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Riassunto del manuale Sociolinguistica delle minoranze in Italia. Un'introduzione di Ilaria Fiorentini
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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In Italia il plurilinguismo è la norma → pluralità complessa composta da tante minoranze
LINGUE MENO DIFFUSE = etichetta non presente nelle legislazioni nazionali che ha preso piede a livello internazionale forma più politicamente corretta perché: non implica giudizi + non marcata socialmente e politicamente Negli ultimi anni si è dibattuto molto sulla possibile inclusione tra lingue minoritarie di lingue legate ai fenomeni migratori più recenti → generalmente sì, > con LINGUE IMMIGRATE = lingue proprie di gruppi immigrati: - numericamente consistenti
Prima della legge 482 / 1999: in Italia erano riconosciute e protette giuridicamente e istituzionalmente a livello nazionale solo le lingue minoritarie la cui esistenza era ancorata ai trattati internazionali post fine 2^ GM = tedesco in Alto Adige + francese in Valle d’Aosta + sloveno in province Trieste e Gorizia Con legge 482 / 1999: numero lingue tutelate sale a 12 MA molte altre lingue presenti, parlate e vitali rimangono non tutelate Classificazione di Toso: non tiene conto di classificazioni genealogiche / collocazione geografica raggruppa lingue in gruppi omogenei in base a criteri: sociolinguistici + geolinguistici 2.1 LINGUE DELLE MINORANZE STORICHE TUTELATE A LIVELLO NAZIONALE 1992: Telmon include tra le minoranze linguistiche i gruppi: galloitalici dell’Italia meridionale + galloromanzi dell’Italia meridionale
Sondaggio Fondazione Emile Chanoux del 2001: lingua materna: 0,99% francese + 71,5% italiano + 16,2% patois Francese legato più che altro ad apprendimento in contesto scolastico Pochi soggetti bilingui MA molti plurilingui → in ambito famigliare: francese + italiano + francoprovenzale Francese storicamente ha avuto funzioni di: idioma di cultura in area valdese + amministrazione in alta Val di Susa Da primi decenni XX secolo: uso entra progressivamente in crisi → non è una lingua materna In Piemonte non rientra in ambito tutela minoranze → status giuridico solo per autocertificazione di alcune amministrazioni comunali Oggi vitalità linguistica del francese in area italiana poggia quasi esclusivamente su: usi istituzionali + prestigio acquisito + carattere di lingua internazionale Impiego nella comunicazione ordinaria è prevalentemente episodico IL TEDESCO IN ALTO ADIGE Minoranza di lingua tedesca in provincia di Bolzano = quella dotata di migliori forme di tutela legislativa in Italia tra le più garantite in Europa per applicazione principi bilinguismo istituzionale riconoscimento suoi diritti culturali Comunità tedescofone non sono continuazione di gruppi arrivati in tempi antichi MA risultato di uno sviluppo storico più recente 1919: trattato di Parigi: Trentino (italofono) e Tirolo meridionale (germanofono) attribuiti all’Italia Fascismo tenta italianizzazione forzata → estromissione tedesco da usi pubblici + chiusura scuole e giornali tedeschi
Vari tentativi MA situazione linguistica rimane molto eterogenea + manca ancora uno standard di vasta accettazione Popolazione critica verso una varietà standardizzata → indagine di Oppo - 2007: più del 57% intervistati favorevole a una varietà standard per documenti ufficiali MA solo se: varietà esistente + si continua comunque valorizzazione di tutte le parlate locali Insegnamento regolamento da leggi + dal 2022: certificazione provvisoria sperimentale della conoscenza di sardo e catalano MA comunque abbandono e obsolescenza graduale delle lingue locali 2.1.3 PENISOLE LINGUISTICHE Metafora usata da Toso per continuità dialettale transfrontaliera di Piemonte e Valle d’Aosta rispetto ad aree d’oltreconfine Qui: idiomi franco-provenzali + francese (loro lingua-tetto) + italiano IL FRANCOPROVENZALE IN VALLE D’AOSTA Insieme di varietà romanze molto diverse tra loro Ascoli - 1878: gruppo di varietà tra loro imparentate localizzate in: Valle d’Aosta + alcune vallate della provincia di Torino
