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Appunti 2017-2018 (docente: Beatrice Manetti). Sbobinati ed integrati con slide
Tipologia: Appunti
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Letteratura italiana contemporanea E
Prof.ssa Beatrice Manetti
Lez.1 - 12/02/
Romanzo moderno (o borghese) Genere narrativo che nasce in Inghilterra all’inizio del 18 esimo secolo. La nascita coincide con mutamenti rivoluzionari di assetto politico rivoluzionario che era rimasto fino ad allora immobile.
Cambiamenti che hanno portato al romanzo moderno:
Assetto politico stabile, identità nazionale delineata
La capitale e di solito una grande città urbana con diverse classi sociali (metropoli)
Inizio del 700 con la nascita delle biblioteche circolanti, alfabetizzazione anche femminile (le donne sono le prime lettrici di romanzi moderni che vogliono rispecchiarsi nella lettura)
Si va verso un pubblico di massa che vuole ritrovare sé stesso e la propria vita in ciò che legge
Durante l’800 il romanzo spodesta i generi tradizionali letterari, quelli che avevano occupato le posizioni di spicco nei generi letterari, come l’etica ed il dramma.
Hegel , Estetica (1835) definisce il romanzo moderna epopea borghese (perché lo considera il legittimo successore dell’epica classica). Dall’epica classica il romanzo riproduce 2 elementi:
Hegel paragona il romanzo moderno alla pittura olandese del 600:
Che senso ha farne l’oggetto di una rappresentazione artistica?
La materia propria a questi quadri, esaminata più da vicino, non è così ordinaria come abitualmente si crede. Il popolo olandese ha creato in massima parte da sé il terreno su cui abita e vive, ed è costretto a conservarlo e a difenderlo continuamente contro gli assalti del mare; i borghesi delle città e i contadini hanno abbattuto con coraggio, costanza e ardire il dominio spagnolo di Filippo II. La letizia e la baldanza nel cosciente sentire che di tutto erano debitori solo alla propria attività, ecco cosa costituisce il contenuto di tutti i loro quadri. Ma ciò non sono materia e contenuto ordinari. (Hegel-Estetica, 1835)
Paragone acuto, osservazione e luogo comune il parallelo tra pittura e letteratura del 600. Nascono entrambi in un contesto economico culturale molto simile. Nascono all’origine della rivoluzione del sentire e percepire il mondo: base della narrativa moderna
Svetlana Alpers (storica dell’arte) nel libro del 1983 Arte nel descrivere , sostiene che i pittori del 600 non dipingono più grandi scene della storia sacra o di quella profana (mitologiche, dei re), ma nature morte, interni domestici, paesaggi come le città ed i campi strappati al mare.
La novità consiste nell’incentrare le loro narrazioni su nuovi soggetti che trattano in una nuova forma
L’arte puramente descrittiva come quella di Jan Vermeer può diventare narrativa (vedi le domande a fianco alle immagini presenti nelle slide)
I dipinti rappresentano azioni umane quotidiane e significative per chi le osserva. Uomini e donne comuni che compiono azioni significative che diventano importanti perché vengono compiute tutti i giorni e diventano significative.
L’attenzione si sposta su nuovi soggetti: questo ha comportamento un cambiamento nella strategia rappresentativa: ciò che abitualmente stava sullo sfondo prende importanza andando in primo piano
Nuova gerarchia rappresentativa Eroico, soprannaturale, miracoloso scompaiono e appare il quotidiano e apparentemente privo di significato
Nascita della modernità:
ORIGINI DEL ROMANZO BORGHESE
Titolo promettente: contesto di vita diverso dal quotidiano, romanzo d’evasione. L’unica avventura che gli capita è di far naufragio su un’isola deserta. Il resto del romanzo è la cronaca delle attività quotidiane che svolge Robinson Crusoe: sopravvive in un ambiente ostile e ricostruzione l’ambiente da dove arriva: ricostruzione dell’Inghilterra del 700 su un’isola deserta
Tutto ciò che fa è degno di esser raccontato: prosa semplice e ricca di dettagli.
