà del momento, quindi crea una costituzione ottriata, quindi concessa, e il rapporto tra

Inizia la china inarrestabile: il partito socialista si divide al suo interno, e ci sono squadre fasciste che li affrontano con azioni violente. In questo momento storico c’è una forma monista  il parlamento è il centro delle decisioni politiche, c’è ancora il sovrano che ha suoi poteri e competenze, ma è nella camera dei deputati dove il governo si orienta. La fonte più alta in grado è statuto Albertino, che è una vera costituzione in vigore in questo momento. Ci sono varie difficoltà economiche  cade governo Giolitti ; ci sono regole dello statuto Albertino che dovrebbero far reggere la caduta del governo e la creazione di uno nuovo. Ci sono elezioni nel 1921  anno particolare: crisi economica, la borghesia è spaventata dalla rivoluzione sovietica. La sinistra perde voti perché si ha paura che la rivoluzione possa avvenire anche in Italia. In questo momento mussolini viene eletto, legittimato da una minoranza nel corpo elettorale, e porta con sé 34 deputati fascisti. Si prova a fare un accordo tra socialisti e fascisti, ma non viene rispettato dal Partito Nazionale fascista (PFN). In questo contesto nel novembre del 1921 i fasci si trasformano nel PNF. Al culmine il avviene la marcia su Roma , dopo 2 anni dalle elezioni. Fra il 28-30 ottobre 1922  a Roma arrivano le squadracce fasciste, mussolini è a Milano e segue ciò che sta avvenendo. Quando c’era lo statuto Albertino, il governo poteva chiedere lo “ stato d’assedio ”: se il re lo avesse autorizzato, si sarebbero potuti usare i militari per respingere l’assedio alle porte di Roma. Ma visto che c’era tensione, le autorità pubbliche non reagiscono, e il Re vittorio Emanuele II ha il timore che respingere il movimento possa significare lasciare spazio a movimenti di segno opposto (paura della rivoluzione sovietica). Lo statu Albertino è in vigore ma non viene più applicato, e c’è una rottura netta con le regole istituzionali. Il governo Facta scrive il decreto d’assedio ma il sovrano si rifiuta a firmarlo  prima regola violata. Da questa, iniziarono a cascata sempre di più ad essere violate regole non ho dichiarazione di stato d’assedio, quindi Facta non può mandare le forze armate a Roma per disperdere le squadre fasciste. Di conseguenza, le forze armate non dispongono di poteri di ordine pubblico e non possono disperdere le squadre fasciste accampate nei dintorni di Roma. Il sovrano chiama Mussolini e gli da l’incarico di formare un nuovo governo. (Vittorio Emanuele II sostituisce Facta con Mussolini.)

Nello stesso anno nasco il Partito Comunista Italiano  Troviamo la figura di

Gramsci. comunisti mai stati al governo. Abbiamo un grande partito popolare, e

il partito di governo nonostante sia una minoranza. Nel 1923 viene firmata la Legge Acerbo che afferma il sistema maggioritario

  • Per impedire il dialogo con altri partiti
  • Due terzi dei seggi garantiti alla lista che avesse conseguito la maggioranza dei voti, purché non inferiori ad un quarto dei voti validamente espressi a livello nazionale. In vista delle elezioni successive viene creato il listone ma non a fini di collaborazione politica, che ottiene il 65% dei voti, ma lo ottiene con i metodi delle squadracce fasciste. Giacomo Matteotti , deputato, denuncia i brogli elettorali, e le violenze fasciste che hanno portato a non votare o votare ai fascisti, ma anche le violenze fasciste in parlamento. Il giorno dopo viene rapito, e si scoprirà che ha perso la vita, e i deputati dell’opposizioni si ritirano “ ritiro sull’AventinoOrigini delitto Matteotti Matteotti faceva parte della commissione bilancio , ed il giorno dopo avrebbero dovuto discutere il bilancio di quell’anno. Questo bilancio, affermava che sotto quel governo mussolini si erano sviluppati fenomeni di corruzione impressionanti (disordine, impossibilità di dare al paese quello che il bilancio dovrebbe dare) allora Matteotti si rende conto che, il bilancio presentato in pareggio, effettivamente non lo è, con un buco di 2 miliardi, e ci sono scandali con le associazioni petrolifere. Di conseguenza, il giorno dopo, quando voleva richiamare l’attenzione generale sul fatto, allora viene rapito , e ritrovato due mesi dopo morto. Quando vene ritrovato il corpo, mussolini rivendicherà la responsabilità morale dell’omicidio —> discorso del 3 gennaio 1925 La Legge n. 2263 del 1925 segna un momento decisivo nella trasformazione del sistema politico italiano durante il regime fascista. Con questa legge viene abolito l’istituto della fiducia parlamentare al Governo, ponendo così fine a uno dei principi fondamentali del parlamentarismo liberale: il Governo non è più responsabile davanti al Parlamento, ma solo di fronte al Re. Tuttavia, il potere del sovrano di nominare e revocare i ministri viene limitato , poiché esso può essere esercitato solo su proposta del Presidente del Consiglio. La legge stabilisce inoltre la coincidenza tra la figura del Capo del Governo e quella del Segretario del Partito Nazionale Fascista (PNF), rafforzando così il legame tra Stato e partito unico e concentrando il potere nelle mani di Mussolini.

