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norme-istituzioni-devianze, Appunti di Scienze Umane

qui puoi trovare tutto sulle norme, istituzioni e devianze

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 16/06/2023

alice-russo-16
alice-russo-16 🇮🇹

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NORME-ISTITUZIONI-DEVIANZA
NORME
Le norme sono quelle regole, scritte o non, che descrivono come devono comportarsi individui e gruppi in
determinate situazioni sociali e definiscono le aspettative degli altri nei loro confronti.
Le Norme possono essere di tre tipi:
-Giuridiche, cioè quelle norme emanate dallo stato il cui obbligo di rispettarle è per tutti i membri della
società
-Morali, quelle norme tramandate oralmente, ma a cui si riconosce un forte valore morale (esempio
funerale)
-Tradizionali, quelle usanze e consuetudini praticate all’interno della società, ma prive di quel senso al
valore e etica.
Le Norme, inoltre, posso essere:
-Esplicite, cioè formulate espressamente
-Implicite, cioè non dette o illustrate
Le norme giuridiche sono sempre emanate espressamente.
LE ISTITUZIONI
La trama delle norme da luogo alle istituzioni.
Le istituzioni sono un insieme di norme tra loro coordinate, radicate nell’esperienza quotidiana degli
individui, percepite come capaci di regolare un certo ambito di vita e di azioni.
Per il sociologo sono istituzioni: matrimonio, famiglia, religione, sport, la scuola ecc.…
L’istituzione è in realtà una entità simbolica (non si identifica con le risorse materiali)
STORICITA DELLE ISTITUZIONI
Le norme che le istituzioni impongono sono soggette a mutamento storico. Il mutamento delle istituzioni
può prodursi in forme differenti.
Per capire più a fondo il meccanismo di mutamento delle istituzioni si considera la distinzione introdotta dal
sociologo Merton, tra funzioni latenti e funzioni manifeste di una istituzione.
Il rituale della danza della pioggia, ha come funzione manifeste di far piovere, ma anche finalità latente di
consolidare i legami all’interno del gruppo.
Le trasformazioni di un’istituzione investono soprattutto i suoi aspetti latenti. Si pensi alla crisi delle
istituzioni religiose (gli individui pur dichiarandosi credenti, vivono la religione in maniera privata senza
riconoscere la chiesa).
All’interno di un’istituzione le persone occupano posizioni diverse e svolgono compiti differenti.
I sociologi chiamano STATUS, ciascuna di queste posizioni ricoperte da un individuo all’interno di una
istituzione e RUOLO, ossia il complesso delle azioni che ci si spetta da un individuo.
Ogni persona assume su di se una pluralità di STATUS:
-status ascritti, posizione occupata indipendentemente dalla sua volontà
-status acquisiti, posizione occupata dall’individuo grazie ai suoi sforzi.
Stato correlativo prevede una certa relazione come quella padre figlio.
Un individuo può intraprendere diversi ruoli non solo perché occupa più status ma anche perché lo stesso
status comporta più ruoli.
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NORME-ISTITUZIONI-DEVIANZA

NORME

Le norme sono quelle regole, scritte o non, che descrivono come devono comportarsi individui e gruppi in determinate situazioni sociali e definiscono le aspettative degli altri nei loro confronti. Le Norme possono essere di tre tipi: -Giuridiche, cioè quelle norme emanate dallo stato il cui obbligo di rispettarle è per tutti i membri della società -Morali, quelle norme tramandate oralmente, ma a cui si riconosce un forte valore morale (esempio funerale) -Tradizionali, quelle usanze e consuetudini praticate all’interno della società, ma prive di quel senso al valore e etica. Le Norme, inoltre, posso essere: -Esplicite, cioè formulate espressamente -Implicite, cioè non dette o illustrate Le norme giuridiche sono sempre emanate espressamente.

LE ISTITUZIONI

La trama delle norme da luogo alle istituzioni. Le istituzioni sono un insieme di norme tra loro coordinate, radicate nell’esperienza quotidiana degli individui, percepite come capaci di regolare un certo ambito di vita e di azioni. Per il sociologo sono istituzioni: matrimonio, famiglia, religione, sport, la scuola ecc.… L’istituzione è in realtà una entità simbolica (non si identifica con le risorse materiali)

STORICITA DELLE ISTITUZIONI

Le norme che le istituzioni impongono sono soggette a mutamento storico. Il mutamento delle istituzioni può prodursi in forme differenti. Per capire più a fondo il meccanismo di mutamento delle istituzioni si considera la distinzione introdotta dal sociologo Merton, tra funzioni latenti e funzioni manifeste di una istituzione. Il rituale della danza della pioggia, ha come funzione manifeste di far piovere, ma anche finalità latente di consolidare i legami all’interno del gruppo. Le trasformazioni di un’istituzione investono soprattutto i suoi aspetti latenti. Si pensi alla crisi delle istituzioni religiose (gli individui pur dichiarandosi credenti, vivono la religione in maniera privata senza riconoscere la chiesa). All’interno di un’istituzione le persone occupano posizioni diverse e svolgono compiti differenti. I sociologi chiamano STATUS, ciascuna di queste posizioni ricoperte da un individuo all’interno di una istituzione e RUOLO, ossia il complesso delle azioni che ci si spetta da un individuo. Ogni persona assume su di se una pluralità di STATUS: -status ascritti, posizione occupata indipendentemente dalla sua volontà -status acquisiti, posizione occupata dall’individuo grazie ai suoi sforzi. Stato correlativo prevede una certa relazione come quella padre figlio. Un individuo può intraprendere diversi ruoli non solo perché occupa più status ma anche perché lo stesso status comporta più ruoli.

LA DEVIAZA

La devianza è un comportamento non conforme ai canoni della normalità e leicità in una cera società, in un determinato momento storico. Il comportamento si allontana dalle norme stabilite (allontanare= deviare). In primo luogo, Nessun comportamento è di per se deviante e ciò che appare tale in un contesto sociale o momento storico può non esserlo in altri tempi e luoghi. In secondo luogo, quando parliamo di norme sociali ci riferiamo ad una vastità di regole di condotta. La loro violazione genera forme molto diverse di devianza CONDOTTA DISCUTIBILE e CRIMINE. Infine le usanze e i costumi morali non sono ugualmente praticati all’interno della società da tutti i membri, mentre le norme giuridiche valgono in mono indifferenziato per tutti gli individui. L’ORIGINE DELLA DEVIANZA l’origine della devianza hanno suscitato l’interessa di molti studiosi che confrontandosi hanno tentato di fornire delle risposte a tale argomento. -il criminologo Cesare Lombroso, ipotizzò un’origine biologica della devianza, affermando che i criminali posso essere riconosciuti tramite specifiche caratteristiche fisiche, come la forma del cranio. -scuola di Chicago vede la condotta deviante come il prodotto di una particolare subcultura -Merton parte da una considerazione che esiste un divario tra gli scopi che vengono proposti ai membri della società e i mezzi disponibili per conseguirli (divario tra mezzi e fini sociali). Ipotizza Merton che il comportamento deviante è causato dalla frustrazione di chi vorrebbe migliorare il proprio status ma non riesce. In tal caso la devianza nasce dal divario tra aspirazione e possibilità. Va anche detto che non tutti quelli che avvertono lo scarto tra aspirazione e possibilità assumono comportamenti deviati. Esistono altre possibilità: -Conformismo, si accettano gli scopi sociali pur sapendo non poterli conseguire -Ritualismo, l’individuo conferma i valori sociale senza crederci -Rinuncia, L’individuo rinuncia sia ai valori sociali sia ai mezzi per raggiungerli -Ribellione, l’individuo non solo rifiuta scopi e mezzi, ma combatte per proporre dei nuovi.

POVERTA

POVERTA ASSOLUTA E POVERTA RELATIVA

Povertà assoluta è una persona in condizioni di estrema indigenza, con difficoltà a procurarsi i beni e servizi necessari per sopravvivere. La povertà più diffusa nei paesi industrializzati e la povertà relativa, la capacità di poter soddisfare i bisogni primari ma impossibilità di accedere a determinati servizi. Si vive una vita dignitosa ma non si potrà mai raggiungere un alto tenore di vita. Povertà fluttuante, chi passa ad avere una vita benestante a non aver più nulla. Recentemente si sono affermati i così detti approcci multidimensionali che assumono come punto di riferimento non solo la dimensione economica, ma la qualità globale della vita