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Tesina Drg ,Modulo 1 del master macops sul management e coordinamento delle professioni sanitarie
Tipologia: Test d'ammissione
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Master Macops Università LUM IL SISTEMA DRG 13/12/ AMORESE FRANCESCO
1.1 Definizione e Storia Il sistema DRG (Diagnosis Related Group) o ROD (e Raggruppamenti omogenei di diagnosi) è un sistema di classificazione che si basa sul raggruppamento omogeneo delle diagnosi al momento della dimissione che consente di quantificare economicamente l’assorbimento di risorse e quindi di remunerare la spesa ed il finanziamento delle aziende ospedaliere. Questo deriva dalla ricerca sulla funzione di produzione delle strutture ospedaliere iniziata nel 1967 ed introdotta nel 1983, dal gruppo dell’Università di Yale (Stati Uniti), coordinato da Robert Fetter. Tale ricerca ha tentato di capire se fosse possibile ipotizzare una funzione di produzione capace di determinare o misurare il risultato dell’attività di cura all’interno di una struttura ospedaliera, in base a determinate caratteristiche cliniche ed assistenziali dei pazienti. Tali elementi conoscitivi avrebbero permesso di sviluppare e affinare programmi di verifica sull’utilizzo delle risorse (utilization review) e di gestione della qualità dell’assistenza (quality assurance) a supporto delle attività di analisi e valutazione della performance operativa degli ospedali. L’idea iniziale di Fetter è stata quella di identificare il prodotto dell’ospedale in termini di classi o categorie di pazienti omogenei quanto a caratteristiche cliniche ed assistenziali, e quindi anche rispetto al profilo di trattamento atteso. In tal modo si riconosce il ruolo fondamentale che la tipologia di casi trattati da una struttura ha sul consumo di risorse e, quindi, sui costi. Il modello proposto ipotizza una organizzazione dell’ospedale “a matrice”, con due funzioni di produzione separate:
Si definisce complicanza del sistema DRG quella condizione che aumenta la degenza di almeno 1 giorno nel 75% dei pazienti nel gruppo afferente a ciascun DRG. La complicanza può essere considerata quando la patologia concomitante, pur non comportando un aumento dei giorni di degenza rispetto alla relativa degenza media, ha comportato un netto aumento dell’utilizzo di risorse che è chiaramente rilevabile dal contenuto della cartella clinica. Se un ricovero comporta una durata di degenza ospedaliera che si discosta in maniera statisticamente significativa da quella dell’insieme degli altri pazienti che presentano caratteristiche cliniche simili, esso si definirà FUORI SOGLIA. Il valore di soglia è espresso in giornate ed è indicato per ciascun DRG. Ad ogni giornata fuori soglia corrisponde una remunerazione aggiuntiva corrispondente al costo marginale sostenuto dall’ospedale per il trattamento assistenziale. 1.7 La Scheda di dimissione ospedaliera (SDO) Il flusso informativo delle Schede di Dimissione Ospedaliera (flusso SDO) è lo strumento di raccolta delle informazioni relative a tutti gli episodi di ricovero erogati nelle strutture ospedaliere pubbliche e private presenti in tutto il territorio nazionale. La SDO è stata istituita con Decreto del Ministro della Sanità il 28 dicembre 1991 e con il Decreto di attuazione del 26/7/93 che ne ha modificato e arricchito il contenuto informativo secondo le raccomandazioni CEE. La sua compilazione è un passaggio essenziale per l’attribuzione della “tariffa” della spesa sanitaria ad un evento di ricovero ospedaliero. Questa viene redatta dal medico responsabile della dimissione. Il Decreto istitutivo della SDO stabilisce che sia le diagnosi sia gli interventi/procedure debbano essere codificate secondo un sistema di classificazione ICD-9-CM ovvero la nona revisione della Classificazione Internazionale delle Malattie e delle Cause di Morte del 1979 che ha dato maggiore specificità clinica nella codifica delle diagnosi rispetto alle precedenti versioni. La versione italiana del 2007 consta di 12.432 codici di diagnosi e 3.733 codici di procedure/interventi chirurgici per un totale di 16. codici. Ciascuna diagnosi è esplicitata generalmente da CODICI DI DIAGNOSI ALFANUMERICI del tipo :xxx.xx(esempio codice di “frattura chiusa di una costola “ =807.01) mentre i CODICI DI PROCEDURA/INTERVENTO CHIRURGICO da codici alfanumerici del tipo xx.xx (esempio:codice di “radiografia del torace di routine “=87.44) 1.7.1 Contenuto della SDO Le informazioni raccolte comprendono caratteristiche anagrafiche del paziente (fra cui età, sesso, residenza, livello di istruzione), caratteristiche del ricovero (ad esempio istituto e disciplina dimissione, regime di ricovero, modalità di dimissione, data prenotazione, classe priorità del ricovero) e caratteristiche cliniche (ad esempio diagnosi principale, diagnosi concomitanti, procedure diagnostiche o terapeutiche) Dalla scheda di dimissione sono escluse informazioni relative ai farmaci somministrati durante il ricovero o le reazioni avverse ad essi (oggetto di altri specifici flussi informativi). 1.7.2 Utilizzo delle informazioni rilevate attraverso la SDO Il flusso SDO viene correntemente impiegato per finalità di carattere economico- gestionale, per studi di carattere clinico-epidemiologico e per analisi a supporto dell’attività di programmazione sanitaria, nonché per il monitoraggio dell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, per la valutazione del rischio clinico ospedaliero, per il calcolo di indicatori di appropriatezza e qualità dell’assistenza erogata, nonché per valutazioni di impatto economico e per il riparto del Fondo Sanitario Nazionale. 1.7.3 Limitazioni e cautele nell’utilizzo dei dati E' necessario tenere presente che la banca dati delle Schede di Dimissione Ospedaliera, per quanto abbia un ricchissimo contenuto informativo ed una copertura pressoché totale delle strutture ospedaliere italiane, ha comunque dei limiti e delle criticità nell’utilizzo, come ad esempio problemi di omogeneità della compilazione, problemi di completezza ed accuratezza per alcune variabili (soprattutto nei primi anni) e variazione dei sistemi di classificazione nel corso degli anni.