Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


tracce a02 del concorso 2012, Guide, Progetti e Ricerche di Letteratura

tracce del concorso 2016, utile per avere un'idea di come sono strutturate le tracce del concorso.

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2019/2020

Caricato il 21/01/2020

giuellea
giuellea 🇮🇹

4.1

(65)

173 documenti

1 / 30

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Prova A02 1/30
Prova A02
Design dei metalli, dell'oreficeria, delle pietre dure e delle gemme
Domande a risposta aperta
Quesito 1 - Il candidato descriva come imposterebbe una lezione sull'iter progettuale di un prodotto di design
orafo, avvalendosi di sussidi tecnologici e metodologie didattiche comprensibili per facilitare l'apprendimento
dell'alunno.
Quesito 2 - In riferimento alla teoria dei colori di Johannes Itten, il candidato descriva come imposterebbe una
lezione sulle tecniche grafico-cromatiche, illustrando gli strumenti didattici e le strategie metodologiche
necessarie all'apprendimento da parte degli alunni sull'argomento trattato.
Quesito 3 - Il candidato imposti una programmazione di una unità didattica di apprendimento per un secondo
biennio relativa alla progettazione di un "anello", definendone i momenti operativi, dal progetto al prototipo.
Quesito 4 - In riferimento alla tecnica della "fusione a cera persa" nella lavorazione artistica dei metalli, il
candidato, rivolgendosi ad una classe del secondo biennio, definisca le prove di verifica che ritiene appropriate, le
prove di laboratorio e i criteri di valutazione adottati in tali prove.
Quesito 5 - In riferimento alle pietre dure e alle gemme utilizzate nella lavorazione artistica orafa, il candidato
descriva come imposterebbe una lezione, illustrando gli strumenti didattici e le strategie metodologiche
necessarie all'apprendimento da parte degli alunni dell'argomento trattato, nonché predisponendo un'eventuale
azione di recupero delle conoscenze.
Quesito 6 - Le strategie di integrazione degli alunni stranieri si sviluppano attraverso un rapporto di aiuto e
comprensione inter-culturale finalizzato al raggiungimento di una solida competenza nelle abilità e conoscenze di
base, nonché al loro inserimento nel nostro contesto scolastico. Partendo da questa considerazione, il candidato,
in riferimento alla progettazione di un prodotto di design orafo, illustri le strategie metodologiche e gli strumenti
didattici che intende adoperare per facilitare l'apprendimento e l'integrazione degli alunni stranieri (attività
individuali di recupero, progetti di accoglienza, incontri aperti alla comunità locale, laboratori multi-culturali,
laboratori multimediali ed informatici, incontri con associazioni e rappresentanze di stranieri, ecc.).
Domande a risposta multipla - DE
Quesito 7 Domanda A - Lesen Sie den folgenden Text und beantworten Sie ausschließlich auf der Grundlage
des Textes die folgende Frage, indem Sie die richtige Antwort ankreuzen. Nur eine Antwort ist korrekt.
Österreich verliert zweite Generation
Jeder vierte Jugendliche mit Migrationshintergrund hat hierzulande weder Job noch Ausbildung. Der Unterschied
zu einheimischen Jugendlichen ist fast nirgendwo in der OECD größer.
Sie sind die große Sorge der Sozialpolitiker auf der gesamten Welt: Jugendliche, die weder einer Ausbildung
nachgehen noch einen Arbeitsplatz haben – sogenannte Neets (Not in employment, education or training). Hält
dieser Zustand uber mehrere Jahre an, laufen diese Jugendlichen Gefahr, zu einer verlorenen Generation zu
werden. Österreich sah sich in diesem Bereich dank dualer Berufsausbildung und niedriger
Jugendarbeitslosigkeit bisher immer auf der sicheren Seite. Sieht man sich jedoch spezifisch die Gruppe der
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e

Anteprima parziale del testo

Scarica tracce a02 del concorso 2012 e più Guide, Progetti e Ricerche in PDF di Letteratura solo su Docsity!

Prova A

Design dei metalli, dell'oreficeria, delle pietre dure e delle gemme

Domande a risposta aperta

Quesito 1 - Il candidato descriva come imposterebbe una lezione sull'iter progettuale di un prodotto di design orafo, avvalendosi di sussidi tecnologici e metodologie didattiche comprensibili per facilitare l'apprendimento dell'alunno.

Quesito 2 - In riferimento alla teoria dei colori di Johannes Itten, il candidato descriva come imposterebbe una lezione sulle tecniche grafico-cromatiche, illustrando gli strumenti didattici e le strategie metodologiche necessarie all'apprendimento da parte degli alunni sull'argomento trattato.

Quesito 3 - Il candidato imposti una programmazione di una unità didattica di apprendimento per un secondo biennio relativa alla progettazione di un "anello", definendone i momenti operativi, dal progetto al prototipo.

Quesito 4 - In riferimento alla tecnica della "fusione a cera persa" nella lavorazione artistica dei metalli, il candidato, rivolgendosi ad una classe del secondo biennio, definisca le prove di verifica che ritiene appropriate, le prove di laboratorio e i criteri di valutazione adottati in tali prove.

Quesito 5 - In riferimento alle pietre dure e alle gemme utilizzate nella lavorazione artistica orafa, il candidato descriva come imposterebbe una lezione, illustrando gli strumenti didattici e le strategie metodologiche necessarie all'apprendimento da parte degli alunni dell'argomento trattato, nonché predisponendo un'eventuale azione di recupero delle conoscenze.

Quesito 6 - Le strategie di integrazione degli alunni stranieri si sviluppano attraverso un rapporto di aiuto e comprensione inter-culturale finalizzato al raggiungimento di una solida competenza nelle abilità e conoscenze di base, nonché al loro inserimento nel nostro contesto scolastico. Partendo da questa considerazione, il candidato, in riferimento alla progettazione di un prodotto di design orafo, illustri le strategie metodologiche e gli strumenti didattici che intende adoperare per facilitare l'apprendimento e l'integrazione degli alunni stranieri (attività individuali di recupero, progetti di accoglienza, incontri aperti alla comunità locale, laboratori multi-culturali, laboratori multimediali ed informatici, incontri con associazioni e rappresentanze di stranieri, ecc.).

Domande a risposta multipla - DE

Quesito 7 Domanda A - Lesen Sie den folgenden Text und beantworten Sie ausschließlich auf der Grundlage des Textes die folgende Frage, indem Sie die richtige Antwort ankreuzen. Nur eine Antwort ist korrekt.

Österreich verliert zweite Generation Jeder vierte Jugendliche mit Migrationshintergrund hat hierzulande weder Job noch Ausbildung. Der Unterschied zu einheimischen Jugendlichen ist fast nirgendwo in der OECD größer. Sie sind die große Sorge der Sozialpolitiker auf der gesamten Welt: Jugendliche, die weder einer Ausbildung nachgehen noch einen Arbeitsplatz haben – sogenannte Neets (Not in employment, education or training). Hält dieser Zustand uber mehrere Jahre an, laufen diese Jugendlichen Gefahr, zu einer verlorenen Generation zu werden. Österreich sah sich in diesem Bereich dank dualer Berufsausbildung und niedriger Jugendarbeitslosigkeit bisher immer auf der sicheren Seite. Sieht man sich jedoch spezifisch die Gruppe der

Jugendlichen mit Migrationshintergrund an, dann zeigt sich, dass Österreich hier ein großes Problem hat, wie eine am Donnerstag veröffentlichte OECD-Studie zeigt. Demnach ist hierzulande fast jeder vierte Jugendliche mit Migrationshintergrund ein Neet. Der Unterschied zu den einheimischen Jugendlichen ist innerhalb der OECD nur in Belgien noch größer. Besonders problematisch dabei: In nahezu allen anderen Ländern schneiden Jugendliche der sogenannten zweiten Generation besser ab als solche, die selbst als Kinder ins Land kamen. „Nur in Österreich, Belgien, Finnland und Großbritannien zeigt sich dieses Bild nicht" , schreibt die OECD. Doch gerade der Erfolg der zweiten Generation ist das entscheidende Indiz, ob Integrationsbemuhungen in einem Land funktionieren, so die OECD weiter. Hier zeigt Österreich auch in anderen Bereichen Schwächen – etwa beim Schulbesuch. So ist die Rate der vorzeitigen Schulabbrecher in Österreich bei Kindern mit Migrationshintergrund um zehn Prozent höher als bei jenen ohne. Das ist der zweithöchste Wert in der OECD – geschlagen nur von Finnland. Dabei muss Migrationshintergrund nicht automatisch schlechtere Bildung bedeuten, wie der internationale Vergleich zeigt. „Kinder mit Migrationshintergund haben in Kanada, Großbritannien und Israel sogar eine höhere Wahrscheinlichkeit eines Universitätsabschlusses" , schreiben die Studienautoren. In den anderen Ländern sind sie im tertiären Bildungssystem hingegen unterrepräsentiert – vor allem auch in Deutschland und Österreich.

Aus: http://diepresse.com/home/wirtschaft/economist/4768658/print.do [03.03.2016]

Die sogenannten Neets …

a) … stellen überall auf der Welt ein besorgniserregendes Phänomen dar.

b) … sind ausschließlich Jugendliche mit Migrationshintergrund.

c) … sind Jugendliche mit besonderer Behinderung.

d) … sind vor allem in Österreich die Sorgenkinder Nation.

Quesito 7 Domanda B - Lesen Sie den folgenden Text und beantworten Sie ausschließlich auf der Grundlage des Textes die folgende Frage, indem Sie die richtige Antwort ankreuzen. Nur eine Antwort ist korrekt.

Österreich verliert zweite Generation Jeder vierte Jugendliche mit Migrationshintergrund hat hierzulande weder Job noch Ausbildung. Der Unterschied zu einheimischen Jugendlichen ist fast nirgendwo in der OECD größer. Sie sind die große Sorge der Sozialpolitiker auf der gesamten Welt: Jugendliche, die weder einer Ausbildung nachgehen noch einen Arbeitsplatz haben – sogenannte Neets (Not in employment, education or training). Hält dieser Zustand uber mehrere Jahre an, laufen diese Jugendlichen Gefahr, zu einer verlorenen Generation zu werden. Österreich sah sich in diesem Bereich dank dualer Berufsausbildung und niedriger Jugendarbeitslosigkeit bisher immer auf der sicheren Seite. Sieht man sich jedoch spezifisch die Gruppe der Jugendlichen mit Migrationshintergrund an, dann zeigt sich, dass Österreich hier ein großes Problem hat, wie eine am Donnerstag veröffentlichte OECD-Studie zeigt. Demnach ist hierzulande fast jeder vierte Jugendliche mit Migrationshintergrund ein Neet. Der Unterschied zu den einheimischen Jugendlichen ist innerhalb der OECD nur in Belgien noch größer. Besonders problematisch dabei: In nahezu allen anderen Ländern schneiden Jugendliche der sogenannten zweiten Generation besser ab als solche, die selbst als Kinder ins Land kamen. „Nur in Österreich, Belgien, Finnland und Großbritannien zeigt sich dieses Bild nicht" , schreibt die OECD. Doch gerade der Erfolg der zweiten Generation ist das entscheidende Indiz, ob Integrationsbemuhungen in einem Land funktionieren, so die OECD weiter. Hier zeigt Österreich auch in anderen Bereichen Schwächen – etwa beim Schulbesuch. So ist die Rate der vorzeitigen Schulabbrecher in Österreich bei Kindern mit Migrationshintergrund um zehn Prozent höher als bei jenen ohne. Das ist der zweithöchste Wert in der OECD – geschlagen nur von Finnland. Dabei muss Migrationshintergrund nicht automatisch schlechtere Bildung bedeuten, wie der internationale Vergleich zeigt. „Kinder mit Migrationshintergund haben in Kanada,

c) … ein Indiz für gelungene Integrationsmaßnahmen.

d) … ein Indiz für gute Sprachkenntnisse.

Quesito 7 Domanda D - Lesen Sie den folgenden Text und beantworten Sie ausschließlich auf der Grundlage des Textes die folgende Frage, indem Sie die richtige Antwort ankreuzen. Nur eine Antwort ist korrekt.

