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tesina master macops, Dispense di Diritto

tesina master macops modulo 1 LUM

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 17/01/2024

lucape92
lucape92 🇮🇹

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Tesina modulo 1
L’aziendalizzazione del S.S.N.: gli elementi di novità introdotti dai DD. L.gs. 502/92 e 229/99
12/12/2023
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Nome cognome Tesina modulo 1 L’aziendalizzazione del S.S.N.: gli elementi di novità introdotti dai DD. L.gs. 502/92 e 229/ 12/12/

L’aziendalizzazio

ne del S.S.N.: Gli

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INDICE

INDICE

1. Introduzione pag. 3 2. L’aziendalizzazione del S.S.N. : -Gli elementi di novità introdotti dai DD. Lgs. 502/92 pag. 4 -Gli elementi di novità introdotti dai DD. Lgs. 229/99 pag. 6

Rendendo così concretamente attuabile l’articolo 32 della Costituzione Italiana che sancisce: ‘’La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti’’. 1958, 1968, 1974, 1978, 1992, 1999 gli anni in cui la sanità italiana vive intensi cambiamenti che trasformano il concetto stesso di assistenza sanitaria. Nel 1958, con la legge n. 296, il Governo, guidato da Amintore Fanfani, istituisce in Italia il Ministero della Sanità, scorporandolo dal Ministero dell'Interno. Dieci anni dopo, nel 1968, con la legge n. 132 (cosiddetta "legge Mariotti", dal nome del ministro socialista Luigi Mariotti), si mette mano alla riforma del sistema degli ospedali. Ospedali che fino ad allora erano gestiti da enti di assistenza e beneficenza. La legge Mariotti trasforma gli ospedali in enti pubblici ("enti ospedalieri") né disciplina l'organizzazione, li classifica in categorie, stabilendone le funzioni nell'ambito della programmazione nazionale e regionale ed il finanziamento. Sei anni dopo con una successiva legge la 386 del 1974, tra le altre cose, i compiti in materia di assistenza ospedaliera vengono trasferiti alle regioni. Nel 1978 la legge n. 833 sopprime il sistema mutualistico ed istituisce il Servizio Sanitario Nazionale, con decorrenza del 1º luglio 1980. Quasi quattordici anni dopo la creazione del Sistema Sanitario Nazionale con la legge 833/78, con cui si voleva rimediare ai gravi problemi economici del sistema assicurativo delle mutue, si dà una risposta forte all’insostenibilità del sistema di finanziamento e ai problemi del Sistema Sanitario Nazionale con il decreto legislativo che ha configurato questo assetto: la Legge 502/92 e tutte le sue successive modificazioni. DECRETO LEGISLATIVO 30 DICEMBRE 1992, N. 502 La legge 502 del 1992 si può riassumere in quattro principi:  l’aziendalizzazione degli ospedali;  l’orientamento al “mercato”;  la distribuzione di responsabilità alle regioni;

 la creazione dei dipartimenti; L’aziendalizzazione con la Legge 502/ Le USL vengono dotate di personalità giuridica in quanto aziende a tutti gli effetti. Gli organi di rappresentanza sono il direttore generale e il collegio dei revisori (ed ulteriori figure). Il direttore generale ha potere gestionale e di rappresentanza legale. E’ coadiuvato da un direttore sanitario e da un direttore amministrativo. Il direttore generale è nominato dal presidente della giunta regionale, e i suoi doveri sono il buon andamento economico-amministrativo e tecnico-funzionale per i successivi cinque anni in cui è in carica. Il direttore generale si avvale delle competenze del direttore sanitario e del direttore amministrativo. Le figure dirigenziali previste dovevano possedere alcuni requisiti minimi: laurea e esperienza almeno quinquennale di responsabilità direttiva in enti, aziende e strutture pubbliche o private ed età inferiore ai 65 anni. Inoltre ogni ruolo deve rispondere a requisiti più specifici. Questi requisiti furono aggiunti solo successivamente con varie modifiche e integrazioni del decreto legislativo:  il direttore generale, oltre a possedere corsi di formazione e certificazione in sanità pubblica e organizzazione del lavoro  direttore sanitario, laurea in medicina e chirurgia, esperienza almeno quinquennale in funzioni direttive;  direttore amministrativo, laurea in discipline giuridiche o economiche, esperienza almeno quinquennale in funzioni direttive in enti, aziende o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione. Il collegio dei revisori, nominato invece dal direttore generale da una lista di membri designati da altri enti (ministero competente, sindaco, regione), si occupa di verificare la tenuta della contabilità, la risultante delle scritture contabili ed esamina il bilancio di previsione. In poche parole si preoccupa che i conti tornino. In futuro verrà sostituito con la Riforma 229/1999 perché la nomina da parte del DG delle figure che lo dovevano controllare poteva comportare un conflitto di interesse. Il Mercato libero nel settore sanitario e l’intramoenia