Nella narratologia: ad una narrazione fatta di nuclei (Romance), si sostituisce una narrazione fatta di satelliti (Novel)
I satelliti che sono presenti nel Romance (dove conta l’azione ed il procedere dell’azione), nel Novel prendono piede e conquistano uno spazio maggiore a scapito dei nuclei fino alla totale sparizione di essi (vedi romanzi di Jane Austen, Inghilterra, fine ‘700 inizio ‘800)
Lez. 2 - 13/02/
Inghilterra, secondo decennio del ‘700 del 18° e il periodo a cavallo tra ‘700 ed ‘
Nonostante la novità che l’ascesa del Novel (romanzo moderno borghese) rappresenta nel sistema letterario e sulla scena della sensibilità di uomini e donne, secondo Erich Auerbach il vero salto qualitativo nella storia della narrazione romanzesca realistica occidentale si colloca all’inizio del 19° (primi decenni dell’800) e trova il suo elemento caratterizzante nello storicismo romantico
Storicismo concezione filosofica, affermatasi in Germania nei primi anni dell’800. Ogni evento è legato al momento storico e la storia umana è concepita come movimento progressivo nella quale ci sono fasi di progresso e recesso che portano ad un momento di sintesi.
La storia viene concepita come processo con una traiettoria non lineare che finisce con una sintesi del progresso.
Secondo Auerbach è un tratto del fondamentale del romanzo borghese moderno e segna un salto di qualità rispetto alle caratteristiche del Novel inglese
«Le basi del realismo moderno sono da un lato la trattazione seria della realtà quotidiana e il fatto che più estesi ceti sociali e socialmente inferiori siano assurti a oggetti d’una raffigurazione problematico- esistenziale. Dall’altro lato l’inserimento di persone e di avvenimenti qualsiasi e d’ogni giorno nel filone della storia contemporanea, del movimentato sfondo storico» (Erich Auerbach, Mimesis, 1946)
L’elemento che si aggiunge e modifica il Novel è l’intreccio del quotidiano e la consapevolezza che questo è inseparabile dal contesto storico nella quale si colloca
Secondo Auerbach lo storicismo romantico fornisce le premesse indispensabili al consolidamento della narrazione romanzesca realistica moderna, che consistono nel:
Secondo Auerbach queste due tendenze si incrociano e trovano il punto di convergenza e massima produttività nell’ apogeo del romanticismo francese (dall’Inghilterra alla Francia)
1830
INGHILTERRA romanzo storico. Esponente Scott. Eroi con caratteristiche del tipico eroe del Novel. Personaggi mediocri che rappresentano le grandi tendenze dello sviluppo storico. Sono tipici dell’epoca.
Elementi di romance persistono nella contrapposizione tra Inghilterra e Scozia e nella dialettica tra determinismo delle circostanze storiche e le necessità dell’efficacia narrativa
Walter Scott figura di riferimento per l’ascesa del romanzo moderno in Europa. I suoi eroi li ritrova nella geografia storica. Sono di solito inglesi e le loro avventure iniziano quando si spostano in scozia (definita esotica e barbara). Lì si hanno colpi di scena e varie avventure.
Romanzo storico cerca di instaurare elementi egemoni del Novel (che erano funzionali), senza rinunciare ai tratti caratteristici del Novel per tenere attiva l’attenzione del pubblico.
Sterne rientra nella caratteristica esclusiva del romanzo moderno
Importante per Pirandello che si inserisce nel romanzo umoristico, meta-narrativo
Con Walter Scott e il romanzo storico maturano due tratti letterari che caratterizzano la narrazione realistica della prima metà dell’800:
ITALIA (primi 20/30 anni del ‘900) mentre in Inghilterra si afferma il realismo storico e in Francia il realismo contemporaneo, Alberto Asor Rosa scrive un saggio intitolato La storia del romanzo italiano? Naturalmente, una storia anomala.
