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Albe Steiner - Storia e Opere Principali, Schemi e mappe concettuali di Design

Questo breve schema riassume la vita, la storia e le opere principali di Albe Steiner, noto grafico italiano.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 20/08/2025

Simona_Lucia
Simona_Lucia 🇮🇹

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Simona Lucia
ALBE
STEINER
Simona Lucia
Albe Steiner, all'anagrafe Alberto Massimo
Alessandro Steiner è stato un grafico e
partigiano italiano, il suo operato ebbe un ruolo
fondamentale per il riconoscimento ufficiale del
mestiere del grafico negli anni cinquanta e sessanta.
Si occupa di marchi, editoria, comunicazione
sociale.
Il suo stile era caratterizzato dalla continua ricerca
di massima chiarezza e leggibilità del linguaggio
visivo.
L’infanzia e l’adolescenza sono profondamente
segnate dalla violenza fascista che colpisce la sua
famiglia – ha undici anni quando viene assassinato
lo zio Giacomo Matteotti. Da qui la coscienza
antifascista che l’avrebbe sostenuto nella lotta per la
“libertà che è cultura”.
Morto il padre nel 1928, dopo essersi diplomato in
ragioneria, abbandona gli studi e si dedica invece ad
una professione a quei tempi praticamente
sconosciuta in Italia, quella del grafico.
Albe intraprese lo studio del design e della grafica,
approfondendo la conoscenza del Costruttivismo
sovietico (El Lisitzkij), del Bauhaus e degli astrattisti
italiani. Contemporaneamente si interessò di pittura
e fotografia, collaborando con lo Studio Boggeri. La
sua prima mostra grafica è del 1940, alla
VII Triennale di Milano. Entrò in seguito come
grafico nella redazione de Il Politecnico, Einaudi
editore, diretto da Elio Vittorini, dove fece molto
parlare di sé attraverso innovative scelte grafiche
(dal richiamo alle avanguardie russe post-
rivoluzionarie all'introduzione del fumetto). Dal
1950 al 1954 fu art director della Rinascente; fu
uno dei promotori della mostra che darà origine al
Premio Compasso d'oro.
FOTOGRAFIA
Steiner è in contatto con l’ambiente culturale
antifascista milanese e, all’estero, guarda alle
esperienze delle Avanguardie artistiche
dell’astrattismo, da Klee a Mondrian fino al
Costruttivismo russo. Apprezza il nuovo linguaggio
della produzione industriale della scuola
del Bauhaus in Germania (1919-33) e si rifà alla
ricerca fotografica di Moholy-Nagy.
- Fotogrammi di trasparenze, Milano, 1940-41
MARCHIO TEATRO POPOLARE ITALIANO
Nel logotipo del Teatro Popolare Italiano, le tre
lettere iniziali (T, P, I) costituiscono un unico
complesso geometrico dove la negativizzazione della
lettera P è sufficiente a evidenziare la positività delle
altre due lettere.
- Marchio TPI, 1959
Sitografia:
- https://it.m.wikipedia.org/wiki/Albe_Steiner
- https://www.oblique.it/manifesto_steiner.html
- https://www.diariodellarte.it/albe-steiner-grafica-design/
- https://youtu.be/Ml91HZcOdoA?si=elSfoKw1uCmgtCOQ
- https://youtu.be/5DV8GqPLG8M?si=yzx7oa96o8YCwECR
- Albe Steiner, 1973
- Albe e Lica Steiner
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Simona Lucia

ALBE

STEINER

Simona Lucia Albe Steiner, all'anagrafe Alberto Massimo Alessandro Steiner è stato un grafico e partigiano italiano, il suo operato ebbe un ruolo fondamentale per il riconoscimento ufficiale del mestiere del grafico negli anni cinquanta e sessanta. Si occupa di marchi, editoria, comunicazione sociale. Il suo stile era caratterizzato dalla continua ricerca di massima chiarezza e leggibilità del linguaggio visivo. L’infanzia e l’adolescenza sono profondamente segnate dalla violenza fascista che colpisce la sua famiglia – ha undici anni quando viene assassinato lo zio Giacomo Matteotti. Da qui la coscienza antifascista che l’avrebbe sostenuto nella lotta per la “libertà che è cultura”. Morto il padre nel 1928, dopo essersi diplomato in ragioneria, abbandona gli studi e si dedica invece ad una professione a quei tempi praticamente sconosciuta in Italia, quella del grafico. Albe intraprese lo studio del design e della grafica, approfondendo la conoscenza del Costruttivismo sovietico (El Lisitzkij), del Bauhaus e degli astrattisti italiani. Contemporaneamente si interessò di pittura e fotografia, collaborando con lo Studio Boggeri. La sua prima mostra grafica è del 1940, alla VII Triennale di Milano. Entrò in seguito come grafico nella redazione de Il Politecnico, Einaudi editore, diretto da Elio Vittorini, dove fece molto parlare di sé attraverso innovative scelte grafiche (dal richiamo alle avanguardie russe post- rivoluzionarie all'introduzione del fumetto). Dal 1950 al 1954 fu art director della Rinascente; fu uno dei promotori della mostra che darà origine al Premio Compasso d'oro.

FOTOGRAFIA

Steiner è in contatto con l’ambiente culturale antifascista milanese e, all’estero, guarda alle esperienze delle Avanguardie artistiche dell’astrattismo, da Klee a Mondrian fino al Costruttivismo russo. Apprezza il nuovo linguaggio della produzione industriale della scuola del Bauhaus in Germania (1919-33) e si rifà alla ricerca fotografica di Moholy-Nagy.

- Fotogrammi di trasparenze, Milano, 1940- MARCHIO TEATRO POPOLARE ITALIANO Nel logotipo del Teatro Popolare Italiano, le tre lettere iniziali (T, P, I) costituiscono un unico complesso geometrico dove la negativizzazione della lettera P è sufficiente a evidenziare la positività delle altre due lettere. - Marchio TPI, 1959 Sitografia:

  • https://it.m.wikipedia.org/wiki/Albe_Steiner
  • https://www.oblique.it/manifesto_steiner.html
  • https://www.diariodellarte.it/albe-steiner-grafica-design/
  • https://youtu.be/Ml91HZcOdoA?si=elSfoKw1uCmgtCOQ
  • https://youtu.be/5DV8GqPLG8M?si=yzx7oa96o8YCwECR _- Albe Steiner, 1973
  • Albe e Lica Steiner_

Simona Lucia Simona Lucia

LOGOTIPO COOP

Nel 1963 aprì a Reggio Emilia il primo 'magazzino a libero servizio' e disegnò quello che diventerà il logotipo della Coop. Marchio Coop: sintetico e penetrante con le sue linee curve. Steiner usa come modulo di base il cerchio. Il primo è spezzato per formare una C. I due intermedi sono interi mentre l’ultimo ha un’appendice dovuta alla gamba della P. Il logo, quindi, acquisisce subito una valenza semantica connotata da rotondità, pulizia e compiutezza in linea con la missione popolare dei magazzini.

- Logotipo Coop, 1963 PACKAGING La dignità del disegno industriale è visibile nella progettazione degli imballaggi dei medicinali Lark e Pierrel. Con Steiner, si introduce, per la prima volta, il concetto di packaging nel campo del product design. Per Steiner, il consumatore viene prima del prodotto. La grafica, quindi, deve essere al servizio del pubblico e “spingere” solo quei prodotti che sono utili anche al consumatore. Steiner sostiene che “se il prodotto non corrisponde a certe regole o a certe intenzioni, il disegnatore deve rifiutarsi di collaborare, per non essere correo di una truffa nei confronti della società e dei consumatori”. - Packaging per l’azienda Stilla, gocce per occhi, 1959

STUDIO LAS

Nel 1938 sposa Lica, che sarà la sua inseparabile compagna di vita e di lavoro. Con lei apre a Milano lo studio Las (Lica Albe Steiner). Sono gli anni dei progetti di grafica e di design per Bemberg (di cui diviene consulente fisso), Savoma medicinali, Vitafos, Tavennes, Palazzo del ghiaccio, della prima mostra di grafica alla VII Triennale di Milano e della collaborazione con lo Studio Boggeri. Significativa è la sua esperienza in Messico negli anni 1946-48: collabora con Hannes Meyer, architetto ed ex direttore del Bauhaus, alle campagna di alfabetizzazione e scolarizzazione e al Taller de Grafica Popular, un’organizzazione collettiva che usa l’arte per promuovere cause sociali rivoluzionarie, a contatto con le masse contadine ed operaie.

- Marchio dello studio LAS (Lica e Albe Steiner), 1939 VOLANTINI La coscienza antifascista si tramuta nell’iscrizione al Partito Comunista e nell’arruolamento nella Val d’Ossola, nella 85esima Brigata Garibaldi. Si occupa di compilare e stampare volantini e fogli clandestini di informazione e propaganda. _- Volantino clandestino antifascista, 1943

  • Manifesto in serigrafia per il Movimento deglistudenti di Milano, 1973_