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Calcolo delle Probabilità: Cenni introduttivi e applicazioni, Slide di Psicometria

Slide delle lezioni - tecniche statistiche di standardizzazione e statistica inferenziale

Tipologia: Slide

2018/2019

Caricato il 12/06/2019

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bg1
248
CENNI DI
CALCOLO DELLE
PROBABILITÀ
Statistica Psicometrica - Prof. Bonanomi
249
Nella statistica descrittiva si hanno
SERIE e SERIAZIONI dei dati osservati
Nella teoria della probabilità si vogliono ricavare
MODELLI TEORICI
per universo/popolazione
x
i
ϕ
i
x
1
ϕ
1
x
2
ϕ
2
: :
x
h
ϕ
h
ϕi= % teoriche
250
STATISTICA DESCRITTIVA
studia le mutabili/variabili statistiche
che sono caratterizzate da FREQUENZE
TEORIA DELLA PROBABILITA’
studia le mutabili/variabili casuali
che sono caratterizzate da PROBABILITA’
come definire la probabilità ??
251
In generale per parlare di probabilità si deve
pensare ad un esperimento aleatorio, cioè ad
un esperimento i cui risultati siano “casuali”.
approccio deterministico
- l’esperimento ammette un unico risultato certo
approccio probabilistico
- l’esperimento ammette almeno due risultati e
vi è incertezza su quale si realizzerà
(lancio di un dado)
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15

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Scarica Calcolo delle Probabilità: Cenni introduttivi e applicazioni e più Slide in PDF di Psicometria solo su Docsity!

248

CENNI DICALCOLO DELLEPROBABILITÀ

Statistica Psicometrica -

Prof. Bonanomi



Nella

statistica descrittiva

si hanno

SERIE e SERIAZIONI dei dati osservati



Nella

teoria della probabilità

si vogliono ricavare

MODELLI TEORICI

per universo/popolazione

x

i

i

x

1

1

x

2

2

x

h

h

i

teoriche

250

STATISTICA DESCRITTIVA

studia le mutabili/variabili

statistiche

che sono caratterizzate da

FREQUENZE
TEORIA DELLA PROBABILITA’

studia le mutabili/variabili

casuali

che sono caratterizzate da

PROBABILITA’

come definire la probabilità ??

In generale per parlare di probabilità si devepensare ad un

esperimento aleatorio

, cioè ad

un esperimento i cui risultati siano “casuali”.

approccio deterministico - l’esperimento ammette un unico risultato certo

approccio probabilistico - l’esperimento ammette almeno due risultati evi è incertezza su quale si realizzerà

(lancio di un dado)

252

Per descrivere le manifestazioni di un

esperimento parleremo di

EVENTI

PROBABILITÀ

misura del presentarsi di un evento

obiettivo:

costruire modelli teorici che permettano

di calcolare la probabilità di

tutti gli eventi sperimentabili

Bisogna, quindi, definire il concetto

di

evento

e il concetto di

probabilità

EVENTI

DISTINGUIAMO TRE TIPOLOGIE DIVERSE DI EVENTI
EVENTI ELEMENTARI

e

1

,e

2

,…,e

i

risultati (manifestazioni) possibili delfenomeno aleatorio

EVENTI GENERICI

A

1

,A

2

,…,A

i

insiemi o famiglie di eventi elementari

NEL LANCIO DI UN DADO GLI EV. ELEMENTARI SONO

NEL LANCIO DI UN DADO UN EV. GENERICO PUO’ ESSERE

A= {risultato pari}= {2,4,6}

254

CLASSI o FAMIGLIE DI EVENTI insiemi di eventi ottenuti con operazioni algebrichesu altri eventi o insiemi di eventi

EVENTI PARTICOLARI

evento impossibile

(insieme vuoto)

evento certo o spazio degli eventi elementari

o

spazio di tutti i possibili risultati

FUNZIONE DI PROBABILITÀ

funzione degli eventi A

è una legge P che permette di calcolare P(A)

Una volta definiti gli oggetti del calcolo delle probabilità

(eventi) bisogna definire la

FUNZIONE DI PROBABILITA

Abbiamo bisogno di 3 “ingredienti” per definire P(A):1.

