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La diversità di genere nell'India indù, Appunti di Antropologia Culturale

La diversità di genere nell'india indù, collocandola in un contesto religioso. Viene presentato un sistema binario di sesso/genere gerarchico e patriarcale, in cui la sessualità femminile è vista come pericolosa e deve essere contenuta. Vengono analizzate le figure delle hijra, che adottano aspetti del genere femminile pur non essendo né uomini né donne, e delle sadhin, una variante femminile di genere. Anche il concetto di genere multiplo, evidenziando come la cultura occidentale abbia a lungo considerato il sesso biologico come il limite naturale dei ruoli sessuali, mentre gli studi su culture non occidentali rivelano una maggiore varietà socioculturale dei ruoli di genere. Vengono inoltre approfondite le problematiche legate alla traduzione e all'interpretazione di tali fenomeni, sottolineando l'importanza di adottare un approccio di relativismo culturale.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 15/05/2024

anna-ferraro-23
anna-ferraro-23 🇮🇹

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Hijra e Sadhin. Saggio di Serena Nanda.
La diversità di genere nell’India indù è collocata entro un contesto religioso. La
premessa è che la diversità di genere in India è posta sostanzialmente entro un
sistema binario di sesso/genere che è gerarchico e patriarcale più che egualitario.
Maschile/femminile, uomo/donna sono categorie naturali, complementari ed opposte
e questa costruzione binaria incorpora e fonde qualità biologiche (sesso) e culturali
(genere). Maschi e femmine nascono con organi riproduttivi e caratteristiche sessuali
diverse, hanno natura sessuale diversa e assumono ruoli diverse ma complementari
nel matrimonio, nel comportamento sessuale e nella riproduzione.
-Induismo diversamente dalla cultura occidentale il principio femminile=più attivo
e anima il principio maschile. Ha un aspetto erotico, creativo e fertile ma anche uno
mortale e distruttivo. Questo aspetto erotico del potere femminile diventa pericoloso
se non controllato dall’uomo. (La Dea Madre Indù è benevola se subordinata al suo
consorte ma se dominante è distruttiva). donne più voraci degli uomini e per
impedire che i loro appetiti sessuali causino caos sociale e distraggano uomini dai
loro elevati doveri spirituali devono essere contenute.
Contesto religioso per comprendere varietà di genere= Induismo nonostante
opposizione complementare tra uomo e donna si riconoscono molte varianti sessuali e
di genere. Diversamente dalle culture e religioni occidentali che provano a reprimere
e risolvere le contraddizioni e ambiguità, l’Induismo permette agli opposti di
confrontarsi senza necessariamente risolvere l’opposizione, celebrando l’idea che
nell’Universo ci sia varietà e possibilità che non si escludono. Nonostante la
criminalizzazione britannica e indiana dopo l’indipendenza la società indiana non ha
permesso che la fobia del diverso sfociasse in repressioni culturalmente
istituzionalizzate.
-Antichi miti indù delle origini: presentano antenati androgeni e ermafroditi. Nel RG
veda, testo induista=prima della creazione mancavano distinzioni, anche di sesso e
genere. (c’erano immagini di androgeni e ermafroditi, maschi con utero, maschi con
seni, maschi incinta)nel sistema indù interscambio di qualità maschili e femminili,
incorporazione delle due in un solo corpo sono temi frequenti.
1-Hijra: Culturalmente definite come né uomo né donna.
A-Nascono maschi e attraverso operazione chirurgica rituale diventano terza
categoria.
B- Venerano Bahuchara Mata, una manifestazione Dea Madre indù associata al
transgenderismo.
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Hijra e Sadhin. Saggio di Serena Nanda. La diversità di genere nell’India indù è collocata entro un contesto religioso. La premessa è che la diversità di genere in India è posta sostanzialmente entro un sistema binario di sesso/genere che è gerarchico e patriarcale più che egualitario. Maschile/femminile, uomo/donna sono categorie naturali, complementari ed opposte e questa costruzione binaria incorpora e fonde qualità biologiche (sesso) e culturali (genere). Maschi e femmine nascono con organi riproduttivi e caratteristiche sessuali diverse, hanno natura sessuale diversa e assumono ruoli diverse ma complementari nel matrimonio, nel comportamento sessuale e nella riproduzione.

