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breve schema riassuntivo sulla costruzione dei verbi persiani da Meneghini Orsatti
Tipologia: Appunti
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Caricato il 15/12/2018
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Infinito - in persiano gli infiniti si formano aggiungendo alla radice i suffissi -tan (ﺗﻦ), -dan (دن) o - idan (ﻳﺪن) (quest’ultimo proprio dei verbi formati da un sostantivo). Se la radice finisce per vocale si aggiunge una ya eufonica.
Temi verbali - il persiano ha due temi verbali: quello del passato e quello del presente. Il tema del passato si ricava togliendo dal verbo all’infinito il finale -an (◌َن). Ciò vale sia per i verbi regolari che irregolari. Il tema del passato corrisponde ad una forma chiamata infinito apocopato. Il tema del presente si ricava togliendo dal verbo all’infinito il finale -tan (ﺗﻦ) o -dan (دن). Nei verbi irregolari esso non segue nessuna regola. Il tema del presente irregolare può avere due forme, una usata nel caso poi ci siano suffissi e una usata se il tema non è succeduto da nulla (quindi nell’imperativo).
Prefissi - il persiano usa due prefissi che indicano il modo verbale e un prefisso per indicare la negazione. Il prefisso mi- (ﻣﻰ) dà all’azione un’idea di continuità o di ripetizione nel tempo, si usa infatti nella formazione del presente e dell’imperfetto. Esso può essere scritto sia attaccato al tema verbale, che staccato da esso (staccato è più comodo e moderno). Il prefisso be- (ب) esprime un’idea di dubbio/incertezza o di esortazione, si usa infatti nella formazione dei vari congiuntivi e dell’imperativo. Si scrive sempre attaccato al tema e in caso questo cominci per vocale il prefisso be- diventa bi- (ﺑﻰ). Il prefisso na- (ن) nega l’azione espressa dal verbo. Questo prefisso si può accumulare ad un prefisso mi- dando origine al prefisso -nami (ﻧﻤﻰ); non può invece mai precedere un prefisso be-, per cui in caso di congiuntivo negativo si usa il solo prefisso na-.
[NB In caso un prefisso preceda un tema che comincia con una vocale allora si aggiunge una y eufonica (nel caso del prefisso mi- la scrittura resta uguale ma la ye ha valore di iy); se poi il tema comincia con alef madda questa diventa alef normale, se comincia con alef sostenente vocale breve essa scompare in quanto la vocale breve viene attribuita al prefisso (mi- e bi- diventano miy- e biy-)]
[NB per evitare queste questioni ortografiche si consiglia di scrivere sempre la mi- staccata].
Desinenze - le desinenze delle persone sono sempre uguali per tutti i tempi e tutti i modi (-am, -i, - ad, -im, -id, -and), unica eccezione è costituita dalla terza persona singolare che si omette completamente nel caso il verbo sia formato dal tema del passato.
PRESENTE: corrisponde circa al nostro presente, ovvero simultaneità tra parola e fatto o continuità nel tempo non ancora conclusa o futuro imminente, specialmente nella lingua parlata. Si forma così: mi- + tema del presente + desinenze personali.
IMPERATIVO: l’imperativo propriamente detto ha soltanto la seconda persona singolare che si forma così: be- + tema del presente (non suffisso). Per le altre persone si usa il congiuntivo semplice con valore esortativo.
CONGIUNTIVO SEMPLICE: modo delle proposizioni dipendenti, nelle principali ha valore dubitativo o esortativo (che si usa per le persone mancanti dell’imperativo). Si forma così: be- + tema del presente + desinenze personali.
PARTICIPIO PRESENTE: ha circa lo stesso valore del nostro participio presente, quindi di aggettivo o aggettivo sostantivato. Si può ricavare da tutti i verbi ma non tutti hanno effettivamente senso. Si forma così: tema del presente + -ande ( ﹶ 0 6C 1ﻧﺪ).
PASSATO SEMPLICE: indica un’azione completata nel passato (ma non solo), senza dare il senso di quanto indietro nel passato essa sia stata compiuta. Si usa anche per indicare un’azione che sarà completata tra talmente poco che è sentita come già conclusa. Si usa anche nelle subordinate per indicare un’azione che sarà stata svolta nel momento in cui si colloca la principale (nostro futuro anteriore). Si forma così: tema del passato + desinenze personali (non 3°sing.).
IMPERFETTO: ha un valore del tutto analogo al nostro imperfetto e si usa nei periodi ipotetici dell’impossibilità. Si forma così: mi- + tema del passato + desinenze personali (non 3°sing.).
PARTICIPIO PASSATO: come in italiano ha valore di aggettivo o aggettivo sostantivato e si usa per costruire i tempi composti assieme all’ausiliare essere-budan (ﺑﻮدن) [NB essere-budan si usa per tutti i verbi, sia transitivi che intransitivi, non come in italiano che usiamo essere o avere a seconda della loro natura]. Si forma così: tema del passato + e 0 6C 1.
PASSATO COMPOSTO: si utilizza quando i risultati di un’azione hanno un effetto o una continuità nel presente (esempio: “è andato in Italia” usando il passato semplice vuol dire che c’è stato ed è tornato, usando il passato composto vuol dire che non è ancora tornato), e si può utilizzare in una subordinata come futuro anteriore. Si forma così: participio passato + presente di budan (anche suffisso).
TRAPASSATO: si utilizza per indicare l’anteriorità rispetto ad un’azione anch’essa collocata nel passato (in alcune frasi si potrebbe usare anche il passato semplice ma si usa il trapassato per evidenziare che l’azione è stata compiuta non prima di un dato evento). Si forma così: participio passato + passato semplice di budan.
TRAPASSATO COMPOSTO: combina valori del trapassato e del passato composto (non ho capito molto quando si usa). Si forma così: participio passato + participio passato di budan + presente di budan (anche suffisso).
IMPERFETTO COMPOSTO: combina valori dell’imperfetto e del passato composto (non ho capito molto quando si usa). Si forma così: mi- + participio passato + presente di budan (anche suffisso).
CONGIUNTIVO COMPOSTO : stessi valori del congiuntivo semplice ma rivolti al passato, quindi si riferisce ad un’azione o ad uno stato eventuali ma conclusi prima del momento in cui si parla (se si tratta di una principale) o in cui è ambientata la principale (se è in una subordinata). Si forma così: participio passato + congiuntivo semplice di budan.
FUTURO SEMPLICE : si usa per indicare un’azione futura, ma è un tempo usato in ambito letterario e poco nel parlato. Usa come verbo ausiliare x wāstan (ﺧﻮاﺳﺘﻦ) [tema del presente 0 6 C 10 6 2 70 6 4 80 6 2 E]. Si forma così: (senza mi-) presente di x wāstan (coniugato) + infinito apocopato (corrispondente al tema del passato)