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Introduzione alla Statistica: Calcolo della Varianza e Standardizzazione, Slide di Psicometria

Slide delle lezioni - tecniche statistiche di standardizzazione e statistica inferenziale

Tipologia: Slide

2018/2019

Caricato il 12/06/2019

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108
INDICI DI VARIABILITA’
(o di dispersione)
Statistica Psicometrica – Prof. Bonanomi
LA STATISTICA (Trilussa)
Sai ched’è la statistica? E’ ‘na cosa
che serve pe’ fa’ un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che sposa
Ma pe’ me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pe’ via che lì la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
E se nun entra ne le spese tue
t’entra ne la statistica lo stesso
perché c’e’ un antro che ne magnia due!!!
109
110
Gli indici di posizioni sono utili per alcune informazioni
sui caratteri
- appare tuttavia insufficiente
- sintesi troppo spinta perdita di informazioni
POSIZIONE + VARIABILITÀ
- interessano anche indicatori della diversità
(molteplicità) dei valori di un carattere
111
Attitudine del carattere ad
assumere modalità differenti
VARIABILITA’
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pf8
pf9
pfa
pfd

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108

INDICI DI VARIABILITA’

(o di dispersione)

Statistica Psicometrica –

Prof. Bonanomi

LA STATISTICA (Trilussa)

Sai ched’è la statistica? E’ ‘na cosa

che serve pe’ fa’ un conto in generalede la gente che nasce, che sta male, che more, che va in carcere e che sposa

Ma pe’ me la statistica curiosa

è dove c’entra la percentuale,pe’ via che lì la media è sempre egualepuro co’ la persona bisognosa.

Me spiego: da li conti che se fanno

seconno le statistiche d’adessorisurta che te tocca un pollo all’anno:

E se nun entra ne le spese tue

t’entra ne la statistica lo stessoperché c’e’ un antro che ne magnia due!!!

110

Gli indici di

posizioni

sono utili per alcune informazioni

sui caratteri

  • appare tuttavia insufficiente- sintesi troppo spinta

perdita di informazioni

POSIZIONE + VARIABILITÀ

  • interessano anche indicatori della

diversità

(molteplicità) dei valori di un carattere

Attitudine del carattere ad

assumere modalità differenti

VARIABILITA’

112

X ={x

1

,…,x

6

Y ={y

1

,…,y

6

è più variabile (disperso) X oppure Y ??

Per capire

Indici di Dispersione



CAMPO DI VARIAZIONE



DIFFERENZA INTERQUARTILE



VARIANZA



SCARTO QUADRATICO MEDIO oDEVIAZIONE STANDARD



COEFFICIENTE DI VARIAZIONE

N.B: solo per caratteri quantitativi

114

Campo di Variazione

Il campo di variazione è la differenza

tra il valore maggiore e quello minore

della distribuzione di frequenza

osservata

POCO INFORMATIVO!!

m a x

m in

V a r ia z io n e

x

x

=

Campo di variazione

11 ragazzi di 8 anni hanno ottenuto ad un test la

seguente serie di punteggi:

Esempio

Definire il campo di variazione

Variazione

X

min

X

max

120

Punteggi

f

i

F

i

posQ

1

posQ

3

Q =

1

Q

3

DI (o Q )

Q

3

- Q

1

Differenza Interquartile

Indici di dispersione

Si

può

ottenere

un

indice

di

dispersione

che

tenga

conto

del

contributo dei singoli casi: a)

si calcolano gli

scarti

dei valori

osservati dalla media b)

si fa una

media

di questi scarti

122

VARIANZA

La

VARIANZA

è la media degli scarti da M al quadrato

2

2

2

1

n

i

i

x

X

s

Var X

n

=

FORMULA DI DEFINIZIONE

VARIANZA-formula operativa

Negli

esercizi

si

utilizza

solitamente

una

formula

più

semplice per il calcolo della varianza.E’ possibile dimostrare che:

2

2

2

2

1

2

2

(

)

n

i

i

X

s

V a r

X

X

n

M

X

X

σ

=

=

=

=

=

=

124

VARIANZA-formula operativa

2

2

2

1 n

i

i

X

s

X

n

=

=

Dati grezzi

2

2

2

1 k

i

i

i

X

f

s

X

n

=

=

Distribuzionidi frequenza

2

2

2

1 k

c

i

i

i

X

f

s

X

n

=

=

Dati in classi

esempio:

