






















































































Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Appunti presi a lezione, completi, del corso di devianze
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 94
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!























































































19 Novembre 2020
Devianze e conflitti
Testi in programma,
Immigrazione: problema di classificazione --- testo: imm e criminalità del 2012, si proverà ad aggiornarla, testo introduttivo alla relazione data per assodata che dal punto di vista comunicativo e centrale nelle nostre società negli ultime decenni e anno 90 -- binomio tra criminalità e immigrazione. Problema nelle nostre città (dimensione locale e globale): tra aumento imm e criticità dell’evoluzione del fenomeno criminalità. Domande: rapporto tra imm e criminalità? , è un rapporto scontato: dove aumentano gli imm c’è anche un problema di ordine sociale? -- gli imm non riescono ad assimilare quelle norme di dove vengono accolti --- problemi di integrazione e di assimilazione? ; c’è una criminalità degli stranieri o le forme sono sempre le stesse? forse c’è stata una sostituzione degli stranieri in quegli stessi in cui agivano gli italiani? o le forme/teorie della criminalità sono le stesse e quindi non c’è una specifica per la criminalità degli stranieri.
I dati statistici che cosa ci dicono? se leggiamo un giornale dicono che è in aumento della criminalità degli stranieri, o per certi reati tipi degli stranieri? che cosa misurano questi dati? --- selettività del controllo criminale ---- “ le persone utilizzano le statiche come gli ubriachi usano un lampione” -- non x vedere una strada ma x appoggiarsi, a seconda di come i dati vengono elaborati si vedono cose diverse (ciò che viene eliminato e ciò che invece viene enfatizzato), oltre a ciò vediamo della variabili importanti che incidono in modo significativo che non sono visibili sulla criminalità degli stranieri , variabili che vanno considerate che di solito non sono visibili nella costruzione del dato; problema: dark number della criminalità: ciò che noi conosciamo della criminalità , x qualsiasi caso anche degli autoctoni è solo una minima parte del fenomeno, se non si denuncia infatti non si conosce il reato, se non viene registrato dalla polizia non esiste, se la persona non viene condannato non esiste --- è evidente che è molto diverso guardare una statistica sulle denunce e della condanne ( spesso ci si focalizza solo sulle denunce), selettività dei processi di criminalizzazione : si parla che a parità di denunce tra stranieri e italiani, il numero di condanne cambia in modo notevole, ciò vale anche tra donne e uomini, poveri e ricchi, la percentuale di condanne cambia, la selettività non funziona solo per gli immigrati ma funziona anche in base a gerarchie che si costruisce a seconda note delle linee intersezionali linea del colore della pelle/genere/razza e metterle insieme per parlare della selettività del processo di criminalizzazione , hanno sempre condizionato il funzionamento del processo penale -- selettività di variabili ben definite che hanno a che fare con caratteristiche ascritte/sociali della persona che ha commesso il reato non con la gravità del reato e che ciò ha causato, variabile che influenzano questa selezione; teorie della devianza e criminalità: ma applicate x cercare di dare una spiegazione alla criminalità degli stranieri.
Valeri f. cerca di capire se le teorie possono esserci una correlazione tra imm e criminalità, + riferimenti a ricerche condotte in Italia.
IV Capitolo
4 capitolo -- (vedremo dopo il primo) , riguarda le politiche sull’immigrazione e per l’imm, l’emigrazione (fatto sociale totale), le persone si muovono dentro una serie di regole del gioco, il diritto è la regola del gioco dentro la quale un sogg si trova a fare delle scelte in base alle opportunità che gli vengono offerte.
Evoluzione normativa : l’immigrazione nel nostro paese è diventato un tema centrale dagli anni ‘90. Le norme però cambiano continuamente, esse non sono statiche e che sono influenzate dalla politica/norme/ pratiche discorsive che accentrano consenso e dissenso sui cambiamenti sociali.
La legislazione per ragioni sia storiche e anche per tradizioni, elemento di di indirizzo delle politiche. L’Immigrazione non fa eccezione, anzi la legislazione in materia di immigrazione e la sua implementazione e applicazione ha fortemente influenzato il tipo tipo di immigrazione.
Schuck dice che il diritto può dare delle chiavi di lettura riguardo alle regole giuridiche, le istituzioni, le procedure, le decisioni giurisprudenziali influenzano poi i movimenti delle popolazioni all’interno e all’esterno dei confini nazionali (chi è residente e chi no, chi può essere cittadino di un certo paese ecc..)