Il Decreto legislativo 229/1999 , conosciuto anche come Riforma Bindi o Riforma-ter, rappresenta un importante passo legislativo compiuto dal sistema sanitario nazionale dalla sua costituzione. Questa riforma sanitaria completa il lungo processo di organizzazione e razionalizzazione necessario per ottenere un servizio sanitario efficiente ed efficace iniziato con il decreto legislativo 502/1992. Con la Riforma Ter vengono ridefiniti i principi guida in materia di sostenibilità finanziaria del sistema secondo appropriatezza ed evidenza scientifica delle scelte d’uso delle risorse. Il Piano Sanitario Nazionale stabilisce i livelli essenziali ed uniformi di assistenza che lo Stato garantisce al cittadino in maniera gratuita o con partecipazione (ticket). L’evidenza scientifica di ogni trattamento ne autorizza l’uso, non garantendo prestazioni che:non rispondono a necessità assistenziali previste dai principi inspiratori;non efficaci su base d’evidenze scientifiche o non efficaci per soggetti che non corrispondono alla situazione clinica raccomandata;quando esiste un trattamento che a parità di risultati sia più economico. L’aziendalizzazione definitiva delle USL Vengono definite Aziende secondo diritto privato e sono tenute al rispetto del vincolo di bilancio. I Direttori generali rispondono direttamente alla regione secondo obiettivi pur mantenendo i propri poteri gestionali. Sostituzione del collegio dei revisori con il collegio sindacale Il collegio sindacale non viene più nominato dal direttore generale (perché la nomina da parte del direttore generale delle figure che lo dovevano controllare poteva comportare un conflitto di interesse) ma direttamente da enti interessati al corretto andamento economico e funzionale (ministero, regione, sindaco). Il collegio con una frequenza minima di tre mesi si occupa di riferire a chi di competenza l’andamento della gestione dell’azienda e di denunciare prontamente situazioni che vadano contro la corretta gestione finanziaria. Accreditamento delle strutture La realizzazione di strutture sanitaria e l’esercizio di attività sanitarie e sociosanitarie sono subordinate al rilascio di autorizzazione. L’autorizzazione all’esercizio delle attività sanitarie e sociosanitarie a strutture pubbliche e private è concessa nel rispetto di alcuni requisiti minimi (strutturali, tecnologici e professionali). Il secondo livello è l’accreditamento istituzionale che è rilasciato dalle Regioni alle singole strutture autorizzate pubbliche o private ed ai professionisti che

ne facciano richiesta ed è subordinato al possesso di requisiti ulteriori di qualificazione, alla loro funzionalità rispetto agli indirizzi di programmazione regionale, alla verifica dell’attività svolta e dei risultati raggiunti. La Regione provvede al rilascio dell’accreditamento ai professionisti, alle strutture pubbliche ed equiparate che soddisfino alle condizioni sopra richieste, alle strutture private non lucrative (istituzioni che svolgono attività sanitaria e sociosanitaria a scopo non lucrativo) e alle strutture private lucrative. Terzo livello sono gli accordi contrattuali. L’accreditamento individua una sorta di “albo dei fornitori” del SSN con cui le Regioni e le ULSS definiscono gli accordi contrattuali per l’erogazione dei servizi necessari a soddisfare i bisogni assistenziali dei cittadini, tenendo conto della qualità e dei costi. L’atto di indirizzo e coordinamento che individua i criteri per la definizione dei requisiti ulteriori per l’esercizio delle attività sanitarie prevede forme di partecipazione dei cittadini e degli utilizzatori dei servizi alla verifica dell’attività svolta, alla formulazione di proposte rispetto all’accessibilità dei servizi e all’adozione e utilizzazione della carta dei servizi per la comunicazione con i cittadini. Il nuovo modello di accreditamento si configura come un attestato di qualità da parte del SSN. Il cittadino può scegliere tra le strutture sottoposte dal sistema sanitario alla certificazione di qualità. Efficienza delle strutture sanitarie I Direttori Generali delle Aziende sono valutati ogni anno sulle funzionalità dei servizi e obiettivi di salute raggiunti. Sia le strutture pubbliche sia le private saranno finanziate con un budget complessivo predeterminato costituito da due voci: le tariffe per ciascun ricovero ospedaliero (DRG) e i costi predefiniti per programmi assistenziali (prevenzione, malattie rare, emergenze, trapianti, integrazione tra assistenza territoriale ed ospedaliera). Nuovo ruolo delle autonomie locali Il Decreto rafforza l’autonomia delle Regioni cui spetta la responsabilità primaria di gestire ed organizzare l’offerta di servizi di cura e riabilitazione. Le Regioni concorrono alla definizione del PSN e alla determinazione del fabbisogno complessivo del SSN. I Comuni hanno un ruolo più incisivo nella programmazione e nella valutazione dei servizi e del raggiungimento degli obiettivi,