riconoscimento del Regno d’Italia da parte della Santa Sede. Questi accordi sanciscono un nuovo equilibrio tra Stato e Chiesa, rafforzando ulteriormente la legittimazione del regime fasci Le leggi razziali o razziste Il codice delle colonie prevedeva il madamato ossia un istituto dove i soldati italiani armati, in Nordafrica, si imponevano sulle popolazioni civili, e prendevano in sposa delle bambine. La razza ariana 16 ottobre del 1943, rastrellamento della comunità ebraica di Roma, e ricevono prima del rastrellamento un biglietto dove in 20 minuti avevano tempo di prendere i loro beni personali e verranno portati in un campo. Persone vengono portate ad Aushwitz, e sono solo 16 i sopravvissuti. I primi campi di concentramento vengono creati dagli inglesi, dove mettevano dentro gli olandesi “boeri” Tra il 1934 e il 1945 l’Italia attraversa un periodo segnato dalla guerra e dal progressivo crollo del regime fascista. Con il peggioramento della situazione militare e il malcontento crescente nel Paese, si arriva a un rifiuto del fascismo. Di fronte alla crisi, Mussolini si dimette e il maresciallo Pietro Badoglio viene nominato capo del governo. Il Gran Consiglio del Fascismo, riunitosi nel luglio del 1943, vota per revocare la fiducia a Mussolini, segnando di fatto la fine del suo potere. In seguito, il re Vittorio Emanuele III nomina suo figlio, Umberto , come luogotenente del Regno, con l’incarico di esercitare le funzioni sovrane in suo nome. Viene firmato Armistizio di Cassibile il 3 settembre del 1943 tra Italia, Regno Unito e Stati Uniti, che sancisce l’uscita del paese dell’alleanza con la Germania nazista. Si arriva alla prima costituzione provvisoria , che è un decreto-legge luogotenenziale, e da poteri particolari al governo di Badoglio, con l’obbiettivo di liberare il territorio italiano, per poi creare un paese libero con suffragio universale. Si terrà un referendum in Italia, grazie alla costituzione provvisoria quale si pongono le fondamenta per affermare che il 2 giugno 1946 andranno a votare per scegliere tra monarchia e repubblica, e scegliere l’assemblea costituente per creare una Costituzione.

Si insedia il governo Badoglio, e si apre dunque una fase di transizione che segna la fine del fascismo e l’inizio del cammino verso la democrazia e la nascita della Repubblica italiana. C’è una prima costituzione provvisoria, e una seconda, con l’obiettivo di creare leggi che garantissero una transizione pacifica, per poi scegliere una forma di governo. Nel frattempo, la situazione nel Paese è drammatica e confusa: l’Italia si trova divisa in due. Da nord avanzano le truppe naziste, mentre da sud risalgono gli Alleati. Di fronte al caos, il re lascia Roma e fugge insieme al governo, abbandonando di fatto la capitale. In quel momento, il Paese rimane senza ordini precisi e senza una guida: non si sa più con chi combattere e per chi combattere.I nazisti salvano Mussolini, e a Salò nasce la Repubblica di Salò , viene istituita fra il settembre del 1943 e l’aprile del 1945, voluto dalla Germania nazista e posto sotto la guida di Mussolini. In questo contesto si distingue per brutalità la banda Koch , una squadra di polizia fascista (antipartigiana) attiva tra Milano e Roma, nota per la violenza e la crudeltà degli interrogatori. Prende il nome dal suo capo, Pietro Koch, e opera in stretta collaborazione con le SS tedesche in attività di repressione antipartigiana. il Partito Fascista viene sciolto , e il re abdica , lasciando il trono al figlio Umberto, mentre il Paese vive una fase di caos e violenze. Il 25 aprile 1945 segna la liberazione dell’Italia, con gli Alleati che risalgono da sud, in particolare le truppe francesi, liberando il centro e il nord del Paese dai nazisti. Tuttavia, in alcune zone, la liberazione è seguita da episodi di violenza contro i civili, poiché ai soldati alleati vengono concessi giorni di “libertà”, e la popolazione ne subisce le conseguenze. Nonostante la fine della guerra, l’Italia rimane lacerata da una guerra civile, tra fascisti repubblichini e partigiani. In questo scenario difficile emerge anche il ruolo delle donne , che partecipano attivamente alla Resistenza, molte “imbracciano il fucile” e contribuiscono alla lotta per la liberazione, guadagnando un riconoscimento politico e sociale che prima non avevano. Ma accanto a queste figure, c’è anche l’altro volto della guerra: quello delle donne accusate di collaborazionismo con i nazisti o con i fascisti. Una delle pagine più buie del dopoguerra riguarda proprio loro: molte vengono umiliate pubblicamente, costrette a sfilare per le strade con la testa rasata, indicate come “collaboratrici” dei nemici. Avere chiaro. Monarchia costituzionale .. Con la forma di governo parlamentare, le istituzioni rimangono le stesse ma non c è più una forma dualista. È il parlamento in quanto eletto che sviluppa un rapporto con il governo. Il sovrano ha e mantiene