Ci Interessa osservare come è cambiato l’approccio alle migrazioni , e come è cambiata l’idea dell’immigrazione: da essere “funzionale per il lavoro” a essere percepita come “minaccia”, queste dinamiche si intrecciano tra di loro una persona può essere vista sia come un criminale che come funzionale.
Durckheim --- primo ad affermare l'ambiguità e la ambivalenza della devianza -- può essere vista come una minaccia all'ordine sociale ma anche un fattore di cambiamento sociale (NB: NON OGGETTO), senza devianza la società sarebbe immobile “la devianza può essere l’anticipazione di una devianza in divenire” --- idea positiva, ma non solo ANCHE la devianza (la violenza della norma sociale), anche come fattore di conservazione sociale perché si è un fattore di cambiamento sociale, la condanna però individua in sogg specifici, e così noi ci sentiamo più vicini alla norma che è stata infranta.
Simmel : straniero, e l’uomo marginale tra due culture e tra 2 forme di orientamenti normativi diversi --- ciò si intreccia con la figura del deviante, per la sua ambivalenza Park e D -- dentro (perchè deviante) e fuori (straniero) al contesto di riferimento. Sia è deviante perché si è dentro al contesto di riferimento, si è devianti perché le persone ti additano come deviante; tutti siamo stranieri in un altro luogo.
II. testo -- + interventi di Omid, ricerche empiriche con metodologia qualitative, interviste o osservazione partecipante, + osservazione dei cass, sprar, + capitoli che presentano le ricerche qualitative. Campi di Conad, necessità di avere un approccio qualitativo, al di là dei dati, e della difficoltà di interpretare i dati, di entrare a vedere le istituzioni totali: come i carceri, i centri di identificazione e di espulsione
aspettative cognitive: esperienza --- se faccio così succede questo aspettative normativa: la strada rimane valida anche di fronte alla violazione della norma, anche se tutti la stanno violando.
E’ anche uno strumento di rivendicazione, di cambiamento sociale, come lo si usa? che ruolo ha nella trasformazione sociale. Il diritto non è un qualcosa di giusto o sbagliato ma è una tecnica che ha bisogno di una legittimazione, ma è una tecnica neutra si può usare x un obiettivo buono/cattivo a seconda di come viene percepito dai soggetti; la legalità va discussa es. legalità che favorisce lo sfruttamento, non è perchè è sbagliato non c'è più la norma --- che tipo di critica si può fare? --- ci deve porre da un punto di vista esterno al diritto, quando siamo dentro al sistema giuridico possiamo solo dire che un comportamento è dentro alle norme. Sguardo dei sociologi: ci consente una maggiore riflessione,sulla questione criminale -- che gira dietro alla definizione di certi comportamenti criminali e delle relazioni tra immigrati e criminali, come fondanti di un immaginario collettivo che si trasforma in un ulteriori norme.
Richiedente asilo e rifugiato, protezione umanitaria che cosa vuol dire, protezione umanitaria -- classificazione non è solo un elemento descrittivo, ma molti hanno dei riferimenti arbitrari: ciò che può essere discusso e messo in discussione, alcune distinzione sono chiare. La realtà non sta mai dentro al contenitore, le classificazioni sono anche istitutive delle realtà della società, producono fattori delle realtà.
Le classificazioni producono delle realtà sociale -- producono non solo realtà cognitive, ma anche effetti normativi: come realtà sociale inevitabili, che realtà inevitabili “sono così” -- restino alle esperienze.
Le etichette sono il frutto di conflitti nei campi in cui si muovono -- la produzione di una definizione è un esercizio di potere, perché si generano realtà sociali, e dare ciò che scontato e inevitabile.
20 Novembre 2020
Devianze e conflitti
I capitolo: tra regolarizzazione e criminalizzazione : descrive regole del gioco con cui gli immigrati si devono confrontare quando arrivano in italia.
Ruolo del diritto nella definizione degli migrazioni
Andamento delle normativa delle migrazioni in Italia -- da quando l’italia è diventato un paese di imm osservando cambiamento del concetto dell immigrazione: prima eravamo noi
ad emigrare in molti paesi UE, tra cui la Germania, dagli anni ‘70 cambia la percezione del fenomeno immigrazione: sono gli altri che arrivano e non noi che che andiamo.
Come sono? In una prima fase sono pochi e funzionali all’economia e sono persone che arrivano in un momento di crescita, ciò cambia quando vi è un aumento degli immigrati, dagli anni ‘90 (sebbene sempre sottodimensionati rispetto all’immaginario/percezione che gli italiani hanno, numero di clandestini, richiedenti asilo, e quelli che sono invece i dati reali, c’è una forte sproporzione); il fenomeno imm è diventato al centro del nostro paese con distorsioni dei dati testimoniati dell’istat/ da fonti quinzi nazionali.