Nel SSN entra la formazione permanente e l’aggiornamento professionale per migliorare le competenze tecniche gestionali, ed adeguare così le conoscenze al progresso scientifico e tecnologico. Una commissione nazionale per la formazione continua definisce ogni cinque anni gli obiettivi formativi di interesse nazionale, in linea con le priorità individuate dal PSN. La Commissione formata da rappresentanti dei Ministeri della sanità e dell’Università e della Ricerca Scientifica, delle Regioni e delle Federazione degli Ordini dei Medici, definisce i “crediti formativi” (la quantità minima di formazione ed aggiornamento professionale che devono essere acquisiti da tutto il personale dipendente o convenzionato che lavora per il SSN attraverso seminari, corsi, ecc). La partecipazione alle attività di formazione continua costituisce un requisito preferenziale nei concorsi e nel conferimento degli incarichi. Le Regioni, sulla base dei requisiti indicati dalla Commissione nazionale, individuano gli ospedali dedicati all’aggiornamento del personale sanitario. In collaborazione con l’università, negli ospedali d’insegnamento si potranno svolgere anche i corsi di specializzazione e di rilascio dei diplomi. Il distretto La riforma sviluppa ruolo e funzioni del distretto, fondamentale livello dell’assistenza sanitaria. Il distretto assicura l’assistenza primaria, coordina l’attività dei medici di base con la Guardia medica, notturna e festiva, e dei servizi ambulatoriali specialistici. E’ valorizzato l’approccio multidisciplinare e rafforzata la rete dei servizi territoriali: i medici di base lavoreranno in équipe collegandosi con l’ospedale, svolgendo così un ruolo centrale nel sistema della salute. Il distretto garantisce la continuità e tempestività della risposta assistenziale , elaborando programmi di attività che coinvolgono tutte le strutture operative dell’USL. Il distretto realizza l’integrazione tra i servizi sociali e i servizi sanitari: percorsi assistenziali integrati assicurano una risposta unitaria a quei bisogni di salute per i quali è necessario sia un intervento strettamente sanitario sia azioni di protezione sociale. Il Decreto fa chiarezza sulle competenze e responsabilità finanziarie e al tempo stesso favorisce la collaborazione tra Regioni ed Enti locali e tra i Ministeri della Sanità e della Solidarietà sociale per realizzare una profonda integrazione tra le prestazioni sanitarie e quelle sociali.

Prevenzione territoriale Il Dipartimento di prevenzione organizza l’insieme delle attività di prevenzione collettiva e sanità pubblica in linea con le indicazioni del piano sanitario, il Dipartimento di prevenzione interviene sugli aspetti intersettoriali che concorrono alla promozione e alla tutela della salute: dal contesto ambientale alla salute animale, dalla sicurezza degli alimenti alla prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro. Coordina tutte le attività di vigilanza e controllo dei servizi veterinari. Fondi integrativi al SSN Con i fondi integrativi del SSN sarà possibile rimborsare le spese sostenute per cure odontoiatriche, prestazioni termali e terapie non convenzionali, non coperte dal SSN, nonché i tickets di esami e visite specialistiche per le prestazioni il libera professione intramuraria, per l’assistenza domiciliare, per i ricoveri in RSA. Le prestazioni dovranno essere erogate da strutture accreditate e che quindi garantiscono la qualità; i fondi sono autogestiti e possono essere istituiti, a patto di adottare politiche di non selezione dei rischi, da soggetti pubblici e privati (aziende, sindacati, associazione di rilievo almeno provinciali, regioni ed enti locali). Un regolamento definirà concretamente modalità e tempi di attuazione. Collegio di Direzione In ogni Azienda è costituito il Collegio di Direzione di cui il Direttore Generale si avvale per il governo delle attività cliniche, la programmazione e valutazione delle attività tecnico sanitarie e di quelle ad alta integrazione sanitaria. Il Collegio di Direzione opera come un consiglio di direzione tecnica, ed è formato dai direttori sanitario ed amministrativo, dai direttori di dipartimento, di presidio e dal direttore di distretto. Direttore di Distretto Il Direttore di distretto supporta la direzione generale con i Sindaci del Distretto. Realizza le indicazioni della direzione generale, gestisce le risorse assegnate al distretto, in modo da garantire l’accesso della popolazione alle strutture ed ai servizi, l’integrazione tra i servizi e la continuità assistenziale. L’incarico di direttore di distretto è attribuito dal direttore generale ad un dirigente dell’Azienda, che abbia maturato una specifica esperienza nei servizi territoriali ed una adeguata formazione nella loro organizzazione, oppure ad un medico convenzionato da almeno dieci anni,