Piccolo atlante linguistico dei walser meridionali - 2015: uno degli esiti più concreti del progetto di normalizzazione grafia per conservazione e valorizzazione patrimonio linguistico e culturale walser DIALETTI GERMANICI DELL’ITALIA NORDORIENTALE Legge 482 / 1999 tutela le comunità germaniche stanziate tra Trentino - Veneto - Friuli Mòcheno = dialetto bavarese arcaico in provincia di Trento parlato nei comuni di: Fierozzo + Frassilongo + Palù del Fersina deriva da stanziamenti risalenti a XIV e XV secolo nome da verbo tedesco machen (= fare) molto usato come intercalare oggi 2.276 parlanti = 0,5% popolazione del Trentino dal 1987: esiste un Istituto culturale per salvaguardia e valorizzazione cultura mochena → nel 2012: ha approvato Principi per la standardizzazione sintattica del Mocheno 2003: pubblicate 2 grammatiche: descrittiva + ad uso scolastico 2005: creazione banca dati online con dizionario mocheno - italiano/tedesco ultimi anni: progressivo recupero cultura e lingua locale da parte delle fasce più giovani della popolazione Cimbro = dialetto bavarese arcaico parlato tra province di Vicenza - Verona - Trento deriva da stanziamenti di popolazioni bavaresi tra XII-XIII secolo nome da tradizione umanistica che li vuole discesi da antichi Cimbri distrutti da Mario MA no riscontri scientifici in Veneto qualche decina di parlanti + in Trentino 1072 residenti (0,2% popolazione), > nel comune di Luserna sono attivi progetti di studio e tentativi di rivitalizzazione + ci sono 2 dizionari online cimbro-italiano → > dell’Istituto cimbro di Luserna che favorisce attività culturali e di politica linguistica per salvaguardia e promozione In Friuli, > in area carnica, ci sono alcune comunità di dialetto germanico Sappadino = parlata pustero-carinziana con caratteristiche proprie di Sappada (Udine) abbastanza vitale + ben conservata → bilinguismo usato come richiamo turistico tutela e promozione con: corsi + realizzazione grammatiche e norme ortografiche per regolare dialetto quasi solo orale Varietà di Sauris = comunità di parlata varietà di origine tirolese risalente al XIII secolo parlata da 70% popolazione insegnata come materia obbligatoria della scuola primaria + ha grafia ufficializzata riconosciuta Timavese = comunità di parlata germanica di tipo carinziano di dimensioni molto ridotte a Timau in provincia di Udine negli ultimi decenni iniziative di tutela → pubblicazione di periodici MA mancano supporti didattici per insegnamento Proposte per promozione e valorizzazione parlate germaniche in Friuli rientrano nel quadro di tutela complessiva del patrimonio linguistico regionale LA GRECOFONIA DELL’ITALIA MERIDIONALE Nell’Italia meridionale ci sono comunità parlanti varietà di greco In 2 aree distinte: - Grecia salentina = gruppo di comuni del Salento (Lecce) → varietà griko
Sardegna: sassarese + gallurese = parlate sardo-corse di origine corsa su substrato logudorese in fascia estremo Nord isola parlati da 200.000 persone = 12% popolazione sarda coscienza popolare li considera distinti dall’area sarda MA non del tutto estranei tutelati da legislazione regionale MA legge 482 / 1999 le esclude o le associa al sardo tutelato Friuli Venezia Giulia: comunità che parlano dialetti di tipo veneto da: antico prestigio varietà venete + tradizionale radicamento venetofonia in alcune aree marginali regione riconoscimento solo regionale per promozione 2.3 VARIETÀ NON TERRITORIALIZZATE Ammissione a tutela delle lingue minoritarie basata anche su criterio del legame tradizionale con un territorio → quindi esclusione di alcune minoranze diffuse non sempre stabilmente radicate Rom + sinta = minoranze diffuse su tutta Italia → >: Piemonte e Lombardia (sinti) + in Italia centrale e meridionale (rom) ci sono comunità di: antico insediamento = sinti Italia settentrionale + rom Italia meridionale / più recente arrivo difficile definirne il numero derivano da una varietà indoaria centro-settentrionale → romanì ha una chiara origine comune con altre lingue subcontinente indiano NO norma ortografica → tentativi di grafizzazione spontanea con grafia italiana MA NO standardizzazione in corso uso legato a fattori identitari molto forti + marca identità e appartenenza alla comunità