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La seconda guerra di indipendenza italiana e la figura chiave di camillo benso conte di cavour, ministro del commercio e dell'agricoltura, e poi capo del governo, che ha contribuito alla modernizzazione dello stato e alla successiva unificazione italiana. Cavour ha avuto un ruolo importante nella guerra di crimea, nel congresso di parigi e negli accordi segreti di plombieres con napoleone iii, che hanno portato alla guerra contro l'austria e alla successiva unificazione italiana.
Tipologia: Sintesi del corso
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La seconda guerra di indipendenza Dopo il 48 la restaurazione in Italia fu durissima. Solo nel regno sabaudo fu mantenuto lo statuto albertino. Nel 1849 il re vittorio Emanuele II sciolse la camera poiché questa non aveva voluto accettare la pace di Milano con l’austria che chiedeva ingenti indennità di guerra. Con la proclama Moncalieri il re spinse il popolo a eleggere un camera più moderata così fu, la camera accettò la pace e il primo ministro D’azzeglio potè avviare un processo di modernizzazione dello Stato. Nel 1850 fu approvata ad esempio la legge Siccardi che regolava i rapporti tra stato e chiesa. Una figura molto importante fu Camillo Benso Conte di Cavour, un aristocretico liberale che fu nel 1850 ministro del commercio e dell’ agricoltura durante i governi D’ azzeglio e poi capo del governo nel 1852. Cavour fu il realizzatore del connubbio e della successiva interpretazione parlamentare nonché attuatore di una grande modernizzazione dello stato tramite rifotrme sul commercio, aprendo una politica liberoscambista con Francia Austria belgio e Gran Bretagna,opere pubbliche, riforma fiscale(banca centrale), rete di trasporti, agricoltura e industria.
Il fallimento della spedizione di Sapri fece si che Manin potesse fondare nel 1857 la società nazionale che univa tutte le forze moderate e democratiche per il proggetto di un unità diretta dal regno sabaudo. Cavour incarnando la volontà del Piemonte di estendersi verso nord e verso le regioni settentrionali dell’Italia, decise di partecipare nel 1855 nella guerra di Crimea cosichè nel congresso di Parigi nel 1856 potè presentare alle grandi potenze d’europa tutti i problemi dell’italia attraversata da moti insurrezionali e governata da sovrani deboli e incapaci. L’attenzione di Nsapoleone III fu accesa dal rischio dei moti insurrezionali e dalla volontà di porre la sua egemonia in italia contro il controllo che aveva l’Austria nella penisola dopo il Congresso di vienna. Dopo un attentato a Napoleone III fatto da Felice Orsine nel1858 Napoleone III avvio con Cavour gli accordi segreti di plombieres nel
Cavour riusci a far crescere la tensione con gli austriaci tramite movimenti di truppe sul confine, infatti condizione necessaria perche la francia entrasse in guerra contro l’Austria a fianco dell’Italia era che fosse l’Austria ad attaccare il Piemonte. Il 23 Aprile 1859 l’Austria lancia un ultimatum al piemonte che Cavour non rispetterà. Scoppia la guerra e dopo una serie di vittorie franco- piemontesi, inaspettatamente Napoleone III firma la pace con l’Austria nel 1859 l’11 luglio a Villafranca. L’impero asburgico avrebbe ceduto la Lombardia alla Francia che l’avrebbe girata al Piemonte mantenendo però il Veneto. Napoleone III firmò tale pace inaspettata perché a Firenze Parma, Modena e stato della chiesa erano scoppiate rivolte che avevano fatto fuggire i sovrani cosa che causò la caduta dei punti degli accordi di plombieres. Cosi nel 1860 tali moti coordinati dalla società nazionale decretarono tramite plebisciti l’annessione al Piemonte. Napoleone accettò in cambio del riconoscimento di tali anessioni Nizza e Savoia.