Calcolare la varianza

Esempio 1 – Dati grezzi

DATI:

1

n

i

i

X
X

n

2

2

2

2

2

2

2

2

2

2

1

n

i

i

X

s

X

n

=

126

esempio:

x

i

f

i

x

i

f

i

x

i

2

f

i

2

3

6

1 2

4

1 0

4 0

1 6 0

6

2 0

1 2 0

7 2 0

8

6

4 8

3 8 4

1 0

5

5 0

5 0 0

4 4

2 6 4

1 7 7 6

Passaggi per ilcalcolo dellavarianza con laformulaoperativa

Esempio 2

Distribuzioni di frequenza

1

k

i^

i

i

X f

X

n

=

2

2

2

2

1

k

i

i

i

X f

s

X

n

=

Esempio 3

Dati in classi

1

k

i

i

i

X f

X

n

=

2

2

2

2

1

k

i

i

i

X f

s

X

n

=

classi

c x

i

valori centrali

f

i^

c x

i^

·f

i^

c

x

(^2) i

·f

i

40

340

2890

25

263

2756,

120

1620

21870

145

2683

49626,

330

4905

77142,

132

Talvolta

si

scrive

nel

riportare

le

statistiche

descrittive

di

un

gruppo

di

soggetti

Esempio:

Si può dire che i 10 adolescenti al test di

personalità ottengono una media di

X ±s

COEFFICIENTE DI VARIAZIONE

  • Il coefficiente di variazione sintetizza il rapporto

tra

Media

e

Deviazione Standard

  • Determina la dispersione dei dati osservati

mediante l’uso della Media come

unità di misura

  • E’ un indicatore di

variabilità relativa

  • E’ particolarmente utile per

confrontare

due

differenti distribuzioni

s X

C V

=

134

COEFFICIENTE DI VARIAZIONE

Le medie e le deviazioni standard ad un

test di motivazione al lavoro dei

lavoratori di due aziende sono

rispettivamente:

Az

1

7 e Az

2

Quale è l’azienda con maggior variabilità

assoluta?

E maggior

variabilità relativa? ESEMPIO

COEFFICIENTE DI VARIAZIONE

s

1

s

2

La 1° azienda ha una maggiore

variabilità assoluta

CV

1

=0,083 < C
V

2

La 2° azienda ha una maggiore

variabilità relativa

1

CV

2

CV

Confronto tra indici

Deviazione standard

Coefficiente di variazione

Indice di variabilità assoluta

Indice di variabilità relativa

Dipende dall’unità di misura

Non dipende da nessuna unità dimisura

E’ espresso nella stessadimensione dei dati

Non avendo unità di misura, nonè esprimibile nella stessadimensione dei dati

Non è possibile confrontare lavariabilità di distribuzioni diverse

E’ utile per confrontare lavariabilità di distribuzioni diverse

136

Esercizio di Riepilogo

In

una

scuola

gli

alunni

vengono

sottoposti

al

test

per

la

determinazione del Q.I., ottenendo la seguente distribuzione Determinare tutti gli indici di variabilità studiati

Classi

Valore centrale

f

i

60-

65

14

70-

75

17

80-

85

34

90-

95

45

100-

105

54

110-

115

32

120-

125

16

130-

135

5

217

138

Classi

Valore centrale

f

i

xi·fi

x

i

2

· fi

60-

65

14

910

59150

70-

75

17

1275

95625

80-

85

34

2890

245650

90-

95

45

4275

406125

100-

105

54

5670

595350

110-

115

32

3680

423200

120-

125

16

2000

250000

130-

135

5

675

91125

217

21375

2166225

s

2

2

s =Cv = 16.73 / 98.502 = 0.

=

X

Esercizio di Riepilogo

Un punteggio all’interno di una distribuzione è in

realtà privo di significato se preso da solo.

Sapere che un soggetto ha ottenuto un punteggiox=52 in una scala di aggressività dice abbastanza

poco sulla caratteristica del soggetto

Non si sa, cioè, se è poco o molto aggressivo o se la

sua aggressività è nella media.

STANDARDIZZAZIONE

144

  • Questa

operazione

consente

di

definire

la

posizione

di

un

soggetto

all’interno

di

una

distribuzione di frequenza e, dunque, di:a)

confrontare

due

prestazioni

dello

stesso

soggetto

entro due diverse distribuzioni

b)

confrontare

le

prestazioni

di

soggetti

diversi

in differenti distribuzioni

IN COSA CONSISTESTANDARDIZZARE?

Gli indicatori di tendenza centrale e di

dispersione (media e deviazione standard)

possono essere utilizzati per ottenere

la standardizzazione

delle misure

Standardizzare

significa riferire la misura ad

una

scala

standard

di

cui

sono

noti

i

parametri (media e varianza)

146

Una delle scale più comunemente utilizzateè detta “standard” o “z” e ha media = 0 evarianza = 1 Questa scala si ottiene trasformando ipunteggi

x

i

di una distribuzione in punteggi

z

i

tramite la formula

i

i

X

X

z

s

=

PUNTI z

Consentono di riferire una misura ad una scala

standard con

media

uguale a

zero

e

deviazione standard

uguale a

La trasformazione dei valori

X

i

in valori

Z

i

significa esprimere i valori come distanza

dalla media in termini di deviazioni standard

(cioè, usare la deviazione standard come

unità di misura

PUNTI Z

148

In

un

test

di

percezione

visiva

la

media

è

21.25 e la deviazione standard di 6.74.

Trasformare

in

punti

z

i

seguenti

punteggi

ottenuti da 6 soggetti dislessici.

Ss

x

i

Esempio

ESEMPIO

N.B. la media e la deviazione standard sono riferite allapopolazione totale, e non ai 6 soggetti analizzati!!

149

Si standardizzano i punteggi

:

97 .

1

74 .

6

25 .

21

8

z

1

=

=

z

2

z

3

z

4

z

5

z

6

150

Il

soggetto

con

è

circa

una

deviazione

standard

sotto

alla media (21.25 - 6.

Il

soggetto

con

è

una

deviazione

standard

sopra

alla media (21.25 + 6.74 = 28)

x

i

8

14

17

20

21.

25

28

z

i

-1.

-1.

-0.

-0.

0

0.

1.

MEDIA

151

Il soggetto n°5 con 25 è circa mezza deviazionestandard

sopra

la

media

e,

ad

esempio,

dista

dalla media

la metà

rispetto al soggetto n°

Il soggetto n°1 con 8 è due deviazioni standard sotto

la media e, ad esempio, dista dalla media

il

doppio

rispetto al soggetto n°2.

x

i

8

1 4

1 7

2 0

2 1 .2 5

2 5

2 8

z

i

-1 .9 7

-1 .1 0

-0 .6 3

-0 .1 8

0

0 .5 6

1 .0 0

MEDIA

156

Ranghi percentili

Il RANGO PERCENTILE

RP(

x

di un punteggio

x

può

essere

definito

come

la

percentuale

di

dati

che

assumono un valore uguale o minore di

x

Se, per esempio,

x

i

è il punteggio del soggetto

i

, dire

che

RP(

x

= 28, significa dire che il soggetto

i

occupa

la 28

a

posizione percentuale nella sequenza ordinata

dei dati, cioè che è preceduto dal 28% dei soggetti.

157

Ranghi percentili

La formula di calcolo dei ranghi percentili èDove POS indica la posizione occupata dal punteggio x

nella sequenza ordinata crescente dei dati

POS

RP x

n

158

Ranghi percentili - Esempio

Esempio: 9 bambini sono stati sottoposti ad un test ditimidezza, riportando i seguenti punteggiCalcolare il rango percentile del bambino “D”

bambino

A
B
C
D
E
F
G
H
I

punteggio

159

Ranghi percentili - Esempio

Il primo passo è quello di ordinare i punteggi in sensocrescente:13; 19; 21; 25; 26; 27; 31; 32; 44.Il bambino “D” con un punteggio di 25 occupa la 4

a

posizione nella sequenza ordinata. Pertanto:Il bambino “D” occupa il 40° percentile.

100

( )

1

POS

RP x

n

=

4 100

400

(25)

40%

9

1

10

RP

=

=

=