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Analisi Strutturale e Psicanalitica delle Fiabe: Propp, Lévi-Strauss e Bettelheim, Schemi e mappe concettuali di Letteratura Italiana

Le diverse interpretazioni e analisi delle fiabe, partendo dalle narrazioni collettive e dalle tradizioni popolari. Vengono esaminati i contributi di propp con la sua 'morfologia della fiaba', le critiche di lévi-strauss, e le riflessioni di jolles sulle 'forme semplici'. Anche il significato dei simboli nelle fiabe attraverso l'analisi di benoist e l'approccio psicanalitico di bettelheim, evidenziando come le fiabe riflettano e mediano traumi collettivi e individuali. Infine, vengono presentati gli schemi narrativi di aarne e greimas, utili per individuare e classificare le trame standard delle fiabe, offrendo una panoramica completa e dettagliata sull'evoluzione e l'interpretazione delle fiabe nella cultura e nella società. L'analisi si conclude con un esame del 'cunto de li cunti' di basile, evidenziando la sua influenza sui successivi raccoglitori di fiabe e le sue caratteristiche uniche nel contesto del barocco napoletano.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 28/06/2025

francesca.bertotti
francesca.bertotti 🇮🇹

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SEZIONE 1 - Le strade della fiaba
La fiaba è originariamente una narrazione collettiva; nasce da una tradizione popolare,
caratterizzata da racconti medio-brevi e centrati su avvenimenti e personaggi fantastici; contiene
elementi di magia. Ciò che caratterizza la fiaba è l’assenza di trauma (lo dierenzia da un
racconto fantastico): happy end che arriva dopo situazioni traumatiche che avrebbero segnato per
la vita il protagonista rimozione dell’evento traumatico. È una narrazione totalmente amorale"
La favola è una breve composizione, in prosa o in versi, che ha per protagonisti animali
antropomorfizzati o, più raramente, piante o oggetti inanimati e che è fornita di una “morale”. "
Propp usa sistematicamente il termine “favola” al posto di “fiaba”"
I primi ad occuparsi della fiaba sono gli strutturalisti:"
-Morfologia della fiaba di Propp"
Propp ha studiato le fiabe di magia russe e ha individuato 7 personaggi con ruoli precisi:"
A. Antagonista"
B. Donatore"
C. Aiutante magico"
D. Principessa e padre re"
E. Mandante"
F. Eroe"
G. Falso eroe"
Propp aanca delle suddivisioni collegate ai personaggi individuati, e che forniscono il motore
della storia: 31 funzioni (es. allontanamento, divieto, infrazione, investigazione, delazione, tranello)"
Claude Lévi-Strauss, la struttura e la forma: riflessioni su un’opera di Propp contesta il lavoro di
Propp:"
1. L’autore si occupa solo delle fiabe di magia e di quelle popolari"
2. L’accusa di formalismo da parte di Lévi-Strauss sarebbe legata al fatto che i formalisti
studiano il proprio materiale senza far riferimento alla storia"
3. Una volta stabilita l’unità di composizione delle favole di magia non potevo che chiedermi
quale ne fosse la causa"
4. La morfologia è sterile se non si la si integra con l’etnografia"
Propp risponde con un saggio - Struttura e storia nello studio della favola (fiaba) - in cui spiega
che la morfologia e le radici storiche rappresentano le due parti di un’unica ampia area."
Introduce una distinzione:"
-Fiaba: fondata sull’invenzione poetica e rappresenta una finzione. Sinonimo di bugia"
-Mito: racconto di carattere sacrale, almeno inizialmente ritenuto veritiero "
1930: André Jolles “Einfache Formen” in Italia col titolo “Le forme semplici”"
-Autore era filonazista e si uccise al crollo del nazismo oscuramento delle sue opere"
-Fondamentale per la comprensione del meccanismo della trasmissione orale"
-Le forme semplici sono forme di origine popolare e non aurorale che si trasmettono facilmente
perché contengono in sé tutte le informazioni necessarie a una narrazione orale: non sono
metatestualiquesta caratteristica ha permesso loro di sopravvivere e di essere rielaborate nei
secoli"
-Quando introduco un personaggio, la narrazione si ferma e viene descritto tutto il personaggio
(saga, leggenda profana)"
-I personaggi sono tipi, sono maschere, che non hanno alcun approfondimento psicologico"
Le forme semplici individuate da Jolles:"
Leggenda sacra e profana
Mito
Enigma
Sentenza
Caso memorabile
Fiaba
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Scarica Analisi Strutturale e Psicanalitica delle Fiabe: Propp, Lévi-Strauss e Bettelheim e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Letteratura Italiana solo su Docsity!