Spedizione dei mille Mentre il regno sabaudo si trasformava in Stato nazionale. I democratici Rosolino Pio e Francesco Crispi cercarono di far crescere un insurrezione in Sicilia. Mentre ad aprile del 1860 Pio coordinava un insurrezione popolare a Palermo, Crispi vide in Garibaldi l’uomo giusto per la liberazione del mezzogiorno. Garibaldi appogiato sia dal re Vittorio Emanuele, dai borghesi e dai democratici, partì da Quarto con mille volontari il 5-6 maggio 1860 e sbarcò a Marsala. Il 15 maggio i garibaldini sconfissero a Calatafimi l’esercito borbonico e puntarono a Palermo, mentre la città insorgeva. Dopo la vittoria garibaldi decretò la decadenza dei borbone in Sicilia e lasciò a Crispi il duro compito di amministrare l’Isola. Garibaldi acresciuto da 15000 volontari sconfisse a Milazzo il 20 luglio gli ultimi contingenti borbonici e puntò vero il continente. Insurrezioni in Sicilia da parte dei contadini vogliosi di liberarsi del secolare sfruttamento, vide l’opposizione dei patrioti del Nord che reagirono con una dura repressione. Il 20 agosto 1860 garibaldi sbarca in calabria e il 6 settembre caccia francesco II da Napoli e prende la città. Cavour spaventato di un intervento Garibaldino a Roma che avrebbe sctenato la reazione
dei francesi decise di agire e con l’assenzo di Napoleone III conquisto le marche e l’Umbria contro le armate pontificie a Castelfidardo. Con un decreto si decise che tramite plebisciti si potessero ammettere regioni al piemonte. Tali consultazioni popolari furono fatte in tutte le regioni liberate e dopo che Garibaldi cedette a Teano tutte le conquiste al re Vittorio Emanuele II, il 17 Marzo 1861, il re sabaudo fu nominato re d’Italia per volontà della nazione.
Classe dirigente destra e sinistra Dopo la morte di Cavour avvenuta poco tempo dopo l’unità, i successori di Cavour seguirono il suo esempio politico rispettoso delle libertà costituzionali, accentratrice, liberista in economia e laica. La destra era costituito da un gruppo omogeneo dal punto di vista sociale e politico. Venivano da tutta italia soprattutto dal piemonte. Seguivano una politica centro-moderata. La sinistra invece era un gruppo molto più eterogeneo da un punto di vista socilale. Nella Sinistra possiamo contare anche garibaldini e mazziniani meno intransigenti, i loro obiettivi politici erano il suffragio universale maschile, l’unificazione completa, e il decentramento amministrativo. Il carattere ristretto dell’elettorato e la il sistema del collegio uninominale fece si che fiorisse il carattere oligarchico della vita politica. Tuttavia la grandezza morale della classe dirigente fece si che l’italia non cadesse effettivamente sotto il controllo di pochi.
Questione meridionale A causa dell’ossessione di salvaguardare l’unità i governi di destra attuarono una politica fortemente accentratrice. Furono varate numerose leggi nei settori chiave della vita dello Stato. Alcune leggi Piemontesi furono estese a tutta Italia altre erano nuove. Come la legge Casati(istruzione obligatoria) e la legge Rattazzi (amministrativa, accentratrice). Nel mezzogiorno ci furono molte rivolte poiché i contadini non videro realizzati i loro obiettivi sociali. I moti di rivolta crebbero accesi anche dai borbone superstiti e dal clero. I briganti fecero opera di boicottaggio e giustizia sommaria cosicchè nel 1863 fu istaurato il regime di guerra in tutte le regioni ritenute in Stato di Brigantaggio. La giustizzia sommaria e massiva fece si che il brigantaggio si estinse già nel ’65. Ma la politica della destra non fece che peggiorare i rapporti e la distanza tra il Nord e il Sud e non si ridusse il malcontento.
Unificazione economica Per l’unificazione economica bisognava abbattere le barriere doganali vigenti in italia. Tutte le regioni assunsero la legislazione doganale Piemontese basata su il libero scambio. Crebbe la creazione di vie di comunicazione. Dall’intensificazione degli sacmbi giovarono le aziende agricole destinate all’esportazione e l’intero settore agricolo ebbe uno sviluppo tra gli anni 60 e 70 infatti la calsse dirigente per l’italia volle scommettere su un’ economia agricola. L’industria si sarebbe sviluppata in un secondo momento. La crescita in agricoltura lasciò tuttavia indietro l’italia rispetto agli altri paesi più forti e sviluppati. Anche perche l’italia imponeva tasse molto dure sui cittadini al fine di raggiungere il pareggio di bilancio. Le tasse si incrementarono con la guerra contro l’Austria nel’66. Nel 1868 fu imposta la tassa sul macinato e ci furono conseguenti rivolte in tutta italia. Tuttavia con molta difficoltà nel 1875 si era raggiunto il pareggio.
Il completamento dell’unità Mancavano al completamento dell’unità il Trentino, il Veneto, Roma e il Lazio(conquistabili secondo i moderati tramite la diplomazia, e secondo i democratici tramite guerra popolare). Tuttavia Roma era difesa da Napoleone III e inoltre la maggior parte dei cittadini italiani era di religione cattolica. Furono fatte all’indomani dell’unità molte trattative con Pio IX che, intransigente, non volle accettare nessuna soluzione. Neanche i tentativi di Ricasoli andarono a buon fine. Così garibaldi nel 1862 diede avvio a un’iniziativa popolare dalla Sicilia, ma dopo l’affluenza di molti volontari il re Vittorio EmanueleII fu costretto dalle minacce della francia a intervenire contro Garibaldi sull’Aspromonte nel 29 agosto 1862.