Österreich verliert zweite Generation Jeder vierte Jugendliche mit Migrationshintergrund hat hierzulande weder Job noch Ausbildung. Der Unterschied zu einheimischen Jugendlichen ist fast nirgendwo in der OECD größer. Sie sind die große Sorge der Sozialpolitiker auf der gesamten Welt: Jugendliche, die weder einer Ausbildung nachgehen noch einen Arbeitsplatz haben – sogenannte Neets (Not in employment, education or training). Hält dieser Zustand uber mehrere Jahre an, laufen diese Jugendlichen Gefahr, zu einer verlorenen Generation zu werden. Österreich sah sich in diesem Bereich dank dualer Berufsausbildung und niedriger Jugendarbeitslosigkeit bisher immer auf der sicheren Seite. Sieht man sich jedoch spezifisch die Gruppe der Jugendlichen mit Migrationshintergrund an, dann zeigt sich, dass Österreich hier ein großes Problem hat, wie eine am Donnerstag veröffentlichte OECD-Studie zeigt. Demnach ist hierzulande fast jeder vierte Jugendliche mit Migrationshintergrund ein Neet. Der Unterschied zu den einheimischen Jugendlichen ist innerhalb der OECD nur in Belgien noch größer. Besonders problematisch dabei: In nahezu allen anderen Ländern schneiden Jugendliche der sogenannten zweiten Generation besser ab als solche, die selbst als Kinder ins Land kamen. „Nur in Österreich, Belgien, Finnland und Großbritannien zeigt sich dieses Bild nicht" , schreibt die OECD. Doch gerade der Erfolg der zweiten Generation ist das entscheidende Indiz, ob Integrationsbemuhungen in einem Land funktionieren, so die OECD weiter. Hier zeigt Österreich auch in anderen Bereichen Schwächen – etwa beim Schulbesuch. So ist die Rate der vorzeitigen Schulabbrecher in Österreich bei Kindern mit Migrationshintergrund um zehn Prozent höher als bei jenen ohne. Das ist der zweithöchste Wert in der OECD – geschlagen nur von Finnland. Dabei muss Migrationshintergrund nicht automatisch schlechtere Bildung bedeuten, wie der internationale Vergleich zeigt. „Kinder mit Migrationshintergund haben in Kanada, Großbritannien und Israel sogar eine höhere Wahrscheinlichkeit eines Universitätsabschlusses" , schreiben die Studienautoren. In den anderen Ländern sind sie im tertiären Bildungssystem hingegen unterrepräsentiert – vor allem auch in Deutschland und Österreich.

Aus: http://diepresse.com/home/wirtschaft/economist/4768658/print.do [03.03.2016]

Im Vergleich mit anderen OECD-Staaten ist die österreichische Integrationspolitik …

a) … frei von Problemen.

b) … nicht besonders erfolgreich.

c) … absolut vorbildlich.

d) … durchaus angemessen.

Quesito 7 Domanda E - Lesen Sie den folgenden Text und beantworten Sie ausschließlich auf der Grundlage des Textes die folgende Frage, indem Sie die richtige Antwort ankreuzen. Nur eine Antwort ist korrekt.

Österreich verliert zweite Generation Jeder vierte Jugendliche mit Migrationshintergrund hat hierzulande weder Job noch Ausbildung. Der Unterschied zu einheimischen Jugendlichen ist fast nirgendwo in der OECD größer. Sie sind die große Sorge der Sozialpolitiker auf der gesamten Welt: Jugendliche, die weder einer Ausbildung nachgehen noch einen Arbeitsplatz haben – sogenannte Neets (Not in employment, education or training). Hält

dieser Zustand uber mehrere Jahre an, laufen diese Jugendlichen Gefahr, zu einer verlorenen Generation zu werden. Österreich sah sich in diesem Bereich dank dualer Berufsausbildung und niedriger Jugendarbeitslosigkeit bisher immer auf der sicheren Seite. Sieht man sich jedoch spezifisch die Gruppe der Jugendlichen mit Migrationshintergrund an, dann zeigt sich, dass Österreich hier ein großes Problem hat, wie eine am Donnerstag veröffentlichte OECD-Studie zeigt. Demnach ist hierzulande fast jeder vierte Jugendliche mit Migrationshintergrund ein Neet. Der Unterschied zu den einheimischen Jugendlichen ist innerhalb der OECD nur in Belgien noch größer. Besonders problematisch dabei: In nahezu allen anderen Ländern schneiden Jugendliche der sogenannten zweiten Generation besser ab als solche, die selbst als Kinder ins Land kamen. „Nur in Österreich, Belgien, Finnland und Großbritannien zeigt sich dieses Bild nicht" , schreibt die OECD. Doch gerade der Erfolg der zweiten Generation ist das entscheidende Indiz, ob Integrationsbemuhungen in einem Land funktionieren, so die OECD weiter. Hier zeigt Österreich auch in anderen Bereichen Schwächen – etwa beim Schulbesuch. So ist die Rate der vorzeitigen Schulabbrecher in Österreich bei Kindern mit Migrationshintergrund um zehn Prozent höher als bei jenen ohne. Das ist der zweithöchste Wert in der OECD – geschlagen nur von Finnland. Dabei muss Migrationshintergrund nicht automatisch schlechtere Bildung bedeuten, wie der internationale Vergleich zeigt. „Kinder mit Migrationshintergund haben in Kanada, Großbritannien und Israel sogar eine höhere Wahrscheinlichkeit eines Universitätsabschlusses" , schreiben die Studienautoren. In den anderen Ländern sind sie im tertiären Bildungssystem hingegen unterrepräsentiert – vor allem auch in Deutschland und Österreich.

Aus: http://diepresse.com/home/wirtschaft/economist/4768658/print.do [03.03.2016]

Jugendliche mit Migrationshintergrund …

a) … sind im tertiären Bildungssystem Deutschland und Österreichs gut vertreten.

b) … sind nicht zwingend vom Hochschulbetrieb ausgeschlossen.

c) … sind in Österreich willkommener als in anderen OECD-Ländern.

d) … haben in Österreich sehr gute Ausbildungschancen.

Quesito 8 Domanda A - Lesen Sie den folgenden Text und beantworten Sie ausschließlich auf der Grundlage des Textes die folgende Frage, indem Sie die richtige Antwort ankreuzen. Nur eine Antwort ist korrekt.

BEGRÜNDUNG

_1. Die Situation der Einwanderer in der Europäischen Union beschäftigt zu Recht die europäischen Organe und die Mitgliedstaaten, insbesondere diejenigen, in denen beträchtliche Einwandererströme verzeichnet werden. Zwei Facetten des Problems werden in der Regel hervorgehoben: zum einen die Integrationsschwierigkeiten einiger Gemeinschaften, die aus vielfältigen Gründen zu Prozessen der Gettoisierung geführt haben, […]; und zum anderen Situationen, in denen die Integration auf Kosten der kulturellen Wurzeln, die aufgegeben werden, und sogar der Kenntnis der Sprache des Herkunftslandes erfolgt, was vor allem für Mitglieder der zweiten und dritten Generation gilt, die bereits im Aufnahmemitgliedstaat geboren wurden.

  1. Entgegen gewissen Erwartungen handelt es sich bei der Einwanderung nicht um ein vorübergehendes Phänomen des Transfers von Arbeitskräften zwischen Regionen mit unterschiedlicher wirtschaftlicher und demografischer Entwicklung, das je nach Entwicklung der Beschäftigungslage in den Aufnahmeländern erwünscht oder wenig opportun ist, sobald sich die Bedingungen im Herkunftsland verbessern. In den meisten Fällen ist dem nicht so, und es war dem auch nie so. Die Geschichte und die Kultur Europas ist das Ergebnis der Überlagerung und Vermischung vieler Kulturen und vieler Völker, die im Laufe der Jahrhunderte durch die Länder gezogen sind und sich aus den unterschiedlichsten Gründen hier und dort niedergelassen haben, wobei sie Spuren ihrer Sprachen, Traditionen, Religionen, ihrer Kunst und ihrer Formen der Sozialisierung hinterließen. Dieser historische Prozess wurde zu keinem Zeitpunkt wirklich unterbrochen. Die derzeitigen_

Der Bericht verweist auf zwei wesentliche Facetten des Problems, die darin bestehen, dass …

a) … die Herkunftssprachen der Menschen mit Migrationshintergrund die Regionalsprachen verdrängen.

b) … die Integrationsschwierigkeiten einzelner Gruppen der Forderung nach mehrsprachigen Schulen und mehrsprachigem Unterricht Auftrieb geben.

c) … sowohl Ghettobildung als auch der Verlust der Herkunftskultur und –sprache Herausforderungen für die europäische Integrationspolitik darstellen.

d) … es für die Kinder und Enkelkinder der Immigranten natürlich ist, ihre Herkunftssprache und –kultur aufzugeben.

Quesito 8 Domanda C - Lesen Sie den folgenden Text und beantworten Sie ausschließlich auf der Grundlage des Textes die folgende Frage, indem Sie die richtige Antwort ankreuzen. Nur eine Antwort ist korrekt.

BEGRÜNDUNG

_1. Die Situation der Einwanderer in der Europäischen Union beschäftigt zu Recht die europäischen Organe und die Mitgliedstaaten, insbesondere diejenigen, in denen beträchtliche Einwandererströme verzeichnet werden. Zwei Facetten des Problems werden in der Regel hervorgehoben: zum einen die Integrationsschwierigkeiten einiger Gemeinschaften, die aus vielfältigen Gründen zu Prozessen der Gettoisierung geführt haben, […]; und zum anderen Situationen, in denen die Integration auf Kosten der kulturellen Wurzeln, die aufgegeben werden, und sogar der Kenntnis der Sprache des Herkunftslandes erfolgt, was vor allem für Mitglieder der zweiten und dritten Generation gilt, die bereits im Aufnahmemitgliedstaat geboren wurden.

  1. Entgegen gewissen Erwartungen handelt es sich bei der Einwanderung nicht um ein vorübergehendes Phänomen des Transfers von Arbeitskräften zwischen Regionen mit unterschiedlicher wirtschaftlicher und demografischer Entwicklung, das je nach Entwicklung der Beschäftigungslage in den Aufnahmeländern erwünscht oder wenig opportun ist, sobald sich die Bedingungen im Herkunftsland verbessern. In den meisten Fällen ist dem nicht so, und es war dem auch nie so. Die Geschichte und die Kultur Europas ist das Ergebnis der Überlagerung und Vermischung vieler Kulturen und vieler Völker, die im Laufe der Jahrhunderte durch die Länder gezogen sind und sich aus den unterschiedlichsten Gründen hier und dort niedergelassen haben, wobei sie Spuren ihrer Sprachen, Traditionen, Religionen, ihrer Kunst und ihrer Formen der Sozialisierung hinterließen. Dieser historische Prozess wurde zu keinem Zeitpunkt wirklich unterbrochen. Die derzeitigen Einwanderungsströme müssen deshalb als eine neue Chance für das, was wir als „europäische Kultur" bezeichnen, und als eine Herausforderung für die Werte unserer Zivilisation gesehen werden.
  2. Es ist dies die Perspektive, in der die Mehrsprachigkeit gesehen werden muss; […]. Worum es wirklich geht, ist, das Verständnis in einer interkulturellen Perspektive als Dimension der Bildung einer europäischen Identität zu fördern. Die Integration der Einwanderer darf nicht durch die Ausmerzung der Unterschiede, durch die Aufgabe der Herkunftssprachen und -kulturen geschehen. […]_

Aus: BERICHT über die Integration von Einwanderern durch mehrsprachige Schulen und Unterricht in mehreren Sprachen. EUROPÄISCHE UNION, Ausschuss für Kultur und Bildung (2004/2267(INI))

Aus dem Bericht geht hervor, dass der „Ausschuss für Kultur und Bildung" der EU sich dafür einsetzt, dass …

a) … Mehrsprachigkeit in Europa sich auf die Sprachen der europäischen Länder beschränkt.

b) … die verschiedenen europäischen Länder sich auf ihre unterschiedlichen Wurzeln besinnen müssen.

c) … „europäische Kultur“ als ein dynamisches Konzept verstanden wird, das sich den Herausforderungen der Zuwanderung stellt.

d) … die Werte der europäischen Zivilisation ohne Rücksicht auf historische Entwicklungen verteidigt werden müssen.

Quesito 8 Domanda D - Lesen Sie den folgenden Text und beantworten Sie ausschließlich auf der Grundlage des Textes die folgende Frage, indem Sie die richtige Antwort ankreuzen. Nur eine Antwort ist korrekt.

BEGRÜNDUNG

_1. Die Situation der Einwanderer in der Europäischen Union beschäftigt zu Recht die europäischen Organe und die Mitgliedstaaten, insbesondere diejenigen, in denen beträchtliche Einwandererströme verzeichnet werden. Zwei Facetten des Problems werden in der Regel hervorgehoben: zum einen die Integrationsschwierigkeiten einiger Gemeinschaften, die aus vielfältigen Gründen zu Prozessen der Gettoisierung geführt haben, […]; und zum anderen Situationen, in denen die Integration auf Kosten der kulturellen Wurzeln, die aufgegeben werden, und sogar der Kenntnis der Sprache des Herkunftslandes erfolgt, was vor allem für Mitglieder der zweiten und dritten Generation gilt, die bereits im Aufnahmemitgliedstaat geboren wurden.

  1. Entgegen gewissen Erwartungen handelt es sich bei der Einwanderung nicht um ein vorübergehendes Phänomen des Transfers von Arbeitskräften zwischen Regionen mit unterschiedlicher wirtschaftlicher und demografischer Entwicklung, das je nach Entwicklung der Beschäftigungslage in den Aufnahmeländern erwünscht oder wenig opportun ist, sobald sich die Bedingungen im Herkunftsland verbessern. In den meisten Fällen ist dem nicht so, und es war dem auch nie so. Die Geschichte und die Kultur Europas ist das Ergebnis der Überlagerung und Vermischung vieler Kulturen und vieler Völker, die im Laufe der Jahrhunderte durch die Länder gezogen sind und sich aus den unterschiedlichsten Gründen hier und dort niedergelassen haben, wobei sie Spuren ihrer Sprachen, Traditionen, Religionen, ihrer Kunst und ihrer Formen der Sozialisierung hinterließen. Dieser historische Prozess wurde zu keinem Zeitpunkt wirklich unterbrochen. Die derzeitigen Einwanderungsströme müssen deshalb als eine neue Chance für das, was wir als „europäische Kultur" bezeichnen, und als eine Herausforderung für die Werte unserer Zivilisation gesehen werden.
  2. Es ist dies die Perspektive, in der die Mehrsprachigkeit gesehen werden muss; […]. Worum es wirklich geht, ist, das Verständnis in einer interkulturellen Perspektive als Dimension der Bildung einer europäischen Identität zu fördern. Die Integration der Einwanderer darf nicht durch die Ausmerzung der Unterschiede, durch die Aufgabe der Herkunftssprachen und -kulturen geschehen. […]_

Aus: BERICHT über die Integration von Einwanderern durch mehrsprachige Schulen und Unterricht in mehreren Sprachen. EUROPÄISCHE UNION, Ausschuss für Kultur und Bildung (2004/2267(INI))

Für die VerfasserInnen des Berichts …

a) … ist die Auseinandersetzung mit den verschiedenen Kulturen und Sprachen Europas hinderlich.

b) … sind Einwanderer eigentlich nur in Zeiten des Arbeitskräftemangels wünschbar.

c) … bilden Mehrsprachigkeit und eine interkulturelle Grundhaltung die Basis einer europäischen Identität.

d) … ist Europa das Musterland vergeblicher Integrationsbemühungen.

Quesito 8 Domanda E - Lesen Sie den folgenden Text und beantworten Sie ausschließlich auf der Grundlage des Textes die folgende Frage, indem Sie die richtige Antwort ankreuzen. Nur eine Antwort ist korrekt.

BEGRÜNDUNG

1. Die Situation der Einwanderer in der Europäischen Union beschäftigt zu Recht die europäischen Organe und die Mitgliedstaaten, insbesondere diejenigen, in denen beträchtliche Einwandererströme verzeichnet werden.

educational success. Member states also face the challenge of maintaining and developing the first language proficiency of migrant children and adolescents, including the acquisition of literacy. The Language Policy Division's project Languages in Education/Languages for Education (LE) believes that these challenges are transversal. Any adequate attempt to respond to them must take account of the full range of curricula and all varieties of linguistic competence and communication that those curricula require pupils to master. The project supports social cohesion and intercultural dialogue by promoting plurilingual and intercultural education, which is based on the recognition that all languages and cultures present in the school have an active role to play in providing a quality education for all learners. Particularly concerned to foster the development of effective skills and competences in the language(s) of schooling.

-Excerpted from "The linguistic and educational integration of children and adolescents from migrant backgrounds" Document prepared for the Policy Forum ‘The right of learners to quality and equity in education – The role of linguistic and intercultural competences' Geneva, Switzerland, 2-4 November 2010, Language Policy Division Directorate of Education and Languages, DGIV Council of Europe, Strasbourg.

The European organizations aim to

a) promote immigration

b) favour the predominance of one Country over others

c) create homogeneity between different cultures

d) create a democratic and legal world

Quesito 7 Domanda B - -Choose the answer which fits best according to the text.

Children and adolescents from migrant backgrounds

The Council of Europe's primary aim is to create a common democratic and legal area throughout the continent, ensuring respect for its fundamental values: human rights, democracy and the rule of law. All the organisation's actions are shaped by these values and by an enduring concern with social inclusion, social cohesion and respect for diversity. From the perspective of social inclusion and social cohesion, the integration and education of children and adolescents from migrant backgrounds is one of the most urgent challenges facing Council of Europe member states. The challenge takes more than one form. Migrant children and adolescents who are already of school-going age when they arrive in the host country, are likely to be beginners in the language of schooling; whereas those who were born in the host country or arrived before starting school may be conversationally fluent in the language of schooling but find it difficult to access the academic language that is a precondition for educational success. Member states also face the challenge of maintaining and developing the first language proficiency of migrant children and adolescents, including the acquisition of literacy. The Language Policy Division's project Languages in Education/Languages for Education (LE) believes that these challenges are transversal. Any adequate attempt to respond to them must take account of the full range of curricula and all varieties of linguistic competence and communication that those curricula require pupils to master. The project supports social cohesion and intercultural dialogue by promoting plurilingual and intercultural education, which is based on the recognition that all languages and cultures present in the school have an active role to play in providing a quality education for all learners. Particularly concerned to foster the development of effective skills and competences in the language(s) of schooling.

-Excerpted from "The linguistic and educational integration of children and adolescents from migrant

backgrounds" Document prepared for the Policy Forum ‘The right of learners to quality and equity in education – The role of linguistic and intercultural competences' Geneva, Switzerland, 2-4 November 2010, Language Policy Division Directorate of Education and Languages, DGIV Council of Europe, Strasbourg.

One of the main challenges of the Council of Europe is

a) to limit academic access to migrant children to avoid failure

b) to let the migrant children attend schools for foreigners in the host country

c) to integrate and educate the migrants’ children when they arrive in the host country

d) to let the migrant children communicate in their native language instead of learning the one of the hosting country

Quesito 7 Domanda C - -Choose the answer which fits best according to the text.

Children and adolescents from migrant backgrounds

The Council of Europe's primary aim is to create a common democratic and legal area throughout the continent, ensuring respect for its fundamental values: human rights, democracy and the rule of law. All the organisation's actions are shaped by these values and by an enduring concern with social inclusion, social cohesion and respect for diversity. From the perspective of social inclusion and social cohesion, the integration and education of children and adolescents from migrant backgrounds is one of the most urgent challenges facing Council of Europe member states. The challenge takes more than one form. Migrant children and adolescents who are already of school-going age when they arrive in the host country, are likely to be beginners in the language of schooling; whereas those who were born in the host country or arrived before starting school may be conversationally fluent in the language of schooling but find it difficult to access the academic language that is a precondition for educational success. Member states also face the challenge of maintaining and developing the first language proficiency of migrant children and adolescents, including the acquisition of literacy. The Language Policy Division's project Languages in Education/Languages for Education (LE) believes that these challenges are transversal. Any adequate attempt to respond to them must take account of the full range of curricula and all varieties of linguistic competence and communication that those curricula require pupils to master. The project supports social cohesion and intercultural dialogue by promoting plurilingual and intercultural education, which is based on the recognition that all languages and cultures present in the school have an active role to play in providing a quality education for all learners. Particularly concerned to foster the development of effective skills and competences in the language(s) of schooling.

-Excerpted from "The linguistic and educational integration of children and adolescents from migrant backgrounds" Document prepared for the Policy Forum ‘The right of learners to quality and equity in education – The role of linguistic and intercultural competences' Geneva, Switzerland, 2-4 November 2010, Language Policy Division Directorate of Education and Languages, DGIV Council of Europe, Strasbourg.

The European Members face the challenge of

a) developing the first language proficiency and the learning of literacy

b) maintaining fluency and academic language

c) developing first language proficiency, but not the acquisition of literacy

adolescents from migrant backgrounds is one of the most urgent challenges facing Council of Europe member states. The challenge takes more than one form. Migrant children and adolescents who are already of school-going age when they arrive in the host country, are likely to be beginners in the language of schooling; whereas those who were born in the host country or arrived before starting school may be conversationally fluent in the language of schooling but find it difficult to access the academic language that is a precondition for educational success. Member states also face the challenge of maintaining and developing the first language proficiency of migrant children and adolescents, including the acquisition of literacy. The Language Policy Division's project Languages in Education/Languages for Education (LE) believes that these challenges are transversal. Any adequate attempt to respond to them must take account of the full range of curricula and all varieties of linguistic competence and communication that those curricula require pupils to master. The project supports social cohesion and intercultural dialogue by promoting plurilingual and intercultural education, which is based on the recognition that all languages and cultures present in the school have an active role to play in providing a quality education for all learners. Particularly concerned to foster the development of effective skills and competences in the language(s) of schooling.

-Excerpted from "The linguistic and educational integration of children and adolescents from migrant backgrounds" Document prepared for the Policy Forum ‘The right of learners to quality and equity in education – The role of linguistic and intercultural competences' Geneva, Switzerland, 2-4 November 2010, Language Policy Division Directorate of Education and Languages, DGIV Council of Europe, Strasbourg.

The Language policy Division's project supports

a) social cohesion and intercultural dialogue through monolingual education.

b) social cohesion and intercultural dialogue through plurilingual and intercultural education.

c) development of skills and competences in the migrant's language.

d) monolingual education and the host country culture for economic growth.

Quesito 8 Domanda A - -Choose the answer which fits best according to the text.

Integration of migrant children

Immigration has been in the past and will be in the future a main feature of European societies. Today, the successful integration of migrant children in European schools and societies is both an economic necessity and a pre-condition for democratic stability and for social cohesion. With increasing migration into and within an already quite culturally differentiated EU and with a high proportion of such immigrants from countries whose social and political cultures are significantly different and where levels of economic prosperity are much lower than most EU Member States, there is an urgent need for more knowledge sharing on the nature and effectiveness of cultural and social integration processes. The education (formal, informal or non-formal) of children, adults and community leaders can play a vital role in this process and there are important benefits to be gained from sharing knowledge about successes and failures to date. The PISA results of 2003 have shown significant differences between migrant students born abroad and those born in the immigration country. The ones born abroad are the more motivated learners and have positive attitudes toward school. Second generation migrant youth born in the immigration country seem to have adapted to the less positive attitudes to school of native youth. Enrolment in pre-school has improved in many countries, but migrant children in some countries, for example in Germany, still enrol at a later age and overall at a lower ratio compared to their native peers. Enrolment in secondary schools of migrant students is often in schools that are academically less demanding and of shorter duration. The EUMC survey also found that migrant children and youth usually stay for a shorter duration in secondary education. Another important aspect of school enrolment is the overrepresentation of migrant children in schools for special education.

-Excerpted from EDUCATION AND MIGRATION strategies for integrating migrant children in European schools and societies A synthesis of research findings for policy-makers An independent report submitted to the European Commission by the NESSE network of experts

Nowadays, the integration of migrant children represents

a) a feature of the past for European societies

b) a social and economic condition for democracy and social cohesion

c) a past condition to build future autocratic societies

d) an economic business for the European Union

Quesito 8 Domanda B - -Choose the answer which fits best according to the text.

Integration of migrant children

Immigration has been in the past and will be in the future a main feature of European societies. Today, the successful integration of migrant children in European schools and societies is both an economic necessity and a pre-condition for democratic stability and for social cohesion. With increasing migration into and within an already quite culturally differentiated EU and with a high proportion of such immigrants from countries whose social and political cultures are significantly different and where levels of economic prosperity are much lower than most EU Member States, there is an urgent need for more knowledge sharing on the nature and effectiveness of cultural and social integration processes. The education (formal, informal or non-formal) of children, adults and community leaders can play a vital role in this process and there are important benefits to be gained from sharing knowledge about successes and failures to date. The PISA results of 2003 have shown significant differences between migrant students born abroad and those born in the immigration country. The ones born abroad are the more motivated learners and have positive attitudes toward school. Second generation migrant youth born in the immigration country seem to have adapted to the less positive attitudes to school of native youth. Enrolment in pre-school has improved in many countries, but migrant children in some countries, for example in Germany, still enrol at a later age and overall at a lower ratio compared to their native peers. Enrolment in secondary schools of migrant students is often in schools that are academically less demanding and of shorter duration. The EUMC survey also found that migrant children and youth usually stay for a shorter duration in secondary education. Another important aspect of school enrolment is the overrepresentation of migrant children in schools for special education.

-Excerpted from EDUCATION AND MIGRATION strategies for integrating migrant children in European schools and societies A synthesis of research findings for policy-makers An independent report submitted to the European Commission by the NESSE network of experts

Most immigrants come from

a) countries with dictatorial regimes

b) EU member states with economic problems

c) richer EU Member States

d) countries with lower economic prosperity than the European countries

Quesito 8 Domanda C - -Choose the answer which fits best according to the text.

Enrolment in pre-school has improved in many countries, but migrant children in some countries, for example in Germany, still enrol at a later age and overall at a lower ratio compared to their native peers. Enrolment in secondary schools of migrant students is often in schools that are academically less demanding and of shorter duration. The EUMC survey also found that migrant children and youth usually stay for a shorter duration in secondary education. Another important aspect of school enrolment is the overrepresentation of migrant children in schools for special education.

-Excerpted from EDUCATION AND MIGRATION strategies for integrating migrant children in European schools and societies A synthesis of research findings for policy-makers An independent report submitted to the European Commission by the NESSE network of experts

Enrolment in pre-school has improved

a) in many European countries

b) in few countries and not in Germany

c) in many poor countries

d) in many countries but above all in Germany

Quesito 8 Domanda E - -Choose the answer which fits best according to the text.

Integration of migrant children

Immigration has been in the past and will be in the future a main feature of European societies. Today, the successful integration of migrant children in European schools and societies is both an economic necessity and a pre-condition for democratic stability and for social cohesion. With increasing migration into and within an already quite culturally differentiated EU and with a high proportion of such immigrants from countries whose social and political cultures are significantly different and where levels of economic prosperity are much lower than most EU Member States, there is an urgent need for more knowledge sharing on the nature and effectiveness of cultural and social integration processes. The education (formal, informal or non-formal) of children, adults and community leaders can play a vital role in this process and there are important benefits to be gained from sharing knowledge about successes and failures to date. The PISA results of 2003 have shown significant differences between migrant students born abroad and those born in the immigration country. The ones born abroad are the more motivated learners and have positive attitudes toward school. Second generation migrant youth born in the immigration country seem to have adapted to the less positive attitudes to school of native youth. Enrolment in pre-school has improved in many countries, but migrant children in some countries, for example in Germany, still enrol at a later age and overall at a lower ratio compared to their native peers. Enrolment in secondary schools of migrant students is often in schools that are academically less demanding and of shorter duration. The EUMC survey also found that migrant children and youth usually stay for a shorter duration in secondary education. Another important aspect of school enrolment is the overrepresentation of migrant children in schools for special education.

-Excerpted from EDUCATION AND MIGRATION strategies for integrating migrant children in European schools and societies A synthesis of research findings for policy-makers An independent report submitted to the European Commission by the NESSE network of experts

The EUMC survey showed that

a) migrant children and youth stay for longer periods at school

b) migrant pupils attend secondary school for a shorter period

c) migrant pupils attend only schools for immigrants

d) migrant children and youth prefer attending academic schools

Domande a risposta multipla - ES

Quesito 7 Domanda A - Lea el siguiente texto y conteste, únicamente sobre la base de lo que ha leído, la siguiente pregunta. Sólo una respuesta es correcta.

AULAS DE ACOGIDA

El desarrollo de las Aulas de Acogida está facilitando una incorporación progresiva del alumnado extranjero al aula ordinaria, en el propio centro en el que se encuentra escolarizado. Este modelo supone una innovación sobre los modelos existentes en otras Comunidades, y es fruto de la sistematización de las diferentes experiencias que se venían desarrollando en los centros educativos para atender al alumnado extranjero:

  • Facilita la respuesta educativa al alumnado extranjero.
  • Facilita la incorporación al aula ordinaria de manera progresiva.
  • Contribuye a evitar la ‘guetización' en determinados centros.
  • Permite organizar el proceso con implicación del profesorado del centro educativo donde se desarrollan.
  • Posibilita una determinación del currículum a desarrollar, coherente con el proyecto curricular del centro y la propuesta realizada por la Consejería de Educación, Ciencia e Investigación.
  • Facilita el desarrollo intercultural al posibilitar igualdad de oportunidades en el acceso al conocimiento y desde esta situación un enriquecimiento en el encuentro cultural. El aula de acogida es un dispositivo pedagógico, estrategia organizativa, creada específicamente para atender al alumnado extranjero que se incorpora al sistema educativo sin conocer la lengua vehicular y en un momento de la escolarización en el que el resto de sus compañeros ya han adquirido una lecto-escritura básica. Debería tratarse primordialmente desde un enfoque afectivo, como un lugar de referencia para los primeros momentos donde los chicos y chicas deben realizar una multiplicidad de aprendizajes simultáneos y desde experiencias previas de escolarización dispares. En realidad, este tipo de aulas se están desarrollando con variaciones en distintas comunidades autónomas, centros y etapas educativas. Hemos de estar atentos, pues según como se organicen corren el riesgo de convertirse en espacios segregados. Obviamente, así entendida, el aula de acogida no sería ni intercultural ni inclusiva y no proporcionaría a la larga una experiencia positiva al alumnado que pretende atender mejor.

(Sobre la atención educativa al alumnado extranjero para la adquisición de la competencia lingüístico comunicativa en español, en la región de Murcia, JOSÉ EMILIO LINARES GARRIGA, Consejería de Educación, Ciencia e Investigación. Región de Murcia. http://cvc.cervantes.es/ensenanza/biblioteca_ele/asele/pdf/18/18_0065.pdf)

De acuerdo con el texto, ¿Cuál es el objetivo de las aulas de acogida?

a) Favorecer la integración en el centro en el que no está escolarizado

b) Favorecer la integración del estudiante en la clase común

c) Facilitar la recepción de modelos de otras Comunidades

d) Sistematizar las diferentes experiencias de otros centros

Quesito 7 Domanda B - Lea el siguiente texto y conteste, únicamente sobre la base de lo que ha leído, la siguiente pregunta. Sólo una respuesta es correcta.

AULAS DE ACOGIDA

  • Posibilita una determinación del currículum a desarrollar, coherente con el proyecto curricular del centro y la propuesta realizada por la Consejería de Educación, Ciencia e Investigación.
  • Facilita el desarrollo intercultural al posibilitar igualdad de oportunidades en el acceso al conocimiento y desde esta situación un enriquecimiento en el encuentro cultural. El aula de acogida es un dispositivo pedagógico, estrategia organizativa, creada específicamente para atender al alumnado extranjero que se incorpora al sistema educativo sin conocer la lengua vehicular y en un momento de la escolarización en el que el resto de sus compañeros ya han adquirido una lecto-escritura básica. Debería tratarse primordialmente desde un enfoque afectivo, como un lugar de referencia para los primeros momentos donde los chicos y chicas deben realizar una multiplicidad de aprendizajes simultáneos y desde experiencias previas de escolarización dispares. En realidad, este tipo de aulas se están desarrollando con variaciones en distintas comunidades autónomas, centros y etapas educativas. Hemos de estar atentos, pues según como se organicen corren el riesgo de convertirse en espacios segregados. Obviamente, así entendida, el aula de acogida no sería ni intercultural ni inclusiva y no proporcionaría a la larga una experiencia positiva al alumnado que pretende atender mejor.

(Sobre la atención educativa al alumnado extranjero para la adquisición de la competencia lingüístico comunicativa en español, en la región de Murcia, JOSÉ EMILIO LINARES GARRIGA, Consejería de Educación, Ciencia e Investigación. Región de Murcia. http://cvc.cervantes.es/ensenanza/biblioteca_ele/asele/pdf/18/18_0065.pdf)

El estudio afirma que las Aulas de Acogida no sirven para

a) incorporar al aula ordinaria de manera progresiva

b) favorecer la discriminación en determinados centros

c) posibilitar una determinación del currículum a desarrollar

d) obtener una menor respuesta educativa del estudiante emigrante

Quesito 7 Domanda D - Lea el siguiente texto y conteste, únicamente sobre la base de lo que ha leído, la siguiente pregunta. Sólo una respuesta es correcta.

AULAS DE ACOGIDA

El desarrollo de las Aulas de Acogida está facilitando una incorporación progresiva del alumnado extranjero al aula ordinaria, en el propio centro en el que se encuentra escolarizado. Este modelo supone una innovación sobre los modelos existentes en otras Comunidades, y es fruto de la sistematización de las diferentes experiencias que se venían desarrollando en los centros educativos para atender al alumnado extranjero:

  • Facilita la respuesta educativa al alumnado extranjero.
  • Facilita la incorporación al aula ordinaria de manera progresiva.
  • Contribuye a evitar la ‘guetización' en determinados centros.
  • Permite organizar el proceso con implicación del profesorado del centro educativo donde se desarrollan.
  • Posibilita una determinación del currículum a desarrollar, coherente con el proyecto curricular del centro y la propuesta realizada por la Consejería de Educación, Ciencia e Investigación.
  • Facilita el desarrollo intercultural al posibilitar igualdad de oportunidades en el acceso al conocimiento y desde esta situación un enriquecimiento en el encuentro cultural. El aula de acogida es un dispositivo pedagógico, estrategia organizativa, creada específicamente para atender al alumnado extranjero que se incorpora al sistema educativo sin conocer la lengua vehicular y en un momento de la escolarización en el que el resto de sus compañeros ya han adquirido una lecto-escritura básica. Debería tratarse primordialmente desde un enfoque afectivo, como un lugar de referencia para los primeros momentos donde los chicos y chicas deben realizar una multiplicidad de aprendizajes simultáneos y desde experiencias previas de escolarización dispares. En realidad, este tipo de aulas se están desarrollando con variaciones en distintas comunidades autónomas,

centros y etapas educativas. Hemos de estar atentos, pues según como se organicen corren el riesgo de convertirse en espacios segregados. Obviamente, así entendida, el aula de acogida no sería ni intercultural ni inclusiva y no proporcionaría a la larga una experiencia positiva al alumnado que pretende atender mejor.

(Sobre la atención educativa al alumnado extranjero para la adquisición de la competencia lingüístico comunicativa en español, en la región de Murcia, JOSÉ EMILIO LINARES GARRIGA, Consejería de Educación, Ciencia e Investigación. Región de Murcia. http://cvc.cervantes.es/ensenanza/biblioteca_ele/asele/pdf/18/18_0065.pdf)

¿Desde qué perspectiva se tendrían que tratar estas aulas de acogida?

a) Desde una perspectiva emotiva

b) Desde un punto de vista lingüístico

c) Desde una perspectiva pedagógica

d) Desde un punto de vista educativo

Quesito 7 Domanda E - Lea el siguiente texto y conteste, únicamente sobre la base de lo que ha leído, la siguiente pregunta. Sólo una respuesta es correcta.

AULAS DE ACOGIDA

El desarrollo de las Aulas de Acogida está facilitando una incorporación progresiva del alumnado extranjero al aula ordinaria, en el propio centro en el que se encuentra escolarizado. Este modelo supone una innovación sobre los modelos existentes en otras Comunidades, y es fruto de la sistematización de las diferentes experiencias que se venían desarrollando en los centros educativos para atender al alumnado extranjero:

  • Facilita la respuesta educativa al alumnado extranjero.
  • Facilita la incorporación al aula ordinaria de manera progresiva.
  • Contribuye a evitar la ‘guetización' en determinados centros.
  • Permite organizar el proceso con implicación del profesorado del centro educativo donde se desarrollan.
  • Posibilita una determinación del currículum a desarrollar, coherente con el proyecto curricular del centro y la propuesta realizada por la Consejería de Educación, Ciencia e Investigación.
  • Facilita el desarrollo intercultural al posibilitar igualdad de oportunidades en el acceso al conocimiento y desde esta situación un enriquecimiento en el encuentro cultural. El aula de acogida es un dispositivo pedagógico, estrategia organizativa, creada específicamente para atender al alumnado extranjero que se incorpora al sistema educativo sin conocer la lengua vehicular y en un momento de la escolarización en el que el resto de sus compañeros ya han adquirido una lecto-escritura básica. Debería tratarse primordialmente desde un enfoque afectivo, como un lugar de referencia para los primeros momentos donde los chicos y chicas deben realizar una multiplicidad de aprendizajes simultáneos y desde experiencias previas de escolarización dispares. En realidad, este tipo de aulas se están desarrollando con variaciones en distintas comunidades autónomas, centros y etapas educativas. Hemos de estar atentos, pues según como se organicen corren el riesgo de convertirse en espacios segregados. Obviamente, así entendida, el aula de acogida no sería ni intercultural ni inclusiva y no proporcionaría a la larga una experiencia positiva al alumnado que pretende atender mejor.

(Sobre la atención educativa al alumnado extranjero para la adquisición de la competencia lingüístico comunicativa en español, en la región de Murcia, JOSÉ EMILIO LINARES GARRIGA, Consejería de Educación, Ciencia e Investigación. Región de Murcia. http://cvc.cervantes.es/ensenanza/biblioteca_ele/asele/pdf/18/18_0065.pdf)

Según el autor, ¿Dónde se están creando este tipo de aulas?