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Appunti sintetizzati di letteratura italiana
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Umanesimo deriva dal latino humanae litterae e studia humanitatis , che erano gli studi di poesia, di storia, di filosofia, della retorica, e delle scienze, che servivano a rendere l’uomo più umano, cioè a potenziare la sua ragione, il suo sentimento e la sua fantasia. Gli aderenti del circolo degli Scipioni e Cicerone , attraverso questi studi, credevano che si potesse realizzare l’ideale di una Humanitas superiore, fatta di cultura saggezza ed equilibrio, che coincideva perfettamente con la nuova visione della vita diffusa nel Rinascimento, fatta anch’essa di consapevolezza, misura e saggezza. E questo spiega il grande entusiasmo e il culto che il Rinascimento ebbe per la civiltà classica e per la lingua latina, considerata come lo strumento perfetto per esprimere la nuova spiritualità. Secondo l’umanesimo, l’uomo si trova al centro della cultura e dell’universo, insieme ai suoi interessi e alla complessità dei suoi sentimenti. Già nel 400 il cultore degli studi classici si chiamo umanista, mentre la parola umanesimo apparve solo nel settecento, grazie ai critici che volevano designare la corrente letteraria del quattrocento e del 500 fondata sul classicismo.
Secondo alcuni critici, L’umanesimo e il Rinascimento sono due fenomeni distinti:
Successivamente, tutte le filosofie che avevano al centro dei propri interessi l’uomo e i suoi problemi, verranno chiamate proprio neoumanesimo o umanesimo. Oggi, invece, quando diciamo umanesimo della scienza, dell’arte, del cinema…, vogliamo qualificare un interesse per lo studio della scienza, dell’arte e del cinema, non fine a se stesso, ma come strumento a servizio dell’umanità.
Il Rinascimento si sviluppò tra il 400 il 500 attraverso tre fasi:
Vediamo adesso quali sono i motivi animatori del Rinascimento. Il primo aspetto E la scoperta dell’uomo e della straordinaria potenza creatrice della sua natura. Questa scoperta però non sconfina nel superomismo, ma coincide sempre con il senso della misura e dell’accettazione dei limiti della natura umana. Ad esempio Machiavelli ammette la fortuna come forza estranea capace di ridimensionare la virtù e l’azione dell’uomo.
Il secondo aspetto del Rinascimento è l’ideale del decoro, della misura, dell’equilibrio e della moderazione, a cui spetta il compito di stabilire una disciplina interiore per domare la ferita che c’è nella natura umana. Se la ragione sia tenebra, allora è il caos e la pazzia. Per esempio è la tragedia di Orlando che diventa pazzo per amore, e poi ritorna ad essere l’eroe di un tempo solo quando la ragione ristabilisce in lui il suo imperio.
Infine il terzo aspetto è l’ideale della perfezione, che costituisce anche il motivo di ispirazione delle opere più importanti del Rinascimento. Pietro Bembo delinea nelle prose della volgar lingua l’ideale della figura perfetta e negli Asolani l’ideale dell’amore perfetto; il Castiglione delinea nel cortigiano la figura del perfetto uomo di corte; Machiavelli delinea nel Principe la figura del principe perfetto; e Monsignor della casa delinea nel Galateo la figura dell’uomo di società ideale.
La fede nella nobiltà della natura umana e nelle sue immense possibilità comporta una serie di conseguenze nella nuova concezione dell’uomo che porta nel Rinascimento si posizioni antitetiche a quelle medievali. Nel medioevo la concezione dell’uomo era pessimista, poiché risaltava le debolezze e le fragilità della sua natura e insisteva sulla necessità della grazia per giungere alla salvezza. Dante ad esempio esce dalla selva del peccato non solo con le sue forze ma con l’aiuto della ragione simboleggiata da Virgilio, mossa anche da Beatrice, simbolo della fede, da Lucia simbolo della grazia illuminante, e dalla madonna, simbolo della misericordia divina. Il Rinascimento, a differenza del medioevo, valorizza in lui il deus che gli ispira dentro, la forza del pensiero e della parola. L’uomo quindi risulta né un antagonista e ne succubo di Dio, ma quasi suo collaboratore nell’opera incessante della creazione, e per questo fatto a sua immagine somiglianza. Ad esempio negli affreschi della Cappella Sistina, Michelangelo dipinse quasi alla stessa altezza di Dio, un bellissimo Adamo, proprio per illustrare la conciliazione dell’umano con il divino che fu motivo tipico nell’arte rinascimentale, infatti il divino si livella all’umano e l’umano si eleva al divino. Grazie a questa conciliazione, nel Rinascimento nasce un nuovo tipo di religiosità più intima e profonda, fatta di saggezza, di misura e di equilibrio e volta al dominio delle passioni e degli istinti umani; al contrario della religiosità medievale che era invece aspra e diffidente.
Nel Rinascimento anche la figura dell’intellettuale cambia, perché mentre nel medioevo l’intellettuale ideale è il poeta, teologo e profeta, la cui figura è impersonata da Dante, nel Rinascimento la figura ideale dell’intellettuale è quella del filologo, del rettore e del poeta puro , che esprime liberamente il proprio pensiero verso la vita e il mondo. Esso viene già riflesso nel Boccaccio, ma si realizza pienamente con Ludovico Ariosto.