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Appunti del prof. Puppo presi in aula della Tragedia di Antigone, richiesta per l'esame.
Tipologia: Appunti
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Questa a(ualizzazione del mito a(raverso l’a(ualità poli 5 ca, è determinate rispe(o all’interpretazione dell’An 5 gone di Sofocle, dove si presentano elemen 5 a(uali ma anche elemen 5 che riguardano un diba?to eterno. Come si fa ad a+ualizzare il mito? a) Lo si fa da una parte nella possibilità di leggere nei personaggi che rappresentano la tragedia, l'impersonificazione dei personaggi che in quel momento stavano determinando l'evoluzione della società ateniese → per esempio per parlare dell’ An 4 gone, si potrebbe come è stato giustamente fa(o iden 5 ficare in Creonte non tanto Pericle, ma la trasformazione che Pericle farebbe se si comportasse come Creonte, e d'altra parte in An 5 gone sarebbero iden 5 ficabili quelle par 5 poli 5 che della ci(à che rappresentano gli Aristor (=famiglie più an 5 che di Atene); b) Dall’altra lo si a(ualizza trasformando il mito → esistono trasformazioni del mito che lo a(ualizzano e lo rendono sempre presente. In questo caso Sofocle, rispe(o al mito classico dell’An 5 gone, introduce una variazione: quella che An 5 gone decide di violare il decreto di Creonte non solo per amore del fratello, ma anche per rispe(o delle leggi non scri(e. Trama: An 5 gone figlia di Edipo e quindi anche sua sorella, perché egli si unisce alla madre e genera qua(ro figli: Ismene, An 5 gone, Polinice ed Eteocle. Dopo aver ucciso il proprio padre Laio, Edipo si unisce alla madre senza sapere che la fosse la madre, lui lo ignorava perché quando nacque, proprio perché al padre di Edipo era stato pronos 5 cato che suo figlio lo avrebbe ucciso, egli viene allontanato dalla madre ed ella, invece di obbedire all'ordine del marito di uccidere il figlio, lo me(o in una cesta e lo lascia nelle acque del fiume. Edipo viene trasportato lontano dalla propria ci(à e li viene cresciuto da alcuni pastori; poi dopo risolvendo L'enigma della Sfinge, questa gli rivela che egli avrebbe ucciso il padre e sposato la propria madre. Edipo pensando che i genitori fossero i pastori che l'hanno cresciuto scappa dalla ci(à e va verso Tebe, dove incontra appunto Laio e lo uccide senza sapere che era il padre; a quel punto sposa la madre rimasta sola e diventa il re di Tebe. → quando Edipo capisce quello che ha fa(o si cava gli occhi, va in esilio. A quel punto resta da capire come ges 5 re il potere poli 5 co della ci(à perché il re non c'era più e la la regina non poteva, per le regole dell’epoca, assumere il comando di Tebe, quindi ovviamente di rispe(o a quello che erano le usanze, i figli Polinice ed Eteocle sono gli eredi al trono e decidono di governare un anno a testa e così di scambiarsi il potere: Eteocle inizia a governare Tebe, e dopo il primo anno Polinice viene a reclamare, secondo il pa(o stabilito, il proprio turno ma il fratello glielo nega. A quel punto Polinice si reca ad Argo, dove raccoglie un esercito e muove guerra contro la propria ci(à → scontro fratricida e i due fratelli si danno la morte uno con l’altro. A quel punto il potere passa nelle mani di Creonte, esercitando legi?mante il suo potere. Uno degli a? che fa è il suo famoso edi(o con cui stabilisce che il cadavere di Polinice traditore, debba essere lasciato insepolto fuori le mura di Tebe, mentre Eteocle avrebbe dovuto ricevere tu? gli
onori funebri perché si era scarificato per la propria ci(à → chiunque avesse violato questo decreto sarebbe stato mandato a morte. An 5 gone decide di violare questo decreto e quindi di tributare al proprio fratello gli onori funebri che gli spe(avano perché alcune leggi non scri(e gli imponevano, assieme all’amore per il fratello, di non poter rispe(are il decreto di Creonte. → Se noi interpretassimo l’An 5 gone come la vi(oria del bene sul male, perché Creonte è il ca?vo e An 5 gone è quella buona, ecco che automa 5 camente, così facendo, ci porremmo al di fuori del contesto classico della tragedia. In questo caso chi ha ragione? Molte le(ure vedono nel testo di Sofocle un contrasto fra leggi scri 1 e e leggi non scri 1 e , cioè fra il decreto di Creonte che viola le leggi non scri(e, che un uomo non può violare. Quando An 5 gone gius 5 fica il proprio gesto chiamando questo argomento delle leggi non scri(e, non fa riferimento a quello che noi potremo intendere i principi del diri(o cos 5 tuzionale, ma in quel contesto erano delle consuetudini di cara(ere religioso, che venivano a volte violate proprio nel senso in cui Creonte de(a il proprio decreto → in quel contesto, era già successo nella vita reale che alcune persone subissero il tra(amento che Creonte impone al cadavere di Polinice, proprio perché considerate dei traditori. Infa?, all’inizio della tragedia di Sofocle non c’è nessuno che dice a Creonte che sbaglia: tu? pensavano che fosse giusto perché Polinice era un traditore → Egli dimostra all’inizio di essere un buon 5 po di sovrano, perché agisce per il bene della ci(à. Poi però succede una cosa. Succede che con il far della tragedia, è come se in qualche modo Creonte mutasse il proprio habitus, ed effe?vamente Creonte, andando avan 5 , ad un certo punto assume sempre più la veste del 5 ranno. Questo si vede espressamente in alcune par 5 dell ’An 4 gone , quelle in cui Creonte arriva a rappresentare il 5 ranno per eccellenza. → Questo modello è iden 5 ficabile nella formula <
da noi individui, come si penserà nella modernità. La polis è quella condizione per così dire in cui da sempre sono, quella condizione di alterità la cui essenza non dipende da me. Si vede quindi come insieme a un modello poli 7 co e quindi anche un modello giuridico, c'è sempre anche un modello antropologico che necessariamente è anche un modello epistemologico → le cose stanno sempre insieme collegate l'una all'altra, non c'è modo di poterle scindere. Pensare questo è l'errore che certo punto è stato fa(o: noi non possiamo separare le cose. Se le separiamo noi sleghiamo l'esistenza di limi 5 del potere alla ragione, e alla fine noi me?amo il tu(o nelle mani della volontà, e quindi del potere. → uno dei problemi che secondo me a(ualmente abbiamo è ancora questo cioè noi pensiamo che sia possibile rimediare agli errori della modernità pensando che la ragione possa bastare a se stessa. Non è così: o noi recuperiamo Il senso profondo di questo paradigma classico o non ne usciamo. An 7 gone rappresenta un modo diverso di interpretare le cose, e per questo è preferibile. In parte è così perché da un certo punto di vista, al modello di creonte (il modello moderno) si giustappone lungo il corso della tragedia un altro modello: quello del dialogo. Con questo si intende non tanto un metodo, ma sopra(u(o un modello antropologico, un 5 po anche di sapere e quindi anche un certo 5 po di epistemologia. → il dialogo quindi non è solo un modo di conoscere, ma è qualcosa di più e lo vediamo nelle frasi accanto: Emone sta dicendo al padre ciò che succederà nella storia. L’idea che gius 5 fica e che fonda il paradigma giuridico dell’ auctoritas non veritas facit legem e quindi dello stato assoluto, è stre(amente connesso con un modello individualis 7 co. Nella concezione classica non esiste, se non in nega 5 vo, l’idea di individuo. L’uomo classico non solo si concepisce ma anche si percepisce come uomo in dialogo. Può essere solo, ma l’individualismo moderno (vera scissione che avviene all’interno del paradigma moderno rispe(o a quello classico) prevede che l’uomo per natura sia un individuo, quindi l’incontro con l’altro da me è eventuale e necessario e produrrà alcuni esis 5 piu(osto che altri. Emone dice che la cosa migliore sarebbe che l’uomo avesse innata la perfe(a sapienza, perché se così fosse potrebbe stare da solo. Ma visto che le cose non stanno così, è giusto imparare da chi dice cose giuste, cioè è giusto ascoltare gli altri e imparare da loro. Emone a Creonte: “Tu, da solo, in un deserto: così sapresti regnare” (…) “Tu non coltivare questʼunico pensiero: solo quello che dici tu, e nientʼaltro al mondo, è giusto (…) La cosa migliore sarebbe che lʼuomo avesse, innata, la perfetta sapienza: ma poiché le cose non stanno così, è giusto imparare da chi dice cose giuste”. Antigone a Creonte: “Non è stato Zeus a procamarla, e Dike, che dimora con gli dei di sotterra, non ha stabilito per gli uomini leggi come questa. Non ho pensato che i tuoi decreti avessero il potere di far sì che un mortale potesse trasgredire le leggi non scritte degli dei, leggi immutabili che non sono di ieri né di oggi, ma esistono da sempre e nessuno sa da quando”.
Questo 5 po di constatazione dischiude un vero e proprio mondo e modo di vedere le cose, perché quello a cui s 5 amo assistendo è la prospe(azione di un uomo in dialogo nella misura in cui man 5 ene comunque aperta sempre la domanda. An 5 gone quando parla con Creonte, gli sta ricordando che il diri 1 o NON può essere solo fru 1 o dell’autorità , ma che accanto al diri(o scri(o esiste un’altra fonte del diri(o che un buon sovrano non dovrebbe dimen 5 care, cioè il diri(o non scri(o. Esiste un cosmos , un ordine che trova corrispondenza in leggi non scri(e, che esistono da sempre, che le leggi fa(e da noi non possono trasgredire → una legge per essere ritenuta veramente tale deve rispondere a questo ordine del cosmos. Qui si scontrano due modelli di diri(o: a) Diri(o prodo(o dell’uomo, e che prima di essere del giusposi 5 vismo è il modello di diri(o dei sofis 5 ; b)? La tragedia dell'An 5 gone è tale, perché si mostra qual è l’esito di una situazione in cui si trasforma l’ordine trascendente in un’opzione possibile fra altre. Creonte all’inizio è un buon sovrano, poi si trasforma, prende il sopravvento la sua tracotanza. Quel consenso che aveva inves 5 to il suo decreto gli fa credere che tu(o sia disponibile alla sua volontà → allora An 5 gone ha ragione…ella però comme(e un errore uguale e contrario: è vero che all’inizio ricorda a Creonte che esiste un ordine trascendete, ma lei pretende sin dall’inizio di essere l’unica custode di questo ordine, e quindi anch’esso alla fine finirebbe so(o la sua volontà. Infa? An 5 gone si uccide. Creonte, successivamente viene raggiunto da Tiresia, che gli dice che ha visto gli aruspici e se non cambi idea sulla ci(à cadranno un sacco di sciagure. Creonte torna sui suoi passi: va verso la gro(a dove vede An 5 gone che si è impiccata. Il figlio Emone sguaina la spada e alla fine rivolge la spada su di sé muore suicida. Poi anche la moglie di Creonte, sapendo che il figlio Emone è morto, si uccide Cosa sarebbe successo se An 4 gone non si fosse tolta la vita? An 5 gone e NON Creonte non rende possibile un finale felice, perché alla fine comme(e un peccato di tracotanza. Pone quell’ordine trascendente so(o di sé, al punto che non perme(e ad altri di essere parte di questo suo gesto, perché solo lei conosceva le cose come stanno. → infa? An 5 gone sin dall’inizio di percepisce come sola (non ascolta nessuno, ma solo sé stessa). Il suicidio, che viene visto come un a(o di autodeterminazione, toglie me stesso, e quindi impedisce ad altri di dialogare con me! Da questo punto di vista, l'a(o del suicidio e l'a(o di uccidere l'altro da me sono la stessa cosa.
I due pretendono di me(ere la legge so(o la loro tutela: Creonte la legge degli uomini, An 5 gone la legge degli dei, di cui si fa paladina e in nome di questa non vede più nulla → entrambi si fanno autonomis 7 = pretendono di essere essi stessi regola. È evidente che in questo caso non c’è nessun ordine trascendente. → D. Susane? dice una cosa interessante sul termine “ autonomos ”: An 5 gone si isola, dal punto di vista fisico, dalla ci(à, e da sola se ne chiama fuori. Diventa la sua stessa polis, solo lei pretende di poter conoscere quelle cose.
Quindi, abbiamo de(o che sia Creonte sia An 5 gone sono autonomis 5 , sono esseri umani che hanno messo la legge so(o la loro tutela, e che cadono nella tracotanza perché mancano di phronesis = cara(eris 5 ca nega 5 va che si accompagna all’emersione della tracotanza. → la saggezza pra 5 ca NON è la presa di posizione individuale ricavabile per via dedu?va da premesse universali e necessarie (e questo sarebbe se An 5 gone dicesse <<tu creonte non puoi obbligarmi ad obbedire alla tua legge perché c’è un criterio universale e necessario, cioè quello delle leggi non scri(e>>), ma la saggezza pra 5 ca deve necessariamente passare da una mediazione tra le ragioni in confli 1 o. Da questo mediazione i due si so(raggono. Il solo rimedio contro la tracotanza è la phronesis , cioè la capacità di discernimento. In effe? Emone, quando parla con il padre Creonte ci aiuta a capirlo meglio → Creonte diventa un 5 ranno perché egli pretende di essere saggio da solo. Nella prospe?va classica è evidente che non si può essere saggi da soli, ma lo si è del contesto delle problema 5 che che emergono nella vita poli 5 ca, solo nel rapporto con l’altro da me, cioè usando quella <<mentalità allargata>> che deve connotare chiunque si trovi ad operare in un contesto di 5 po poli 5 co. Platone non dis 5 ngue molto bene la phronesis dalla sophia (= saggezza teore 5 ca); Aristotele invece sì. Sopra(u(o questa sistema 5 zzazione ad onore del vero deve molto a S.Tommaso che in molte sue opere precisa il contenuto della phronesis aristotelica, in maniera tale da capire che cara(eris 5 che essa abbia. «La più grande fra tutte le virtù è la sapienza, che i Greci chiamano σοφία, da non confondersi con la prudenza [ prudentia ], detta φρόνησις dai Greci, che io definirei la scienza delle cose che si devono cercare o fuggire» Cicerone, De officiis, I, 153 phronesis Traslitt. del gr. φρόνησις «saggezza», ossia quella forma di conoscenza che è capace di indirizzare la scelta
→ per i giuris 5 questo è essenziale, perché riguarda il modo corre(o di interpretare il problema rapporto tra leggi scri(e e non scri(e, quindi anche il tema rela 5 vo al valore e al valere dei principi cos 5 tuzionali. Ciò risulta di stringente necessità non appena si ricordi come la phronesis viene intesa dai romani e da essi in poi. Cicerone ci ricorda che la più grande fra tu(e le virtù è la sapienza (vedi sopra). La “ pruden 4 a ” la 5 na traduce la phronesis greca, che è la virtù del discernimento. Essa non è altro che l’ esercizio della mente volto alla comprensione della situazione concreta , al fine di capire ciò che occorre scegliere. Vuol dire discutere di cosa il diri(o è, riguarda un problema NON della filosofia morale MA della filosofia giuridica. Il 5 po di saggezza che noi me?amo in campo laddove si tra? di dover scegliere tra più possibilità, questa phronesis contempla il ruolo essenziale che le passioni e i sen 5 men 5 giocano all’interno della scelta stessa. Per capire cos’è la phronesis, bisogna fare dei chiarimen 5 dal punto di vista della storia della filosofia, perché questa è stata confusa spesso con la filosofia pra 5 ca, sopra(uto a par 5 re da uno dei maggiori allievi di Heidegger. → questa confusione ha portato ad a(ribuire ad Aristotele e poi anche a S.Tommaso, l’dea che essi fossero dei par 5 colaris 5 morali. Il valore della tragedia di Sofocle NON è il dilemma di An 5 gone come personaggio. Il dilemma di An 5 gone è più propriamente il dilemma dell’An 5 gone. Nessuna delle due par 5 , presa da sola può essere giusta. Magari può essere anche giusta, ma solo quando sono prese insieme, SOLO nel confronto con l’altro da sé.