  • Induismo diversamente dalla cultura occidentale il principio femminile=più attivo e anima il principio maschile. Ha un aspetto erotico, creativo e fertile ma anche uno mortale e distruttivo. Questo aspetto erotico del potere femminile diventa pericoloso se non controllato dall’uomo. (La Dea Madre Indù è benevola se subordinata al suo consorte ma se dominante è distruttiva). donne più voraci degli uomini e per impedire che i loro appetiti sessuali causino caos sociale e distraggano uomini dai loro elevati doveri spirituali devono essere contenute. Contesto religioso per comprendere varietà di genere= Induismo nonostante opposizione complementare tra uomo e donna si riconoscono molte varianti sessuali e di genere. Diversamente dalle culture e religioni occidentali che provano a reprimere e risolvere le contraddizioni e ambiguità, l’Induismo permette agli opposti di confrontarsi senza necessariamente risolvere l’opposizione, celebrando l’idea che nell’Universo ci sia varietà e possibilità che non si escludono. Nonostante la criminalizzazione britannica e indiana dopo l’indipendenza la società indiana non ha permesso che la fobia del diverso sfociasse in repressioni culturalmente istituzionalizzate. -Antichi miti indù delle origini: presentano antenati androgeni e ermafroditi. Nel RG veda, testo induista=prima della creazione mancavano distinzioni, anche di sesso e genere. (c’erano immagini di androgeni e ermafroditi, maschi con utero, maschi con seni, maschi incinta)nel sistema indù interscambio di qualità maschili e femminili, incorporazione delle due in un solo corpo sono temi frequenti. 1-Hijra: Culturalmente definite come né uomo né donna. A-Nascono maschi e attraverso operazione chirurgica rituale diventano terza categoria. B- Venerano Bahuchara Mata, una manifestazione Dea Madre indù associata al transgenderismo.

C-Occupazione= esibirsi ai matrimoni e dopo nascita figli (specialmente maschi). Cantano, ballano e benedicono bambino e famiglia affinché siano benedetti con la fertilità. Ricompensa= soldi, stoffe, dolci. In India si registra il riconoscimento di varietà dall’8 sec A.C di hijra= maschi incompleti= incompletezza era impotenza sessuale e incapacità di procreare. Oggi in India si traduce come eunuco. Sono culturalmente definite come nati maschi che adottano vestiti, comportamento e occupazioni maschili. D- PERCHE’ NON UOMINI? Impotenza sessuale percepita come difetto fisico che danneggia la attività nel rapporto(ruolo attivo) e riproduzione. Un bambino con ambiguità sessuali è potenzialmente hijra. (impotenza organo). Le hijra hanno spesso rapporti con uomini nel ruolo passivo. Non vengono definite per le loro pratiche sessuali ma si definiscono loro stesse “uomini senza desiderio per le donne”. Dal punto di vista linguistico-culturale si differenziano da uomini passivi per impotenza e per status culturale di intermedio. Un uomo non intersessuato che vuole diventare hijra deve ricorrere a evirazione. E-Adottano aspetti del genere femminile. Hanno abiti, acconciature, accessori femminili. Imitano gesti, modi di camminare, voce, espressioni e linguaggio femminile. Hanno solo uomini come partener sessuali. Assumono nomi femminili e per indicare le relazioni con altre hijra usano termini di parentela femminili. Reclamano posti riservati alle donne sul trasporto e nel censimento chiedono di essere censite come donne. NON SI SPOGLIANO SOLO DELL’IDENTITA’ MASCHILE MA NE RIVENDICANO UNA FEMMINILE. F-Sono anche non-donne=vestiti e modi femminili sono esagerazioni e la sessualità aggressiva contrasta con il contegno remissivo richiesto dalle donne. Non imitano le donne ma piuttosto ne fanno una caricatura. Danzano in pubblico (e le donne non possono) e hanno un linguaggio scurrile (le donne non possono). Poiché non sono né uomini né donne talvolta gli si proibiva di mettere abiti solo femminili (governanti indiani del 18 sec gli facevano aggiungere turbante; Un secolo dopo sappiamo di un mix tra due stili con un sari da donna sotto un abito di foggia maschile ma oggi non indossano più abiti misti). Non sono donne perché=non hanno organi riproduttivi femminili e non possono avere figli. (storia della hijra che pregò Dio per avere un figlio ma morirono entrambi=innaturalità di procreare). Identificazioni religiose: -Si identificano con Arjun=eroe indù che fu esiliato e vive per un anno come eunuco indossando abiti femminili e braccialetti, acconciature femminili e insegnando canto e ballo alle donne della corte del re. Partecipa anche a matrimoni e nascite. Nel teatro popolare era rappresentato come diviso in due metà uomo/donna e da qui il

dopo il matrimonio per benedire la coppia perché abbia molti figli (anche per avere più lavoro). -performance che includono allusioni sessuali sfacciate che infrangono le regole dello scambio sociale e che appaiono comiche. (parodie di canzoni sui rapporti familiari conflittuali come suocera/nuora). =in quanto estranee alla struttura sociale sono capaci di svelare i punti di tensione di una cultura e smorzano questa tensione con il riso e allo stesso tempo la mantengono viva con la loro ambiguità di genere. -Sono trattate con ambivalenza: paura, rispetto, disprezzo, compassione. Paura legata al complesso di virilità in India che è parte della cultura. (complesso che identifica il maschio con la potenza sessuale). Hanno il potere di benedire o maledire se le viene negata la ricompensa. (maledice mostrando sotto la gonna la sua mutilazione). Paura perché avendo rinunciato a una vita familiare sono fuori dai ruoli e relazioni di casta che definiscono l’individuo in quanto essere sociale essendo fuori dal controllo sociale minacciano l’ordine. Sfidano il pubblico in quanto senza vergogna e vengono sfidate dal pubblico che può mettere in discussione il fatto che siano evirate: se questo è falso vengono cacciate senza il pagamento. -Sessualità: Parte dell’ambivalenza delle hijra si focalizza sulla loro sessualità. Questa è fonte di conflitto nella stessa comunità hijra. Il termine si traduce con eunuco e non omosessuale; il potere del ruolo delle hijra risiede nella rinuncia della sessualità che si trasforma in potere sacro. In realtà molto hanno rapporti nel ruolo passivo e spesso come prostitute. In aggiunta al pagamento in denaro in cambio, è possibile che abbiano rapporti a lungo termine con i cosiddetti maritiqueste relazioni possono essere unilaterali (rapporto di sfruttamento, ossia il marito vive alle spalle della hijra) o piene di affetto e con reciprocità economica. Molte preferiscono il marito alla prostituzione e ne parlano amorevolmente. Le relazioni sessuali creano conflitti nella comunità poiché va contro la definizione culturale di hijra come ascete e sapere anche che si prostituiscono fa traballare il rispetto sociale nei loro confronti. In città (popolazione hijra più ampia) =le prostitute hijra non possono vivere con le hijra che fanno rituali e performance. Le più anziane sono gelose del loro rapporto con i mariti perché questo apporta meno contributo alla famiglia. -la loro Struttura sociale, infatti, è simile alle caste che rivendica monopolio performance, esercita controllo sui membri con espulsioni e sanzioni e basa la sua legittimità sulle leggende delle origini. Sono più concentrate al nord. Vivono in famiglie di 5-20 membri con un’anziana come manager. Forniscono contributo economico o con lavori domesticicomposizione della famiglia flessibile: è possibile spostarsi da una famiglia all’altra o di zona in zona. La comunità è composta da case che non sono unità domestiche ma clan o discendenzaogni clan ha un antenato comune e le sue regole. Una famiglia può comprendere più famiglie ma ogni casa ha il suo NAIK, responsabile. Sotto alla NAIK ci sono le GURU. (Guru =maestra; chela= discepola-

rapporto tra guru e hijra). Un individuo viene formalizzato hijra sotto la protezione di una guru che le dà un nome femminile e paga la tassa di iniziazione. La chela promette di obbedire alla guru e alle regole di casa e comunità. La Guru offre doni e segna la chela nel registro delle gurumodello che replica modello famiglia estesa, legame di reciprocità per la vita (Prendersi cura VS lealtà). + la chela deve darle parte dei guadagni. Con l’estensione di questo rapporto guru-chela, le hijra sono legate da parentele in tutta l’Indiarelazioni affettivi e spesso formalizzate con scambi e doni, visite, raduni. Le hijra sembrano provenire da ogni casta e da famiglie indù, musulmane e cristianela maggioranza è della casta bassa ma non impure. (nonostante non ci sia distinzione tra purezza e impurità).

  • India prima indipendenza= status hijra come una casta, riconosciuto dall’assegnazione di principati con diritti ereditari su una terra. sotto gli inglesi persero molto di questa legittimità tradizionale poiché il governo non voleva che avessero il diritto di prendere soldi sulla loro parte di terra, rimossero la protezione condannando l’evirazione.
  • l’evirazione continuò ma la criminalizzazione ridusse il rispetto sociale per le hijra associate erroneamente alla diffusione dell’Aids. La SAHDIN: 1-Una variante femminile di genere è la sadhin o asceta femminile. Fra I Gaddi, popolazione esigua di pastori hymalaiani, questa variante femminile emerse nel tardo 19 secolo. Rinunciano al matrimonio e alla sessualità ma per gli altri aspetti vivono nel mondo materialenubilato a vita. 2-non portano abiti femminili ma maschili e capelli corti. Una ragazza decide volontariamente di diventarlo. Di solito lo scelgono prima delle mestruazioni ma è stato documentato un caso già a 6 anni. Questa scelta, nella maggior parte è irreversibile. Una sahdin deve essere vergine e non è solo vista come una donna nubile ma anche asessuale. La transizione da bimba presessuale a sahdin asessuale non fa cambiare il genere ma trascenderlo. Non esiste un rito di iniziazione ma il passaggio è colto dal momento in cui si adottano abiti maschili e capelli a chierica. 3-Malgrado il suo aspetto mascolino resta una donna e mantiene il suo nome femminile. Può fare lavori maschili ma anche femminili (possono fumare pipa ma non andare ai funerali). 4-Etnogrofo Phillimore parla di quasi uomoil suo genere non è in dubbio ma in contesti sociali può agire come uomo, per esempi pregare per gli antenati.

-Berdache in origine era un termine arabo e persiano per definire il partner più giovane in una relazione omosessuale maschile. Usato in nordamerica dal XVII secolo, è stato adottato in termini estesi nel XIX secolo e solo da antropologi americani. confusione terminologica porta esploratori come Coreal ad arrivare aspettando di trovare due classi di persone diverse (ermafroditi e effeminati). Sebbene l’antropologia del XX sec abbia acquisito il principio del relativismo culturale, la sua applicazione alle differenze di genere e sessuali è stata lenta forse perché nelle società euro-americane gran parte del discorso su genere e sessualità è stata dominata da psicologia e sessuologiaprecondizione per percepire la relatività dei modelli è prendere coscienza della cultura dell’altroinvece hanno prestato poca attenzione alle credenze locali. L’emergere di una teoria femminista e la sua critica al determinismo biologico ha reso possibile una rivalutazione del ruolo delle berdache. (consapevolezza femminista sulla costruzione sociale dei ruoli di genere con il lavoro di Parson e Benedict). Altra influenza è venuta dall’ambito disciplinare della critica letteraria e dai metodi di analisi del discorso: in questo ambito importante la sensibilizzazione sulla relatività delle categorie introdotta dalla teoria post strutturalista. Nell’antropologia, strumento chiave dell’analisi culturale è diventata l’analisi delle regole del discorso che forma il testo di ogni tipo. Anni 70=gli sviluppi intellettuali si combinarono con clima sociale di grande interesse per differenze di genere e sesso e si ebbe fioritura di studi berdache (1976 Katz con Gay American History, ma anche Callender, Blackwood). -Studi che condividono alcuni punti: 1-specializzazione produttiva (artigianato e lavori domestici per berdache maschi; guerra, caccia e leadership per le femmine). 2-mandato soprannaturale (conferimento potere da fonti extra-sociali) 3-variazione di genereil segno più comune era indossare abiti dell’altro genere che però era un indicatore variabile e meno affidabileCoreal ci dice che in alcune tribù i maschi berdache si vestivano in modo diverso sia da uomini che da donne. A volte non si travestivano o solo in parte. Nelle femmine era ancora meno generalizzato perché spesso si vestivano da uomo solo per la caccia e la guerra. -Comportamento sessuale: variabile: i dati indicano la preferenza di partner dell’altro stesso e quindi omosessualità. Ma alcuni erano anche omosessuali o bisessuali. A volte i rapporti erano a lungo termine o occasionali. gli indicatori più affidabili sono attributi economici e religiosi: negli impegni occupazionali e religiosi spesso andavano oltre i limiti delle norme sociali: avevano qualità eccezionali.

4- punto di consenso tra studiosi: erano membri integrati nella societàin molti casi godevano di rispetto e onori e temuti per il loro potere soprannaturale. In certi casi c’è stato un fraintendimento delle modalità di scherzo fra Indiani interpretate come non accettazione quando erano oggetti di burla proprio in virtù del loro stato di prestigio. (punto occidentale di vista errato). 5-altro punto di consenso: superamento ipotesi deterministiche sulle cause del comportamento berdache-le pratiche terminologiche li hanno descritti sempre como oggetti più che soggetti di azione con teorie eziologiche sul versante antropologiche che danno conto solo di loro relativamente a forze esterneper esempio idea presenta che i berdache fossero uno status imposto agli uomini troppo deboli cosa smentita dal fatto che molti uomini così non erano berdache e loro partecipavano alla guerra. (il loro status di prestigio anzi veniva dalla convinzione che condividessero la tempra dei guerrieri). riconosciuto il ruolo delle motivazioni, talenti e desideri nel diventare berdache.(considerati come soggetti che sceglievano). 6-problema traduzionementre spesso sono stati concettualizzati con persone che cambiano genere (travestiti, transessuali) alcuni studiosi ritengono che occupino una terza e anche quarta categoria di genere. paradigma generi multipli proposto da Martin e Voorhies nel 1975 e poi argomentato da Blackwood che dice che non è un ruolo deviante, né una commistione di due generi e nemmeno un salto tra generi, né un comportamento alternativo ma un genere separato nella categoria dei generi multipli. prove sia negative che positive : 1- facilmente dimostrabile che un modello duale dei generi non dà conto di molti comportamenti dei berdache (chi non si travestiva e non tentavano di imitare il sesso opposto,chi faceva attività sia maschili che femminili). 2-d’altro canto l’utilizzo di termini distintivi è la prova che fossero visti come categoria separata (termini nativi: tanowaip uomo/donna, kwidò vecchio/vecchia o lhamana difficile da ricostruire etimologia). --In molte tribù berdache uomini e donne si distinguevano dal colore delle piume; in altri casi, le funzioni religiose berdache e i riti di iniziazione era legati al loro status in modo specifico, sebbene paralleli a quelli degli uomini e delle donne. In alcune tribù (GLI Zuni, i Navajo e i Crow) i miti che spiegano origine berdache ponevano tale evento nello stesso contesto di definizione delle categorie maschio e femmina (quando gli spiriti fecero uomini e donne, fecero anche i berdache). Le femmine: i loro ruoli non erano semplicemente opposti ai berdache maschi anche se lo studio sulle femmine è più indietroprobabilmente occupavano anche esse come donne guerriere alternative di ruolo socialmente determinatestatus codificati che permettevano di autorealizzarsi o eccellere in aree esterne alle generali attribuzioni. Alcuni ricercatori pensano che i loro ruoli fossero meno praticabili e fossero meno tollerate dei berdache maschi; altri sostengono che il termine non sia applicabile alle donne.

Nativi in sogni e visionila cosiddetta cultura della visione che ha una dimensione economica perché ritiene che il contatto con il sovrannaturale portasse abilità in attività che generavano ricchezza. In più ciò che generava ricchezza era codificato per genere che, come la fortuna, era quindi uno status conquistato. Il fatto che le donne -Come diventare berdache Travestimento maschile e cambiamenti culturali a Samoa di Jeannette Mageo.