Perché naturalmente? E perché anomala?
Nella storia italiana c’è un ritardo di tipo politico (diventa uno stato unitario molto dopo Francia ed Inghilterra) che porta con sé un ritardo nella formazione di una coscienza nazionale. Al di sotto di questa stentata conoscenza nazionale, persistono le differenze regionali e municipali.
1870 dopo la breccia di porta Pia la capitale d’Italia è Roma, ma la capitale culturale però è Milano. Verga e Capuana vanno a Milano perché` avevano giornali e case editrici. Roma era così un paese di provincia.
Anni 10-30 del ‘900 Firenze capitale culturale con riviste più agguerrite (Vittorini, ecc.). dopo il dopo guerra (anni 40) ritorna a Milano la capitale culturale.
La storia culturale italiana è secolarmente policentrica Accanto a centri culturali mobili la provincia mantiene vitalità. Una capitale di uno stato-nazione, desertifica il resto del paese. Una situazione di tipo policentrico favorisce esperimenti lontani dalla metropoli, in provincia e possono così essere più audaci e più
Ci danno un’idea di come sia il peso della tradizione precedente e sul freno che impone alla formazione della prosa romanzesca moderna.
Differenza tra Le ultime lettere di Jacopo Ortis ed I promessi sposi , tra I promessi sposi e Le confessioni di un italiano , tra Le confessioni di un italiano e i Malavoglia in Italia nel corso dell’800 una tradizione romanzesca non c’è, ci sono dei grandi romanzi e grandi romanzieri. Una tradizione romanzesca si costituisce da grandi autori e da un grande tessuto connettivo che fa volume e costituisce una comunità di autori, che si riconoscono in un’idea condivisa di valori, lingua romanzesca. Questa condivisione produrrà poi Il rosso il nero, La certosa di parme e anche centinaia di romanzi minori che ora non si leggono più.
Romanzo storico in Italia i letterati italiani del principio del realismo storico, recepiscono solo gli elementi di Romance (quelli di Domenico Guerrazzi e Massimo d’Azelio che sono ambientati in un medioevo di cartapesta con personaggi storici famosi, gesta eroiche, avventure)
Altra scelta che fa: i personaggi che sceglie non sono né medi né grandi, ma sono 2 proletari del comasco che saranno i personaggi principali del romanzo.
Crea una lingua per il romanzo: non quella di Foscolo o Petrarca. Manzoni riscrive 3 volte I promessi sposi : mette l’italiano approssimativo della Lombardia del 17° secolo, il fiorentino letterario e quello parlato tra il 1826 ed il 1840
Nel rapporto tra finzione e componente storica (alla base dello storicismo romantico) che Scott riusciva a tenere in equilibrio, Manzoni sposta il peso e l’importanza sulla storia a scapit0 della finzione
1850 Manzoni critica Scott nell’uso disinvolto della storia ed afferma che nei componenti misti è la storia che prevale, perché con lei compete la narrazione delle strutture fondamentali del romanzo che deve essere documentata in maniera ineccepibile e all’invenzione pertiene la parte dei personaggi umili, sempre in un quadro di stretta verosimiglianza
Con il passare del tempo questo ibrido (romanzo storico) i due elementi diventano per Manzoni inconciliabili: la storia non può essere contaminata con la finzione e essa senza la verità della storia diventa totalmente priva di valore
Manzoni lascia aperta una grande quantità di problemi: linguistico, generico e ideologico, che iniziano ad essere dipanati negli ultimi 20 anni del ‘800, quando viene acquisita la tradizione francese del verismo naturalismo (in Francia l’arcata cronologica del Romanzo moderno conosce fratture alla metà del secolo, ma occupata da una traduzione abbastanza omogenea)
Lez. 3 - 14/02/
FRANCIA il romanzo storico inglese degli anni ’20 dell’800, muta in realismo contemporaneo in Francia
L’ascesa del romanzo realistico in Francia è legato a due autori:
La cronaca si mescola al racconto, il personaggio diventa rappresentativo del proprio tempo, il romanzo si pone come vasta inchiesta sociologica sulla contemporaneità
[…] in nessun altro romanzo precedente, e anzi in nessun’opera letteraria, fosse anche di quelle con espresso contenuto di satira politica, le condizioni politiche e sociali del tempo sono conteste con l’azione in modo così preciso e reale; costruire e sviluppare la tragica esistenza d’un uomo d’umile stato, come qui Julien Sorel, traendone e sviluppandone le conseguenze e le ragioni fondamentali della più concreta storia del tempo, costituisce un fenomeno del tutto nuovo e d’enorme importanza. (Auerbach sul Rosso e il nero, in Mimesis, 1946)
Auerbach mette così in rilievo la novità decisiva caratterizzante della narrativa realista del ‘900 la grande importanza attribuita all’ambientazione storica della vicenda narrata.
Già nel romanzo storico, il contesto storico-sociale ha acquisito notevole importanza.
Nel romanzo realista di ambiente contemporaneo, la cronaca si intreccia con l’azione:
Vicende politiche e sociali:
Stendhal era un burocrate che fece carriera nell’amministrazione napoleonica, venne a vivere a Milano e nel 1821 venne cacciato dai restauratori. Visse una vita balorda e nel 1830 riceve l’incarico di console a Civitavecchia e dopo la rivoluzione di Luglio si dedicò alla scrittura. Testimone impagabile della parabola esistenziale vissuta dalla sua generazione.
I protagonisti di Stendhal cercano un’ascesa in società, ma hanno una consapevolezza di non appartenerne. Sono eroi in conflitto con il proprio tempo
In realtà, nei suoi romanzi, Balzac dedica molto tempo all’analisi dei fenomeni sociali del suo tempo (come nel suo libro Illusioni perdute ) introducendo in seguito un gusto dell’iperbole, il colpo di scena e la caratterizzazione molto netta dei suoi personaggi.
L’elemento che accomuna Stendhal e Balzac: entrambi appartengono alla generazione romantica (quello che è il realismo contemporaneo è anche definito realismo romantico)
Il loro rapporto con la società del proprio tempo è antitetico:
Entrambi si pongono con un atteggiamento di partecipazione e coinvolgimento: sentono di poter modificare, intervenire e giudicare il contesto storico essendo romanzieri ed è per questo che si concedono ampio spazio per il proprio intervento soggettivo
Ciò si riflette nella funzione dei loro narratori in 3° persona che non si limitano a comunicare lo sviluppo di una narrazione, ma anche un sistema di valori con un giudizio ed un’interpretazione su quella società
La signora Vauquer, nata de Conflans, è una donna anziana che da quarant'anni tiene a Parigi una pensione familiare situata in rue Neuve-Sainte-Geneviève, tra il quartiere latino e il faubourg Saint-Marceau. […] nel 1819, anno in cui ha inizio il nostro dramma, vi si trovava una povera ragazza. Per quanto screditato, il termine dramma di cui è stata prodiga in maniera abusiva e persecutoria la lacrimevole letteratura dei nostri tempi nel nostro caso è necessario usarlo: non che questa storia sia drammatica nel vero senso della parola, ma alla fine dell'opera forse qualche lacrima sarà stata versata intra muros e extra. La capiranno fuori di Parigi? È lecito dubitarne. Le particolarità di una vicenda ricca di osservazioni e di colore locale non possono essere apprezzate se non tra le colline di Montmartre e le alture di Montrouge, nell'illustre vallata di calcinacci sempre sul punto di cadere e di rigagnoli neri di fango; vallata piena di sofferenze reali, di gioie spesso ingannevoli, e così frenetica che occorre un qualcosa di esorbitante per crearvi una sensazione di una certa durata. Capita però che ci s'imbatta in dolori che il coacervo di vizi e di virtù rende grandi e solenni: alla loro vista, gli egoismi, gli interessi, si arrestano e s'impietosiscono, ma l'impressione che ne ricevono è come di un frutto saporito subito divorato. […] Ah! sappiatelo: questo dramma non è una finzione, né un romanzo. All is true, è così vero che ciascuno può riconoscerne gli elementi intorno a sé, forse nel proprio cuore. (Balzac, Papà Goriot, 1834)
Arte descrittiva elevata all’ennesima potenza: parole come dramma, drammatico, esorbitante ci dispongono a leggere un romanzo di Dumas (di avventure mirabolanti, sentimenti estremizzati l’uno con l’altro). Tensione melodrammatica che si sposa in una tensione mimetica
Paradigma del romanzo realista prima del 1850 (prima metà dell’800)
queste forme di narrazione vengono contenute a vantaggio della scena, il dialogo e la presa diretta che ha un effetto più forte di coinvolgimento emotivo
La caratterizzazione del personaggio non sta nella vita privata ma nelle relazioni pubbliche (cosa fa e dice sulla scena pubblica). La scena pubblica è anche dove le forze si contrappongono (ricchezza/ povertà, bene/male, giusto/sbagliato, spiritualità/passionalità...) incarnate nei personaggi.
I protagonisti hanno caratteri grandiosi che si manifestano con una passione dominante(ambizione, avarizia, avidità, devozione, bontà, dedizione per gli altri) che viene esplicitata in gesti e discorsi ad alta voce
Nell’ immaginazione melodrammatica Peter Brooks unisce scrittori come Stendhal, Hugo, Scott, Manzoni, Dickens e secondo Brooks questa testimonia la sopravvivenza del sacro e della tragedia in un’epoca secolarizzata in cui la tragedia e il sacro non sono più al centro dell’attenzione.
Paradigma del romanzo realista dopo il 1850 (seconda metà dell’800)
Dopo la metà del secolo questo paradigma ha una torsione, con evidenza particolare in Francia.
Tra il 1848 e il 1849 tutta l’Europa è attraversata da moti rivoluzionari di carattere democratico e popolare che falliscono ovunque e in Francia si assiste nuovamente a una Restaurazione (Comune di Parigi ed inaugurazione della II° Repubblica francese).
Nello stesso tempo il Capitalismo della I° Rivoluzione industriale da forza innovativa nel dare alla ribalta la nuova classe sociale e diventa l’unico orizzonte economico (in Francia specialmente) e così la classe borghese, dinamica, rivoluzionaria diventa conservatrice.
Il capitalismo sta così diventando una forza che schiaccia l’individuo alienandolo e trasformandolo in una “merce”
In questo tempo intellettuali e scrittori esperiscono la propria irrilevanza in una società rivolta al profitto, alla produzione e al consumo. Non hanno più valori da promuovere e l’unica funzione per gli intellettuali della seconda metà dell’800 è quella dell’osservazione fredda, distaccata e non partecipe della realtà circostante.
Fino alla seconda metà dell’800 la parola realismo non aveva un significato preciso:
Questi scrittori si differenziano per la dichiarata tendenza anti-romantica prevale la narrazione sulla descrizione e alla partecipazione si sostituisce l’osservazione fredda e distaccata
Reimposta anche il rapporto tra la narrazione romanzesca e la realtà: prima di scrivere si documenta sul campo, rinuncia a qualsiasi tensione utopica, tentazione melodrammatica e punta a ciò che viene definito il “grado 0” della finzione
Émile Zola esponente più importante del realismo francese
Ha teorizzato l’idea dello scrittore scienziato (che scrive il romanzo come se il personaggio eseguisse un esperimento), dove il narratore deve tenersi a distanza.
Qualche anno prima scrive un saggio su Flaubert che lo individua come il padre del naturalismo ed individua tre elementi che vanno contro al realismo
Non è incardinato sul personaggio principale, ma sull’ambiente che lo circonda e lo condiziona (alla monologicità del narratore preferisce la coralità: porta con sé l’elemento della polifonia, pluralità dei punti di vista).
Il romanzo idealista è in realtà il romanzo che apre le porte al novecento offrendo una visione del mondo relativista.
Discorso indiretto libero discorso in 3° persona, però i verbi sono spesso all’imperfetto: è un discorso già avvenuto e riportato dal narratore. Il narratore parla con il punto di vista del personaggio cui sta riportando il discorso, con il suo lessico e con l’orizzonte mentale attribuito presumibilmente al personaggio (Esempio: Il rosso malpelo di Verga)
Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riuscire un fior di birbone. Sicché tutti alla cava della rena rossa lo chiamavano Malpelo; e persino sua madre, col sentirgli dir sempre a quel modo, aveva quasi dimenticato il suo nome di battesimo. Del resto, ella lo vedeva soltanto il sabato sera, quando tornava a casa con quei pochi soldi della settimana; e siccome era malpelo c'era anche a temere che ne sottraesse un paio, di quei soldi: nel dubbio, per non sbagliare, la sorella maggiore gli faceva la ricevuta a scapaccioni. Però il padrone della cava aveva confermato che i soldi erano tanti e non più; e in coscienza erano anche troppi per Malpelo, un monellaccio che nessuno avrebbe voluto vederselo davanti, e che tutti schivavano come un can rognoso, e lo accarezzavano coi piedi, allorché se lo trovavano a tiro. (Giovanni Verga, Vita dei campi, Rosso malpelo, 1880)
Narratore esterno impersonale che è la proiezione vocale del suo autore. Questo brano è scritto tutto in discorso indiretto libero.
È tutto riferito alla comunità: le persone con i capelli rossi erano rare e considerate eccentriche. La conseguenza diventa la causa: cattivo perché aveva i capelli rossi e la comunità capovolge questo ideale, dicendo che era cattivo perché aveva i capelli rossi.
Il narratore diventa l’impersonale, si fa sempre più indietro e lascia che le voci dei personaggi si esprimano attraverso la sua voce in questo espediente narrativo.
Effetti del discorso indiretto libero:
Verga era maestro di straniamento.
Lez. 4 - 19/02/
Quando in Francia anni ‘70 e ’90 dell’800 si afferma la stagione del Naturalismo, anche in Italia dopo la tradizione ottocentesca che si era costruita, nasce una tradizione romanzesca: il Verismo (esponenti sono Verga, Capuana, Pirandello, Svevo)
Contemporaneamente al Verismo in Italia altre due tendenze procedono parallele: l’estetismo (di Dannunzio- Il Piacere ) e il romanzo spiritualista (di Fogazzaro). Due tendenze che tentano di restaurare quello che spazzò via il Naturalismo:
L’ultimo decennio dell’800 ha visto tendenze diverse in conflitto che coesistono e che si annullano a vicenda nella costituzione di una forma romanzesca italiana.
Inizio ‘
Momento di crisi maturata nella seconda metà dell’800:
Gli intellettuali delle nuove generazioni rispondono a questa frattura in modi diversi:
Baudelaire risponde a questa consapevolezza accettando l’esperienza dello shock: l’arte deve produrre un effetto di shock su chi la fruisce, come la città su chi la frequenta.
In Italia coloro che avvertono la necessità di rompere con la tradizione sono scrittori ed intellettuali degli anni ’80 dell’800, che vivono la propria giovinezza presentandosi sulla scena individuale: generazione che risponde in modo diverso alla crisi e cerca un rinnovamento della cultura. Individua la rivista come luogo di aggregazione, come strumento di comunicazione con un pubblico esteso, come strumento di diffusione (anche propagandistico) di una tendenza letteraria, uno strumento militante che permette allo scrittore di intervenire nella realtà
La Voce rivista che nasce a Firenze del 1908 (capitale culturale nei primi 30 anni del ‘900).
Fondata da due intellettuali: Giuseppe Prezzolini e Giovanni Papini (qualche anno prima fondarono una rivista chiamata Leonardo)
Leonardo rivista sofisticata di matrice
La Voce quotidiano, rivista qualunque
La voce era di impianto politico-culturale. Escono inchieste importanti sul Mezzogiorno e sulla donna. Cerca di raggiungere il pubblico in maniera ampia estendendosi in centri grandi e nelle province. Vuole generare nuovi intellettuali per creare la nuova classe dirigente dell’Italia.
Da Firenze attira molti intellettuali e scrittori da tutta Italia.
Rivista politica culturale con un programma letterario preciso affidato agli scritti di alcuni autori importanti: programma letterario che nasce dalla percezione della crisi dell’Io, come luogo di sintesi delle esperienze. Avvertono la crisi come rapporta tra l’individuo e la realtà.
I vociani rispondono non dando ordine a questo caos, ma con la rappresentazione fedele del caos.
Conseguenza poetica della voce contraria al romanzo e alla novella, che secondo gli scrittori vociani sono generi borghesi e hanno la colpa di organizzare ciò che si presenta discontinuo e frammentato.
Cardini della poetica vociana:
Elementi sintomatici di una reazione ad una crisi del romanzo
I vociani diffidano dagli esperimenti di D’Annunzio, ma non sanno nulla di quello che sta facendo Pirandello e Svevo.
Quando prendono atto di ciò che sta succedendo, lavorano sulla destrutturazione del romanzo cercando di creare un nuovo genere
«Molti di noi considerava l’arte come uno sforzo lirico, e ci pareva che uno sforzo lirico non potesse durare a lungo [...]; e andavamo alla ricerca dei momenti lirici di un autore, considerando il resto come un tessuto
connettivo, un riempitivo, un lavoro di retorica o di pedagogia o di pazienza [...]. Insomma, “La voce” per molti è tutt’ora legata a questo tentativo di ridurre l’ispirazione poetica ad un momento di purezza, in cui non ci sia mescolanza di morale o di praticità o di eloquenza». (Prezzolini, 1912)
Sintesi efficace dell’estetica dominante in quel periodo: quella di Benedetto Croce. Per lui in un’opera d’arte si devono cercare i momenti di poesia ignorando quelli legati al tessuto connettivo, retorica, pedagogia
«“La Voce” nacque con un intenso desiderio, in tutti quelli che vi parteciparono più attivamente, della verità. Ora letterariamente parlando, questo sentimento della verità condusse quelli che erano tra noi degli scrittori ad una forma d’arte che non si può chiamare frammentismo. Il culto della verità ad ogni costo mi pare che portasse piuttosto ad un indirizzo differente, ossia all’autobiografia. Dove si può trovare maggiore verità nell’arte, se non raccontando sé stessi?» (Prezzolini, 1912)
Prezzolini si difende dalle accuse di frammentismo. Con l’idea di una prosa narrativa votata alla scoperta della verità, la polifonia va a farsi benedire: nelle prose vociane (autobiografie vociane) non c’è la polifonia. Un ritorno all’individualismo eroico e titanico (originario del romanzo foscoliano dello Jacopo Ortis che Manzoni ridimensiona drasticamente)
«[…] «se uno pensasse a scatti, gli scoppiassero dentro cose profonde come lampi senza alone, senza riverbero logico, senza echeggiamenti di concatenamenti sillogistici, farebbe male a non darci come gli viene il pensiero suo, a scatti, a guizzi, a motti senza mettere tra l’un motto e l’altro un artificiale lavorio di apparente sistemazione. Vogliamo l’aforisma vivo non il rabberciamento di facciata secondo le regole solite; l’improvviso bagliore non un annegamento diluito secondo i bisogni correnti del raziocinare comune» (Giovanni Boine, Un ignoto, pubblicato su «La Voce», 1912)
Boine sostiene che il Mondo non è una successione ordinata di cose, pensieri, oggetti, azioni con conclusioni finali. Il mondo è complessità, simultaneità delle esperienze della vita interiore. Tutto ciò non può essere banalizzato nell’architettura ordinata nel romanzo dell’
Nel suo romanzo Il Peccato, rifiuta la dinamica romanzesca: la vita autentica non si può raccontare in prosa narrativa e deve essere affidata ad una rappresentazione con le stesse caratteristiche
Nella sua aggregazione intorno alla rivista La voce, la generazione degli anni ‘80 rappresenta un ostacolo per la trasformazione, l’evoluzione e la sopravvivenza della forma romanzo: barriera degli scrittori vociani
Nel primo decennio del ‘900 in Italia ed Europa, si assiste alla caduta della produzione romanzesca vivacissima negli ultimi due decenni dell’800 e che nei primi 15 anni del ‘900 si assottiglia
Il romanzo è un genere totalitario, mosso da una spinta, da una tensione appropriatrice
Il romanzo nel corso dell’800 si appropria di pezzi di realtà sempre più alti: tende di rappresentare tutto
All’inizio del ‘900 gli intellettuali in Europa si rendono conto che il “tutto” non è solo una nuova classe sociale, un argomento taboo o un ambiente mai rappresentato fino a quel momento, ma riguarda anche la psiche degli individui e il gioco reciproco di condizionamento tra la psiche e le sollecitazioni esterne
Pre avanguardie anticipano quelle che saranno delle vere rivoluzioni
Lez. 5 – 20/02/
Queste caratteristiche hanno lo scopo di cancellare dalla scrittura letteraria la personalità dell’Io (scrivente) per lasciare spazio al dinamismo della materia: servono a far risuonare sulla pagina direttamente il peso, rumore e odore della materia
Rifiuto dei nessi sintattici e della psicologia non si concigliano con la narrazione rommaanzesca
Un romanzo futurista è esistito:
I futuristi lavorano sull’idea di simultaneità tentativo di rappresentare la molteplicità delle cose che accadono in uno stesso momento e di restituire nella dimensione spaziale, il movimento (che in realtà si estende nel tempo)
Queste caratteristiche sono nate in Francia, già nel 1930 tramite la cronofotografia (più foto sovrapposte).
Gli scrittori futuristi cercano di tradurre nella scrittura, che pone vincoli più stringenti della tela di un quadro, queste innovazioni elaborate in altri ambiti.
La prosa narrativa futurista è molto efficace nella restituzione delle immagini e soprattutto dal punto di vista dei suoni, imitando la simultaneità delle immagini è chiaro che la scrittura letteraria non può competere con gli strumenti dell’immagine cinematografica.
Mentre Marinetti scrive manifesti su radi, danza, cucina, politica ecc, un manifesto del romanzo futurista compare molto tardi, quando ormai il futurismo è quasi del tutto estinto
Romanzo sintetico , 1939 manifesto non rivoluzionario, ma è in realtà molto tradizionale e arretrato.
Marinetti indica come modello da superare: Joyce, Proust, Manzoni, Verga, Hugo, Dumas e Mann, come se facessero parte della stessa cosa.
Il modello da seguire era il romanzo poema di D’Annunzio (il ritorno della morte)
Caratteristiche del romanzo sintetico:
Dinamico: susseguirsi veloce di scene
Simultaneo: privo di un’architettura narrativa e sintassi romanzesca
Scomposte in una “bolla” di sensazioni simultanee slegate tra loro, tenute insieme da un “Io”
Questo manifesto è molto lontano da come gli scrittori hanno affrontato la crisi del secolo.
In fin dei conti il futurismo ha portato comunque grandi cambiamenti nella storia letteraria.
Le avanguardie storiche oltre il Futurismo Dadaismo, Surrealismo (Francia, inizio anni ’20), Cubo- futurismo (Russia)
1910 le sue raccolte poetiche si muovono nella zona identificata come Crepuscolare
Consapevolezza della perdita dell’aureola di Baudelaire consapevolezza che porta ad un abbassamento del sublime poetico, che investe molti piani ed i poeti crepuscolari sono i primi in Italia (10904-1915) a comprendere questo cambiamento traendone conseguenze precise
È passato attraverso il mondo futurista mantenendo la propria personalità e non indossando una “divisa”.