Tappe :
Dalla Turco napolitano vi è stato un irrigidimento della normativa, prima integrazione nel nostro paese; l’imm economico visto in modo negativo, sembrerebbe che non ha problemi particolari da cui parte, viene qua solo per migliorare la sua vita (perché non dovrebbe?), si spostano da paesi in cui c’è il rischio x la sopravvivenza/non c’è mobilità sociale; sarebbe quindi da rivedere la figura dell imm lavorativo soprattutto quando la si mette a confronto con la figura del richiedente asilo che invece ha titolo x scappare dal suo paese (riconosciuto dal diritto -- in questo senso la normativa stabilisce chi ha titolo no e chi sì); chi scappa da carestie non titolo per chiedere l’accoglienza, diritto è fondamentale è fondamentale per questa classificazione per chiedere la protezione.
Ultimi 10 anni -- lavori delle corti supreme, il conflitto, la definizione normativa è il risultato di una cristallizzazione di un conflitto rispetto a dei processi di definizione e degli interessi che vanno tutelati, chi decide che l’imm deve essere tutelato? NIENTE GIUDIZIO su questi aspetti; quelle categorie che consideriamo come oggi e statiche sono delle costruzioni sociali, il fatto che sono giuridiche non vuol dire che non siano della costruzioni sociali, il diritto stesso è un prodotto sociale e spesso la materialità delle condizioni della esistenza degli imm sfida quelli sono i confini definiti da queste categorie producono effetti sociali.
Riforma cittadinanza -- molto sperata che continua a produrre delle resistenza importanti x la società italiana
Differenze tra definizioni (usate in modo indiscriminato/confuso e non ben definito -- 2 distinzioni opposte, quello del diritto sono tutte definizioni diverse:
● il clandestino non è una figura giuridica , ma è usata solo a livello politico: chi giunge in Italia senza permesso, violando le norme di ingresso
chi ce l’ha ma poi lo perde, chi arriva e che non sono ancora nella possibilità di richiedere il diritto d’asilo, e chi lo ha chiesto ma ancora non ce l’ha, chi è in Italia con permesso di soggiorno ma che siccome gli viene tolta la protezione umanitaria diventa irregolare/clandestino).
Il cittadino proveniente da un paese che non rientra nell’UE viene denominato:
● Immigrato= condizione di chi si trova in un paese diverso da quello di origine perché vi si è trasferito per ragioni prevalentemente di studio o di lavoro;
tempo (qualsiasi norma sociale cambia nel tempo, relatività , cambiano nello spazio, sono risultato di decisioni politiche frutto di conflitti nella società e quando vincono sono frutto di un potere nella società), queste norme (cittadinanza, le norme sulle residenza, il diritto d’asilo, per i permessi di soggiorno) cambiano nel tempo e nello spazio da poter affermare che regolarità e irregolarità sono degli stati/momenti nella vita degli stranieri molto più che degli status giuridico. Essere irregolare e regolare sono due momenti nell’esistenza dello stesso soggetto.
Ruolo del diritto nella costruzione sociale di etichette che noi poi utilizziamo senza più relativizzare, senza mettere più in discussione, ciò vale per tutto ciò che a che fare con i comportamenti devianti o della definizione della follia; essi vanno visti solo come dei momenti ma spesso MA l’etichetta è così grande da ridurre tutta la identità del soggetto a quell’etichetta, il pazzo è il pazzo; ciò vale ancora di più per le etichette giuridiche: differenza tra qualcuno che ha commesso qualche reato e l’ex detenuto persona che ha subito un TSO in qualche momento della sua esistenza e il pazzo in senso globale , il movimento tra una condizione e l’altra segue un progressivo irrigidimento dell’etichetta e una riduzione della identità del soggetto a quella situazione specifica; ciò vale anche per altre etichette: l’immigrato, extracomunitario.
Le definizioni hanno una potenza simbolica, come ogni pratica discorsiva, influenzano quindi il nostro modo di vedere il mondo, con cui percepiamo queste figure gli immigrati/i clandestini.
Definizioni:
● Migrante irregolare: persona che è entrata nel paese senza un regolare controllo alla frontiera o che è entrata in modo regolare ma cui è scaduto il permesso di soggiorno.
Dati: popolazione straniera regolare in Italia: quasi 5 milioni.
Il numero degli irregolari aumentato quando vi sono gli ultimi decreti sicurezza, chi aveva diritto ora non più (si veda il decreto Salvini: che abroga alcuni titoli per rimanere in Italia, sostituendoli altri con alcuni più puntuali); fine 2020 arriverà 670 mila.
Cosa fanno queste persone? devono avere tetto sopra la testa, devono mangiare.