SEZIONE 1 - Le strade della fiaba

La fiaba è originariamente una narrazione collettiva; nasce da una tradizione popolare, caratterizzata da racconti medio-brevi e centrati su avvenimenti e personaggi fantastici; contiene elementi di magia. Ciò che caratterizza la fiaba è l’ assenza di trauma (lo differenzia da un racconto fantastico): happy end che arriva dopo situazioni traumatiche che avrebbero segnato per la vita il protagonista→ rimozione dell’evento traumatico. È una narrazione totalmente amorale La favola è una breve composizione, in prosa o in versi, che ha per protagonisti animali antropomorfizzati o, più raramente, piante o oggetti inanimati e che è fornita di una “morale”. Propp usa sistematicamente il termine “favola” al posto di “fiaba” I primi ad occuparsi della fiaba sono gli strutturalisti:

- Morfologia della fiaba di Propp

Propp ha studiato le fiabe di magia russe e ha individuato 7 personaggi con ruoli precisi: A. Antagonista B. Donatore C. Aiutante magico D. Principessa e padre re E. Mandante F. Eroe G. Falso eroe Propp affianca delle suddivisioni collegate ai personaggi individuati, e che forniscono il motore della storia: 31 funzioni (es. allontanamento, divieto, infrazione, investigazione, delazione, tranello) Claude Lévi-Strauss, la struttura e la forma: riflessioni su un’opera di Propp contesta il lavoro di Propp:

  1. L’autore si occupa solo delle fiabe di magia e di quelle popolari
  2. L’accusa di formalismo da parte di Lévi-Strauss sarebbe legata al fatto che i formalisti studiano il proprio materiale senza far riferimento alla storia
  3. Una volta stabilita l’unità di composizione delle favole di magia non potevo che chiedermi quale ne fosse la causa
  4. La morfologia è sterile se non si la si integra con l’etnografia Propp risponde con un saggio - Struttura e storia nello studio della favola (fiaba) - in cui spiega che la morfologia e le radici storiche rappresentano le due parti di un’unica ampia area. Introduce una distinzione:

- Fiaba : fondata sull’invenzione poetica e rappresenta una finzione. Sinonimo di bugia

- Mito : racconto di carattere sacrale, almeno inizialmente ritenuto veritiero

1930: André Jolles “Einfache Formen” in Italia col titolo “Le forme semplici”

- Autore era filonazista e si uccise al crollo del nazismo→ oscuramento delle sue opere

- Fondamentale per la comprensione del meccanismo della trasmissione orale

- Le forme semplici sono forme di origine popolare e non aurorale che si trasmettono facilmente

perché contengono in sé tutte le informazioni necessarie a una narrazione orale: non sono metatestuali→questa caratteristica ha permesso loro di sopravvivere e di essere rielaborate nei secoli

- Quando introduco un personaggio, la narrazione si ferma e viene descritto tutto il personaggio

(saga, leggenda profana)

- I personaggi sono tipi, sono maschere, che non hanno alcun approfondimento psicologico

Le forme semplici individuate da Jolles:

_- Leggenda sacra e profana

  • Mito
  • Enigma
  • Sentenza
  • Caso memorabile
  • Fiaba
  • Scherzo_

L. Benoist, “Segni, simboli e miti” (1975) Ogni simbolo è come un guscio vuoto che può essere riempito a seconda delle epoche con significati diversi. Esistono simboli profanati che non potranno riacquistare mai più il loro significato originario, poiché vincolato a un significato preciso così violento: es. la svastica, originariamente antico simbolo religioso ma legato per un occidentale esclusivamente all’esperienza del nazismo. Le fiabe sono evidentemente simboli, ma a seconda delle epoche, sono state riempite di significati molto diversi. Bettelheim, “il mondo incantato. Uso, importanza, significati psicanalitici delle fiabe”no rimozione del trauma, ma lieto fine : rassicura il bambino che tutto quello che viene narrato è reversibile, può essere annullato→ la fiaba educa il bambino ad esercitare la sua fantasia e lo garantisce del fatto che la sua fantasia disegni un mondo reversibile Bettelheim: la fiaba serve a raccontare al bambino una serie di cose che non potrebbero essere raccontate diversamente (fiaba ha una funzione sociale - mondo è pericoloso, crudele, donne rischiano di essere violentate, maltrattate); a seconda dei contesti, la fiaba rivela anche i traumi collettivi (la collettività che ha coscienza di aver commesso crimini non confessabili o neppure puniti in modo grave, riversa l’inconfessato di questa consapevolezza nell’alveo della fiaba - mangiabambini rivela i fenomeni di cannibalismo/infanticidio nei confronti dei neonati durante delle crisi europee) Riscrittura di alcuni personaggi→ orco di Basile è lo straniero, l’altro, quello che non conosciamo, e non più la bestia Negli ultimi anni in cui Propp inizia a pensare alla sua morfologia, si iniziano ad individuare una forma di trama standard all’interno della quale vengono individuate una serie di varianti.

  • (^) Nel 1910 Antti Amatus Aarne pubblicò The Types of the Folktale, in cui propose un sistema di classificazione delle fiabe basato su un "indice dei tipi", ovvero su un catalogo numerato che raccogliesse tutte le trame standard delle fiabe. Il sistema di Aarne venne in seguito sviluppato ed esteso dal folklorista statunitense Stith Thompson , che pubblicò una versione riveduta ed ampliata del catalogo nel 1961 (Antti Aarne - Stith Thompson, The Types of the Folktale: A Classification and Bibliography. The Finnish Academy of Science and Letters, Helsinki 1961).
  • Il catalogo del 1961 (con successivi ampliamenti) è rimasto fino ad oggi il testo ufficiale di riferimento del sistema universalmente adottato di classificazione delle fiabe, indicato come sistema numerico AT. Il sistema AT associa ogni fiaba, o a ogni episodio di una fiaba, una trama standard identificata da un numero. Algirdas Greimas ha inoltre elaborato uno schema narrativo canonico articolato in quattro fasi:
  1. Manipolazione (funzione contrattuale): può essere promessa, minaccia, seduzione, provocazione; il destinatario convince il soggetto ad accettare una missione. Il Destinatario può convincere il Soggetto in quattro modi diversi: promessa, minaccia, seduzione, provocazione
  2. Competenza (prova qualificante): il soggetto entra in possesso degli elementi che gli servono per vincere la prova (es. si procura una spada per combattere il drago). L’equipaggiamento, detto modale, comprende: volere, dovere, sapere, potere
  3. Performance (prova principale): il soggetto compie l’azione stabilita
  4. Sanzione (prova glorificante): il destinatario giudica se l’operato del soggetto è conforme al contratto iniziale Utili per individuare Fiaba geminata→ per due volte vengono ripetute le stesse funzioni (c’è situazione che potrebbe concludersi, ma ricomincia subito dopo)→ se se ne tagliasse una parte, sarebbe comunque una fiaba conclusa

Ciulla musuta, Paola strabica, Ciommetella tignosa e Iacova squacquarata). Porteranno Lucia alla morte, portando alla rivelazione dell’inganno di Lucia: Ciometella racconta una storia che si riferisce a Lucia. Iacova si sente male e viene rimpiazzata da Zoza, che racconta la sua storia. Così Lucia viene condannata ad essere sepolta viva, Tadeo sposa Lucia. Il figlio (Giorgetiello) è la metafora del Cunto: momento in cui Zoza raggiunge la sua maturità, allora Lucia muore, perché ha svolto la sua funzione. Zoza e Lucia sono due facce della stessa medaglia, sono complementari. Rapporti con il Decameron :

  • Dieci novellatori di elevato livello sociale
  • Dieci novellatrici popolane contraddistinte da vistosi difetti fisici che rimandano quasi tutti all’impossibilità di tener nascosto un segreto: Zeza sciancata, Cecca storta, Meneca gozzuta, Tolla nasuta, Popa gobba, Antonella bavosa, Ciulla musuta, Paola strabica, Ciommetella tignosa e Iacova squacquarata.
  • Nomi parlanti nella cornice Tadeo/Zoza/Lucia tutti afflitti da grave malinconia
  • (^) La novella X,10 del Decameron ha forti punti di contatto con le due fiabe raccontate da Ciommetella nelle ultime due giornate Il Corvo , I tre Cedri Vedi novella X della decima giornata del Decameron Petrarca decide di tradurla e di trasformarla in un’immagine di verità, di fede: finché anima non si affida a Dio in assoluta fiducia, non potrà raggiungere la felicità Grammatica coloristica che appartiene alle fiabe Come nel Decameron ci sono novelle che hanno caratteristiche fiabesche, nel Cunto ci sono racconti che non sono fiabe ma novelle che non sono fiabe (si risolvono all’esterno dell’intervento magico):
  • Vardiello (I,4)
  • Il Compare (II,10)
  • Viso (III,3)
  • La foresta di agli (III,6) Lucia dei tre cedri è crudele, violento, pericoloso; Lucia del Cunto non fa mai nulla contro Zoza Intermezzo realistico : fra una giornata e l’altra ci sono 4 egloghe, mentre nel Decameron erano canzoni
  • (^) La coppella : oggetto che usano orefici per fondere oro e capire se l’oro è di una buona lega o meno; si valuta l’aspetto del reale valore delle persone a confronto dall’apparenza
  • (^) La tintura : malevolenza, invidia, cattiveria, ostilità nei confronti del prossimo; sentimento che ritrova nella corte
  • (^) La stufa : la noia in senso esistenziale
  • (^) L’uncino : (vorpara) uncino del secchiello che si usa per tirare su l’acqua dal pozzo; si afferma che tutti hanno prezzo, diverso per ognuno, può essere un prezzo che non è in denaro, cioè tutti hanno una vorpara che può tirare fuori dal pozzo (es. successo letterario) Sono poco fiduciose nel futuro dell’umanità e nella corte Ciommetella è una figura centrale e racconta cinque fiabe fondamentali: la cerva fatata, lo catenaccio, Rosella, il corvo, i tre cedri La cerva fatata: uno dei perni attorno a cui ruota il Cunto Il catenaccio, variante popolare della fiaba di amore e psiche ha il suo corrispettivo nel tronco d’oro, schiavo nel-marito bianco A differenza del Decameron, qui ci sono tutte narratrici donne. Dioneo, narratore più giovane, ha più libertà→ qui non c’è, perché tutte le donne sono libere di utilizzare linguaggi scurrili, metafore volgari; mentre nel Decameron era concentrato su un narratore (Dioneo) Grazie a Basile, abbiamo alcune versioni di fiabe molto note, diverse da come le conosciamo:
  • (^) La gatta Cenerentola: Cenerentola è un’omicida (vedi storia)
  • (^) Cagliuso: Il gatto con gli stivali scompare l’amaro epilogo in cui il protagonista dimostra tutta la sua ingratitudine
  • (^) Sole, Luna e Talia: la bella addormentata nel bosco qui è evidente il motivo dello stupro a causa del quale vengono generati addirittura due bambini (due gemelli che vengono allevati dalle fate;

uno di loro, invece che succhiare il seno della madre, le succhia il pollice e riesce a farle uscire la spina, spezza l’incantesimo e si sveglia; il re è sposato con un’orca…); il principe qui è un re Motivi di novità nel Cunto:

- Motivo^ dell’orco^ civile Prima l’orco era una proiezione sociale, che mangiava i bambini, e voleva individuare i fenomeni di cannibalismo L’orco non è sempre un bruto, è dotato di vita sociale, famiglia, ha preoccupazioni di tipo borghese e spesso gli uomini con cui si confronta sono peggiori di lui. Es. Corvetto→ è corvetto il ladro, il corrotto che uccide tutti per un capriccio del re; l’orco è innocente, ma viene ucciso insieme alla sua famiglia e al suo clan - Racconto dell’Orco - Viola - Verdeprato - Corvetto - La pulce - Fate^ sull’orlo^ del^ buio Basile introduce una serie di fate con aspetto mostruoso, caratteristiche inferiate e inquietanti; spesso hanno mescolanza di caratteristiche animali e vegetali Costanti fiabesche nel Cunto:

  • (^) Annullamento o rimozione del trauma → nonostante tutte le violenze subite la o il protagonista alla fine non conservano traccia dei loro traumi. La formula “vissero felici e contenti” riassume questo elemento, presente anche nella novella finale del Decameron. Mondo delle fiabe→ modo di violenze familiari. Nel caso del Cunto la violenza familiare è ribadita con cura, come la presenza di corruzione, invidia all’interno della corte. Non è mai commentato, spesso viene descritto senza essere denunciato
  • (^) Il motivo della fanciullezza perseguitata → fanciulla di grande bellezza che viene desiderata dal padre o dal fratello e fugge per evitare l’incesto. Tipicamente le vengono mozzate le mani, che poi ricrescono alla fine della vicenda, per lo più in presenza di acqua. È stato studiato anche come mito cosmogenico.
  • L’orsa, incesto rischiato
  • La penta mano-mozza, elementi ribaltati, incesto rischiato e moglie morente che affida la fanciulla perseguitata al marito
  • (^) Motivo del legno rigeneratore → chi viene condannato a morte e abbandonato in una botte o una bara di legno i acqua, oppure, gravemente malato, viene rivestito di legno benefica delle proprietà rigeneranti del legno stesso e si salva. Basile lo contamina con il motivo della finestra
  • Peruonto
  • La Penta mano mozza
  • (^) Motivo dello sciocco premiato → non è originale di Basile, qui è più evidente. Non c’è mai una ragione morale che determina premi e punizioni: spesso grandi fortune vengono assegnate a persone che non le meritano sia per la loro stupidità che per il loro comportamento
  • Racconto dell’orco
  • Vardiello
  • Cagliuso
  • L’ignorante Charles Perrault Rilevanza del passaggio da narrazione in ambito cortigiano, ad una raccolta che va in tutto il mondo, e dà origine a una moda, creando un genere. Perrault rende le fiabe spendibili per un pubblico infantile. 1695: I racconti di mamma l’Oca
  • Cappuccetto Rosso
  • Barbablù
  • Il gatto con gli stivali
  • Cenerentola
  • Le fate
  • La bella addormentata nel bosco

Pinocchio per tutta la vita cerca di evitare la morte: alla fine diventa bambino, ma il burattino è morto Giorgio Manganelli 1977, “Pinocchio, un libro parallelo”: interpretazioni psicoanalitica di Pinocchio Pinocchio: non si può parlare di rimozione del trauma; accetta di morire con tutti i suoi traumi Esito narrativo→ Josef K., M. Mari: bambino che ha un modo di muoversi “legnoso”→ decide di cercare il proprio padre, di cui ha un ricordo sfocato; va in Toscana e grazie all’aiuto di una mendicante, visita un laboratorio Barrie porta a perfezione il metodo Andersen→ esibizione del trauma individuale con un personaggio perfettamente consapevole (“non voglio diventare uomo”) Collodi c’era già arrivato Pinocchio scappa da qualcosa che non sa cos’è, che non vuole, corre sempre, è sempre in fuga

4. Il superamento del trauma Personaggi prigionieri di un’infanzia congelata, che non ha possibilità di sviluppo, che si ripete, da protagonisti diventano

  • (^) comprimari → “Il figlio del cimitero”, “Coraline” (bambini che si fanno cucire i bottoni, che sono ostaggi della madre, vivono condizione di infanzia congelata)
  • (^) avversari → “Harry Potter” (Voldemort vive infanzia congelata, rifiuta l’idea di invecchiar e morire) Recupero dei personaggi e della struttura delle stesse fiabe, in chiave totalmente rinnovata e risemantizzata Voldemort lascia un cadavere come quello di Pinocchio e per ben due volte testimonia la sua regressione all’infanzia, assumendo le sembianze, sia pure mostruose, di un neonato Vita di Harry come lungo atto di avvicinamento alla morte, tanto che, esattamente come il terzo fratello della fiaba di Beda il parto (l’ultimo lascito di Silente/Dumbledore), pur potendo diventare un padrone della morte perché possiede tutti e tre i doni priva se stesso e coloro che verranno dopo di lui di questa possibilità distruggendo la bacchetta di sambuco. Aver riconosciuto e affrontato il trauma riavvicina il fantasy al romanzo di avventura, a cui Rodari aveva riconosciuto una fondamentale carica liberatoria.

SEZIONE II - Dal poema cavalleresco al romanzo

Poema cavalleresco Ludovico Ariosto, Orlando Furioso→ 3 edizioni; ampliamenti di vicende interne

- 1516 prima edizione 40 canti

- 1521 seconda edizione 40 canti

- 1532 terza edizione 46 canti metro: ottave di endecasillabi

Terza edizione: inserimento di nuovi episodi, i sei canti nascono da una dilatazione ‘dall’interno’, rifacimento linguistico Tra la seconda e la terza edizione c’è una robustissima revisione linguistica→ eliminazione termini di provenienza dialettica Caratteristiche:

- Opera di intrattenimento, letta dopo pranzo alla corte estense

- La recita delle avventure cavalleresche migra dalla piazza alla corte

- Presenza del poeta performer che racconta la vicenda

- Narratore accoglie il pubblico all’inizio del canto e si congeda da lui

- L’incipit del poema fa riferimento all’Eneide e i proemi diventano occasione di commenti morali

e di riflessione

- Necessità del cantastorie di tenere sempre desta l’attenzione del pubblico diventa qui pretesto

per l’entrelacement (rendere la narrazione continuamente sospesa e quindi ripresa in più storie legate tra loro, che avvengono in contemporanea)

- Intreccio delle varie vicende interrotte sempre nel momento di massima suspense

- Vige la legge per cui ciò che si cerca non si trova e si trova ciò che non si sta cercando

- l’Orlando non si può riassumere, perché l’autore vuole che il lettore si smarrisca nel testo

Trame principali

- Quête amorosa

  • Angelica:^ finale aperto (sparisce dal romanzo con un capitombolo e non sappiamo cosa le succede); nella versione definitiva Angelica incrocia il suo destino con quello di Olimpia
  • Orlando: finale chiuso (se rinsavisce morirà a Roncisvalle)→ si è esaurita ogni possibilità alternativa con il recupero del senno. Orlando impazzisce esattamente a metà del poema; è lui a salvare per due volte l’altra Angelica, Olimpia
  • Bradamante:^ finale chiuso (sposerà Ruggiero che morirà giovane): inchiesta giusta e necessaria perché voluta da Dio. Ma deve fronteggiare le due botole del romanzo
  • Ruggiero:^ finale chiuso (sposerà Bradamante e morirà giovane): cavaliere perfetto che affronta un percorso di formazione. Il doppio più giovane e a distanza di Orlando (alter ego di Orlando, è presumibilmente com’era orlando anni prima). Supera la seduzione di Alcina, salva Leone, a cui i genitori hanno promesso Bradamante

- L’avventura e l’inganno

  • Astolfo: compie un suo itinerario pienamente avventuroso: Alcina, l’Africa, la Luna. È personaggio risolutivo di molte vicende. Si avvicina a quelli che Calvino chiama “allestitore di inganni”: con la magia mostrano cose che in realtà non sono reali (Alcina, Atlante e in parte Melissa). Maga Melissa personaggio ambiguo: maga buona, che aiuta Bradamante; momento in cui questa maga assume caratteristiche completamente diverse (novella del Nappo) 29/ (METALESSI

- È un fenomeno paradossale della narrazione, perché mette insieme dei livelli logicamente e

ontologicamente separati, da cui si origina un paradosso

- Presuppone l’esistenza di almeno due livelli

- In testi narrativi (es. narrazione all’interno della narrazione, Boccaccio, Decameron)

- Fenomeno transmediale: anche in dramma (Sei personaggi in cerca d’autore, Pirandello),

pittura, cinema fumetto

- È un fenomeno attuale

Definizione di Gerard Genette: trasgressione della frontiera mobile massacra di due mondi: dove si racconta e il mondo che si sta raccontando Funzioni:

- Distruggere l’illusione mettendo a nudo il procedimento, il congegno

- Rinforzare l’illusione attraverso enargeia/immersione organica

Effetti:

Manzoni > Innominato entra in scena come cavaliere scellerato che però gode di un rispetto dei suoi uomini; quando Innominato si converte e lascia liberi gli uomini, questi gli rimangono fedeli I tre moschettieri si aprono con un richiamo esplicito a Cervantes:

  • D’Artagnan è Don Chisciotte ma ricorda anche Lancillotto: soffre di malinconia d’amore
  • Porthos, il cavaliere-combattente: cavaliere predone del Nord ma ingentilito dal sud. Ha un’amante matura, che poi si sposerà
  • Aramis, cavaliere-intellettuale: il Trovatore, l’intellettuale-cortigiano-cavaliere. Studia, prepara una tesi, filosofeggia, intende prendere i voti
  • Athos, cavaliere aristocratico: malattia incurabile dell’eroe.