Statuto Albertino : dal 1848 al 1948, era un testo:

  • Concesso dal re
  • Breve
  • Flessibile La costruzione repubblicana italiana entra in vigore il 1° gennaio 1948 ed ha 139 articoli
  • è democratica “il popolo è sovrano”
  • Lunga in quanto è costituita da 139 articoli
  • è rigida in quanto è difficile da modificare, richiede infatti un procedimento lungo e complesso per poter essere modificato
  • è repubblicana (non ha il monarca ma il capo dello Stato). Attraverso al referendum costituzione del 2 giugno 1946, dopo 20 anni di dittatura, dopo una guerra tragica, cittadini e cittadine vanno a votare. La popolazione italiana (cioè tutti coloro che vivevano nel territorio nazionale, diversa dal corpo elettorale, composto invece dai cittadini con più di 21 anni aventi diritto di voto) fu in quel periodo circondata da numerosi manifesti che spiegavano come votare. Tuttavia, poiché molte persone non sapevano leggere, la scheda elettorale era stata realizzata in modo semplice e intuitivo. Per la prima volta, anche le donne poterono esercitare il diritto di voto. Anche Umberto II, che aveva sostituito il padre come re, partecipò al voto. L’esito del referendum portò alla nascita della Repubblica Italiana, con 12 milioni di voti a favore della repubblica e 10 milioni per la monarchia. Contemporaneamente venne eletta, con sistema proporzionale, l’Assemblea Costituente , incaricata di redigere la nuova Costituzione italiana, i cui lavori si svolsero da marzo a dicembre del 1947 Durante la redazione della Costituzione il governo in carica era guidato da Alcide De Gasperi. Per elaborare il testo costituzionale venne istituita la Commissione dei 75 , suddivisa a sua volta in tre sottocommissioni:
  • Diritti civili e politici
  • Organizzazione costituzionale dello Stato
  • Rapporti economici e sociali dello Stato Un ruolo importante ebbero anche le madri costituenti , cioè le 21 donne che contribuirono in modo significativo alla stesura della Costituzione.

Il 27 dicembre 1947, la Costituzione italiana fu firmata a Palazzo Giustiniani.

  • Presidente della Repubblica: Enrico De Nicola
  • Presidente del Consiglio: Alcide De Gasperi
  • Presidente dell’Assemblea Costituente: Umberto Terracini , esponente del comunismo italiano Le caratteristiche fondamentali della costituzione italiana Oggetto disciplina Quando si parla di Costituzione, si fa riferimento a un testo giuridico che stabilisce le regole fondamentali dello Stato. Essa definisce la divisione dei poteri e disciplina anche i rapporti tra l’apparato statale (cioè l’autorità) e la popolazione civile. Fonti normative La Costituzione è un insieme di norme giuridiche create da un organo rappresentativo che prende decisioni riguardanti la convivenza sociale. Razionalizzazione della costituzione Nel periodo della monarchia parlamentare, in Italia si era sviluppato un rapporto politico tra Governo e Parlamento, in cui il Parlamento aveva il potere di accordare o revocare la fiducia al Governo. Con la redazione della nuova Costituzione, questo rapporto tipico della forma di governo parlamentare viene razionalizzato, cioè reso logico e coerente, e sancito all’interno di specifici articoli costituzionali. La Costituzione italiana fa parte delle regole del diritto internazionale e afferma il principio pacifista. Secondo l’articolo 11, l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa verso altri popoli e si impegna a rispettare i patti internazionali. L’Italia sceglie di far parte di istituzioni multilaterali , che promuovono il dialogo diplomatico e la risoluzione pacifica delle controversie. La costituzione viene indicata come compromesso : L’obiettivo comune era costruire una Repubblica democratica, e pur nella diversità delle posizioni politiche, i costituenti riuscirono a raggiungere accordi condivisi e soluzioni equilibrate. I principi costituzionali I due pilastri
  • Antifascismo L’antifascismo significa opposizione alla cancellazione delle libertà fondamentali, a partire dalla libertà di pensiero e di espressione.