MA sfiducia dei parlanti: ritengono loro lingua adatta solo a situazioni informali e contesto familiare → tendono a non divulgare volentieri loro lingua alle persone estranee alla comunità Ebraico = varietà impiegata negli usi liturgici della minoranza religiosa israelita (ebrei praticanti) → NO in interazione quotidiana insegnato nelle scuole confessionali + ci sono materiali didattici specificamente rivolti a educazione religiosa tutelato MA tutelata più che altro la cultura materiale Armeno = varietà impiegata negli usi liturgici della minoranza religiosa → NO in interazione quotidiana → mantenuto per culto religioso e liturgia officiata in armeno classico comunità presente in Italia dal Rinascimento → presenza storica di lingua durata + anche buona consistenza e autonomia grande cultura umanistica + in passato notevole produzione scritta 3.000 persone di origine armena in Italia → almeno 50% in grado di parlare la lingua + comunità principale a Milano 2.4 LE NUOVE MINORANZE Dizionario di linguistica - Beccaria e Telmon: minoranza linguistica = comunità più o meno numerose di parlanti la cui lingua materna differisce da l. sancita ufficiale da Stato di cui hanno cittadinanza → di recente aggiunge: nella situazione sociolinguistica interna bisognerebbe comprendere anche: ogni dialetto italiano + minoranze diffuse e/o migranti + eteroglossie interne + nuove minoranze immigrati Studi riflettono su possibilità di accomunare le comunità di immigrati alle alloglossie di più lunga permanenza sul territorio italiano Alcune alloglossie presenti da secoli sono arrivate per migrazione → allora anche comunità immigrate più di recente Etichette enfatizzano novità → “nuove minoranze” = agglomerati di nuovo insediamento costituiti da nostri emigrati in altri Paesi eur. Introduzione “lingue immigrate” testimonia: impatto di tali lingue sul territorio necessità di una classificazione che ne colga i tratti specifici di presenza e uso in Italia Lingue delle nuove minoranze restano escluse dalle forme di tutela anche europee In Italia lingue dei migranti non tutelate perché loro promozione/tutela pone aspetti e problemi diversi da minoranze storiche Tra anni ‘90-2000: tema lingue immigrate in Italia ha suscitato grande interessa da comunità scientifica → molti convegni nazionali e internazionali sull’argomento + progetti di ricerca mirati ad approfondire vari aspetti → si discute su possibilità di applicare definizione di minoranza linguistica ai gruppi di immigrati stabiliti in Italia → ciò porterebbe ad attribuzione di status di nuova minoranza linguistica Vietti: nel quadro della legge 482 / 1999 è possibile e auspicabile sostenere anche le comunità linguistiche immigrate → per costituire una min. ed essere tutelate: ci dev’essere un progetto di lunga durata con volontà di conservare lin, cul, rel, identità Proposta di differenziare: lingue di migranti = di individui non stabilizzati in territorio italiano → alto tasso di mobilità lingue immigrate = più radicate, usate in spazio comunicativo urbano + hanno ruolo in repertorio comunità Bagna: ci sono molti punti di contatto tra ““nuove” comunità alloglotte” - lingue di minoranza regionali per individuare queste comunità: vitalità etnolinguistica tratti che connotano gruppo (capacità, opportunità e desiderio di usare lingua minoritaria) Migranti e immigrati in Italia sono comunità linguistica in base a: comunanza di stanziamento e appartenenza a stessa entità geopolit interazioni regolari e frequenti condivisione di: atteggiamenti sociali verso lingue + norme d’uso Chini: prova a elencare le principali comunità linguistiche immigrate → minoranze ling. immigrate se: progetto migratorio è definitivo + stessi riferimenti culturali + creazione istituzioni specifiche → a tempi suoi ricerche criteri parzialmente rispettati da poche comunità in Italia = provenienti da: Paesi di lingua araba + Cina + America Latina + Filippine + Albania + Romania grado di concentrazione sul territorio è necessario per ricondurre a stessa minoranza parlanti immigrati che vivono in parti ≠ → gruppi possono concentrarsi solo in alcune aree → si può parlare della stessa minoranza linguistica?