I dati che provengono dalle associazioni/istat stimati almeno ⅓ sono braccianti, nell’economia sommersa del sud Italia, ⅓ sono colf/badanti senza contratto, ⅓ sono impiegati nell’edilizia/commercio e altri settori.
Ci sono poi anche i cosiddetti: invisibili -- persone che perchè non lavorano, sono provvisoriamente sulla strada, non hanno un lavoro sistematico, non sono in nessuna associazione; per capire l’ammontare di questi invisibili ricerca qualitativa si può capire quanti vogliono poi andare via? (ci si deve ricordare che spesso l’Italia è vista da molti come
un ponte per giungere in altri paesi, ma a causa di alcuni irrigidimenti normativi, queste persone si ritrovano privi di titoli e può essere pericoloso muoversi).
Quando si parla del lavoro delle persone immigrate non c’è la distinzione tra il lavoro con contratto e senza non c’è quando si parla di imm, c’è invece il fatto di lavorare con azioni criminali o fare invece un lavoro “onesto”, sebbene sia in nero, ( lavori che noi non definiremo così, vi sono della categorie mentali diverse). All’interno del lavoro in nero, c’è una distinzione tra quello che possiamo definire come onesto e quello che invece va inteso come criminale
Buona parte degli immigrati oggi irregolari --- sono arrivati irregolarmente oppure lo hanno vissuto expost perché hanno perso il permesso di soggiorno; ⅗ regolari avevano avuto uno status di irregolarità. non è raro che vissuto un periodo irregolare che si scatenino contro gli imm irregolari (molte persone dicono “noi siamo diversi”, mica poi come gli altri che sono arrivati con i camion); ciò ci serve x confrontarci con la realtà sociale del fenomeno, che serve x gestire meglio il fenomeno e per prevenire alcune derive che questi fenomeni hanno presto.
Omid -- richiedenti asilo.
Richiedente asilo: persona che ha chiesto di essere riconosciuto come rifugiato, o altra forma di protezione e che è in attesa del responso. I richiedenti asilo solitamente entrano nel territorio irregolarmente e nel momento in cui chiedono richiesta sono regolarmente soggiornanti ( anche quando aspettano il responso da parte della commissione che regola il riconoscimento della richiesta di asilo). L’Italia accoglie meno dell'1% dei richiedenti asilo.
Cass → per mergenza, gli si da mangiare un tetto, non c’è nessuno scopo di integrazione (ultimamente vi è molto ricorso)
Sprar → scopo dell’integrazione, collegati con una serie di servizi che servono per un percorso di integrazione (ultimamente meno ricorso).
Alla fine del 2019 il numero di richiedenti asilo e beneficiari di protezione internazionale nel sistema di accoglienza era di 67.036 , distribuiti tra 10 centri di accoglienza e hotspot governativi e 6.004 in CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria). Il 2019 è stato segnato dalla politica dei porti chiusi e dai respingimenti indiretti in Libia e da respingimenti privatizzati. Almeno 8.406 persone sono state rintracciate dalla guardia costiera libica e riportate in Libia. Il protocollo d'intesa tra Italia e Libia, giudicato non conforme alla Costituzione italiana e alle leggi internazionali da un tribunale penale, è stato rinnovato nel febbraio 2020. A seguito di un decreto ministeriale è stata introdotta una procedura di frontiera, applicabile nelle zone di confine e nelle zone di transito. Questo decreto identifica le aree di confine e di transito in cui si applica la procedura accelerata per l'esame delle domande di asilo. È documentato, tra le domande di asilo esaminate nell'ambito di procedure accelerate, un uso sproporzionato di decisioni manifestamente infondate che compromettono i diritti di difesa e protezione dei richiedenti asilo.
Minori: 40% della totale dei profughi, decine di migliaia, sono i minori non accompagnati.
Italia: Onu -- 190 mila persone rifugiate -- 0,9% sotto il mandato dell’ONU (poche).
I dati ONU riferiti all’Italia hanno rilevato una popolazione di rifugiati pari a 190 mila persone
25 novembre
Devianze e conflitti
● Non tanto solo concentrazione sulla normativa ma sulla loro evoluzione; ● progressivo politicizzazione della migrazione nell’ambito politico, a livello mediatico, dalla II metà degli anni ‘90, appiattimento del discorso ma anche delle normative ambito della sicurezza/ controllo piuttosto che sulla integrazione/ accoglienza/ di accesso dei servizi e delle visione dell'immigrato come cittadino → tema della cittadinanza (interessa le II generazioni).
Prima categoria : Protezione sussidiaria
Si riferisce a una forma di protezione internazionale prevista dal diritto dell’UE e recepita anche dall’italia. È una protezione aggiuntiva che che viene riconosciuta a chi non rientri nella definizione di rifugiato. Il decreto legislativo 251/07 definisce il titolare di protezione sussidiaria come una persona:
[…] nei cui confronti sussistono fondati di ritenere che, se tornasse nel Paese di origine, […] correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno come definito dal presente decreto e il quale non può o, a causa di tale rischio, non vuole avvalersi della protezione di detto Paese → Decreto legislativo 251/
Il danno grave definito dal decreto di configura nel caso in cui il richiedente abbia subito una condanna a morte, sia stato vittima di tortura o altra forma di pena o trattamento inumano, abbia subito la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato.
Questo procedimento è uguale a quello che si ottiene per il riconoscimento di rifugiato → si presenta lo domanda di protezione internazionale o alla frontiera dello stato in cui si vuole presentare o alla questura del paese; si aspetta un colloquio in commissione territoriali per il riconoscimento dello status di rifugiato/ protezione internazionale → la commissione valuterà.
Questo processo ha una durata di 5 anni, da diritto al ricongiungimento familiare, al lavoro, possibilità di studiare ed è convertibile in permesso di soggiorno per motivi lavoro.
Se la protezione internazionale viene riconfermata per altri 5 anni , dopo 10 anni di residenza si ha anche la possibilità di richiedere la cittadinanza --- simile alla procedura per la richiesta di richiedente asilo MA estende i requisiti delle richiesta di asilo (?).
La procedura per ottenere il riconoscimento di titolare di protezione sussidiaria è uguale a quella per ottenere lo status di rifugiato. Dopo aver presentato la domanda di protezione internazionale o alla Polizia di Frontiera o in Questura, lo straniero sarà ascoltato in un colloquio presso una delle 20 Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, che deciderà se riconoscere lo status di rifugiato, lo status di titolare di protezione sussidiaria o nessun tipo di protezione internazionale. Il permesso di soggiorno per protezione sussidiaria ha una durata di 5 anni e dà diritto al ricongiungimento familiare, all'accesso al lavoro e allo studio, è convertibile in permesso di soggiorno per motivi di lavoro se sussistono i requisiti. E' possibile richiedere la cittadinanza italiana dopo 10 anni di residenza.
Protezione umanitaria
Forma di protezione nazionale, prevista nell’ordinamento Italiano nel testo unico sull’immigrazione. Veniva concessa nel caso in cui, pur in assenza di requisiti per
detenzione) introdusse alcune disposizioni contro le immigrazioni clandestine (lo scrive nella descrizione delle legge). Bossi Fini → ultima legge organica sull’immigrazione
Si distingue dalla migrazione irregolare in quanto riguarda solo coloro che abbiano violato le regole sull’ingresso nel territorio e non abbiano alcun titolo legale per rimanerci. Dunque non riguarda né i richiedenti asilo né chi l’asilo l’ha ottenuto..
Clandestino è contrapposto al richiedente asilo , che è “poverino” perchè scappa dalla guerra, mentre clandestino è chi viene qua illegalmente perché vuole lavorare in nero , o nei peggiori dei casi viene per delinquere.
Ci sono però dei confini quando si parla di clandestino, tra: chi scappa per richiedere asilo, e chi invece scappa però non ha i titoli -- però ciò non è così definito.
Clandestino → è chi scappa anche per fini lavorativi, nel proprio paese non si può sostenere.
Profughi richiedente asilo → lo stato deve riconoscere che in quel paese a livello politico e normative, vi è una guerra/ vi sono persecuzioni politiche → però ad esempio il cambiamento ambientale , o vi sono cmq guerre che non vengono riconosciute, in quei casi non è possibile richiedere la protezione internazionale --- se sono senza titolo di tutela, si prevede il rimpatrio, è invitata a ritornare, senza nessuna possibilità di lavorare, senza la possibilità di essere assistita all’interno di un qualche canale legale, nessuna possibilità di integrarsi e dunque vi è una produzione giuridica dell'illegalità , è evidente che non vi è nessuna possibilità di avere accesso ai canali ordinari di protezione, di sostentarsi, vi è un futuro di clandestinità.
Confini tra la necessità che la situazione di pericolo/deprivazione sia normativamente riconosciuta, e dall'altro lato una normativa che non tiene conto di ciò che produce con le sue norme.
Inizialmente questa figura viene contrapposta al richiedente asilo ( ha bisogno di aiuto) e chi viene qui per ragioni economiche.
Ricerche sociologiche → non c’è solo la ragione economica, ma vi sono diversi fattori che spingono le persone a muoversi.
Non si spostano i più fragili, ma chi ha titoli di studio, chi ha le risorse ciò lo si vede anche all'interno del carcere); non è una decisione autonoma, le ricerche qualitative, l'immigrazione è una decisione della famiglia --- i figli si spostano sia per mandare i soldi a casa, ma anche per il ricongiungimento familiare così da far cambiare la vita ai genitori; si parla anche di genitori, donne, che vanno in un altro paese per sostenere i figli, le “badanti” → “orfani bianchi”.
Progetto familiare per le famiglie numerose, si fa una differenziazione in base alle possibilità, il primo studia, il secondo è donna si sposa, e il terzo parte → tutta la famiglia si aiuta.NB: NON PARTONO I PIÙ’ DISPERATI, MA C’E UN PROGETTO DIETRO, VI DEVONO ESSERE RISORSE ANCHE PER IMMAGINARSI IL VIAGGIO.
Migrante economico
È una persona che si è spostata nel suo paese di origine per migliorare le sue condizioni di vita, cercando un lavoro. Il termine viene spesso usato per distinguerli dai rifugiati (richiedenti asilo) e dai clandestini. I confini però non sono così evidenti.
Contrapposizione tra richiedente asilo di chi viene qui per benefici economici.
La distinzione tra immigrato economico e il rifugiato non è così evidente, perchè anche il richiedente asilo aspira anche a lavorare per vare un miglioramento della propria vita , ciò vale anche per il confine tra regolare irregolare / clandestino → che sono tutte le fasi che cmq vengono vissute dagli immigrati; si ha un permesso per lavoro, dopo lo si perde e si diventa irregolare → si lavora nel lavoro sommerso (in nero) o si fa attività criminale (che va rapportata alla struttura delle opportunità che i soggetti hanno).
Abbiamo l’immaginario che i migranti che si spostano siano i più disperati, in realtà si spostano le persone che hanno gli strumenti per immaginare il viaggio ( normalmente che hanno un titolo di studio molto più elevato di quello che immaginiamo).in realtà molto spesso la migrazione anche del singolo individuo è un progetto familiare. Da molte ricerche emerge che a volte ci sono famiglie numerose e si procede alla differenziazione delle opportunità e possibilità (es. la femmina la sposano, uno si prende il negozio, uno studia, e uno lo. Mandano in viaggio). Nei racconti emerge spesso l’elemento della famiglia, della responsabilità verso la famiglia, e elemento della disponibilità risorse. Dimensione materiale di avere dei soldi per affrontare questo viaggio. Le persone che arrivano qui non sono i più disperati, il contrario.
Distinzione tra migrante economico e altro tipo di migrante è stata spesso messa in discussione. Nella biografia delle storie di vita è evidente che le condizioni si susseguono, non sono statiche. Si può avere permesso di soggiorno per un periodo, si può lavorare per un periodo.
Il migrante, definito "economico", risulta spesso vittima di tratta, allontanato dal proprio paese da desertificazioni, carestie, inondazioni, o semplicemente dalla miseria.
Migrazione forzata
Si tratta di una migrazione che deriva da una minaccia al propria sopravvivenza, indipendentemente che sia causato dall’uomo o da fenomeni naturali. Il migrante forzato oggi non è riconosciuto internazionalmente alla stregua del rifugiato, tuttavia il tema è sempre più all’ordine del giorno, soprattutto a causa del cambiamento climatico (protezione speciale)
Lo studio più noto parla di 200 milioni di “migranti ambientali” entro il 2050, ma l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) considera stime che variano dai 25 milioni a 1 miliardo di potenziali migranti ambientali.
E’ uno spostamento involontario-- solo pochi però hanno lo status per richiedere una protezione.
● nel momento degli sbarchi, ONG, la figura del richiedente asilo ha sostituito quella del clandestino, chi è che arriva? come accoglierlo? anche a livello del dibattito pubblico; prima realtà innocui di cui nessuno parlava, adesso è al centro di molti studi; dal 2011. Con l’aumento degli arrivi (molto meno di quello che immaginiamo, numero contenuto, molti infatti vanno via e non si vogliono neanche fermarsi per raccogliersi con la famiglia e non possono andarsene, sono costrette a rimanere qui).
Riferimenti normativi essenziali
● Inizialmente con la legge italiana si tratta di immigrazione con la legge del 30 Dicembre 1986, la n. 943 ( mentre prima se ne trattava con poche regole nel Testo Unico di pubblica sicurezza degli anni trenta, anni in cui in Italia erano presenti ancora pochi stranieri e venivano date loro molte possibilità di ingresso). Questa legge è stata emanata per attuare in Italia la Convenzione OIL, ossia Organizzazione internazionale del lavoro, sulle migrazioni in condizioni abusive e sulla promozione delle parità di opportunità e di trattamento dei lavoratori migranti. Per emanare questa legge però furono necessari 5 anni a causa di contrasti e scontri tra gli attori coinvolti, come: ministeri, sindacati e Chiesa.
Questa legge ha introdotto un primo sistema di garanzia dei diritti dei lavoratori stranieri, ossia la possibilità di poter accedere ai servizi sociali e sanitari. Anche se queste sono garanzie di cui non tutti possono usufruire a causa del complesso sistema di reclutamento dei lavoratori stranieri il datore di lavoro li chiama sulla base di liste di disponibilità a cui lo straniero deve essere iscritto, salvo una precedente verifica di non disponibilità da parte di lavoratori italiani.
Tale difficoltà di ingresso e soggiorno legale e l’ampia offerta di lavoro nell’economia sommersa (principale datore di lavoro degli stranieri) diventano e continueranno ad essere i problemi caratterizzanti l’immigrazione nel nostro Paese.
L’unica cosa che si ricorda di questo testo normativo è il provvedimento di regolarizzazione presente nell’articolo n. 16. , indirizzato a tutti coloro che erano in Italia da almeno 3 mesi, portando così ad una regolarizzazione di almeno 105. mila stranieri
● Un’altra legge in materia di immigrazione è stata fatta il 28 febbraio del 1990, n. 39 , considerata come il primo testo legislativo di riferimento, la quale rappresenta un passo in avanti (nata dalla volontà di aderire al trattato di Lisbona). È la Legge Martelli , la quale riprese il nome dell’allora vicepresidente del Consiglio dei ministri, Claudio Martelli. Questa legge convalida molti principi che rimarranno i cardini della normativa italiana, esempio: la necessità di visto, la programmazione di flussi di
ingresso, i controlli alle frontiere, la disciplina delle espulsioni e del ricongiungimento familiare (caso di Jerry Masslo). ● Gli anni ’90 sono il periodo in cui gli Stati sono restii nel rendere la questione dell’immigrazione come una faccenda europea. nel 2009 è divenuta politica comune dell’UE grazie al Trattato di Lisbona.
Alcuni riferimenti europei: - Accordi di Schengen, Trattato di Maastricht, Trattato di Amsterdam e quello di Lisbona.
Il decennio inaugurato dalla legge Martelli, si caratterizza per una forte instabilità politica che va a riflettersi sulla normativa in materia di immigrazione in un susseguirsi di decreti-legge MAI convertiti in un progetto di legge.
Gli anni ‘90 sono decisivi anche per la trasformazione del tema dell’immigrazione in terreno privilegiato di scontro e di polemica politica, è la fase di politicizzazione dell’immigrazione.
Primo tentativo di ristrutturazione sistematica della immigrazione Italiana (fortemente spinto dagli obblighi internazionali e per ottenere il via libero per l’entrata in vigore di Schengen),
Obiettivi della normativa:
● definisce una politica di Ingressi limitati e programmati, ● si pone per la prima volta una serie di interventi di contrasto all'immigrazione clandestina, ma anche allo sfruttamento dei flussi migratori. Dedica una parte anche alle politiche di integrazione (sia x i nuovi arrivati che già per quelli che già ci sono)
Altre cose : si porta a compimento il sistema dei visti di ingresso già introdotto con la legge Martelli e si stabilisce una regolazione degli ingressi per lavoro basata su quote annuali fissate all’interno del decreto flussi; nascono delle collaborazioni con gli altri paesi, vengono riservate delle quote di ingresso a fronte di collaborazioni per favorire le espulsioni.
L’ingresso per lavoro subordinato continua anche qui a basarsi, come se ne è trattato precedentemente, sulla chiamata nominativa, ossia sulla richiesta del datore di lavoro per l’impiego di un lavoratore straniero residente all’estero ( qui non esistono più le liste di iscrizione e nemmeno l’indisponibilità dei lavoratori italiani).
● Non è ancora una legge securitaria, ma è nel contesto di questa legge che si introduce il “job hunting”(ricerca del lavoro a livello internazionale). Mercato di ricerca del lavoro si dovrebbe aprire nel paese d’origine -- irrealistica: si veda i settori in cui gli immigrati sono inseriti -- agricoltura/edilizia. I Datori di lavoro devono individuare dei soggetti dall’estero per invitarli a farsi assumere. irrealistico; l’offerta si realizza nel qui, e non nella ricerca di forza lavoro nel paese di origine.
In concreto= abolisce l’ingresso per sponsor e introduce il contratto di soggiorno da firmarsi contestualmente al rilascio del permesso di soggiorno legato, anche in termini di durata, al contratto di lavoro. Altre disposizioni oltre a questa suggeriscono la volontà del legislatore di scoraggiare la stabilizzazione degli stranieri aventi permesso di soggiorno (la durata è ridotta, rischi di perdita di lavoro e del soggiorno, si aumenta di un anno il periodo necessario per ottenere la carta di soggiorno, ed infine si riducono le possibilità di ricongiungimento familiare).
Durata del soggiorno strettamente legata al contratto di lavoro. Ridotta la possibilità di trovarne un altro. Contratto di lavoro, introduce il tema delle impronte digitali per richiedere soggiorno.
Generalizza l’impegno all’espulsione con accompagnamento alla frontiera da parte delle forze dell’ordine; il trattenimento dei clandestini nelle strutture di detenzione in attesa di espulsione, fino a 60 giorni; sanzioni penali applicate alla condizione di irregolarità (è la prima volta).
Vi è un aumento delle pene per la violazione del divieto di reingresso a seguito di espulsione (dai 5 anni viene poi aumentato a 10 anni). Infine, sono state introdotte nuove penali che sanzionano il reingresso a seguito di espulsione giudiziaria, viene punito anche il secondo reingresso. Termini i 60 giorni di trattenimento allo straniero si intima di lasciare il territorio entro 5 giorni, e se non ottempera, il suo comportamento è punito. Vi è dunque una riduzione dei diritti , delle opportunità per gli stranieri regolari, dando vita a circoli viziosi: permesso di soggiorno, difficoltà di rinnovo, caduta in situazione di irregolarità, commissione del reato e da qui l’ingresso in un circuito della detenzione penale, seguita da quella amm•
Nel primo periodo di applicazione di questa legge il numero di espulsioni eseguite effettivamente aumenta, aumentano anche i pesi per il sistema detentivo e giudiziario travolti da ingressi di clandestini e da fascicoli riguardanti le nuove penali, con forte ricaduta sui tribunali.inistrativa.
la Corte di giustizia EU no sanzione penale per il fatto semplice di essere presenti in Italia.
Il 2003 è un anno che trascorre senza grandi novità, MA che si caratterizza per le quote di ingresso per il lavoro stagionale che sono ridotte al minimo, nel 2004 → in Italia vi sono 2 milioni e 400 mila stranieri residenti in Italia.
Non ci sono più regolarizzazioni indiscriminate, ma collegate alla tipologia di contratto che i soggetti hanno, i flussi x le badanti, colf, all’edilizia (ognuno deve rientrare in questi flussi):
La condizione giuridica dello straniero comincia ad essere interpretata come una questione relativa alla sicurezza / insicurezza. anche le questioni come integrazioni, accoglienza,
integrazione, vengono comunque affrontate nell'ambito discorsivo della sicurezza e contrasto alla criminalità.
Con la legge Bossi-Fini si è chiuso il ciclo di provvedimenti organici di modifica della legislazione in materia di immigrazione e si apre un periodo caratterizzato da modifiche legislative parziali, anche se continue, che vanno ad incidere sulla condizione giuridica dello straniero. L’anno 2006 è un anno di svolta, è stata la prima volta che le nuove norme regolamentari di attuazione delle novità della legge Bossi-Fini, entrate in vigore nel 2005, sono applicate. La procedura per l’assunzione dei lavoratori stranieri diventa competenza dello Sportello Unico per l’immigrazione, l’innovazione della macchina amministrativa pensata dal legislatore del 2002 per rispondere agli appesantimenti burocratici determinanti dalle nuove disposizioni. In questo anno però la quota di ingresso prevista di 120. persone arriva fino a 520.000 domande di permesso di soggiorno. Gli Sportelli Unici risultano essere sottodimensionati per esaminare le domande di un tempo in un tempo appropriato.
2007 → entra a far parte dell’UE anche la Romania e di altri paesi , che stabilizzano la maggiore che vi era di presente in Italia
2008 → crisi economica, anno delle politche 0, le condizioni dello straniero vengono inasprite. Con la legge 125 viene modificato il TUEL relativi al tema delle ordinanze riconosciuti ai sindaci in merito ai temi attinenti alla incolumità pubblica e alla sicurezza urbana
Il legislatore ritiene la condizione giuridica dello straniero (incluso rifugiato e cittadino comunitario) una questione di sicurezza. Sono state introdotte perciò modifiche restrittive alla normativa sull’ingresso e sul soggiorno dello straniero, cambiamenti alle regole sul ricongiungimento familiare e sulla disciplina del matrimonio e sulla concessione della cittadinanza.
Legge 125/2008 : L’introduzione del reato di clandestinità, si stabilisce che l’essere uno straniero non legalmente soggiornante rappresenti di per sé una condizioni di maggiore pericolosità, indipendentemente da ogni altra circostanza, ne comporta l’obbligo di denuncia del reato stesso (legge 94/2009). È evidente che il governo italiano sperava, attraverso l’introduzione del reato, di neutralizzare la direttiva e rendere superfluo il recepimento, che avrebbe rappresentato un sovvertimento della disciplina di materia di allontanamenti.
Anche qua vi è una nuova regolarizzazione di lavoratori irregolarmente soggiornanti, limitata ad addetti di alcuni servizi (colf) o di assistenza delle persone non autosufficienti (badanti).
1.5 Gli ultimi anni: Corti Supreme ed emergenza profughi.