assiomi

regola per assegnare la probabilità agli eventi elementari

regole per il calcolo della probabilità di altri eventi

260

UU

n n

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b b

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ii

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d d

i i

vv

ee

rr

ii

f f

ii

cc

aa

rr

s s

ii

caso

finito

e

simmetria

(equiprobabilità )

contiene n

eventi elementari

legge di probabilità

per ogni evento elementare

p

i

= 1/n

(i=1,2,…,n)

Lancio di un dado equilibratoIl dado può assumere 6 differenti valori (

finito) ed

ogni faccia ha la medesima probabilità di verificarsix

i

p

i

facce pari}=

P(A) = P(

P(

2})+P(

4})+P(

ESEMPIO

262

Senza ripetere il procedimento appena spiegato ogni volta (probabilità degli eventi elementari e poi, grazie al 3° assioma, ottenimento della probabilità di un generico evento) più velocemente possiamo calcolarela

probabilità

per un generico evento A come:

P(A)

casi favorevoli ad A

casi possibili

(formula classica - Laplace)

devono valere però le condizioni di spazio campionario

di dimensione finita e equiprobabilità

APPROCCIO

CLASSICO

Osservazione 

2 modi per calcolare

a) per conteggio: quando

è finito con pochi eventi

elementarib) con calcolo combinatorio (permutazioni, disposizioni,combinazioni)

n. casi favorevolin. casi possibili

264

esempio 1

dato un mazzo di 52 carte, si estrae

carta

A = {carta estratta è di cuori}

B = {carta estratta è una figura}

calcolare P(A), P(B), P(A

B)

P(A) = (n.cuori)/(n.carte) = 13/52 = 0.

P(B) = (n.figure)/(n.carte) = 12/52 = 0.

P(A

B) = (n.figure di cuori)/(n.carte) =

esempio 2

lancio di due monete

= {TT, TC, CT, CC}

A={almeno 1 T}={TT,TC,CT}

P(A) = 3/4 = 0.

B={1 T e 1 C}={TC,CT}

P(B) = 2/4 = 0.
A

c

={CC}
P(A

c

A
B={TC,CT}=B
P(A
B) = 0.

esempio 3

lancio di un dado

A = {dispari} = {1,3,5}

P(A) = 3/6 = 0.

B = {maggiore di 3}={3,4,5,6}

P(B) = 4/6 =0.
A
B={3,5}
P(A
B) = 2/6 = 0.
A
B={1,3,4,5,6}
P(A
B) = 5/6 =0.

o anche P(A

B) = P(A)+P(B)-P(A
B) =0.5+0.66-0.33=0.

266

PROBABILITÀ CONDIZIONATA

EVENTO CONDIZIONATO

A|B = evento A con la condizione che B si sia

già verificato

PROBABILITA’ CONDIZIONATA

P(A|B) = P(A

B)/P(B)

con P(B)

ovvero

P(B|A) = P(A

B)/P(A)

con P(A)

da cui si puo’ finalmente dare la regola della

probabilità dell’intersezione

P(A

B) = P(AB)= P(A|B)P(B)

= P(B|A)P(A)

272

MODELLIPROBABILISTICI

VARIABILE CASUALE

eventi elementari e

i

valori numerici

x

i

S

X

supporto

della v.c. X)

eventi generici A

i

insiemi numerici

di possibili

valori assumibili dalla v.c. X, ad esempio, del tipo

X = x

0

X

x

0

a < X

b

a cui è associata una misura che rappresenta

la

probabilità

che la v.c. X assuma quel o quei

determinati valori

274

Una variabile casuale è un insieme di valori

e di probabilità associate.

Costruire una variabile casuale significa:1.

Determinare i valori

x

i

che la variabile casuale

X

può

assumere (

supporto

Associare ad ogni possibile valore una misura diprobabilità (

funzione di probabilità o densità

V.C. BINOMIALE X

∼∼∼∼

Bin(n,p)

esperimento dicotomico

soli 2 possibili risultati:

1° tipo = successo (S)

2° tipo = insuccesso (I)

dei quali si conosce la probabilità di realizzazione

P(successo) = p

P(insuccesso) = 1

p=q

parametri

Si fanno

n

estrazioni con reimmissione

(indipendenti)

276

Ipotesi

In sostanza: 1. n

prove ripetute e indipendenti

2. Ad ogni prova la probabilità di ottenere un

successo rimane invariata

3. Le

condizioni

sperimentali

sono

sempre

le

medesime

4. La v.c. che

conta il numero di successi

in

n

prove è detta

Binomiale

X= n° di successi nelle n estrazioni

supporto

S

X

k

N:

k=0,1,2,…

n

funz. di probab

P(X=k)= p

k

P(k successi)

P(X=k)=

p

k

n k

p

k

p)

n-k

(k=0,1,…,n)

Definizione di v.c. Binomiale

coefficientebinomiale

Probabilità dei ksuccessiindipendenti

Probabilità degli (n-k)insuccessi indipendenti

Prob. di ottenere ksuccessi in n proveindipendenti

278

I

parametri

(n,p)

rappresentano

rispettivamente

il

numero

di

prove

indipendenti

(n)

e

la

probabilità

di

successo in una prova (p)

Osservazione

n k

= coefficiente binomiale =

(

)

n

k

n

k

dove

n! = n(n-1)(n-2)2*

(fattoriale)

Grafico della funzione di probabilità Varia al variare dei valori dei parametri (n,p)

284

  • La somma di tutte le probabilità ottenute al

variare di

x

da 0 a 10 è uguale a 1



x

p (x )

0

.0 1 7

1

.0 8 7

2

.1 9 3

3

.2 5 8

4

.2 2 7

5

.1 3 6

6

.0 3 9

7

.0 1 6

8

.0 0 3

9

.0 0 0 0

1 0

.0 0 0 0

p(x)

Distribuzione discreta

asimmetrica

positiva

(p <.

p

(

x

)

k

=

1

n

1

0,300,250,200,150,100,05 0,

0

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

Esempio:Si vuole calcolare la probabilità che un giocatore di basketfaccia canestro ad un tiro liberoL’evento sarà --> farà canestro/non farà canestroLa probabilità associata?Sicuramente

non ha senso

dire che

p(centro)=1/

Supponiamo di sapere che nelle precedenti partite hasegnato 82 volte su 100 tiri quindi p(canestro)= 82/100 DOMANDA: qual è la probabilità che su 8 tiri facciacanestro almeno 6 volte? SVOLGERE!!

[R:0,84]

Esercizio 1

286

Esercizio 2 (svolto)

Sia data una moneta truccata per la quale la probabilità di uscire Testa è

il doppio della probabilità dell’uscita di Croce.

Si calcoli la probabilità di ottenere al piu’ 8 volte Croce in 10 lanci.

P(T)=2P(C) da cui P(T)=2/3 e P(C)=1/

Successo = Croce

X= numero di Croce nel lancio di 10 monete sbilanciate =

=Bin(10,1/3)

P(X
8)=P(X=0)+P(X=1)+ … +P(X=8)=
=1-(P(X=9)+P(X=10))== 1-





10

9

9

1





1010

10

0

=

9

1

10

=

DISTRIBUZIONE NORMALE

o gaussiana

V.C. NORMALE

Y

X

μμμμ

288

La curva normale o curva di Gauss è una distribuzioneteorica di punteggi in una popolazione

Riguarda solo le variabili metriche continue, quindi lemisure almeno su scale a intervalli equivalenti

L’importanza di questa distribuzione è dovuta al fattoche

molti

dei

fenomeni

osservati

si

distribuiscono

normalmente

o

con

forme

che

si

approssimano

alla

curva normale

Inoltre

gran

parte

della

statistica

inferenziale

si

basa

sulle proprietà di questa distribuzione

Distribuzione Normale

Partiamo da una distribuzione di frequenza

290

Diminuiamo l’ampiezza degli intervalli

e aumentiamo la numerosità

n

Si ottiene una curva

296

La curva mostra due

PUNTI DI FLESSO

da concava diventa convessa nella metàsinistra

e

da

convessa

diventa

concava

nella

metà

destra

(in

corrispondenza

di

valori di x uguali alla media meno o piùuna ds)

CARATTERISTICHE

UNIMODALE

Mo=Me

ASINTOTICA

si avvicina all’asse delle X senza

mai toccarlo

Rappresentazione grafica

Y

X

μμμμ

m a x

μμμμ

σσσσ

CRESCENTE

per -

x

e

DECRESCENTE

per

x

due punti di flesso a

da

μμμμ

σσσσ

Punti di flesso

Asintotica

Media=Moda=Mediana

298

  • La curva NORMALE è interamente definita

dai parametri

μ

(la media che corrisponde

al valore x con la frequenza massima) e

σ

(dev. st.)

  • Poiché la distribuzione normale varia al

variare di

μ

e

σ

si può parlare di famiglia di

distribuzioni normali con medie e deviazionistandard diverse

famiglia di distribuzioni normali

con

stessa media

e

deviazione standard diversa

2

1

μμμμ

μμμμ

=

2

1

σ σ

σ σ

σσσσ

300

Y

X

1

1

2

3

2

3

1

2

3

famiglia di distribuzioni normali

con

medie e deviazioni standard diverse

famiglia di distribuzioni normali con una

diversa media

e con la

stessa deviazione

standard

Y

X

1

1

2

3

2

3

1

2

3

302

Qualsiasi siano i parametri

e

, l’

AREA

sottesa dall’intera curva è = 1

∞ ∫

=

=

−∞

1

dX

) X ( f ) , (

Area

L’area sottesa alla curva

normale rappresenta la

PROBABILITA’ degli intervalli!

  • la porzione di curva delimitata dalla media

e un’ordinata espressa in termini dideviazioni standard è

costante



μ

σ

= 34.13%

della distribuzione



μ

σ

= 47.73%

della distribuzione



μ

σ

= 49.86%

della distribuzione

DISTRIBUZIONE NORMALE

308

  • Per gli usi pratici della distribuzione normale si ricorre

alla

CURVA NORMALE STANDARDIZZATA

  • l’equazione della curva dipende da un solo parametro,

zeta

; pertanto

I valori di questa distribuzione sono

tabulati

DISTRIBUZIONE NORMALE

STANDARDIZZATA

2

z

e

z

f

Y

Standardizzazione

X

X

X

z

310

In un un’unica tavola sono riportate le areedella curva in corrispondenza dei diversivalori di z

La tavola prende in considerazione la metàdestra della curva, quindi le aree compresetra la media (z=0) e qualunque valorepositivo di z>

Quindi per ogni valore x della variabile originaria esiste sullacurva normale un corrispondente valore di z; l’area al di là delvalore di z sulla curva normale corrisponde all’area che sitrova al di là del punteggio x nella distribuzione originaria

Y

Z

μμμμ

μμμμ

σσσσ

μμμμ

σσσσ

μμμμ

σσσσ μ

μμμ

σ σ

σ σ

μμμμ

σσσσ μ

μμμ

σσσσ

Y

μμμμ

σ σ

σ σ

μμμμ

=

σσσσ

=

X

standardizzata

curva

312

0

1

2

3

4

5

6

7

8

9

0.

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0.

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0,

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0.

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0,

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0,

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0,

0,

0,

1.

0,

0,

0,

0,

0,

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0,

0,

0,

1.

0,

0,

0,

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0,

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0,

0,

1.

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0,

0,

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0,

0,

0,

1.

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

1.

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

1.

0,

0,

0,

0,

0,

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0,

0,

0,

0,

1.

0,

0,

0,

0,

0,

0,

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0,

0,

0,

1.

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

1.

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

0,

P(Z<1.85)=0,5+0,4678=0,

TAVOLE DELLA NORMALE

z

intero + Idecimale

II decimale

Riporta le aree(probabilità) comprese tra

μμμμ

=0 e

z

il valore di

z max è 2.

: si nota infatti

che ad esso corrisponde un valore dell’areapari a 0.999 circa

quasi tutta l’area (=1)

la tavola è esaustiva;

Osservazioni sulla lettura delle tavole

contiene solo valori di

z positivi

: per la

simmetria

della

f.d.

infatti

si

trovano

facilmente anche quelli negativi;

  • si può leggere in 2 modi:
    • diretto: dato z trovare la P(Z<z)- inverso: data la P(Z<z) trovare z

-z

0

+z

0

314

Z

Valore diz con la1° cifradecimale

2° cifra decimale di z

area tra 0 e

z

i

z

i

=

i

z 0

i

dz

)

z

(

f

)

z

,

0

(

Area

Riporta le aree comprese tra

=0 e

z

.

P(Z<1.17)=

Sapendo che la variabile

“dominanza” si

distribuisce normalmente con media = 32 e

deviazione standard = 5, trovare, in un gruppo

di 80 soggetti, la proporzione di casi con

punteggio superiore a 35.

ESEMPIO DI USO DELLE TAVOLE

35

320

Si può anche porre il problema inverso:trovare il punteggio minimo che un soggetto

deve ottenere per non essere incluso nel30% dei più bassi

ESEMPIO DI USO DELLE TAVOLE 2

?

Primo passo:Trovo sulle tavole il valore di z

corrispondente ad un’area di .2000.

ESEMPIO DI USO DELLE TAVOLE

322

Secondo passo:Trasformo il valore z in punteggio X poiché

conosco media e deviazione standard delladistribuzione:

ESEMPIO DI USO DELLE TAVOLE

(

)

32

.

5

X

=

=

N.B.

Il valore di z è negativo perchè si trova

nella parte sinistra della distribuzione

Per non essere considerati nel peggiore

30% bisogna avere un punteggio di

almeno 29.

ESEMPIO DI USO DELLE TAVOLE

X =29.

324

Si supponga di avere una variabile X che abbia media 100 e

deviazione standard 15.

Se X fosse distribuita esattamente come una gaussiana, qualepercentuale di casi dovrebbe avere valori compresi tra 70 e130?

Quale percentuale di casi vi attendete non inferiore a 115?

Quale percentuale di casi vi attendete inferiore 85?

Ammettete

che

la

variabile

X

venga

standardizzata

e

chiamata ZX. Qual è la media e la deviazione standard delladistribuzione di ZX? Rappresentarla graficamente.

Quale percentuale di casi vi attendete compresa tra –1 e +1?Tra 0 e 2? Meno di –2?

Esercizio svolto

1. Se X fosse distribuita esattamente come una gaussiana, quale

percentuale di casi deve avere valori compresi tra 70 e 130?

0

10

40

70

100

130

160

190

Si osservi che

70=100-2*15 e

130=100+2*15, in

una normale tra

μ

+/- 2

σ

ci stanno il

95% dei casi

Volendo effettuare la verifica con le tavole, bisognerebbe considerare che

70

100

130

100

70

130

2

2

15

15

P

x

P

z

P

z

<

<

=

<

<

=

<

<

(

)

(

)

P z

P z

Dalle tavole:

326

2. Quale percentuale di casi vi attendete non inferiore a 115?

Si osservi che

115=100+15, in una

normale tra

μ

+/-

σ

ci

stanno il 68%. Nelle due

cose x>115 e x<85 ci sta

il 32% dei casi. Per la

simmetria nella sola coda

di destra avremo il 32%

dei casi diviso 2, cioè il

16%

Volendo effettuare la verifica con le tavole, bisognerebbe considerare che

150 100

115

1

15

P x

P z

P z

=

=

1

1

P z

P z

=

< −

=

Dalle tavole:

0

10

45

80

115

150

185

3. Quale percentuale di casi vi attendete inferiore 85?

E’ la cosa

simmetrica a x>115,

e quindi la

probabilità è sempre

16%

Volendo effettuare la verifica con le tavole, bisognerebbe considerare che

85

100

85

1

15

P x

P

z

P z

<

=

<

=

< −

(

)

P z

Dalle tavole:

0

10

35

60

85

110

135

160

185