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appunti del corso di Beatrice Manetti sugli indifferenti, conversazioni in Sicilia e tutti i nostri ieri
Tipologia: Appunti
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Letteratura contemporanea E.
Modernismo/Modernismi
Walter Scott - realismo storico
Con Walter scott entrano due tratti caratterizzanti di questa particolare forma:
gli indifferenti- leggi cap 1. Rispetto al paradigma del realismo della prima metà dell'800,Flaubert introduce :
La lezione di Verga verrà riscoperta negli anni 30/40/50 del 900 quando in Italia si risveglia la necessità di associare delle poetiche del realismo a una condizione di tipo civile dello scrittore. a partire alla fine dell’800 gli elementi di rottura cominciano a prevalere finchè Virginia Woolf in Bennett and Mrs brown nel 1910 scrive “ il personaggio romanzesco è cambiato, le relazioni umane sono cambiate e dunque con questo cambia la politica, la letteratura e così noi sentiamo nei libri , nei giornali rumori di fracasso” Nessuno capiva cosa fosse successo nel 1910, Woolf molto probabilmente si riferisce ad una mostra della sua epoca che un suo amico dedicò ad alcuni autori contemporanei a cui lui diede il nome di post impressionisti.(Gaugin,Matisse) Questo sconquasso significa l’impossibilità di continuare a raccontare una realtà che sta cambiando su tutti i piani con le tecniche stilistiche ereditate dalla generazione precedente.= MODERNISMO 3 stagioni del realismo moderno legate da elementi di continuità e di rottura,cui elemento costante rimane l’intenzione di rappresentare realisticamente in modo serio la vita quotidiana. Il termine modernismo nasce in ambito inglese per indicare degli artisti che lavorano in questo periodo (primi decenni del novecento) : Eliot,Ezra,Virginia Woolf e gli studiosi hanno usato questa etichetta tipicamente anglosassone estendendola a scrittori non uguali ma che in modi diversi vivono questa crisi : Proust,Unamuno,Pessoa A differenza delle avanguardie storiche i modernisti non costituiscono un gruppo organizzato con una poetica condivisa ma condividono l’esigenza di trovare nuove strategie di rappresentare la realtà. In Italia, non essendoci un movimento organizzato e una poetica condivisa e difficile assegnare a questa fase del realismo dei confini cronologici. Pirandello anticipa alcuni aspetti del modernismo già nel 1904 con il fu Mattia Pascal e poi con L’umorismo ma lo sviluppo vero di una cultura modernista comincia subito dopo la grande guerra (1) quando per tutti gli anni 20 escono altri due grandi romanzi Pirandello: Quaderni di Serafino Gubbio Operatore 1925 e Uno,Nessuno e centomila nel 1926 ed escono le novelle per un anno , esce il capolavoro modernista per eccellenza: coscienza di Zeno. in ambito poetico: allegria di naufragi di Ungaretti,Ossi di Seppia di Montale, Primo Canzoniere di Saba. Tutti gli scrittori modernisti prendono le distanze dal naturalismo e vogliono marcare la loro diversità come segno di una diversa concezione e percezione della realtà. L’europa tra la fine dell’800 e inizi del 900 vive una serie di Crisi epistemologiche,politiche,economiche e culturali ,scientifiche che si susseguono nel giro di pochi anni con epicentri diversi in varie zone che sembrano spazzare via il mondo di ieri (rivoluzione d’ottobre,prima guerra mondiale,Freud) Nel cuore della fisica fondata sulle certezze e sulla matematica si annida l’incertezza più radicale: la presenza di chi osserva altera l’oggetto osservato Virginia Woolf coglie il senso di rumore che cose che cadono e si frantumano come le teorie prima di queste rivoluzioni (categorie di spazio-tempo,sistemi politici ecc) I maestri della modernità del 900 ciascuno responsabile di una messa in discussione radicale di un aspetto della vita umana
tensione,teatro di una lotta incessante tra istanze diverse e in larga parte inconsce , finisce l’idea romantica dell’anima. In ambito letterario: nuova immagine dell’infanzia come momento decisivo nella formazione dei complessi nevrotici e l’idea dell’infanzia come candore è obsoleta (complesso di Edipo) e motivo della vita onirica (il cui linguaggio dell’inconscio non logico e si manifesta per immagini e non per concetti: flusso di coscienza, tratto caratterizzante della narrativa modernista inglese (woolf) è il tentativo di catturare e di riprodurre il dinamismo della vita mentale ) Tema dell’incompatibilità tra generazioni è frequente nei modernisti (potere zar rovesciato,avanguardie ecc )
De benedetti individua un’epoca nuova per il romanzo italiano , de benedetti lo individua nel 1930 , questa nuova epoca trova il suo battesimo nel 1929 con l’uscita degli indifferenti di Alberto Moravia e in più in generale del recupero di istanze realistiche più tradizionali. La lezione modernista non si può più dimenticare ed è legata ad una condizione modernista che non si può cambiare , nel campo letterario intorno agli anni 30 si ebbe il bisogno di riedificare l’arte romanzesca su delle basi solide e meno soggettive per lasciare spazio ad una narrazione storico-sociale oltre alla psiche e più fiduciosa nella propria capacità di rappresentazione. Si chiude la fase eroica del modernismo che in Italia occupa i primi 25 anni del 900 e si apre un trentennio di narrativa neo-realistica. Questo cambio di passo rispetto all’inizio del 900 è determinato da dei fattori oggettivi :
Questa esigenza di interrogazione di se stessi dentro il proprio tempo si manifestava nel ritorno a una solidità d’impianto narrativo e ad una concretezza della rappresentazione dei personaggi che era stata rifiutata o negata dalla narrativa modernista. Con Moravia comincia la stagione della cultura letteraria italiana nella quale si propone un nuovo realismo che fa della forma romanza il proprio strumento privilegiato e che rompe le sperimentazioni e le pratiche letterarie dei due decenni modernisti. Moravia ha detto che il progetto per la nascita degli indifferenti non è stato di critica contro la borghesia e contro il fascismo, egli sostiene che si trattò di un progetto estetico: formale. Moravia- Ricordo degli indifferenti 1945 Al proposito di unire arte narrativa e arte drammatica si lega la questione del personaggio : da questa breve dichiarazione di moravia emergono tanti aspetti:
i rapporti che legano gli adulti con i giovani sono improntati ad una sorta di degenerazione quasi incestuosa : primo segno di crisi sociale come se le funzioni genitoriali fosse quella di neutralizzare attraverso il sesso le velleità di rivolta dei giovani a questo poi dobbiamo aggiungere l’assoluta inadeguatezza di Mariagrazia che è una donna,fragille e futile e incapace di assumere qualsiasi responsabilità nei confronti dei figli e della casa e più che dalla rovina economica è terrorizzata dal suo invecchiamento e dal timore di essere lasciata dall’amante. Tra la questione dei soldi e quella sessuale si insinua il nucleo drammatico: il tentativo dei giovani di ribellarsi al contesto in cui si trovano per cercare di dare un senso diverso alla propria esistenza. Moravia,incipit degli indifferenti cap I L’incipit è quasi teatrale (entrò carla) la questione della luce : oggetti in questa prima scena come il paralume nel cui il cerchio di luce emergono degli oggetti ed emergono le ginocchia di Leo e tutto il resto affonda nell’ombra, i personaggi escono dall’ombra ed entrano degli
oggetti che affiorano dalla luce e al quale la voce narrante attira la nostra attenzione: la porcellana cinese ed un asino molto carico tra il quale tra due cesti sedeva un buddha campagnolo ( ci danno un'indicazione di appartenenza sociale. La descrizione di Carla sembra dagli occhi di Leo che fa una specie di radiografia predatoria e fortemente sessualizzata ma resta il fatto che la descrizione fisica di Carla non sia propriamente positiva(spalle fragili,grossa testa) , questo modo di rappresentare realisticamente una ragazza ordinaria ma questo insistere sui difetti è leggermente deformante (gioco crudo di luci e di ombre che seleziona qualcosa rispetto a tutto il resto e di solito è non gradevole ) = le descrizioni di moravia sembrano iper realistiche (rendere i colori elementari guarda cap II di Moravia) un investimento morale come se il narratore si mantiene perfettamente impassibile forzando in questo modo la rappresentazione realistica e un po’ troppo stesse dando un giudizio sull’immobilità e su l'artificiosità del mondo a cui quella scena appartiene. Movimento arte = La Nuova oggettività guarda Christian Schad e Georg Grosz Nel caso della descrizione di Carla è come se in lei ci fosse qualcosa di maturo ma anche di profondamente infantile , nel momento in cui Carla entra in scena si vedono le gambe (indizio che ci fa ricondurre a punto di vista preciso ovvero quello di Leo ) Il capoverso è gestito interamente dalla voce del narratore esterno “ il ma ella non se ne accorse” rimanda al punto di vista di leo e il fatto che lei non accorgendosi di questo non può coprirsi successivamente nel cerchio di luce della lampada vede le ginocchia di lei e quindi il punto di vista passa da Leo a Carla in questa prima pagina abbiamo:
naturalisti con le possibilità che il discorso indiretto libero aveva aperto alla rappresentazione. No flusso di coscienza,no monologo interiore ma tutto ciò sempre sotto il controllo della voce narrante e in seguito il discorso indiretto libero è fondamentale per Moravia per dare attuazione a dare vita autonoma ed indipendente ai propri personaggi, esprime l’intreccio tra la vita dei personaggi(azioni banali e meschine) e la loro coscienza che mentre compiono queste azioni li accompagna con un flusso di pensiero che dilatano idealmente le azioni. Leo non ha bisogno di discorso indiretto libero perché tra lui e la vita meschina c’è una perfetta corrispondenza. 2) discrepanza tra la parola detta in pubblico e il pensiero : espediente che riguarda tantissimo Carla soprattutto all'inizio e tantissimo Michele , l’incarnazione enunciativa della scissione che attraversa Michele e il suo bisogno di agire e la sua incapacità di agire (bisogno di dire la verità ma nella sua incapacità di dirla) , in questo procedere parallelo ma sempre separato di ciò che viene detto e ciò che viene pensato si esprime la crisi dei personaggi di Moravia, la loro conflittualità irrisolta tra la verità della vita interiore e la falsità della vita sociale. Questi sono gli unici punti in cui il narratore non commenta,non giudica e non mostra di conoscere più dei personaggi e si concede dei momenti di onniscienza
compaiono più personaggi che sono caratterizzate da una forza presenza di dialogo a un accentramento della tensione del narratore, del fuclro della narrazione sulle azioni e sui pensiero di Michele. I fatti anche esili nella seconda parte del romanzo diventano sempre più evanescenti mentre cresce la vita psichica di Michele: le sue fantasticherie,riflessioni,auto-osservazioni/analisi. ➟cambiamento del punto di vista dalla prima parte dove è focalizzata sui personaggi mentre la seconda parte è focalizzata su Michele in una solidarietà tra voce del narratore e Michele da far pensare quasi che moravia avrebbe voluto fare di Michele un proprio portavoce del suo punto di vista. Michele è anche il personaggio che giustifica il titolo del libro (indifferente) Indifferenti analogie I vinti verdiani non si possono paragonare agli indifferenti perché non si scontrano con la società Inetto , la narrativa modernista è piena di figura che soffrono di questa difficoltà a conformarsi e ad adeguarsi che assomigliano al problema di Carla e di Michele , Moravia si muove in un’area di riflessione e di diagnosi dei mali dell’epoca che era già stata abbondantemente frequentata. Ma qualcosa cambia rispetto agli inetti modernisti = il mondo che circonda Carla e Michele è malato e non gli offre nessun paradigma , loro non sono inetti ma indifferenti perché quel mondo non rappresenta nessun valore, l’indifferenza è la relazione ad un mondo che non si propone più come paradigma da seguire o contestare. In una situazione come questa in cui non ci sono degli antagonisti col quale rivaleggiare. La consapevolezza che Michele ha nell’impossibilità della tragedia è la cosa che lacera di più Michele nel cap 13, in un lunghissimo discorso indiretto libero esprime e fa emergere il suo bisogno di un mondo in cui poter essere un inetto invece che un indifferente. Senza dubbio l’azione di Michele è suggerita da una finzione totale nei suoi sentimenti per la famiglia e per la vita, tutto attraverso la sua noia gli appariva pietoso , lui cerca di vincere la propria indifferenza ,la tragedia come sinonimo di autenticità. Michele è ironico quando esprime la nostalgia per un mondo romantico ed integro però lo rimpiange davvero e forse l’ironia è uno schermo per non rimpiangerlo troppo. IMPOSSIBILITÀ DELLA TRAGEDIA = PERDITA DEL SENSO DELLA VITA. In questo mondo precedente alla crisi di cui è figlio (realismo narrativo tra 700/800) Michele ha nostalgia del realismo romantico del 800. Così come Michele è consapevole che quel mondo è irrecuperabile allo stesso tempo Moravia è consapevole di quel tipo di romanzo realistico su base tragica e la sua sfida è ancora più difficile: cerca di costruire dei personaggi vivi e narrativamente solidi a partire dalla loro incapacità di vivere. Michele sa benissimo che la sua nostalgia tragica che non riesce a tradurre in azione è l’unica cosa che lo distingue dai personaggi che ha intorno ,se rinunciasse a questa nostalgia facendo qualcosa(es.CARLA) non diventerebbe un eroe tragico perché sa che non è possibile, diventerebbe come leo. Michele intravede ancora prima di conoscerlo quello che succederà a sua sorella,agire in un mondo corrotto anche andando contro quel mondo. La sua indifferenza che rimane una malattia diventa anche qualcosa che lo protegge dalla possibilità di compiere qualche azione e di diventare come madre,sorella,leo perché ogni gesto nel mondo in cui vive viene catturato e digerito e ri vomitato nella forma delle convinzioni sociali e della mancanza di moralità lez 24/ Ed è proprio la nostalgia che rende Michele diverso dai personaggi nel romanzo, è il personaggio che ha più difficoltà ad agire ma è anche il personaggio che riflette in maniera approfondita su questa impossibilità di agire. Cap XIII Michele esce di casa per tornare da Lisa ma diventare l’amante di Lisa pone a Michele il primo dei problemi durante questa passeggiata? che cosa lo spinge a tornare da lisa? usa lisa per mettere alla prova se stesso. Michele riflette : o restare nella sua indifferenza o agire e diventare come gli altri, e se Michele riusciva a trovare dentro di sé un sentimento autentico. All’inizio di questa camminata Michele analizza dentro di sé due alternative proposte :
Pirandello vede in Verga nei Malavoglia (preferito al mastro don gesualdo perché ne rintraccia un’originalità maggiore data dall’impianto corale ) lo scrittore che ha aperto alla strada al romanzo moderno, un romanzo modernista che fa a meno della mediazione ideologica dell’autore e quindi rinuncia a ordinare gerarchicamente la realtà e a conferire all’organizzazione della materia narrata un significato univoco e una rappresentazione unica della realtà ma apre lo spazio alla polifonia. Pirandello valorizza il realismo integrale di Verga e la modernità del suo realismo che in qualche modo ha aperto la strada al realismo novecentesco. Verga nella prima metà del 900’: