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Il periodo storico dell'umanesimo e del Rinascimento, con particolare attenzione alla situazione politica e sociale dell'Italia dell'epoca. Si parla della nascita della civiltà urbana, delle accademie e delle scuole private di arti liberali, della cultura delle élite e della diffusione del sapere grazie all'invenzione della stampa. Si approfondisce inoltre l'antropologia rinascimentale e la concezione dell'uomo come artefice della propria sorte.
Tipologia: Appunti
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un grande esaltatori della lingua latina. L’opuscolo intitolato “la donazione di Costantino, erroneamente creduta e finta”. Nell'opuscolo Valla dimostra con argomenti filologici l'inautenticità del decreto, con cui Costantino avrebbe donato alla chiesa I territori di Roma e del Lazio. Ciò rivela l'infondatezza giuridica della pretesa del papato al predominio politico universale. Valla combatte la pretesa della chiesa di essere l'unica a garantire l'autentico rapporto dell'uomo con Dio e afferma la libertà della vita religiosa, per Valla la religiosità autentica dipende soltanto dall'atteggiamento dell'individuo stesso che è libero di crearsi un rapporto con Dio e non è vincolato dall'adesione a un obbligo formale (ordini religiosi). 5) IN EUROPA… : l'Italia e la madre patria dell'umanesimo ma, si sviluppa nei paesi economicamente più avanzati, come la Francia, l'Inghilterra, parte della Germania e i Paesi Bassi. Le differenze tra Rinascimento italiano e europeo sono riconducibili nelle differenze economiche, sociali e politiche. Dal punto di vista economico e sociale l'Italia è ben più progredita rispetto agli altri paesi, dal punto di vista politico la sua situazione è precaria, infatti presto precipiterà in una forte crisi. In Italia il Rinascimento risulta come una splendida fioritura senza sbocchi, poiché ne succede un periodo di torpore. In Europa questo brusco arresto non avviene l'umanesimo rappresenta un primo momento per il processo continuo che porta alla formazione della mentalità moderna. L'umanesimo europeo quindi ha un carattere più metodico più moderato e più costruttivo rispetto a quello dell'umanesimo italiano, i principali rappresentanti del Rinascimento europeo sono Erasmo da Rotterdam e Montaigne. 6) MONTAIGNE : I saggi (Essais), rappresentano perfettamente l'espressione dell'uomo che costituisce l'essenza del mondo attorno a se stesso. Il titolo stesso va inteso nel significato di "esperienze", non di "tentativi": l'opera è tesa a rintracciare le esperienze espresse negli scritti degli autori antichi e moderni confrontandole con le proprie esperienze, è dunque un procedimento autobiografico. Confronta la propria esperienza con quella altrui. La vita umana (natura ) è un esperimento continuo inesauribile. Montaigne afferma però che l'uomo non è completamente adatto a basare il proprio mondo su se stesso, riconosce in lui, l'incertezza e l'instabilità dell'esistenza umana. Montaigna condanna qualsiasi tentativo dell'uomo di evadere i propri limiti, e qualsiasi lamento circa la sorte e la condizione umana. L'uomo deve saper accettare in modo lucido, la propria "miserabile condizione" e la propria sorte. L'uomo non può essere più di quel che è. Montagna passa da un orientamento storico a un orientamento scettico, per trovare il suo equilibrio in una posizione socratica. Stoicismo e scetticismo consentono all'uomo di realizzare la propria libertà spirituale. La prospettiva scettica porta Montaigne, a soppesare, tutto ciò che è autentico possesso dell'uomo partendo dalla conoscenza sensibile. La conoscenza sensibile manca di ogni criterio, sicuro, per distinguere le apparenze vere da quelle false. Noi non riusciamo a controllare le nostre percezioni sensibili. Descartes e Pascal si collegheranno poi a Montaigne avendo lo sguardo rivolto all’uomo. 7) ARISTOTELE E PLATONE : si suppone ci sia stata una disputa tra i due filosofi per capire quale fosse il superiore tra i due pilastri del pensiero greco. La polemica fu iniziata da Giorgio Gemisto Pletone (GGP), chi era il promotore di un'unificazione totale delle credenze religiose fondate sul platonismo. Le intemperanze politiche di GGP, provocarono le ire di molti aristotelici soprattutto di, Giorgio Trapezunzio, che era dalla parte di Aristotele. Una posizione più moderata è assunta dal cardinale Basilio Bessarione, lui non voleva condannare o difendere Platone o Aristotele, piuttosto voleva dimostrare la possibilità del loro accordo di fondo. Bessarione pensa che ci sia una leggera superiorità di Platone rispetto ad Aristotele, poiché Platone si è avvicinato più di Aristotele alla verità del cristianesimo. Nascono quindi due diversi interessi culturali: platonici erano coloro che ponevano in primo piano l'esigenza della rinascita religiosa e vedevano nel ritorno al platonismo la condizione di questa rinascita; aristotelici erano coloro che tendevano soprattutto alla rinascita della ricerca razionale e della filosofia naturale vedendo nell’aristotelismo, la condizione per la libera ricerca naturalistica**.
9) PICO DELLA MIRANDOLA : nato a Firenze, nel 1463. La sua filosofia mirava a unire e sintetizzare le dottrine più diverse, della sapienza orientale, dei greci (principalmente Platone e Aristotele), del Medioevo. C'era il forte desiderio per una sintesi universale del sapere, la rigenerazione contemporanea della vita religiosa e della vita filosofica dell’uomo. Con l'iniziativa di pico della mirandola, ci fu un avere propria discussione tradotti per racchiudere i capisaldi della sapienza universale.l'orazione del "de hominis dignitate", doveva essere il discorso di inizio di questa disputa. Questa orazione verte intorno alla superiorità dell'uomo sulle altre creature, tema favorito gli umanisti. Essendo l'uomo nella creazione, l'ultima “cosa” creata, essendo tutti gli altri beni già stati attribuiti alle altre creature, Dio stabilì che l'uomo avesse tutti questi beni, comuni in lui. L'uomo, aveva tra l'altro, la scelta di scegliere il suo posto nel mondo, il suo aspetto e la sua prerogativa (privilegio riconosciuto). La rigenerazione può avvenire solo attraverso il ritorno alla sapienza originaria che si è dispersa e moltiplicata nelle varie dottrine religiose e filosofiche. Gli obiettivi della speculazione di pico, sono la pace, l'unione e l'amicizia tra gli uomini. Questi obiettivi sono raggiungibili solo se l'uomo riesce a farli fondere nel suo sapere e nelle sue credenze religiose. Pico dedica “Heptalus”, per la dimostrazione dell'accordo tra il racconto biblico della creazione e il platonismo, dimostrando anche l'accordo tra Platone e Aristotele. Pico esalta la magia naturale che subordina l'ordine del mondo. Pico della mirandola sostiene che la cabala, serva penetrare i misteri divini e che sia una sorta di accordo con le dottrine della chiesa, della filosofia cristiana, di Pitagora e di Platone. Ammette l'astrologia matematica o speculativa, rigetta però l'astrologia giudiziale o divinatrice, poiché se questa fosse vera l'uomo non sarebbe libero. L'uomo essendo l'essere più alto della creazione, non può dipendere dai corpi celesti, poiché sono a lui inferiori. **10) VEDI DIETRO IL TESTO SULLA DOTTA IGNORANZA.
filosofia (conoscere l'essere è il divenire delle cose), l’astrologia (utilizzo degli influssi celesti per curare le malattie), l’alchimia (serve per conoscere la quintessenza delle cose per la guarigione) e la virtù (per determinare i limiti e la condotta del proprio comportamento). Con il “fiat” divino è nata la materia originaria, costituita da tre principi materiali: il "solfo", il sale e il mercurio. Questi tre principi materiali costituiscono la materia, i quattro elementi del mondo e ogni corpo della natura. La forza che muove gli elementi è l’Archeus (lo spirito animatore). Le forze sono costituite dai loro arcani (attività incosciente e istintiva dell’Archeus). La quintessenza e l'estratto corporeo di una cosa ottenuto mediante la separazione dell'elemento dominante dagli altri elementi mescolati. Non è quindi il quinto elemento, ma uno dei quattro elementi: quello che domina la costituzione della cosa e ne esprime la natura fondamentale. Nella quintessenza sono riposti gli arcani, cioè le forze operanti, rifacendosi all'alchimia, serve alla medicina per le guarigioni. In Italia Girolamo Fracastoro si lega ad Agrippa, Gerolamo Cardano si lega invece a Paracelso. 17) LE CITTÀ : abbiamo già ben visto, la città dell'isola di Utopia di Tommaso moro. Ma non è l'unico a teorizzare una città ideale, lo fanno anche Campanella e Bacone. 18) LA CITTÀ DEL SOLE - CAMPANELLA : la fisica e la metafisica di Campanella, costituiscono il fondamento di una riforma religiosa, che dovrebbe riunire il genere umano in una sola comunità politica. Cerca di realizzare il suo ideale di uno Stato teologico universale. Delineò la sua, "città del sole”, descrive lo stato perfetto, governato da un principe sacerdote (sole o metafisico), assistito da tre principi collaterali: Pon (potestà), Sin (Sapienza)e mor (amore). Le caratteristiche di questo stato sono la comunanza dei beni e delle donne e la religione naturale. La religione dei solari (cittadini della città del sole), è dettata dalla pura ragione, identifica nel cristianesimo la più vicina religione a quella naturale, la quale se privata dagli abusi sarà "la signora del mondo”. La religione naturale è innata in tutti gli uomini ed è il fondamento di tutte le religioni positive, è la norma che misura il valore delle varie religioni. Inoltre Campanella si propone come un riformatore della morale della religione cattolica, così da adeguarla al meglio alla religione naturale. Nell’ “Ateismo sconfitto”, dimostra che il cattolicesimo è la sola religione conforme a ragione, e quindi la sola destinata a diventare veramente universale, in un'altra opera cerca di convincere tutti i popoli a convertirsi al cattolicesimo. Questa riforma lascia i mutati i dogmi e la gerarchia della chiesa ma lascia l'ordine e la semplicità del periodo patristica. Il suo atteggiamento alla religione cattolica non è religioso ma filosofico e naturalistico, con ciò si inserisce nei piani della chiesa della controriforma. 19) LA NUOVA ATLANTE - BACONE : ricorre al pretesto di Tommaso moro nell'utopia, Bacone immagino un "paradiso" della tecnica, in cui fossero portati a compimento le invenzioni e ritrovati di tutto il mondo. L'isola viene descritta come un enorme laboratorio sperimentale, nella quale gli abitanti cercano di conoscere quelle che sono le forze nascoste della natura. I numi tutelari sono i grandi inventori di tutti i paesi e le sacre reliquie sono gli esemplari delle più rare e rilevanti invenzioni. I “saggi”, contengono analisi, sottili ed erudite, di vita morale e politica. Secondo Bacone le scienze si fondano sulla memoria (sulla fantasia), e sulla ragione. Bacone era un abile cortigiano, senza scrupoli. Voleva rendere la scienza attiva e operante al servizio dell'uomo, la concepì diretta alla costituzione di una tecnica che doveva dare all'uomo il dominio di ogni parte del mondo naturale.