Ricerche sulle lingue immigrate in Italia si sono articolate in 2 aree complementari:
Promozione italiano come strettamente legato a coesione, identità e legittimità del nuovo Stato-nazione Tema frequente in letteratura Risorgimento e primi decenni XX secolo = necessità di favorire senso di appartenenza nazionale → rimuovendo tutte le presunte barriere comunicative (dialetti + lingue di minoranza) incentivando uso parlato del sistema italiano fino a quel momento prevalentemente usato in forma scritta Politiche linguistiche = azioni attraverso cui le istituzioni esercitano un influsso sugli equilibri linguistici esistenti in un Paese scopo primario = gestire plurilinguismo tra lingue ufficiali e/o nazionali + loro varietà + dialetti + lin. min. + … attività che servono a influenzare i comportamenti delle persone per quanto riguarda acquisizione + struttura + ripartizione funzionale dei loro codici linguistici si basano su: documenti + norme + regolamenti ufficiali MA più efficaci gli strumenti indiretti che influenzano le pratiche linguistiche individuali / di gruppo Guerini: distingue 3 componenti:
Emerge equivoco confusione concetto di minoranza: nazionale / linguistica MA distinzione fondamentale Impostazione che non rende conto che un senso di appartenenza linguistica differenziato rispetto a quello di popolazione restante non basta a definire di per sé una diversa identità nazionale Minoranza nazionale: se un gruppo minoritario: - afferma, collettivamente + in maniera compatta, un sentimento di appartenenza identitaria alternativo a quello nazionale
scuole: elementari + secondarie di 1° grado: uso anche della lingua della minoranza come strumento di insegnamento istituzioni scolastiche elementari e secondarie 1° decidono modalità, tempi, metodi, criteri valutazione insegnamento → genitori possono chiedere insegnamento di/in lingua minoritaria al momento dell’iscrizione Già da anni ci sono lingue minoritarie nella scuola MA per buona volontà insegnanti → entrata in vigore della legge legittime e amplia le azioni e iniziative anche con un contributo finanziario Scuole devono quindi: formare insegnanti + predisporre percorsi formativi dedicati + preparare materiale didattico adatto 2 effetti principali legge: - ha permesso introduzione lingua locale nelle scuole facendo superare lo stigma
concetto introdotto da Berruto in riferimento a situazione italo-romanza → bidialettismo = repertorio in cui coesistono 2 varietà stessa lingua: 1 A standardizzata + 1/+ B che sono varietà diatopiche di A domini in cui entrambe varietà accettate MA generalmente B per conversazione ordinaria repertori in teoria monolingui perché entrambe le varietà appartengono a 1 solo diasistema → ulteriori sottocasi: diacrolettia : repertorio in cui codice A limitato solo a usi alti + codice B adatto a tutti gli ambiti in espansione in territori in cui rivolgimento politico repentino // cambiamento rapporti lingue 4.2 REPERTORI LINGUISTICI DELLE MINORANZE STORICHE Repertori linguistici comunità minoritarie di antico insediamento presentano variazioni su larga scala dovute a: tipi di lingue + varietà linguistiche coinvolte + loro numero + loro posizione nel continuum sociolinguistico Complessità italiana ha effetti su: rapporti tra lingue di minoranza + varietà con cui convivono + loro collocazione nel repertorio com. Iannàccaro, Dell’Aquila: classificano repertori minoranze storiche:
→ frammentate, coprono area più vasta + in competizione con dialetti italo-romanzi locali gruppi minoritari di varietà non romanze = tedesco in Valle + albanese + slavo molisano + griko + catalano 4.2.2 IL CASO DELLE MINORANZE NAZIONALI Valle d’Aosta: italiano e francese idealmente considerati le 2 lingue di una singola comunità appartenenti in ugual misura a tutti potenziale bilinguismo → francese perlopiù assente in comunicazione quotidiana e dominio familiare varietà francoprovenzali = lingue principali della socializzazione primaria francese = lingua 2^ dotata di prestigio e relegata a nicchie d’uso specifico Telmon: propone diglossia = italiano e francese polo alto + patois francoprovenzali medio + piemontese basso Berruto: repertorio complesso in cui dilalia italiano-francoprovenzale complicata da francese e piemontese marginali Alto Adige: bilinguismo separativo comunità di lingua italiana e tedesca convivono senza sovrapporsi → ognuna ha sua scuola e sua amministrazione comunità italofona parla italiano in quasi tutti i domini tedesca ha: tedesco standard letterario + dialetti austro-bavaresi informali molto diversi da tedesco letterario italiano scolastico consente comunicazione MA tedesco letterario non consente comprensione e integrazione Dal Negro: individua 3 comunità con repertori linguistici diversi per lingua e struttura sociolinguistica Mioni: identifica una comunità: di lingua italiana = monolingue tedesca = con diversi tipi di bilinguismo tradizionalmente bilingue = nella Bassa Atesina, a sud di Bolzano → 3 repertori asimmetrici che differiscono per: bilinguismo + distinzione funzionale tra standard-dialetto Sloveni Venezia Giulia: bilinguismo separativo con italiano come lingua 2^/straniera 4.3 REPERTORI LINGUISTICI DELLE NUOVE MINORANZE Situazione nuove minoranze è complessa e in costante divenire Lingue immigrate: entrano in rapporto dinamico con altri codici nei vari contesti trovano spazi funzionali per: continuare a essere usate da comunità + espandersi Difficile stabilire se si possa applicare etichetta “comunità linguistica” alle comunità di immigrati stabiliti in Italia → se sì = 1° passo verso loro definizione come nuove minoranze linguistiche → Chini: possono essere minoranze le comunità degli immigrati da alcuni dei Paesi più rappresentati Mioni: descrive repertori linguistici complessi dei migranti provenienti da Africa sub-sahariana → comprendono più lingue e varietà codici disposti su 3 livelli = 1. livello basso = 1/+ lingue locali
In Italia lingue di minoranza convivono e competono con italiano in quasi tutti gli ambiti pubblici e privati, formali e informali
Paesaggio linguistico = etichetta usata per 1^ volta a fine anni ‘ ogni tipo di parole e immagini esposte in spazi pubblici segnali stradali + cartelloni pubblicitari + targhe strade e piazze + insegne negozi + graffiti + avvisi + manifesti Svolge importanti funzioni informative e simboliche nei contesti plurilingui e per indagini perché indica potere e status minoranza Ricerche in Italia indagano presenza e funzioni lingue negli spazi urbani plurilingui Fornisce un’ottima rappresentazione di: complessità linguistica urbana + molteplicità livelli di lingua presenti nel territorio Studiandolo si può mappare presenza di gruppi parlanti lingue immigrate, > nei contesti urbani Mostra: multiculturalismo + vitalità delle lingue nello spazio pubblico Distinto in 2 macrocategorie: