Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Appunti del corso di Letteratura contemporanea E, Appunti di Letteratura Contemporanea

appunti del corso di Beatrice Manetti sugli indifferenti, conversazioni in Sicilia e tutti i nostri ieri

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 18/03/2026

fra-sdei
fra-sdei 🇮🇹

8 documenti

1 / 61

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Letteratura contemporanea E.
Lez 2 11/11.
Modernismo/Modernismi
Romance vs Novel
Il Novel porta con sé una riorganizzazione del rapporto tra ciò che abitualmente stava nello sfondo acquista
importanza e tende ad avanzare e viceversa (Robinson e Pamela campioni esemplari realismo formale del
novel inglese del 700)
La vita quotidiana e i costumi contemporanei al tempo dello scrittore della piccola nobiltà e della media
borghesia diventano materia narrativa .
Riorganizzazione del rapporto nuclei e i satelliti nel novel
nuclei: azioni che pongono un’alternativa,con conseguenze significative nella configurazione dell’intreccio, e
che coinvolgono solitamente il personaggio principale. sono elementi strutturali fondamentali che
interagiscono tra loro e che non si possono eliminare senza alterare la storia.
satelliti: episodi funzionali alla storia ma che non ne modificano il corso
(descrizioni,conversazioni,riflessioni,vicende che riguardano personaggi secondari) , sequenze di
riempimento tra un nucleo a l’altro,indispensabili per mantenere il contatto tra il narratore e il destinatario
della narrazione. La loro presenza arricchisce il quadro offerto dalla narrazione e mantiene un contatto
costante tra la voce narrante e il destinatario della narrazione,rafforza la completezza e la ricchezza del
mondo rappresentativo.
Nell’epica si tendono a privilegiare i nuclei
il romanzo realistico moderno portando in primo piano la vita quotidiana ,il rapporto tra nuclei e satelliti si
riorganizza, i satelliti tendono ad occupare uno spazio sempre maggiore all’interno della narrazione.
ciò lo vediamo nel momento culminante del realismo inglese nella figura di Jane Austen i nuclei ci sono ma
sono pochi e la parte maggiore è occupata dai satelliti. Le protagoniste dei romanzi di Jane Austen ,
appartengono alla medio borghesia, conversano tra di loro, vanno in villeggiatura ecc. Il satellite inteso come
riempitivo assume una funzione strutturante dell’intreccio.
Il secolo del realismo.
Secondo Auerbach (mymesis) il vero salto qualitativo nella storia del realismo occidentale si colloca all’inizio
del 19 secolo in Francia e trova il suo elemento caratterizzante nello stoicismo romantico( vicende
personaggi e vicende storiche) . Questo nesso delle vicende narrate con il contesto storico che caratterizza il
realismo romantico si presenta nelle due nazioni in testa alla cultura ovvero Inghilterra e in Francia
In inghilterra si privilegia il realismo storico
in Francia invece il realismo contemporaneo.
In Inghilterra il principale esponente del realismo storico è
Walter Scott - realismo storico
i cui romanzi Ivanhoe e Waverley i cui personaggi si ritagliano il proprio spazio d’azione negli spazi della
storia ufficiale e realizzano la nuova gerarchia tra sfondo e primo piano , i romanziere lascia sullo sfondo i
grandi eventi della storica e in primo piano i protagonisti volutamente banali modellati sul profilo
dell’uomo medio che proprio perché comuni e mediocri si prestano a diventare tipici(incarnare nella vicenda
individuale gli effetti della storia) Scott non respinge le attrattive del Romance , non rinuncia
completamente anzi cerca una sorta di modello romanzesco intermedio tra il realismo quotidiano e elementi
avventurosi di evasione fantastica che si incarnano nella contrapposizione tra Inghilterra e Scozia , il
romanzo storico rappresenta un momento fondamentale nel suo tentativo di conciliare l'oggettività della
circostanza storica e invece gli ingranaggi di una macchina romanzesca che punta ad avvincere il lettore.
Con Walter scott entrano due tratti caratterizzanti di questa particolare forma:
1
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d

Anteprima parziale del testo

Scarica Appunti del corso di Letteratura contemporanea E e più Appunti in PDF di Letteratura Contemporanea solo su Docsity!

Letteratura contemporanea E.

Lez 2 11/11.

Modernismo/Modernismi

Romance vs Novel

Il Novel porta con sé una riorganizzazione del rapporto tra ciò che abitualmente stava nello sfondo acquista

importanza e tende ad avanzare e viceversa (Robinson e Pamela campioni esemplari realismo formale del

novel inglese del 700)

La vita quotidiana e i costumi contemporanei al tempo dello scrittore della piccola nobiltà e della media

borghesia diventano materia narrativa.

Riorganizzazione del rapporto nuclei e i satelliti nel novel

nuclei: azioni che pongono un’alternativa,con conseguenze significative nella configurazione dell’intreccio, e

che coinvolgono solitamente il personaggio principale. sono elementi strutturali fondamentali che

interagiscono tra loro e che non si possono eliminare senza alterare la storia.

satelliti: episodi funzionali alla storia ma che non ne modificano il corso

(descrizioni,conversazioni,riflessioni,vicende che riguardano personaggi secondari) , sequenze di

riempimento tra un nucleo a l’altro,indispensabili per mantenere il contatto tra il narratore e il destinatario

della narrazione. La loro presenza arricchisce il quadro offerto dalla narrazione e mantiene un contatto

costante tra la voce narrante e il destinatario della narrazione,rafforza la completezza e la ricchezza del

mondo rappresentativo.

Nell’epica si tendono a privilegiare i nuclei

il romanzo realistico moderno portando in primo piano la vita quotidiana ,il rapporto tra nuclei e satelliti si

riorganizza, i satelliti tendono ad occupare uno spazio sempre maggiore all’interno della narrazione.

ciò lo vediamo nel momento culminante del realismo inglese nella figura di Jane Austen i nuclei ci sono ma

sono pochi e la parte maggiore è occupata dai satelliti. Le protagoniste dei romanzi di Jane Austen ,

appartengono alla medio borghesia, conversano tra di loro, vanno in villeggiatura ecc. Il satellite inteso come

riempitivo assume una funzione strutturante dell’intreccio.

Il secolo del realismo.

Secondo Auerbach (mymesis) il vero salto qualitativo nella storia del realismo occidentale si colloca all’inizio

del 19 secolo in Francia e trova il suo elemento caratterizzante nello stoicismo romantico( vicende

personaggi e vicende storiche). Questo nesso delle vicende narrate con il contesto storico che caratterizza il

realismo romantico si presenta nelle due nazioni in testa alla cultura ovvero Inghilterra e in Francia

In inghilterra si privilegia il realismo storico

in Francia invece il realismo contemporaneo.

In Inghilterra il principale esponente del realismo storico è

Walter Scott - realismo storico

i cui romanzi Ivanhoe e Waverley i cui personaggi si ritagliano il proprio spazio d’azione negli spazi della

storia ufficiale e realizzano la nuova gerarchia tra sfondo e primo piano , i romanziere lascia sullo sfondo i

grandi eventi della storica e in primo piano i protagonisti volutamente banali modellati sul profilo

dell’uomo medio che proprio perché comuni e mediocri si prestano a diventare tipici(incarnare nella vicenda

individuale gli effetti della storia) Scott non respinge le attrattive del Romance , non rinuncia

completamente anzi cerca una sorta di modello romanzesco intermedio tra il realismo quotidiano e elementi

avventurosi di evasione fantastica che si incarnano nella contrapposizione tra Inghilterra e Scozia , il

romanzo storico rappresenta un momento fondamentale nel suo tentativo di conciliare l'oggettività della

circostanza storica e invece gli ingranaggi di una macchina romanzesca che punta ad avvincere il lettore.

Con Walter scott entrano due tratti caratterizzanti di questa particolare forma:

  • narrazione in terza persona condotta da un narratore onnisciente che orchestra i destini e l’assetto dell’intero universo narrativo porta dei cambiamenti decisivi del realismo perché da una prospettiva parziale si passa ad una rappresentazione analitica di un'intera società. I romanzi inglesi del 700 presentavano un punto di vista unico ITALIA Con il principio del realismo storico si afferma per la prima volta una cultura romanzesca in Italia, il romanzo fa il suo debutto nella forma del realismo storico e sull’onda della moda dei romanzi di Scott che si diffonde in tutta Europa e tra gli anni 20/30 dell’800 che sono gli anni della restaurazione napoleonica dopo il congresso di Vienna. i romanzieri storici italiani accentuano il romance (massimo d’Azeglio,Grossi,Guerrazzi) tendono ad ambientare i loro romanzi nel medioevo (epoca molto lontana) e a mettere al centro delle figure storiche importanti ,tradendo i principi del realismo storico e puntando su un aspetto fortemente romanzesco. L’eccezione manzoniana risalta in modo lampante , in primo luogo Manzoni rinuncia agli aspetti romanzeschi nell’ambientazione (600 secolo della decadenza italiana era anche rispetto al medioevo cronologicamente più vicino, il rispecchiamento era più semplice ) sceglie personaggi non elevati e ne fa i suoi protagonisti di una vicenda banale(matrimonio) spostando il fuoco dalle classi alte che ci sono ma sono personaggi secondari e porta in primo piano le classi più basse. Manzoni fa il primo esperimento di creazione di una lingua italiana adatta alla prosa romanzesca,con la lingua della grande tradizione lirica (leopardiana) , mescolando l’italiano rozzo che si parlava in Lombardia , il fiorentino della tradizione letteraria e il fiorentino che si parlava in quegli anni a Firenze. Per Manzoni il rapporto tra la storia e l’invenzione non passa attraverso l’invenzione romanzesca ma attraverso la storia, è la storia l’elemento chiave. Per lui la distinzione tra storia-invenzione(ciò che è storicamente documentato / frutto dell’invenzione) debba essere distinto. Partendo da questa posizione la riflessione manzoniana diventa sempre più radicale fino a quando ad un certo punto dopo aver licenziato la quarantana, manzoni scrive del romanzo storico dove dice i componimenti misti di storia e di invenzione non si possono scrivere perché la storia è troppo importante per contaminarla con la finzione romanzesca e la finzione romanzesca è priva di qualsiasi valore. I problemi che Manzoni lascia aperti vengono consegnati e in parte risolti soltanto una quarantina di anni dopo, da una generazione che scrive i propri romanzi tra gli anni 70/80 dell’800 quando il romanzo italiano non è un fenomeno isolato ma come un genere letterario ampiamente radicato con un pubblico che comincia progressivamente ad ampliarsi e con un'accoglienza del mercato editoriale e in questo momento il romanzo realista italiano trova la propria identità nell’adozione del modello narrativo realistico-naturalistico che proviene dalla Francia. In Francia il realismo e il naturalismo sono due cappe legati da un rapporto di continuità per cui il naturalismo è un'evoluzione del realismo nella prima metà dell’. Nel 1930 a Parigi esce il Rosso/nero di Stendhal e delle prime parti della commedia umana di Balzac , Auerbach dice che nel rosso e nero le condizioni politiche e sociali del tempo sono intrecciate in modo estremamente preciso e reale, Auerbach ci mostra il primo elemento che il romanzo di Stendhal porta con sé è l’accuratezza dettagliata dell’ambientazione storica e l’interdipendenza tra le vicende di cui è protagonista il personaggio principale e il contesto storico sociale nel quale si muove. Con il realismo contemporanea, la cronaca contemporanea si mescola con le vicende del personaggio principale e Stendal mette come sottotitolo del rosso e nero = cronaca del 19 sec. Le condizioni politico-sociali del personaggio principale Julien Sorel vivono gli anni della giovinezza nella francia della restaurazione ,portano con sé l’eredità della rivoluzione francese e dell’avventura napoleonica che aveva suscitato nella piccola borghesia delle illusioni di riscatto sociale bruscamente smentite dalla sconfitta di Napoleone e dalla restaurazione del regime monarchico. In questo quadro si consuma la vicenda biografica dello stesso Stendhal che dopo aver fatto carriera nell’amministrazione napoleonica è costretto ad abbandonare Milano e conduce una vita di stenti a Parigi finché riesce ad ottenere un incarico a Civitavecchia.
  • personaggio tipico: né unico nella sua singolarità né frutto di una media statistica. Un personaggio che non valga solo per se stesso ma che non sia neanche il frutto di una media statistica come secondo lukacs accade nel realismo, ma che sia capace di diventare emblematico delle forza anche in contrasto tra di loro e dominanti dello sviluppo storico. In una prospettiva nel caso di Lukacs Marxista Dopo il 1850 qualcosa cambia ed è proprio lukacs che se ne rende conto all’origine della distinzione che lukacs fa tra personaggio tipico e frutto di una media statistica ,secondo Lukàcs il personaggio tipico scompare nella seconda tappa del realismo ottocentesco: nel naturalismo basata su una media astratta( cosa succede se metto un personaggio in un determinato contesto familiare/storico) lucacs istituisce questa distinzione tra realismo romantico e naturalismo, egli individua una frattura storica che colloca tra il 1848 quando in tutta Europa scoppiano moti popolari e vengono repressi e in Francia nel 1851 c’è un colpo di stato di Luigi Napoleone che si autoproclama napoleone III che durerà fino al 1870. C’è un momento di esplosione rivoluzionaria REPRESSA a cui segue una restaurazione assolutista e ci sono altri movimenti storici = capitalismo, dove in questi periodi la borghesia diventa la classe egemone e non è più rivoluzionaria ma conservatrice. in questo mondo i valori dominanti sono dell’utile, l’intellettuale/artista scopre la propria irrilevanza in un dramma storico collettivo che fa sì che l’intellettuale non sia più partecipe della propria società e nel tentativo di darsi un ruolo si auto assegnano come mandato di osservazione diretta, imparziale e oggettiva della realtà. In Francia - Ferdinand Desnoyers , pubblica un articolo nella rivista l’artiste nel 1855 che si chiama du réalisme, proponendo una nuova poetica basata sull’osservazione distaccata della realtà contrapponendola alle falsificazioni romantiche. - Champfleury 1857 pubblica la raccolta di saggi intitolata Le Réalisme, dove sostiene per l’artista il compito di dedicarsi alla rappresentazione esatta completa e sincera dell’ambiente sociale dell’epoca in cui viviamo - Edmont duranty fonda una rivista chiamata Réalisme tr ail 56/ - Nel 1857 esce Madame Bovary di Flaubert ,rompe il rapporto privilegiato che il narratore onnisciente intrattiene con il proprio oggetto della narrazione e in virtù di un sistema di valori può esercitare nei confronti del lettore una funzione didattica ed ideologica, fleubert rompe completamente il rapporto tra narratore onnisciente e narrazione, in una lettera a Louise colet scrive che l’autore deve essere come dio nella creazione, presente dappertutto ma visibile da nessuna parte. Flaubert apre la strada al principio dell’impersonalità: opera d’arte che rappresenta la realtà senza che la fonte della rappresentazione sia più percepita, inoltre Flaubert è radicalmente antiromantico ,azzera qualsiasi tentazione melodrammatica , l’obiettivo di fleubert è una sorta di grado zero della finzione in cui gli elementi romanzeschi sono attenuati. - Questi scrittori utilizzano consapevolmente il termine “ réalisme" come marcatore estetico di una poetica distaccata dell’ambiente sociale e dell’epoca , il loro realismo si differenzia per la matrice chiaramente antiromantica, alla narrazione prevale la descrizione, partecipazione alla vita sociale del suo tempo attraverso il narratore onnisciente si sostituisce l’osservazione fredda e distaccata.

Lez 12/

gli indifferenti- leggi cap 1. Rispetto al paradigma del realismo della prima metà dell'800,Flaubert introduce :

  • voce narrante nell’ombre,scomparsa tecnica che lascia spazio al dialogo e alla voce dei personaggi ed è anche una presa di posizione ideologica: l’autore non ha più dei valori da trasmettere ed entra in sciopero.
  • Grado zero della finzione, la componente melodrammatica in Balzac o la componente utopico tragico di Sthendal
  • Flaubert rompe con il realismo romantico e l’antiromanticismo radicale lo fa in qualche modo un anticipatore del naturalismo. Innanzitutto sul piano della tecnica narrativa e dello stile,l’impersonalità della voce narrante ma anche l’esattezza scientifica dell’osservazione , Flaubert si documenta sul campo anticipando le inchieste di Zolà ed era un frequentatore assiduo delle lezioni di un medico.
  • i personaggi di Fleubert anche nel caso di Bovary sembra che coltivino degli ideali romantici sono illusioni degradati nel mondo contemporaneo, Emma Bovary è una moglie di provincia insoddisfatta come dal mondo che la circonda dove lei pretende di evadere con queste illusioni
  • Nell’educazione sentimentale Moreu è un fallito con cui il lettore non è minimamente invitato a identificarsi e la sua storia si svolge secondo un ritmo ripetitivo.
  • sul piano ideologico, il legame tra storie individuali e grande storia è puramente meccanico,non organico (vs. Stendhal e balzac) e il narratore non ha più la facoltà di mettere in ordine nei destini individuali e nelle compagine sociale, Gli scrittori naturalisti che appartengono alla generazione successiva e in particolare Zola riconosceranno in Flaubert un precursore. Emilè Zola,saggio su Flaubert 1875. enumera i debiti che la poetica naturalistica ha contratto nei confronti di Flaubert, i debiti sono:
  • il rifiuto del romanzesco , la storia del romanzo realista dell’800 procede verso un progressivo abbandono delle componenti fantastico avventurose verso una rappresentazione più obbiettivo possibile della realtà. Per ottenere l’effetto della verosimiglianza assoluta l’intreccio coincide con la fabula (fabula=la serie degli eventi che costituiscono la storia messi in ordine cronologico/intreccio=il modo in cui l’autore racconta che non è necessariamente prima/dopo ,ci possono essere dei flashback ecc,omissioni ecc) Per i naturalisti questi coincidono perché la natura non conosce anticipazioni ma prosegue linearmente= rifiuto a qualsiasi forma di manipolazione della materia narrante
  • morte dell’eroe = i personaggi del romanzo naturalista,sono tratti veramente da tutte le classi sociali, Balzac aveva aperto la strada ma i naturalisti vanno oltre fino a gli strati più umili della popolazione ma non sono più padroni del proprio destino e nemmeno individui esemplari , bensì l’incarnazione e l’esemplificazione di un meccanismo deterministico che agisce su tutti gli individui, è dettato dalla convergenza di ereditarietà ,ambiente sociale e contesto storico L’eroe inteso come colui agisce spinto dalla propria volontà perde le sue caratteristiche eroiche il romanzo naturalista non è un romanzo incentrato su un personaggio forte ma è un romanzo di ambienti , i romanzieri naturalisti sono interessati ad offrire una rappresentazione più autentica possibile non di un singolo destino individuale ma di un ambiente in un determinato momento storico, la coralità delle voci e la molteplicità dei punti di vista prevale sulla focalizzazione di un singolo personaggio
  • paradigma dell’impersonalità: uso massiccio dell’indiretto libero (discorso in cui non c’è un disse: ,la narrazione è gestita dalla voce narrante in terza persona che all’improvviso sposta il punto di vista e lo fa coincidere con quello del personaggio, riportando i pensieri e poi ritornando ad una narrazione impersonale ) effetto di straniamento(il narratore adotta senza segnalarlo il punto di vista di un personaggio/collettività interno all’ambiente che sta rappresentando per il quale esiste un sistema di valori che non è quello dell’autore neanche quello del lettore e che produce un effetto di straniamento, ad es. Rosso Malpelo “rosso malpelo aveva i capelli rossi perché era cattivo” carattere dialogico (all’interno della narrazione si intersecano voci/punti di vista diversi tra loro ) polifonia ideologica( moltiplicazione dei punti di vista,dei codici culturali e morali) il romanzo naturalista ci propone una visione della realtà in cui si scontrano punti di vista e visioni del mondo diverse. G. Verga- Malavoglia Acitrezza- comunità di pescatori in cui il sapere è in larga parte condiviso anche in un ambientazione di questo tipo il discorso indiretto libero apre una sorta di polifonia. Lo zio Crocifisso per giustificare i suoi crimini si appella al sapere popolare , la voce che regge questo brano è la comunità popolare ma all’interno di questa voce emergono due punti di vista rispetto allo zio crocifisso :
  1. QUELLI CHE SPOSANO LA VISIONE DEL MONDO DI ZIO CROCIFISSO

La lezione di Verga verrà riscoperta negli anni 30/40/50 del 900 quando in Italia si risveglia la necessità di associare delle poetiche del realismo a una condizione di tipo civile dello scrittore. a partire alla fine dell’800 gli elementi di rottura cominciano a prevalere finchè Virginia Woolf in Bennett and Mrs brown nel 1910 scrive “ il personaggio romanzesco è cambiato, le relazioni umane sono cambiate e dunque con questo cambia la politica, la letteratura e così noi sentiamo nei libri , nei giornali rumori di fracasso” Nessuno capiva cosa fosse successo nel 1910, Woolf molto probabilmente si riferisce ad una mostra della sua epoca che un suo amico dedicò ad alcuni autori contemporanei a cui lui diede il nome di post impressionisti.(Gaugin,Matisse) Questo sconquasso significa l’impossibilità di continuare a raccontare una realtà che sta cambiando su tutti i piani con le tecniche stilistiche ereditate dalla generazione precedente.= MODERNISMO 3 stagioni del realismo moderno legate da elementi di continuità e di rottura,cui elemento costante rimane l’intenzione di rappresentare realisticamente in modo serio la vita quotidiana. Il termine modernismo nasce in ambito inglese per indicare degli artisti che lavorano in questo periodo (primi decenni del novecento) : Eliot,Ezra,Virginia Woolf e gli studiosi hanno usato questa etichetta tipicamente anglosassone estendendola a scrittori non uguali ma che in modi diversi vivono questa crisi : Proust,Unamuno,Pessoa A differenza delle avanguardie storiche i modernisti non costituiscono un gruppo organizzato con una poetica condivisa ma condividono l’esigenza di trovare nuove strategie di rappresentare la realtà. In Italia, non essendoci un movimento organizzato e una poetica condivisa e difficile assegnare a questa fase del realismo dei confini cronologici. Pirandello anticipa alcuni aspetti del modernismo già nel 1904 con il fu Mattia Pascal e poi con L’umorismo ma lo sviluppo vero di una cultura modernista comincia subito dopo la grande guerra (1) quando per tutti gli anni 20 escono altri due grandi romanzi Pirandello: Quaderni di Serafino Gubbio Operatore 1925 e Uno,Nessuno e centomila nel 1926 ed escono le novelle per un anno , esce il capolavoro modernista per eccellenza: coscienza di Zeno. in ambito poetico: allegria di naufragi di Ungaretti,Ossi di Seppia di Montale, Primo Canzoniere di Saba. Tutti gli scrittori modernisti prendono le distanze dal naturalismo e vogliono marcare la loro diversità come segno di una diversa concezione e percezione della realtà. L’europa tra la fine dell’800 e inizi del 900 vive una serie di Crisi epistemologiche,politiche,economiche e culturali ,scientifiche che si susseguono nel giro di pochi anni con epicentri diversi in varie zone che sembrano spazzare via il mondo di ieri (rivoluzione d’ottobre,prima guerra mondiale,Freud) Nel cuore della fisica fondata sulle certezze e sulla matematica si annida l’incertezza più radicale: la presenza di chi osserva altera l’oggetto osservato Virginia Woolf coglie il senso di rumore che cose che cadono e si frantumano come le teorie prima di queste rivoluzioni (categorie di spazio-tempo,sistemi politici ecc) I maestri della modernità del 900 ciascuno responsabile di una messa in discussione radicale di un aspetto della vita umana

  • nietzsche , genealogia della morale, usa la filologia per analizzare le idee correnti, i sistemi di valori che a seconda delle epoche sono dominanti, filologicamente N. ricostruisce il modo in cui i sistemi di valori si sono imposti e sono cambiati a seconda dello spazio-tempo come il frutto tra conflitto tra poteri sulla base della legge del più forte(chi vince impone il proprio sistema) La filologia dimostra che NON esistono valori assoluti
  • Freud, L’interpretazione dei sogni 1900, nella quale fornisce una prima ricognizione della vita psichica che secondo F- è un campo di battaglia nel quale si scontrano le forza contrastanti e la vita psichica di un individuo consiste nella continua incessante ricerca di un individuo delle forze contrastanti : ES (inconscio, parte più antica ed estesa e meno conosciuta, si agitano gli impulsi istintivi e i desideri primari,istanze che se lasciate libere di manifestarsi si rivelerebbero autodistruttive per l’individuo) l’IO(principio ordinatore e mediatore di queste istanze dell’ES e il mondo esterno) e il SUPER IO( parte inconscia e contiene le esigenze e i vincoli morali/comportamentali che un individuo ha assimilato e introiettato in modo inconscio nell’ambito familiare e nell’ambito sociale) La maggior parte della vita psichica di un individuo si svolge nel conscio,non è mai oggetto di elaborazione razionale ,noi agiamo sulla base di spinte di cui in larga parte ignoriamo la motivazione. L’io è un campo di

tensione,teatro di una lotta incessante tra istanze diverse e in larga parte inconsce , finisce l’idea romantica dell’anima. In ambito letterario: nuova immagine dell’infanzia come momento decisivo nella formazione dei complessi nevrotici e l’idea dell’infanzia come candore è obsoleta (complesso di Edipo) e motivo della vita onirica (il cui linguaggio dell’inconscio non logico e si manifesta per immagini e non per concetti: flusso di coscienza, tratto caratterizzante della narrativa modernista inglese (woolf) è il tentativo di catturare e di riprodurre il dinamismo della vita mentale ) Tema dell’incompatibilità tra generazioni è frequente nei modernisti (potere zar rovesciato,avanguardie ecc )

  • Bergson ,saggio sui dati immediati della coscienza (1889) e durata e simultaneità (1922) lez 13/ Flusso di coscienza = registratore calato nella mente di Leopold Plum in cui vengono registrati i pensieri più disparati che si accavallano tra loro. Tra rivoluzioni nell’ambito della scienza e quelle della psicoanalisi quel rumore di cui parlava Virginia Woolf manda in crisi il rapporto tra il soggetto e il mondo esterno perché i parametri oggettivi che rendono conoscibili i fenomeni naturali vengono messi in discussione. il primo elemento che viene investito è il personaggio, la narrativa modernista presenta diverse tipologie di personaggi che però nella loro diversità sono accomunate da delle caratteristiche che segnalano una forte discontinuità con i paradigmi del realismo del secolo precedente. Cosa succede al personaggio? Dal momento che viene in primo piano il magma interiore della vita psichica,
  • il primo effetto che si produce è la scomposizione della figura a tutto tondo del naturalismo nel prima delle pulsioni inconsce o preconsce che emerge dal flusso di coscienza e dalle epifanie (i personaggi di Joyce e Woolf) : poco usato in Italia il flusso di coscienza, in Italia è più praticata la polifonia(conflitto di visioni e ideologie , menti disturbate il cui disturbo è riconducibile ad una patologia) e la psicopatologia sul modello di Dostoevskij.
  • equilibrio all’interno del romanzo tra le parti riflessive rispetto a quelle narrative(Proust) o del rovello interiore di eroi intellettuali ( i personaggi pirandelliani,Zeno,Michele negli indifferenti) il loro arrovellarsi occupano una parte importante e maggiore di quello propriamente narrativo parti riflessive > narrative.
  • la psicanalisi introduce delle novità tematiche: l’infanzia e l’adolescenza che nel 800 non erano particolarmente significative, la psicanalisi ci mostra l’infanzia come periodo in cui l’individuo sviluppa per la prima volta il conflitto: pulsioni violente e potenzialmente distruttive. Questa stagione della vita (infanzia e adolescenza) diventa per gli scrittori modernisti un momento interessante da esplorare : Federico Tozzi i suoi adolescenti in conflitto con il mondo e con le figure paterne o un romanzo di Musil chiamato i turbamenti dell’allievo torless.
  • il personaggio modernista è molto spesso un eroe irregolare,in conflitto con la società che lo circonda , i protagonisti del realismo romantico,di stendhal e di balzac sono eroi in conflitto con la società ma con la differenza fondamentale che il personaggio del realismo romantico vive questo conflitto come una lotta ma che lo spinge ad agire mentre il romanzo modernista porta invece alla ribalta personaggi in conflitto con delle forze impersonali ( musil = collegio militare / Kafka ,gli eroi di K. si oppongono a qualcosa di non definito, sono forze impersonali ; legge, ecc , sono un'immagine molto potente di una società che si andava burocratizzazione ed irrigidendo nelle sue strutture di controllo) Gli eroi modernisti non possono neanche combattere perché non sanno chi si oppone a loro oppure sono in balia di se stessi(forze interne a loro che non possono conoscere) L’eroe modernista vive la propria conflittualità con il mondo/ se stesso nella forma dell'estraneità , dell’alienazione o dell’inettitudine oppure in modo ironico con distacco(Zeno) o ancora come una libera scelta (Mattia Pascal , Moscarda che si estrae da tutti) Nel caso dei personaggi di Pirandello l’alienazione è una libera scelta che certifica una sconfitta esistenziale. La nuova centralità che assume l’Io porta con sé un mutamento dello statuto del narratore → Novel, si era affacciato sulla scena letteraria nella scena dei generi sulla voce narrante di una persona (Crusoe) era un segnale dell’interesse del romanziere dalla totalità a una esperienza personale. Il personaggio comune conquista il primo piano
  • Tempo Misto, all'interno di ciascun capitolo della Coscienza di Zeno il tempo dell’oggi cioè dello Zeno anziano che ricorda,interferisce continuamente con il tempo di ieri riportato alla memoria. (rapporto con il fumo,rapporto con il padre,il modo in cui si è sposato ecc) La linearità cronologica e il nesso causa-effetto del romanzo ottocentesco vanno in frantumi: Il lettore si deve muovere in un tempo non più lineare e in un racconto che procede spesso per flashback e scarti temporali,scardinando la coincidenza di fabula e intreccio,che era uno dei fondamenti del romanzo naturalista. L’opera chiusa,a parabola,con un inizio e una fine ben individuabili,si trasforma in opera aperta,problematica e inconclusa. La trama
  • primato del mondo interiore e della riflessione sulla narrazione l’equilibrio tra nuclei e satelliti si sbilancia in vari modi
  1. un episodio marginale diventa improvvisamente uno snodo della vicenda (vittoria al casinò di Mattia Pascal e la scoperta dello sconosciuto annegato sono due episodi satelliti che diventano però snodo )
  2. il dettaglio occupa uno spazio narrativo enorme (satelliti uno dopo un altro) mentre uno o più nuclei sono liquidati in poche righe , esempio: Virginia Woolf, Al faro 1927 : nel primo capitolo viene raccontata una giornata in cui la famiglia Ramsay progetta di fare questa gita senza riuscirci perché il tempo non permette di uscire, nel secondo capitolo che rispetto al primo e al terzo è brevissimo in pochissime pagine Woolf fa passare 10 anni nei quali la prima guerra mondiale e la morte della protagonista. (due eventi che stentiamo a definire secondari eppure la morte della signora Ramsay viene comunicata in due righe ma tra parentesi) il terzo capitolo che si svolge 10 anni dopo il primo è occupato da una giornata durante la quale la famiglia Ramsay senza la madre torna nel luogo di villeggiatura del primo capitolo e fa la gita al faro.
  3. il dettaglio occupa tutto lo spazio narrativo,nella totale assenza di episodi chiave: James Joyce, Di nuclei non ci sono ma ci sono soltanto satelliti, Ulisse racconta una giornata di un personaggio banale nella quale succedono tante cose ma tutte secondarie rispetto ad un evento significativo.
  4. la riflessione erode lo spazio della narrazione : romanzo-saggio. Ci troviamo di fronte a un romanzo di pensieri e un romanzo con una matrice saggistica molto forte ,uno dei maggiori esempi è Robert Musil - L’uomo senza qualità 1930. = confessione esplicita della struttura narrativa del romanzo naturalista, la presentazione di un personaggio per il quale l’ordine del racconto 800 centesco non funziona più perché al filo si è sostituita una rete, un sistema di connessioni reticolare e non più lineare che si estende all’infinito. Un personaggio che non fa qualcosa ma che passa la vita a pensar il meta romanzo che riflette su se stesso Il romanzo modernista è un romanzo antinaturalistico (non perché neghi l’esistenza della realtà o perché non abbia più interesse ma perchè l’idea della realtà è cambiata e sono cambiati gli strumenti della scienza ) il romanzo modernista è un romanzo che mette in scena i propri procedimenti e riflette su di essi: pirandello scrive commedie da fare e Serafino Gubbio è definito un romanzo da fare, Andrè Gide, nel 1925 scrive i falsari, il cui personaggio principale sta scrivendo un romanzo dal titolo i falsari : metaromanzo cioè un romanzo che mette al centro della narrazione i propri procedimenti compositivi:
  • rottura della solidarietà tra arte e vita. il romanzo naturalista doveva sembrare essersi fatto da sé , mirava a presentarsi come un prodotto naturale, scaturito dall’osservazione della realtà. Il romanzo novecentesco denuncia la propria condizione di artificio e ne indaga i meccanismi
  • rottura del patto autore-lettore: alla sospensione dell’incredulità si sostituisce lo choc, all’identificazione e al rispecchiamento una modalità di ricezione più intellettuale e mediata. Italia

De benedetti individua un’epoca nuova per il romanzo italiano , de benedetti lo individua nel 1930 , questa nuova epoca trova il suo battesimo nel 1929 con l’uscita degli indifferenti di Alberto Moravia e in più in generale del recupero di istanze realistiche più tradizionali. La lezione modernista non si può più dimenticare ed è legata ad una condizione modernista che non si può cambiare , nel campo letterario intorno agli anni 30 si ebbe il bisogno di riedificare l’arte romanzesca su delle basi solide e meno soggettive per lasciare spazio ad una narrazione storico-sociale oltre alla psiche e più fiduciosa nella propria capacità di rappresentazione. Si chiude la fase eroica del modernismo che in Italia occupa i primi 25 anni del 900 e si apre un trentennio di narrativa neo-realistica. Questo cambio di passo rispetto all’inizio del 900 è determinato da dei fattori oggettivi :

  • Ricambio generazionale, la generazione degli scrittori modernisti italiani tace nel 28 con Svevo,Pirandello nel 26 scrive il suo ultimo romanzo ,Tozzi muore negli anni 20.
  • la politica culturale del regime fascista fondata sul mito della giovinezza che promuove ed era orientata verso un tipo di letteratura votata al realismo di tipo tradizionale. Questo terreno favorevole a istanze realistiche più oggettive e contribuisce alla crescita di scrittori come Moravia che proprio a partire da quel realismo arriveranno a contestare in modo aperto il fascismo.
  • l’allargamento del mercato editoriale che registra un incremento progressivo e costante del prodotto romanzo che durerà fino agli anni 60. Moravia Sul finire degli anni 20,un giovanissimo Moravia è consapevole che negli assetti della narrativa è necessario che qualcosa cambi, ne discute in un articolo che esce nel 1927 su una rivista chiamata la fiera letteraria (articolo rappresenta la prima apparizione pubblica di Moravia ed è rimasto pressoché sconosciuto fino agli anni 80 del 900) L’articolo si intitola c’è una crisi del romanzo? Moravia lo firma con il suo cognome di battesimo (Pincherle). Egli comincia interrogandosi e afferma che c’è una crisi nel romanzo, la malattia principale di cui soffre il romanzo è la cerebralità (uno squilibrio vistoso tra il pensiero/ relazione ,preponderanza della vita psichica e un assottigliamento progressivo della concretezza del fatto ) Moravia polemizza con quella che chiama la grande fiera psicologica che ha allestito il romanzo contemporaneo (scavo analitico dell’inconscio) pur riconoscendo la grandezza di Pirandello,Joyce,Proust. Moravia in questo articolo non rifiuta a priori la forma del romanzo modernista ma insiste sul fatto che sia necessario ristabilire l’equilibrio tra pensiero e azione in modo tale da rendere nuovamente possibile la creazione di figure più vive degli autori e che incarnano dei tipi immortali d’umanità. Il romanzo deve testimoniare e deve essere una rappresentazione fedele senza condizionamenti ideologici e senza velleità sperimentali del proprio tempo. il fatto che Moravia contrappone Dostoevskij a Joyce è significativo cosa vuol dire preferire Dostoevskij a joyce? optare per un romanzo polifonico in cui la voce del narratore orchestra la vicenda ma non sovrasta i personaggi, un romanzo problematico che esprime la crisi del rapporto con la realtà espressa attraverso l’azione e l’incrociarsi dei punti di vista degli altri = ROMANZO DI CRISI E DI SCAVO PSICOLOGICO CHE LO AFFRONTA A PARTIRE DAI PILASTRI DELLA NARRAZIONE ROMANZESCA(narratore esterno,intreccio riconoscibile ecc) personaggi ben delineati con un intreccio altrettanto solido Moravia propone un’idea di romanzo che sia in grado di reagire alla patologia di cui soffre il genere (paralisi dell’azione) a vantaggio della psiche. non rifiutando la pregiudizialmente o contrapponendola a un alternative orientata al recupero del passato,bensì risanando il romanzo dall’interno e cioè riportandolo alla sua caratteristiche costitutive:
  • spessore del personaggio vs frantumazione
  • capacità di dare un ordine alla realtà della crisi,di interpretarla invece che restituirla nella sua disgregazione e i un’ottica realistica (testimonianza)
  • tutto questo può essere fatto solo a partire dal riconoscimento della natura oggettiva della realtà. Moravia pone come principale problema del romanzo : realismo e di ritorno ad un realismo che lo restituisca e non rappresenti solo una realtà di pensiero ma anche concreta(storica,esistenziale e sensuale)

Questa esigenza di interrogazione di se stessi dentro il proprio tempo si manifestava nel ritorno a una solidità d’impianto narrativo e ad una concretezza della rappresentazione dei personaggi che era stata rifiutata o negata dalla narrativa modernista. Con Moravia comincia la stagione della cultura letteraria italiana nella quale si propone un nuovo realismo che fa della forma romanza il proprio strumento privilegiato e che rompe le sperimentazioni e le pratiche letterarie dei due decenni modernisti. Moravia ha detto che il progetto per la nascita degli indifferenti non è stato di critica contro la borghesia e contro il fascismo, egli sostiene che si trattò di un progetto estetico: formale. Moravia- Ricordo degli indifferenti 1945 Al proposito di unire arte narrativa e arte drammatica si lega la questione del personaggio : da questa breve dichiarazione di moravia emergono tanti aspetti:

  • bisogno di restaurare l’integrità narrativa del personaggio come figura dotata di una sua autonomia.
  • arrestare una deriva psicologistica del modernismo
  • richiamo all’opera teatrale non a che fare con la consistenza narrativa del personaggio ma con la costruzione della narrazione: pochi personaggi,pochi luoghi e un’azione svolta in poco tempo = Aristotele /Tragedia.

Per moravia la tragedia è uno strumento per recuperare il realismo e allora sceglie

1) un sistema di personaggi molto ridotto (2 Carla,Michele 3 adulti Leo,la Madre e Lisa(ex

amante di leo e amica di Mariagrazia)

2) l’azione è concentrata all’incirca in 48 ore , in questi 2 giorni il tempo scorre in modo

lineare

3) ,purità di luogo perché la maggior parte dell’azione e dei dialoghi si svolge in casa Ardengo

con qualche piccola escursione a casa di Leo e di Lisa e poche scene ambientate in esterno.

4) l’intreccio è esile e al suo centro la questione di soldi, grande tema moraviano , la villa della

famiglia Ardengo è ipotecata ed è una famiglia benestante in decadenza e alla scadenza di

questa ipoteca Leo diventerà il proprietario della casa.

L’altro grande tema moraviano che si intreccia a questo è quello del sesso(denaro=sesso)

che per Moravia è uno strumento di analisi della società contemporanea, per tutto l’argo

della sua grandissima carriera Moravia usa Marx con Freud, Leo è stanco della vecchia

amante Mariagrazia e corteggia pesantemente Carla con il proposito di scoparsela mentre

parallelamente Lisa fa la stessa cosa con Michele.

i rapporti che legano gli adulti con i giovani sono improntati ad una sorta di degenerazione quasi incestuosa : primo segno di crisi sociale come se le funzioni genitoriali fosse quella di neutralizzare attraverso il sesso le velleità di rivolta dei giovani a questo poi dobbiamo aggiungere l’assoluta inadeguatezza di Mariagrazia che è una donna,fragille e futile e incapace di assumere qualsiasi responsabilità nei confronti dei figli e della casa e più che dalla rovina economica è terrorizzata dal suo invecchiamento e dal timore di essere lasciata dall’amante. Tra la questione dei soldi e quella sessuale si insinua il nucleo drammatico: il tentativo dei giovani di ribellarsi al contesto in cui si trovano per cercare di dare un senso diverso alla propria esistenza. Moravia,incipit degli indifferenti cap I L’incipit è quasi teatrale (entrò carla) la questione della luce : oggetti in questa prima scena come il paralume nel cui il cerchio di luce emergono degli oggetti ed emergono le ginocchia di Leo e tutto il resto affonda nell’ombra, i personaggi escono dall’ombra ed entrano degli

oggetti che affiorano dalla luce e al quale la voce narrante attira la nostra attenzione: la porcellana cinese ed un asino molto carico tra il quale tra due cesti sedeva un buddha campagnolo ( ci danno un'indicazione di appartenenza sociale. La descrizione di Carla sembra dagli occhi di Leo che fa una specie di radiografia predatoria e fortemente sessualizzata ma resta il fatto che la descrizione fisica di Carla non sia propriamente positiva(spalle fragili,grossa testa) , questo modo di rappresentare realisticamente una ragazza ordinaria ma questo insistere sui difetti è leggermente deformante (gioco crudo di luci e di ombre che seleziona qualcosa rispetto a tutto il resto e di solito è non gradevole ) = le descrizioni di moravia sembrano iper realistiche (rendere i colori elementari guarda cap II di Moravia) un investimento morale come se il narratore si mantiene perfettamente impassibile forzando in questo modo la rappresentazione realistica e un po’ troppo stesse dando un giudizio sull’immobilità e su l'artificiosità del mondo a cui quella scena appartiene. Movimento arte = La Nuova oggettività guarda Christian Schad e Georg Grosz Nel caso della descrizione di Carla è come se in lei ci fosse qualcosa di maturo ma anche di profondamente infantile , nel momento in cui Carla entra in scena si vedono le gambe (indizio che ci fa ricondurre a punto di vista preciso ovvero quello di Leo ) Il capoverso è gestito interamente dalla voce del narratore esterno “ il ma ella non se ne accorse” rimanda al punto di vista di leo e il fatto che lei non accorgendosi di questo non può coprirsi successivamente nel cerchio di luce della lampada vede le ginocchia di lei e quindi il punto di vista passa da Leo a Carla in questa prima pagina abbiamo:

  • descrizioni realistiche che ci dicono qualcosa di più della classe sociale della famiglia
  • gestione della narrazione condotta da un narratore esterno che non ha niente a che vedere con i personaggi,conducendo una narrazione oggettiva spostando la focalizzazione da un personaggio ad un altro facendoci già capire le caratteristiche di questi personaggi e gli apporti che ci sono tra loro. Il fatto che Leo pensi ciò qualcosa e dica un’altra roba può essere ricondotto all’ipocrisia borghese mentre Michele è proprio una malattia. Un Aspetto della teatralità di questo romanzo consiste nel fatto che il primo capitolo ci presenta quasi tutti i personaggi facendoli entrare in scena nel salotto (presentato come una scena di teatro) , il successivo personaggio che entra in scena è Maria Grazia Leo sta mettendo le mani addosso a Carla quando dal fondo oscuro del salotto un tintinnio della porta li avverte che qualcuno sta entrando : la madre. il termine malsicuro legato a quando i personaggi entrano in scena ci fa comprendere che questi personaggi non sono del tutto convinti. La descrizione di Mariagrazia è più neutra di quella del salotto o quella di Carla,anche qui vi è una descrizione fortemente localizzata : è Carla che la vede e ce la descrive (questo viso che è visto come una maschera e che non lascia trasparire nulla ed è fatto solo per recitare A Maria grazia è legata la declinazione della teatralità come mascherata e rappresentazione in maschera, della finzione plateale. Carla spesso guardando la madre vede una maschera pietrificata in un'espressione di patetico smarrimento Il dialogo di Maria Grazia con Leo = richiamo a pirandello quasi plateale (alla maschera e il volto) con Mariagrazia Moravia introduce il tema dell’ignoranza e della presunzione di questa borghesia (M. afferma di conoscere Pirandello ed apprezzarlo ma in realtà ) è il tema della finzione La finzione a cui non si può sfuggire è il vero sintomo della malattia della crisi del mondo borghese L’ultimo ad entrare in scena è Michele entra in scena il motivo del denaro perché Michela ha scoperto dopo aver parlato con l’amministratore di Leo che dovranno alla scadenza dell’ipoteca dovranno cedere la villa a leo e che quindi dovranno andarsene a casa loro. Michele è un personaggio che ha un elevatissima autoconsapevolezza per cui ogni volta che fa qualcosa si vede farla e si giudica da solo,è lui che dopo aver ceduto alla vanità e dopo essersi pavoneggiato in questo abito gli parve che il suo

naturalisti con le possibilità che il discorso indiretto libero aveva aperto alla rappresentazione. No flusso di coscienza,no monologo interiore ma tutto ciò sempre sotto il controllo della voce narrante e in seguito il discorso indiretto libero è fondamentale per Moravia per dare attuazione a dare vita autonoma ed indipendente ai propri personaggi, esprime l’intreccio tra la vita dei personaggi(azioni banali e meschine) e la loro coscienza che mentre compiono queste azioni li accompagna con un flusso di pensiero che dilatano idealmente le azioni. Leo non ha bisogno di discorso indiretto libero perché tra lui e la vita meschina c’è una perfetta corrispondenza. 2) discrepanza tra la parola detta in pubblico e il pensiero : espediente che riguarda tantissimo Carla soprattutto all'inizio e tantissimo Michele , l’incarnazione enunciativa della scissione che attraversa Michele e il suo bisogno di agire e la sua incapacità di agire (bisogno di dire la verità ma nella sua incapacità di dirla) , in questo procedere parallelo ma sempre separato di ciò che viene detto e ciò che viene pensato si esprime la crisi dei personaggi di Moravia, la loro conflittualità irrisolta tra la verità della vita interiore e la falsità della vita sociale. Questi sono gli unici punti in cui il narratore non commenta,non giudica e non mostra di conoscere più dei personaggi e si concede dei momenti di onniscienza

  • LE RIPETIZIONI DEI NUCLEI NARRATIVI : la vicenda degli indifferenti ha il suo centro il problema dell’agire ma è una vicenda in cui l’azione è un problema ma non elemento dell’intreccio, l’azione è scandita dalla ripetizione di nuclei narrativi sempre uguali la cui riproposizione serve a Moravia per darci il senso di un mondo bloccato. Le ripetizioni dei nuclei narrativi a partire da questa opinione condivisa Sanguineti e Strappini individuano questa ripetizione in delle situazione completamente diversa 1) ,Sanguineti individua il modulo chiave negli scontri falliti di Michele con Leo, si ripetono e finiscono tutti con l’incapacità di Michele di portare a termine il proprio proposito ma sono disposti in un climax ascendente sempre più violento.( cap III mascalzone,Cap VI schiaffo mancato, Cap VIII portacenere lanciato, cap XV rivoltella puntata su Leo ma è scarica, perfetto atto mancato come nella coscienza di zeno quando zeno racconta il suo rapporto con guido che muore e lui sbaglia funerale) , mi sembra che attribuisca una centralità al personaggio di Michele e attribuisca una centralità molto forte al conflitto Michele-Leo, Leo è un modello di virilità e di maschilità perfettamente riuscito nei cui confronti Michele ha un atteggiamento ambivalente perché lo disprezza però ogni volta deve prendere atto della propria inferiorità rispetto a quel tipo di uomo. Leo è il metro su cui Michele misura l’autenticità delle sue azioni ma che non sono reali(lui non prova nulla veramente, non gliene frega nulla ) queste azioni gli ritornano indietro. 2) Lucia Strappini li individua nei pasti della famiglia Ardengo che sono 4 e che sono un po’ tutti uguali ,momenti in cui le relazioni e le tensioni e i silenzi tra i personaggi emergono con particolare evidenza l’ambiente , gli indifferenti come rappresentazione quasi antropologica di una classe sociale in un determinato momento storico , classe sociale marcia. MICHELE Il problema di Michele è la sua indifferenza, il tragico nasce dalla totale adesione dell’eroe all’azione che deve compiere ma la caratteristica di Michele è l’incapacità di agire e la mancanza di adesione alla vita e quindi tra Michele e la catastrofe che dovrebbe essere il punto terminale della parabola tragica c’è un dissidio. Ad un certo punto, il momento che Borgese(recensitore ) colloca dopo la fine del 9 capitolo quando Carla passa la prima notte di Leo, succede qualcosa , il fuoco della narrazione si sposta su Michele e si passa da una serie di scene in cui

compaiono più personaggi che sono caratterizzate da una forza presenza di dialogo a un accentramento della tensione del narratore, del fuclro della narrazione sulle azioni e sui pensiero di Michele. I fatti anche esili nella seconda parte del romanzo diventano sempre più evanescenti mentre cresce la vita psichica di Michele: le sue fantasticherie,riflessioni,auto-osservazioni/analisi. ➟cambiamento del punto di vista dalla prima parte dove è focalizzata sui personaggi mentre la seconda parte è focalizzata su Michele in una solidarietà tra voce del narratore e Michele da far pensare quasi che moravia avrebbe voluto fare di Michele un proprio portavoce del suo punto di vista. Michele è anche il personaggio che giustifica il titolo del libro (indifferente) Indifferenti analogie I vinti verdiani non si possono paragonare agli indifferenti perché non si scontrano con la società Inetto , la narrativa modernista è piena di figura che soffrono di questa difficoltà a conformarsi e ad adeguarsi che assomigliano al problema di Carla e di Michele , Moravia si muove in un’area di riflessione e di diagnosi dei mali dell’epoca che era già stata abbondantemente frequentata. Ma qualcosa cambia rispetto agli inetti modernisti = il mondo che circonda Carla e Michele è malato e non gli offre nessun paradigma , loro non sono inetti ma indifferenti perché quel mondo non rappresenta nessun valore, l’indifferenza è la relazione ad un mondo che non si propone più come paradigma da seguire o contestare. In una situazione come questa in cui non ci sono degli antagonisti col quale rivaleggiare. La consapevolezza che Michele ha nell’impossibilità della tragedia è la cosa che lacera di più Michele nel cap 13, in un lunghissimo discorso indiretto libero esprime e fa emergere il suo bisogno di un mondo in cui poter essere un inetto invece che un indifferente. Senza dubbio l’azione di Michele è suggerita da una finzione totale nei suoi sentimenti per la famiglia e per la vita, tutto attraverso la sua noia gli appariva pietoso , lui cerca di vincere la propria indifferenza ,la tragedia come sinonimo di autenticità. Michele è ironico quando esprime la nostalgia per un mondo romantico ed integro però lo rimpiange davvero e forse l’ironia è uno schermo per non rimpiangerlo troppo. IMPOSSIBILITÀ DELLA TRAGEDIA = PERDITA DEL SENSO DELLA VITA. In questo mondo precedente alla crisi di cui è figlio (realismo narrativo tra 700/800) Michele ha nostalgia del realismo romantico del 800. Così come Michele è consapevole che quel mondo è irrecuperabile allo stesso tempo Moravia è consapevole di quel tipo di romanzo realistico su base tragica e la sua sfida è ancora più difficile: cerca di costruire dei personaggi vivi e narrativamente solidi a partire dalla loro incapacità di vivere. Michele sa benissimo che la sua nostalgia tragica che non riesce a tradurre in azione è l’unica cosa che lo distingue dai personaggi che ha intorno ,se rinunciasse a questa nostalgia facendo qualcosa(es.CARLA) non diventerebbe un eroe tragico perché sa che non è possibile, diventerebbe come leo. Michele intravede ancora prima di conoscerlo quello che succederà a sua sorella,agire in un mondo corrotto anche andando contro quel mondo. La sua indifferenza che rimane una malattia diventa anche qualcosa che lo protegge dalla possibilità di compiere qualche azione e di diventare come madre,sorella,leo perché ogni gesto nel mondo in cui vive viene catturato e digerito e ri vomitato nella forma delle convinzioni sociali e della mancanza di moralità lez 24/ Ed è proprio la nostalgia che rende Michele diverso dai personaggi nel romanzo, è il personaggio che ha più difficoltà ad agire ma è anche il personaggio che riflette in maniera approfondita su questa impossibilità di agire. Cap XIII Michele esce di casa per tornare da Lisa ma diventare l’amante di Lisa pone a Michele il primo dei problemi durante questa passeggiata? che cosa lo spinge a tornare da lisa? usa lisa per mettere alla prova se stesso. Michele riflette : o restare nella sua indifferenza o agire e diventare come gli altri, e se Michele riusciva a trovare dentro di sé un sentimento autentico. All’inizio di questa camminata Michele analizza dentro di sé due alternative proposte :

  1. giudice lo assolve dal delitto ma lo condanna ad una vita di indifferenza (passo da Camus,l’auto accusa d’indifferenza rende l’omicidio di Michele come un atto gratuito come nello straniero di Camus)
  2. classico processo borghese in cui si tirano in ballo sia dalla parte dell’accusa che della difesa dei valori,degli ideali, la famiglia in cui nessuno crede veramente o che sono quotidianamente smentiti dal comportamento. Michele si rende conto che la realtà va diversamente e rispetto alle loro fantasie e il loro bisogno di buttare tutto all’aria e questo delitto e processo immaginario sono soltanto un sogno ,esattamente com’era un sogno la volontà di Carla di buttarsi via sperando in questo modo di cominciare un’altra vita. “La realtà sarebbe andata diversamente “ Il destino di Michele , moravia lo lascia in sospeso e ambiguo, c’è chi ha visto in questa incapacità di agire di Michele la sua maledizione ma anche la sua salvezza perché non agendo Michele non si mescola come tutti gli altri In questo clima ascendente, dopo aver tentato di uccidere Leo ma la pistola era scarica, i due fratelli tornano in taxi la catastrofe che chiude la tragédie è una catastrofe depotenziata negli indifferenti : Pistola scarica e proposta di matrimonio. La vita quotidiana che ci mostra Moravia dopo questa catastrofe è la stessa dell’inizio, con due mariagrazia in più (Carla) e Michele che probabilmente resterà uno spettatore indifferente ma anche giudicante di un mondo del quale continuerà a fare parte. Da un lato Michele odia leo e andare lì con una pistola e la rivalità con Leo è autentica e l’atto mancato di aver caricato la pistola trasforma la tragedia in una specie di parodia (la seggiola sulle mani è la realtà borghese che viene sbattuta in testa a Michele). Ritorno al realismo la riflessione che Moravia conduce nel suo articolo e la proposta relativa che fa sugli indifferenti sia sul piano delle scelte narrative sia sulla realtà che decide di rappresentare,si inseriscono in un contesto storico culturale in cui comincia a maturare un ritorno ad un romanzo realistico , in cui la fine degli anni 20 e l’inizio degli anni 30 si presentano come gli anni di incubazione di un nuovo realismo e a questa incubazione contribuisce anche il contesto letterario nel quale hanno una particolare importanza elementi diversi che sono:
  3. la riscoperta di Verga e la valorizzazione del verga verista
  4. il dibattito sulle riviste ,attenzione e diffusione della narrativa europea contemporanea da parte delle riviste culturali tra Torino (Gobetti) , Firenze , le riviste politico-letterarie del fascismo di sinistra che animano una discussione sul ritorno al romanzo e su che tipo di romanzo realistico fare in quel particolare momento storico
  5. la grandissima attività di traduzione negli anni 30, in Italia si è tradotto tantissimo (tedesco,russo,francese) ma la grande novità è la scoperta e l’importazione della letteratura americana Luigi capuana fu l’unico a capire la grandezza dei testi veristi ma fino agli anni 20 del 900, Verga per il grande pubblico e per la critica era e restava l’autore dei romanzi mondani “scapigliati”. Si può rintracciare nel tutto corso del 900 una linea sottile ma continua che tiene viva sull’attenzione sul Verga Verista e che lo tiene in causa ogni volta che si sente il bisogno di riformulare il rapporto tra realtà e rappresentazione letteraria della realtà Nel 1919 esce una Monografia su Verga scritta da Luigi Russo in cui per la prima volta l’attenzione è concentrata sul Verga Verista ma nella maggior parte dei casi sono gli scrittori che da una generazione all’altra si tramandano il passa- parola della necessità che nella letteratura italiana ha rappresentato Verga. L. Pirandello,discorso di Catania 1920 Prima tappa è Pirandello che tiene un discorso in cui in un momento Verga era considerato come lo scrittore dei romanzi mondani scapigliati, Pirandello afferma con sicurezza che il verga maggiore è quello verista e lo contrappone a d’Annunzio sulla base di una distinzione generale che attraversa tutta la letteratura italiana:
  6. tra scrittori di cose(romanzi che attraverso le parole parlano di cose )
  7. di parole (romanzo poema di d’Annunzio) Il Realismo che aspira non alla riproduzione della realtà ma alla rappresentazione al servizio della realtà e dall’altra parte la retorica italica che alla realtà costituisce l’incantamento.

Pirandello vede in Verga nei Malavoglia (preferito al mastro don gesualdo perché ne rintraccia un’originalità maggiore data dall’impianto corale ) lo scrittore che ha aperto alla strada al romanzo moderno, un romanzo modernista che fa a meno della mediazione ideologica dell’autore e quindi rinuncia a ordinare gerarchicamente la realtà e a conferire all’organizzazione della materia narrata un significato univoco e una rappresentazione unica della realtà ma apre lo spazio alla polifonia. Pirandello valorizza il realismo integrale di Verga e la modernità del suo realismo che in qualche modo ha aperto la strada al realismo novecentesco. Verga nella prima metà del 900’:

  • Giuseppe antonio Borgese,tempo di edificare (1923) : cosa? un nuovo romanzo dopo gli anni delle avanguardie e degli sperimentalismi, siamo nel 1923 quando Borgese pubblica questo lbro che è una raccolta di saggi che aveva pubblicato precedentemente , fa una ricognizione dei primi vent'anni del 900 liquidando tutti: scrittori della voce,futuristi ecc. Per lui la vera opera creativa è il romanzo, l’opera costruita dall’inizio alla fine in piena regola con un'architettura solida e con ambizioni. Se la prende anche con d’Annunzio cui romanzo-poema era troppo ,essendo tutto risolto nella musicalità. borgese legge i primi due decenni del 900 come gli anni in cui ha prevalso il culto della bella pagina oppure della frammentazione e della distruzione fine a se stessa. Alla fine di questo bilancio pesantemente negativo,egli fa il nome di due modelli dal quale si può ripartire nella costruzione di una narrazione romanzesca di tipo realistico 1) Verga, del passato 2) Tozzi, Borgese prende posizione tra Mastro Don Gesualdo e Malavoglia, a differenza di Pirandello,predilige il Mastro don gesualdo che secondo lui pare che presenti una costruzione più solida , c’è un protagonista riconoscibile, un uso dell’indiretto libero non così esteso e sistematico come nei malavoglia e organizzazione della trama per blocchi narrativi (4) molto compatti dal punto di vista spazio-temporale e della scansione delle azioni e molti delimitati La ricostruzione a cui guarda Borghese va oltre il modernismo verso un nuovo realismo che recuperi moti ottocenteschi tradizionali
  • Massimo Bontempelli,discorso di Verga(1940) << Verga ha aperto in pieno le porte del Novecento,vent’anni prima che d’Annunzio finisse di chiudere quelle dell’ottocento >> ciò che risuona è la modernità di Verga. lez 25/ in questi anni Verga diventa un punto di riferimento fondamentale sia dal punto di vista tematico per la riscoperta del mondo contadino e rurale sia sul piano delle tecniche narrative: soluzione del piano di una voce narrante esterna al mondo narrato ma integrato nella comunità cui narra e cui sguardo è raso-terra,allo stesso livello dei personaggi che racconta. Verga e il neorealismo Pavese riprende il modello verghiano dei Malavoglia soprattutto in Paesi tuoi, mentre Calvino nella prefazione 1964 al sentiero dei nidi di ragno. Calvino nella prefazione parla di quell’epoca (clima culturale) dell’Italia appena uscita dalla guerra riconoscento un patrimonio di riferimenti letterari comune alla sua generazione “c’eravamo fatti una linea, i malavoglia,conversazioni in Sicilia,Paesi tuoi,da cui partire, ognuno sulla base del proprio lessico locale e del proprio paesaggio”